{"id":23249,"date":"2010-08-23T09:37:00","date_gmt":"2010-08-23T09:37:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/08\/23\/e-ancora-soldatini\/"},"modified":"2010-08-23T09:37:00","modified_gmt":"2010-08-23T09:37:00","slug":"e-ancora-soldatini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/08\/23\/e-ancora-soldatini\/","title":{"rendered":"&#8230; e ancora soldatini!"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<p>&#8211; Ma insomma, che cos&#8217;ha di tanto straordinario il gioco dei soldatini? -, chiede Sabina, come sempre tra ironica e sorniona. &#8211; A forza di sentirtelo decantare, c&#8217;\u00e8 da credere che possieda quasi una sorta di virt\u00f9 divina.<\/p>\n<p>&#8211; Dei soldatini e delle bambole &#8211; la correggo. &#8211; Dei soldatini per i maschietti, e delle bambole per le femminucce.<\/p>\n<p>&#8211; Gi\u00e0, il solito maschilista; vorresti relegarci nel ruolo subalterno fin da piccole, allo scopo di perpetuare o di ripristinare la dominazione sessista.<\/p>\n<p>Ma il suo sorriso canzonatorio mi dice che, tanto per cambiare, non bisogna prenderla veramente sul serio, perch\u00e9 sta solo facendo il verso alle vecchie femministe un po&#8217; fanatiche di qualche decennio fa.<\/p>\n<p>&#8211; Bah, a parte il fatto che un tempo era proprio cos\u00ec che giocavano e si divertivano i bambini e le bambine, e non mi risulta che siano cresciuti particolarmente traumatizzati o predisposti allo sfruttamento gli uni delle altre; il fatto che vi fossero dei giochi ben distinti per i due sessi non significa che poi questi ultimi non potessero ritrovarsi per giocare fra di loro, ad esempio a guardie e ladri o simili. Perch\u00e9, i giochi di ruolo elettronici ti sembrano pi\u00f9 democratici e meno sessisti? Se lo pensi davvero, guarda che ti sbagli di grosso.<\/p>\n<p>L&#8217;unica differenza \u00e8 che oggi un maschio si pu\u00f2 scegliere un ruolo femminile e viceversa; e, a dirla tutta, non mi sembra proprio che si possa parlare di una gran conquista, ma solo dell&#8217;ennesima confusione che rende tutto pi\u00f9 difficile, nel gioco come nella vita. Perch\u00e9, se si arriva al punto di non sapere pi\u00f9 chi si \u00e8 veramente, allora non si pu\u00f2 andare molto lontano&#8230;<\/p>\n<p>Invece di ribattere, Sabina si mordicchia il labbro inferiore come fa sempre quando \u00e8 intenta a riflettere, ma intanto sta affilando una delle sue frecciate al vetriolo. Infine si stringe nelle spalle e con gesto di resa ostentata e di finta contrizione, ribatte:<\/p>\n<p>&#8211; E va bene, grande capo, hai ragione tu, come al solito. Di&#8217; allora alla tua umile squaw, perch\u00e9 forse \u00e8 un po&#8217; dura di comprendonio, in che cosa consistevano i vantaggi mirabolanti del giocare con le bambole e con i soldatini&#8230;<\/p>\n<p>&#8211; Eh, sai che comincio a pensare che la mia piccola squaw sia davvero un po&#8217; dura di comprendonio? Il vantaggio era uno solo, ma impagabile: stimolava la fantasia e la creativit\u00e0 in maniera meravigliosa, come nessun gioco elettronico odierno, per quanto costosissimo e sofisticatissimo, riuscirebbe mai a fare.<\/p>\n<p>&#8211; Ma in fin dei conti, una bambola o una scatola di soldatini non sono soltanto degli oggetti di plastica, o di porcellana, o di quello che vuoi? Voglio dire che, se una bambina o un bambino possiedono il dono delle fantasia, i giocattoli che adoperano dovrebbero essere indifferenti, o quasi; e, se non la possiedono, non c&#8217;\u00e8 gioco che possa risvegliarla.<\/p>\n<p>&#8211; Ed \u00e8 qui che ti sbagli, cara la mia squaw dalla lingua tagliente; o, per meglio dire, dalla lingua biforcuta. La fantasia, nei bambini, \u00e8 certamente un dono naturale; ne possiedono, in genere, assai pi\u00f9 degli adulti: ma ci\u00f2 non significa che il contesto sociale e culturale in cui vivono sia del tutto indifferente.