{"id":23196,"date":"2008-10-18T11:48:00","date_gmt":"2008-10-18T11:48:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/10\/18\/e-possibile-amare-qualcuno-e-nello-stesso-tempo-non-stimarlo-o-perfino-disprezzarlo\/"},"modified":"2008-10-18T11:48:00","modified_gmt":"2008-10-18T11:48:00","slug":"e-possibile-amare-qualcuno-e-nello-stesso-tempo-non-stimarlo-o-perfino-disprezzarlo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/10\/18\/e-possibile-amare-qualcuno-e-nello-stesso-tempo-non-stimarlo-o-perfino-disprezzarlo\/","title":{"rendered":"\u00c8 possibile amare qualcuno e, nello stesso tempo, non stimarlo o perfino disprezzarlo?"},"content":{"rendered":"<p>Nella LXXII poesia dei <em>Carmina<\/em>. Caio Valerio Catullo opera una radicale distinzione fra il sentimento dell&#8217;amore, inteso in senso puramente passionale, e quello del <em>bene velle<\/em>, ossia il voler bene arricchito dalla stima e dall&#8217;affetto per la persona amata.<\/p>\n<p><em>Dicebas quondam solum te nosse Catullum,<\/em><\/p>\n<p><em>Lesbia, nec prae me velle tenere Iovem.<\/em><\/p>\n<p><em>Dilexi tum te non tantum ut vulgus amicam,<\/em><\/p>\n<p><em>sed pater ut gratos diligit et generos.<\/em><\/p>\n<p><em>Nunc te cognovi: quare etsi impensius uror;<\/em><\/p>\n<p><em>multo mi tamen es vilior et levior.<\/em><\/p>\n<p><em>Qui potis est? Inquis. Qod amantem iniuria talis<\/em><\/p>\n<p><em>cogit amare magis, sed bene velle minus.<\/em><\/p>\n<p>Diamo qui la traduzione di Enzo Mandruzzato (in: Catullo, <em>I canti<\/em>, a cura di Alfonso Traina, Rizzoli Editore, Milano, 1982; Fratelli Fabbri Editori, 1994, pp. 314-15):<\/p>\n<p><em>Una volta dicevi, Lesbia: \u00abPer me non c&#8217;\u00e8 che Catullo,<\/em><\/p>\n<p><em>neanche Giove vorrei al posto suo\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>A quel tempo t&#8217;amavo, non come la gente un&#8217;amante,<\/em><\/p>\n<p><em>ma come un padre ama i figli, ama i generi.<\/em><\/p>\n<p><em>Adesso ti conosco. Per questo, se brucio di pi\u00f9,<\/em><\/p>\n<p><em>mi vali molto meno. Mi sei molto di meno.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00ab\u00c8 tanto strano\u00bb. Ma un&#8217;offesa cos\u00ec ti costringe<\/em><\/p>\n<p><em>ad amare di pi\u00f9 e a voler bene meno.<\/em><\/p>\n<p>Vorremmo pertanto riflettere su questo problema: se sia possibile amare una persona e, nello stesso, stimarla poco, non volerle pi\u00f9 bene, o, addirittura, disprezzarla; problema che non \u00e8 affatto teorico e astratto, ma che &#8211; lo possiamo vedere tutti i giorni e, forse, anche nella nostra stessa esperienza personale &#8211; riveste una immensa importanza pratica, nel contesto della vita affettiva.<\/p>\n<p>Il lettore che ci abbia sin qui seguito negli ultimi anni, forse ricorder\u00e0 un nostro articolo intitolato <em>Amore passionale, un&#8217;invenzione della modernit\u00e0?<\/em> (consultabile sempre sul sito di Arianna Editrice), nel quale sostenevamo, in buona sostanza, che l&#8217;amore passionale \u00e8, in larga misura, una creazione dell&#8217;Occidente moderno, eretta al rango di Moloch crudele, al quale vengono offerti sacrifici e tributati omaggi, pur mostrandosi ogni giorno lo spettacolo cruento delle vittime che esso esige, e di cui sono piene le pagine di cronaca e i notiziari del telegiornale.