{"id":23218,"date":"2007-11-02T08:20:00","date_gmt":"2007-11-02T08:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/11\/02\/e-possibile-ammansire-anche-un-leone-con-la-sola-forza-della-preghiera\/"},"modified":"2007-11-02T08:20:00","modified_gmt":"2007-11-02T08:20:00","slug":"e-possibile-ammansire-anche-un-leone-con-la-sola-forza-della-preghiera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/11\/02\/e-possibile-ammansire-anche-un-leone-con-la-sola-forza-della-preghiera\/","title":{"rendered":"\u00c8 possibile ammansire anche un leone con la sola forza della preghiera"},"content":{"rendered":"<p>Lo studioso romano Plinio il Vecchio, nella sua <em>Naturalis Historia<\/em> (Torino, Einaudi, 1983, 5 voll., II, pp. 174-75), riporta un fatto che pu\u00f2 apparire talmente straordinario, che abbiamo ritenuto di accompagnarlo con la versione originale latina, affinch\u00e9 il lettore possa meglio valutarne il grado di attendibilit\u00e0.<\/p>\n<p><em>&quot;Fra le fiere solo il leone prova clemenza verso chi lo supplica; risparmia chi si prostra davanti a lui e, quando incrudelisce ,infuria contro gli uomini piuttosto che contro le donne, e contro i bambini solo se ha tanta fame. In Libia si crede che essi riescano a comprendere il senso delle preghiere. Io stesso certo ho sentito una prigioniera reduce dalla Getulia dire che in un bosco era stato da lei respinto l&#8217;attacco di molti leoni, grazie al discorso che essa aveva osato fare, affermando di essere una donna, fuggiasca, malandata, supplice nei confronti dell&#8217;animale pi\u00f9 forte di tutti e che su tutti dominava, ,una preda indegna della sua gloria.&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Leoni tantum ex feris clementia in supplices. Prostratis parcit et, ubi saevit, in viros potius quam in feminas fremit, in infantes non nisi magna fame. Credit Libya pervenire intellectum ad eos precum; captivam certe Getuliae reducem audivi multorum in silvis impetum a se mitigatum adloquio ausae dicere, se feminam, profugam, infirmam, supplicem animalis omnium generosissimi ceterisque imperitantis, indignam eius gloria praedam.&quot;<\/em> (traduzione di Elena Giannarelli).<\/p>\n<p>Certo, padronissimi di credere che i Romani, poco inclini allo studio <em>sperimentale<\/em> della natura, eccedessero in credulit\u00e0 e che, anche in questo caso, abbiano mostrato scarso senso critico nel maneggiare i materiali messi a loro disposizione non dallo studio diretto delle abitudini degli animali, ma dalla letteratura. E, se con ci\u00f2 si vuole evidenziare che non ci risulta sia esistito un Konrad Lorenz dell&#8217;antichit\u00e0, la cosa \u00e8 senz&#8217;altro vera; tanto pi\u00f9 che l&#8217;etologia nasce solo nel secolo da poco trascorso e, quindi, i contemporanei di Francesco Bacone, Cartesio e Newton ne sapevano pi\u00f9 meno quanto quelli di Aristotele; semmai &#8211; saremmo portati a credere &#8211; qualche cosa di meno. Forse \u00e8 per questo che Cartesio poteva affermare che un cane, percosso con un bastone, non soffre veramente, perch\u00e9 la <em>res extensa<\/em> non \u00e8 suscettibile di sensazioni; e che, pertanto, i suoi guaiti non sono lamenti di dolore, ma puri suoni meccanici emessi dal suo corpo.<\/p>\n<p>Sia come sia, ci sia concesso qualche dubbio circa il fatto che la scienza naturale degli antichi, anzi, la loro <em>filosofia naturale<\/em>, come preferivano chiamarla, fosse solo una congerie disordinata di aneddoti e curiosit\u00e0 legati insieme con lo spago di una fervida immaginazione. E quanto all&#8217;osservazione diretta della natura, cavallo di battaglia della pretesa superiorit\u00e0 dello spirito scientifico dei moderni, sar\u00e0 appena il caso di ricordare che, ad esempio, proprio quel Plinio il Vecchio che abbiamo test\u00e9 citato, diede la vita per poterla effettuare, anche nelle condizioni pi\u00f9 difficili, quali erano quelle verificatesi con l&#8217;eruzione del Vesuvio nel 79 d. C., la stessa che spense ogni forma di vita nelle citt\u00e0 di Pompei, Ercolano e Stabia.