<\/p>\n<p>Come in ogni altro caso, la societ\u00e0, nel suo complesso, svolge un ruolo importantissimo nel potenziare o, viceversa, nell&#8217;indebolire le tendenze naturali degli individui. Se gli adulti mettono in mano ai bambini dei giochi che fanno tutto da soli, come quelli meccanici, o che si basano su una &quot;filosofia&quot; da adulti, come quelli elettronici, li derubano della ricchezza pi\u00f9 specifica della condizione infantile: la capacit\u00e0 di sognare, la creativit\u00e0.<\/p>\n<p>E un bambino che non sappia sognare, non \u00e8 pi\u00f9 un bambino: \u00e8 soltanto un triste vecchietto, che non sa guardare al mondo con gli occhi pieni d&#8217;incanto e di stupore.<\/p>\n<p>&#8211; Io sono stata fortunata &#8211; riflette Sabina, mordicchiandosi il labbro. &#8211; Mio pap\u00e0 si sedeva ogni sera sul bordo del mio lettino e mi raccontava delle bellissime storie, inventandosele ogni volta di sana pianta. Io, magari, gli suggerivo il canovaccio, e lui ci ricamava sopra una vicenda molto elaborata, che era un vero e proprio inno alla fantasia e alla meraviglia.<\/p>\n<p>&#8211; Appunto -, le dico. &#8211; Questo \u00e8 uno degli esempi di ci\u00f2 che intendo quando affermo che il contesto socioculturale \u00e8 d&#8217;importanza capitale per tenere desta e sviluppare la fiammella della fantasia, che \u00e8 presente in ciascun bambino allo stato potenziale. Ma, come sa ogni buon giardiniere, anche l&#8217;orto migliore finisce per non dare pi\u00f9 nulla, se non viene innaffiato e concimato amorevolmente e se non viene costantemente tenuto sgombro dalle erbe infestanti&#8230;<\/p>\n<p>&#8211; A questo punto &#8211; ribatte Sabina &#8211; qualcuno, non io, si capisce, potrebbe domandarti perch\u00e9 mai la fantasia sia cos\u00ec importante, dopo tutto. Nella societ\u00e0 tecnologica, produttivista ed efficientista in cui viviamo, c&#8217;\u00e8 proprio bisogno di persone che abbiano sviluppato la fantasia? Che se ne fa della fantasia un buon tecnico, per esempio?<\/p>\n<p>La fisso a lungo in silenzio, ma mi bastano pochi istanti per cogliere la luce divertita dietro il suo sguardo impertinente e capire che mi sta stuzzicando solo perch\u00e9 desidera che vada pi\u00f9 a fondo nella mia riflessione, che la articoli meglio.<\/p>\n<p>&#8211; Ti risponder\u00f2 in due modi: sul piano particolare e su quello generale.<\/p>\n<p>Sul piano particolare, non \u00e8 affatto vero che una societ\u00e0 tecnologica come la nostra possa considerare la fantasia una merce di lusso, sostanzialmente inutile. Proprio perch\u00e9 efficientista e produttivista, sa benissimo che non si produce e non si ottiene il massimo risultato se non rinnovando di continuo: rinnovando le tecniche, ma anche i modi di pensare che stanno dietro di esse. Insomma un manager che abbia il dono della fantasia realizza molto di pi\u00f9 di uno che ne sia privo, questo \u00e8 un fatto e ormai l&#8217;hanno capito anche quei signori; tanto \u00e8 vero che tengono corsi e scrivono libri per ribadire proprio questo concetto. Anche se, ovviamente, la loro prospettiva non \u00e8 la nostra e i fini che si propongono non hanno niente a che vedere con i nostri.<\/p>\n<p>Ed eccoci arrivati al piano generale. Una societ\u00e0 che non sappia coltivare il bene della fantasia e, di conseguenza, quello della creativit\u00e0, e ci\u00f2 particolarmente nei bambini, \u00e8 una societ\u00e0 moribonda. Quello che conferisce ad una societ\u00e0 freschezza e vitalit\u00e0 \u00e8 proprio la capacit\u00e0 di guardare al reale con occhi sempre nuovi, con occhi pieni di stupore e ammirazione.