{"id":23240,"date":"2017-10-09T11:34:00","date_gmt":"2017-10-09T11:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/10\/09\/analfabeti-dellamore-dobbiamo-ritrovare-lagape\/"},"modified":"2017-10-09T11:34:00","modified_gmt":"2017-10-09T11:34:00","slug":"analfabeti-dellamore-dobbiamo-ritrovare-lagape","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/10\/09\/analfabeti-dellamore-dobbiamo-ritrovare-lagape\/","title":{"rendered":"Analfabeti dell&#8217;amore, dobbiamo ritrovare l&#8217;ag\u00e0pe"},"content":{"rendered":"<p>Uno dei segnali pi\u00f9 inequivocabili del ritorno del paganesimo nella societ\u00e0 moderna, dopo che essa ha espulso da s\u00e9 il cristianesimo e la concezione spirituale della vita da esso recata, \u00e8 il ritorno a una concezione brutale, egoistica, pagana appunto, dell&#8217;amore.<\/p>\n<p>Uno dei maggiori progressi che l&#8217;avvento del cristianesimo ha portato nella cultura occidentale \u00e8 stato l&#8217;affermazione di una nuova concezione dell&#8217;amore, cio\u00e8 dell&#8217;amore come <em>ag\u00e0pe<\/em>, parola che gi\u00e0 esisteva nel vocabolario greco ma che era poco adoperata, a vantaggio dell&#8217;<em>eros<\/em>, l&#8217;amore di passione, e della <em>filia<\/em>, l&#8217;amore di amicizia. Salvo rarissime eccezioni, la poesia greca e quella latina ci parlano dell&#8217;amore come di una relazione dei sensi, del corpo, nella quale poco o niente \u00e8 coinvolta la sfera spirituale: si tratta di un desiderio violento, di un gioco dei sensi, insomma di erotismo nel senso oggi corrente della parola. Sotto questo punto di vista, le letterature classiche non ci danno il quadro di una societ\u00e0 in cui l&#8217;amore fosse visto come un rapporto totale, fatto anche di delicatezza e d&#8217;incontro profondo nella sfera affettiva, ma piuttosto come un gioco di corpi e una attrazione selvaggia, cui \u00e8 impossibile resistere. La dimensione spirituale \u00e8 semmai presente, specialmente in Platone, al livello dell&#8217;omofilia e della pederastia: il che la dice lunga su quanto la nostra sensibilit\u00e0 sia cambiata, dato che simile impostazione ci appare sotto una luce pi\u00f9 che discutibile, per non dire ripugnante, poich\u00e9 unisce due orientamenti sessuali che a noi appaiono disdicevoli, l&#8217;omosessualit\u00e0 (almeno fino a qualche tempo fa&#8230;) e la pedofilia: si trattava, infatti, della relazione di un uomo adulto con un ragazzo impubere. Un&#8217;altra eccezione \u00e8 data. nella poesia latina, da Virgilio, il quale, specialmente nel dramma di Didone, si mostra capace di una altissima comprensione del mistero dell&#8217;amore, e del male morale in esso latente, e perci\u00f2 sempre possibile, fino all&#8217;autodistruzione del soggetto pi\u00f9 debole, o pi\u00f9 sensibile, magari pi\u00f9 generoso; cosa che rende ancora pi\u00f9 densa la nebbia sul mistero del male che scaturisce da una cosa apparentemente dolce e desiderabile come l&#8217;amore.<\/p>\n<p>\u00c8 merito del cristianesimo se all&#8217;amore come <em>eros<\/em> \u00e8 subentrato, quale modello della nuova civilt\u00e0 creata dal Vangelo, l&#8217;amore come <em>ag\u00e0pe<\/em>: l&#8217;amore spirituale perfetto, che nulla domanda e nulla si attende per s\u00e9, ma vuole solo donare, donare gratuitamente e instancabilmente. Il grande modello dell&#8217;amore come <em>ag\u00e0pe<\/em> \u00e8 Dio, che ama gli uomini cos\u00ec infinitamente da aver mandato loro, dopo una serie di profeti, il suo Figlio unigenito, per redimerli dal peccato, nonostante la loro cocciuta e violenta ingratitudine (si veda la parabola dei vignaioli omicidi, che, alla luce della Passione di Cristo, si tinge di un chiaro significato profetico). Naturalmente si tratta di un modello ideale, cui si pu\u00f2 tentare di avvicinarsi, ma che nessuno, neppure il monaco eremita, che vive di ascetismo, pu\u00f2 realizzare sino in fondo, tanto meno l&#8217;uomo o la donna che vivono nel mondo; nondimeno, si tratta di un modello nobilissimo, che contribuisce alla santificazione del matrimonio e che conferisce alla relazione fra uomo e donna, cos\u00ec come la propone il messaggio cristiano, una particolare delicatezza, maturit\u00e0 e armonia, quale raramente si poteva realizzare nel mondo