{"id":23244,"date":"2022-04-29T04:08:00","date_gmt":"2022-04-29T04:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/04\/29\/anche-platone-fra-i-cattivi-maestri\/"},"modified":"2022-04-29T04:08:00","modified_gmt":"2022-04-29T04:08:00","slug":"anche-platone-fra-i-cattivi-maestri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/04\/29\/anche-platone-fra-i-cattivi-maestri\/","title":{"rendered":"Anche Platone fra i cattivi maestri?"},"content":{"rendered":"<p>Che cosa vuol dire essere un cattivo maestro? Che cosa si intende con tale espressione? Per cattivo maestro noi intendiamo un personaggio che gode di una certa notoriet\u00e0 e di una certa quale autorevolezza e che, nelle parole o nelle azioni, si avvale di tale notoriet\u00e0 e di tale autorevolezza per diffondere idee e stili di vita non buoni, esercitando cos\u00ec un&#8217;influenza nefasta sui suoi contemporanei e sulla societ\u00e0 in generale, anche per le generazioni a venire; danno che sar\u00e0 tanto pi\u00f9 grave ed esteso quanto pi\u00f9 la sua fama e la sua capacit\u00e0 d&#8217;influenzare gli altri continuer\u00e0 a crescere e quanto pi\u00f9 la sua figura in se stessa, senza distingue i diversi aspetti della sua vita e della sua personalit\u00e0, acquista le dimensioni di un mito, di un individuo visto come portatore di qualit\u00e0 carismatiche.<\/p>\n<p>Una domanda subordinata alla precedente \u00e8 questa: un cattivo maestro \u00e8 tale solo se d\u00e0 sistematicamente cattivi esempi e se fornisce cattivi modelli da imitare, o anche se lo fa in alcuni casi specifici, oppure in ambiti attinenti a situazioni particolari e non d&#8217;interesse generale? A questa domanda ci sentiamo di rispondere affermativamente. I cattivi esempi sono sempre e comunque dei cattivi esempi; i cattivi insegnamenti sono sempre e comunque dei cattivi insegnamenti. Potremo dire, comunque, che vi \u00e8 una certa differenza fra il cattivo maestro programmatico e intenzionale e colui che di fatto ricopre il ruolo di cattivo maestro in circostanze sporadiche o in ambiti particolari; ma quanto all&#8217;essere un cattivo maestro, lo sar\u00e0 comunque, perch\u00e9 il suo ruolo pubblico, la sua capacit\u00e0 d&#8217;influenzare quel che pensano e perci\u00f2 anche quel che vogliono fare le persone, resta sempre considerevole, sia che si tratti di cattivi insegnamenti o cattivi esempi diffusi, sia che lo siano in una sfera pi\u00f9 circoscritta. Insomma non c&#8217;\u00e8 differenza sostanziale fra l&#8217;aver calunniato, derubato o assassinato una persona o dieci persone: si tratta sempre e comunque di calunnia, di furto e di omicidio.<\/p>\n<p>Per cattivo maestro intendiamo, dunque, colui che esercita una cattiva influenza sul pubblico, sia sui suoi discepoli diretti, ad esempio nel caso di un insegnante, sia nei confronti di qualsiasi pubblico venga a conoscenza delle sue parole, delle sue opere e anche del suo modo di vivere. Difficile infatti, se non impossibile, quando si tratta di una persona molto conosciuta, separare l&#8217;ambito strettamente professionale da quello inerente al suo ruolo di personaggio pubblico. Vogliamo dire che se un personaggio \u00e8 famoso &#8212; facciamo il caso degli odierni <em>influencer<\/em> &#8212; non solo quel che dice, ma tutto il suo modo di porsi, di apparire e di essere, costituiscono un modello, e noi abbiamo ogni diritto di giudicare se quel modello sia buono o cattivo, ad esempio per salvaguardare l&#8217;integrit\u00e0 dei nostri figli. Nessun modello \u00e8 neutro: e infatti nel suo piccolo anche un personaggio che non \u00e8 affatto pubblico, come un padre o una madre di famiglia, esercita un&#8217;influenza su qualcun altro, a cominciare dai suoi figli.