{"id":23242,"date":"2016-11-25T08:50:00","date_gmt":"2016-11-25T08:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/11\/25\/analisi-dellinconscio-o-esame-di-coscienza\/"},"modified":"2016-11-25T08:50:00","modified_gmt":"2016-11-25T08:50:00","slug":"analisi-dellinconscio-o-esame-di-coscienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/11\/25\/analisi-dellinconscio-o-esame-di-coscienza\/","title":{"rendered":"Analisi dell&#8217;inconscio o esame di coscienza?"},"content":{"rendered":"<p>La societ\u00e0 moderna e la cultura moderna mostrano di ritenere che ci\u00f2 di cui l&#8217;uomo ha bisogno, quando incontra delle gravi difficolt\u00e0 al livello del proprio equilibrio interiore, tali da rendergli pressoch\u00e9 impossibile condurre una vita normale, sia una analisi dell&#8217;inconscio, per individuare quei nodi irrisolti, quei conflitti repressi, quegli istinti rimossi, che provocano le sue sofferenze e il suo stato d&#8217;impotenza e di paralisi. E questa analisi viene fatta, novantanove volte su cento, in una prospettiva rigorosamente materialista, che non lascia alcuno spazio alla spiritualit\u00e0, ai valori morali e alla vita dell&#8217;anima: logico, dal momento che l&#8217;anima, per la scienza moderna, \u00e8 una parola priva di senso compiuto.<\/p>\n<p>Ma siamo proprio sicuri che sia questa la strada giusta per aiutare le persone ad uscire dalle loro acute difficolt\u00e0 e tribolazioni interiori? Siamo proprio sicuri che basti individuare gli istinti e gli impulsi inconsci, per offrire a quella certa persona la via d&#8217;uscita dalla sua sofferenza? Per crederlo, bisognerebbe ammettere che la nostra vita \u00e8 determinata da ci\u00f2 che sta sotto il livello della coscienza e non da ci\u00f2 che sta sopra: il che pu\u00f2 essere, forse, ma solo per quei rarissimi casi in cui si mostra una patologia psichiatrica particolarmente grave, ostinata e profonda. Per la stragrande maggioranza delle persone, ci\u00f2 che fa soffrire interiormente e provoca disturbi nella vita psichica, non \u00e8 dovuto all&#8217;inconscio, ma alla consapevolezza, pi\u00f9 o meno chiara, di aver trasgredito alle leggi morali e di aver inflitto una ferita alla propria coscienza. Oltre a questo, i contenuti dell&#8217;inconscio sfuggono al nostro dominio, e si fatica a comprendere come e perch\u00e9, una volta che essi vengano rivelati a noi stessi, ci\u00f2 dovrebbe innescare un vero processo di &quot;guarigione&quot;. Senza contare che non abbiamo sufficienti garanzie che quei contenuti siano stati interpretati correttamente dai signori della psicanalisi, dei pseudo scienziati che si dichiarano esperti dell&#8217;inconscio, ma che ammettono in partenza che l&#8217;inconscio non \u00e8, per definizione, conoscibile, se non nelle manifestazioni esteriori cui danno luogo i conflitti che vi si svolgono, <em>ben nascosti nelle profondit\u00e0<\/em>. Non sarebbe la prima volta che essi ritengono di ravvisare tracce di istinti e di conflitti che non esistono, o che sono ben altri da quelli da essi diagnosticati. Ma ammettiamo, per amor di accademia, che siano tutti dei valenti esploratori dell&#8217;inconscio e che riconoscano, con istinto infallibile, i veri istinti e i veri conflitti che si agitano e che ribolliscono nell&#8217;inconscio: perch\u00e9 mai tale conoscenza dovrebbe avvantaggiarci, una volta che l&#8217;avessimo rischiarata e portata in piena luce? Affinch\u00e9 i conflitti si sciolgano e subentri la pace dello spirito, \u00e8 necessario che alla conoscenza del male faccia seguito una risoluzione della volont\u00e0: ad esempio, la decisione di operare scelte diverse, o quella di cambiar