{"id":23206,"date":"2017-02-27T09:32:00","date_gmt":"2017-02-27T09:32:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/02\/27\/ambientalismo-cristiano-no-grazie-tante\/"},"modified":"2017-02-27T09:32:00","modified_gmt":"2017-02-27T09:32:00","slug":"ambientalismo-cristiano-no-grazie-tante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/02\/27\/ambientalismo-cristiano-no-grazie-tante\/","title":{"rendered":"Ambientalismo cristiano? No, grazie tante"},"content":{"rendered":"<p>Questa non \u00e8 una riflessione sull&#8217;enciclica di papa Francesco <em>Laudato si&#8217;<\/em>, promulgata il 24 maggio 2015 e dunque ormai gi\u00e0 &quot;vecchia&quot; di quasi due anni, sulla quale ci sarebbero tantissime cose da dire, al punto che sarebbe necessario un apposito studio. La scelta di intitolarla (l&#8217;unica enciclica nella storia della Chiesa che non abbia un titolo in latino) con l&#8217;<em>incipt<\/em> del <em>Cantico delle creature<\/em> di san Francesco d&#8217;Assisi ha alimentato, volutamente, l&#8217;equivoco per cui papa Francesco sarebbe, se non proprio un francescano &#8212; e infatti \u00e8 un gesuita -, quanto meno un francescano nell&#8217;animo, vale a dire il primo papa della storia che ha scelto di farsi erede spirituale del poverello di Assisi (alla faccia della modestia; e infatti \u00e8 il solo che abbia scelto di assumere quel nome come pontefice). Documento molto atteso, anche troppo: infatti \u00e8 stata la prima enciclica che si rivolge non solo ai cattolici, ma agli uomini di tutto il mondo, di ogni fede o credenza, e ha ricevuto pressoch\u00e9 unanimi consensi, specialmente al di fuori della Chiesa, dalle direzioni pi\u00f9 svariate: dal Dalai Lama a Eugenio Scalfari, da <em>Slow Food<\/em> al <em>New York Times<\/em>, e dal Segretario generale dell&#8217;O.N.U., Ban Ki-moon, al Presidente del gruppo della Banca Mondiale, Jim Yong Kim. Un coro di lodi e applausi che avrebbe dovuto mettere qualche pulce nell&#8217;orecchio ai <em>laudatores<\/em> cattolici sempre cos\u00ec zelanti di tutto ci\u00f2 che papa Francesco fa e dice: com&#8217;\u00e8 possibile che sia piaciuta a tutti, anche a quelli che, fino a prova contraria, rappresentano le forze che lottano contro la natura e contro l&#8217;ambiente? E qualche pulce non era gi\u00e0 venuta a costoro, quando papa Francesco decise di &quot;offrire&quot;, per l&#8217;apertura del Giubileo Straordinario nel dicembre 2015, la facciata della Basilica di San Pietro, a Roma, per la proiezione notturna di belve feroci, leoni, tigri, squali, scimmioni urlanti e cannibali con l&#8217;osso in testa, il tutto a maggior gloria di Dio (?), ma con i solidi della Banca Mondiale (ancora!) che, come tutti sanno, ha la coscienza perfettamente a posto quanto ad ecologismo e ambientalismo olistico e rispettoso? Non ci attarderemo sui contenuti della <em>Laudato si&#8217;<\/em>, perch\u00e9 la cosa ci porterebbe troppo lontano. Si tratta, infatti, di un documento cos\u00ec poco papale, cos\u00ec poco cristiano, cos\u00ec poco cattolico (circostanza che esso e i suoi estimatori non si nasconde affatto, anzi, rivendica con fierezza), che non si pu\u00f2 non domandarsi cosa si ripromettesse, esattamente, il santo padre, allorch\u00e9 ha deciso di diffonderla, rivolgendosi intenzionalmente a tutti gli uomini e non solo al suo gregge, e poi, quasi come un contentino, rivolgendosi anche a quest&#8217;ultimo (nella sesta e ultima parte), invitandolo ad una &quot;spiritualit\u00e0 ecologica&quot;, concetto che sa molto di New Age e poco o niente di cattolicesimo, e che potrebbe piacere pi\u00f9 ai discepoli di Madame Blavatsky o di Rudolf Steiner, che a quelli di Ges\u00f9 Cristo. Diremo solo, per dare un&#8217;idea dell&#8217;immensa confusione teologica di quel documento, mista a voluta ignoranza, che un passo famoso <em>dell&#8217;Epistola ai Romani<\/em>, in cui san Paolo dice che il creato soffre e geme come nelle doglie del parto (8, 22) viene strumentalizzato e letteralmente stravolto per far dire all&#8217;Apostolo delle Genti quel che non si era neppur sognato, cio\u00e8 che quelle sofferenze sono la conseguenza dell&#8217;inquinamento e dello sfruttamento della terra da parte dell&#8217;uomo (nel primo secolo dell&#8217;era cristiana!). L\u00e0 