{"id":23231,"date":"2014-04-10T09:43:00","date_gmt":"2014-04-10T09:43:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/04\/10\/amare-la-vita-vuol-dire-non-solo-goderla-ma-assumerne-la-piena-responsabilita\/"},"modified":"2014-04-10T09:43:00","modified_gmt":"2014-04-10T09:43:00","slug":"amare-la-vita-vuol-dire-non-solo-goderla-ma-assumerne-la-piena-responsabilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/04\/10\/amare-la-vita-vuol-dire-non-solo-goderla-ma-assumerne-la-piena-responsabilita\/","title":{"rendered":"Amare la vita vuol dire non solo goderla, ma assumerne la piena responsabilit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Quel che oggi sta venendo a mancare, nei confronti dei bambini e dei giovani, da parte degli adulti, non \u00e8 solo un progetto educativo, ma anche e soprattutto un sano amore per la vita, un esempio quotidiano di come la si sappia apprezzare e ringraziare per tutte le cose buone che ci offre e per la meraviglia con cui ci sorprende e ci riempie di stupore e ammirazione.<\/p>\n<p>\u00c8 troppo facile dirle grazie per le cose buone e maledirla, subito dopo, per quelle cattive: non \u00e8 degno di una persona che possieda il senso della giustizia, perch\u00e9 equivale a dire che si \u00e8 disposti a riconoscere solo i beni immediati, evidenti e pratici, senza tener conto che, per crescere e maturare, c&#8217;\u00e8 bisogno anche delle prove, delle difficolt\u00e0, dei passaggi stretti e difficili: senza di essi, senza venir mai messi alla prova, si rimane degli eterni bambocci.<\/p>\n<p>Oltre a ci\u00f2, bisogna sempre ricordare che il bene immediato ed evidente non \u00e8 sempre il nostro vero bene; talvolta pu\u00f2 essere un bene solo apparente e fallace, che prepara e favorisce le nostre cadute e le nostre vigliaccherie; mentre, talvolta, un male, o quello che ci sembra un male, non \u00e8 che preparazione ad un bene futuro e, in ogni caso, \u00e8 quanto serve perch\u00e9 noi impariamo ad apprezzare le cose buone nel loro gusto valore, senza di che finiremmo per darle per scontate e non le riconosceremmo nemmeno per quello che sono.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 fare come Leopardi o come Schopenhauer: non si pu\u00f2 denigrare e calunniare la vita perch\u00e9 non ci riserva sempre e soltanto cose belle; non \u00e8 intellettualmente, n\u00e9 moralmente onesto: sarebbe come godere dell&#8217;amicizia finch\u00e9 i nostri amici stanno bene e sono allegri e di buona compagnia, e poi voltare loro le spalle quando si trovano in difficolt\u00e0, si ammalano, invecchiano. Se si \u00e8 capaci di godere delle cose buone, bisogna anche saper accettare quelle non buone, perch\u00e9 la vita non \u00e8 un parco dei divertimenti in cui si dispensano solo piaceri. L&#8217;errore sta nel pensare che il fine cui tende l&#8217;uomo sia soltanto il piacere, funesto malinteso di origine illuminista: da quando la parola &quot;felicit\u00e0&quot; ha incominciato a introdursi nel vocabolario della societ\u00e0 e della politica, ha finito per imporsi come la pretesa di un diritto, un diritto separato dai corrispondenti doveri e dai relativi sacrifici. Il bambino goloso e viziato mangia la parte pi\u00f9 tenera della pietanza e getta la parte meno saporita o meno gradita al palato: la crosta del pane, il gambo dell&#8217;asparago, il nervo della bistecca. In maniera simile si comportano quegli adulti, e perfino quei pensatori, i quali vorrebbero tenere per s\u00e9 i momenti felici, le occasioni favorevoli, gi incontri fortunati, ma pretendono di respingere le esperienze difficili. \u00c8 la miseria dell&#8217;edonismo, sommata al delirio della cultura individualista e pseudo democratica dei diritti senza doveri.