vita. La contemplazione del proprio male, di per s\u00e9, non hai sollevato nessuno, e tanto meno lo ha guarito. Lo psicanalista dice che, una volta portati alla superficie i conflitti inconsci, e prospettate al paziente le varie possibilit\u00e0 di agire, il suo compito finisce: sarebbe come dire che il compito della guida alpina finisce allorch\u00e9 essa ha portato gli alpinisti a contemplare da vicino la vetta che desideravano raggiungere, e poi se ne sia andata, lasciandoli l\u00ec, soli, esposti a tutte le intemperie ed alle prese con la difficolt\u00e0 pi\u00f9 grande: quella di proseguire e di affrontare l&#8217;ultimo tratto della parete, il pi\u00f9 arduo e pericoloso.\u00a0<\/p>\n<p>La convinzione che la nostra vita sia <em>determinata<\/em> da fattori e meccanismi inconsci nasce da una estrema sfiducia nella libert\u00e0 umana e da un estremo fatalismo circa il nostro destino e il significato stesso della nostra vita. Se le cose pi\u00f9 importanti che determinano ci\u00f2 che siamo e ci\u00f2 che facciamo sono al di l\u00e0 del nostro volere, e perfino al di l\u00e0 della nostra capacit\u00e0 visiva, tanto vale dichiarare che tutto \u00e8 assurdo e che vani sono i nostri sforzi per dare ordine al caos dell&#8217;esistenza, all&#8217;incommensurabile irrazionalit\u00e0 dell&#8217;universo. \u00c8 una visione da disperati, come lo \u00e8, del resto, quella dell&#8217;evoluzionismo biologico: darwinismo e freudismo sono stati, di fatto, potentissimi canali di dissoluzione della societ\u00e0 moderna, e modelli altamente negativi per l&#8217;immagine che l&#8217;uomo ha di se stesso. Oltretutto, nella psicoanalisi, specialmente freudiana, il paziente, se cos\u00ec vogliamo chiamarlo, non deve far nulla, tranne che cercare di ricordare, anzi, di <em>evocare<\/em> &#8212; in una sorta di parodia della magia nera &#8212; frammenti d&#8217;infanzia, cose sperdute negli abissi della memoria: ma il lavoro di analisi lo fa un altro, lo fa un estraneo, che si fa pagare per tale servigio. Nell&#8217;esame di coscienza, cos\u00ec come ci \u00e8 stato insegnato per secoli dall&#8217;educazione cattolica, \u00e8 l&#8217;uomo che deve darsi da fare per leggere dentro se stesso le proprie mancanze; ma non \u00e8 un compito poi cos\u00ec difficile, se egli si apre, con la preghiera, il pentimento e la volont\u00e0 di emendarsi, all&#8217;azione della Grazia divina. Il sacerdote, nel confessionale, non \u00e8 che lo strumento attraverso cui agisce la misericordia di Dio (ragion per cui, fra le altre cose, si guarda bene dal domandare un compenso per il servigio inestimabile che offre: la pacificazione dell&#8217;anima). Nello stesso tempo, quel che deve fare il peccatore penitente \u00e8 molto pi\u00f9 impegnativo di quel che dovrebbe fare il nevrotico che sia stato illuminato circa i suoi mali inconsci dallo psicanalista: deve divenire l&#8217;artefice, o, quanto meno, l&#8217;indispensabile cooperatore della propria guarigione, mediante la riconciliazione con Dio. Egli ha perduto il suo equilibrio interiore e la pace dell&#8217;anima per essersi ribellato alle leggi di Dio, che sono ispirate dall&#8217;amore: pertanto deve ritornare all&#8217;amore di Dio, mediante la riparazione del male fatto e il proponimento di cambiar vita.