{"id":23226,"date":"2016-01-17T10:59:00","date_gmt":"2016-01-17T10:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/01\/17\/lamore-a-dio-non-e-solo-sentimento-ma-soprattutto-conoscenza-e-volonta\/"},"modified":"2016-01-17T10:59:00","modified_gmt":"2016-01-17T10:59:00","slug":"lamore-a-dio-non-e-solo-sentimento-ma-soprattutto-conoscenza-e-volonta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/01\/17\/lamore-a-dio-non-e-solo-sentimento-ma-soprattutto-conoscenza-e-volonta\/","title":{"rendered":"L\u2019amore a Dio non \u00e8 solo sentimento, ma soprattutto conoscenza e volont\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Il padre benedettino Thomas Ohm, nato nel 1892 a Westerholt, quartiere di Herten, nel <em>Land<\/em> della Renania Settentrionale-Vestfalia, e morto nel 1962 a S\u00fcchteln, sobborgo della citt\u00e0 di Viersen, nella medesima regione, \u00e8 stato uno di quei teologi tedeschi che, nella loro chiarezza, cultura, eleganza e consequenzialit\u00e0, nella limpidezza della loro intelligenza e della loro fede, hanno condotto la teologia cattolica ai vertici pi\u00f9 alti raggiunti nei tempi moderni, poi, a partire dagli anni &#8217;60, rapidamente abbandonati e mai pi\u00f9 eguagliati, anzi, sempre pi\u00f9 lasciati indietro e divenuti al presente, si direbbe, irraggiungibili: tali e tante sono ormai le incrostazioni di modernismo spicciolo, di conformismo culturale, di connivenza con i falsi miti della cosiddetta cultura moderna, a cominciare dal decostruzionismo, dal relativismo che sono penetrati, come tumori maligni, nella stessa dottrina cattolica e la stanno conducendo verso una malattia sempre pi\u00f9 grave, forse &#8212; Dio non voglia &#8212; addirittura inguaribile e dall&#8217;esito funesto.<\/p>\n<p>Nel suo bellissimo volume \u00abL&#8217;amore a Dio nelle religioni non cristiane\u00bb, libro concepito espressamente ad uso dei missionari cattolici, quando parlare di &quot;missione&quot; non faceva ancora scandalo presso gli alfieri &quot;cattolici&quot; di un malinteso rispetto verso le altre religioni, tutte considerate, oggi, come ugualmente nobili e degne, nonch\u00e9 tutte ugualmente apportatrici di salvezza eterna, libro che fu tradotto dalle Edizioni Paoline &#8211; quando questa gloriosa e nobilissima casa editrice era ancora se stessa e non era stata ancora inquinata dalle tendenze striscianti di certo modernismo che di cattolico ha solo il nome -, padre Ohm osservava (titolo originale: \u00abDue Lebe Zu Gott in den nichtchristlichen Religionen\u00bb, M\u00fcnchen, 1950; traduzione dal tedesco a cura di . Rossano, Alba, Edizioni Paoline, 1956, pp. 16-19) :<\/p>\n<p><em>\u00abLa maggior parte degli studiosi di psicologia religiosa non vedono nell&#8217;amore a Dio, e soprattutto nella religione, un &quot;tendere&quot; e un &quot;volere&quot;, come intendiamo noi, bens\u00ec un &quot;sentimento&quot;. Ma tale teoria del sentimento \u00e8 falsa gi\u00e0 per ci\u00f2 che riguarda la religione. Questa non \u00e8 solo, n\u00e9 anzitutto, n\u00e9 principalmente, n\u00e9 essenzialmente un sentimento. Alla religione vanno congiunti e possono connettersi dei sentimenti, ma alla religione appartengono pure atti di conoscenza e di volont\u00e0. Anzi la religione consiste essenzialmente e principalmente nel conoscere e nel volere. I sentimenti non appartengono di necessit\u00e0 alla religione e tanto meno ne formano l&#8217;elemento primo e basilare. Sono conseguenza, non causa della religione, come i sentimenti sono conseguenza e non causa della musica. &quot;Chiamansi sentimenti quelle esperienze in cui l&#8217;io \u00e8 consapevole di essere direttamente interessato, sia che ci\u00f2 avvenga volontariamente o involontariamente&quot;, come sono il senso di sollievo, benessere, gioia, orrore, timore. In tuta questa accezione i sentimenti presuppongono una causa, la quale per\u00f2 molte volte solo oscuramente viene nella luce della coscienza, quasi retrocessa dalla chiarezza della reazione psicologica sperimentata&quot; (Geyser). Anche il sentimento religioso deve essere destato da una causa adeguata, dalla considerazione degli attributi divini e simili. Secondo Rodolfo Otto la esistenza e gi attributi di Dio possono conoscersi inizialmente d essenzialmente soltanto tramite il sentimento, mentre i concetti e le idee avrebbero soltanto una funzione successiva e completiva. Il sentimento della beatitudine starebbe alla base e fonderebbe l&#8217;esperienza degli attributi fascinosi di Dio. Ma, se ben si guarda, in questo modo le cose vengono capovolte nel loro ordine naturale; in realt\u00e0 esse stanno al rovescio.