{"id":23222,"date":"2009-10-15T09:11:00","date_gmt":"2009-10-15T09:11:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/10\/15\/lammirazione-davanti-allo-spettacolo-del-mondo-e-il-segno-che-ci-stiamo-risvegliando\/"},"modified":"2009-10-15T09:11:00","modified_gmt":"2009-10-15T09:11:00","slug":"lammirazione-davanti-allo-spettacolo-del-mondo-e-il-segno-che-ci-stiamo-risvegliando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/10\/15\/lammirazione-davanti-allo-spettacolo-del-mondo-e-il-segno-che-ci-stiamo-risvegliando\/","title":{"rendered":"L&#8217;ammirazione davanti allo spettacolo del mondo \u00e8 il segno che ci stiamo risvegliando"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo pi\u00f9 volte sostenuto che la capacit\u00e0 di provare stupore e ammirazione davanti allo spettacolo del mondo, e il conseguente atteggiamento di lode e di ringraziamento, \u00e8 il presupposto indispensabile per conservare nella nostra anima il tesoro prezioso dell&#8217;incanto, che la fanciullezza porta con s\u00e9 in dono ma che, crescendo, tende a dissiparsi, mano a mano che il pensiero razionale lo relega in un cantuccio e mira ad eliminarlo completamente, in nome delle sue orgogliose certezze e della sua indisponibilit\u00e0 alla poesia e alla bellezza.<\/p>\n<p>Al tempo stesso, l&#8217;atteggiamento di stupore e ammirazione \u00e8 il segno inconfondibile &#8211; uno dei segni, peraltro &#8211; del risveglio spirituale, perch\u00e9 \u00e8 come se in noi si aprisse una seconda vista, che ci consente di cogliere anche la bellezza che sta dietro le cose e che le illumina, per cos\u00ec dire, dall&#8217;interno. Grazie a questa seconda vista, noi riusciamo a percepire, ad esempio, la bellezza di un triste vicolo di periferia, se la luna vi fa capolino dietro le fronde di uno stentato alberello; o l&#8217;incanto di un&#8217;anima bella, anche se essa \u00e8 rivestita da un corpo ormai vecchio e malato.<\/p>\n<p>Personalmente, non potremo mai dimenticare la dolcezza e la grazia impareggiabili diffuse sugli occhi di una anziana donna cieca, stesa da anni su di un pagliericcio, ove una malattia la teneva paralizzata senza speranza, all&#8217;interno di una baracca indescrivibilmente misera, in una regione sperduta del Brasile&#8230; Pareva che quegli occhi, chiusi alla vista del corpo, nondimeno VEDESSERO, in un senso pi\u00f9 alto di quello materiale; pareva che il sorriso diffuso sul suo volto si espandesse inspiegabilmente, fino ad abbracciare il mondo intero&#8230;<\/p>\n<p>L&#8217;incanto del mondo crea nell&#8217;anima una dolce sensazione di indefinito: avvolge le cose di un alone incantato e conferisce loro un volto nuovo, tale da sedurci con le promesse di un altrove fatto di pura armonia. \u00c8 come se le cose, che, allo sguardo ordinario, appaiono chiuse nella loro finitezza (i filosofi dicono: nella loro \u00abinseit\u00e0\u00bb), davanti allo sguardo stupito e ammirato dell&#8217;anima che si risveglia, si aprissero e dispiegassero il loro volto pi\u00f9 profondo, distribuendo ovunque i tesori della loro bellezza impareggiabile.<\/p>\n<p>E la stessa cosa avviene con le persone, con le situazioni, con il sapere, con la musica, con l&#8217;arte: tutto acquista un volto nuovo e smagliante; tutto diviene infinitamente vivido e infinitamente affascinante; tutto appare carico di promessa, di rivelazione imminente, di suprema pace e armonia&#8230; TUTTO APPARE COS\u00cc COME DEVE ESSERE, COME \u00c8 GIUSTO CHE OGNI COSA SIA. Insomma tutto appare risolto e pacificato, senza per questo cessare di essere immensamente suggestivo e affascinante.