pagano, dove tutto era lasciato al buon volere del <em>pater familias<\/em>. Quando si considera che costui, nel mondo romano (ma anche in quello greco, a Sparta specialmente) aveva il potere di vita e di morte sui figli e che, teoricamente, poteva scegliere di non accettare un figlio appena nato, esponendolo fuori della porta di casa, si capisce quanto doveva essere squilibrato e disarmonico il rapporto all&#8217;interno della famiglia. Non stupisce che, nella tarda romanit\u00e0, uomini e donne cercassero nell&#8217;amore extraconiugale quella libert\u00e0 e quell&#8217;abbandono che non trovavano fra le mura domestiche; il che aliment\u00f2, a sua volta, un clima di dissolutezza morale sempre pi\u00f9 pronunciato, permettendo alla lussuria di dominare incontrastata e portando la relazione sessuale su un piano estremamente brutale e utilitaristico, quasi animalesco. La pratica frequentissima dell&#8217;aborto e le tecniche contraccettive, il dilagare dell&#8217;adulterio, infine la diffusione sempre pi\u00f9 ampia delle pratiche omosessuali condussero il mondo romano verso una sorta di collasso morale, di cui \u00e8 testimonianza efficace la <em>Lettera ai Romani<\/em> di San Paolo; nei secoli seguenti, la situazione non fece che peggiorare, lasciando agli individui libero sfogo nelle loro passioni pi\u00f9 turpi. Qualche indizio di tale depravazione progressiva ce lo d\u00e0 specialmente Orazio, con le poesie nelle quali parla delle vecchie libidinose che farebbero qualsiasi cosa per prolungare la loro abitudine al piacere, e descrive perfino delle pratiche di magia nera, con tanto di sacrifici umani, mediante le quali una vecchia strega cerca di legare per sempre la volont\u00e0 del suo volubile amante. E, con Orazio, siamo ancora all&#8217;epoca di Augusto; si pensi a quanto dovettero andare oltre le cose nei quattro secoli seguenti: Marziale e Giovenale ci danno ulteriori indizi; Svetonio, ad esempio, ci parla di Nerone che, fra le altre cose, giunse a voler sposare il suo amante Sporo, prendendolo come fosse una moglie.<\/p>\n<p>Poi \u00e8 venuto il cristianesimo, che, anche in questo ambito, come in altri (il rapporto fra i padroni e gli schiavi, i giochi gladiatori nel circo, certe usanze di guerra e certe pratiche della giustizia) cerc\u00f2 di bonificare l&#8217;immensa palude e, in gran parte, attraverso uno sforzo di alcuni secoli, fin\u00ec per riuscirvi. Il riconoscimento della dignit\u00e0 della donna e della sposa; un atteggiamento pi\u00f9 benevolo e rispettoso verso i figli; una rigorosa santificazione del matrimonio; il biasimo per le condotte sessuali anormali, per la sfrenatezza, per la pornografia; la diffusione di una mentalit\u00e0 ascetica e l&#8217;elogio della castit\u00e0 e della purezza, anche in senso morale; la superiorit\u00e0 dell&#8217;uomo e della donna che si consacrano a Dio rispetto all&#8217;uomo e alla donna che scelgono, pur legittimamente, la vita nel mondo: tutto questo ha ingentilito alquanto il concetto e la pratica dell&#8217;amore, cos\u00ec da giustificare quel verso di Foscolo, riferito alla lirica di Petrarca: <em>&#8230; che Amore in Grecia nudo e nudo in Roma, d&#8217;un velo candidissimo adornando, rendea nel grembo a Venere celeste<\/em>. Ribadiamo che l&#8217;ideale dell&#8217;amore cristiano come <em>ag\u00e0pe<\/em>, come relazione spirituale che si ispira al modello dell&#8217;amore perfetto di Dio, rimase pur sempre un modello, e noi non commetteremo certo l&#8217;ingenuit\u00e0 di pensare che, con l&#8217;avvento della civilt\u00e0 cristiana, l&#8217;amore, sul terreno pratico, abbia conosciuto una spiritualizzazione straordinaria: per\u00f2 una nuova strada era stata tracciata, e la brutale veemenza dell&#8217;<em>eros<\/em> greco e romano, estirpata in maniera radicale. Al punto che, quando l&#8217;amore-passione volle fare la sua ricomparsa nella poesia europea (coi trovatori provenzali specialmente), dovette pur sempre sublimarsi e sottomettersi, almeno in parte, al processo di spiritualizzazione che nei secoli precedenti si era operato, e che si rivel\u00f2 irreversibile. Bench\u00e9 adultero, e quindi peccaminoso, l&#8217;amore di Tristano e Ginevra, nei romanzi del ciclo arturiano, non arriva mai alla cruda sensualit\u00e0 di un Orazio o di un Catullo (perch\u00e9 bisogna pur dire che Catullo \u00e8 stato un po&#8217; troppo idealizzato, selezionando alcune sue poesie a discapito di altre, nelle quali traluce la bestiale animalit\u00e0 sensuale del mondo pagano). In ogni caso, nessuno scrittore e nessun poeta medievale sarebbe mai ritornato nell&#8217;angolo brutto dell&#8217;<em>eros<\/em> greco-romano, per esempio in certi dialoghi di Luciano di Samosata, nei quali si discetta sui reciproci pregi dell&#8217;amore eterosessuale e di quello omosessuale, con una disinvoltura e una franchezza che hanno qualcosa di urtante e di vergognoso.