{"id":23236,"date":"2016-03-13T12:00:00","date_gmt":"2016-03-13T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/03\/13\/lamore-fra-luomo-e-la-donna-e-incrinato-e-avvelenato-dalla-durezza-del-cuore\/"},"modified":"2016-03-13T12:00:00","modified_gmt":"2016-03-13T12:00:00","slug":"lamore-fra-luomo-e-la-donna-e-incrinato-e-avvelenato-dalla-durezza-del-cuore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/03\/13\/lamore-fra-luomo-e-la-donna-e-incrinato-e-avvelenato-dalla-durezza-del-cuore\/","title":{"rendered":"L\u2019amore fra l\u2019uomo e la donna \u00e8 incrinato e avvelenato dalla durezza del cuore"},"content":{"rendered":"<p>Che la cristianit\u00e0 non sia pi\u00f9 cristiana, \u00e8 cosa che ci sfugge, se ci sfugge, perch\u00e9 noi abbiamo smesso di essere cristiani insieme ad essa, all&#8217;interno di essa: come il viaggiatore intorpidito che non si accorge di essere in movimento, perch\u00e9 il treno \u00e8 partito, ma cos\u00ec dolcemente e silenziosamente, che egli non ne percepisce le vibrazioni, e, non guardando fuori dal finestrino, gli sfugge anche la possibilit\u00e0 di vedere il mutare del paesaggio.<\/p>\n<p>In Italia, il divorzio venne introdotto con la legge numero 898 del 1\u00b0 dicembre 1970, meglio nota come legge Fortuna-Baslini, entrata in vigore diciotto giorni pi\u00f9 tardi; la Democrazia Cristiana, che vi si era opposta invano, tent\u00f2 allora la carta del referendum abrogativo, sostenuta da alcune altre forze, ma sub\u00ec una nuova e pi\u00f9 cocente sconfitta, il 12-13 maggio 1974: votarono &quot;s\u00ec&quot; tredici milioni di cittadini (in cifra tonda), contro 19 milioni di &quot;no&quot;, rappresentanti, rispettivamente, il 40,7% e il 59,3% degli elettori. Il <em>nomos<\/em> umano aveva sconfitto l&#8217;<em>ethos<\/em> divino.<\/p>\n<p>Quattro anni dopo, il Parlamento approvava la legge sull&#8217;aborto, la 194, il 22 maggio 1978; anche in questo caso vi fu una consultazione popolare referendaria, che si tenne il 17 maggio 1981 e che sanc\u00ec, di nuovo, la legislazione vigente. Questa volta, la decisione sull&#8217;aborto rientrava in un nutrito &quot;pacchetto&quot; di quesiti referendari; gli altri riguardavano l&#8217;ordine pubblico (il cosiddetto fermo di polizia), il porto d&#8217;armi e la pena dell&#8217;ergastolo; altri sei (consumo di droghe leggere, energia nucleare, abolizione della caccia, ecc.) erano stati bocciati dalla Corte costituzionale, e un settimo, riguardante l&#8217;abolizione del Tribunale militare, venne superato dal Parlamento. La principale forza a favore dei referendum fu il Partito Radicale, guidato da Francesco Rutelli, allora in fase di crescita elettorale: il suo obiettivo era ampliare e facilitare l&#8217;applicazione della legge 194. Viceversa, il Movimento per la vita present\u00f2 una sua proposta di modifica, mirante al fine esattamente opposto. Di nuovo, fu una vittoria netta degli abortisti; questa volta, anzi, addirittura schiacciante: gli abortisti sfiorarono il 7% dei voti e gli antiabortisti si fermarono al 32%. I radicali, che, a un certo punto della campagna referendaria si erano trovati quasi soli, essendosi defilati i partiti della sinistra &quot;storica&quot;, poterono a buon diritto cantar vittoria per un successo cos\u00ec clamoroso.<\/p>\n<p>Eppure, entrambe le leggi ed entrambi i referendum andavano nettamente contro la morale cattolica; morale che la Costituzione conciliare <em>Gaudium et Spes<\/em> (e adesso, cos&#8217;hanno da dire quei cattolici di sinistra che fanno sempre riferimento al Vaticano II per trovarvi le pezze d&#8217;appoggio alle loro accelerazioni progressiste?) aveva ribadito, con le severe ed esplicite parole: \u00abL&#8217;aborto, come l&#8217;infanticidio, sono abominevoli delitti\u00bb. Ci\u00f2 mise in luce un fatto, che, fino a tutti gli anni Sessanta, era passato quasi inosservato: il popolo italiano, preso nella spirale del <em>boom<\/em> economico, del consumismo, della secolarizzazione, aveva smesso di seguire il Vangelo e il Magistero ecclesiastico: e, pur continuando a far battezzare i bambini, a sposarsi preferibilmente in chiesa e a recarsi alla Messa domenicale, di fatto aveva cessato di essere cristiano, e aveva ripudiato, nelle scelte pratiche della vita, i principi basilari della religione cristiana.