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 moderna, malata di individualismo esasperato, di edonismo frenetico, di materialismo consumista, sembra incapace di trasmettere ai bambini e ai giovani l&#8217;amore per la vita, perch\u00e9 sembra aver smesso da tempo di credere nella vita: il crollo delle nascite e l&#8217;aumento esponenziale degli aborti (e non \u00e8 vero che la loro legalizzazione ne abbia fatto diminuire il numero) lo testimoniano in maniera eloquente. Le culle vuote sono il segno di un malessere profondo, che i sociologi credono di aver spiegato, solo perch\u00e9 ne hanno illustrato i meccanismi esteriori, mentre continua a sfuggire loro il suo intimo significato e la sua origine spirituale. L&#8217;inurbamento, l&#8217;industrializzazione, la massificazione, la globalizzazione, possono fornire le coordinate storiche del fenomeno, ma non spiegarlo veramente: perch\u00e9 il disamore verso la vita, nella societ\u00e0 occidentale moderna, \u00e8 frutto del disincanto del mondo e questo, a sua volta, di una distorsione filosofica nel concetto dell&#8217;uomo e di un errore di giudizio rispetto alla realt\u00e0: la distorsione di aver promosso l&#8217;uomo a soggetto autosufficiente e l&#8217;errore di averlo visto come arbitrio e padrone di tutti gli altri enti, in nome di un progresso spacciato quale nuova religione secolarizzata.<\/p>\n<p>Trasmettere l&#8217;amore per la vita, dunque, ai piccoli e ai giovani, \u00e8 possibile se la vita la si ama davvero, se la si apprezza incondizionatamente, se non si \u00e8 sempre pronti a dirne tutto il male possibile non appena si incontra qualche difficolt\u00e0, qualche infortunio, qualche prova. Non ama la vita colui che ne apprezza i beni, ma non ne accetta gli aspetti faticosi o difficili; non ama la vita colui che insegue i divertimenti e che abusa dei piaceri, ma si dispera e si lamenta amaramente ogni qual volta le sue cose non vanno nella maniera da lui desiderata. Un carattere allegro, una naturale propensione allo scherzo e alla risata sono cose buone, ma non attestano, automaticamente, l&#8217;amore per la vita; e i bambini colgono la differenza fra un adulto sempre pronto alla risata, ma anche alla lamentela e allo sconforto, e un adulto che, pur essendo di carattere riservato e poco espansivo, possiede per\u00f2, e sa trasmettere, la serenit\u00e0 e la saggezza di chi apprezza la vita e ha occhi per la sua bellezza.<\/p>\n<p>Gli adulti dovrebbero saper trasmettere queste ultime cose: dovrebbero, ogni tanto, fermarsi lungo la strada, e mostrare ai bambini i fiori che crescono sul fosso, l&#8217;arcobaleno dopo la pioggia, e invitarli ad ascoltare il concerto del merlo o dell&#8217;usignolo, o il profumo della terra bagnata portato dal vento. Dovrebbero raccontare loro delle storie, delle fiabe, nelle quali il meraviglioso si intrecci con il quotidiano e che abbiano una sana morale, che premia gli sforzi delle anime buoni e fedeli: delle fiabe che li facciano sognare, che li entusiasmino, che facciano leva sulla loro naturale fantasia e sulla loro propensione alla creativit\u00e0. Dovrebbero regalare loro solo giocattoli belli e formativi, niente mostri e mostriciattoli, niente giochi elettronici, niente cose violente o di cattivo gusto; dovrebbero incoraggiarli a giocare all&#8217;aria aperta, con altri bambini, invece di stare seduti per ore ed ore davanti allo schermo del televisore o del computer; insegnar loro ad andare in bicicletta e non metterli al volante di automobiline odi motociclette elettriche, costosissime e super-tecnologiche, che li predispongono ad amare la potenza del motore e la velocit\u00e0, invece di godere del paesaggio, delle stagioni, delle lunghe serate estive, respirando aria buona e apprezzando la compagnia dei loro coetanei.<\/p>\n<p>Ma gli adulti saranno in grado di fare queste cose se essi, per primi, sanno godere delle cose semplici e belle, se le sanno riconoscere e apprezzare, se le sanno vedere, se le sanno ascoltare. Se sanno provare pi\u00f9 gioia nel come che nel cosa, nell&#8217;essere che nell&#8217;avere, nella qualit\u00e0 che nella quantit\u00e0; se non pongono il denaro, il successo e il potere, in cima alla piramide dei loro desideri e delle loro aspirazioni; se non passano ore e ore a truccarsi, ad abbronzarsi, a provare vestiti alla moda, se non cercano le cose futili, se non smaniano per le cose vuote, ma sanno esser contenti di poco, se sanno dare il giusto valore alla bellezza, all&#8217;amicizia, ai sentimenti veri, che rasserenano l&#8217;anima e plasmano il carattere.