dove si va non solo contro l&#8217;evidenza delle cose, ma anche contro la logica e il pi\u00f9 elementare buon senso, dal momento che le doglie del parto sono una dolce sofferenza per la madre, perch\u00e9 servono a mettere al mondo una nuova vita, mentre le sofferenze che la sconsideratezza umana provoca alla natura sono sterili e puramente distruttive, n\u00e9 mettono al mondo alcunch\u00e9. Possibile che n\u00e9 papa Francesco, n\u00e9 il cardinale ghanese Peter Turkson, che con lui ha lavorato all&#8217;elaborazione del testo, se ne siano resi conto? Secondo noi, \u00e8 impossibile: ed \u00e8 per questo che parliamo di confusione inverosimile e d&#8217;ignoranza teologica voluta. Ma di tutto questo, semmai, parleremo un&#8217;altra volta.<\/p>\n<p>Qui, la domanda che intendiamo porci \u00e8 se sia giusto e lecito parlare di un ambientalismo cristiano; se, cio\u00e8, sia teologicamente corretto e giustificato attribuire al cristianesimo una dimensione &quot;ambientalista&quot;, visto e considerato che l&#8217;ambientalismo, di per s\u00e9, per quanto olistico esso sia, si limita (e giustamente, dal suo punto di vista) a porre la questione del rapporto uomo\/natura in una cornice rigorosamente antropocentrica e immanentista, e nulla sa, n\u00e9 deve sapere, di religione o di teologia, tanto meno di teologia e di religione cristiana. Il cristianesimo, infatti, offre una concezione d&#8217;insieme del Creato, visto non come una realt\u00e0 auto-sussistente, ma come la libera espressione dell&#8217;amore di Dio che si effonde al di fuori di Lui, e che reca, perci\u00f2, un riflesso della sua sapienza e del suo splendore; ma che poi, a causa del Peccato originale, \u00e8 stato corrotto e ferito, decadendo dal suo stato di perfezione originaria. Di conseguenza, definire un cristiano come &quot;ambientalista&quot; ha tanto senso, quanto ne avrebbe definirlo &quot;pacifista&quot;: ecologismo, pacifismo, sono ideologie puramente umane, che assolutizzano una parte della verit\u00e0 e la dilatano fino ad abbracciare il tutto; il cristianesimo ha una sua verit\u00e0 da affermare, che poi \u00e8 la Verit\u00e0, la Verit\u00e0 del Cristo incarnato, morto e risorto per amore degli uomini, e quindi sarebbe non solo riduttivo, ma fuorviante, definirlo &quot;ambientalista&quot;, o &quot;pacifista&quot;, e simili (e infatti, con buona pace dei cattolici progressisti, il cristianesimo <em>non<\/em> \u00e8 pacifista, perch\u00e9 non ha mai negato alla vittima di una ingiusta aggressione il diritto di difendersi, anche con l&#8217;uso della forza).<\/p>\n<p>Fra i pochi esponenti di spicco della Chiesa odierna che hanno osato sollevare perplessit\u00e0 non tanto sulla enciclica <em>Laudato si&#8217;<\/em>, quanto su tutta l&#8217;impostazione &quot;ambientalista&quot; di certo cattolicesimo che si autodefinisce progressista (quando non addirittura modernista, con buona pace della scomunica fulminata al modernismo da san Pio X), c&#8217;\u00e8 il vescovo emerito di Malines-Bruxelles, Andr\u00e9_Joseph L\u00e9onard, il quale \u00e8 gi\u00e0 balzato agli onori delle cronache (si fa per dire), per due volte, per via d&#8217;una intervista del 2006, nella quale ipotizzava che la diffusione dell&#8217;AIDS si possa interpretare come una sorta di &quot;castigo immanente&quot; che la natura somministra agli uomini, per vendicarsi dell&#8217;uso improprio che fanno di essa. Una tesi, sia detto fra parentesi, che a noi pare dettata da un cos\u00ec elementare buon senso, da una cos\u00ec chiara evidenza delle cose stesse, che non solo non vediamo come possa offendere o scandalizzare qualcuno (che sia intellettualmente in buona fede, si capisce), ma, tanto meno, come possa essere ricondotta a un pregiudizio &quot;oscurantista&quot; od omofobo del cattolicesimo, dato che dovrebbe essere condivisa &#8212; questa s\u00ec; e proprio in ci\u00f2 si nota la stridente differenza &#8212; non sol o dai credenti, ma anche dagli atei, perch\u00e9 i fatti sono fatti: e se una persona omosessuale ha centinaia e migliaia di rapporti sessuali nel corso di un anno, con degli sconosciuti e senza alcuna protezione, non \u00e8 chi non veda come un simile stile di vita e come un simile stravolgimento dell&#8217;autentica affettivit\u00e0 e dell&#8217;autentica sessualit\u00e0 umana, non finiscano per esporla a delle gravi conseguenze sul piano della sicurezza sanitaria.