{"id":23215,"date":"2012-04-27T08:05:00","date_gmt":"2012-04-27T08:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/04\/27\/esiste-lamicizia-fra-donne\/"},"modified":"2012-04-27T08:05:00","modified_gmt":"2012-04-27T08:05:00","slug":"esiste-lamicizia-fra-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/04\/27\/esiste-lamicizia-fra-donne\/","title":{"rendered":"Esiste l\u2019amicizia fra donne?"},"content":{"rendered":"<p>Esiste l&#8217;amicizia fra donne?<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un classico interrogativo tab\u00f9: se si risponde negativamente, o anche soltanto si mette in dubbio la risposta, scatta la censura della cultura femminista; se si risponde affermativamente, lo si fa non in base alla realt\u00e0 effettuale, come direbbe Machiavelli, ma in base a speranze, desideri, buoni propositi: meglio, dunque, lasciarlo stare e passar oltre, in silenzio.<\/p>\n<p>Di quante ipocrisie vive la cultura oggi dominante; di quanti silenzi, di quanto passare oltre, fingendo di non vedere le cose.<\/p>\n<p>Desolante, come sempre, lo spettacolo dei sedicenti intellettuali, brutta razza di servi sempre pronta a prostituirsi al primo venuto: figurarsi se gente di tal fatta oserebbe mai rischiare una affermazione politicamente scorretta, per puro amore della verit\u00e0. Non che siano incapaci di dire il contrario di quello che pensano, tutt&#8217;altro: ma che almeno ci guadagnino qualcosa&#8230;<\/p>\n<p>Non fa meraviglia, se tale \u00e8 l&#8217;esempio che viene dall&#8217;alto, che anche le persone comuni preferiscano tacere e passar oltre, su questa come su cento, mille altre cose: viviamo immersi nella quotidiana ipocrisia, nel conformismo eretto a sistema, anche se travestito &#8211; ma con un &quot;maquillage&quot; che non inganna nessuno &#8211; da anticonformismo: anticonformismo di massa, appunto. Il massimo dello squallore, specie per un soggetto che pretenda di essere pensante.<\/p>\n<p>E allora avanti, guardiamola bene in faccia la domanda che ci eravamo posta: \u00e8 possibile, l&#8217;amicizia fra donne?<\/p>\n<p>Certo, il solo fatto di chiederlo \u00e8 una cosa politicamente scorretta: la cultura oggi dominante, che poi \u00e8 quella dei film hollywoodiani e delle miniserie televisive, continuamente ci mostra quanto sia frequente, quanto sia disinteressata, quanto sia bella e commovente l&#8217;amicizia fra donne; per cui il grosso pubblico (grosso, anche nel senso che possiede un palato grosso) non si pone nemmeno la domanda, cos\u00ec come non se la pone su tante, su troppe altre cose che oggi si danno per scontate, ma scontate non sono.<\/p>\n<p>Ad esempio, si d\u00e0 per scontato che la democrazia liberale sia il migliore dei sistemi politici possibili e immaginabili e che ad essa non vi siano alternative, se non regredendo verso forme di governo brutali e totalitarie.<\/p>\n<p>Si d\u00e0 per scontato che la societ\u00e0 multietnica e multiculturale sia, del pari, una bellissima cosa, anche se nessuno l&#8217;ha mai vista e mai conosciuta: a meno che si considerino esempi di societ\u00e0 multietnica e multiculturale il fatto che numerose etnie di immigrati vivano all&#8217;interno di una societ\u00e0 occidentale, senza integrarsi, senza dialogare, in perfetta indifferenza reciproca, ciascuna conservando i propri usi e costumi, magari ostentando i propri simboli di appartenenza pi\u00f9 rigidamente esclusivi, come il velo o lo chador; e ci\u00f2 proprio sfruttando gli spazi di libert\u00e0 offerti dalla societ\u00e0 ospitante, ma che quei gruppi, se giungessero a diventare maggioritari, si affretterebbero a negare a tutti gli altri.