{"id":23235,"date":"2015-10-19T12:49:00","date_gmt":"2015-10-19T12:49:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/19\/esiste-una-responsabilita-in-amore-o-lamore-giustifica-tutto-anche-il-dolore-altrui\/"},"modified":"2015-10-19T12:49:00","modified_gmt":"2015-10-19T12:49:00","slug":"esiste-una-responsabilita-in-amore-o-lamore-giustifica-tutto-anche-il-dolore-altrui","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/19\/esiste-una-responsabilita-in-amore-o-lamore-giustifica-tutto-anche-il-dolore-altrui\/","title":{"rendered":"Esiste una responsabilit\u00e0 in amore o l\u2019amore giustifica tutto, anche il dolore altrui?"},"content":{"rendered":"<p>In amore \u00e8 tutto lecito e tutto permesso, purch\u00e9 si seguano le proprie naturali inclinazioni, oppure esistono dei limiti, delle precise responsabilit\u00e0 morali, dei doveri da rispettare comunque nei confronti dell&#8217;altro, anche quando &#8212; vorremmo dire: specialmente quando &#8212; smettiamo di amarlo, ma lui continua ad amare noi?<\/p>\n<p>La domanda sorge spontanea, osservando il comportamento sessuale d&#8217;innumerevoli persone, le quali passano da un &quot;innamoramento&quot; a un altro con la massima disinvoltura e che, ogni volta, appunto in nome di Sua Maest\u00e0 l&#8217;Amore, non si fanno il minimo scrupolo a scaricare il precedente oggetto d&#8217;amore, ormai logoro e inservibile, per correre dietro a quello nuovo, ancora adorno di tutte le sue seducenti promesse.<\/p>\n<p>Se, poi, qualcuno osa rimproverare a uno di codesti uomini o di codeste donne, la sconvenienza, l&#8217;irresponsabilit\u00e0 e la crudelt\u00e0 del loro modo di agire, e la deplorevole indifferenza che mostrano verso la sofferenza causata alla persona abbandonata, sovente le si vede insorgere con una sorta di sacra indignazione e affermare, con la massima seriet\u00e0 e quasi con compunzione, che l&#8217;amore \u00e8 misura a se stesso e che nessuno pu\u00f2 mettergli il guinzaglio o la museruola; e che molto peggiore di qualunque sofferenza eventualmente inflitta al proprio ex innamorato (o ex innamorata) sarebbe macchiarsi dell&#8217;orribile colpa dell&#8217;ipocrisia, della falsit\u00e0, della finzione.<\/p>\n<p>A dire il vero, nessuno pensa seriamente che, per evitare la sofferenza della persona amata, o amata fino a ieri, la si debba ingannare, e sia pure a fin di bene; si tratta, semmai, di ridurre al minimo, per quanto possibile, la sofferenza dell&#8217;abbandono dell&#8217;altro, cercando di medicarla con il balsamo dell&#8217;affetto, della stima, dell&#8217;amicizia e della rassicurazione sul suo valore (perch\u00e9 una delle conseguenze pi\u00f9 gravi dell&#8217;abbandono, specie se brusco e incomprensibile \u00e8, di solito, la perdita della fiducia in s\u00e9). Non solo di questo, per\u00f2: si tratta anche, e soprattutto, della necessit\u00e0 &#8211; e del dovere &#8211; di interrogarsi sulla instabilit\u00e0 e precariet\u00e0 dei propri stati emotivi e affettivi, generatrice di confusione anche per gli altri.<\/p>\n<p>Come si fa ad essere innamorati il luned\u00ec, e disamorati la domenica successiva? E come \u00e8 possibile, amando una persona, o credendo di amarla, innamorarsi, subito dopo, di un&#8217;altra persona, guarda caso quasi sempre pi\u00f9 giovane, pi\u00f9 bella, pi\u00f9 attraente? Il problema, forse, \u00e8 l&#8217;analfabetismo dei propri sentimenti: il fatto di scambiare per &quot;amore&quot; una banale infatuazione superficiale, e di non saperla riconoscere come tale, ma sentirla, pensarla ed esternarla come un grande, impareggiabile sentimento: per poi gettarla via, come un vestito vecchio e ormai inutile, nello spazio di pochi giorni, o settimane, o mesi. Non \u00e8 una questione di moralismo: se due persone, sufficientemente mature e responsabili, decidono di intraprendere un gioco sessuale, sono liberissime di farlo; ma se lo chiamano &quot;amore&quot;, se lo vivono come &quot;amore&quot;, e se adoperano, nei loro abbandoni e nelle loro estasi, il linguaggio dell&#8217;amore, che \u00e8 fatto di dichiarazioni solenni, di promesse indefettibili, di appuntamenti con l&#8217;eternit\u00e0, o gi\u00f9 di l\u00ec, allora le cose cambiano: perch\u00e9 il gioco rischia di diventare crudele, e di produrre enormi sofferenze, con degli esiti imprevedibili.