<\/p>\n<p>Queste riflessioni sorgono spontanee allorch\u00e9 ci si accorge che con certe persone \u00e8 impossibile discutere serenamente circa l&#8217;influenza esercitato da taluni personaggi pubblici, poich\u00e9 per esse si tratta di modelli sacri e intoccabili, per i quali non valgono le norme che generalmente si applicano a tutti gli altri: e cio\u00e8 che se quel tale discorso o quel tale atto sono cattivi e forniscono un cattivo esempio, restano cattivi indipendentemente da chi li ha fatti, fosse pure un genio o un personaggio ritenuto superiore. L&#8217;etica non conosce distinzioni di classe: ed \u00e8 curioso che sovente i primi a pretendere che tali distinzioni, invece, ci siano, sono proprio quei cari progressisti che si riempiono sempre la bocca con l&#8217;uguaglianza sociale e ingiustizia dello sfruttamento di classe. Valga per tutti l&#8217;esempio della vicenda di Roman Polanski, ossia della rivelazione che il regista aveva violentato una bambina di tredici anni, della quale abbiamo parlato a suo tempo (cfr. L&#8217;articolo: <em>Caso Polanski: la legge \u00e8 uguale per tutti, ma per alcuni lo \u00e8 un po&#8217; pi\u00f9 che per altr<\/em>i, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 29\/09\/09 e su quello dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 13\/10\/17); ma anche quella del presidente francese e della sua signora la quale, quand&#8217;era la sua insegnante al liceo dei gesuiti &#8212; sempre loro! &#8211; aveva abusato di lui ancora minorenne (cfr. l&#8217;articolo <em>La rivincita della professoressa sessantottina<\/em>, sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 012\/04\/18). In entrambi i casi, la cultura di sinistra aveva levato gli scudi a difesa degli abusatori e non delle vittime, per ragioni meramente ideologiche: il &quot;diritto&quot; dell&#8217;artista famoso di fare quel che vuole col corpo d&#8217;una ragazzina, con buona pace anche delle signore femministe, e il &quot;diritto&quot; della donna matura, sposata e madre di figli, di godersi il suo studente sedicenne, questa volta con il pieno e convinto assenso del femminismo rampante (laddove negli Stati Uniti, per esempio, la signora Brigitte sarebbe finita dritta in galera). Perci\u00f2, tutti voi che considerate Pasolini o Polanski dei geni cos\u00ec grandi, che a loro non si applicano le comuni leggi morali e che sono liberi di levarsi qualsiasi voglia, sappiate che non siamo d&#8217;accordo: non faremo sconti ad alcuno in tale materia, fosse pure un genio universalmente riconosciuto.<\/p>\n<p>Alla categoria dei geni moralmente discutibili appartiene anche il venerando Platone, un filosofo forse sopravvalutato, il quale troppo spesso ricorre a miti e favole, a volte di dubbio gusto, per supplire alla debolezza o all&#8217;insufficienza del ragionamento. Cos\u00ec, ad esempio, nel caso che ci accingiamo a trattare, e che ne fa un apologeta del libero sesso degli uomini adulti coi ragazzini: un tipo di apologetica oggi pi\u00f9 che mai di moda; il che ci ricorda che la nostra societ\u00e0 \u00e8 moralmente decadente quanto lo era quella greca di quei tempi lontani.