{"id":23239,"date":"2010-10-18T07:51:00","date_gmt":"2010-10-18T07:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/10\/18\/se-viviamo-in-un-deserto-e-perche-siamo-diventati-analfabeti-dei-nostri-sentimenti\/"},"modified":"2010-10-18T07:51:00","modified_gmt":"2010-10-18T07:51:00","slug":"se-viviamo-in-un-deserto-e-perche-siamo-diventati-analfabeti-dei-nostri-sentimenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/10\/18\/se-viviamo-in-un-deserto-e-perche-siamo-diventati-analfabeti-dei-nostri-sentimenti\/","title":{"rendered":"Se viviamo in un deserto \u00e8 perch\u00e9 siamo diventati analfabeti dei nostri sentimenti"},"content":{"rendered":"<p>Se viviamo in un paesaggio affettivo sempre pi\u00f9 arido e desertificato, la responsabilit\u00e0 principale non ricade sui ritmi frenetici, sul produttivismo esasperato, sulla tecnologia o, magari, sulla societ\u00e0 &quot;tout-court&quot;, insomma su qualcuno o qualcosa fuori di noi; ma proprio nel sempre pi\u00f9 grave analfabetismo che ci affigge riguardo ai nostri stessi sentimenti.<\/p>\n<p>Non \u00e8 che non proviamo pi\u00f9 niente; \u00e8 che non sappiamo riconoscere quel che proviamo; o, peggio ancora, che non siamo all&#8217;altezza di un tale riconoscimento, per cui preferiamo rituffarci nella beata (ma ormai ipocrita) ignoranza di prima, facendo finta che non sia successo nulla.<\/p>\n<p>Il professor Aschenbach de \u00abLa morte a Venezia\u00bb un merito ce l&#8217;aveva: quello di aver saputo guardare ben in faccia ci\u00f2 che si agitava nel profondo del suo animo, proprio lui, lo studioso intemerato dalla vita esemplare, austera e rigorosa; e di non essersi nascosto dietro fronzoli e veli pi\u00f9 o meno raffazzonati, ma di aver avuto l&#8217;onest\u00e0 intellettuale e la coerenza interiore di sostenere lo spettacolo di se stesso, una volta messo interamente a nudo il proprio animo.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non significa che noi dobbiamo assecondare ogni nostro impulso, ogni nostro capriccio; ma, se ci accade di scoprire la nostra parte pi\u00f9 vera e pi\u00f9 profonda, che giaceva da chiss\u00e0 quanto abbandonata in una buia cantina polverosa, sarebbe un atto di coraggio, da parte nostra, fare i conti con essa e concederle, quanto meno, quella forma di rispetto che \u00e8 il riconoscimento.<\/p>\n<p>Se si vuole, \u00e8 come incontrare un vecchio amante o una vecchia amante per la strada, a distanza di molti anni, quando le circostanze della nostra vita sono totalmente cambiate rispetto a quelle in cui si consum\u00f2 quella storia lontana, che &#8211; forse &#8211; fu breve ma intensa: le persone da poco girano altrove lo sguardo e, magari, cambiano marciapiede; le persone oneste con se stesse, che hanno saputo fare i conti con il proprio passato e con le proprie emozioni, vanno verso quell&#8217;incontro con lieto volto e si trattengono almeno qualche minuto, come si farebbe con un amico.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il minimo che si debba a qualcuno che ci ha voluto bene in un tempo lontano; ma, soprattutto, \u00e8 il minimo che si debba a se stessi, se si vuol continuare a guardarsi francamente nello specchio, senza aver voglia di distogliere altrove lo sguardo. Esiste una lealt\u00e0 verso noi stessi che non viene dopo, ma semmai prima, di quella che dobbiamo a chiunque altro. E chi non \u00e8 capace di riconoscere ci\u00f2 che \u00e8 stato o ci\u00f2 che ha fatto ieri, non merita di essere amico di se stesso e non merita neppure alcun regalo che la vita possa fargli nel presente.