<\/p>\n<p>E l&#8217;Occidente avrebbe fatto questo nel contesto della frustrazione, della rabbia repressa, dell&#8217;infelicit\u00e0, che il modo di vita moderno produce, ossia come risposta &#8211; nevrotica e distruttiva &#8211; a un generale sentimento di angoscia e infelicit\u00e0 che \u00e0, a sua volta, il prodotto dello spirito della modernit\u00e0, i cui caratteri essenziali si possono ricondurre a questi cinque punti qualificanti:<\/p>\n<p>1)  la sete di conoscenza-dominio sul mondo naturale;<\/p>\n<p>2)  un aristocraticismo venato di profondo disprezzo per le masse;<\/p>\n<p>3)  una crescita ipertrofica dell&#8217;Ego individuale;<\/p>\n<p>4)  uno stravolgimento e una perversione della normale <em>libido<\/em> sessuale;<\/p>\n<p>5)  un pragmatismo e un utilitarismo ipocritamente mascherati da moralismo.<\/p>\n<p>A nostro avviso, l&#8217;amore passione tanto esaltato e tanto sbandierato dalla letteratura e dal cinema non \u00e8 affatto indice di amore per la vita, ma una sua segreta, violenta e radicale negazione. Coloro che oggi esaltano la \u00abbellezza\u00bb dell&#8217;amore passionale e coloro che vi si gettano a capofitto, convinti di vivere esperienze uniche e, anzi, le sole capaci di dare un senso alla propria vita, non si rendono conto di comportarsi come quegli sprovveduti che, con giovanile incoscienza e per noia esistenziale, si baloccano con le sedute spiritiche e l&#8217;evocazione dei morti e dei demoni: scatenano, cio\u00e8, delle entit\u00e0 terribili, capaci di distruggerne le menti, di annullarne le volont\u00e0, di spegnerne per sempre ogni possibilit\u00e0 di pace e serenit\u00e0. \u00c8 un gioco pericolosissimo, che si sa come incomincia ma si ignora dove, quando e come avr\u00e0 fine; un gioco al massacro dal quale non si ritorna mai indenni.<\/p>\n<p>Ma, se questo \u00e8 vero; e se sono vere le tesi di Denis de Rongement., secondo il quale l&#8217;amore, cos\u00ec come noi lo conosciamo in Occidente, \u00e8 una invenzione dei trovatori medioevali e, in parte, del Catarismo, con il suo rigido dualismo e con l&#8217;idea di trasgressione che la ricerca dei piaceri terreni reca inevitabilmente con s\u00e9; allora come accade che Catullo, un poeta latino dell&#8217;et\u00e0 di Cesare, sia divenuto famoso proprio per il suo disperato amore passionale per la bellissima Lesbia, cui ha dedicato le sue pi\u00f9 belle poesie?<\/p>\n<p>In effetti, Catullo &#8211; come abbiamo precisato fin dall&#8217;inizio, e come si evince dal testo poetico sopra riportato &#8211; aveva una lucidissima consapevolezza che la dimensione passionale del suo amore era scissa dall&#8217;amore pi\u00f9 vero e profondo, che \u00e8 fatto di tenerezza, rispetto, stima e affetto per la persona amata; in altre parole, che era un furiosa tempesta dei sensi, <em>ma non vero amore.<\/em> E, da buon Romano, se ne vergognava non poco: perch\u00e9 innamorarsi a quel modo era considerata cosa poco virile e indegna di un uomo che sa stare al mondo. N\u00e9 i Greci, maestri dei Romani, la pensavano diversamente: sia per quanto riguardava le relazioni eterosessuali, sia per quanto riguardava quelle omosessuali (a prescindere dal fatto di considerare queste ultime, come nel caso di Platone, superiori alle prime, o viceversa).<\/p>\n<p>Non \u00e8 un gioco di parole.<\/p>\n<p>Non vogliamo certo dire che, se l&#8217;amore-passione non \u00e8 vero amore, allora il problema non esiste; il problema esiste ed esister\u00e0 sempre, finch\u00e9 ci saranno uomini e donne che ne subiranno il fascino. E non vogliamo nemmeno domandarci perch\u00e9 esso sia tanto magnificato dai moderni, mentre gli antichi lo tenevano in pochissima considerazione: crediamo, infatti, di avere gi\u00e0 risposto, almeno in termini generali, a questo interrogativo.