<\/p>\n<p>Cos\u00ec infatti Platone racconta il mito dell&#8217;androgino originario nel dialogo <em>Il simposio<\/em>, che nel corso del tempo \u00e8 divenuto, nella cultura occidentale, un vero e proprio classico filosofico sull&#8217;amore (traduzione di Franco Ferrari; Milano, Rizzoli, 1986, 1994, pp. 141-147):<\/p>\n<p><em>Ebbene in antico la nostra natura non era la stessa di ora, bens\u00ec era diversa. In principio i sessi degli esseri umani erano tre, non due come adesso, maschile e femminile, ma in pi\u00f9 ce n&#8217;era un terzo che partecipava del maschile e del femminile; ora \u00e8 scomparso, anche se ne resta il nome. In quel tempo infatti c&#8217;era il sesso androgino, che condivideva la forma e il nome di entrambi, il maschile e il femminile, ma ora non ne resta appunto che il nome, usato in senso dispregiativo. In secondo luogo la figura di ciascuna persona era tutta rotonda, col dorso e i fianchi formanti un cerchio, e aveva quattro mani e altrettante gambe, e sopra il collo tondo due facce simili in tutto; e su ambedue le facce, che erano orientate in direzione opposta, una sola testa, e quattro orecchi, e due membri, e tutti gli altri particolari quali si possono immaginare da queste indicazioni. E camminavano in posizione eretta, come ora, e in qualunque direzione; ma quando si mettevamo a correre, si slanciavano in tondo reggendosi sulle otto membra,m come i saltimbanchi quando danzano in cerchio facendo la ruota con le gambe levate in su. E i sessi erano tre, in quanto il maschio ebbe origine dal sole, la femmina dalla terra, e il terzo sesso, che aveva elementi in comune con gli atri due, dalla luna, che partecipa appunti della natura del sole e della terra. Ed essi erano tondi, e tondo il loro modo di procedere, per somiglianza coi loro progenitori. Cos\u00ec erano terribili per forza e per vigore, e avevano ambizioni superbe e attaccarono gli dei, e come dice Omero a proposito di Oto ed Efialte, si tramanda che tentarono di scalare il cielo, per assalire gli dei. Allora Zeus e gli altri dei discutevano su che cosa fare di loro, ed erano nel dubbio: non potevano ucciderli e far scomparire la loro razza fulminandoli come i giganti, giacch\u00e9 in tal caso sarebbero scomparsi anche gli onori e i sacrifici che gli uomini tributavano loro &#8212; n\u00e9 d&#8217;altra parte potevano lasciare che si scatenassero liberamente. Finalmente Zeus ebbe un&#8217;idea e disse: \u00abCredo di aver trovato il modo perch\u00e9 gli uomini possano continuare ad esistere rinunciando per\u00f2, una volta diventati pi\u00f9 deboli, alle loro insolenze. Adesso li taglier\u00f2 in due uno per uno, e cos\u00ec si indeboliranno e nel contempo, raddoppiando il loro numero diventeranno pi\u00f9 utili a noi; e cammineranno eretti su due gambe. Se vedr\u00f2 che continuano ad imperversare e non intendono stare tranquilli, allora li taglier\u00f2 nuovamente in due, di modo che debbano muoversi saltellando su una gamba sola\u00bb. Detto questo, cominci\u00f2 la tagliare gli uomini in due, come si fa per le sorbe prima di metterle sotto sale, o quando si tagliano le uova col capello; e via via che li tagliava un due, dava ordine ad Apollo di girare la faccia e la met\u00e0 del collo dalla parte del taglio, di modo che ogni uomo, osservando il taglio operato su di s\u00e9, diventasse pi\u00f9 continente; poi ordin\u00f2 che li medicasse. E Apollo gir\u00f2 la loro faccia, e tirando da ogni pare la pelle verso quello che ora si chiama ventre, come si fa con le borsette strette da un nodo, vi pratic\u00f2 una sola bocca annodandola nel mezzo del ventre, quello che ora si chiama ombelico. E