{"id":23212,"date":"2015-10-06T03:31:00","date_gmt":"2015-10-06T03:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/06\/quellamicizia-che-non-si-puo-dire-che-fiorisce-dal-cameratismo-sportivo\/"},"modified":"2015-10-06T03:31:00","modified_gmt":"2015-10-06T03:31:00","slug":"quellamicizia-che-non-si-puo-dire-che-fiorisce-dal-cameratismo-sportivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/06\/quellamicizia-che-non-si-puo-dire-che-fiorisce-dal-cameratismo-sportivo\/","title":{"rendered":"Quell\u2019amicizia che non si pu\u00f2 dire che fiorisce dal cameratismo sportivo"},"content":{"rendered":"<p>Una volta, quando l&#8217;epica era ancora una seria materia d&#8217;insegnamento fin dalla scuola media, il professore di lettere soleva intrattenere i suoi alunni sulla profondit\u00e0 dell&#8217;amicizia che univa Achille a Patroclo o sulla bellezza sublime di quella che spinse Eurialo e Niso a voler morire insieme, dopo aver condiviso le emozioni e i successi di tante competizioni sportive, cos\u00ec come sono narrate nel libro quinto dell&#8217;\u00abEneide\u00bb.<\/p>\n<p>Il professore faceva notare, ad esempio, la squisita fattura dei versi di Virgilio in cui si descrive la morte di Eurialo, che, reclinando il capo sulla spalla, cade a terra, le belle membra macchiate di sangue, come cade il fiore purpureo reciso dalla falce o come il papavero, piegato dalla pioggia, si china sopra l&#8217;esile stelo (IX, 433-437<\/p>\n<p>\u00abVolvitur Euryalus leto, pulchrosque per artus<\/p>\n<p>it cruor inque umeros cervix conlapsa recumbit:<\/p>\n<p>purpureus veluti cum flos succisus aratro<\/p>\n<p>languescit moriens lassove papavera collo<\/p>\n<p>demisere caput, pluvia cum forte gravantur.\u00bb<\/p>\n<p>Oppure quelli in cui il poeta descrive l&#8217;atto finale del dramma, allorch\u00e9 Niso, trafitto da cento lance, cade riverso sul corpo di Eurialo dopo averlo vendicato, quasi abbracciandolo nell&#8217;ora estrema del trapasso (IX, 444-447):<\/p>\n<p>\u00abTum super exanimum sese proiecit amicum<\/p>\n<p>confossus placidaque ibi demum morte quievit.<\/p>\n<p>Fortunati ambo! Si quid mea carmina possunt,<\/p>\n<p>nulla dies umquam memori vos eximet aevo&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>I quali, nella traduzione di Adriano Bacchielli (Virgilio, \u00abEneide\u00bb, Torino, Paravia, 1969, vv. 621-628 e 638-643), suonano cos\u00ec:<\/p>\n<p>\u00abCade morendo Eurialo, e gi\u00e0 tutto<\/p>\n<p>Si sparge il sangue per le belle membra,<\/p>\n<p>mentre il capo reclino sulla spalla<\/p>\n<p>languido smuore, qual purpureo fiore<\/p>\n<p>dal vomero reciso; o quale, a volte,<\/p>\n<p>sopra l&#8217;esile stelo il capo inchina<\/p>\n<p>il vermiglio papavero, se pioggia<\/p>\n<p>o rugiada dal cielo troppo l&#8217;aggrava. [&#8230;]<\/p>\n<p>Colpito ancora alfin cadde sul corpo<\/p>\n<p>dell&#8217;esanime amico, e a lui vicino<\/p>\n<p>con lui pos\u00f2 nella tranquilla morte.<\/p>\n<p>Felici entrambi! Se valore alcuno<\/p>\n<p>avranno i versi miei, mai, nessun giorno<\/p>\n<p>immemori di voi far\u00e0 le genti&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Faceva notare, inoltre, il diligente professore, che quei versi famosi e bellissimi, se , da un lato, si richiamano a un passo dell&#8217;\u00abIliade\u00bb di Omero (VIII, 417), dall&#8217;altro hanno ispirato a loro volta l&#8217;episodio ariostesco di Clordiano e Medoro (\u00abOrlando Furioso\u00bb, XVIII, 153) ed echeggiano perfino nei manzoniani \u00abPromessi Sposi\u00bb (cap. XXXIV):<\/p>\n<p>\u00ab&#8230; come il fiore gi\u00e0 rigoglioso sullo stelo cade insieme al fiorellino ancora in boccia, al passar della falce che pareggia tutte l&#8217;erbe del prato\u00bb.