{"id":23238,"date":"2016-04-10T09:43:00","date_gmt":"2016-04-10T09:43:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/04\/10\/amoris-laetitia-la-famiglia-secondo-bergoglio\/"},"modified":"2016-04-10T09:43:00","modified_gmt":"2016-04-10T09:43:00","slug":"amoris-laetitia-la-famiglia-secondo-bergoglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/04\/10\/amoris-laetitia-la-famiglia-secondo-bergoglio\/","title":{"rendered":"Amoris laetitia, la famiglia secondo Bergoglio"},"content":{"rendered":"<p>Ci era stato sempre insegnato che una delle differenze fondamentali del cattolicesimo rispetto al protestantesimo, oltre alla dottrina sul libero arbitrio e a quella sulla salvezza mediante la fede e le opere (e non mediante la sola fede) \u00e8 che il primo si affida, per l&#8217;interpretazione delle Sacre Scritture, alla Tradizione e al Magistero ecclesiastico; il secondo, invece, lascia completa libert\u00e0 di lettura e interpretazione individuale.<\/p>\n<p>Ma ecco che, da qualche tempo in qua, le cose non sembrano pi\u00f9 cos\u00ec chiare e semplici, come lo sono stare per tanti secoli; ecco che si ha l&#8217;impressione che anche ai cattolici, fino a un certo punto, venga lasciato un margine di discrezionalit\u00e0 nella interpretazione del Vangelo; meglio ancora (o peggio ancora, secondo i punti di vista): ecco che lo stesso Magistero, cambiando la Tradizione, sembra voler dare l&#8217;esempio di una inusitata libert\u00e0 d&#8217;interpretazione della Scrittura, discostandosi da ci\u00f2 che finora ha insegnato e lasciando intendere che, in ultima analisi, l&#8217;importante \u00e8 tener conto, adattandovisi, dei fattori storici, culturali e psicologici contingenti, insomma esercitare il massimo della elasticit\u00e0 per non perdere la presa sui fedeli. Anche se tale presa si riduce a un velo sottilissimo, o, di fatto, a una mera finzione, dal momento che nessuna autorit\u00e0 che si rispetti si riduce a riconoscere le situazioni di fatto e ad ammettere tali e tante eccezioni alla regola, da rendere la regola inoperante e, in sostanza, ininfluente e superflua.<\/p>\n<p>\u00c8 uscita, finalmente, l&#8217;esortazione apostolica <em>Amoris laetita<\/em>, a corollario dei due sinodi sulla Famiglia, del 2014 e 2015, con la quale papa Francesco si rivolge al clero e al popolo cristiano per fare il puto sulla situazione delle famiglie e per fornire le nuove indicazioni pastorali anche riguardo alle situazioni cosiddette &quot;irregolari&quot;, cio\u00e8 non in linea con il Magistero e con la pratica della vita cristiana. E si scopre, come era largamente previsto, che in essa viene operata una vera e propria sanatoria, una specie di indulto generale, che tirano un colpo di spugna su duemila anni di dottrina cattolica riguardo al matrimonio, alla separazione, al divorzio, all&#8217;accesso ai sacramenti da parte delle persone separate o divorziate; sanatoria o indulto che, apparentemente, hanno l&#8217;effetto, se non lo scopo, di abolire le differenze tra coppie di fatto e coppie &quot;regolari&quot; nel senso cristiano; e che, per la preoccupazione di recuperare tutti e di non lasciar fuori alcuno, finiscono per assestare un colpo decisivo alla vera famiglia cristiana.