{"id":23198,"date":"2015-10-01T01:45:00","date_gmt":"2015-10-01T01:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/01\/si-deve-amare-il-bene-perfetto-perche-solo-in-esso-e-il-completo-appagamento\/"},"modified":"2015-10-01T01:45:00","modified_gmt":"2015-10-01T01:45:00","slug":"si-deve-amare-il-bene-perfetto-perche-solo-in-esso-e-il-completo-appagamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/01\/si-deve-amare-il-bene-perfetto-perche-solo-in-esso-e-il-completo-appagamento\/","title":{"rendered":"Si deve amare il Bene perfetto perch\u00e9 solo in esso \u00e8 il completo appagamento"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;anima si confonde e si smarrisce allorch\u00e9 si mette ad inseguire le tante e fugaci immagini di bene, ma non pu\u00f2 sbagliare e non pu\u00f2 fallire allorch\u00e9 individua e riconosce il vero Bene, sublime e perfetto, perch\u00e9 in esso trova il suo completo appagamento, che non viene mai meno, n\u00e9 si appanna, n\u00e9, tanto meno, si esaurisce.<\/p>\n<p>La filosofia di Platone insegna che uno \u00e8 il Bene, mentre molti, e non mai del tutto appaganti, sono i beni; concetto ripreso in chiave cristiana da Sant&#8217;Agostino, che ne fece l&#8217;esperienza concreta nella sua vita e che la descrisse mirabilmente nella sua autobiografia spirituale, le \u00abConfessiones\u00bb (una grossa novit\u00e0 nell&#8217;ambito della letteratura latina). I mistici cristiani, poi, lo hanno sviscerato e ulteriormente approfondito, nel corso dei secoli.<\/p>\n<p>Fra le opere dei mistici cristiani, una delle pi\u00f9 commoventi e toccanti \u00e8 quella dell&#8217;Anonimo Francofortese: un membro dell&#8217;ordine religioso-cavalleresco dei Cavalieri teutonici, vissuto alla fine del 1300, il quale &#8212; a dispetto dell&#8217;immagine ora generalmente diffusa di quell&#8217;Ordine, tutta in chiave negativa e sanguinaria, e anche della strumentalizzazione in senso protestante e nazionalista fattane due secoli dopo da Lutero &#8212; raggiunge vette mistiche inebrianti e raramente eguagliate di purezza, nobilt\u00e0 e trasparenza interiore.<\/p>\n<p>L&#8217;Anonimo Francofortese insegna che, quando l&#8217;anima ha raggiunto l&#8217;Uno, l&#8217;essere perfetto, essa non pu\u00f2 desiderare altro che quello: come colui, aggiungiamo noi, il quale, dopo essersi dissetato alla fresca fonte di montagna, non potr\u00e0 mai pi\u00f9 preferirle l&#8217;acqua insipida, o magari torbida, che si pu\u00f2 trovare altrove, lontano dalla sorgente; perch\u00e9 la Sorgente compendia in s\u00e9 l&#8217;eccellenza della sostanza acqua, cos\u00ec come l&#8217;Uno compendia in s\u00e9 l&#8217;eccellenza di quei beni che le cose create, invece, presentano sempre in maniera lacunosa e imperfetta. Chi ha fatto l&#8217;esperienza del Bene, dunque, non potr\u00e0 mai pi\u00f9 accontentarsi dei beni; cos\u00ec come chi \u00e8 giunto al cospetto della Verit\u00e0, non potr\u00e0 mai pi\u00f9 accontentarsi delle piccole, parziali verit\u00e0, che vengono spacciate per l&#8217;intero, vale a dire per la Verit\u00e0 in quanto tale.