<\/p>\n<p>In genere, tuttavia, il pudibondo professore si asteneva dal fare commenti personali su quelle amicizie cos\u00ec intense e appassionate o dall&#8217;approfondirne la reale natura; o, se pure vi accennava fuggevolmente, lo faceva nel contesto della cultura classica, ove le amicizie particolari erano una vera e propria istituzione sociale e, in quanto tali, meno scandalose &#8211; in un certo senso &#8211; dal punto di vista moderno: &quot;moderno&quot; nel senso in cui si poteva adoperare la parola fino a una o due generazioni fa, dato che oggi il discorso sarebbe completamente diverso.<\/p>\n<p>I ragazzi, a quel punto, ridacchiavano tra loro e le ragazze, specie se il professore accennava a Saffo o alle amicizie particolari femminili, abbassavano la fronte, mentre il loro viso si imporporava Sembra di parlare di un paio di secoli fa, invece parliamo di trenta o quarant&#8217;anni fa al massimo: tale \u00e8 stata la radicalit\u00e0 del cambiamento della mentalit\u00e0 e del costume, ivi compresi il costume sessuale.<\/p>\n<p>Non che certe cose fossero del tutto ignorate, sarebbe una ipocrisia bella e buona volerlo sostenere; ma erano solo accennate, vi si alludeva con estrema discrezione.<\/p>\n<p>Si prende, ad esempio, questo brano dal romanzo \u00abAtala, ou Les amours des deux sauvages dans le d\u00e9sert\u00bb di Fran\u00e7ois-Ren\u00e9 de Chateaubriand, in cui si descrivono alcune usanze dei pellerossa delle foreste nordamericane:<\/p>\n<p>\u00abSi celebrano i giochi funebri, la corsa, il pallone, gli aliossi. Due vergini cercano di strapparsi a vicenda una bacchetta di salice. I seni si sfiorano, le bocche s&#8217;incontrano, le mani si agitano leggere sulla bacchetta, che tengono alta al di sopra della testa. I loro bei piedi nudi si allacciano, i loro aliti si confondono; guardano le loro madri, arrossiscono; si applaude&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00c8 difficile trovare unite insieme tanta innocente sensualit\u00e0; tanto detto e tanto non detto; per non parlare di quegli sguardi vergognosi lanciati dalle due vergini alle proprie madri, mentre i loro corpi si sfiorano in una lotta rituale che sembra quasi una danza di seduzione&#8230;.<\/p>\n<p>Ecco, qui si direbbe che Chateaubriand abbia colto perfettamente un tema specifico, generalmente ignorato o ritenuto politicamente scorretto dalla societ\u00e0 borghese moderna: quello dell&#8217;amicizia che non si pu\u00f2 dire, la quale fiorisce dalla vicinanza e dal cameratismo sportivo, anche tra persone del medesimo sesso.<\/p>\n<p>Bisogna passare dall&#8217;ambito della letteratura a quello della cinematografia e aspettare fino al 1982 perch\u00e9 l&#8217;ultimo tab\u00f9 venga infranto, quando il regista statunitense Robert Towne gira il film \u00abPersonal Best\u00bb (titolo della versione italiana: \u00abDue donne in gara\u00bb), interpretato da Mariel Hemingway e Patrice Donnelly. Vi si narra, senza sbavature pruriginose, ma anche senza falsi moralismi, la storia d&#8217;amore che si instaura fra due ragazze che si stanno preparando alle gare di atletica leggera per le Olimpiadi di Mosca del 1980. Tutti, nella squadra di cui fanno parte, sanno di che cosa si tratta, ma nessuno ha voglia di parlarne apertamente; una sorta di tacita complicit\u00e0 sembra accompagnare questi amori clandestini, fioriti tra le piste di salto ad ostacoli e l&#8217;intimit\u00e0 che si crea negli spogliatoi o nelle docce.<\/p>\n<p>La scena in qui le due ragazze, non ancora divenute amanti, si sfidano a braccio di ferro e, durante la prova di forza, si fissano intensamente negli occhi, \u00e8 carica di un erotismo sottinteso che ricorda moltissimo la scena descritta da Chateaubriand; sarebbe interessante sapere se il regista americano ha avuto modo di leggere quel brano.<\/p>\n<p>Oggi, a rivedere quella pellicola, viene quasi da sorridere, nel constatare come fosse castigato l&#8217;abbigliamento delle atlete sia durante gli allenamenti che nelle gare -, in confronto a quello che si vede negli ultimi anni, dove la stoffa delle magliette \u00e8 ridotta al minimo indispensabile e i pantaloncini sono tranquillamente sostituiti da microscopiche mutandine elasticizzate e ultra aderenti, che lasciano ben poco all&#8217;immaginazione.