<\/p>\n<p>Quando un bambino di una o due generazioni fa andava a fare una gita con la propria famiglia, teneva gli occhioni spalancati per lo stupore davanti ad ogni cosa nuova che vedeva; e lo stesso accadeva quando andava a fare una corsa in bicicletta con gli amici in riva al fiume, o quando esplorava per gioco un boschetto sconosciuto, una collina dove non era mai stato prima. Oggi, se porti un bambino a fare una gita in automobile o col treno, non guarda nemmeno fuori dal finestrino: legge un giornalino a fumetti o, peggio, ammazza il tempo (\u00e8 proprio il caso di dirlo) con qualche giochino elettronico, senza mai staccarne lo sguardo.<\/p>\n<p>Inutile dire che \u00e8 come se fosse rimasto a casa sua: nessuna curiosit\u00e0, nessuna ammirazione per l&#8217;esistente. Solo la domanda annoiata: &quot;Insomma, si pu\u00f2 sapere quando arriviamo?&quot;. Ma quando infine si arriva, e fosse pure nel luogo pi\u00f9 bello del mondo &#8211; a Venezia, per esempio, o che ne so, in qualche altro luogo famoso e importante &#8211; non sapr\u00e0 vedere nulla di speciale, sbadiglier\u00e0, si annoier\u00e0 e non vedr\u00e0 l&#8217;ora di tornare a casa. Ecco perch\u00e9 le gite scolastiche sono sostanzialmente inutili, o peggio che inutili. Ho visto bambini e ragazzi seduti nella Cappella Sistina, a chiacchierare in maniera insulsa, a lamentarsi per la stanchezza, senza degnarsi nemmeno di alzare lo sguardo per ammirare il capolavoro di Michelangelo.<\/p>\n<p>&#8211; Non ti sembra di esagerare, di essere un po&#8217; troppo pessimista?<\/p>\n<p>&#8211; Magari lo fossi; ti assicuro che sarei il primo a rallegrarmene. Il fatto \u00e8 che la bellezza non \u00e8 mai nelle cose, ma nell&#8217;occhio che guarda; e, se quell&#8217;occhio \u00e8 spento, lo puoi mettere davanti alle cose pi\u00f9 straordinarie, ma non sar\u00e0 nemmeno in grado di riconoscerle.<\/p>\n<p>&#8211; Per\u00f2 mi sembra che ci siamo allontanati parecchio dai tuoi adorati soldatini&#8230;<\/p>\n<p>&#8211; Niente affatto: ci ritorniamo subito. I soldatini, come pure le bambole, non sono, come tu hai detto poco fa, dei pezzi di plastica colorata o di qualunque altro materiale: sono delle porte, delle porte magiche spalancate sull&#8217;infinito. E il bambino o la bambina che stanno giocando con essi sono, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno, i sacerdoti di un rito magico cui nessun adulto potrebbe mai accedere, per quanto dotato di fantasia: perch\u00e9 la fantasia dell&#8217;adulto \u00e8 tutta un&#8217;altra cosa.<\/p>\n<p>&#8211; Spiegati meglio -, mi dice Sabina; e stavolta l&#8217;ironia \u00e8 scomparsa dal suo sguardo, sta seguendo il discorso con autentico coinvolgimento.<\/p>\n<p>&#8211; Voglio dire che quando un bambino, per esempio, ha in mano dei soldatini e si appresta a giocare con essi; anzi, mi correggo: fin da quando li ha visti in vetrina; no, prima ancora: fin da quando ha incominciato a desiderarli, magari standosene sveglio la notte, per anticipare col pensiero il momento felice in cui potr\u00e0 vederli, toccarli, portarli fuori dal negozio e considerarli suoi&#8230;<\/p>\n<p>&#8211; S\u00ec&#8230;?<\/p>\n<p>&#8211; Fin da quel momento, Sabina, essi hanno incominciato a vivere, prima nella sua mente, poi nelle sue manine; a vivere, ti dico, di una autentica vita, impercettibile e incomprensibile all&#8217;adulto, ma estremamente reale per il bambino. Non sono oggetti qualsiasi, cose morte: sono creature viventi, e viventi ogni volta di una vita diversa: perch\u00e9, a seconda di come cambia il gioco, secondo la fantasia e l&#8217;improvvisazione del bambino (e non vi sono mai due giochi uguali), quel singolo soldatino diventa un essere umano con una sua storia, con un suo carattere, con una sua situazione da affrontare: ora da coraggioso, ora da indeciso, ora da vigliacco&#8230; esattamente come in un film western o di avventura. E il bambino \u00e8 il regista inconsapevole di quella avventura; anzi, \u00e8 anche lo sceneggiatore, l&#8217;attore, il costumista, il fotografo, perfino l&#8217;autore della colonna sonora&#8230;<\/p>\n<p>&#8211; Davvero un bambino fa tutte queste cose, quando gioca coi soldatini?