<\/p>\n<p>La civilt\u00e0 moderna si caratterizza, quanto alle relazioni interpersonali, come una miscela di sfrenato edonismo e di una &quot;cultura&quot; dei diritti a senso unico (cio\u00e8 senza corrispondenti doveri): e ci\u00f2 ha condotto ad una vera e propria deresponsabilizzazione della vita sentimentale e affettiva, e ad un vero e proprio imbarbarimento dei comportamenti erotici e sessuali. L&#8217;uomo e la donna sono diventati cacciatori compulsivi di piaceri carnali e di emozioni forti, l&#8217;uno a spese dell&#8217;altra, senza complicit\u00e0, senza tenerezza, senza rispetto personale: l&#8217;altro \u00e8 divenuto, nello stesso tempo, preda e strumento di piacere, mezzo da sfruttare come oggetto sessuale e, poi, da abbandonare come un giocattolo divenuto inutile, all&#8217;approssimarsi di una nuova preda, di una nuova avventura e di una nuova occasione di piacere e di emozioni forti.<\/p>\n<p>Gli individui sono divenuti intercambiabili, l&#8217;unica legge universalmente valida e riconosciuta \u00e8 quella dell&#8217;edonismo narcisista e maligno: va bene quel che mi piace, bisogna evitare in qualunque modo ci\u00f2 che non piace pi\u00f9, anche se piaceva fino a ieri. Ma &quot;ieri&quot;, nella cultura dei consumi di massa, \u00e8 pari ad un secolo fa: non bisogna mai parlare del passato, il passato \u00e8 passato e non c&#8217;\u00e8 differenza fra una dichiarazione o una promessa fatta ventiquattro ore prima ed una che era stata pronunciata dieci, venti o trenta anni fa. Amare, secondo questa filosofia, significa sempre e solo guardare avanti, senza voltarsi mai.<\/p>\n<p>Ci piace, a questo punto, riportare il punto di vista del sociologo Francesco Alberoni (da: F. Alberoni, \u00abTi amo\u00bb, Milano, 1996, pp. 80-82):<\/p>\n<p><em>\u00abIl mondo antico aveva rigide regole morali nel campo dell&#8217;erotismo e dell&#8217;amore. Proibiva l&#8217;incesto, stabiliva impegni matrimoniali, condannava l&#8217;adulterio, la rottura della promessa di matrimonio, stabiliva l&#8217;obbligo di sposare la ragazza rimasta incinta. Queste regole sono invecchiate e perdono ogni giorno di importanza. Le relazioni erotiche e amorose vengono sempre pi\u00f9 lasciate alla libera espressioni individuale, alla preferenza, al piacere. Lo vediamo fra gli adolescenti. Se un ragazzo si incapriccia di una ragazza pi\u00f9 bella, non si pone problemi nel lasciare quella precedente. Se una ragazza incontra un altro che le piace di pi\u00f9, lo comunica al suo ragazzo abituale. E se quello continua ad amarla, se soffre, se si suicida? Sono problemi suoi. Nel campo amoroso il soggetto non si sente responsabile di ci\u00f2 che sente o fa l&#8217;altro.<\/em><\/p>\n<p><em>Questo tipo di comportamenti adolescenziali si stanno estendendo alla vita adulta. La morale propugnata dai &quot;serial&quot; televisivi e dalle telenovele sostiene con chiarezza che l&#8217;unica forza che tiene unito il matrimonio \u00e8 l&#8217;amore. L&#8217;amore giustifica tutto. La nuova morale ha un solo comandamento: &quot;va&#8217; dove ti porta il cuore&quot;. Se qualcuno non ama pi\u00f9, se \u00e8 preso da collera e da odio, va senza voltarsi ad osservare il dolore e la devastazione che ha lasciato dietro di s\u00e9. Il risultato \u00e8 che, nella vita reale, il mondo dell&#8217;amore e dell&#8217;erotismo sono sempre pi\u00f9 dominati dalla logica della preferenza e della sopraffazione. Prendiamo il caso di una donna che ha aiutato il marito a fare carriera, che gli ha dato dei figli e lo ama teneramente. Lui si innamora di una ragazza pi\u00f9 giovane e la sposa. La donna incomincia a bere e, alcuni anni dopo, muore di cirrosi epatica. L&#8217;ex marito non si considera moralmente responsabile di questa morte. Prendiamo un altro caso: un uomo di sessant&#8217;anni ha un dissesto finanziario, si ammala e allora la donna che vive con lui lo lascia. Lui muore di infarto. Anche in questo caso lei non si considera minimamente colpevole visto che non lo amava pi\u00f9. Ma tutto questo \u00e8 giusto?