<\/p>\n<p>Ora, \u00e8 ben vero che le unioni di fatto, sorte, sovente, sopra le ceneri di precedenti unioni matrimoniali, sono divenute talmente numerose, da non destare quasi pi\u00f9 meraviglia, semmai destano meraviglia le famiglie cristiane che ancora resistono, unite, stringendo i denti, davanti al malessere sociale, morale e culturale che da ogni parte le insidia e congiura per disgregarle; ed \u00e8 altrettanto vero che, secondo la mentalit\u00e0 laicista e secolarizzata oggi imperante, destava stupore, perplessit\u00e0 e persino irritazione il fatto che la Chiesa, fino ad oggi, non avesse ceduto alla &quot;tentazione&quot; di prendere atto dell&#8217;esistente e non si fosse piegata a riconoscere, a posteriori, ci\u00f2 che non era pi\u00f9 possibile arginare, ossia la tendenza a sostituire continuamente il legame sacramentale, benedetto da Dio, con dei legami puramente umani, sciolti e di nuovo contratti, volta per volta, e magari pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, sulle rovine del progetto matrimoniale santificato dalla Grazia, attraverso la mediazione della Chiesa cattolica.<\/p>\n<p>Sappiamo bene tutto ci\u00f2, e nondimeno restiamo convinti che sarebbe un grave errore quello di venire incontro alle tendenze di un determinato momento storico, solo per non trovarsi a difendere dei valori non pi\u00f9 sentiti dalla maggioranza delle persone. Questo \u00e8 gi\u00e0 un errore quando si parla di istituzioni e ideologie puramente umane, perch\u00e9 la coerenza, a nostro avviso, deve avere sempre la precedenza sulla tattica; opinare diversamente, significherebbe cadere nell&#8217;opportunismo e nel cinismo, ossia fare della conquista del favore popolare lo scopo supremo dell&#8217;azione politica, mentre lo scopo deve essere sempre l&#8217;affermazione di valori, nonch\u00e9 la realizzazione dei progetti che quei valori traducono in realt\u00e0 concreta e operante.<\/p>\n<p>A maggior ragione la coerenza deve precedere ogni altra considerazione quando si tratta della Chiesa, la quale non insegna una dottrina di origine umana, ma soprannaturale, e che, per poterla rettamente insegnare, deve custodirla, evidentemente, in tutta la sua purezza, con la massima attenzione e con la pi\u00f9 gelosa fedelt\u00e0. Ci\u00f2 che insegna il Magistero non \u00e8 frutto di sapienza umana; e i papi medesimi, nonch\u00e9 i concili, non devono neanche per un istante pensare di poter &quot;riformare&quot; o modificare ci\u00f2 che attiene alla Verit\u00e0, eterna e immutabile, del Vangelo, ma, tutt&#8217;al pi\u00f9, possono adattare le <em>forme<\/em> di tale insegnamento alle circostanze, mutevoli, quelle s\u00ec, dell&#8217;evoluzione storica; senza mai cedere alla tentazione di &quot;fughe in avanti&quot;, ossia al voler giocare d&#8217;anticipo o, comunque, alla preoccupazione &#8212; tutta mondana, quindi non cristiana &#8211; di intercettare il massimo del consenso, o, se si preferisce, di perdere il minimo indispensabile dei fedeli.<\/p>\n<p>La visione della Chiesa, infatti, proprio perch\u00e9 non deriva da un giudizio umano, non pu\u00f2, n\u00e9 potrebbe mai essere, di tipo meramente quantitativo; ci\u00f2 non significa che essa sia indifferente al problema del distacco dei fedeli dal Magistero, o, per dirla in maniera ancora pi\u00f9 chiara, allo spettacolo delle chiese sempre pi\u00f9 vuote e dell&#8217;osservanza sempre pi\u00f9 trascurata delle regole di vita da essa insegnate; per\u00f2 non significa nemmeno, n\u00e9 potr\u00e0 mai significare, che il Magistero sia soggetto a modifiche sostanziali, al suolo scopo, o allo scopo principale, di frenare il processo di secolarizzazione, o di limitarne l&#8217;impatto. Ai riformatori a oltranza, infatti, si potrebbe domandare se essi siano proprio sicuri che le chiese vuote e