<\/p>\n<p>La cosa su cui vorremmo riflettere \u00e8 come possano coabitare l&#8217;amore passionale e la disistima o il disprezzo dell&#8217;altro, all&#8217;interno di un rapporto affettivo che sia, anche, ragionevolmente equilibrato e almeno parzialmente armonioso e gratificante.<\/p>\n<p>Ora, il fatto che tale coabitazione, di fatto, si verifica abbastanza di frequente, ci sembra indicare che &#8211; sempre parlando in generale &#8211; i rapporti affettivi propri della modernit\u00e0 si vanno facendo sempre pi\u00f9 spesso disarmonici e squilibrati: causa ed effetto, al tempo stesso, di una disarmonia e di uno squilibrio di fondo che sono costituitivi della modernit\u00e0 stessa. E l&#8217;esaltazione irresponsabile e compiaciuta dell&#8217;amore passionale &#8211; che lo scrittore francese Raymond Radiguet, nel 1923, ha cos\u00ec efficacemente descritto nel romanzo <em>Il diavolo in corpo<\/em>, e il regista Claude Autant-Lara ha trasposto sul grande schermo, nel 1947 &#8211; ne \u00e8 la prova: visto che, in una societ\u00e0 normale, le cose buone vengono celebrate, e quelle cattive sono oggetto di riprovazione.<\/p>\n<p>Anche Alberto Moravia, nel romanzo <em>Il disprezzo<\/em>, ha descritto una relazione amorosa in cui un uomo insegue disperatamente una donna che non solo ha cessato di amarlo, ma finisce per disprezzarlo profondamente. Qui, per\u00f2, la situazione \u00e8 pi\u00f9 semplice e pi\u00f9 banale di quella descritta da Catullo (ed \u00e8 la differenza fra un grande poeta e un romanziere mediocre ed enormemente sopravvalutato): non vi \u00e8 nulla di particolarmente insolito, purtroppo, nel fatto che una persona ne ami un&#8217;altra ma ne riceva, in cambio, solamente disprezzo; ben pi\u00f9 strano \u00e8 il fatto che una persona ne ami un&#8217;altra <em>e, contemporaneamente, non le voglia bene, la disistimi o la disprezzi<\/em>. Questa, s\u00ec, \u00e8 una situazione esplosiva, potenzialmente schizofrenica: perch\u00e9, se \u00e8 vero che le nostre passioni ci spingono a immedesimarci, idealmente, con l&#8217;oggetto verso cui sono dirette, allora accade che una persona ami e disprezzi se stessa, nello stesso tempo. E ci\u00f2 comporta una vera e propria scissione dell&#8217;io, una deflagrazione dell&#8217;unit\u00e0 della persona.<\/p>\n<p>Torniamo, quindi, al problema di fondo; da qualunque punto della circonferenza si parta, sempre si ritorna al centro: la tendenza necrofila della civilt\u00e0 moderna, la sua mancanza di amore per la vita, che impregna i singoli individui con il disamore verso se stessi. Se le persone si volessero un po&#8217; pi\u00f9 di bene, non avrebbero la predisposizione a infiammarsi d&#8217;amore per delle altre persone cui non vogliono bene, che in fondo disprezzano e dalle quali sanno che riceveranno solo sofferenze e umiliazioni (cfr. anche il nostro precedente scritto: <em>La \u00ab Venere infernale \u00bb come pedina diabolica nella partita che ha per posta l&#8217;anima dell&#8217;uomo<\/em>, sempre sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Ma certo non possiamo tirare la comoda conclusione che, se le persone non si vogliono bene e, perci\u00f2, tendono a infliggersi sofferenze mediante rapporti affettivi sbagliati e masochisti, la colpa \u00e8 tutta della societ\u00e0 \u00e8, quindi, non c&#8217;\u00e8 niente da fare e tanto vale rassegnarsi al destino. Nossignori: la societ\u00e0 \u00e8 fatta di uomini; e anche i caratteri distruttivi della modernit\u00e0 sono opera dei pensieri e dei comportamenti umani: pertanto, sono modificabili e migliorabili.