<\/p>\n<p>Ma torniamo ai leoni e alla loro propensione alla virt\u00f9 della <em>clementia,<\/em> come nel caso della donna getula che chiese e ottenne grazia da un branco di leoni dell&#8217;Atlante, che l&#8217;avevano circondata in una boscaglia, sola e indifesa. Certo, i Romani erano particolarmente sensibili al concetto del <em>parcere subiectos<\/em> (l&#8217;altra faccia della medaglia dell&#8217;imperialista <em>debellare superbos<\/em>), eternato da Virgilio nei famosi versi del VI libro dell&#8217;<em>Eneide.<\/em> Ma tale loro specifica sensibilit\u00e0 pu\u00f2 bastare a spiegare il fatto narrato da Plinio, in termini di semplice trasfigurazione antropomorfica del re degli animali, in chiave didattico-politica?<\/p>\n<p>In realt\u00e0, esistono molti indizi del fatto che la preghiera ha effettivamente un potere straordinario, quando \u00e8 particolarmente fervida e intensa. Esistono parecchi casi documentati di regressione spontanea del cancro in soggetti che hanno pregato intensamente per la propria guarigione; e, anche se la scienza accademica preferisce girare la testa dall&#8217;altra parte per non essere costretta a prenderne atto, sappiamo che tali fatti accadono (cfr., ad es., il classico testo di Larry Dossey <em>Il potere curativo della preghiera<\/em>, Milano, CDE, 1993). Quanto al fatto che un animale selvaggio, che conosce l&#8217;uomo come il suo pi\u00f9 pericoloso nemico, ascolti la preghiera di una povera donna inerme e le risparmi la vita, la cosa non dovrebbe stupire oltremodo se si pone mente a molti altri racconti, come quello di san Francesco e il lupo di Gubbio, che starebbero a indicare che \u00e8 possibile, a determinate condizioni, mettersi sulla stessa lunghezza d&#8217;onda emotiva degli animali, comunicare con essi e influenzarne il comportamento, mediante una disposizione dell&#8217;animo fatta di umilt\u00e0, benevolenza e mansuetudine.<\/p>\n<p><em>&quot;Al tempo, che Santo Francesco dimorava nella citt\u00e0 d&#8217;Agobio, nel contado d&#8217;Agobio, &#8211;<\/em> troviamo scritto nei <em>Fioretti di San Francesco<\/em> di autore anonimo, al capitolo XXI &#8211; <em>appar\u00ec un lupo grandissimo, terribile e feroce, il quale non solamente divorava gli animali, ma eziandio gli uomini; intantoch\u00e9 tutti i cittadini istavano in gran paura, perocch\u00e8 spesse volte s&#8217;appressava alla cittade. E andavano armati quando uscivano ella cittadella, come se eglino andassono a combattere; e contuttoci\u00f2 non si poteano difendere da lui, chi in lui si scontrava solo; e per paura di questo lupo e&#8217; vennono a tanto, che nessuno era ardito d&#8217;uscire fuori della erra.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Per la qual cosa, avendo compassione Santo Francesco agli uomini della terra, si volle uscire fuori a questo lupo; bench\u00e9 i cittadini al tutto ne lo sconsigliavano. E facendosi il segno della santa croce, usc\u00ec fuori della terra egli co&#8217; i suoi compagni, tutta la sua confidenza ponendo in Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;E dubitando gli altri d&#8217;andare pi\u00f9 oltre, Santo Francesco prese il cammino inverso il luogo dov&#8217;era il lupo. Ed ecco che, vedendo molti cittadini, li quali erano venuti a vedere questo miracolo, il detto lupo si fa incontro a Santo Francesco colla bocca aperta, e appressandosi a lui, Santo Francesco gli fa il segno della santissima croce, e chiamalo a s\u00e9, e dice cos\u00ec: -Vieni qui, frate lupo. Io ti comando dalla parte di Cristo, che tu non facci male n\u00e9 a me n\u00e9 a persona. &#8211; Mirabile cosa! Immantinente che Santo Francesco ebbe fatta la croce, il lupo terribile chiuse la bocca, e ristette di correre; e fatto il comandamento, venne