<\/p>\n<p>Leggiamo nel Vangelo di Matteo, 19, 3-9: \u00abAllora gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: \u00c8 lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?\u00a0Ed egli rispose: \u00abNon avete letto che il Creatore da principio\u00a0li cre\u00f2 maschio e femmina\u00a0e disse:\u00a0Per questo l&#8217;uomo\u00a0lascer\u00e0 suo padre e sua madre e si unir\u00e0 a sua moglie e i due saranno una carne sola?\u00a0Cos\u00ec che non sono pi\u00f9 due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l&#8217;uomo non lo separi.\u00a0Gli obiettarono: Perch\u00e9 allora Mos\u00e8 ha ordinato\u00a0di darle l&#8217;atto di ripudio e mandarla via?\u00a0Rispose loro Ges\u00f9: \u00abPer la durezza del vostro cuore Mos\u00e8 vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu cos\u00ec.\u00a0Perci\u00f2 io vi dico: Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di concubinato, e ne sposa un&#8217;altra commette adulterio\u00bb.<\/p>\n<p>Ed ecco il commento teologico che di questa pagina evangelica fece papa Wojtyla (da: Giovanni Paolo II, \u00abUomo e donna lo cre\u00f2. Catechesi sull&#8217;amore umano\u00bb, Citt\u00e0 Nuova Editrice\/Libreria Editrice Vaticana, 1985, pp. 148-150):<\/p>\n<p><em>\u00abNel suo colloquio con i farisei, Ges\u00f9, facendo riferimento al &quot;principio&quot; , pronunci\u00f2 le seguenti parole riguardo al libello di ripudio: &quot;Per la durezza del vostro cuore Mos\u00e8 vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu cos\u00ec&quot; (Mt., 19,8). Questa frase comprende indubbiamente un&#8217;accusa. &quot;La durezza di cuore&quot; indica ci\u00f2 che, secondo l&#8217;ethos del popolo dell&#8217;Antico Testamento, aveva fondato la situazione contraria all&#8217;originario disegno di Dio-Jahv\u00e8 secondo Genesi 2, 24. Ed \u00e8 l\u00e0 che bisogna cercare la chiave per interpretare tutta la legislazione di Israele nell&#8217;ambito del matrimonio e, in senso pi\u00f9 lato, nell&#8217;insieme dei rapporto tra uomo e donna. Parlando di &quot;durezza di cuore&quot;, Cristo accusa , per cos\u00ec dire, l&#8217;intero &quot;soggetto interiore&quot; che \u00e8 responsabile della deformazione della Legge. Nel discorso della montagna (Mt., 5, 27-28), Egli fa anche un richiamo al &quot;cuore&quot;, ma le parole qui pronunciate non sembrano soltanto di accusa. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Il discorso della montagna, ed in particolare quel passo che abbiamo scelto come centro delle nostre analisi fa parte della proclamazione del nuovo ethos: l&#8217;ethos del Vangelo. Nell&#8217;insegnamento di Cristo, esso \u00e8 profondamente connesso con la coscienza del &quot;principio&quot;, quindi con il mistero della creazione nella sua originaria semplicit\u00e0 e ricchezza, e, al tempo stesso, l&#8217;ethos che Cristo proclama nel discorso della montagna \u00e8 realisticamente indirizzato all&#8217;&quot;uomo storico&quot;, divenuto l&#8217;uomo della concupiscenza. La triplice concupiscenza [superbia, avarizia, lussuria: nota nostra], infatti, \u00e8 retaggio di tutta l&#8217;umanit\u00e0, e il &quot;cuore&quot; umano realmente ne partecipa. Cristo, che &quot;sa quello che c&#8217;\u00e8 in ogni uomo&quot; (Gv., 2, 25), non pu\u00f2 parlare altrimenti se non con una simile consapevolezza. Da questo punto di vista, nelle parole di Matteo 5, 27-28 non prevale l&#8217;accusa ma il giudizio: il giudizio realistico sul cuore umano, un giudizio che da una parte ha un fondamento antropologico e, dall&#8217;altra, un carattere direttamente etico. Per l&#8217;ethos del Vangelo \u00e8 un giudizio costitutivo. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>In ci\u00f2 risiede l&#8217;universalit\u00e0 del Vangelo, che non \u00e8 affatto una generalizzazione. Forse proprio in questo enunciato di Cristo, che qui sottoponiamo ad analisi, ci\u00f2 si manifesta con particolare chiarezza. In virt\u00f9 di questo enunciato, l&#8217;uomo di ogni tempo e di ogni luogo si sente chiamato, in modo adeguato, concreto, irripetibile: perch\u00e9 appunto Cristo fa appello al &quot;cuore&quot; umano, che non pu\u00f2 essere soggetto ad alcuna generalizzazione. CON LA CATEGORIA DEL &quot;CUORE&quot;, OGNUNO \u00c8 INDIVIDUATO SINGOLARMENTE ANCOR PI\u00d9 CHE PER NOME, viene raggiunto in ci\u00f2 che lo determina in modo unico e irripetibile, \u00e8 definito nella sua umanit\u00e0 &quot;dall&#8217;interno&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;immagine dell&#8217;uomo della concupiscenza concerne anzitutto il suo intimo. La storia del &quot;cuore&quot; umano dopo il peccato originale \u00e8 scritta sotto la pressione della triplice concupiscenza, a cui si collega anche la pi\u00f9 profonda immagine dell&#8217;ethos nei suoi documenti storici. Tuttavia, quell&#8217;intimo \u00e8 pure la forza che decide del comportamento umano &quot;esteriore&quot;, ed anche della forma di molteplici strutture e istituzioni a livello di vita sociale. Se da queste strutture e istituzioni deduciamo i contenuti dell&#8217;ethos, nelle sue varie formulazioni, storiche, sempre incontriamo questo aspetto intimo, proprio dell&#8217;immagine interiore dell&#8217;uomo. Questa infatti \u00e8 la componente pi\u00f9 essenziale. Le parole di Cristo nel discorso della montagna, e specialmente quelle di Matteo, 5, 27-28, lo indicano in modo inequivocabile. Nessuno studio sull&#8217;ethos umano pu\u00f2 passarvi accanto con indifferenza.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Ges\u00f9, dunque, \u00e8 stato chiarissimo: non \u00e8 lecito separare l&#8217;uomo e la donna uniti nel vincolo matrimoniale: l&#8217;uomo non separi ci\u00f2 che Dio ha unito (Mt., 19, 8). Anche la <em>Gaudium et Spes<\/em> era stata chiarissima; pure, milioni di persone, le quali si professavano credenti di fede cattolica, votarono a favore del divorzio, dapprima, poi a favore dell&#8217;aborto libero e gratuito. Anche Giovanni Paolo II, nella sua catechesi sull&#8217;amore umano, \u00e8 stato chiarissimo: ma neppure lui \u00e8 stato ascoltato. La gente continua ad andare in chiesa (sempre meno, per la verit\u00e0), ma poi, nella propria vita, si regola ed agisce in maniera totalmente difforme dal Vangelo e dal Magistero ecclesiastico. Bisogna dire che anche molti pastori hanno smesso di parlare di queste cose; che molti preti predicano sulla libert\u00e0, sui diritti, sulla giustizia sociale, sul progresso politico, sul dovere di accoglienza verso gli immigrati, sempre e comunque; ma hanno quasi smesso di predicare sul bene e il male, sul peccato e la redenzione; non parlano pi\u00f9 dell&#8217;amore fra uomo e donna come di un dono di Dio, n\u00e9 della triplice concupiscenza, n\u00e9 della necessit\u00e0 di una conversione, affinch\u00e9 l&#8217;essere umano possa liberarsi dalla propria durezza di cuore, e rinascere all&#8217;amore divino.<\/p>\n<p>Non ci si pu\u00f2 aspettare che i fedeli continuino a vedere nel Vangelo un <em>ethos<\/em> da prendere sul serio e da vivere sino in fondo, se la Chiesa, per prima, mostra di pensarla altrimenti, e di avere tutt&#8217;altre priorit\u00e0. Invero, nell&#8217;ambito della morale sessuale, la Chiesa cattolica sembra aver commesso un duplice, grave errore. Dopo avere ecceduto in sessuofobia per moltissimo tempo, mostrando di considerare i peccati carnali come i pi\u00f9 gravi in assoluto, o quasi, trascurando la bellezza e la santit\u00e0 dell&#8217;amore umano e del corpo stesso, anzi, vedendo in quella bellezza soprattutto una occasione di caduta, piuttosto che uno stimolo ad innalzare l&#8217;anima verso il richiamo della bellezza divina; poi, bruscamente, \u00e8 caduta nell&#8217;eccesso opposto, capovolgendo la propria posizione e accogliendo come buono e naturale ogni istinto e ogni appetito carnale, fino alle ultime derive relativiste, che consistono in apposite &quot;pastorali&quot; per accompagnare verso la consapevolezza dell&#8217;amore anche le coppie omosessuali, quasi che fosse caduta, d&#8217;un sol colpo, qualunque barriera, e tutto fosse divenuto lecito e giusto, secondo il richiamo dell&#8217;umana concupiscenza.