{"id":23229,"date":"2009-05-06T06:05:00","date_gmt":"2009-05-06T06:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/05\/06\/la-degradazione-dellamore-a-libido-riflette-la-corruzione-spirituale-delloccidente\/"},"modified":"2009-05-06T06:05:00","modified_gmt":"2009-05-06T06:05:00","slug":"la-degradazione-dellamore-a-libido-riflette-la-corruzione-spirituale-delloccidente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/05\/06\/la-degradazione-dellamore-a-libido-riflette-la-corruzione-spirituale-delloccidente\/","title":{"rendered":"La degradazione dell&#8217;amore a libido riflette la corruzione spirituale dell&#8217;Occidente"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;idea che una data societ\u00e0 elabora dell&#8217;amore \u00e8 la cartina al tornasole del suo stato di salute spirituale; in essa si riflette, senza trucco e sena inganno, ci\u00f2 che gli esseri umani pensano di s\u00e9 stessi, della loro relazione reciproca, della propria aspirazione al bene o, comunque, a qualcosa che trascenda il dato immediato della coscienza.<\/p>\n<p>La civilt\u00e0 greca vedeva l&#8217;amore essenzialmente come Eros, come desiderio; e, inoltre, come mancanza, povert\u00e0, bisogno, dai quali &#8211; come dice Platone &#8211; l&#8217;anima inizia la sua ricerca di qualche cosa che la soddisfi e che la sazi, che spenga la sua sete ardente, che appaghi il suo desiderio pi\u00f9 profondo: quello di ritrovare l&#8217;armonia originaria, smarrita nel mondo terreno. Accanto all&#8217;Eros c&#8217;\u00e8, poi, la Filia, l&#8217;amicizia profonda che lega due esseri umani in vista del bene comune, sulla quale particolarmente si sofferma la riflessione morale Aristotele.<\/p>\n<p>La civilt\u00e0 cristiana vedeva l&#8217;amore autentico come Ag\u00e0pe &#8211; che, in genere, si traduce con Carit\u00e0 -, ossia come pienezza e come perfezione, che si realizzano nella ricerca disinteressata del bene per l&#8217;altro: sentimento puro, spirituale, senza il quale ogni altra virt\u00f9 diventa inerte e sostanzialmente inutile. Soprattutto, sentimento che presuppone un terzo elemento, oltre all&#8217;amante e all&#8217;amato: Dio, supremo ispiratore del sentimento stesso e garante della sua purezza.<\/p>\n<p>\u00abSe anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carit\u00e0, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna\u00bb, ammonisce san Paolo (1 Corinzi, 13, 1 sgg.). E aggiunge: \u00abE se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede cos\u00ec da trasportare le montagne, ma non avessi la carit\u00e0, non sono nulla\u00bb. Per poi concludere: \u00abQueste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carit\u00e0; ma di tutte,la pi\u00f9 grande \u00e8 la carit\u00e0!\u00bb.<\/p>\n<p>E la societ\u00e0 odierna, come vede l&#8217;amore? Come lo definisce, come lo concepisce?<\/p>\n<p>Sarebbe difficile, a questo proposito, sopravvalutare l&#8217;influenza che ha esercitato il cattivo maestro Freud; anche se \u00e8 certamente vero che non lui ha stabilito il concetto dell&#8217;amore moderno, ma che la sua filosofia \u00e8 il risultato di un cammino involutivo che parte da lontano e che rimonta a parecchi secoli prima che il fondatore della psicanalisi bandisse il suo nuovo Anti-Vangelo, in base al quale l&#8217;amore non \u00e8 altro che Libido, impulso brutale di natura sessuale, vergognoso ed intessuto di istinti egualmente vergognosi, quali il desiderio di omicidio a danno del proprio padre e quello di incesto con il corpo della propria madre.