<\/p>\n<p>Si d\u00e0 pure per scontato che uomini e donne siano perfettamente uguali non solo nei diritti giuridici, ma anche nei bisogni primari, nella dimensione psicologica, nelle attitudini rispetto al mondo esterno, al lavoro, alla famiglia: anche se basta un minimo di osservazione per rendersi conto che le cose non stanno precisamente cos\u00ec.<\/p>\n<p>Si d\u00e0 per scontato, ancora, che \u00abomosessuale \u00e8 bello\u00bb, o, quanto meno, che l&#8217;omosessualit\u00e0 sia una manifestazione della sessualit\u00e0 umana dotata di una dignit\u00e0 intrinseca assolutamente pari alla eterosessualit\u00e0; e che, pertanto, orientarsi verso il proprio sesso o verso l&#8217;altro rappresentino due opzioni in tutto e per tutto equivalenti: con il corollario che una coppia omosessuale possiede ogni diritto di adottare dei figli o, meglio ancora, nel caso di una coppia di donne, di procurarseli mediante l&#8217;inseminazione artificiale, cos\u00ec da aggirare il fastidioso ostacolo posto dalla natura.<\/p>\n<p>Si danno per scontate tantissime cose; tutte.<\/p>\n<p>Si d\u00e0 per scontato che non esistano razze umane, tale \u00e8 lo spavento all&#8217;idea di passare per razzisti o di alimentare un ritorno a politiche sbagliate o atroci del passato; si \u00e8 eliminato ogni riferimento alla razza anche nei documenti ufficiali delle Nazioni Unite, salvo poi riconoscere che vi sono delle \u00abdifferenti evidenti\u00bb fra i principali gruppi umani. Ma tali differenze, per carit\u00e0, non chiamiamole &quot;razziali&quot;, parola assolutamente impronunciabile; non chiamiamole in nessun modo, lasciamole l\u00ec, e che se la sbrighi qualcun altro a spiegare l&#8217;arcano.<\/p>\n<p>Quale antropologo vorrebbe rischiare, oggi, la carriera, vorrebbe esporsi al pubblico ludibrio, scrivendo un&#8217;opera come \u00abRazze e popoli della Terra\u00bb di Renato Biasutti, una delle migliori opere sull&#8217;argomento che siano state scritte in Italia? Del resto, Biasutti ha firmato il &quot;Manifesto per la difesa della razza&quot; di mussoliniana memoria: che bisogno abbiamo di altre prove? Si \u00e8 condannato con le sue stesse parole.<\/p>\n<p>E adesso torniamo all&#8217;amicizia fra donne: all&#8217;amicizia normale, naturalmente (&quot;normale&quot;: altra parola politicamente scorrettissima, perch\u00e9 in odore di fascismo) e non all&#8217;amicizia omosessuale, che \u00e8, si capisce, una cosa alquanto diversa.<\/p>\n<p>La definizione dell&#8217;amicizia data da Aristotele \u00e8 che si tratta di una virt\u00f9, o si accompagna alla virt\u00f9; e che l&#8217;amicizia perfetta \u00e8 quella fra buoni, perch\u00e9 consiste nel voler bene all&#8217;amico per l&#8217;amico e non per altre ragioni; mentre l&#8217;amicizia basata sull&#8217;utile e quella basata sulla ricerca del piacere sono forme inferiori e imperfette di essa, in quanto non sono stabili e non durano, se non fino a quando siano assicurati il raggiungimento dell&#8217;utile e del piacere.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, dunque, non dovrebbe essere possibile una amicizia vera fra donne?<\/p>\n<p>Ora, noi non diciamo che non sia possibile: se lo affermassimo, la nostra sarebbe stata una falsa domanda, basata non su di un ragionamento o su di una serie di osservazioni, ma su di un pregiudizio. Pregiudizio \u00e8 ci\u00f2 che viene prima del giudizio: una idea non supportata da elementi di ragione o di fatto, ma da semplici inclinazioni umorali.<\/p>\n<p>Umorale, per esempio, \u00e8 dire che l&#8217;amore non esiste, solo perch\u00e9 non se ne \u00e8 fatta l&#8217;esperienza, o, magari, perch\u00e9 ci si \u00e8 creduto e poi ci si \u00e8 sentiti traditi; oppure che la vita \u00e9 un male, solo perch\u00e9 la propria vita viene percepita in una luce negativa; e cos\u00ec via di seguito.