<\/p>\n<p>Vi \u00e8, pertanto, una progressiva erotizzazione del corpo sportivo, che si accompagna alla complessiva erotizzazione del corpo nella societ\u00e0 consumista post-moderna: ci\u00f2 che avviene dalla pubblicit\u00e0 alla carta stampata, dalla televisione allo spettacolo musicale.<\/p>\n<p>Non si tratta, d&#8217;altra parte, di demonizzare l&#8217;ambiente sportivo e di insinuare nei genitori il dubbio che esso, di per s\u00e9, favorisca le amicizie particolari, ma soltanto strappare il velo dell&#8217;ipocrisia secondo cui esso sarebbe l&#8217;unico, o quasi l&#8217;unico, ambiente del tutto libero da influenze &quot;pericolose&quot;: perch\u00e9 esso riflette le caratteristiche generali della societ\u00e0, nel bene come nel male. E, se non vi \u00e8 alcun dubbio che la pratica sportiva non pu\u00f2 che essere salutare e formativa per qualsiasi giovane, \u00e8 altrettanto chiaro che, in una societ\u00e0 confusa e tendenzialmente disgregata come la nostra, nemmeno l&#8217;ambiente sportivo \u00e8 immune da rischi.<\/p>\n<p>\u00c8 noto, ad esempio, che ormai anche nell&#8217;ambito dello sport dilettantistico vengono somministrati ai giovani anfetamine e anabolizzanti. Ora, sugli effetti negativi dell&#8217;assunzione delle anfetamine, vale a dire sulla dipendenza che esse possono provocare, esattamente come qualsiasi droga, non c&#8217;\u00e8 bisogno di spendere parole. Chi potrebbe escludere, invece, che l&#8217;assunzione di anabolizzanti da parte delle ragazze, possa predisporre a quelle tali attrazioni omoerotiche di cui parlavamo? Gli steroidi anabolizzanti, infatti, sono delle sostanze con azione biologica simile a quella esercitata dal testosterone, un ormone sessuale tipicamente maschile. Il loro uso da parte delle giovani atlete, magari solo parzialmente consapevoli, pu\u00f2 produrre la comparsa di caratteri secondari maschili, ad esempio un aumento della pelosit\u00e0 corporea, oltre, ovviamente, all&#8217;aumento della masse muscolari (cosa particolarmente ricercata, ad esempio, nell&#8217;ambiente dei praticanti di body building). E chi pu\u00f2 dire quali effetti producano sulla psiche femminile, specialmente quando chi ne fa uso si trova costantemente circondato da persone dello stesso sesso, impegnate nelle medesime attivit\u00e0 agonistiche e nei medesimi, faticosi allenamenti?<\/p>\n<p>\u00c8 pur vero che le ragazze sono abituate a scambiarsi effusioni piuttosto vistose, a differenza dei maschi; tanto \u00e8 vero che &#8211; come \u00e8 stato detto &#8211; due ragazze, per destare veramente scandalo, dovrebbero fare all&#8217;amore in pubblico. Perci\u00f2, mentre lo spettacolo (che pure non \u00e8 infrequente) di due calciatori i quali, ad esempio, si abbracciano e si baciano con trasporto per manifestare la gioia di un goal appena segnato, presenta comunque un che di eccessivo, se non di francamente repulsivo, quello di due pallavoliste o di due nuotatrici le quali celebrano la propria vittoria abbracciandosi e baciandosi appassionatamente, non fa &#8211; in genere &#8211; alcuna impressione, essendo considerato come cosa del tutto normale.<\/p>\n<p>Un altro aspetto da tenere presente \u00e8 che, spesso, nell&#8217;ambiente dello sport dilettantistico, dei giovani vengono a contatto con persone pi\u00f9 mature, allenatori o atleti professionisti o anche, semplicemente, compagni e compagne pi\u00f9 grandi, e possono mettersi in moto dei meccanismi di attrazione reciproca, come accade nelle scuole, nei collegi, nelle caserme e nei conventi e, in genere, l\u00e0 dove persone di et\u00e0 diverse vivono entro uno spazio ristretto per molte ore al giorno. Solo che l&#8217;ambiente delle palestre e degli stadi favorisce una maggiore intimit\u00e0 di tipo fisico, che &#8211; a parte i collegi &#8211; non ha eguali negli altri ambienti sociali. E non occorre aver letto \u00abI turbamenti del giovane T\u00f6rless\u00bb per sapere fino a che punto la vita delle comunit\u00e0 chiuse, quando vi si concentrano le tempeste ormonali proprie dell&#8217;adolescenza, possa degenerare in vere e proprie forme di sadismo e di masochismo incrociati.