<\/p>\n<p>Gli adulti smidollati, che non sanno fare sacrifici per raggiungere gli obiettivi desiderati, che vanno in crisi di astinenza se si guasta il loro televisore, che fanno una malattia se il vicino ha acquistato un modello di automobile pi\u00f9 recente e pi\u00f9 costoso; che non sanno guardarsi dentro, che non sanno chi sono veramente, che indossano incessantemente le maschere offerte loro dal consumismo, non potranno mai trasmettere amore per la vita; cos\u00ec come non potranno farlo se vanno al lavoro malvolentieri, se fanno il loro dovere senza passione, se indulgono all&#8217;invidia, alla maldicenza, alla critica sterile e indiscriminata, se si sentono defraudati di qualcosa non appena qualcun altro riceve un riconoscimento, un premio, un complimento.<\/p>\n<p>La vita \u00e8 bella, senza dubbio: \u00e8 piena di cose belle, appassionanti, entusiasmanti; basta avere degli occhi capaci di vedere e non solo di guardare, basta avere un cuore di carne e non un cuore di pietra, basta avere la capacit\u00e0 di stupirsi e non vivere in una ottusa monotonia, con il pilota automatico perennemente inserito. In essa, senza dubbio, si incontrano anche cose non buone, o tali che non vengono riconosciute subito come buone: eventi e situazioni che ci mettono a dura prova, difficolt\u00e0 economiche, affettive, morali. Essa, dunque, appare anche come problematica: il bene non \u00e8 mai del tutto uniforme, il piacere non \u00e8 mai assoluto (in questo Leopardi aveva ragione), il cielo non \u00e8 quasi mai totalmente sgombro di nubi e il temporale, magari improvviso e devastante, \u00e8 sempre possibile. Questa problematicit\u00e0, questa complessit\u00e0, questo tessuto variegato della vita ci interrogano ed escludono formule semplicistiche ed etichette superficialmente rassicuranti. Anche giudicarla esclusivamente buona e felice \u00e8 indice di un atteggiamento immaturo e superficiale; a meno che si tratti di un mistico o di un santo: persone eccezionali che riescono a gioire perennemente, perch\u00e9 si sono spinte cos\u00ec in alto, da non lasciarsi pi\u00f9 turbare dalle aporie che tanto mettono in crisi chi, invece, si trova ancora nei livelli inferiori. Normalmente, una persona che non sappia vedere anche gli aspetti dolorosi della vita \u00e8 una persona immatura o deficiente, una persona che possiede poca sensibilit\u00e0 e pochissima capacit\u00e0 di vedere e di riflettere.<\/p>\n<p>Bisogna amare la vita dolorosamente, dunque, come affermava Umberto Saba? No; nemmeno questo sarebbe l&#8217;atteggiamento giusto. Il fatto che in essa vi sia anche il dolore, non significa che bisogna lasciarsene influenzare fino a concedere ad esso uno spazio eccessivo; e poi, diciamolo francamente, &quot;amare dolorosamente&quot; \u00e8 un ossimoro e una contraddizione in termini. Se si ama, si \u00e8 pervasi da un senso di esultanza, quasi di euforia; se si ama la vita, non la si ama dolorosamente, la si ama e basta; la qual cosa non esclude affatto che, quando si passa per la porta stretta del dolore, si soffra: per non soffrire, bisognerebbe essere disumani.