<\/p>\n<p>Giovanni Paolo II, nel brano che abbiamo sopra riportato, fa una distinzione fondamentale fra lo stato dell&#8217;umanit\u00e0 prima e dopo il Peccato originale. Dopo di questo, l&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 stata ferita in modo profondo, il cuore si \u00e8 indurito, e il richiamo della concupiscenza ha soffocato, o, comunque, soggiogato quello della dimensione spirituale. E tuttavia, in questo ambito, come in ogni altro, la strada non \u00e8 chiusa per sempre all&#8217;uomo di buona volont\u00e0: esiste ancora la possibilit\u00e0 di ristabilire il giusto equilibrio fra le passioni e la legge morale, ed essa \u00e8 affidata alla chiamata di Cristo, il quale conosce ogni singolo essere umano, perch\u00e9 conosce i segreti del cuore. \u00c8 il Vangelo la chiave per sciogliere il ghiaccio del cuore indurito e per far nascere in ciascun essere umano l&#8217;uomo nuovo, rifatto e rigenerato dal rapporto d&#8217;amore con Dio e restituito, perci\u00f2, alla dimensione della vita soprannaturale. Il divorzio e l&#8217;aborto non sono altro che due delle numerose manifestazioni della durezza del cuore, che rifiuta l&#8217;amore di Dio e che continua a dire, incessantemente, &quot;io, io, io&quot;, come se solo affermando i propri impulsi egoistici potesse trovare la pace interiore. Ma l&#8217;esperienza ci mostra che non \u00e8 cos\u00ec, e la ragione ce lo conferma. L&#8217;uomo, abbandonato ai suoi appetiti disordinati, non trova la pace del cuore, ma l&#8217;angoscia e la disperazione. Non c&#8217;\u00e8 nulla di pi\u00f9 triste della filosofia dell&#8217;egoismo, che sa parlare solo di diritti e mai di doveri; che sa avanzare solo pretese contro qualcosa o qualcuno; che vuole abbattere tutti i limiti, ma non conosce la dolcezza del dono, dell&#8217;abbandono, n\u00e9 la mitezza dell&#8217;umilt\u00e0, e neppure la comunione disinteressata con gli altri e con le cose. Eppure, tale \u00e8 la filosofia oggi dominante: sostenuta dalla forza delle leggi, dal prestigio dell&#8217;<em>intellighenzia<\/em>, dalla pressione dei mezzi d&#8217;informazione e dall&#8217;esperienza pratica della vita quotidiana, che sembra smentire ogni slancio nobile e disinteressato.<\/p>\n<p>Questo \u00e8, semplicemente, l&#8217;inferno: l&#8217;inferno dell&#8217;egoismo che abbiamo eretto intorno a noi, scambiandolo per il paradiso in terra. L&#8217;errore stava a monte: la creatura non pu\u00f2 voltare le spalle al Creatore, tanto meno sostituirsi a Lui: la sua sapienza diventa follia, la sua libert\u00e0 diventa suicidio. E l&#8217;uomo e la donna, le due creature complementari e armoniose, sono divenute rivali, nemiche, impegnate a combattesi e a sopraffarsi, magari per affermare il controllo sui figli, come fossero una propriet\u00e0 o una rivalsa, oppure per sfruttarsi l&#8217;un l&#8217;altra, sessualmente ed economicamente. La propaganda omosessualista giunge in buon punto per recare l&#8217;oltraggio supremo al meraviglioso progetto di vicendevole amore e di mutuo sostegno che Dio ha predisposto per gli esseri umani, con una obbrobriosa parodia del matrimonio e della genitorialit\u00e0. Quando rinsaviremo da questa pazzia?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che la cristianit\u00e0 non sia pi\u00f9 cristiana, \u00e8 cosa che ci sfugge, se ci sfugge, perch\u00e9 noi abbiamo smesso di essere cristiani insieme ad essa, all&#8217;interno<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[157,203],"class_list":["post-23236","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-gesu-cristo","tag-mose"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23236","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23236"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23236\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23236"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23236"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23236"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}