<\/p>\n<p>I giovani che si avvicinano alla pratica sportiva possono provenire dall&#8217;ambiente dei boy-scout o da altre organizzazioni che curano il tempo libero e il rapporto con la natura da parte dei bambini; e gi\u00e0 in quella fase, essi potrebbero avere avuto occasione di ricevere degli stimoli erotici, anche se &#8211; lo ripetiamo &#8211; non necessariamente pi\u00f9 di quanto possa accadere in altri ambienti sociali e perfino all&#8217;interno delle famiglie, nelle quali ultime, come \u00e8 noto, viene consumato il maggior numero di abusi sessuali sui minori.<\/p>\n<p>Ecco come una donna americana di ventotto anni, Natalie, riconosce di essere stata profondamente condizionata da una esperienza adolescenziale verificatasi quando, bambina, frequentava una colonia estiva nel Vermont; e riteniamo si tratti di un caso relativamente comune, certo pi\u00f9 di quanto gli adulti siano disposti ad ammettere: perch\u00e9, se lo facessero, dovrebbero contemporaneamente fare i conti con una zona oscura che si annida nel profondo delle istituzioni da essi create e delle quali si fidano, nonch\u00e9, in ultima analisi, con la zona oscura che si annida proprio nei recessi della loro psiche (cit. in: Nancy Friday, \u00abDonne sopra. Le nuove fantasie sessuali femminili\u00bb; titolo originale: \u00abWomen on Top\u00bb, 1991; traduzione italiana di Anna Rusconi, Milano, Mondadori, 1992, pp. 184-85):<\/p>\n<p>\u00abL&#8217;accompagnatrice ufficiale era una ragazza svizzera di nome Uta, che studiava a Bennington. Aveva circa vent&#8217;anni. Io otto. Tutti noi la idolatravamo: Uta era alta, robusta ma atletica (non proprio muscolosa) e molto europea, anche nei peli che aveva sotto le ascelle e che rifiutava di depilarsi (si depilava solo le gambe!). La mia branda stava proprio di fronte alla sua, cos\u00ec in aggiunta alle occasioni che tutte avevamo di vederla nuda (nelle docce, eccetera), io me la godevo anche quando si vestiva e si spogliava, ogni giorno. A tutt&#8217;oggi, sono convinta di non avere mai pi\u00f9 rivisto un corpo tanto sexy e perfetto: Uta era come la splendida femmina di qualche animale, con tutti gli odori, i peli e le secrezioni tipici della femminilit\u00e0. Ovviamente anche a lei piaceva il suo corpo, le cose che poteva fare, i piaceri che offriva, i sapori, tutto. Era fatta per il sesso, ma sfortunatamente tra i boschi del Vermont e in un campo tutto femminile c&#8217;era ben poca materia prima: Uta era strettamente eterosessuale. In parte per cercare sollievo, dunque, ma anche &#8211; ne sono sicura &#8211; perch\u00e9 apprezzava qualunque genere di sensualit\u00e0 fine a se stessa, ogni due o tre notti Uta si masturbava, dopo essersi accertata che tutte le altre dormissero. E forse per loro era cos\u00ec, ma io era sveglissima, e fingevo. Mi sdraiavo sulla pancia con la testa girata dalla sua parte e una mano sotto di me, fra le gambe, e cos\u00ec restavo immobile, per quella che mi sembrava un&#8217;eternit\u00e0, aspettando che Uta cominciasse. Lei dormiva nuda, ma in genere sotto io lenzuolo, quindi ci\u00f2 che vedevo era il profilo delle sue gambe allargate e leggermente solevate e il muoversi della sua mano fra di loro. Si era esercitata ad osservare quanto pi\u00f9 silenzio potesse, ma non per imbarazzo nei confronti della masturbazione, credo (sono certa che non se ne vergognava), ma perch\u00e9 non la riteneva certo adatta a bimbe di otto anni. Per quanto accorta tuttavia, ogni volta che veniva non poteva fare a meno di ansimare un po&#8217;. Imparai a seguire i suoi ritmi e a dosare il mio orgasmo perch\u00e9 coincidesse con il suo. Le notti migliori erano quelle in cui faceva cos\u00ec caldo che tirava via anche il lenzuolo e giaceva nuda sotto la luce della luna. Con quel corpo argenteo e luccicante di sudore, assomigliava a una dea&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Il racconto prosegue