{"id":23193,"date":"2017-04-10T12:56:00","date_gmt":"2017-04-10T12:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/04\/10\/non-si-puo-amare-il-prossimo-senza-passare-per-lamore-di-dio\/"},"modified":"2017-04-10T12:56:00","modified_gmt":"2017-04-10T12:56:00","slug":"non-si-puo-amare-il-prossimo-senza-passare-per-lamore-di-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/04\/10\/non-si-puo-amare-il-prossimo-senza-passare-per-lamore-di-dio\/","title":{"rendered":"Non si pu\u00f2 amare il prossimo senza passare per l\u2019amore di Dio"},"content":{"rendered":"<p>Quella che si \u00e8 instaurata nella catechesi e nella pastorale degli ultimi decenni, peraltro logica conseguenza della cosiddetta &quot;svolta antropologica&quot; in teologia, \u00e8 una vera e propria inversione della giusta prospettiva del rapporto fra l&#8217;uomo e Dio. Oggi quel che fanno moltissimi sacerdoti e parecchi vescovi e cardinali, e quel che sta facendo lo stesso papa Francesco, \u00e8 un continuo battere e ribattere sul tema dell&#8217;amore del prossimo: e lo fanno un termini talmente prescrittivi, talmente ultimativi, talmente &#8212; ci si passi l&#8217;espressione, un po&#8217; rozza, ma sostanzialmente adeguata &#8212; ricattator\u00ee, che non si pu\u00f2 non restare fortemente perplessi, specie se si \u00e8 in grado di ricordare, per motivi anagrafici, quale fosse il linguaggio che adoperava la Chiesa prima del Concilio Vaticano II, quale l&#8217;accento posto sull&#8217;annuncio del Vangelo, quale la prospettiva da cui si guardavano le cose del mondo. In buona sostanza, quel: <em>noi abbiamo l&#8217;obbligo di accogliere tutti i profughi che bussano alla nostra porta<\/em> (a prescindere dal fatto che solo il 5% di quelli che si dichiarano profughi lo sano per davvero, e a prescindere anche dal fatto che costoro non &quot;bussano&quot; affatto, ma sfondano la porta di casa nostra a colpi d&#8217;ariete, o, peggio, a colpi di ricatto morale, con tanto d&#8217;immagini di bambini annegati sulla spiaggia), ricorda molto da vicino, nel migliore dei casi, il <em>tu devi<\/em> di kantiana memoria: non si spiega perch\u00e9 si debba agire in un certo modo, lo si ordina e basta; non si vuol convincere, si vuol essere obbediti come in caserma. Ma \u00e8 questo il Vangelo dell&#8217;amore insegnato da Ges\u00f9 Cristo? Era questo che Ges\u00f9 intendeva per amore del prossimo, quando lavava i piedi ai suoi apostoli (<em>ai suoi apostoli<\/em>, si badi bene, non ai sacerdoti o ai fedeli del paganesimo; e tanto meno alle loro donne; e meno che mai davanti alla folla, sicch\u00e9 tutti potessero ammirare la sua umilt\u00e0, ma in privato, nel chiuso del cenacolo) e li esortava ad avere amore, abnegazione e fattivo spirito di servizio gli uni verso gli altri? Noi ne dubitiamo.<\/p>\n<p>\u00c8 quasi incredibile che gli uomini di Dio si siano &quot;dimenticati&quot; che la prima ragion d&#8217;essere del loro ministero, e della loro stessa chiamata, \u00e8 quella di far sentire agli uomini, e innanzitutto alle pecorelle del gregge affidato loro in custodia (non certo in propriet\u00e0, come alcuni di loro parrebbero credere, a giudicare dalla sicumera con cui pretendono di far accettare certe loro &quot;svolte&quot;, pi\u00f9 o meno personali, a cominciare dalla liturgia: messa con i burattini, messa con l&#8217;aperitivo, messa con le danze acrobatiche del sacerdote), di far sentire loro, dicevamo, il <em>profumo dell&#8217;infinito<\/em> e la <em>maest\u00e0 del trascendente<\/em>. Invece essi non la smettono, da qualche tempo in qua, di parlare sempre e