la disaffezione dei fedeli dalle pratiche della vita cristiana siano davvero l&#8217;effetto di una eccessiva severit\u00e0 e rigidit\u00e0 del Magistero, o se non sia vero, semmai, il contrario: che un Magistero mutevole, aperto, flessibile, disposto ad insegnare oggi quel che negava recisamente fino a ieri, non sia uno dei fattori che pi\u00f9 potentemente hanno determinato quello svuotamento e quella disaffezione. Eppure, gli indizi per pensare che questa seconda visione sia pi\u00f9 vicina al vero della prima, ci sono, eccome: basti pensare a quel che \u00e8 accaduti negli anni immediatamente successivi al Concilio Vaticano II, quando i seminari si sono letteralmente svuotati e la crisi ha investito in maniera impressionante, e in misura mai verificatasi prima, non solo le vocazioni sacerdotali, ma anche gli stili di vita delle persone e delle famiglie nominalmente cristiane. La netta vittoria degli schieramento favorevoli all&#8217;introduzione del divorzio, prima, e dell&#8217;aborto, poi, nella legislazione italiana, schieramenti nei quali i cattolici &quot;progressisti&quot; non erano certo pochi, ne \u00e8 stata una dimostrazione sin troppo eloquente.<\/p>\n<p>Ebbene, ai novatori accaniti, ai fautori di un continuo e &quot;doveroso&quot; adattamento del Magistero alle tendenze sociali e culturali del momento, vorremmo chiedere se essi siano davvero persuasi che le cose sarebbero andate diversamente, qualora la Chiesa avesse assunto, fin dall&#8217;inizio, un atteggiamento diverso, pi\u00f9 possibilista, pi\u00f9 flessibile, o &#8212; come oggi va molto di moda dire &#8212; forse anche troppo &#8212; &quot;misericordioso&quot;, sul tema del divorzio e su quello dell&#8217;aborto. Certo, in nome della misericordia si pu\u00f2 giustificare tutto e il contrario di tutto: si pu\u00f2 anche sostenere che l&#8217;esistenza di matrimoni gravemente infelici &quot;dimostra&quot; che il matrimonio cristiano non deve esser indissolubile, come non lo \u00e8 quello civile; o che le gravidanze dovute a situazioni eccezionali e traumatiche, come lo stupro, &quot;giustificano&quot; l&#8217;aborto, e sia pure in alcuni casi limitati: ma \u00e8 chiaro, e l&#8217;esperienza lo dimostra <em>ad abundantiam<\/em>, che l&#8217;esibizione, e l&#8217;enfasi, intorno ad alcuni casi particolarmente pietosi e drammatici, ad altro non serve che ad aprire la strada ad un vero e proprio scardinamento delle norme e ad introdurre, di fatto, una normalizzazione di ci\u00f2 che, in teoria, doveva essere considerato come assolutamente eccezionale.<\/p>\n<p>Oggi, poi, va molto di moda mettere avanti i bambini, strumentalizzati e adoperarli come truppe d&#8217;assalto per far cadere le ultime resistenze ad ogni sorta di relativismo. Nel caso della dottrina cattolica, si porta l&#8217;esempio &#8212; anche da certi sacerdoti, nell&#8217;omelia della Messa domenicale, come noi stessi abbiamo udito, con i nostri orecchi &#8212; di quella bambina che, in chiesa, si rivolse al prete, al momento della sua prima Comunione, davanti a tutti i fedeli, domandandogli: <em>Che cosa ho fatto di male, perch\u00e9 il mio pap\u00e0<\/em> (un pap\u00e0 divorziato e risposato) <em>non possa ricevere anche lui la Comunione, insieme a me?