<\/p>\n<p>E tuttavia, si potrebbe domandare: come potr\u00e0 mai l&#8217;anima umana, essa stessa limitata e imperfetta, giungere fino al riconoscimento dell&#8217;Uno, ed abbeverarsi alle sorgenti del Bene, senza restarne, per cos\u00ec dire, folgorata e annichilita? E come \u00e8 possibile che l&#8217;anima, legata al corpo &#8212; se pure non vogliamo dire: imprigionata nel corpo, come avrebbe detto Platone, e, forse, come pensava l&#8217;evangelista San Giovanni &#8212; possa vincere, per cos\u00ec dire, il peso dell&#8217;umano ed innalzarsi molto al di sopra di se stessa; anzi, come \u00e8 possibile che giunga a intuire la propria insufficienza, il proprio segreto desiderio, e si indirizzi verso la sua meta finale, senza lasciarsi distrarre e fuorviare dalle illusorie, frammentarie immagini di bene che popolano il nostro mondo contingente?<\/p>\n<p>La cosa non \u00e8 affatto impossibile come sembra, anche se richiede, senza dubbio, l&#8217;intervento della Grazia: perch\u00e9 l&#8217;anima, pur legata al corpo e, con esso, alla dimensione del contingente e dell&#8217;illusorio, non \u00e8, per\u00f2, di natura illusoria o contingente, tutt&#8217;altro: essa \u00e8 un riflesso, una scintilla dell&#8217;Essere da cui proviene; e dunque possiede in se stessa un legane originario, luminoso ed eterno, con la Sorgente donde \u00e8 scaturita e al quale aspira ardentemente a ritornare. L&#8217;anima non \u00e8 di questo mondo: vi abita come un&#8217;ospite; ma sa, ricorda, intuisce, e infine pu\u00f2 arrivare a comprendere, sia per la via del ragionamento filosofico, sia per la via dell&#8217;esperienza mistica, che la sua patria originaria \u00e8 l&#8217;Assoluto.<\/p>\n<p>Scrive, dunque, l&#8217;Anonimo Francofortese nel suo \u00abLibretto della vita perfetta\u00bb (titolo originale: \u00abDer Franckforter. Theologia Deutsch\u00bb; a cura di Marco Vannini, Roma, Newton Compton, 1994, cap. 32, pp. 55-56):<\/p>\n<p><em>\u00abSi deve ora fare attenzione: Dio, in quanto \u00e8 buono, \u00e8 buono in assoluto e non \u00e8 questo o quel bene. Qui c&#8217;\u00e8 qualcosa da tenere ben fermo. Vedi, quel che \u00e8 ora qui e ora l\u00e0, non \u00e8 in ogni luogo, n\u00e9 al disopra di ogni termine e luogo; e quel che avviene in un certo tempo, oggi o domani, non \u00e8 sempre e al di sopra di ogni tempo. E quel che \u00e8 qualcosa, questo o quello, non \u00e8 il tutto o al di sopra del tutto. Vedi, se Dio fosse qualcosa, il questo o il quello, non sarebbe il tutto e al di sopra del tutto, come \u00e8, e non sarebbe neppure la vera perfezione. Perci\u00f2 Dio \u00e8, ma non \u00e8 il questo o il quello, che la creatura possa in quanto tale conoscere e denominare, pensare ed esperire. Perci\u00f2, se Dio, in quanto \u00e8 buono, fosse questo o quel bene, non sarebbe ogni bene e al di sopra di ogni bene, e cos\u00ec non sarebbe quell&#8217;unico e perfetto bene che invece \u00e8.<\/em><\/p>\n<p><em>Vedi, Dio \u00e8 anche luce e conoscenza; perci\u00f2 gli si addicono luce e conoscenza, , ed \u00e8 sua propriet\u00e0 illuminare, risplendere e conoscere. E, in quanto \u00e8 luce e conoscenza, deve dar lume e \u00a0chiarire e portarsi a conoscenza; e tutto questo \u00a0dar lume e rivelarsi in Dio \u00e8 senza creatura. Non \u00e8 qui come un operare, ma come un essere o un&#8217;origine. Se invece \u00a0deve darsi come operare ed agire, deve darsi nelle creature. Vedete, quando la conoscenza e la luce \u00e8 operante in una creatura, allora conosce e insegna che \u00e8; cos\u00ec \u00e8 buona. E perci\u00f2 non \u00e8 il questo o il quello. Cos\u00ec neppure rivela ed insegna il questo e il quello, ma rivela ed insegna a riconoscere che \u00e8 un vero, unico, perfetto bene &#8211; non il questo o il quello, ma un bene perfetto, al di sopra di ogni bene.