solo delle cose di quaggi\u00f9; di abbassare il divino al livello dell&#8217;umano; di togliere ad esso la maest\u00e0 e, quasi, la sacralit\u00e0; e vorrebbero, in cambio d&#8217;una tale opera di distruzione del sacro e di demolizione del timor di Dio, essere applauditi e ringraziati, vorrebbero essere lodati e osannati, pensando, evidentemente, d&#8217;aver fatto la scoperta pi\u00f9 bella di questo mondo (di <em>questo<\/em> mondo, appunto!; ma essi non colgono la differenza), e di avere acquistato un merito speciale, perch\u00e9, dopo duemila anni di Chiesa distaccata e insensibile ai problemi di quaggi\u00f9, di Chiesa sorda, egoista e irrimediabilmente compromessa coi potenti di questo mondo (ma ci sono stati pi\u00f9 martiri in <em>quella<\/em> chiesa, come san Pietro Martire o san Tommaso Moro, che in <em>questa<\/em>; e la ragione \u00e8 chiarissima: che &quot;questa&quot; chiesa, la loro, non d\u00e0 per niente fastidio alla mentalit\u00e0 del mondo&#8230;), finalmente sono arrivati loro, hanno visto, hanno compreso tutto al volo, e si son messi ad annunciare il vangelo, quello vero, quello adatto alle necessit\u00e0, e soprattutto alle aspettative, degli uomini <em>moderni<\/em>. E in un certo senso \u00e8 proprio cos\u00ec; ma non li sfiora il pensiero che, cos\u00ec facendo, stanno tradendo il Vangelo <em>perenne<\/em>, che non \u00e8 di ieri o di oggi, ma di sempre.<\/p>\n<p>Dunque, essi dicono, credendo di aver fatto la grande scoperta: <em>Bisogna accogliere tutti<\/em>; <em>bisogna amare il prossimo<\/em>; <em>tu devi amare il prossimo, anche il tuo nemico<\/em>. E credono di dire le stesse cose che diceva Ges\u00f9; insuperbiscono perch\u00e9 credono che la loro &quot;scoperta&quot;, la loro &quot;svolta antropologica&quot;, la loro &quot;opzione preferenziale per i poveri&quot; li abbiano resi pi fedeli a Dio di quanto non lo fossero i preti di una, due o tre generazioni fa, ai quali, invece, spesso (non sempre) costoro non sarebbero degni nemmeno di allacciare le scarpe. Come mai? In che cosa, dunque, s&#8217;ingannano? Le parole che dicono, non sono proprio le parole di Ges\u00f9, non sono i concetti tante volte espressi da Ges\u00f9, anche nelle sue parabole, come quella del povero Lazzaro e del ricco Epulone? No, non lo sono; sono una loro cattiva, e sovente una pessima, imitazione, come la moneta falsa \u00e8 solo una imitazione, e perci\u00f2 una falsificazione, della moneta buona. Le somiglia, ma non lo \u00e8: solo chi la maneggia in fretta, solo chi non possiede l&#8217;occhio attento, potrebbe lasciarsene ingannare; o chi la riceve di notte, al buio, e non ha la possibilit\u00e0 di vederla bene mentre la prende in mano: perch\u00e9 in tal modo agiscono i truffatori e i falsari, per smerciarla.<\/p>\n<p>Ebbene, allo stesso modo agiscono questi preti laicizzati e secolarizzati, che si vergognano ormai perfino d&#8217;indossare la talare, e che non vedono l&#8217;ora che finisca l&#8217;imbarazzante cerimonia della santa Messa per poter indossare di nuovo gli abiti &quot;civili&quot;, confondendosi e mimetizzandosi nella folla: e credono, con questo zelo alla rovescia, di essere pi\u00f9 bravi e pi\u00f9 &quot;adulti&quot;, pi\u00f9 maturi dei preti di un tempo (eppure Ges\u00f9 ha detto: <em>chi non accoglier\u00e0 il Vangelo come un fanciullo, non entrer\u00e0 nel regno dei cieli<\/em>), meno &quot;clericali&quot; e pi\u00f9 rispettosi della &quot;libert\u00e0&quot; altrui, delle &quot;opinioni&quot; altrui, tutte ugualmente giuste e legittime, a quanto pare. Relativismo, non pi\u00f9 cristianesimo, non pi\u00f9 cattolicesimo! Questi falsi preti modernisti non sono pi\u00f9 uomini di Dio, ma uomini del mondo: e infatti piacciono al mondo, il mondo li riconosce, il mondo esclama: <em>Oh, come sono bravi! Oh, come \u00e8 bello stare ad ascoltarli!