<\/p>\n<p>Inoltre, se ci si domanda perch\u00e9 tante persone, oggi, non si vogliono pi\u00f9 bene, non si tarder\u00e0 a rendersi conto che il fenomeno ha origine nell&#8217;adolescenza. Il bambino, in condizioni familiari normali, sta bene al mondo: ci si trova a suo agio, ci si muove con relativa disinvoltura; percepisce le cose, in linea di massima, come amiche. L&#8217;adolescente, invece, sta male con il mondo e con se stesso: non gli piace la realt\u00e0 che lo circonda e, in fondo, non gli piace nemmeno se stesso. E questo fenomeno, pur se presenta tratti legati alla psicologia della crescita in quanto tale, si \u00e8 enormemente accentuato, crediamo, proprio a partire dalla modernit\u00e0; per poi prendere una piega pericolosissima, nel corso delle ultime due generazioni.<\/p>\n<p>Strana contraddizione! Proprio nell&#8217;epoca in cui gli adolescenti sembrano essere al centro dell&#8217;attenzione della societ\u00e0, essi si trovano a vivere una crisi che non \u00e8 soltanto fisiologica, ma <em>storica<\/em>: la crisi degli adolescenti della societ\u00e0 \u00abdel benessere\u00bb. E questa crisi., che al tempo dei nostri nonni rientrava gradualmente con l&#8217;ingresso nell&#8217;et\u00e0 adulta, oggi tende a cristallizzarsi e a prolungarsi artificialmente per tutto il resta della vita. <em>Gli adulti che non si vogliono bene sono degli adolescenti il cui sviluppo psicologico e affettivo si \u00e8 bloccato, e nei quali la crisi \u00abdi passaggio\u00bb dall&#8217;infanzia alla maturit\u00e0 \u00e8 divenuta una condizione permanente e immodificabile.<\/em><\/p>\n<p>Se questo \u00e8 vero, allora possiamo incominciare a intravedere, forse, un po&#8217; di luce nella buia galleria che, presentemente, stiamo attraversando. Sappiamo, per lo meno, da dove ha origine il disagio di molte persone; da dove si alimenta il loro disamore per se stesse, e il loro bisogno patologico di aggrapparsi a qualcuno cui non vogliono bene, ma che le attrae, come la luce della lampada attrae le falene che, su di essa, finiranno per bruciarsi a morte.<\/p>\n<p>L&#8217;adolescente si sente in distonia col mondo perch\u00e9 non lo trova all&#8217;altezza dei suoi sogni, dei suoi desideri e delle sue aspirazioni. Restituire fiducia in se stessi e gioia di vivere agli adolescenti, significa mostrare loro attraverso quali vie essi possono dare un senso alla propria vita, ristabilendo il legame incrinato con il mondo esterno e ritrovando motivi di autostima nell&#8217;agire in mezzo al mondo che \u00e8 dato loro, per modificarlo con pazienza e con amore. Se l&#8217;adolescente riesce a ricostituire un dialogo con il mondo che lo circonda &#8211; che \u00e8 poi, il mondo degli adulti &#8211; egli potr\u00e0 elaborare una propria via personale verso la realizzazione di s\u00e9, divenendo a sua volta un adulto soddisfatto della propria vita (il che non significa, come vorrebbe certa psicologia pragmatista, pronto a dire di s\u00ec a tutte le forme dell&#8217;esistente).