{"id":23233,"date":"2011-08-09T07:39:00","date_gmt":"2011-08-09T07:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/08\/09\/a-proposito-di-amore-omosessuale-e-di-matrimoni-lesbici-e-gay\/"},"modified":"2011-08-09T07:39:00","modified_gmt":"2011-08-09T07:39:00","slug":"a-proposito-di-amore-omosessuale-e-di-matrimoni-lesbici-e-gay","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/08\/09\/a-proposito-di-amore-omosessuale-e-di-matrimoni-lesbici-e-gay\/","title":{"rendered":"A proposito di amore omosessuale e di matrimoni lesbici e gay"},"content":{"rendered":"<p>ALL&#8217;AMICO E LETTORE FABIO R.<\/p>\n<p>Un gentile lettore di nome Fabio mi chiede di esprimere una opinione sulla questione dei matrimoni omosessuali, sulla scia della recentissima unione fra la quarantottenne deputata italiana Paola Concia e la quarantaquattrenne criminologa tedesca Ricarda Trautmann, svoltasi a Francoforte il 5 agosto scorso; e, pi\u00f9 in generale, sul tema dell&#8217;omosessualit\u00e0.<\/p>\n<p>Lo faccio distinguendo, per prima cosa, i due differenti ambiti: quello dell&#8217;amore omosessuale e quello dei cosiddetti matrimoni omosessuali.<\/p>\n<p>L&#8217;amore, quello vero, \u00e8 sempre un fatto privato ed \u00e8 sempre un fatto positivo: tra genitori e figli, tra fratelli e sorelle, tra uomini e donne, tra uomini e animali, tra uomini e piante; perch\u00e9 non dovrebbe esserlo quello tra due individui dello stesso sesso?<\/p>\n<p>Diamo una definizione dell&#8217;amore: esso \u00e8 quel sentimento profondo, assoluto, che ci spinge a desiderare il bene dell&#8217;altro e, al tempo stesso, a desiderare la sua presenza, la sua tenerezza, la sua disponibilit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che i due aspetti, solitamente confusi, sono, in realt\u00e0, distinti: perch\u00e9 non sempre si sa amare in maniera disinteressata, non sempre si cerca davvero il bene dell&#8217;altro, ma si persegue, talvolta in misura prevalente, il proprio bene, anzi, la propria gratificazione e il proprio piacere. E questo non \u00e8 vero amore, non \u00e8 amore con la &quot;a&quot; maiuscola.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 il caso di soffermarci troppo su questo ordine di considerazioni, che richiederebbero un apposito spazio; ci limitiamo qui a ribadire il concetto che amore e piacere non sono affatto sinonimi; perch\u00e9, se \u00e8 innegabile che nell&#8217;amore si cerca anche il piacere, e sostenere il contrario sarebbe ipocrisia o masochismo, a noi sembra altrettanto chiaro che il piacere \u00e8 solo un aspetto dell&#8217;amore e che il piacere in senso fisico \u00e8 solo un sotto-aspetto di questo aspetto; diversamente, cadremmo in un paradosso analogo a quanti affermano che il corpo contiene l&#8217;interezza della persona (i materialisti), o che il sesso corrisponde alla totalit\u00e0 della dimensione corporea (gli psicanalisti d&#8217;indirizzo freudiano).<\/p>\n<p>Ora, se una persona ama davvero, il suo amore, come fatto privato e come diritto dell&#8217;individuo, \u00e8 sempre una cosa buona, sempre, sempre: chi potrebbe negarlo?<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, l&#8217;amore non \u00e8 sempre e solo un fatto privato e un diritto individuale: e qui le cose cominciano a complicarsi, che ci\u00f2 piaccia o no a coloro i quali hanno sempre in bocca solo diritti e libert\u00e0, mai doveri o senso del limite.<\/p>\n<p>L&#8217;amore pu\u00f2 travalicare dall&#8217;ambito privato in quello sociale in diverse maniere; quelle principali sono due: allorch\u00e9 si pone come segno di contraddizione rispetto alle norme collettive vigenti, sulle quali riposa la struttura stessa della societ\u00e0; o allorch\u00e9 colui che lo vive cerca intenzionalmente di farne un richiamo per l&#8217;altrui attenzione o, eventualmente, una leva su cui agire per innescare una contraddizione fra i membri del corpo sociale.