<\/p>\n<p>Quanta vigliaccheria, invece, accompagna cos\u00ec spesso il nostro analfabetismo sentimentale: vigliaccheria e analfabetismo, una mescolanza micidiale. Non c&#8217;\u00e8 da meravigliarsi se le nostre vite sono, cos\u00ec spesso, spaventosamente aride e desolate; se sono cos\u00ec disperatamente fredde e prive di conforto, di luce e di calore.<\/p>\n<p>Per meritarsi una vita piena e soddisfacente, bisogna essere capaci di guardarsi dentro senza finzioni, nel presente cos\u00ec come nel passato. \u00c8 troppo comodo dire a se stessi: \u00abQuello non sono io; quello non ero io!\u00bb. \u00c8 vero invece che, probabilmente, noi non siamo all&#8217;altezza dei nostri momenti migliori: quelli in cui gettiamo, per una volta, la maschera e ci lasciamo vedere da un altro essere umano per ci\u00f2 che siamo nel profondo, liberamente e appassionatamente.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una scrittrice inglese di romanzi rosa di ben scarso valore letterario, Shirley Conran, classe 1932, la quale tuttavia ha saputo descrivere efficacemente questa incapacit\u00e0, da parte di molti, di essere all&#8217;altezza dei propri sentimenti. La pagina a cui ci riferiamo \u00e8 contenuta nel romanzo \u00abSelvagge\u00bb.<\/p>\n<p>In essa l&#8217;Autrice descrive la passione che divampa improvvisa fra due giovani donne, rimaste isolate su una costa africana inospitale; ed il repentino pentimento di una di esse, che nel volgere di poche ore arriva fino al disgusto e al rifiuto totale dell&#8217;altra, evidentemente nell&#8217;illusione di &quot;riscattare&quot; se stessa ai propri occhi (titolo originale: \u00abSavages\u00bb, 1987; traduzione italiana di Roberta Rambelli, Milano, Mondadori, 1988, pp. 340-44):<\/p>\n<p>\u00abSulla sabbia calda, Suzy rabbrivid\u00ec. Esit\u00f2 un momento, poi si gir\u00f2 sul dorso. Il viso abbronzato era lucido, i grandi occhi bruni brillavano d&#8217;una luce febbrile. Le labbra si schiusero come per dire qualcosa, tremarono ma tacquero. Il silenzio, tuttavia, era carico di elettricit\u00e0. Inginocchiata nuda vicino a Suzy, Patty percep\u00ec all&#8217;improvviso il pericolo. Se avesse toccato ancora quella pelle di raso, sapeva che sarebbe accaduto qualcosa d catastrofico. Guard\u00f2 i luminosi occhi castani di Suzy, e la certezza di ci\u00f2 che stavano per fare le ipnotizz\u00f2 entrambe.<\/p>\n<p>Lentamente si mossero l&#8217;una verso l&#8217;altra nello stesso momento.<\/p>\n<p>Le braccia di Suzy cinsero la schiena snella di Patty, cercarono per un momento un rifugio dai terrori del resto del mondo, il conforto sensuale che un bambino cerca nel cuore della madre.<\/p>\n<p>Con un dito tremante, Patty segu\u00ec la linea serica delle sopracciglia di Suzy. Poi Suzy la strinse con entrambe le braccia, l&#8217;attir\u00f2 a s\u00e9. Con il cuore che martellava e il corpo tremante, lentamente, conscia di ogni respiro, Patty si curv\u00f2 verso la creatura infantile che giaceva sotto di lei sulla sabbia. All&#8217;improvviso i loro corpi si toccarono. Le mani di Suzy passarono sui contorni netti delle scapole di Patty, poi salirono verso i morbidi capelli biondi come il grano.\u00bb<\/p>\n<p>Seguono alcune esplicite scene di sesso che per\u00f2 non riportiamo, sia perch\u00e9 esulano dal nostro discorso, sia perch\u00e9 in esse emerge l&#8217;aspetto deteriore della scrittura di questa Autrice, che non sa mai rinunciare agli effetti di facile presa su un pubblico di bocca buona, in nome di una morale emancipata che \u00e8 solo, come disse un critico musicale a proposito delle canzoni di Lucio Battisti, un mediocre surrogato di comportamenti realmente emancipati.