le altre rughe (ne erano rimaste molte) le spian\u00f2, e diede forma al petto facendo ricorso a uno strumento simile a quello che usano i calzolai quando spianano sul piede di legno le grinze delle pelli; ma ne lasci\u00f2 qualcuna sul ventre, a ricorso dell&#8217;antico evento. Ordunque, allorch\u00e9 la forma originaria fu tagliata in due,. Ciascuna met\u00e0 aveva nostalgia del&#8217;altra e la cercava; e cos\u00ec, gettandosi le braccia intorno e annodandosi luna all&#8217;altra per il desiderio di ricongiungersi nella stessa forma, morivano di fame e anche di inattivit\u00e0, poich\u00e9 luna non intendeva far nulla separata dall&#8217;altra. E se una delle due met\u00e0 moriva, e l&#8217;altra sopravviveva, quest&#8217;ultima cercava un&#8217;altra met\u00e0 e le si annodava, sia che incontrasse la met\u00e0 di un&#8217;intera donna, &#8211; ci\u00f2 che ora chiamiamo donna &#8212; sia che incontrasse la met\u00e0 di un uomo. Allora Zeus si impietos\u00ec ed escogit\u00f2 un altro stratagemma: trasfer\u00ec sul davanti le parti genitali che fino a quel momento tenevano anch&#8217;esse all&#8217;esterno, e del resto non generavano n\u00e9 partorivano l&#8217;uno nell&#8217;altro bens\u00ec in terra, come le cicale &#8212; cos\u00ec dunque le trasfer\u00ec sul davanti e fece s\u00ec che grazie ad esse generassero gli uni negli altri, mediante il sesso maschile dentro quello femminile, allo scopo che, nell&#8217;amplesso, se un uomo si imbatteva in una donna, generassero e ne avesse origine la discendenza; se invece si imbatteva in un altro uomo, si ingenerasse saziet\u00e0 dello stare insieme e si staccassero per volgersi all&#8217;azione e per occuparsi delle altre necessit\u00e0 dell&#8217;esistenza. E dunque da tempo cos\u00ec remoto \u00e8 innato negli esseri umani l&#8217;amore degli uni per gli altri, anzi, esso \u00e8 restauratore dell&#8217;antica natura in quanto cerca di curare e di restituire all&#8217;unit\u00e0, di doppia che \u00e8 divenuta, l&#8217;umana natura. Pertanto ciascuno di noi, in quanto \u00e8 stato tagliato come si fa con le sogliole \u00e8 la met\u00e0, il contrassegno, di un singolo essere; naturalmente ciascuno cerca il contrassegno di se stesso. Di conseguenza gli uomini che sono il risultato del taglio di quell&#8217;insieme che allora si chiamava androgino, amano le donne, e appartiene a questa categoria la maggior parte degli adulteri, e parimenti le donne che amano gli uomini e in particolare le adultere. Invece le donne che provengono dal taglio di donne, provano scarsa inclinazione verso gli uomini, ma tendono piuttosto verso le altre donne, e le lesbiche derivano da questa categoria. Infine quelli che sono taglio di maschio vanno a caccia dei maschi, e finch\u00e9 sono fanciulli, essendo particelle del sesso maschile, amano gli uomini e godono a giacere e ad abbracciarsi con gli uomini, e sono proprio questi i fanciulli e i ragazzi migliori poich\u00e9 sono per natura i pi\u00f9 virili. C&#8217;\u00e8 chi dice che sono degli svergognati: a torto, dato che seguono questo comportamento non gi\u00e0 per impudicizia ma per baldanza e virilit\u00e0 e mascolinit\u00e0, agognando ci\u00f2 ch&#8217;\u00e8 simile a loro. Una prova decisiva \u00e8 data dal fatto che solo costoro, divenuti adulti, si rivelano uomini adatti all&#8217;attivit\u00e0 politica. Poi, arrivati alla piena maturit\u00e0, amano i fanciulli e non si curano, almeno per istinto, del matrimonio e della procreazione dei figli, ma vi sono