<\/p>\n<p>Chi abbia osservato, e a lungo, il comportamento delle donne fra di loro, avr\u00e0 certamente fatto le proprie deduzioni quanto alla possibilit\u00e0 che, fra di esse, nasca e si instauri la vera amicizia, ossia l&#8217;amicizia non determinata n\u00e9 dall&#8217;interesse, n\u00e9 dal piacere, ma solo e unicamente dal desiderio del bene dell&#8217;altra; ma certo si potrebbe obiettare che un tale metodo \u00e8 troppo empirico e quindi, inevitabilmente, troppo soggettivo.<\/p>\n<p>Pesa, sulla psicologia, la sua pretesa di essere una scienza: e da una scienza si esigono delle risposte certe, basate su elementi inoppugnabili e incontrovertibili; e nulla di meno che questo. Senonch\u00e9, la scientificit\u00e0 della psicologia \u00e8 un pio desiderio, una affermazione perfettamente auto-referenziale, vale a dire una affermazione in sommo grado antiscientifica.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che nulla esiste di cos\u00ec instabile, di cos\u00ec variabile, di cos\u00ec mutevole, come lo sono i meccanismi, le dinamiche, le attitudini della mente umana; e poi, siamo sicuri che, quand&#8217;anche conoscessimo tutto della mente, conosceremmo tutto delle persone? Non potrebbe darsi che la mente sia solo una parte di ci\u00f2 che noi chiamiamo &quot;psiche&quot;, ma che i nostri nonni e bisnonni chiamavano &quot;anima&quot;? E, se cos\u00ec fosse, non potrebbe darsi che le luci e le ombre dell&#8217;anima siano il risultato di movimenti cos\u00ec profondi, cos\u00ec misteriosi, cos\u00ec elusivi, che nessuna scienza mai potrebbe coglierli, fissarli e ricavarne delle leggi di carattere generale?<\/p>../../../../n_3Cp>Sia come sia, ci limitiamo a gettare questi semi di dubbio negli orecchi disposti ad accoglierli; disposti, cio\u00e8, a non lasciarsi condizionare dal conformismo del politicamente corretto, non disposti a farsi ricattare dalla probabile accusa di oscurantismo e spirito retrogrado, ma a considerare, con perfetta indipendenza di giudizio, come potrebbero stare le cose, checch\u00e9 ne dicano gli intellettuali modaioli che scrivono, sulle riveste illustrate settimanali o mensili (per lo pi\u00f9 rivolte ad un pubblico femminile che desidera sentirsi colto, anche se digiuno di autentici studi), le loro brillanti tirate destinate ad accarezzare i gusti dei lettori e delle lettrici.<\/p>\n<p>I loro articoli e le loro rubriche hanno pi\u00f9 o meno la stessa dignit\u00e0 intellettuale dei discorsi con cui gli intellettuali che sono ospiti fissi nei salotti televisivi si fanno applaudire con le loro pie banalit\u00e0 pseudo-femministe, mentre siedono con straordinaria compiacenza fra una soubrette in disarmo, che accavalla maliziosamente le gambe e una scrittrice mancata che, dimenandosi per mostrare generosi squarci del decoll\u00e9t\u00e9, pontifica sul fatto che le donne sono stufe e arcistufe di essere guardate sempre come oggetti sessuali e pretendono di essere apprezzate dai signori uomini anche per le loro doti intellettuali e morali.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, la semplice osservazione pu\u00f2 non bastare per rispondere a una domanda di carattere generale, come quella che ci eravamo fatta, proprio perch\u00e9 troppo legata alla dimensione soggettiva dell&#8217;osservatore (o dell&#8217;osservatrice: ma le donne, di solito, sono proprio le pi\u00f9 recise nel negare la vera amicizia tra loro, almeno quando parlano in privato e non in pubblico).<\/p>\n<p>Resta lo strumento del ragionamento.<\/p>\n<p>E allora domandiamoci: esistono delle ragioni per affermare o per negare, per via di ragionamento, la possibilit\u00e0 dell&#8217;amicizia fra donne?