<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero che una societ\u00e0 riflette la sua essenza spirituale nelle idee che decide di adottare e nelle immagini che esse evocano alla coscienza, allora bisogna dire che la societ\u00e0 moderna (compresa quella post-moderna, che ne \u00e8 la diretta prosecuzione), non solo non crede nell&#8217;amore come sentimento capace di migliorare e nobilitare la natura umana, ma che lo vede come una pulsione distruttiva e autodistruttiva (il binomio Eros-Thanatos), che solo per una ipocrita convenzione borghese si suole ingentilire con i fiori della poesia, e solo per la tutela dell&#8217;ordine sociale si incanala entro manifestazioni formalmente accettabili, ferma restando la sua essenza indicibilmente sporca e indomabilmente selvaggia.<\/p>\n<p>In breve, per Freud siamo tutti, pi\u00f9 o meno, malati di nevrosi, perch\u00e9 le istituzioni sociali &#8211; legittimamente, dal loro punto di vista &#8211; non ci consentono di sfogare a pieno il magma ribollente dei nostri appetiti sessuali, che sono una girandola infernale di sadismo, masochismo, omosessualit\u00e0, necrofilia e ogni altra possibile perversione. Non esiste amore che si salvi, non esiste amore puro: anche quello del genitore per il figlio, o quello del figlio per il genitore, non \u00e8 che amore sessuale travestito, essenzialmente cieco e incontrollabile.<\/p>\n<p>Nel suo saggio \u00abIntroduzione al narcisismo\u00bb, del 1914 (traduzione italiana Torino, Boringhieri, p. 461), Freud testualmente scrive:<\/p>\n<p>\u00abL&#8217;amore parentale, cos\u00ec commovente e in fondo cos\u00ec infantile, non \u00e8 altro che il narcisismo dei genitori tornato a nuova vita; tramutato in amore oggettuale, esso rivela senza infingimenti la sua vera natura\u00bb.<\/p>\n<p>Lo hanno chiamato, in genere con una sfumatura di stupita ammirazione, il terzo grande \u00abmaestro del sospetto\u00bb (dopo Marx e Nietzsche), e questo brevissimo brano di prosa ne \u00e8 un esempio significativo: che cosa gli d\u00e0 il diritto di affermare che, \u00abin fondo\u00bb, l&#8217;amore dei genitori per il figlio non \u00e8 altro che un travestimento del loro narcisismo?<\/p>\n<p>Eppure questo modo di procedere \u00e8 piaciuto; hanno proclamato che Freud \u00e8 un grande scienziato, e perfino un grande filosofo; e, ovunque, si sente ripetere la litania secondo cui dovremmo ringraziare il Cielo che un simile maestro del sospetto sia venuto a squarciare il velo della nostra ipocrisia e a rivelarci la vera natura delle nostre pulsioni, a cominciare dall&#8217;amore.<\/p>\n<p>Del resto, di che cosa dovremmo meravigliarsi? Non aveva gi\u00e0 proclamato Darwin che l&#8217;uomo non \u00e8 che un animale evoluto a caso, in mezzo ad altri animali evoluti a caso e nati dal caso? Che cosa potrebbe esservi di spirituale, di gentile, di generoso in lui, se non sotto il velo ingannevole dell&#8217;ipocrisia e della finzione?<\/p>\n<p>E non aveva gi\u00e0 Machiavelli proclamato che l&#8217;uomo \u00e8 una creatura malvagia, della quale \u00e8 impossibile fidarsi, perch\u00e9 non conosce che l&#8217;ingratitudine e il tradimento? E che agire verso di esso con umanit\u00e0 e lealt\u00e0 \u00e8 fatica sprecata, anzi, \u00e8 una somma ingenuit\u00e0 e un errore pericolosissimo, perch\u00e9 egli non esiter\u00e0 un attimo, per quanto beneficato, a rivolgersi contro il suo benefattore, a colpirlo alle spalle?<\/p>\n<p>E Hobbes non aveva proclamato che l&#8217;uomo \u00e8 un lupo per gli altri uomini?<\/p>\n<p>Quale meraviglia, dunque, se Sartre arriver\u00e0 ad annunciare che l&#8217;unico rapporto \u00abnaturale\u00bb tra gli esseri umani \u00e8 quello dell&#8217;inimicizia, e che gli altri sono il nostro Inferno quotidiano?