<\/p>\n<p>Nel primo caso, semplificando le cose al massimo, sono gli altri ad entrare nel tempio dei sentimenti privati individuali; nel secondo, \u00e8 il singolo individuo che trasforma il proprio sentire privato in un megafono per entrare nella sensibilit\u00e0 altrui ed, eventualmente, per modificare il modo di pensare dei propri simili.<\/p>\n<p>Esistono poi numerose situazioni intermedie, perch\u00e9, sovente, \u00e8 difficile, se non impossibile, tracciare una netta linea di demarcazione fra queste due tipologie fondamentali; ci\u00f2 non toglie che siano queste ultime, a nostro avviso, a rappresentare il nocciolo della questione.<\/p>\n<p>Prendiamo il caso di una ragazza che, nel bel mezzo di una guerra, si innamori di un soldato nemico, magari appartenente ad un esercito di occupazione: \u00e8 gi\u00e0 successo e sappiamo bene quali conseguenze ha comportato.<\/p>\n<p>Oppure prendiamo il caso di due ragazzi, appartenenti a due diverse fedi religiose, o magari a due diverse etnie, che si innamorino l&#8217;uno dell&#8217;altra, nel bel mezzo di un conflitto etnico o religioso: anche questo \u00e8 gi\u00e0 accaduto infinite volte.<\/p>\n<p>Un altro caso, in apparenza meno drammatico, ma in realt\u00e0 altrettanto gravido di sottili e delicate implicazioni etiche, \u00e8 quello di una bambina o di un bambino che provino un profondo amore per un animale domestico, ad esempio un cane o un cavallo; e che, in tempi di estrema difficolt\u00e0, per esempio di guerra e di carestia congiunte, debbano assistere alla sua uccisione da parte di altri uomini, magari dei suoi stessi genitori, per necessit\u00e0 di sopravvivenza.<\/p>\n<p>Ciascuno la pensi come crede: \u00e8 chiaro, comunque, che, a seconda dei punti di vista, si pu\u00f2 considerare come prioritario il diritto del singolo all&#8217;amore, oppure il diritto del gruppo a far rispettare il proprio codice etico. Le societ\u00e0 occidentali contemporanee tendono a considerare come prevalente il primo termine (ma non senza distinguo e sottili ipocrisie); quelle orientali, o, per meglio dire, quelle tradizionali, ivi compresa la nostra civilt\u00e0 contadina di un secolo o due secoli fa, considerano o consideravano come prevalente il secondo.<\/p>\n<p>Spesso vediamo che il conflitto emerge insanabile allorch\u00e9 si verifica una mescolanza di culture e di codici comportamentali: come accade, per esempio, in una famiglia islamica tradizionalista trapiantata in un Paese europeo, nella quale una ragazza ami, contro il volere dei genitori, un giovane del luogo, rifiutando il matrimonio che essi le avevano combinato con un uomo appartenente alla loro stessa cultura e tradizione.<\/p>\n<p>I progressisti a un tanto il chilo di casa nostra insorgono indignati davanti alla &quot;violenza&quot; di quella famiglia e vorrebbero imporle il nostro codice comportamentale, nel quale un figlio &#8211; ma non da sempre, diciamo da meno di un secolo &#8211; \u00e8 lasciato interamente libero di amare chi vuole e di sposare chi preferisce; ma il loro democraticismo \u00e8 astratto e velleitario, perch\u00e9 non tiene in alcun conto il fatto che ogni cultura esprime un proprio paradigma e che i diversi paradigmi sono incommensurabili, dunque che non esistono ragioni oggettive per preferire, e meno ancora per imporre, l&#8217;uno a scapito dell&#8217;altro, ma solo e unicamente ragioni soggettive.<\/p>\n<p>Per farla breve, e per non allontanarci troppo dal nostro tema, dovremmo sempre tener bene a mente che due persone non si amano mai sull&#8217;isola di Robinson o in qualche paradisiaca Laguna Blu, soli e lontani da tutto: si amano in un contesto sociale, che ha le sue regole e i suoi codici, piacciano o non piacciano loro.