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il grande malinteso: pensare che l&#8217;amore per la vita sia inconciliabile con il fatto che, talvolta, la vita ci riserva anche il dolore. Anche, e non solo: le filosofie che predicano l&#8217;assolutezza del dolore, la nullit\u00e0 e la malvagit\u00e0 del tutto, che calunniano la vita e l&#8217;esistenza di ogni cosa, fino al nichilismo pi\u00f9 estremo, sono false e, forse, insincere: perch\u00e9, nel momento stesso in cui si sappia apprezzare la bellezza della vita anche per una sola ora, anche per un solo istante, bisogna avere l&#8217;onest\u00e0 di dirle &quot;grazie&quot;, indipendentemente dal fatto che si sia trattato di un&#8217;esperienza di breve durata. Che cosa vuol dire, poi, &quot;breve&quot;? Forse che le cose belle possono essere misurate con l&#8217;orologio alla mano, con il solo criterio della quantit\u00e0? \u00c8 breve l&#8217;istante in cui due amici si comprendono, parlando; l&#8217;istante in cui due amanti si sentono una cosa sola, abbracciandosi; l&#8217;istante in cui una mamma culla il suo bambino, dimentica di tutto il resto?<\/p>../../../../n_3Cp>Amare la vita non vuol dire essere perennemente felici; del resto, la cosa sarebbe impossibile: non apprezzeremmo la felicit\u00e0 come uno stato di suprema beatitudine, se durasse per sempre. Amare la vita vuol dire amarla con le sue ombre e con le sue luci, con le sue cose belle e con quelle meno belle. Non vuol dire neanche amarla in maniera assoluta, se con ci\u00f2 si intende non essere capaci di vederla come una tappa della propria evoluzione, ma come il fine, l&#8217;unico e il solo, dell&#8217;esistenza. Chi la ama con brama, con ingordigia, facendone un valore assoluto, non riesce nemmeno a concepire l&#8217;idea di doversene distaccare: il che, invece, \u00e8 necessario. Ed \u00e8 talmente necessario che noi dovremmo sempre vivere con la consapevolezza della nostra fragilit\u00e0, della nostra provvisoriet\u00e0, della nostra mortalit\u00e0. Veniamo dalla terra e alla terra dobbiamo ritornare: questa \u00e8 la legge. Ma essa vale per la nostra vita fisica, non per la vita soprannaturale, non per la vita dell&#8217;anima. Il nostro corpo, cos\u00ec fresco e seducente in giovinezza, \u00e8 destinato ad invecchiare, ad incurvarsi: questa \u00e8 la legge, ed \u00e8 inesorabile: non accettarla, significa non aver compreso le regole del gioco e, dunque, non amare la vita, o, almeno, non avere imparato ad amarla nel modo giusto.<\/p>\n<p>Amarla troppo, cio\u00e8 in maniera smodata, \u00e8 tanto sbagliato quanto non saperla amare affatto: sono due maniere immature di porsi di fronte ad essa. La vita ci interroga, ci chiede quale sia la nostra vocazione, quale sia il grado di responsabilit\u00e0 che siamo disposti a prendere sulle nostre spalle nei suoi confronti. Questo \u00e8 il suo intimo significato: capire e riconoscere quale sia la nostra responsabilit\u00e0 verso di essa, quanto siamo disposti ad impegnarci per fare di essa ci\u00f2 che \u00e8 giusto, ci\u00f2 che siamo stati chiamati a fare.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 siamo stati chiamati: non siamo capitati per caso nella vita, n\u00e9, tanto meno, per un atto indipendente del nostro volere. Possiamo rispondere con un &quot;s\u00ec&quot; o con un &quot;no&quot; alla chiamata; possiamo assumerci la nostra responsabilit\u00e0 o rifiutarla. Dipende da noi.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il bello della vita: che non ce la siamo data da soli, e tuttavia siamo invitati ogni giorno a svilupparla, a promuoverla, a lavorare su di essa con tutta la nostra creativit\u00e0, la nostra intelligenza, il nostro entusiasmo. In altre parole, siamo stati chiamati a comprenderla e ad amarla&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quel che oggi sta venendo a mancare, nei confronti dei bambini e dei giovani, da parte degli adulti, non \u00e8 solo un progetto educativo, ma anche<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-23231","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23231","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23231"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23231\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23231"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23231"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23231"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}