<\/p>\n<p>Scrive Battista Mondin nel volume \u00abL&#8217;uomo: chi \u00e8? Elementi di antropologia filosofica\u00bb (Milano, Editrice Massimo, 1977, pp. 149-50):<\/p>\n<p>\u00abIl progresso delle scienze fisico-matematiche nell&#8217;et\u00e0 moderna demolisce il mito greco dell&#8217;Eros, motore del mondo, e vi sostituisce le leggi della meccanica e della dinamica; inoltre l&#8217;affermazione dell&#8217;autonomia delle filosofia rispetto alla fede e alla teologia porta a ignorare la Caritas cristiana, molla fondamentale della vita spirituale: il suo posto viene preso dal dovere, dalla giustizia, dall&#8217;eguaglianza, dalla tolleranza e, per alcuni, addirittura dalla forza e dalla potenza. A partire da Hobbes e da Spinoza l&#8217;amore \u00e8 una passione che va studiata con lo stesso rigore scientifico con cui si studiano i fenomeni fisici e le figure geometriche, e rientra perci\u00f2 nei quadri di una sistematica razionale. Svincolato da qualsiasi premessa metafisica o teologica, l&#8217;amore \u00e8 ricondotto al suo oggetto particolare immediato, alla sensazione e all&#8217;idea corrispondente (Spinoza); individuato nell&#8217;uomo l&#8217;impulso istintivo (il &quot;desiderio&quot;) al proprio benessere concreto ed individuale, quale condizione naturale di tutte le passioni, l&#8217;amore \u00e8 visto in relazione con un complesso sensibile che appare buono in quella data circostanza e suscita quel sentimento con una necessit\u00e0 naturale (Hobbes).<\/p>\n<p>Con Freud l&#8217;amore riprende il suo posto di impulso fondamentale di tutto ci\u00f2 che l&#8217;uomo pensa e fa; ma non \u00e8 pi\u00f9 concepito come l&#8217;Eros platonico, essenzialmente orientato verso il Bene, n\u00e9 come la Caritas cristiana, partecipe dell&#8217;amore divino; ma semplicemente come istinto fisiologico, come passione sessuale, come pura Libido. Freud, demolendo qualsiasi impalcatura metafisico-religiosa, vede nei diversi aspetti dell&#8217;amore (eros platonico, caritas cristiana, amore filiale, ecc.) degenerazioni o sublimazioni dell&#8217;impulso sessuale originario.<\/p>\n<p>Nell&#8217;esistenzialismo ateo di J. P.Sartre anche l&#8217;amore perde ogni significato: disancorato l&#8217;uomo dall&#8217;universo, da Dio e dall&#8217;umanit\u00e0, l&#8217;amore non ha nessun fondamento metafisico n\u00e9 un terreno oggettivo, ma si ripiega vanamente su s\u00e9 stesso. L&#8217;altro non \u00e8 mai un amico da amare e neppure un eguale da rispettare, \u00e8 semplicemente un rivale, un nemico da odiare ed eliminare. . Perci\u00f2, a parere di Sartre, le relazioni umane non portano che alla sopraffazione: : &quot;gli altri sono il nostro inferno&quot; (&quot;l&#8217;enfer c&#8217;est les autres&quot;).\u00bb<\/p>\n<p>Beninteso, vi sono anche posizione diverse da queste; ad esempio quelle di Blondel e di Marcel, le quali, rifacendosi al cristianesimo, invitano a vedere nell&#8217;amore anzitutto l&#8217;apertura verso la dimensione trascendente; ma non sono mai divenute patrimonio della cultura dominante, n\u00e9 espressione di un sentimento generale.<\/p>\n<p>La cultura oggi dominante ha fatto proprie le posizioni di Freud, di Sartre e di Cioran; e il sentimento generale vede nell&#8217;amore una pulsione sessuale diretta unicamente al soddisfacimento di un piacere fisico, tutt&#8217;al pi\u00f9 abbellito da qualche fronzolo letterario che lo renda socialmente accettabile. Carnalit\u00e0 ed egoismo ne sono considerati i tratti fondamentali; ogni visione spirituale dell&#8217;amore \u00e8, al contrario, ridicolizzata e denigrata sistematicamente, come se scaturisse da un astuto artificio o da una volont\u00e0 d&#8217;inganno deliberato.