<\/p>\n<p>Non stiamo dicendo che questi ultimi devono essere sempre accettati e subiti, magari obtorto collo; stiamo dicendo che, se si va frontalmente contro di essi, e si rende palese il proprio dissenso e il proprio rifiuto, bisogna esser ben consapevoli delle conseguenze che ci\u00f2 comporta; inoltre, bisogna essere abbastanza realisti da capire che i codici di una societ\u00e0, per quanto nascano dal consenso generale, possono essere modificati solo con una azione lenta e progressiva, mai con uno strappo improvviso.<\/p>\n<p>L&#8217;esperienza storica delle rivoluzioni insegna che quando i codici etici e di comportamento di una data societ\u00e0 vengono rovesciati e sovvertiti dall&#8217;oggi al domani, evidentemente da parte di una minoranza che ritiene fermamente di essere nel giusto, si crea sempre una resistenza e si produce una serie di reazioni a catena, al termine delle quali, generalmente, si stabilisce un compromesso, ossia si accolgono talune istanze del cambiamento, mentre si recuperano alcuni aspetti del vecchio paradigma: il tutto sulla pelle viva delle persone concrete e a prezzo di immense sofferenze, oltre che, di solito, di un buon numero di soppressioni fisiche dei dissidenti.<\/p>\n<p>Veniamo al punto dell&#8217;amore omosessuale e dei relativi matrimoni.<\/p>\n<p>In una societ\u00e0 che non approva l&#8217;omosessualit\u00e0, l&#8217;amore omosessuale incontra ostacoli di vario genere, che una riforma legislativa (come quella, appunto, auspicata e perseguita dalla deputata Paola Concia in Parlamento) pu\u00f2 attenuare, ma non eliminare: perch\u00e9, in simili casi, una cosa \u00e8 quello che sta scritto nel codice penale ed un&#8217;altra \u00e8 ci\u00f2 che le persone sentono e pensano.<\/p>\n<p>Non si tratta, comunque, solo di questo; non si tratta, semplicemente (si fa per dire), di un dilemma fra la libert\u00e0 e i diritti dell&#8217;individuo da una parte, e il paradigma culturale della societ\u00e0, coi suoi codici di comportamento, dall&#8217;altra.<\/p>\n<p>Se ci si limitasse a questo, come generalmente fanno coloro i quali trattano la problematica in questione, ci si lascerebbe sfuggire l&#8217;essenziale: e cio\u00e8 che esistono societ\u00e0, quelle tradizionali, le quali fanno coincidere i propri codici con l&#8217;ordine naturale in quanto tale; ed altre, come la nostra attuale, che lo negano e che sostengono l&#8217;assoluta convenzionalit\u00e0 dei codici, col risultato che non possiedono pi\u00f9 alcun codice autorevole e condiviso.<\/p>\n<p>In altre parole, abbiamo da un lato societ\u00e0 intimamente coese, che si riconnettono direttamente a un ordine soprannaturale, del quale si sforzano di essere come un riflesso; e, dall&#8217;altro, societ\u00e0 decadenti, disgregate, anarcoidi, come lo fu, per esempio, quella romana negli ultimi secoli della sua esistenza, nelle quali ultime l&#8217;individuo pretende solo diritti, ma nega il riconoscimento di quasi tutti i doveri, a cominciare da quello di contribuire alla difesa militare o di prestarsi ad una equa ripartizione del carico fiscale.<\/p>\n<p>Nelle societ\u00e0 tradizionali, generalmente l&#8217;omosessualit\u00e0 \u00e8 considerata come una deviazione dall&#8217;ordine cosmico; questo non significa che esse siano tutte omofobe e repressive: alcune lo sono, in altre vige un notevole grado di flessibilit\u00e0, ma alla condizione di codificare i comportamenti devianti. Nelle societ\u00e0 amerindie del Nord America, ad esempio, la figura dell&#8217;invertito era pienamente riconosciuta e niente affatto emarginata: egli poteva non solo vestirsi da donna, ma perfino sposarsi; quello che si voleva evitare era il disordine indiscriminato. La nostra pretesa attuale, che tutti possano fare qualsiasi cosa in qualunque tempo e luogo, in qualunque modo e circostanza, non sarebbe ammessa, perch\u00e9 lesiva della stabilit\u00e0 del gruppo.