<\/p>\n<p>No, non ne esistono, nel senso rigoroso del termine &quot;ragionamento&quot;; esistono per\u00f2 degli indizi, che possono pur suggerire qualcosa, specie se tendono a confermare ci\u00f2 che emerge dall&#8217;osservazione. Ora, sia l&#8217;osservazione, sia gli indizi che emergono dal ragionamento vanno entrambi nella direzione di mettere seriamente in forse la possibilit\u00e0 di una amicizia fra donne.<\/p>\n<p>Tali indizi non hanno a che fare con l&#8217;ancestrale rivalit\u00e0 femminile riguardo al maschio, come ai signori uomini (e anche a molte donne) piace immaginare; ossia con la paura che perfino la migliore amica possa diventare una pericolosa rivale in amore, non appena entri in dimestichezza con il proprio compagno, amante, marito (o magari figlio, nipote, alunno, e chi pi\u00f9 ne ha, pi\u00f9 ne metta), bens\u00ec con l&#8217;istintiva propensione delle donne al dominio.<\/p>\n<p>La donna ama dominare le situazioni, anche se non lo fa vedere apertamente, come in genere fa l&#8217;uomo; anzi, si tiene defilata e cerca di tenere un basso profilo, almeno fin dove possibile: la sua \u00e8 un&#8217;altra idea del dominio rispetto a quella maschile, un&#8217;idea che privilegia la sostanza e disdegna le forme e le apparenze.<\/p>\n<p>Se una donna ammette un&#8217;altra donna nella propria amicizia, dovr\u00e0 per forza ammetterla anche in tutte, o in molte, delle situazioni sociali, affettive, professionali, nelle quali si articola la propria esistenza: il che \u00e8 quanto dire che dovrebbe immettere, con le proprie stesse mani, una potenziale nemica nelle proprie riserve di caccia; una potenziale nemica che conosce altrettanto bene di lei le tecniche del dominio dissimulato, a cominciare dalle finte lacrime, e proseguendo con il vittimismo e la fragilit\u00e0 ostentata, anche se solo apparente.<\/p>\n<p>Sarebbe un rischio veramente troppo grosso: e la donna, molto pi\u00f9 dell&#8217;uomo, possiede una natura eminentemente calcolatrice e pianificatrice, niente affatto propensa a lasciare qualcosa al caso, o ad esporsi a dei pericoli non necessari.<\/p>\n<p>La donna conosce meglio di qualunque uomo le strategie della propria astuzia; e sospetta che in ogni donna ve ne siano a sufficienza per metterla nel sacco, se appena ella commettesse la fatale imprudenza di abbassare la guardia; sospetta, in particolare, che le altre donne si servano del pretesto dell&#8217;amicizia per penetrare le sue ben guarnite difese e per sorprenderla poi, a tradimento, quando meno se l&#8217;aspetta, cio\u00e8 quando \u00e8 particolarmente vulnerabile.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la ragione della diffidenza istintiva della donna verso le altre donne.<\/p>\n<p>Le poche donne che non nutrono tale istintiva diffidenza sono immediatamente prese in antipatia dalle altre, sono guardate come degli esseri strani e indecifrabili; e, alla fine, sono trattate apertamente da nemiche, perch\u00e9 si suppone che dietro la loro sincerit\u00e0 e la loro franchezza si celino chiss\u00e0 quali abissi tenebrosi di doppiezza e di perfidia.<\/p>\n<p>Tutte le donne che studiano o che lavorano in un ambiente esclusivamente femminile si lamentano del clima irrespirabile, saturo di sospetto e di malevolenza, che pesa su di loro; e di come quelle che hanno un po&#8217; di potere sulle altre, lo utilizzino nel modo pi\u00f9 discutibile, favorendo sfacciatamente le pi\u00f9 intriganti o le pi\u00f9 servili e ostacolando le altre in mille maniere.<\/p>\n<p>Tanto pi\u00f9 bella e preziosa, dunque, qualora si verifichi, l&#8217;amicizia fra due donne&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esiste l&#8217;amicizia fra donne? 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