<\/p>\n<p>Ed ecco come Patty, che non sa essere all&#8217;altezza di quella parte di s\u00e9 che le si \u00e8 rivelata in un dolce abbandono sulla spiaggia, fra le braccia dell&#8217;amica, reagisce a quanto \u00e8 accaduto: un po&#8217; come farebbe un maschio egoista e frettoloso, dopo aver spremuto tutto il piacere da un fuggevole incontro con una donna, per poi subito sdegnarla e voltarle le spalle:<\/p>\n<p>\u00abPatty era sbalordita: quello che avevano fatto sembrava cos\u00ec naturale. Per un momento si chiese se ogni donna era completamente eterosessuale, oppure aveva semplicemente il terrore di violare il tab\u00f9 che vietava di toccare de i amare altre dello stesso sesso.<\/p>\n<p>Sottovoce, Patty mormor\u00f2: &quot;Non l&#8217;avevo mai fatto&quot;.<\/p>\n<p>&quot;Neppure io&quot;, sussurr\u00f2 Suzy. &quot;Nn \u00e8&#8230; facile?&quot;.<\/p>\n<p>Non c&#8217;era stata una seduttrice e una sedotta, non era stato un rispecchiarsi del rapporto tra maschio e femmina: c&#8217;era stata solo una reciproca tenerezza che era diventata passione. Non c&#8217;erano stati preliminari perch\u00e9 tutto era un preliminare: quello di cui ha bisogno una donna per raggiungere il piacere. I pensieri turbinavano nella mente di Patty. Era sorpresa di aver trovato tanta naturalezza in quella sensualit\u00e0: non c&#8217;erano tensioni, n\u00e9 ansie, n\u00e9 minacce.<\/p>\n<p>E soprattutto, grazie alla conoscenza intima e personale che ognuna aveva dell&#8217;anatomia femminile, le loro sensazioni inespresse erano state dolcemente riconosciute e condivise&#8230;<\/p>\n<p>Patty giaceva sul dorso in uno stordimento sensuale e semicosciente. Suzy s&#8217;inginocchi\u00f2 e gioc\u00f2 con i suoi piedi. Separava ogni dito, lo liberava dalla sabbia, lo succhiava come un leccalecca. La massaggiava delicatamente con l&#8217;arco del piede e poi, con un movimento lento, faceva scorrere sulla pianta l&#8217;unghia del pollice.<\/p>\n<p>Mentre Patty gridava di piacere, entrambe sentirono Silvana che gridava dalla cascata: &quot;Dov&#8217;\u00e8 il pesce? Sta per piovere da un momento all&#8217;altro!&quot;.<\/p>\n<p>&quot;Stavamo riposando&quot;, rispose Patty. E lanci\u00f2 un&#8217;occhiata a Suzy.<\/p>\n<p>Suzy chin\u00f2 la testa e sussurr\u00f2: &quot;Domani&quot;.<\/p>\n<p>Controvoglia, si alzarono e si diressero verso il sentiero. Mentre saliva dietro Silvana, Suzy si sentiva amata e piena di speranza. Per quella breve mezz&#8217;ora aveva dimenticato la paura. E poich\u00e9 era un&#8217;idea tanto seducente, a ogni passo si sentiva un po&#8217; pi\u00f9 innamorata di Patty.\u00bb<\/p>\n<p>Dietro di lei, Patty tremava e cercava di giustificare quanto era appena accaduto. Continu\u00f2 a rispondere alla voce in fondo alla sua mente. Non \u00e8 tanto terribile. Cosa pensi che succeda nei campi dei prigionieri di guerra? Credi che quegli uomini giovani, sani, annoiati e infelici possano tenere a freno la sessualit\u00e0 per anni e anni? Tutti? Dev&#8217;esserci una tacita congiura maschile per non rivelare mai quello che succede dove sono incarcerate persone dello stesso sesso.<\/p>\n<p>Ma tu l&#8217;hai fatto, disse la voce interiore. Adesso sei una lesbica!<\/p>\n<p>Era una lesbica?, si chiese Patty. Si poteva esserlo anche se si era sposate? Era qualcosa di latente? Patty ricord\u00f2 le amicizie della fanciullezza, ricord\u00f2 la sua migliore amica, Gina, con la quale aveva resi e si era confidata mentre crescevano insieme. probabilmente lei e Gina si toccavano perch\u00e9 erano abituate a giocare come cuccioli. Ma a un c erto momento tutto finisce: Patty pensava che fosse stato quando avevano cominciato a uscire con i ragazzi. Non rammentava di aver provato un&#8217;attrazione erotica per Gina, ma aveva avuto una cotta per lei. Era passata quando il padre di Gina era stato trasferito in Oklahoma. Forse l&#8217;amicizia era una forma d&#8217;amore e il sesso era un&#8217;estensione dell&#8217;amore e la sua prova fisica. Forse lei non aveva nulla che non andasse, dopotutto.