<\/p>\n<p>\u00c8 come quando l&#8217;anima vive l&#8217;esperienza dell&#8217;innamoramento: i luoghi ordinari diventano speciali, le ore consuete divengono uniche e straordinarie: il presente di ogni giorno si trasfigura letteralmente sotto i nostro occhi; il cuore batte all&#8217;impazzata; i colori incandescenti della poesia si posano sopra ogni cosa e penetrano fino in fondo alla nostra ultima essenza.<\/p>\n<p>\u00c8 come se noi non fossimo pi\u00f9 noi, \u00e8 come se una forza immensa ci avesse afferrati come fuscelli e noi fossimo divenuti degli esseri di luce, delle creature radicalmente diverse da quelle che gli altri credono di conoscere, da quelle che noi stessi credevamo di essere.<\/p>\n<p>In breve, \u00e8 una rivelazione: totale, sconvolgente, ineffabile.<\/p>\n<p>Ha scritto il filosofo Jean Guitton nel suo saggio \u00abArte nuova di pensare\u00bb (titolo originale: \u00abNouvel art de penser\u00bb, Aubier, Paris; traduzione italiana a cura del Circolo Fucino di Vittorio Veneto, Roma, Edizioni Paoline, 1983, pp. 13-15):<\/p>\n<p>\u00abLeggendo i maestri si apprende che la prima condizione per imparare a pensare \u00e8 quella di coltivare in s\u00e9 la facolt\u00e0 dello stupore. Voglio citare queste frasi tratte dal capitolo primo della &quot;Metafisica&quot; di Aristotele: &quot;Tutti gli uomini per natura aspirano a sapere. Lo prova il fatto che si amano le percezioni dei sensi: : anche quando non ne sentiamo il bisogno, esse ci piacciono per se stesse, e pi\u00f9 di tutte quelle che riceviamo dagli occhi. Al di fuori di ogni considerazione pratica e, per cos\u00ec dire, al di sopra di tutte le cose, noi amiamo vedere&quot;. In questa considerazione cos\u00ec semplice e cos\u00ec antica, il vecchio maestro ha trasfuso qualche cosa della sua anima ingenua e della meraviglia del primitivo, dell&#8217;artista, del prigioniero e del bambino davanti alle cose pi\u00f9 ordinarie e che stancano i nostri sensi. I convalescenti conoscono il valore dell&#8217;aria che respiriamo; il semplice godimento della luce e di tutte le differenze ch&#8217;essa permette di scorgere all&#8217;orizzonte (come Aristotele dice pi\u00f9 oltre) ci dovrebbe colmare di stupore e di gioia.<\/p>\n<p>L&#8217;ideale sarebbe che ci comportassimo cos\u00ec in ogni occasione: non solo di fronte alle percezioni dei nostri sensi, ma a contatto di tutto quello che ci si presenta allo spirito. Come ogni ideale, questo fissa un limite inaccessibile: ma \u00e8 bene avere in testa questo limite: esso \u00e8 un&#8217;unit\u00e0 di misura. Noi diciamo che l&#8217;atto di pensare suppone una innocenza ritrovata, una maniera verginale di concepire e di sentire. Si tratter\u00e0 dunque, mediante una disposizione singolare della volont\u00e0 &#8211; singolare, poich\u00e9 deve sfociare in uno stati di apertura, di docilit\u00e0 e di abbandono, &#8211; di ottenere dal proprio spirito di vivere ogni istante sulla terra come se avesse appena fatto scalo tra gli uomini durante un viaggio interstellare.<\/p>\n<p>Non \u00e8 affatto un paradosso dire che la prima virt\u00f9 dell&#8217;intelligenza \u00e8 che essa abbia l&#8217;impressione di non comprendere. Come \u00e8 utile a un professore avere tra il suo uditorio un alunno intelligente e che non afferra quello che vien detto! Jules Lema\u00eetre diceva: &quot;Il mio miglior alunno \u00e8 quello che non \u00e8 del mio parere&quot;. Migliore ancora, forse, \u00e8 quello che comprende di non comprendere. Il pi\u00f9 delle volte noi ci immaginiamo di capire, e quando vogliamo spiegare siamo nell&#8217;imbarazzo. In realt\u00e0, avevamo avuto l&#8217;illusione di capire, le parole sostituivano le cose, una certa emozione fittizia ci lasciava credere di aver penetrato il senso delle formule. Ma il contatto dello spirito con la cosa non si era operato.