<\/em> Che colpo di teatro! Come si pu\u00f2 resistere a tanta innocenza, a tanta &quot;verit\u00e0&quot; sgorgata dalla bocca di una tenera bambina? Certo, \u00e8 assai pi\u00f9 facile rispondere a quella piccolina: <em>Nulla di male avete fatto, n\u00e9 tu, n\u00e9 lui; hai perfettamente ragione: provvederemo al pi\u00f9 presto a cambiare le norme<\/em>; invece di dirle, con lealt\u00e0 e franchezza: <em>Tu non hai fatto alcun male, ma il tuo pap\u00e0 ha rotto una promessa, una duplice promessa: quella fatta a tua madre e quella fatta a Dio; pertanto non potrebbe ricevere la Comunione, senza macchiarsi di un nuovo peccato, ancor pi\u00f9 grave. Non \u00e8 la Chiesa, cattiva, che lo vuol punire: \u00e8 lui, con la sua scelta, che si \u00e8 posto in una tale situazione; e se tu ora ne soffri, non \u00e8 alla Chiesa che devi chiederne conto, ma a lui<\/em>. Ma oggi, si sa, comandano i bambini, questi principini viziati, ai quali si insegna sempre meno che esistono dei doveri, mentre si concedono sempre nuovi diritti.<\/p>\n<p>La <em>Amoris laetitia<\/em>, finalmente pubblicata l&#8217;8 aprile 2016, era stata firmata da papa Bergoglio il 19 marzo precedente, solennit\u00e0 di san Giuseppe, nel quarto anno del suo pontificato. Si tratta di 260 pagine, 9 capitoli e 325 paragrafi, nei quali si tirano le somme di quanto emerso nel corso dei due sinodi sulla Famiglia. Nei primi sette capitoli, si sprecano addirittura le espressioni sciroppose, caramellose, gaudiose, per descrivere il tono della famiglia cristiana &quot;ideale&quot;, caratterizzata da una quantit\u00e0 di sentimenti positivi fra i coniugi e fra genitori e figli, dove amore, tenerezza, amabilit\u00e0, perdono reciproco, piovono l&#8217;uno sull&#8217;altro come raffiche di fiori di ciliegio portati dal vento di primavera. Tutte cose giuste e sante, per carit\u00e0; ci mancherebbe. Ma, in definitiva, niente di nuovo rispetto a quanto \u00e8 stato sempre insegnato dal Magistero, a parte, appunto, un tono di particolare tenerezza. La generale aspettativa, per\u00f2, \u00e8 inutile negarlo, riguardava un punto ben preciso del documento, quella parte del capitolo ottavo (intitolato <em>Accompagnare, discernere e integrare la fragilit\u00e0<\/em>) in cui si parla delle situazioni irregolari dal punto di vista cristiano: dal paragrafo 296 al paragrafo 312: in particolare, la situazione dei divorziati che si sono risposati o che hanno contratto una nuova unione, e che vorrebbero, nondimeno, accostarsi ai sacramenti.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 su cui il documento batte e ribatte, \u00e8 il dovere, da parte della Chiesa, dell&#8217;accoglienza, della comprensione, del perdono; e gi\u00e0 il fatto che, fin dal titolo, si parli di &quot;fragilit\u00e0&quot; e non di &quot;peccato&quot;, la dice lunga, a nostro avviso, sulla prospettiva da cui ci si pone. E, tanto per stare sul concreto, prendiamo in esame un paragrafo, il 296, che recita testualmente cos\u00ec:<\/p>\n<p><em>Il Sinodo si \u00e8 riferito a diverse situazioni di fragilit\u00e0 o di imperfezione. Al riguardo, desidero qui ricordare ci\u00f2 che ho voluto prospettare con chiarezza a tutta la Chiesa perch\u00e9 non ci capiti di sbagliare strada: \u00abdue logiche percorrono tutta la storia della Chiesa: emarginare e reintegrare. La strada della Chiesa, dal Concilio di Gerusalemme in poi, \u00e8 sempre quella di Ges\u00f9: della misericordia e dell&#8217;integrazione. La strada della Chiesa \u00e8 quella di non condannare eternamente nessuno; di effondere la misericordia di Dio a tutte le persone che la chiedono con cuore sincero. Perch\u00e9 la carit\u00e0 vera \u00e8 sempre immeritata, incondizionata e gratuita!\u00bb.