<\/em><\/p>\n<p><em>Ora qui si \u00e8 detto che la luce insegna l&#8217;unico bene. ma cosa insegna di esso? Vedi, questo va considerato bene. \u00a0Guarda, come Dio \u00e8 l&#8217;unico bene, conoscenza e luce, cos\u00ec \u00e8 anche volont\u00e0, amore, giustizia,verit\u00e0 e assolutamente ogni perfezione , e tutto ci\u00f2 \u00e8 un essere in Dio, che per\u00f2 non pu\u00f2 venir esercitato e operato senza la creatura, giacch\u00e9 in Dio, senza la creatura, non c&#8217;\u00e8 altro che un essere e un&#8217;origine, e non un operare. Ma quando questo Uno, che \u00e8 tutto ci\u00f2, assume in s\u00e9 una creatura e se ne impossessa, ed essa gli ubbidisce in modo che a lui sembra di potersi riconoscere in essa come in ci\u00f2 che gli \u00e8 proprio &#8212; vedi, siccome allora c&#8217;\u00e8 una sola volont\u00e0 e un solo amore, da lui stesso, in quanto \u00e8 luce e conoscenza, viene insegnato di non volere altro che l&#8217;Uno, che egli \u00e8.<\/em><\/p>\n<p><em>Vedi, da allora in poi non viene voluto o amato altro che il bene, perch\u00e9 il perch\u00e9 \u00e8 bene e per nessun altro motivo, e non perch\u00e9 \u00e8 questo o quello, o perch\u00e9 \u00e8 piacevole o doloroso, amabile o penoso, dolce o amaro a questo o a quello. A tutto ci\u00f2 non si bada e non si cerca, e neppure a se stessi o a quel che ci riguarda. Infatti qui \u00e8 perduta ed abbandonata ogni seit\u00e0 ed egoit\u00e0, ogni io ed &quot;a me&quot;. Qui non si dice: &quot;Io ho caro me stesso, o te, o questo, o quello, ecc.&quot;. E se all&#8217;amore si chiedesse cosa ama, egli direbbe che ama il bene. E se gli si chiedesse perch\u00e9, risponderebbe: &quot;Perch\u00e9 \u00e8 buono, e in virt\u00f9 del bene&quot;. Cos\u00ec \u00e8 giusto, bene e ben fatto che sia amato. E se ci fosse qualcosa di meglio di Dio, dovrebbe essere amato pi\u00f9 di Dio. Perci\u00f2 Dio non ama se stesso in quanto tale, ma in quanto \u00e8 il bene. E se vi fosse qualcosa, e Dio conoscesse qualcosa di migliore di Dio, allora amerebbe quello, e non se stesso. A tal punto l&#8217;egoit\u00e0 e la seit\u00e0 \u00e8 separata da Dio e non gli appartiene, se non quanto gli serve ad essere persona. Vedi, questo deve essere ed \u00e8 in verit\u00e0 in un uomo divino, ossia in un uomo vero, divinizzato &#8212; altrimenti non sarebbe tale.<\/em>\u00bb<\/p>\n<p>Abbiamo in questa pagina una sintesi perfetta di pensiero e sentimento, teologia e mistica: Dio \u00e8 il Sommo Bene, ed \u00e8 per questo che va amato e adorato; ma, se vi fosse qualcosa di ancora pi\u00f9 perfetto di Lui, allora non soltanto noi, ma Lui stesso, dovremmo tutti amare e adorare questo Qualcosa di pi\u00f9 alto; per\u00f2, non essendovi, per definizione, nulla di pi\u00f9 alto, di pi\u00f9 perfetto e di pi\u00f9 buono, \u00e8 Lui che dobbiamo amare e adorare, e in Lui troveremo tutto ci\u00f2 che cerchiamo negli enti di questo mondo, i quali, per quanto eccellenti possano essere, non saranno mai perfetti e, quindi, non ci daranno mai altrettanta gioia e altrettanta pienezza di quante ne possiamo trovare in Lui, e in Lui solo. Pensiero audace, sfiorante, quasi, l&#8217;eresia, in quella ipotesi, puramente teorica, di un Bene pi\u00f9 grande di Dio; ma pensiero consolante, efficace, splendente d&#8217;una luminosa evidenza.