con particolari estremamente espliciti (sembra quasi la trama di uno di quei film ingenuamente licenziosi che andavano di moda negli anni Settanta), che qui non \u00e8 necessario riportare; e con la constatazione che quella esperienza pre-adolescenziale ha segnato notevolmente le successive inclinazioni sessuali di colei che ne fu silenziosa spettatrice. Ci\u00f2 dovrebbe ricordare agli adulti i quali hanno rapporti di qualunque tipo con i giovanissimi, ma specialmente di tipo educativo, quanto debbano ricordarsi che questi ultimi vedono e sospettano molte pi\u00f9 cose di quanto non si creda e che, pertanto, la responsabilit\u00e0 del loro comportamento verso di essi \u00e8, in proporzione, molto maggiore che non se si trattasse di altre persone adulte.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 una conclusione vera e propria alle riflessioni che siamo andati svolgendo su questo delicato argomento, se non un invito a rimuovere la barriera del tab\u00f9 che, finora, ha impedito di parlarne apertamente e di considerarlo per quello che \u00e8.<\/p>\n<p>L&#8217;odierna societ\u00e0 permissiva sembra avere infranto tutte le remore del passato, anche di quello pi\u00f9 recente, per proclamare il diritto all&#8217;edonismo assoluto; e, in questa ottica &#8211; che noi non condividiamo, per quel che vale il nostro parere &#8211; si direbbe che anche la pratica dell&#8217;omosessualit\u00e0 sia la cosa pi\u00f9 naturale di questo mondo; il che \u00e8 tutto da dimostrare. Tuttavia abbiamo gi\u00e0 espresso la nostra opinione in proposito in precedenti scritti (ad esempio in \u00abL&#8217;omosessualit\u00e0 presso i popoli nativi: interrogativi ed ipotesi\u00bb, apparso sul sito di Arianna Editrice in data 23\/05\/2008), quindi non \u00e8 questa la sede per ritornarvi sopra.<\/p>\n<p>Diremo soltanto che, indipendentemente dal giudizio che si voglia dare sul fatto dell&#8217;omosessualit\u00e0 in se stessa (e pur tenendo nel debito conto la differenza che esiste fra una pratica occasionale legata a certe situazioni dell&#8217;adolescenza ed una inclinazione permanente e definitiva da parte dell&#8217;adulto), una componente di attrazione omofila pu\u00f2 essere presente in tutti i gruppi che praticano sport in regime di relativa separazione dal sesso opposto; e che, pertanto, sarebbe sbagliato e controproducente voltare la testa dall&#8217;altra parte, per fingere di non vedere il fenomeno.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 bisogno di aggiungere che i fatti sociali non scompaiono per il fatto che non li si voglia guardare apertamente, riconoscendoli per quello che sono?<\/p>\n<p>Non si tratta, si badi, di demonizzare il fenomeno in questione; anche perch\u00e9 &#8211; come si pu\u00f2 facilmente intuire &#8211; \u00e8 praticamente impossibile farne una stima in termini quantitativi e, quindi, valutarne l&#8217;eventuale incidenza sul corpo sociale; ma, in definitiva, di fare uno sforzo adeguato per comprenderlo.<\/p>\n<p>Dopo di che, ciascuno sar\u00e0 libero di trarre le proprie conclusioni in merito, in base alle proprie convinzioni culturali e morali ed in base a ci\u00f2 che ritiene ammissibile e opportuno, sia in quel determinato contesto, sia su un piano esistenziale di carattere generale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una volta, quando l&#8217;epica era ancora una seria materia d&#8217;insegnamento fin dalla scuola media, il professore di lettere soleva intrattenere i suoi alunni sulla profondit\u00e0 dell&#8217;amicizia<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-23212","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23212","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23212"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23212\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23212"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23212"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23212"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}