<\/p>\n<p>Poi, con la modernit\u00e0, la palude ha riguadagnato terreno. Hanno cominciato i libertini, e, dopo di loro, gl&#8217;illuministi; Diderot, il grande regista della <em>Enciclop\u00e9die<\/em>, \u00e8 stato anche uno scrittore di romanzi pornografici, nei quali al compiacimento del sesso si sovrappone quello della blasfemia, dato che i personaggi pi\u00f9 assatanati sono dei religiosi. Dal clima anticristiano e licenzioso dell&#8217;epoca scaturisce l&#8217;opera del marchese De Sade, che \u00e8 un inno alle peggiori perversioni sessuali e alla degradazione del rapporto uomo-donna ai livelli pi\u00f9 bassi immaginabili, quali mai erano stati toccati nemmeno nel paganesimo antico. Non vale la pena di risalire la corrente di questo torrente fangoso, che, specie nella letteratura, poi nel cinema e nei concerti di musica leggera, infine nella moda, non ha fatto che ingrossare e intorbidirsi sempre pi\u00f9, fino a dilagare ovunque ed erotizzare, specialmente per mezzo della pubblicit\u00e0 (radiofonica, televisiva, cartacea) ogni aspetto della vita quotidiana, e portando la pornografia nel bel mezzo della vita d&#8217;ogni giorno, anche nel serio ufficio d&#8217;un uomo d&#8217;affari, come nel caso dei calendari erotici &quot;firmati&quot; e nella pretesa arte fotografica di certi cultori della sconcezza sessuale. Alcuni romanzi di Alberto Moravia possono dare l&#8217;idea di quale livello di degradazione abbia raggiunto lo svilimento della dimensione spirituale dell&#8217;amore, che millecinquecento anni di cristianesimo avevano portato nella nostra civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Ora, il fatto \u00e8 questo. Il paganesimo \u00e8 ritornato alla grande, e in numerose forme: pagana \u00e8 la religione dell&#8217;uomo contemporaneo, basata sull&#8217;adorazione dei feticci: il denaro, il potere, il sesso. E pagana \u00e8 la nuova concezione dei rapporti interpersonali, brutalmente edonista e utilitarista, basata sul reciproco uso e sfruttamento. La degradazione dell&#8217;amore a pura e semplice lussuria fa parte di questo quadro e ci mostra fino a che punto l&#8217;allontanamento da Dio, proprio della civilt\u00e0 moderna, ci abbia condotto. La crisi dei rapporti fra l&#8217;uomo e la donna, attestata da tre secoli di letteratura e, pi\u00f9 recentemente, dal cinema e dalle arti visive, indica che l&#8217;uomo e la donna hanno smarrito l&#8217;equilibrio, l&#8217;armonia, lo stupore, la dolcezza del reciproco incontro e che, a forza di vedersi l&#8217;un l&#8217;altra esclusivamente come strumento di piacere fisico, hanno finito per diventare due perfetti estranei, pronti a combattersi e a volersi distruggere, non appena finisce l&#8217;incanto dei sensi e si ritorna alla realt\u00e0 della vita quotidiana.<\/p>\n<p>Il ritorno alla sfrenatezza e alla lussuria del paganesimo si vede soprattutto al livello della vita quotidiana, e in particolare nell&#8217;abbigliamento. Uomini e donne, ma specialmente le donne, hanno completamente fatto propria l&#8217;immagine corporea veicolata dalla pubblicit\u00e0 e dai cinema, cio\u00e8 la riduzione del corpo a oggetto permanente del desiderio, mediante un modo di vestire, di truccarsi, di abbronzarsi, di irrobustire la muscolatura, nonch\u00e9 una serie di operazioni chirurgiche, il cui \u00e8 effetto \u00e8 la riproduzione, sulla scala della vita di ogni giorno, per strada, in ufficio, a scuola, perfino in chiesa, dello stile erotizzante proprio dei <em>mass media<\/em>. \u00c8 impossibile girare per una citt\u00e0, in estate, quando le giornate sono pi\u00f9 calde, senza imbattersi in una