mansuetamente, come un agnello, e gittossi alli piedi di Santo Francesco a giacere. E allora santo Francesco gli parl\u00f2 cos\u00ec: &#8211; Frate lupo, tu fai molti danni in queste parti, ed hai fatto grandi maleficj, guastando e uccidendo le creature di Dio senza sua licenza, e non solamente hai uccise e divorate le bestie, ma hai avuto ardimento d&#8217;uccidere e guastare gli uomini, atti alla immagine di Dio, per la qual cosa tu se&#8217; degno delle forche, come ladro e omicida pessimo; e ogni gente grida e mormora di te, e tutta questa terra t&#8217;\u00e8 nemica. Ma io voglio, frate lupo, far pace fra tee costoro; sicch\u00e9 tu non offenda pi\u00f9, ed eglino ti perdonino ogni passata offesa, e n\u00e9 uomini n\u00e9 cani ti perseguitino pi\u00f9.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Dette queste parole, il lupo, con atti di corpo e di coda e di orecchi e con inchinare di capo, mostrava di accettare ci\u00f2 che Santo Francesco dicea, e di volerlo osservare. Allora santo Francesco disse. &#8211; Frate lupo, dappoich\u00e9 ti piace di fare e di tenere questa pace, io ti prometto ch&#8217;io ti far\u00f2 dare le spese continuamente, mentre che tu viverai, dagli uomini di questa terra, sicch\u00e9 tu non patirai pi\u00f9 fame; imperocch\u00e9 io lo so bene che tu perla fame hai fatto ogni male. Ma poi ch&#8217;io t&#8217;accatto questa grazia, io voglio, rate lupo, che tu mi imprometta, che tu non nuocerai mai a nessuna persona umana n\u00e9 ad animale: promettimi tu questo? -. E il lupo con inchinare di capo fece evidente segnale che il prometteva. E Santo Francesco s\u00ec dice: &#8211; Frate lupo, io voglio che tu mi facci fede d questa promessa, acciocch&#8217;io mene ossa bene fidare. &#8211; E distendendo la mano Santo Francesco, per ricevere la sua fede, il lupo lev\u00f2 su il pie&#8217; ritto dinanzi e dimesticamente lo puose sulla mano di Santo Francesco, dandogli quello segnale di fede, ch&#8217;egli potea.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Il profeta Daniele venne gettato nella fossa dei leoni, e vi rimase un giorno e una notte; ma le belve non gli fecero alcun male. Eppure erano affamate: lo prova il fatto che, non appena vennero gettati nella fossa gli accusatori di Daniele, si gettarono su di essi e li divorarono in pochi istanti. Non era dunque perch\u00e9 fossero sazi, che i leoni rimasero docili in presenza di Daniele: ma perch\u00e9 avevano sentito in lui qualche cosa di puro, di innocente e di santo. Certo, \u00e8 possibile interpretare questo episodio, come del resto quello del lupo di Gubbio, in senso puramente allegorico; anzi, possiamo dire che questa \u00e8 l&#8217;occupazione preferita non solo dei seguaci di uno scientismo preconcetto e petulante, impegnato nella &quot;santa&quot; crociata contro oscurantismo e superstizione, ma perfino di quei teologi che hanno introiettato la visione laica e immanentistica, secondo la quale le religioni devono essere liberate dalle incrostazioni mitologiche che le rendono inintelligibili agli uomini d&#8217;oggi (cfr. il nostro articolo <em>Rudolf Bultmann, la religione e l&#8217;immagine mitica del mondo<\/em>). \u00c8 possibile, ripetiamo; ma non \u00e8 indispensabile.<\/p>\n<p>Anche facendo astrazione dal fatto che la <em>Bibbia<\/em> \u00e8 un testo religioso, non si vede per quale ragione tutto quel che in esso viene riferito come storico debba essere sistematicamente allegorizzato, solo perch\u00e9 non si accorda con i nostri preconcetti su ci\u00f2 che \u00e8 possibile e ci\u00f2 che \u00e8 impossibile nel regno della natura. Ecco come l&#8217;autore del <em>Libro di Daniele<\/em> (vissuto all&#8217;incirca fra il 620 e il 536 a. C. alla corte di Babilonia, con il nome di Baltassar), racconta l&#8217;episodio: si noter\u00e0 la voluta semplicit\u00e0 del tono, come si trattasse di un fatto certamente straordinario, per non dire miracoloso, ma che non era necessario riportare con enfasi, perch\u00e9 l&#8217;opera di Dio &#8211; di per s\u00e9 straordinaria &#8211; non ne ha bisogno (<em>Daniele,<\/em> VI, 17-25).