<\/em><\/p>\n<p><em>Anche l&#8217;amore di Dio non \u00e8 solo, n\u00e9 anzitutto, n\u00e9 principalmente, n\u00e9 essenzialmente sentimento. Esso trova risonanza nel sentimento, spesso anzi ed in grado altissimo \u00e8 permeato da sentimenti, anche e proprio presso i non cristiani, come avremmo occasione di constatare. Ma si d\u00e0 pure amore a Dio senza sentimento. Amore a Dio significa formalmente decisione per Dio, scelta di Dio, apprezzamento di Dio, aspirazione al possesso di Dio, desiderio di unione con lui, di disposizione ad agire secondo l&#8217;intenzione di Dio, quindi volont\u00e0 e non sentimento. Soprattutto non ne \u00e8 il sentimento l&#8217;elemento primo e fondamentale. Chi ama Dio sente, s\u00ec, tale amore, ma soltanto previa una necessaria conoscenza e deliberazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Anche l&#8217;amore spirituale a Dio si ripartisce in gradi diversi, quelli cio\u00e8 della concupiscenza, della benevolenza e della amicizia, e rispettivamente dell&#8217;amore imperfetto e dell&#8217;amore perfetto. PERFETTO e IMPERFETTO \u00e8 l&#8217;amore a Dio a seconda dell&#8217;origine, del motivo, dell&#8217;atto, del grado, della consapevolezza dell&#8217;affetto e dell&#8217;effetto.<\/em><\/p>\n<p><em>Quanto all&#8217;origine l&#8217;amore a Dio imperfetto quando nasce nell&#8217;uomo da radice umana, perfetto quando prende origine in Dio, ha in Lui la sua causa, in una parola \u00e8 &quot;da Dio&quot; (Giov. 4, 7). Quanto al motivo l&#8217;amore a Dio imperfetto quando si fonda su un interesse umano, perfetto quando ne \u00e8 Dio stesso il motivo. In altre parole, imperfetto l&#8217;amore quando l&#8217;uomo ama Dio in vista di se medesimo, perch\u00e9 e in quanto Dio rappresenta un bene per lui, lo gratifica, lo arricchisce e lo rende felice (amore interessato, di speranza, amor concupiscentiae), perfetto quando Duo viene amato perch\u00e9 e in quanto \u00e8 un bene in se stesso, amati quindi disinteressatamente, con noncuranza di s\u00e9, e per amore di lui medesimo (amore disinteressato, amor benevolentiae, amor amicitiae). Quando i teologi cattolici ed il catechismo parlano di amore perfetto a Dio, intendono l&#8217;amore in questo senso. Quanto all&#8217;atto, l&#8217;amore a Dio imperfetto quando si tratta di pura velleit\u00e0, perfetto quando esiste una decisione autentica. Quanto al grado \u00e8 imperfetto quando Dio viene amato in misura eguale o inferiore alle creature, perfetto quando viene amato &quot;sopra ogni cosa&quot; e preferito a tutte le creature. Non \u00e8 necessario qui che l&#8217;amore a Dio sia altissimo affettivamente. L&#8217;amore al padre e alla madre pu\u00f2 essere, da questo punto di vista, superiore; l&#8217;amore a Dio deve essere il supremo &quot;apprezzativamente&quot;, cio\u00e8 la ragione e la volont\u00e0 nostra non deve preferire al bene supremo nessun altro bene. Quanto alla consapevolezza, l&#8217;amore a Dio \u00e8 imperfetto quando l&#8217;uomo riconosce soltanto la propria dipendenza da Dio nell&#8217;essere e nel fine, perfetto quando aderisce a Dio stabilmente e consciamente. Quanto al sentimento o all&#8217;affetto, l&#8217;amor a Dio \u00e8 imperfetto quando Dio viene amato soltanto con una met\u00e0 del cuore e dell&#8217;anima, perfetto quando si va a lui con tutto il cuore e con tutte le forze. Quanto all&#8217;effetto, \u00e8 amore imperfetto quello che non reca frutti o non ne produce di adeguati, perfetto quello che, non ostante il riposo in Dio, simile all&#8217;amore che Dio porta a s\u00e9 ed a noi, ci spinge ad agire ed a compiere ogni cosa conforme a Dio; quando cio\u00e8 affetto ed effetto si corrispondono.