<\/p>\n<p>Sulla coscienza ogni uomo pu\u00f2 agire, non vi \u00e8 nulla che glielo impedisca, se non la cattiva volont\u00e0, ossia il rifiuto del bene e la ribellione alle leggi di Dio; sull&#8217;inconscio, il potere dell&#8217;uomo \u00e8 scarso, quasi nullo: gli istinti sono una forza selvaggia e primordiale che non si sa donde venga e che va dove vuole, trascinando tutto e tutti, senza che sia possibile opporre una valida resistenza. Quindi, nella prospettiva psicanalitica, l&#8217;uomo si crede pi\u00f9 forte, perch\u00e9 si interroga sul proprio male senza fare ricorso a entit\u00e0 invisibili, e riducendo il gioco ad una partita a scacchi con se stesso; per\u00f2, di fatto, si pone in una condizione di estrema fragilit\u00e0 e debolezza, perch\u00e9 egli dovrebbe trovare in s\u00e9 le risorse per la propria guarigione, quando invece, sia pure con l&#8217;assistenza dello psicanalista, sente di esserne privo, e proprio per questo si rivolge alle cure di uno specialista. Ma quello &quot;specialista&quot;, dopo avergli rivelato i segreti inconfessabili che il suo inconscio teneva celati nelle profondit\u00e0 della psiche, ad esempio la passione incestuosa per sua madre, o per sua sorella, o il desiderio di uccidere suo padre, e altre amenit\u00e0 di questo genere, sul pi\u00f9 bello, cio\u00e8 nel momento della massima tensione e della pi\u00f9 scioccante scoperta delle sue vere pulsioni, lo pianta in asso, e gli dice che deve assumere su di s\u00e9 le scelte che lo porteranno al ristabilimento del proprio equilibrio. In particolare, in omaggio alla natura &quot;laica&quot; e materialista della sua pseudo-scienza, lo &quot;specialista&quot; si asterr\u00e0 rigorosamente dal considerare come &quot;buone&quot; o &quot;cattive&quot; le pulsioni del paziente: suprema forma di ossequio a quell&#8217;utilitarismo che, nella cultura moderna, sembra avere definitivamente spodestato, nell&#8217;etica, la dialettica fra il bene e il male, e, nella conoscenza, quella fra il vero e il falso. In altre parole, ci\u00f2 che il paziente deve decidere non \u00e8 se assecondare i suoi impulsi d&#8217;incesto e parricidio sia cosa buona o cattiva, ma semplicemente se sia cosa utile, o no: utile, si capisce, non in senso assoluto (non esistono pi\u00f9 valori e verit\u00e0 assoluti, per la psicanalisi moderna!), ma dal proprio punto di vista, cio\u00e8 secondo la sua personale convenienza.<\/p>\n<p>Scriveva, in uno dei suoi libri pi\u00f9 noti, l&#8217;arcivescovo americano Fulton John Sheen, <em>La pace dell&#8217;anima<\/em> (titolo originale: <em>Peace of Soul<\/em>, McGraw Hill, 1949; traduzione dall&#8217;inglese di Ada Salvatore, Napoli, Richter, 1951, pp. 134-137):<\/p>\n<p><em>&#8230; Il cristiano non discute con lo psicanalista per il quale lo spirito dell&#8217;uomo \u00e8 come un fiore le cui radici affondano nel letame e nel fango; ma si oppone allo psicanalista che, concentrata tutta la sua attenzione sulle radici, nega l&#8217;esistenza dello stelo, l&#8217;organica parentela tra foglie e stelo, o la bellezza del fiore. Come la radice non \u00e8 tutto il fiore, cos\u00ec l&#8217;inconscio non \u00e8 tutto l&#8217;uomo. Se siamo tanto ammalati da aver bisogno di uno psicanalista che esamini il nostro inconscio, non dobbiamo per\u00f2 dispensari dall&#8217;esame di coscienza. Il primo \u00e8 a volte necessario, ma non pu\u00f2 mai SOSTITUIRE il secondo.<\/em><\/p>\n<p><em>Il fatto che un medico ci somministri un farmaco per guarirci dall&#8217;anemia non ci sottrae alla costante necessit\u00e0 di purificare il sangue mediante la respirazione. Similmente, sui pu\u00f2 dare talvolta la necessit\u00e0 di analizzare l&#8217;inconscio ove si voglia appurare se un&#8217;idea sia stata repressa o soppressa; ma sempre dobbiamo ricorrere al&#8217;esame di coscienza per sapere se il movente di un&#8217;azione fosse buono o cattivo. (Acquistata questa conoscenza, si pu\u00f2 anche scoprire la causa della repressione.) A volte \u00e8 utile analizzare atteggiamenti o stati d&#8217;animo, ma \u00e8 