<\/p>\n<p>Ma torniamo all&#8217;ambientalismo cattolico e vediamo qual \u00e8 la principale obiezione di monsignor L\u00e9onard (il quale, non chiamandosi Kasper, n\u00e9 Marx, e neppure Enzo Bianchi, non gode di altrettanta visibilit\u00e0, e, soprattutto, di altrettanta simpatia presso la stampa cattolica e i media laici, dei personaggi sunnominati). Nel corso di un&#8217;intervista rilasciata al giornalista Lorenzo Bettocchi per la rivista <em>Il Timone<\/em> (numero di gennaio 2017), monsignor L\u00e9onard cos\u00ec si esprime:<\/p>\n<p><em>Quello che io rimprovero a &quot;Laudato sii&quot;, come molti ambientalisti cristiani, \u00e8 di identificare apparentemente l&#8217;Universo che noi conosciamo a &quot;la&quot; Creazione, dimenticando, per dirlo semplicemente, che c&#8217;era anche il Paradiso terrestre, prima dell&#8217;Universo decaduto dove noi viviamo dalle origini del Cosmo attuale (cfr. &quot;Romani&quot; 8, 18-25) e che ci sar\u00e0, oltre l&#8217;Universo presente, il Paradiso celeste, gi\u00e0 inaugurato con la Resurrezione di Ges\u00f9. Il mondo dove noi viviamo (e che noi dobbiamo certamente mantenere abitabile!) non \u00e8 che uno stato della creazione e non &quot;la&quot; Creazione pura e semplice. L&#8217;enciclica avrebbe tratto beneficio nel parlare pi\u00f9 esplicitamente di questa &quot;storicit\u00e0&quot; della Creazione nel suo insieme. A questo proposito si limita a fare un&#8217;allusione.<\/em><\/p>\n<p>Monsignor L\u00e9onard, qui, ci ricorda ci\u00f2 che, come cattolici, dovremmo sapere benissimo, e invece, nella stragrande maggioranza dei casi, non sappiamo, o abbiamo scordato, o causa della nostra ormai sempre pi\u00f9 diffusa e crassa ignoranza teologica: che il &quot;creato&quot;, quale oggi lo conosciamo, non \u00e8 affatto il Creato quale \u00e8 uscito dalla mano sapiente di Dio; che la sua natura \u00e8 stata irreparabilmente corrotta dagli effetti perversi del Peccato originale; e che, pertanto, voler porre la questione dell&#8217;ambientalismo, da un punto di vista cristiano, senza tener conto che l&#8217;Universo non \u00e8 la Creazione quale Dio l&#8217;ha fatta, ma una cosa diversa, e che noi, allo stato attuale, partecipiamo della sua stessa corruzione, e ci troviamo nella stessa necessit\u00e0 di essere redenti &#8211; cosa che non possiamo certo fare da soli &#8212; \u00e8 fondamentalmente sbagliato.<\/p>\n<p>Strano, per\u00f2. Quei teologi contemporanei che, dal Concilio Vaticano II in poi, si sbizzarriscono con sempre nuove interpretazioni, teorie ed ipotesi, talvolta, si direbbe, quasi pi\u00f9 per stupirci e per metterci in crisi, che per sincero amore della verit\u00e0 (e una teologia che non \u00e8 d&#8217;aiuto alla fede, che razza di teologia \u00e8? certo non viene da Dio&#8230;), qui si sono sempre mostrati assai meno audaci, per non dire reticenti. Essi lo sanno, o non lo sanno, che il Creato, prima del Peccato originale, era magnifico e perfetto, nella misura in cui possono essere perfette le cose create? Forse no, dato che immaginano il Peccato originale come avvenuto <em>nel nostro stesso mondo<\/em>, come lo conosciamo adesso, solo pi\u00f9 prefetto di ora. Il fatto \u00e8 che qui viene al pettine il nodo di una frettolosa e acritica accettazione del paradigma evoluzionista da parte della Chiesa cattolica, pi\u00f9 che mai timorosa di ripetere &quot;l&#8217;errore&quot; del rifiuto della teoria copernicana e pi\u00f9 che mai desiderosa di trovarsi all&#8217;avanguardia, e non alla retroguardia, del progresso scientifico e culturale (e infatti il cardinale Carlo Maria Martini, grande amico dei massoni e del &quot;mondo moderno&quot;, aveva sostenuto che la Chiesa \u00e8 &quot;in ritardo&quot; &#8212; ma rispetto a che cosa? &#8212; di duecento anni). Dalla giustissima e doverosa prudenza di Pio XII, che, nell&#8217;enciclica <em>Humani generis<\/em> (22 agosto 1950), metteva in guardia contro un&#8217;affrettata ed acritica accettazione <em>in toto<\/em> dell&#8217;evoluzionismo, e pi\u00f9 ancora di certe sue conseguenze sulla natura dell&#8217;essere umano, al pronunciamento esplicito di Giovanni Paolo II, non richiesto e non