<\/p>\n<p>In Dio, dunque, la Persona divina, si realizza pienamente e perfettamente ci\u00f2 che in nessuna persona umana \u00e8 possibile, nemmeno nella pi\u00f9 perfetta (umanamente parlando): la totale unit\u00e0 e la totale gratuit\u00e0. Nulla si pu\u00f2 pensare, non solo pi\u00f9 perfetto di Dio, ma al di fuori di Dio e separato da Dio, tanto che a Lui spetta la qualifica dell&#8217;essere Uno; e nulla si pu\u00f2 pensare che non sia amore; ma Egli \u00e8 l&#8217;Amore: dunque, Dio ama se stesso: non per\u00f2 alla maniera degli uomini, che amano se stessi in maniera narcisistica, cio\u00e8 con cieco attaccamento al loro io, ma come solo pu\u00f2 amare Dio, cio\u00e8 senza ombra di attaccamento, che \u00e8 imperfezione, perch\u00e9, appunto, se davvero vi fosse qualcosa di pi\u00f9 amabile di Lui, Egli stesso amerebbe quest&#8217;altra cosa.<\/p>\n<p>Dio ama se stesso perch\u00e9 \u00e8 il Bene, perch\u00e9 \u00e8 Amore; gli uomini amano se stessi perch\u00e9 si piacciono, o perch\u00e9 vogliono piacersi, o perch\u00e9 s&#8217;illudono di piacersi. E, se pure gli uomini, talvolta, si amano perch\u00e9 sono buoni, nessuno di loro, per\u00f2, \u00e8 il Bene, ma solo, al massimo, un segno del Bene, un riflesso del Bene, una via che conduce in direzione del Bene: nessuno di loro pu\u00f2 essere la meta in se stesso, dunque nessuno di essi merita di essere amato soltanto e unicamente per se stesso, ma in quanto brilla, in lui, un riflesso di quell&#8217;Altro, di quello che solo \u00e8 Bene, di quella Persona che \u00e8 amabile assolutamente e incondizionatamente. Nessun uomo e nessuna donna meritano di essere amati cos\u00ec, perch\u00e9 sono creature e dunque, in se stesse, imperfette; neppure quell&#8217;uomo che sono io per me medesimo, merita un tale amore, perch\u00e9, se mi amassi a quel modo, rimarrei prigioniero entro me stesso, catturato dall&#8217;amore per me stesso, e non sarei pi\u00f9 in armonia con l&#8217;universo, non sarei pi\u00f9 alla ricerca del Bene, ma mi accontenterei di uno dei tanti, piccoli, ingannevoli beni che non brillano di luce propria, ma solo di luce riflessa.<\/p>\n<p>Gli uomini non possono, n\u00e9 devono, innamorarsi di se stessi; e devono guardarsi con ogni cura dalla tentazione pi\u00f9 pericolosa di tutte, la tentazione della superbia, che li spingerebbe a volersi fare, ciascuno di essi, il dio di se medesimo, spodestando e allontanando dalla propria vista Colui che, solo, merita di essere cercato, amato e adorato come un fine in se stesso, e non come un mezzo per raggiungere qualche cosa d&#8217;altro, ci\u00f2 che noi tutti facciamo allorch\u00e9 amiamo le cose di questo mondo, e perdendo di vista l&#8217;origine di tutto ci\u00f2 che \u00e8 il Bene. Cos\u00ec come ogni acqua &#8212; delle sorgenti, dei fiumi, dei laghi, dei mari &#8211; proviene dall&#8217;Acqua, e cos\u00ec come ogni fuoco &#8212; dei soffioni, dei <em>geyser,<\/em> dei vulcani, delle stelle &#8212; proviene dal Fuoco, allo steso modo ogni bene deriva dal Bene, ogni persona umana proviene dalla Persona divina, ogni molteplicit\u00e0 proviene dall&#8217;Uno, ogni bellezza proviene dal Bello, ogni cosa vera proviene dal Vero e ogni cosa giusta proviene dal Giusto; e il Bene, la Persona, l&#8217;Uno, il Bello, il Vero e il Giusto sono solo in Dio, sono solo Dio, e nessun altri che Dio.