<\/p>\n<p>Sei una lesbica, diceva la voce interiore.<\/p>\n<p>Non intendo esserlo! Rispondeva Patty in silenzio. Era stata Suzy a incominciare. E klei non avrebbe ceduto al contagio.<\/p>\n<p>Quando tornarono al campo, Patty era inorridita e disgustata da ci\u00f2 che aveva fatto. E aveva il terrore che Suzy lo raccontasse. Le ripugnava il solo pensiero di trovarsi vicina a lei.<\/p>\n<p>Prima che le donne si accovacciassero intorno al fuoco per il pasto serale, l&#8217;improvvisa repulsione di Patty per Suzy era ormai evidente. Con un sorriso gentile, Suzy era andata a sedersi acanto a Patty per mangiare, e Patty si era alzata di scatto ed era andata a sedersi dall&#8217;altra parte del fuoco. Se Suzy le rivolgeva la parola, la ignorava. Dopo cena, Suzy le mormor\u00f2: &quot;Sei stata meravigliosa. Perch\u00e9 adesso mi tatti cos\u00ec?&quot; In silenzio, Patty la guard\u00f2 come se la vedesse per la prima volta e volesse ingiungerle di non rammentarle mai l&#8217;intimit\u00e0 che era esistita tra loro sulla spiaggia.\u00bb<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un buon esempio di come si possa essere al di sotto di se stessi, di come si possa non essere all&#8217;altezza dei propri sentimenti e della propria verit\u00e0 profonda. Il che \u00e8 peggio della pura e semplice ignoranza: \u00e8 la negazione feroce, rabbiosa, dettata dalla paura.<\/p>\n<p>Se, poi, nella nostra negazione coinvolgiamo i sentimenti di qualcun altro, allora commettiamo un doppio delitto: verso di noi e verso di lui. E non \u00e8 lecito giocare con i sentimenti altrui; a meno che non si tratti, esplicitamente e da entrambe le parti, di un semplice gioco, riconosciuto come tale sin dall&#8217;inizio. Se, poi, si possa davvero giocare al gioco dei sentimenti, senza ferirsi prima o dopo, o senza ferire gli altri, questa \u00e8 un&#8217;altra questione, che rimane aperta.<\/p>\n<p>Non intendiamo, comunque, affermare che qualsiasi impulso e qualsiasi sentimento vadano automaticamente accolti e vissuti sino in fondo; vi sono degli aspetti dei nostri desideri, dei nostri bisogni, che devono essere rielaborati, trasformati, sublimati; lungi da noi l&#8217;intenzione di magnificare l&#8217;edonismo puro e semplice, la ricerca della propria gratificazione al di sopra di tutto; anche perch\u00e9 la gratificazione \u00e8 una cosa ben diversa dalla realizzazione.<\/p>\n<p>Ciascun essere umano ha tutto il diritto, e persino il dovere, di realizzare la propria essenza profonda: \u00e8 per questo che si viene al mondo, \u00e8 per questo che ci si mette in cammino sulle strade della vita, cercando a tentoni la propria.<\/p>\n<p>Ma la nostra essenza profonda, in quanto esseri umani, non passa mai al di sopra dei diritti e del bene degli altri; al contrario: si attua e si completa mediante l&#8217;integrazione delle sue legittime esigenze con quelle altrui. Questa \u00e8 la miseria dell&#8217;edonismo: che scambia il falso S\u00e9, dominato da un piccolo Ego meschino e capriccioso, con la vera essenza dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>La vera essenza dell&#8217;uomo \u00e8 il richiamo delle altezze, il superamento della contingenza attraverso il riconoscimento della propria vocazione, della propria verit\u00e0 interiore.