<\/em><\/p>\n<p><em>Ovviamente non c&#8217;\u00e8 nessun contratto, nessuna legge morale che possa imporci di amare una persona che non amiamo. Ma da questo non deriva automaticamente che noi non siamo responsabili delle conseguenze provocate dalle nostre azioni. Farlo significa violare i principi morali fondamentali della nostra civilt\u00e0: il comandamento biblico di non fare agli altri ci\u00f2 che non vorresti fosse fatto a te, l&#8217;insegnamento di Kant di agire in base alla massima che vorremmo veder applicata da tutti, l&#8217;etica della responsabilit\u00e0 di Max Weber. Noi siamo sempre responsabili del male che provochiamo agli altri e dobbiamo cercare di ridurlo al minimo. Se \u00e8 vero che non possiamo obbligarci ad amare chi non amiamo, \u00e8 altrettanto vero che possiamo agire con prudenza, trattarlo con gentilezza, aiutarlo nel bisogno, rispettare la sua dignit\u00e0 e il suo valore.<\/em><\/p>\n<p><em>Molti sostengono che all&#8217;amore non si comanda. Dipende da che tipo di amore. Molti grandi amori sono solo cotte, capricci, infatuazioni passeggere. Perfino il vero innamoramento comincia sempre con esplorazioni e, per svilupparsi, ha bisogno del nostro assenso, della nostra complicit\u00e0. Cosa dire poi delle falsit\u00e0, dell&#8217;egoismo, delle cattiverie, fatte in nome dell&#8217;amore? Quando c&#8217;\u00e8 di mezzo l&#8217;amore, dobbiamo giustificare tutte le turpitudini? Invece oggi un grandissimo numero di persone ritiene che andare dove le porta il cuore sia sempre giusto, sempre legittimo. E si indignano a sentir parlare di responsabilit\u00e0.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Parole e concetti condivisibili; con una sola osservazioni supplementare: che, quando venivano espressi, il panorama complessivo della societ\u00e0 italiana, e non solo italiana, era ancora, in qualche misura, legato alla tradizione, cosa che oggi \u00e8 definitivamente tramontata. Per esempio, Alberoni parla dell&#8217;amore che \u00e8 ha comunque, quale punto di riferimento sociale, il matrimonio e la formazione della famiglia (e sia pure come modello negativo, almeno secondo il modo di vedere di taluni soggetti); mentre oggi le persone che pensano all&#8217;amore in questi termini sono diventate una piccolissima minoranza. Da quando quelle parole furono scritte, vent&#8217;anni or sono, moltissima acqua \u00e8 passata sotto i ponti: gli ultimi vent&#8217;anni sono stati l&#8217;equivalente di due secoli, o anche pi\u00f9, sulla scala della societ\u00e0 pre-moderna. Oggi quasi nessuno si sposa pi\u00f9; e sono pochissime le donne che sognano l&#8217;amore come vita stabile di coppia e come formazione di una famiglia, ossia con la ricerca prioritaria delle gioie (e delle responsabilit\u00e0) della maternit\u00e0.<\/p>\n<p>La precariet\u00e0, l&#8217;insicurezza, il carattere aleatorio dei sentimenti, dei legami, degli impegni (ammesso che, di questi ultimi, qualcuno abbia ancora voglia di parlare) sono aumentate a dismisura: si direbbe che non vi sia pi\u00f9 nulla di certo e sicuro, se non l&#8217;incertezza e l&#8217;insicurezza; e che l&#8217;unico atteggiamento ragionevole, anche in campo sentimentale &#8212; come in tutto il resto &#8212; sia un relativismo assoluto, confinante sovente col cinismo, unica arma difensiva (e offensiva) in quella foresta inquietante che \u00e8 divenuta la societ\u00e0 odierna. Una foresta a paragone della quale la foresta amazzonica, popolata da giaguari, serpenti e coccodrilli, sembra quasi il Paradiso terrestre: perch\u00e9 in essa, almeno, si sa, pi\u00f9 o meno, chi \u00e8 amico e chi nemico; mentre nella societ\u00e0 odierna, ove un po&#8217; tutti sono portati a fingere e a mentire &#8212; a scopo difensivo, dicono &#8212; \u00e8 impossibile fare questa distinzione con prontezza, e succede che le peggiori ferite, le pi\u00f9 dolorose, vengono proprio da parte di colui, o di colei, di cui ci si era maggiormente fidati. Per cui ciascuno, dopo tre o quattro esperienze del genere, finisce per costruirsi la propria personale filosofia del deserto: la vita \u00e8 un deserto ove ciascuno \u00e8 solo e deve contare esclusiva mene su se stesso, mentre fidarsi di qualcuno \u00e8 un peccato d&#8217;ingenuit\u00e0 che si finisce per pagare carissimo, e forse \u00e8 qualcosa di peggio: un atto di debolezza che &quot;merita&quot; la pi\u00f9 severa punizione.<\/p>\n<p>La vecchia massima del trattare gli altri come si vorrebbe essere trattati, e di <em>non<\/em> fare agli altri quel che <em>non<\/em> si vorrebbe ricevere, sembra essere caduta nell&#8217;oblio, sostituita da nuove massime, pi\u00f9 pragmatiche, forse brutali, ma certamente pi\u00f9 realistiche ed efficaci. Perci\u00f2, se qualcuno cade sul terreno dell&#8217;amore e ne esce con il cuore spezzato (come si diceva una volta: ma il concetto, se non l&#8217;espressione, \u00e8 sempre attuale), con la vita segnata, con l&#8217;anima distrutta, a chi pu\u00f2 importare? Avrebbe dovuto imparare a stare al mondo: non \u00e8 stata colpa di nessuno. Vuol dire che se ne andava in giro ad occhi chiusi: logico che uno cos\u00ec sia destinato a finire, prima o poi, sotto le ruote di una macchina. Ed ecco perch\u00e9 colui, o colei, che gli ha spezzato il cuore, ingannandolo, seducendolo e poi gettandolo via come uno straccio, non si sente minimamente in colpa: ci si pu\u00f2 sentire in colpa nei confronti di chi si \u00e8 comportato come si comportano i pazzi e gli ubriachi? Se capita loro una disgrazia, lo sanno tutti che la colpa non \u00e8 dell&#8217;automobilista che li ha investiti. La colpa \u00e8 loro e solamente loro: avrebbero dovuto stare pi\u00f9 attenti e pensarci prima.<\/p>\n<p>Le cose, invece, dal punto di vista morale, non stanno affatto cos\u00ec: e se anche il mondo intero affermasse che, in amore, nessuno \u00e8 responsabile di niente, la cosa non diventerebbe vera per il fatto di godere dell&#8217;unanimit\u00e0 dei pareri: pareri non credibili, perch\u00e9 direttamente interessati. Ecco il conflitto d&#8217;interesse, in cui tutti quanti, oggi, ci troviamo intrappolati. Coloro che hanno interesse ad assolversi, sono chiamati a giudicare se stessi e il proprio modo d&#8217;agire: \u00e8 evidente che si auto-assolveranno. Ci\u00f2 accade perch\u00e9 la societ\u00e0 odierna ha proclamato il relativismo e il soggettivismo etico come la dottrina ufficiale del Pensiero Unico. Ma \u00e8 evidente che una societ\u00e0, su queste basi, non potr\u00e0 mai funzionare; e che i singoli individui si faranno l&#8217;un l&#8217;altro, ogni giorno, tutto il male possibile. Come se ne esce? Rifiutando la comoda dottrina della coscienza individuale sovrana, e tornando alla sana dottrina di ieri e di sempre: che invita a vedere, nell&#8217;altro, il volto stesso di Dio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In amore \u00e8 tutto lecito e tutto permesso, purch\u00e9 si seguano le proprie naturali inclinazioni, oppure esistono dei limiti, delle precise responsabilit\u00e0 morali, dei doveri da<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-23235","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23235","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23235"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23235\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23235"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23235"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23235"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}