<\/em><\/p>\n<p><em>Perfetto sotto ogni aspetto \u00e8 l&#8217;amore a Dio quando realizza la perfezione sia quanto alla origine, che al motivo, all&#8217;atto, al grado, alla consapevolezza, all&#8217;affetto e all&#8217;effetto. Si pu\u00f2 anche dire in una parola che l&#8217;amore a Dio \u00e8 perfetto sic et simpliciter quando corrisponde, sotto ogni aspetto, per quanto \u00e8 possibile, all&#8217;amore che Dio ha verso se stesso.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>A questo punto, Thomas Ohm precisa che il discorso si \u00e8 gi\u00e0 portato sul piano del soprannaturale, perch\u00e9 l&#8217;uomo, da solo, con le sue sole forze, non \u00e8 capace di raggiungere, n\u00e9, tanto meno, di perseverare, in una qualit\u00e0 di amore a Dio simile a quella che \u00e8 stata qui definita come &quot;perfetta&quot;; ma lo pu\u00f2 solo con l&#8217;aiuto speciale di Dio stesso, ovvero della sua Grazia. Perch\u00e9 l&#8217;uomo, davanti al mistero di Dio, al suo splendore abbagliante, alla sua immensit\u00e0, sapienza e magnificenza, \u00e8 cosa talmente piccola e talmente inadeguata, da non potersi assolutamente elevare al giusto amore a Lui, se non con il suo soccorso e la sua illuminazione. Questo \u00e8 un punto decisivo, che troppi sedicenti teologi &quot;cristiani&quot; dei nostri tempi sembrano aver quasi completamente dimenticato: che l&#8217;uomo, per quanto faccia, si sforzi e si agiti, mai e pi mai sarebbe in grado di alzare anche solo un fuggevole sguardo sul mistero di Dio, dell&#8217;amore di Dio, della Creazione tutta, se la sua luce non scendesse dall&#8217;alto e non lo chiamasse a s\u00e9, innalzandolo molto al di sopra del piano naturale.<\/p>\n<p>Bella, comunque, giusta e opportuna la precisazione di Thomas Ohm, che lo slancio dell&#8217;anima verso Dio non \u00e8 fatto di &quot;sentimento&quot;; che il sentimento, semmai, ne \u00e8 il risultato, l&#8217;effetto, perch\u00e9 la trasfigura e la riempie di emozione: ma esso \u00e8, in primissimo luogo, conoscenza e volont\u00e0, proprio come lo \u00e8 lo slancio dell&#8217;anima. La musica, ad esempio, produce il sentimento della bellezza nell&#8217;anima che l&#8217;ascolta e se ne inebria; la presenza della persona amata, produce il sentimento dell&#8217;amore, in colui che \u00e8 innamorato; viceversa, la presenza della persona aborrita produce i sentimenti dell&#8217;antipatia, dell&#8217;odio, della gelosia, dell&#8217;invidia, del disprezzo, e cos\u00ec via. Solo che Dio non si vede, non attira a s\u00e9 con le lusinghe della bellezza materiale, e nemmeno con la dolcezza della musica, dolcezza sommamente spirituale, s\u00ec, ma pur sempre terrena: Dio attira con il richiamo dell&#8217;infinito, cio\u00e8 con un richiamo che trascende, per sua stessa natura, la misura di ci\u00f2 che all&#8217;uomo \u00e8 possibile. E dunque se l&#8217;uomo pu\u00f2 tendere a Dio, a partire da un impulso naturale del volere e del conoscere, per inoltrarsi su quella via ha bisogno, come abbiamo detto, dell&#8217;aiuto di Lui: il che dimostra come l&#8217;uomo sia ontologicamente strutturato in maniera tale che solo congiungendosi e riunendosi a Dio trova il suo completamento e la sua vera realizzazione; tutto il resto non \u00e8 che realizzazione parziale, incompleta, e pi\u00f9 o meno insoddisfacente.