<\/p>\n<p>Da ci\u00f2 compendiamo la differenza tra colui che pensa e colui che non pensa. Anche davanti al mistero, il primo dice sempre: &quot;Ma \u00e8 evidente!&quot; Anche davanti all&#8217;evidenza, il secondo afferma: &quot;Non ci capisco niente&quot;. Il primo passo del pensiero \u00e8 una certa non-inteligenza davanti a ci\u00f2 che tutti credono ci comprendere.<\/p>\n<p>Per compiacere alla principessa Elisabetta, di cui apprezzava l&#8217;intelligenza, Descartes aveva scritto un piccolo trattato sulle passioni. Seguendo sia il gusto del tempo che le regole del suo metodo, cerc\u00f2 di ricondurre le passioni a una passione prima e fondamentale da cui si potrebbero dedurre tutte le altre. Ora, Irene, sai qual \u00e8 per Descartes la passione prima ed essenziale? Non \u00e8 affatto l&#8217;amore, come pi\u00f9 tardi per Bossuet, n\u00e9 il desiderio, \u00e8 il voler essere, come per Spinoza. \u00c8 l&#8217;AMMIRAZIONE. Quale atteggiamento dell&#8217;anima vuole indicare Descartes con questa parola? Per rispondere con precisione bisognerebbe conoscere la sua storia e la sua intimit\u00e0; ma noi sentiamo che egli ha voluto esprimere con questo termine astratto quel fremito di sorpresa davanti all&#8217;essere che abitava il suo genio.<\/p>\n<p>Osserva il viso di Descartes nel famoso ritratto di Frans Hals al Museo del Louvre o, ancor meglio, quel ritratto di Pascal schizzato dal vero da Domat sulla copertina di un volume della sua biblioteca, ed esamina il loro sguardo: vedrai in ambedue i casi la medesima dilatazione delle pupille. Degli occhi di Pascal, Emil Boutroux diceva che non si pu\u00f2 sapere &quot;se attirano per il genio che manifestano o se intimidiscono per la loro espressione di distacco&quot;. \u00c8 vero, ma \u00e8 il distacco dell&#8217;ammirazione, di cui \u00e8 unico atto scoprire e rispettare. \u00c8 questa la ragione per cui bisogna insegnare agli adolescenti l&#8217;arte di ammirare: in ci\u00f2 consiste, a mio parere, uno dei segreti dell&#8217;educazione. Discendiamo in noi stessi, e noteremo che il godimento sperimentato dalla nostra et\u00e0 matura nel campo delle lettere o delle arti deriva dal fatto che, in passato, un maestro ha sollevato su qualche punto il velo della consuetudine, comunicandoci un&#8217;ammirazione ch&#8217;egli nutriva, sempre nuova, nel suo cuore<\/p>\n<p>Non \u00e8 tanto per quello che ci insegnava che egli ci istruiva, perch\u00e9 quelle cose noi avremmo potuto, a rigore, trovarle in un libro. Ma ci ha fatto penetrare nella sua stessa emozione. Dire come, sarebbe impossibile. \u00c8 come volere spiegare nell&#8217;ordine delle sensazioni che cosa \u00e8 la risonanza, la fosforescenza o il sapore. Questo &quot;nescio quid&quot; che si aggiungeva al resto, come il rossore si aggiunge ai moti del pudore, come i lampi dello sguardo ai fremiti dell&#8217;indignazione: non credi che provenisse precisamente da una ammirazione senza fine coltivata?\u00bb<\/p>\n<p>L&#8217;uomo moderno ha perduto l&#8217;incanto del mondo e deve fare una strada in salita per sforzarsi di recuperarlo: la scienza galileiana, quantitativa e materialista, e la tecnologia che ne \u00e8 scaturita, l&#8217;hanno ucciso.