quantit\u00e0 di persone, e specialmente donne, che sfoggiano una tenuta pi\u00f9 simile a quella delle prostitute che si aggirano la notte lungo i viali di periferia, che a quella di persone &quot;rispettabili&quot; e normali, il tutto con una perfetta tranquillit\u00e0, spesso ai limiti della sciatteria e della inconsapevolezza, stranissimo miscuglio di malizia sessuale e di provocazione esasperata, da un lato, e di banalizzazione dell&#8217;eros, dall&#8217;altra, che sortisce sovente il risultato opposto, cio\u00e8 quello di rendere indifferente o persino inappetibile il corpo cos\u00ec sovraesposto agli sguardi di tutti. Intanto, pero, il fatto di vestire a quel modo, di truccarsi e atteggiarsi a quel modo, produce effetti a livello psicologico: le persone diventano sempre pi\u00f9 simili alle maschere che indossano, e, indossando la maschera della bambola sexy, o della donna fatale, anche la studentessa di liceo, la casalinga e perfino la pensionata avanti con gli anni, finiscono per &quot;calarsi&quot; nella parte rappresentata, cio\u00e8 a pensare, a sentire, a muoversi e comportarsi come fanno le donne che si vedono nella pubblicit\u00e0, al cinema e alla televisione, e, pi\u00f9 ancora, a identificarsi con quelle che riempiono le pagine dei giornali di <em>gossip.<\/em> A sua volta, queste maschere che uomini e donne indossano nella vita quotidiana, creano un certo tipo di aspettativa nell&#8217;altro: anche se tutto parte, sostanzialmente, da una proiezione dell&#8217;uomo e della dona qualsiasi verso le immagini mitizzate dei divi, grandi e piccoli, dello schermo, cio\u00e8 da una specie di finzione ritualizzata, alla fine non ci si ricorda della finzione e si vive secondo quel tipo di clima e di aspettativa, non vedendo nell&#8217;altro che un oggetto del desiderio da possedere e, dopo averlo usato, da gettare da parte, per poter procedere a una nuova conquista e a una nuova frettolosa, brutale soddisfazione dello stimolo erotico. In una societ\u00e0 dove tutto \u00e8 erotizzato, perfino la pubblicit\u00e0 della salsa di pomodoro o dei pneumatici per camion e automobili, non c&#8217;\u00e8 da stupirsi che anche il modo di concepire e di vivere l&#8217;amore abbia finito per risentire di queste dinamiche artificiali, disordinate, estremamente rozze e superficiali, dove l&#8217;anima delle persone non conta nulla, contano solo gli attributi fisici, la spregiudicatezza e la capacit\u00e0 di sedurre chiunque, a ogni costo.<\/p>\n<p>Dobbiamo perci\u00f2 confessare apertamente una cosa: siamo diventati, o piuttosto siamo ridiventati, analfabeti dell&#8217;amore; il nostro, infatti, \u00e8 una analfabetismo di ritorno, l&#8217;analfabetismo di chi sapeva leggere e scrivere, ma l&#8217;ha disimparato. La civilt\u00e0 moderna, con i suoi riti e le sue mitologie, la societ\u00e0 dei consumi, con il suo edonismo e il suo utilitarismo, hanno fatto, o meglio, hanno rifatto di noi, dei barbari. Siamo i nuovi barbari del terzo millennio: barbari tecnologici, accessoriati e coi vestiti firmati; ma pur sempre barbari. Abbiamo dimenticato l&#8217;ABC della vita, e quindi anche l&#8217;ABC dell&#8217;amore. Crediamo che amare sia prendere, prendere sempre di pi\u00f9; abbiamo scordato ci\u00f2 che un tempo sapevamo, che sapevano i nostri vecchi: che l&#8217;amore \u00e8 dare, a somiglianza di quanto Dio fa con noi, circondandoci di cose belle e buone, che noi non degniamo neppure d&#8217;un grazie&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei segnali pi\u00f9 inequivocabili del ritorno del paganesimo nella societ\u00e0 moderna, dopo che essa ha espulso da s\u00e9 il cristianesimo e la concezione spirituale della<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[107,110],"class_list":["post-23240","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-cattolicesimo","tag-civilta"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23240","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23240"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23240\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23240"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23240"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23240"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}