<\/p>\n<p><em>&quot;Allora Dario ordin\u00f2 che Daniele fosse preso e gettato nella fossa dei leoni. Il re disse a Daniele: \u00abIl tuo Dio, che servi con tanta costanza, ti salver\u00e0\u00bb. Poi fu portata una pietra e posta all&#8217;imboccatura della fossa e il re la sigill\u00f2 col suo anello e con quelli dei suoi dignitari, affinch\u00e9 non si potesse mutare nulla di quanto riguardava la causa di Daniele. Quindi il re se ne torn\u00f2 al suo palazzo re pass\u00f2 la notte in digiuno, senza far venire a lui nessuna concubina e il sonno fugg\u00ec dai suoi occhi.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Or, verso l&#8217;aurora, il re, alzatosi, si rec\u00f2 in gran fretta alla fossa dei leoni, e quando vi fu vicino chiam\u00f2 Daniele con voce angosciata, gridando: \u00abDaniele, servo del Dio vivo, il tuo Dio, che servi con tanta fedelt\u00e0, ha potuto liberarti dai leoni?\u00bb. E Daniele gli rispose: \u00abO re, vivi in eterno! Il mio Dio ha mandato il suo Angelo che ha chiuso la bocca dei leoni ed essi non mi hanno fatto alcun male, poich\u00e9 davanti a lui io sono innocente, e anche davanti a te, o re, io non ho fatto alcun male\u00bb. Il re si rallegr\u00f2 grandemente e ordin\u00f2 di trarre Daniele fuori dalla fossa. Daniele fu tratto fuori dalla fossa e fu trovato indenne, poich\u00e9 aveva avuto fiducia nel suo Dio. Allora il re dette ordine e furono presi quelli che avevano diffamato Daniele, e vennero gettai nella fosa dei leoni, essi, le loro mogli e i loro figli. Non avevano ancora toccato il fondo della fossa, che i leoni si lanciarono su di loro e stritolarono tutte le loro ossa.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Raccapricciante l&#8217;ultimo particolare, specie per quanto riguarda le mogli e i figli di quei disgraziati (peraltro perfettamente in linea con la logica giuridica del tempo): ma esso esula dall&#8217;ambito della presente riflessione, per cui non ci soffermeremo su di esso. Noteremo, piuttosto, che vi \u00e8 una differenza sostanziale fra la preghiera della donna africana, riferita da Plinio nella sua <em>Naturalis Historia<\/em>, e quelle di san Francesco davanti al lupo e del profeta Daniele davanti ai leoni. Nel primo caso, l&#8217;essere umano si rivolge come un supplice direttamente alle bestie feroci; mentre, negli altri due, l&#8217;essere umano prega Dio affinch\u00e9 le belve siano ammansite. In tutti e tre i casi, per\u00f2, le belve ascoltano la preghiera e risparmiano gli umani.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che non fecero le belve umane, ad esempio, durante il massacro della villa di Ber Air, quando una mamma incinta, prossima ormai al parto, le supplicava di risparmiarle la vita; ci\u00f2 che non fecero e non fanno le belve umane in innumerevoli altri casi.<\/p>\n<p>Pensiamo vi sia di che riflettere, e molto seriamente, su tali differenze.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo studioso romano Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia (Torino, Einaudi, 1983, 5 voll., II, pp. 174-75), riporta un fatto che pu\u00f2 apparire talmente straordinario,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[222],"class_list":["post-23218","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-plinio-il-vecchio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23218","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23218"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23218\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23218"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23218"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23218"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}