<\/p>\n<p>Ora esso sopravvive soltanto &#8211; come osservava giustamente Jean Guitton &#8211; nei primitivi (gli ultimi, ormai), negli artisti, nei prigionieri e nei bambini; e anche, aggiungiamo noi, in alcuni malati costretti all&#8217;immobilit\u00e0, che guardano il mondo dalla finestra della propria stanza d&#8217;ospedale.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 stato un tempo in cui l&#8217;incanto del mondo era parte integrante della vita di intere societ\u00e0: quelle primitive, appunto, e, in genere &#8211; e sia pure in diverso grado e con diverse sfumature &#8211; tutte, o quasi tutte, quelle pre-moderne.<\/p>\n<p>Fra gli innumerevoli testi letterari antichi, nei quali lo stupore e l&#8217;ammirazione davanti allo spettacolo del mondo si trasformano in una stupenda preghiera di lode e di ringraziamento, spicca il XIX Salmo della \u00abBibbia\u00bb:<\/p>\n<p>\u00abI cieli narrano la gloria di Dio,<\/p>\n<p>e l&#8217;opera delle sue mani annunzia il firmamento.<\/p>\n<p>Il giorno al giorno ne affida il messaggio<\/p>\n<p>e la notte alla notte ne trasmette notizia.<\/p>\n<p>Non \u00e8 linguaggio e non sono parole,<\/p>\n<p>di cui non si oda il suono.<\/p>\n<p>Per tutta la terra si diffonde la loro voce<\/p>\n<p>e ai confini del mondo la loro parola.<\/p>\n<p>L\u00e0 pose una tenda per il sole<\/p>\n<p>che esce come sposo dalla stanza nuziale,<\/p>\n<p>esulta come prode che percorre la via.<\/p>\n<p>Egli sorge da un estremo del cielo<\/p>\n<p>e la sua corsa raggiunge l&#8217;altro estremo:<\/p>\n<p>nulla si sottrae al suo calore.\u00bb<\/p>\n<p>Noi non posiamo far rivivere le societ\u00e0 pre-moderne come se la modernit\u00e0 non fosse stata o come se si potesse riporla in soffitta, tra gli oggetti che abbiamo deciso di non adoperare pi\u00f9.<\/p>\n<p>E tuttavia, possiamo far rinascere nella nostra anima il senso di stupore e di ammirazione davanti allo spettacolo del mondo, perch\u00e9 lo abbiamo ricevuto in dono dall&#8217;infanzia, e, come una fiamma destinata a rischiarare la via, \u00e8 in nostra facolt\u00e0 serbarlo con amore, affinch\u00e9 il soffio del vento non lo spenga, e non ci lascia al buio.<\/p>\n<p>Se l&#8217;incanto del mondo si spegne, la nostra vita perde gioia e bellezza e affonda nelle tenebre della disperazione. La societ\u00e0 moderna \u00e8 popolata da disperati che hanno smarrito l&#8217;incanto del mondo, perch\u00e9 non sanno pi\u00f9 stupirsi n\u00e9 ammirare.<\/p>\n<p>Ma noi possiamo sfuggire a questo destino.<\/p>\n<p>Possiamo proteggere con cura la nostra fiammella, la fiammella dell&#8217;incanto del mondo, affinch\u00e9 i venti brutali non la spengano e noi non rimaniamo al buio, ma camminiamo nella luce, risvegliati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo pi\u00f9 volte sostenuto che la capacit\u00e0 di provare stupore e ammirazione davanti allo spettacolo del mondo, e il conseguente atteggiamento di lode e di ringraziamento,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30153,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[40],"tags":[97],"class_list":["post-23222","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-estetica","tag-aristotele"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-estetica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23222","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23222"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23222\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30153"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23222"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23222"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23222"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}