<\/p>\n<p>Potrebbe sembrare un po&#8217; eccessiva, forse, a una certa sensibilit\u00e0 moderna, l&#8217;insistenza con cui l&#8217;Autore insiste sul fatto che l&#8217;amore a Dio non \u00e8 principalmente, n\u00e9 essenzialmente, un sentimento; potrebbe suonare come una affermazione troppo arida, troppo razionale, troppo intellettuale, quasi che l&#8217;amore a Dio si riducesse a un fatto di pura conoscenza e di pura volont\u00e0. In realt\u00e0, noi siano in larga misura fuorviati da una cultura &quot;moderna&quot; che ha letteralmente capovolto il giusto rapporto fra le cose e il loro significato, s\u00ec che, senza quasi rendercene conto, abbiamo fatto nostro, un po&#8217; tutti, chi pi\u00f9 e chi meno, il punto di vista della cultura laicista, secolarista e materialista. La cultura moderna, la psicologia moderna, hanno soppresso il concetto stesso di &quot;anima&quot;; quanto a Dio, lo hanno ridotto a una funzione della coscienza individuale. Secondo il loro punto di vista, il sentimento religioso (perch\u00e9 la religione, per esse, si riduce, appunto, a sentimento, o, peggio, a sentimentalismo) \u00e8 un movimento della mente in direzione di un oggetto esterno, e altamente ipotetico, chiamato &quot;Dio&quot;. Ma questo \u00e8 un modo assai inesatto di descrivere le cose: al contrario, Dio, fonte e sorgente di tutto ci\u00f2 che esiste, il mondo, l&#8217;uomo, la sua coscienza, il suo volere e il suo sentire, il suo pensare ed il suo agire, attira verso di s\u00e9 ogni cosa, con il fuoco del suo amore e della sua potenza: pertanto l&#8217;amore a Dio da parte dell&#8217;uomo non \u00e8 una delle numerose forme di amore che possono germinare in lui, ma \u00e8 l&#8217;amore essenziale e primario, che sta alla base di tutti gli altri e che comprende, spiega e giustifica tutti gli altri, li alimenta e li trasfigura, nella misura in cui sono orientati rettamente verso di esso, e non altrove.<\/p>\n<p>Anche nella teologia, la cosiddetta &quot;svolta antropologica&quot; successiva al Vaticano II ha confuso completamente i piani e seminato equivoci e stravolgimenti. L&#8217;uomo cerca Dio e vuole amare Dio; questo gli viene suggerito dalla stessa ragione naturale; ma, se riesce a precisare meglio questo desiderio, ci\u00f2 significa che Dio lo sta gi\u00e0 cercando e lo sta chiamando a s\u00e9. Non si sminuisce, dicendo questo, la dignit\u00e0 dell&#8217;uomo, creato a immagine di Dio: la somiglianza con Dio \u00e8, appunto, nella libert\u00e0 del volere: l&#8217;uomo pu\u00f2 anche volgere le spalle alla conoscenza e alla volont\u00e0, che lo spingerebbero verso Dio, per disperdersi in altre cose, per inseguire altri beni, o apparenze di beni. Ma resta il fatto, incontrovertibile, che non l&#8217;uomo si innalza fino a Dio, ma \u00e8 Dio che si abbassa fino all&#8217;uomo, per prenderlo con s\u00e9; come dice Pascal: \u00abTu non mi cercheresti, se non mi avessi gi\u00e0 trovato\u00bb. Ma pu\u00f2 anche accadere che l&#8217;uomo abbia trovato Dio e non se ne sia reso conto: troppo immenso, troppo splendente \u00e8 Dio per la sua vista, perch\u00e9 egli possa riconoscerlo. Per farlo, ha bisogno che Dio stesso apra i suoi occhi e li renda capaci di sostenere una simile visione. Certo, chi ama il prossimo, ama Dio; e chi vede il prossimo bisognoso, \u00e8 come se vedesse Cristo, il Figlio di Dio. Ma Dio, in quanto Dio, nessuno lo pu\u00f2 vedere, se non colui al quale Dio si vuole rivelare.<\/p>\n<p>Questo non significa che l&#8217;uomo non possa far nulla e che debba restare in attesa di non si sa che; al contrario, pu\u00f2 fare moltissimo: pu\u00f2 cominciare a svuotarsi del suo io, delle sue brame, delle sue vanit\u00e0, delle sue stesse paure, per lasciarsi riempire interamente da Dio. \u00c8 cos\u00ec che l&#8217;amore a Dio diventa perfetto: quando non chiede pi\u00f9 nulla, ma \u00e8 pura gioia e letizia infinita. Come lo \u00e8 il Suo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il padre benedettino Thomas Ohm, nato nel 1892 a Westerholt, quartiere di Herten, nel Land della Renania Settentrionale-Vestfalia, e morto nel 1962 a S\u00fcchteln, sobborgo della<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117],"class_list":["post-23226","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23226","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23226"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23226\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23226"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23226"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23226"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}