<\/em>; e dimentica, o finge di dimenticare, che Ges\u00f9 non sempre veniva ascoltato con ammirazione e rispetto, spesso invece veniva deriso, insultato, minacciato di morte, finch\u00e9 quel disprezzo, dell&#8217;odio, quelle minacce non si concretizzarono e portarono alla sua Passione, Morte e Resurrezione.<\/p>\n<p>Uguale discorso per i teologi, o gli pseudo teologi, modernisti e progressisti, tipo Enzo Bianchi (il quale \u00e8 anche un falso prete che gioca sull&#8217;equivoco, a cominciare dal modo di vestire, che farebbe supporre una sua ordinazione sacerdotale, la quale, invece, non c&#8217;\u00e8 mai stata: anche se qualche folle lo vorrebbe addirittura cardinale). Costoro sono degli eretici che si spacciano per cattolici, sono lupi travestiti da agnelli, che seminano la confusione nel gregge delle pecorelle, e non le custodiscono, ma le spingono verso il precipizio con le loro male arti e le loro pessime teorie: cio\u00e8, fuori di metafora, spingono le anime verso l&#8217;eresia, verso l&#8217;apostasia e verso la perdizione, e ne portano una immensa responsabilit\u00e0, della quale dovranno render conto a Dio.<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9, esattamente, le parole di costoro <em>somigliano<\/em> a quelle di Ges\u00f9, quando affermano che il primo comandamento \u00e8 amare il prossimo, ma <em>non lo sono<\/em>? Essenzialmente per tre motivi. Il primo \u00e8 che essi non sono credibili: dalla loro superbia li si riconosce per quello che sono. N\u00e9 loro, n\u00e9 le loro parole vengono da Dio, perch\u00e9 non sono miti ed umili di cuore, come Ges\u00f9 ha prescritto. Essi, invece, sono pieni di alterigia e di disprezzo verso i loro fratelli in Cristo che non condividono il loro abbassamento pastorale, che non capiscono perch\u00e9 mai gli uomini moderni avrebbero bisogno della messa con i burattini, della messa con l&#8217;aperitivo, della messa con la discoteca incorporata, musiche e balli inclusi, o perch\u00e9 si dovrebbe officiare la messa insieme ai musulmani, oltretutto mentre costoro stanno ammazzando pi\u00f9 cristiani che possono, e arrivano perfino a sgozzare i preti cattolici in chiesa, sull&#8217;altare, al momento dell&#8217;Eucarestia. Se sono gonfi di superbia e di disprezzo per i loro fratelli, certamente le loro parole non vengono da Dio e i loro modi non somigliamo a quelli di Ges\u00f9. La loro voce, pertanto, non \u00e8 simile a quella del Buon Pastore, ma piuttosto a quella del ladro e del brigante, perch\u00e9 essi non sono entrati nell&#8217;ovile dalla porta, ma da un&#8217;altra parte, di notte, con intenzioni oscure (cfr. <em>Giovanni<\/em>, 10, 1-2).<\/p>\n<p>Il secondo motivo \u00e8 che dicono: ama il tuo prossimo, come se fosse una faccenda solamente umana. S\u00ec, nominano anche Dio, ma quasi <em>pro forma<\/em>, lasciandolo sullo sfondo: pare che sia l&#8217;uomo a fare tutto, anche ad amare e a trovare in s\u00e9 la ricchezza interiore che permette di amare sempre, instancabilmente. Invece non \u00e8 cos\u00ec: le forze dell&#8217;uomo sono limitate, la sua capacit\u00f2 di amare anche: a stento egli arriva ad amare i suoi amici, quando gli fanno del bene, quando \u00e8 in pace con se stesso e non ha la luna di traverso. Figuriamoci se sarebbe capace di amare gli altri, gli sconosciuti; figuriamoci se sarebbe capace di amare