costretti dalle convenzioni; essi per\u00f2 sarebbero contenti di vivere gli uni con gli altri senza sposarsi. Un tale individuo diventa comunque amante dei fanciulli o amasio, sempre appetendo quel che \u00e8 congenito a s\u00e9&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Questa &#8212; c&#8217;\u00e8 poco da fare &#8212; \u00e8 una pagina brutta: brutta letterariamente, perch\u00e9 ripetitiva e noiosa, mentre vorrebbe essere arguta e originale; brutta filosoficamente, perch\u00e9 sostituisce un racconto inverosimile a una dimostrazione logica; e brutta soprattutto moralmente. O vogliamo sostenere che \u00e8 bella solamente perch\u00e9 l&#8217;ha scritta Platone, che era un grande pensatore oltre che un grande scrittore? Sarebbe come dire che un grande pensatore pensa sempre bene, indipendentemente da ci\u00f2 che in effetti ha pensato; e che un grande scrittore scrive solo cose eccellenti, senza tener conto di ci\u00f2 che in effetti ha scritto. Sarebbe cio\u00e8 come affermare che, davanti a un grande, bisogna credere per fede che egli sia sempre grande e che non possa mai essere qualcosa di meno da ci\u00f2 che noi ci aspettiamo da lui, ossia la perfezione o poco meno. Ma questa \u00e8 una costruzione a priori che prescinde dalla realt\u00e0 dei fatti: \u00e8 una forma di fideismo religioso. Non \u00e8 un atteggiamento razionale, perch\u00e9 prescinde dal sano ragionare e prescinde dal dato inconfutabile della realt\u00e0: ma <em>contra factum non valet argumentum<\/em>. \u00c8 lo stesso atteggiamento di quelli che pensano che perfino un brutto sgorbio di un artista famoso &#8212; poniamo, di Picasso &#8212; deve per forza essere qualcosa di geniale e di ammirevole, e infatti nelle aste viene quotato somme favolose, mente la verit\u00e0 \u00e8 che qualsiasi bambino di prima elementare sa fare di meglio, se gli viene data la matita e una scatola di colori. Dunque un&#8217;opera \u00e8 grande non perch\u00e9 \u00e8 stata composta da un uomo grande, ma un uomo \u00e8 grande quando fa cose grandi e compone opere grandi; se invece, talvolta, gli scivola un&#8217;azione o un&#8217;opera mediocre o addirittura brutta &#8212; <em>quandoque bonus dormitat Homerus<\/em>, \u00abqualche volta anche il grande Onero sonnecchia\u00bb, la pungente osservazione \u00e8 di Orazio, in <em>Ars poetica<\/em>, 359 &#8212; bisogna avere la franchezza e l&#8217;onest\u00e0 intellettuale di dirlo, e non di voler sostenere, per una forma di falso rispetto umano, l&#8217;assurdo e l&#8217;impossibile, ossia che una pagina brutta \u00e8 bella, o un dipinto brutto \u00e8 un capolavoro, o una passaggio musicale brutta \u00e8 una melodia ineffabile; e meno ancora che un comportamento riprovevole diventa lecito e magari meritorio solo perch\u00e9 fa parte della vita di un grand&#8217;uomo. Via, siamo seri: si deve <em>sempre<\/em> dire pane al pane e vino al vino. Se si fa un&#8217;eccezione per un certo scrittore, o pittore, o musicista che non si conosce di persona, solo perch\u00e9 aureolato da una grande fama, poi la stessa cosa si far\u00e0 per un altro, per la sola ragione che \u00e8 un amico, o magari il proprio fratello o il proprio figlio. E se si perde l&#8217;obiettivit\u00e0, \u00e8 meglio lasciar perdere qualunque attivit\u00e0 intellettuale e qualsiasi discorso serio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cosa vuol dire essere un cattivo maestro? Che cosa si intende con tale espressione? 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