SEMPRE necessario analizzare la volont\u00e0 e accertarne l&#8217;eventuale colpa. \u00c8 un procedimento \u00e8 pi\u00f9 doloroso di quello della psicanalisi: un uomo pu\u00f2 andar fiero delle sue idee, pu\u00f2 vantarsi del suo scetticismo, del suo agnosticismo, della sua perversione, ma la sua coscienza non si glorier\u00e0 mai delle proprie colpe, delle proprie vergogne, della propria miseria. Anche nell&#8217;isolamento, una coscienza colpevole \u00e8 turbata. Desidera sottrarsi al tormento che viene dal conoscersi, lasciando che altri se ne assuma il compito. Non si radio si verifica il caso che una anomalia mentale sia effettivamente dovuta a tare ereditarie, o a crudelt\u00e0 di genitori, o ad ottusit\u00e0 di educatori; ma non bisogna mai dimenticare che il pi\u00f9 delle volte i veri colpevoli siamo noi, onde dobbiamo batterci il petto confessando: &quot;Mia colpa, mia colpa, mia massima colpa&quot;. Talvolta avvertiamo il bisogno di abbandonare il nostro inconscio all&#8217;esame di un estraneo, cos\u00ec come sentiamo il bisogno di abbandonarci su un letto; ma a meno che noi ci decidiamo ad abdicare del tutto la nostra personalit\u00e0 in favore di un altro, dobbiamo pur sempre conservare il diritto di scavare entro la nostra anima, di penetrare nel profondo del nostro dominio mentale. Nessuno \u00e8 mai diventato migliore sol perch\u00e9 altri gli ha dimostrato quanto \u00e8 corrotto; ma molti sono diventati migliori confessando apertamente le loro colpe,.<\/em><\/p>\n<p><em>Spesso avviene che, quando l&#8217;inconscio diventa conscio, le turbe mentali scompaiono. (Con ci\u00f2, tuttavia, non ci emenda l&#8217;eventuale infrazione a qualche principio oggettivo.) Si danno casi in cui \u00e8 moralmente utile portare alla luce del conscio le sostanze psichiche celate nell&#8217;inconscio, perch\u00e9, venendo a conoscenza di queste sostanze, il soggetto acquista la capacit\u00e0 di trattare con esse e di fare quindi un uso migliore del proprio Io volgendo le proprie energie verso mete pi\u00f9 ragionevoli.<\/em><\/p>\n<p><em>Nessuno negher\u00e0 che l&#8217;efficacia dell&#8217;analisi dipende dal metodo, ma il metodo non sostituisce il pentimento. N\u00e9 una psicologia penetra profondamente entro gli umani problemi se si limita a interpretare l&#8217;uomo in termini di istinti e di conflitti di istinti, o se attribuisce a tutti i conflitti origini istintive, sostenendo che NELL&#8217;UOMO NON VI SONO ALTRI ELEMENTI. Negli animali non vi sono che istinti; non cos\u00ec nell&#8217;uomo. Gli istinti di un animale rispondono cos\u00ec bene alle sue eventuali condizioni che si avvicendano automaticamente. Come dice S. Tommaso, in un essere irragionevole non pu\u00f2 esservi deliberazione (anche se abbiamo l&#8217;impressione che vi sia); non vi \u00e8 che una reazione di forze, in quanto che l&#8217;aspetto pi\u00f9 attraente si rivela pi\u00f9 forte e finisce col determinare il comportamento. Negli animali gli istinti operano secondo la scala delle energie fisiche, la pi\u00f9 forte delle quali ha sempre la prevalenza, perch\u00e9 gli animali sono del tutto privi di quella libert\u00e0 che caratterizza l&#8217;uomo.