<\/p>\n<p>Tale riconoscimento pu\u00f2 passare, oppure no, per la ricerca della felicit\u00e0 fisica e, quindi, attraverso la gratificazione dei sensi.<\/p>\n<p>Narrano le antiche cronache che il filosofo Plotino si comportava come un uomo il quale si vergognasse di possedere un corpo; ebbene, se le cronache dicono il vero, allora Plotino era in errore, perch\u00e9 non vi \u00e8 nulla di vergognoso nel corpo, se non l&#8217;assolutizzazione dei suoi desideri e la sua separazione artificiale dalla sfera della interiorit\u00e0.<\/p>\n<p>Nessuno scandalo, dunque, in fatti come quello relativo alle circostanze della morte del cardinale Jean Dani\u00e9lou, insigne teologo del Concilio Vaticano II, avvenuta nel 1974, in casa di una soubrette di cabaret. Comunque siano andate le cose &#8211; che egli si trovasse l\u00ec per motivi di assistenza materiale e spirituale, nell&#8217;autentico spirito evangelico, oppure per ragioni di ordine diverso e pi\u00f9 privato &#8211; resta il fatto che il corpo non \u00e8 male e non \u00e8 male la corporeit\u00e0, con le sue esigenze ed i suoi bisogni; n\u00e9 lo si deve pensare necessariamente in contrasto con la spiritualit\u00e0.<\/p>\n<p>Una persona spiritualmente evoluta pu\u00f2 sentire con forza, oppure no, il richiamo dei sensi; e pu\u00f2 decidere di rispondervi, oppure no, in maniera immediata: senza per questo &quot;abbassarsi&quot; verso una dimensione inferiore di esistenza.<\/p>\n<p>Viceversa, una persona che si mantenga forzatamente casta per inseguire il miraggio di una perfezione astratta e disumana, non raggiunger\u00e0 tanto presto la maturit\u00e0 spirituale.<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 grazia, dice Bernanos nel \u00abDiario di un curato di campagna\u00bb, riprendendo un concetto di San Paolo; tutto \u00e8 luce, per chi vede con chiarezza.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, la sfera della corporeit\u00e0 non \u00e8 che un caso particolare di quanto dicevamo sulla necessit\u00e0 di essere all&#8217;altezza della propria verit\u00e0 interiore.<\/p>\n<p>In termini generali, ci\u00f2 che importa non \u00e8 mantenersi casti, oppure no; non \u00e8 esprimere la propria sessualit\u00e0, oppure reprimerla: ma essere capaci di sostenere lo sguardo sul proprio vero S\u00e9, sulle sue legittime aspirazioni, senza barare e senza cercare di ingannare se stessi o gli altri.<\/p>\n<p>Come, poi, si decida di gestire i propri impulsi e i propri sentimenti, dopo averli lealmente riconosciuti, \u00e8 cosa che dipende sia dalle circostanze, sia dalla scala di valori e di priorit\u00e0 che si sono elaborati nella propria esperienza di vita; \u00e8 cosa, insomma, che riguarda il libero arbitrio del singolo individuo.<\/p>\n<p>Come legge generale, ci sentiamo di sostenere che l&#8217;esigenza fondamentale di una vita autentica resta sempre la stessa dei tempi di Socrate, anzi, di qualsiasi tempo: Conosci te stesso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se viviamo in un paesaggio affettivo sempre pi\u00f9 arido e desertificato, la responsabilit\u00e0 principale non ricade sui ritmi frenetici, sul produttivismo esasperato, sulla tecnologia o, magari,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-23239","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23239","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23239"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23239\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23239"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23239"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23239"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}