<\/p>\n<p>Ecco, forse la crisi adolescenziale si \u00e8 trasformata da fisiologica a storica negli anni intorno al Sessantoito, quando lo slogan di tanti cattivi maestri \u00e8 stato: vogliamo tutto e subito. Poich\u00e9, ovviamente, il \u00abtutto e subito\u00bb non \u00e8 arrivato, molti giovani hanno cominciato a covare un sordo rancore contro la societ\u00e0, contro la vita e, in fondo, contro se stessi. Divenuti degli adulti disperati, hanno messo al mondo dei figli ai quali hanno trasmesso la loro sorda disperazione. Magari erano persone socialmente arrivate, economicamente benestanti e, in apparenza, perfettamente inserite nella societ\u00e0; ma, in fondo all&#8217;anima, erano dei disperati, i figli non meno dei padri.<\/p>\n<p>E questo terribile morbo, il morbo della disperazione &#8211; cio\u00e8, alla lettera, la mancanza di speranza nel futuro &#8211; si \u00e8 trasmesso anche ai loro nipoti: ed essi sono gli adolescenti del terzo millennio, ricchi di oggetti materiali, ma affettivamente e spiritualmente poverissimi &#8211; e sempre pi\u00f9 a disagio nel mondo in cui si trovano a vivere.<\/p>\n<p>Se vogliamo interrompere la catena infernale, dobbiamo rimboccarci le maniche e insegnare ai giovani d&#8217;oggi che la filosofia del \u00abtutto e subito\u00bb \u00e8 una filosofia tanto sbagliata, quanto lo \u00e8 quella dell&#8217;adattamento passivo (e, magari, furbesco) allo stato di cose esistente. L&#8217;una pecca di rivoluzionarismo velleitario, l&#8217;altra di fatalismo rinunciatario.<\/p>\n<p>La saggezza della vita, in fondo, consiste in questo: nel comprendere che in tanto noi possiamo godere dalla vita, in quanto siamo disposti ad impegnarci per migliorare noi stessi, affinando le nostre potenzialit\u00e0 ed espandendo il nostro livello di consapevolezza, in un rapporto di dono reciproco con la realt\u00e0 esterna. Chi non sa dare, non potr\u00e0 ricevere; e chi vuol ricevere tutto e subito (e, magari, senza sforzo e sacrificio personale), non otterr\u00e0 nulla. Imparare a vedere i lati belli della vita \u00e8 cosa che nasce dalla soddisfazione del lavoro, dell&#8217;impegno e, pi\u00f9 importante di tutto, dalla capacit\u00e0 di stupirsi e di vedere la bellezza, anche quando essa riveste gli abiti apparentemente umili delle cose d&#8217;ogni giorno.<\/p>\n<p>Chi sa stupirsi, sa godere della vita; e chi sa godere della vita, la ama, e vuol bene anche a se stesso. Infine, chi vuol bene a se stesso vuol bene anche all&#8217;altro: non lo cerca per stordirsi in una passione travolgente che somiglia a una droga, ma per completarsi armoniosamente e per arricchirsi nel rapporto con lui.<\/p>\n<p>Una persona cos\u00ec non far\u00e0 l&#8217;esperienza schizofrenica di amare e disprezzare, nello stesso tempo, la persona amata.<\/p>\n<p>Non la far\u00e0 perch\u00e9, volendosi bene, cercher\u00e0 di unire la sua strada soltanto a quella delle persone che riterr\u00e0 degne della sua stima, della sua tenerezza e del suo affetto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella LXXII poesia dei Carmina. Caio Valerio Catullo opera una radicale distinzione fra il sentimento dell&#8217;amore, inteso in senso puramente passionale, e quello del bene velle,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[202,224],"class_list":["post-23196","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-modernita","tag-poesia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23196","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23196"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23196\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23196"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23196"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23196"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}