<\/em><\/p>\n<p><em>Siccome \u00e8 libero, l&#8217;uomo pu\u00f2 peccare, mentre gli animali non lo possono. Il peccatore pu\u00f2 aver bisogno dell&#8217;introspezione, ma ha CERTAMENTE bisogno di un aiuto che venga dall&#8217;esterno a riportarlo al bene. Una profonda differenza tra esame di coscienza ed esame dell&#8217;inconscio \u00e8 questa: che il secondo rimane soggettivo e pu\u00f2 rinchiudere il paziente entro il suo Io, come uno scoiattolo in una gabbia. Ha detto uno psicologo: &quot;Voi non potete vedere quello che cercate perch\u00e9 rimanete nella vostra stessa luce&quot;. Ossia: voi cercate voi stessi cerando proprio ci\u00f2 che a sua volta cerca qualche cosa. \u00e8 come tentare di osservarsi mentre ci si addormenta. Ma nell&#8217;esame di coscienza si esce da se stessi il pi\u00f9 presto possibile, permettendo alla luce di Dio di penetrare entro di noi. \u00c8 Cristo che guarda nell&#8217;anima e scruta la coscienza. Perci\u00f2 nella sacra Scrittura troviamo con tanta frequenza l&#8217;invocazione: &quot;Guarda nella mia anima, o Signore&quot;. E quando la Luce Divina guarda entro lo Spirito, fa s\u00ec che questo esca da se stesso evitando le molte miserie che scaturiscono da una eccessiva introspezione&#8230;<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;esame di coscienza \u00e8 il porsi dell&#8217;anima di fronte a se stessa, sotto lo sguardo di Dio. Non \u00e8 una operazione interamente umana, perch\u00e9 Dio vi coopera; ma \u00e8, in compenso, un&#8217;opera che ogni uomo \u00e8 perfettamente in grado di compiere da solo, o, almeno, di avviare, senza bisogno di &quot;specialisti&quot; o di &quot;esperti&quot; a pagamento. La confessione, che fa seguito al&#8217;esame di coscienza, ne \u00e8 la logica conseguenza: l&#8217;anima si pone da se stessa sulla bilancia, e si trovo in difetto; quel difetto ha un nome preciso, &quot;peccato&quot;. Non \u00e8 un impulso oscuro e misterioso, \u00e8 una trasgressione consapevole delle leggi divine, che si fondano sull&#8217;amore: perch\u00e9 l&#8217;anima sa quando trasgredisce ad esse, cos\u00ec come sa quando vi si conforma. L&#8217;anima sa quello che avviene in se stessa, mentre la coscienza pu\u00f2 anche ignorare quel che avviene nell&#8217;inconscio. Non si vuole, con ci\u00f2, negare l&#8217;esistenza dell&#8217;inconscio; sarebbe come voler negare che, al di sotto del pavimento della casa, vi sono le cantine; si vuol negare, per\u00f2, che le cantine siano cos\u00ec importanti, da determinare la struttura, l&#8217;orientamento e perfino l&#8217;arredamento dei piani superiori. Il palazzo \u00e8 il palazzo, con i balconi fioriti, le ampie terrazze e il sole che le illumina; le cantine sono le cantine, umide, fredde e buie, popolate di topi e scarafaggi. Non si deve confondere il conscio con l&#8217;inconscio, n\u00e9 attribuire troppa importanza all&#8217;inconscio, tranne nel caso di gravi patologie della mente. Ci si dimentica troppo spesso che la psicanalisi \u00e8 nata come il tentativo di dare una spiegazione e indicare una via di guarigione ai malati, non ai sani. La grande maggioranza delle persone non dovrebbero vedere se stesse attraverso le lenti della psicanalisi, e meno che meno della psicanalisi freudiana, la pi\u00f9 materialista e la pi\u00f9 determinista di tutte: ne risulterebbe un ritratto inattendibile, preoccupante e gravemente deformato della loro vera natura.<\/p>\n<p>Gli esseri umani, in condizioni normali, sanno quel che fanno, sanno quel che vogliono e sanno quel che sentono: non sono in balia di un inconscio delirante e potenzialmente distruttivo. Possiedono il bene prezioso del libero arbitrio, anche se le circostanze in cui vivono e devono fare le loro scelte sono, talvolta, oggettivamente difficili. Ma &quot;difficolt\u00e0&quot; non \u00e8 la stessa cosa che &quot;impossibilit\u00e0&quot;: solo le persone gravemente malate al livello della loro sfera mentale risultano incapaci di intendere e di scegliere liberamente. Di regola, quando noi facciamo il male, sappiamo di farlo: altro discorso \u00e8 dire che non vedevamo ragioni sufficienti per resistere. Tuttavia, non