<\/p>\n<p>&#8211; Ne fa molte altre ancora, che adesso non sono in grado di spiegarti. Ma dimmi la verit\u00e0, ne hai mai visto uno mentre sta giocando coi soldatini? E, ovviamente, che non sappia di essere osservato: perch\u00e9, se lo sapesse, giocherebbe in tutt&#8217;altro nodo?<\/p>\n<p>&#8211; No. Credo di no.<\/p>\n<p>&#8211; Eppure avrai giocato con le bambole, da bambina. Non ti ricordi nulla?<\/p>\n<p>Il suo viso si contrae nello sforzo della memoria; e, a un tratto, una luce le attraversa lo sguardo:<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>&#8211; Caspita, s\u00ec, hai ragione! A pensarci bene, ricordo che in quei momenti mi immedesimavo a tal punto nel gioco, che le bambole erano vive pi\u00f9 che mai, di una vita che io comunicavo loro; o, forse, che io scoprivo insieme a loro, ma che esisteva gi\u00e0, da qualche parte&#8230;<\/p>\n<p>&#8211; Gi\u00e0: da qualche parte. Se solo noi adulti riuscissimo veramente a ricordare, credo che potremmo varcare la soglia del mistero&#8230; E, in quel momento, impareremmo pi\u00f9 cose sulla vita, di quanta ne possiamo imparare studiando su cento e cento libri.<\/p>\n<p>&#8211; Secondo te, dove sono i bambini in quei momenti?<\/p>\n<p>&#8211; Non lo so, Sabina: sono qui, ma al tempo stesso sono altrove. Un altrove meraviglioso, che pu\u00f2 rinnovarsi continuamente: si interrompe quando giunge loro il richiamo della mamma: &quot;Bambini, \u00e8 ora di pranzo! Lavatevi le mani e venite a tavola&quot;; e riprende intatto, stupendo, ineffabile, non appena si sono levati da tavola e sono tornati al loro gioco interrotto&#8230;.<\/p>\n<p>&#8211; Lo sai che in questo momento mi hai fatto venire una gran nostalgia di quando ero bambina? E adesso non prendermi in giro, dicendomi che in fondo sono una gran romantica, dietro la maschera della ragazza ironica che non crede pi\u00f9 a niente&#8230;<\/p>\n<p>&#8211; No, non te lo dico. Quando un adulto prova una tale nostalgia, vuol dire che \u00e8 vivo, grazie a Dio; che il pensiero strumentale e calcolante non ha ancora ucciso la sua anima&#8230; Sei da invidiare, piuttosto; non ce ne sono molti cos\u00ec, in giro.<\/p>\n<p>&#8211; S\u00ec: aiutandomi a ricordare, mi hai rammentato che, giocando, era come se entrassi dentro alle cose, come se entrassi a far parte di un regno magico, ove tutto era possibile&#8230; Mentre per l&#8217;adulto non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec: il regno del possibile si restringe giorno dopo giorno, fino alla morte.<\/p>\n<p>&#8211; Questa volta sei tu la pessimista. Certo, l&#8217;abbiamo detto, la fantasia dell&#8217;adulto \u00e8 diversa; pure, una scintilla di quell&#8217;entusiasmo, di quella creativit\u00e0, pu\u00f2 rimanere viva in lui, o ridestarsi. Ed \u00e8 importante guardare al mondo con stupore e gratitudine, con freschezza e con senso del mistero.<\/p>\n<p>&#8211; Davvero, secondo te, l&#8217;adulto pu\u00f2 conservare in s\u00e9, o far rivivere, quel sacro fuoco dell&#8217;infanzia?<\/p>\n<p>&#8211; Certo: e tu ne sei un buon esempio. Finalmente ti vedo arrossire&#8230; Mi piaci, quando diventi rossa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8211; Ma insomma, che cos&#8217;ha di tanto straordinario il gioco dei soldatini? -, chiede Sabina, come sempre tra ironica e sorniona. &#8211; A forza di sentirtelo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[92],"class_list":["post-23249","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23249","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23249"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23249\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23249"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23249"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23249"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}