<\/p>\n<p>In fondo, la vita serve a questo: ci \u00e8 stata data per capire questo, per capirlo e per metterlo in pratica. Ci\u00f2 non significa che ciascuno di noi \u00e8 chiamato ad allontanare tutti i beni in vista del solo e unico Bene; non tutti sono chiamati all&#8217;ascesi perfetta, ma tutti sono chiamati alla santit\u00e0: e la santit\u00e0 consiste in questo, nel non scordare mai che non vi \u00e8 alcun vero bene senza il Bene, alcuna vera bellezza senza il Bello, alcuna verit\u00e0 autentica senza il Vero, e alcuna giustizia senza il Giusto: insomma che nulla si pu\u00f2 fare, nulla si pu\u00f2 sentire, pensare, capire, al di fuori di &#8212; o, meno ancora, a dispetto di &#8212; quell&#8217;Uno che assomma in s\u00e9 ogni perfezione, e nel quale si trova meravigliosamente e pienamente realizzato ci\u00f2 che, nella dimensione del finito, ci appare sempre come manchevole di qualcosa, e sempre, in qualche modo, lacunoso e imperfetto.<\/p>\n<p>Anche noi siamo chiamati alla perfezione: perch\u00e9 la santit\u00e0 \u00e8 una forma di perfezione; quella forma di perfezione che si addice all&#8217;umano, ove nulla \u00e8 assolutamente perfetto. E la nostra perfezione consiste in questo: nel lasciar cadere la zavorra del nostro piccolo io, capriccioso e viziato, e nell&#8217;abbandonarci pienamente, fiduciosamente, incondizionatamente, a quel Tu assoluto e perfetto che \u00e8 Dio, nostro creatore e signore, nostro fine e nostra speranza, nostro amore e nostra felicit\u00e0. In Lui \u00e8 tutto ci\u00f2 che possiamo desiderare per vivere degnamente e serenamente in questa dimensione del finito e del contingente, e per trovare il nostro vero compimento in quell&#8217;altra, la dimensione dell&#8217;infinito e del necessario.<\/p>\n<p>La nostra piccola vita umana, la grande vita dell&#8217;universo intero, non sono che fasi di preparazione alla Vita vera e assoluta: quella che vedr\u00e0 ogni cosa tornare a Dio, come da Lui tutto \u00e8 cominciato&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;anima si confonde e si smarrisce allorch\u00e9 si mette ad inseguire le tante e fugaci immagini di bene, ma non pu\u00f2 sbagliare e non pu\u00f2 fallire<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[117,141,221],"class_list":["post-23198","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-dio","tag-filosofia","tag-platone"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23198","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23198"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23198\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23198"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23198"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23198"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}