sarebbe onesto dire che &quot;non potevamo opporci&quot;, dopo averlo commesso: abbiamo sempre una possibilit\u00e0, anche se, lo ripetiamo, a volte si tratta di operare scelte difficili, che ci mettono a dura prova. Ma \u00e8 chiaro che la prova \u00e8 tanto pi\u00f9 dura, quanto pi\u00f9 ci siamo abituati a viziare il nostro ego e a dargli tutte le soddisfazioni che vuole, senza mai imporgli una disciplina, un senso del limite, una capacit\u00e0 di auto-controllo. Resistere alla tentazione del bicchiere \u00e8 tanto pi\u00f9 arduo per chi inclina all&#8217;abuso dell&#8217;alcol, mentre risulta assai pi\u00f9 agevole per chi ha dato un ordine e una disciplina alla propria vita, ha stabilito una scala di valori, e ha esercitato la propria volont\u00e0 a servire fedelmente la voce della coscienza. Chi cede completamente al male, di regola, \u00e8 colui che ha preparato lentamente la propria caduta, trascurando tutte le occasioni di bene e indulgendo a tutto ci\u00f2 che ottunde la volont\u00e0 e confonde il giudizio, quasi a volersi precostituire un alibi.<\/p>\n<p>Davvero, \u00e8 troppo facile dire, come fa Luigi Pirandello (nel titolo di uno dei suoi incomprensibili e allucinanti drammi): <em>Non si sa come<\/em>. A meno che siamo gravemente malati, noi sappiamo perch\u00e9 facciamo una cosa piuttosto che un&#8217;altra, cos\u00ec come sappiamo se quello che stiamo facendo sia bene o male. La coscienza ce lo dice, per quanto siamo tentati di mettere a tacere la sua voce. Non vi sono persone talmente indurite nel male da non udirla pi\u00f9 del tutto; vi sono, per\u00f2, delle persone talmente indurite nel male, da udirla sempre pi\u00f9 debolmente, sempre pi\u00f9 fiaccamente. Perci\u00f2, l&#8217;esame di coscienza \u00e8 un esercizio necessario, che va fatto con regolarit\u00e0, anche perch\u00e9 ci abitua a non essere troppo indulgenti con le nostre debolezze, a sorvegliare i nostri difetti, a corroborare le nostre forze, i nostri buoni proponimenti e la nostra fermezza d&#8217;animo.<\/p>\n<p>E poi, bisogna affidarsi a Dio, e consegnare a Lui la propria debolezza, la propria fragilit\u00e0, per domandare il suo aiuto. Che verr\u00e0 sicuramente, anche se, forse, non nei tempi e nei modi che noi avremmo sperato e desiderato. Ma si deve sempre ricordare che le Sue vie non sono le nostre vie, e i Suoi pensieri differiscono dai nostri pensieri. Lui vede e sa; noi siamo come ciechi e stolti. E siamo tanto pi\u00f9 ciechi e tanto pi\u00f9 stolti, quanto pi\u00f9 ci crediamo sapienti e intelligenti. Non \u00e8 forse per questo che Ges\u00f9 Cristo eruppe in una esclamazione di esultanza, dicendo: <em>Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perch\u00e9 hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli? S\u00ec, o Padre: perch\u00e9 cos\u00ec \u00e8 piaciuto a Te&quot;<\/em>? (<em>Matteo<\/em>, 11, 25-26).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La societ\u00e0 moderna e la cultura moderna mostrano di ritenere che ci\u00f2 di cui l&#8217;uomo ha bisogno, quando incontra delle gravi difficolt\u00e0 al livello del proprio<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[229],"class_list":["post-23242","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-psicoanalisi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23242","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23242"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23242\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23242"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23242"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23242"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}