<\/p>\n<p>Nella nostra societ\u00e0, tutti vorrebbero il riconoscimento dei propri diritti individuali, nessuno \u00e8 disposto a sentir parlare di oneri o di doveri; ci\u00f2, peraltro, \u00e8 il naturale punto d&#8217;arrivo delle filosofie politiche liberali e, pi\u00f9 ancora, radicali, secondo le quali la societ\u00e0 ha l&#8217;unica funzione di garantire ai suoi singoli membri il massimo godimento del loro piacere e il massimo sfruttamento delle loro possibilit\u00e0, poco o nulla dando essi in cambio.<\/p>\n<p>Parliamoci chiaro. Esistono varie forme di omosessualit\u00e0, profondamente diverse tra loro: bisognerebbe perlomeno distinguere fra ci\u00f2 che \u00e8 realmente parte della struttura originaria della personalit\u00e0, e perci\u00f2, a suo modo, &quot;naturale&quot;, da ci\u00f2 che \u00e8 il portato di influenze o persino di mode culturali, ci\u00f2 che \u00e8 tipico delle epoche di decadenza. Perci\u00f2 l&#8217;amore fra due omosessuali &quot;veri&quot; \u00e8 una cosa; quello fra due persone che hanno voglia di togliersi curiosit\u00e0 e capricci pi\u00f9 o meno sentiti, magari perch\u00e9 resi pi\u00f9 stuzzicanti dalla riprovazione sociale e, per contro, magnificati da una sedicente controcultura, \u00e8 tutta un&#8217;altra cosa.<\/p>\n<p>Noi non abbiamo titoli, e meno ancora ne abbiamo la voglia, di ficcare il naso sotto le lenzuola delle persone per vedere, sapere, giudicare, approvare o condannare quel che fanno nell&#8217;intimit\u00e0 della loro vita sessuale: \u00e8 cosa che riguarda solamente loro.<\/p>\n<p>Se, per\u00f2, essi stessi ne fanno oggetto di pubblica discussione; se ne fanno motivo di orgoglio, di esibizione, di crociata contro la pretesa ottusit\u00e0 e la supposta intolleranza altrui; se sollecitano la pubblicit\u00e0 dei loro sentimenti e si offrono di buon grado ai riflettori delle cronache, allora la cosa cambia aspetto, ed essi non hanno alcun motivo di lamentarsi delle eventuali critiche. I veri intolleranti sarebbero loro, se pretendessero che tutti approvino il loro modo di sentire e di pensare e che tutti si inchinino alla loro nuova tavola dei valori.<\/p>\n<p>Quanto ai cosiddetti matrimoni omosessuali, poche ma chiare parole. Il matrimonio, in tutte le culture e in ogni epoca storica, \u00e8 l&#8217;unione stabile e codificata fra uomo e donna, che trova il suo naturale completamento nella nascita e nella cura della prole. Pretendere il riconoscimento di un matrimonio omosessuale \u00e8 qualcosa di illogico e di assurdo; e questo \u00e8 tutto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ALL&#8217;AMICO E LETTORE FABIO R. Un gentile lettore di nome Fabio mi chiede di esprimere una opinione sulla questione dei matrimoni omosessuali, sulla scia della recentissima<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30147,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[57],"tags":[211],"class_list":["post-23233","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diritto","tag-omosessualismo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-diritto.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23233","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23233"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23233\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30147"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23233"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23233"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23233"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}