i suoi nemici. Dove troverebbe la forza per una cosa del genere? In se stesso, no di certo. Solo in Dio la pu\u00f2 trovare. Dunque, non \u00e8 vero che per amare Dio bisogna prima amare gli uomini: questo \u00e8 un discorso che sarebbe piaciuti agli illuministi; ma gli illuministi erano deisti, cio\u00e8 massoni e anticristiani: questa non \u00e8 la dottrina cattolica, e non \u00e8 nemmeno una dottrina fondata sul buon senso. \u00c8 astrusa, velleitaria, inconcludente: come lo sono sempre le dottrine dei signori progressisti, che non guardano alla realt\u00e0 delle cose, ma sacrificano i fatti per non dover smentire le loro (balorde) convinzioni.<\/p>\n<p>E poi, cosa ancor pi\u00f9 importante (se possibile): perch\u00e9 mai si dovrebbe amare il prossimo; perch\u00e9 si dovrebbero amare <em>tutti<\/em> gli uomini, perfino i nemici? Per quale ragione al mondo io dovrei amare anche chi non conosco, chi non mi ama, chi mi vuol male? Non c&#8217;\u00e8 una ragione al mondo che possa convincermi che cos\u00ec si debba fare; persino l&#8217;istinto &#8212; il sano istinto di sopravvivenza, che la sa ben pi\u00f9 lunga di cento ragionamenti &#8211; mi porta nella direzione opposta. E questa \u00e8 la terza ragione per cui le parole dei teologi e dei sacerdoti modernisti suonano false, e somigliano solo in apparenza a quelle di Nostro Signore Ges\u00f9 Cristo. Solo se si guarda a Dio, nella Persona di Ges\u00f9 crocifisso per amor nostro, si pu\u00f2 trovare in Lui, e ricevere da Lui, la riposta alla domanda: perch\u00e9 amare il prossimo. Noi non la troviamo in noi stessi: cos\u00ec come non troviamo la <em>forza<\/em> per amare, non troviamo nemmeno la <em>ragione<\/em> per cui dovremmo amare. Solo guardando il Crocifisso, un raggio di luce si fa strada in noi: Ges\u00f9 \u00e8 morto per tutti gli uomini, perch\u00e9 Dio \u00e8 Padre di tutti gli uomini; dunque, noi siamo figli del Padre e perci\u00f2 anche fratelli in Cristo. Lui ci ha amato senza chiedere perch\u00e9: pur sapendo che Giuda lo avrebbe tradito, che Pietro lo avrebbe rinnegato, che il Sinedrio lo avrebbe voluto morto e che, alla fine, sarebbe stato abbandonato da tutti, processato e condannato come un malfattore, flagellato, incoronato di spine, schernito e ucciso nella maniera pi\u00f9 dolorosa e umiliante. Eppure, mentre lo inchiodavano alla croce, ripeteva: <em>Padre, perdona loro<\/em>. Ecco, dunque, che l&#8217;amore di Dio e l&#8217;amore del prossimo si rivelano come le due facce di una stessa medaglia; ma l&#8217;amore di Dio viene prima di tutto il resto, \u00e8 da esso che scaturisce la sorgente dell&#8217;amore per il prossimo: <em>perch\u00e9 da soli voi non potete fare niente<\/em>, dice Ges\u00f9 ai suoi, illustrando la metafora della vite e dei tralci.<\/p>\n<p>Dio, per\u00f2, noi non lo vediamo, obietter\u00e0 qualcuno; e allora, come si pu\u00f2 amare innanzitutto ci\u00f2 che non si vede, per trarre la forza e la ragione di amare gli uomini, che vediamo intorno e accanto a noi, e perfino contro di noi?<\/p>\n<p>A questa domanda ha provato a rispondere Benedetto XVI nella sua enciclica <em>Deus caritas est<\/em>, pubblicata il 25 gennaio del 2006, ma firmata il giorno di Natale del 2005 (capp. 16-17):<\/p>\n<p><em>Dopo aver riflettuto sull&#8217;essenza dell&#8217;amore e sul suo significato nella fede biblica, rimane una duplice domanda circa il nostro atteggiamento: \u00e8 veramente possibile amare Dio pur non vedendolo? E: l&#8217;amore si pu\u00f2 comandare? Contro il duplice comandamento dell&#8217;amore esiste la duplice obiezione, che risuona in