<\/p>\n<p>La decadenza del concetto di amore si \u00e8 attuata in tre tempi: dapprima esso \u00e8 stato messo da parte e si \u00e8 cercato di sostituirlo con quello di dovere, come in Kant, o con la triade libert\u00e0, eguaglianza, fraternit\u00e0, cara alla Rivoluzione Francese; indi, con Freud e la psicanalisi, lo si \u00e8 preso d&#8217;assalto in maniera esplicita, degradandolo a mero istinto sessuale; infine, si \u00e8 negata la sua possibilit\u00e0, teorica e pratica, e si \u00e8 proclamato il nuovo Vangelo dell&#8217;inimicizia, dell&#8217;odio e dell&#8217;eterna, irriducibile conflittualit\u00e0 tra gli esseri umani, quale unica forma di relazione interpersonale.<\/p>\n<p>Attualmente ci troviamo nella terza e ultima fase, con l&#8217;aggravante di una massiccia invasione della tecnica, che tende a sostituirsi alle relazioni umane (i nuovi barbari sono le macchine, diceva Italo Calvino); e, tranne alcune voci isolate, che non fanno presa sulla massa, le parole d&#8217;ordine oggi dominanti sono piuttosto ispirate all&#8217;odio, o quanto meno all&#8217;indifferenza, e alla sistematica denigrazione e derisione dell&#8217;amore come ricerca disinteressata del bene dell&#8217;altro.<\/p>\n<p>N\u00e9 crediamo sia un caso che, proprio nel momento in cui, con l&#8217;affermarsi della modernit\u00e0, tramontavano definitivamente il concetto cristiano dell&#8217;amore come carit\u00e0 e il concetto greco dell&#8217;amore come ricerca del Bene, si sia cominciato a fare una vera e propria apologia dell&#8217;amore come passione sfrenata e potenzialmente distruttiva, ci\u00f2 che n\u00e9 i Greci, n\u00e9 i cristiani si erano mai sognati di fare (cfr., in proposito, i nostri precedenti saggi: \u00abL&#8217;amore passionale, un&#8217;invenzione della modernit\u00e0?\u00bb; e \u00abFrancesco Petrarca e lo spirito della modernit\u00e0\u00bb, entrambi consultabili sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>\u00c8 come se, nel momento in cui la civilt\u00e0 occidentale prendeva congedo dall&#8217;amore come tensione dell&#8217;anima verso qualcosa di grande e trascendente, capace di nobilitarla e trasfigurarla, si sia sentita l&#8217;esigenza di colmare il vuoto spirituale che cos\u00ec veniva a crearsi, e si sia fabbricato il mito dell&#8217;amore passionale, ad uso e consumo di un pubblico rimasto orfano di valori ed in cerca di emozioni forti, con cui sostituirli.<\/p>\n<p>Il futuro?<\/p>\n<p>Non potr\u00e0 portarci nulla di buono, se non saremo capaci di recuperare la dimensione spirituale dell&#8217;amore e di restituirgli la sua funzione di trampolino dell&#8217;anima verso verit\u00e0 pi\u00f9 alte e dimensioni pi\u00f9 rarefatte di quelle della pura sensualit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma, per fare questo, \u00e8 necessario che, prima, siamo in grado di ritrovare la smarrita immagine di noi stessi, ossia la nozione di persona, cos\u00ec come Boezio l&#8217;aveva stupendamente definita, millecinquecento anni fa, accendendo un faro che avrebbe indicato la via a generazioni e generazioni d&#8217;uomin,i nei mari talvolta procellosi della vita: \u00abPersona est rationalis naturae individua substantia\u00bb, ossia: \u00abLa persona \u00e8 una sostanza individuale di natura ragionevole\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;idea che una data societ\u00e0 elabora dell&#8217;amore \u00e8 la cartina al tornasole del suo stato di salute spirituale; 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