\u00a0Pertanto, \u00absono da evitare giudizi che non tengono conto della complessit\u00e0 delle diverse situazioni, ed \u00e8 necessario essere attenti al modo in cui le persone vivono e soffrono a motivo della loro condizione.<\/em><\/p>\n<p>Apprendiamo, cos\u00ec, che il peccato grave, il peccato mortale, cio\u00e8 la rottura di un sacramento, \u00e8 diventato non una &quot;azione&quot;, scelta e voluta dall&#8217;individuo mediante il libero arbitrio, ma una &quot;situazione&quot;, quasi che fosse capitata cos\u00ec, senza essere stata voluta n\u00e9 cercata (&quot;non si sa come&quot;, direbbe Pirandello), ma piuttosto subita; e che non si tratta nemmeno di una &quot;situazione di peccato&quot;, ossia di lontananza da Dio, ma di &quot;fragilit\u00e0&quot; o di &quot;imperfezione&quot;. Ammirevole delicatezza verso i peccatori; ma il peccato, nondimeno, rimane peccato. E qui sta il grande equivoco: la misericordia verso il peccatore (che \u00e8 la misericordia di Dio, non degli uomini; nel senso che \u00e8 Dio a concederla, non la Chiesa, e se la concede la Chiesa, non pu\u00f2 farlo in altro modo che nel pieno rispetto della Rivelazione divina, non certo facendo sconti all&#8217;ingresso di propria iniziativa) non abolisce affatto il peccato. Il peccato resta tale, sempre e comunque, non decade, non viene abolito; e, se \u00e8 vero che bisogna odiare il peccato e non il peccatore, \u00e8 altrettanto vero che non bisogna fingere che il peccato non sia tale, per una supposta forma di misericordia verso il peccatore stesso. Vale sempre l&#8217;esempio di Cristo: all&#8217;adultera che i Giudei volevano lapidare, egli, dopo averla salvata dalla morte, disse di andare, ma di non peccare pi\u00f9. Non le disse: <em>Vai, perch\u00e9 non hai peccato<\/em>; ma le disse: <em>Vai, e non peccare pi\u00f9<\/em>. Quindi, ella era una peccatrice, e Ges\u00f9 la considerava tale. Una peccatrice che tratt\u00f2 con infinita misericordia e che sottrasse dalle mani di coloro che volevano ucciderla; ma una peccatrice che doveva tornare sulla retta via. Ges\u00f9 non faceva sconti all&#8217;ingrosso, lui che era Dio, perch\u00e9 era venuto a fare la volont\u00e0 del Padre; tanto meno possono fare sconti i semplici uomini, per quanto occupino posizioni importanti in seno alla Chiesa.<\/p>\n<p>Ora, non intendiamo qui esaminare, punto per punto, tutta l&#8217;esortazione apostolica di papa Bergoglio. La cosa richiederebbe molto pi\u00f9 spazio e, sena dubbio, una diversa sede. Ci limitiamo a osservare che la prospettiva da cui viene considerato il problema di codeste &quot;situazioni irregolari&quot; \u00e8, a nostro avviso, gravemente errata. Per esempio, il documento afferma che (\u00a7 304): <em>\u00c8 meschino soffermarsi a considerare solo se l&#8217;agire di una persona risponda o meno a una legge o a una norma generale, perch\u00e9 questo non basta a discernere e ad assicurare una piena fedelt\u00e0 a Dio nell&#8217;esistenza concreta di un essere umano<\/em>; e, ancora (\u00a7 305), che <em>Pertanto, un Pastore non pu\u00f2 sentirsi soddisfatto solo applicando leggi morali a coloro che vivono in situazioni &quot;irregolari&quot;, come se fossero pietre che si lanciano contro la vita delle persone.