necessario, che, di fatto, \u00e8 stato non solo una resa, ma una vera e propria subordinazione della teologia cattolica agli esiti della ricerca scientifica, i quali (qualcuno avrebbe pur dovuto farlo notare al santo padre!) sono sempre mutevoli e ben di rado &quot;definitivi&quot;!), quando &#8211; dopo un primo pronunciamento del 1985, al Simposio Internazionale su <em>Fede cristiana e teoria dell&#8217;evoluzione<\/em> &#8211; afferm\u00f2 nel 1996, nel sessantesimo anniversario della rifondazione della Pontificia Accademia delle Scienze: <em>Oggi, circa mezzo secolo dopo la pubblicazione dell&#8217;Enciclica<\/em> [la <em>Humani generis<\/em>], <em>nuove conoscenze conducono a non considerare pi\u00f9 la teoria dell&#8217;evoluzione una mera ipotesi.<\/em> La tortuosit\u00e0 linguistica rifletteva una tortuosit\u00e0 concettuale: perch\u00e9 una teoria \u00e8 sempre e solo una teoria, mai una certezza; se fosse tale, la si chiamerebbe in altro modo. Ora, a parte l&#8217;imprudenza di prendere partito per una teoria scientifica non ancora universalmente accettata (e non ci si lasci ingannare da quel che dicono la stampa e i libri di testo ad uso scolastico: l&#8217;evoluzionismo <em>resta<\/em> una teoria, e ci sono in giro fior di scienziati <em>non<\/em> evoluzionisti), rimane la domanda perch\u00e9 mai la dottrina della Chiesa debba prendere posizione su questioni puramente scientifiche, e, pi\u00f9 ancora, perch\u00e9 debba lasciare che da esse venga condizionata la sua dottrina. Ci\u00f2 indica una cosa sola: la subordinazione, anche psicologica, che ormai moltissimi cattolici hanno introiettato rispetto alla cultura profana. Cos\u00ec come, nel Medioevo, la teologia (quella sana, non le varie degenerazioni della &quot;svolta antropologica&quot;) era la regina delle scienze, ora tutto, teologia compresa, \u00e8 subordinato alla nuova regina del sapere, la scienza. E allora si spiegano tante cose, fra cui la profanazione animalista della basilica di San Pietro, poco prima del Natale 2015.<\/p>\n<p>Alcune voci fuori dal coro hanno osservato che l&#8217;enciclica di papa Francesco, immediatamente salutata dai media di tutto il mondo come &quot;autenticamente francescana&quot; (nel senso di san Francesco d&#8217;Assisi: povero santo, se avesse saputo quanto avrebbero strumentalizzato la sua fede!), nonch\u00e9 come &quot;la pi\u00f9 importante enciclica degli ultimi cento anni&quot; (niente di meno&#8230;), sembra dettata, pi\u00f9 che dalla dottrina ispirata al Magistero perenne della Chiesa, alle strambe e assai poco ortodosse teorie semipanteiste ed evoluzioniste del gesuita Pierre Teilhard de Chardin (1881-1955). E allora sorge un fondato sospetto: che proprio lui, a suo tempo ammonito dal Sant&#8217;Uffizio (che ancora, per fortuna, esisteva) si voglia riabilitare, e farne il nuovo teologo ufficiale della Chiesa, come per secoli lo \u00e8 stato san Tommaso d&#8217;Aquino. Se ci\u00f2 accadesse, e vi sono diversi altri indizi che lo fanno pensare, allora ci troveremmo davanti a un ulteriore elemento indicante che \u00e8 in atto una tenebrosa manovra per stravolgere la dottrina cattolica e condurre le anime inconsapevoli verso l&#8217;apostasia&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa non \u00e8 una riflessione sull&#8217;enciclica di papa Francesco Laudato si&#8217;, promulgata il 24 maggio 2015 e dunque ormai gi\u00e0 &quot;vecchia&quot; di quasi due anni, sulla<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30174,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[81],"tags":[107,216,239,257],"class_list":["post-23206","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-francesco","tag-cattolicesimo","tag-papi","tag-san-paolo","tag-teologia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-papa-francesco.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23206","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23206"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23206\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30174"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23206"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23206"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23206"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}