<\/em> Ma di quali Pastori stiamo parlando? A quale Chiesa di riferisce Bergoglio? Non ci sembra davvero che la Chiesa di oggi sia piena di Pastori inflessibili, meschini, che godono a scagliare pietre contro le loro pecorelle o a nascondersi dietro una mentalit\u00e0 legalistica e farisaica; ci sembra, tutto al contrario, che oggi il problema sia quello di un eccessivo permissivismo, di un relativismo strisciante, e talora esplicito; che troppi Pastori predichino e attuino una &quot;misericordia&quot; indiscriminata, che equivale a negare il senso del peccato e a promettere la salvezza a tutti, perfino indipendentemente dalla volont\u00e0 di ciascuno: quasi che Dio volesse o potesse salvare anche coloro i quali rifiutano il suo Amore e non vogliono essere salvati, e, cos\u00ec facendo, Dio sopprimesse, di fatto, il libero arbitrio, che \u00e8 il dono pi\u00f9 prezioso concesso all&#8217;uomo, quello che lo fa veramente &quot;simile al suo Creatore&quot;. E non solo sono scomparse dal vocabolario di questa Chiesa un po&#8217; troppo &quot;misericordiosa&quot; la parola, e, con essa, la nozione del peccato; sembrano essere scomparsi anche i concetti del premio e del castigo eterno, della beatitudine e della dannazione, del Paradiso e dell&#8217;Inferno. Che cosa \u00e8 successo, dunque, ce lo spieghino: forse qualcuno ha modificato la teologia cattolica, l&#8217;etica, l&#8217;escatologia, i Novissimi, senza che noi lo sapessimo e ce ne rendessimo conto? Il cattolicesimo non insegna pi\u00f9 che , dopo la morte, l&#8217;anima dell&#8217;uomo sar\u00e0 giudicata? La dottrina cattolica promette, oggi, la salvezza a tutti, anche a coloro che la rifiutano, anche a coloro i quali si ostinano nel peccato, <em>pardon,<\/em> volevamo dire: nella fragilit\u00e0 e nella irregolarit\u00e0? Se davvero \u00e8 cos\u00ec, buono a sapersi.<\/p>\n<p>E non \u00e8 tutto. Si prenda una affermazione come questa (\u00a7 296; si tratta di una auto-citazione del papa, che si riferisce ad una sua precedente omelia): <em>Due logiche percorrono tutta la storia della Chiesa: emarginare e reintegrare [&#8230;]. La strada della Chiesa, dal Concilio di Gerusalemme in poi, \u00e8 sempre quella di Ges\u00f9: della misericordia e dell&#8217;integrazione [&#8230;]. La strada della Chiesa \u00e8 quella di non condannare eternamente nessuno; di effondere la misericordia di Dio a tutte le persone che la chiedono con cuore sincero [&#8230;]. Perch\u00e9 la carit\u00e0 vera \u00e8 sempre immeritata, incondizionata e gratuita!\u00bb<\/em> Questo riferimento alla carit\u00e0 immeritata, incondizionata e gratuita, fra parentesi, ha a che fare pi\u00f9 con la teologia protestante, che con quella cattolica: sono Lutero e Calvino che insegnano a considerare nulli gli sforzi dell&#8217;uomo verso la vita santa, e a lasciare a Dio tutta intera l&#8217;azione di salvezza rivolta all&#8217;uomo; ma non \u00e8 questa la dottrina cattolica, n\u00e9 in base ai documenti del Concilio di Trento, n\u00e9 in base a tutti i documenti dei quattro secoli seguenti, di ciascuno dei pontefici che si sono succeduti sulla cattedra di san Pietro.<\/p>\n<p>E ancora (\u00a7 297): <em>Si tratta di integrare tutti, si deve aiutare ciascuno a trovare il proprio modo di partecipare alla comunit\u00e0 ecclesiale, perch\u00e9 si senta oggetto di una misericordia &quot;immeritata, incondizionata e gratuita&quot;. Nessuno pu\u00f2 essere condannato per sempre, perch\u00e9 questa non \u00e8 la logica del Vangelo! Non mi riferisco solo ai divorziati che vivono una nuova unione, ma a tutti, in qualunque situazione si trovino.<\/em> Ma che cosa vuol dire, infine, integrare &quot;tutti&quot;? Tanto per cominciare, &quot;integrare&quot; \u00e8 un termine teologicamente inappropriato: andr\u00e0 bene in un contesto profano, sociologico, ma non qui, perch\u00e9 lascia pensare che si tratti di una faccenda puramente umana. Ma, soprattutto, come \u00e8 possibile &quot;integrare&quot;, o &quot;includere&quot; (altro termine abusato in questi ultimi tempi) coloro i quali non si pentono, non si convertono, non cambiano vita? <em>Tutti<\/em>, poi: cosa vuol dire? Anche i pluriomicidi, anche i mafiosi, anche i narcotrafficanti che rifiutano sia il pentimento, sia l&#8217;espiazione, sia la riparazione dovuta a Dio e agli uomini? Pietro ha rinnegato Cristo, ma si \u00e8 pentito ed \u00e8 stato perdonato; Giuda lo ha tradito e non si \u00e8 pentito, o meglio, ha disperato del perdono di Dio: bisogna concludere che anche chi non crede al perdono di Dio, che anche chi non si converte, deve essere incluso nella Chiesa, per evitare atteggiamenti &quot;meschini&quot;, per non &quot;scagliare pietre&quot;? Quanta confusione; quanta generosit\u00e0 indiscriminata; quanto buonismo zuccheroso, che \u00e8 l&#8217;opposto della vera bont\u00e0!<\/p>../../../../n_3Cp>No, non ci siamo. E a nulla giova il fatto che la <em>Amoris laetitia<\/em> ribadisca che il matrimonio cristiano non deve essere rotto, perch\u00e9 ci\u00f2 \u00e8 contrario ai disegni di Dio. Introducendo una quantit\u00e0 di eccezioni, insistendo oltremodo sul concetto della fragilit\u00e0 e su quello della &quot;misericordia&quot;, puntando il dito contro i Pastori che giudicano troppo severamente e scagliano pietre, di fatto la norma viene a cadere, tanto pi\u00f9 che non \u00e8 presentata con la debita energia e come un vincolo sacramentale che \u00e8 sacrilego rompere, ma come una specie di esortazione, di raccomandazione, piuttosto melliflua, pi\u00f9 un invito che un dovere, pi\u00f9 un principio teorico, di massima, che una base indissolubile, solida come la roccia, senza la quale non vi \u00e8 autentica vita cristiana per l&#8217;uomo e la donna.<\/p>\n<p>L&#8217;effetto che questo documento rischia di innescare potrebbe essere dirompente. \u00c8 probabile che esso verr\u00e0 interpretato nel senso che le situazioni di fatto, una volta che si siano prodotte, vengono poi riconosciute dalla Chiesa, presto o tardi, in un modo o nell&#8217;altro. E cosa ne penseranno tutti quei mariti, quelle mogli, quei genitori, i quali con sforzi eroici, con fatica quotidiana, lottano per tenere unita la propria famiglia? Forse penseranno che avrebbero potuto risparmiarsi tanti sacrifici, e prendre anch&#8217;essi la via pi\u00f9 facile, quella della separazione o del divorzio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci era stato sempre insegnato che una delle differenze fondamentali del cattolicesimo rispetto al protestantesimo, oltre alla dottrina sul libero arbitrio e a quella sulla salvezza<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30174,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[81],"tags":[119,136,216],"class_list":["post-23238","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-francesco","tag-dottrina","tag-famiglia","tag-papi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-papa-francesco.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23238","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23238"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23238\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30174"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23238"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23238"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23238"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}