queste domande. Nessuno ha mai visto Dio &#8212; come potremmo amarlo? E inoltre: l&#8217;amore non si pu\u00f2 comandare; \u00e8 in definitiva un sentimento che pu\u00f2 esserci o non esserci, ma che non pu\u00f2 essere creato dalla Volont\u00e0. La Scrittura sembra avallare la prima obiezione quando afferma: &quot;Se uno dicesse: &#8216;Io amo Dio&#8217; e odiasse il suo fratello, \u00e8 un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non pu\u00f2 amare Dio che non vede (1 Gv 4, 20). Ma questo testo non esclude affatto l&#8217;amore di Dio come qualcosa di impossibile; al contrario, nell&#8217;intero contesto della &quot;Prima Lettera di Giovanni&quot; ora citata, tale amore viene richiesto esplicitamente. Viene sottolineato il collegamento incidibile tra amore di Dio e amore del prossimo. Entrambi si richiamano cos\u00ec strettamente che l&#8217;affermazione dell&#8217;amore di Dio diventa una menzogna, se l&#8217;uomo si chiude al prossimo o addirittura lo odia. Il versetto giovanneo si deve interpretare piuttosto nel senso che l&#8217;amore per il prossimo una strada per incontrare anche Dio e che il chiudere gli occhi di fronte al prossimo rende ciechi anche di fronte a Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>In effetti, nessuno ha mai visto Dio cos\u00ec come Egli \u00e8 in se stesso. E tuttavia Dio non \u00e8 per noi totalmente invisibile, non \u00e8 rimasto per noi semplicemente inaccessibile. Dio ci ha amati per primo, dice la &quot;Lettera di Giovanni&quot; citata (cfr 4, 10) e questo amore di Dio \u00e8 apparso in mezzo a noi, si \u00e8 fatto visibile in quanto Egli ha mandato il suo Figlio unigenito nel modo, perch\u00e9 noi avessimo la vita per lui&quot; (1 Gv 4, 9). Dio si \u00e8 fatto visibile: in Ges\u00f9 noi possiamo vedere il Padre (cfr Gv 14, 9). [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Nello viluppo di questo incontro si rivela con chiarezza che &#8216;amore non soltanto un sentimento. I sentimenti vanno e vengono. Il sentimento pu\u00f2 essere una meravigliosa scintilla iniziale, ma non \u00e8 la totalit\u00e0 dell&#8217;amore. [&#8230;] \u00e8 proprio della maturit\u00e0 dell&#8217;amore coinvolgere tutte le potenzialit\u00e0 dell&#8217;uomo e includere, per cos&#8217; dire, l&#8217;uomo nella sua interezza.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;incontro con le manifestazioni visibili del&#8217;amore di Dio pu\u00f2 suscitare in noi il sentimento della gioia, che nasce dall&#8217;esperienza dell&#8217;essere amati. Ma tale incontro chiama in causa anche la nostra volont\u00e0 e il nostri intelletto. Il riconoscimento del Dio vivente \u00e8 una via verso l&#8217;amore, e il s\u00ec della nostra volont\u00e0 alla sua unisce intelletto, volont\u00e0 e sentimento nel&#8217;atto totalizzante dell&#8217;amore. Questo per\u00f2 \u00e8 un processo che rimane continuamente in cammino: l&#8217;amore non \u00e8 mai &quot;concluso&quot; e completato; si trasforma nel corso della vita, matura e proprio per questo rimane fedele a se stesso&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Resta da vedere, naturalmente, in che cosa si concretizzi, materialmente e spiritualmente, l&#8217;amore per il prossimo: se esso consista nel dire sempre di s\u00ec, nell&#8217;assecondare, nel premiare tutti i comportamenti dell&#8217;altro, o se non consista, piuttosto, anche nella capacit\u00f2 di dire &quot;no&quot;, non per egoismo e indifferenza, ma per portare l&#8217;altro su di un piano di riflessione superiore. L&#8217;altro non crescer\u00e0 mai, se noi lo scusiamo sempre in tutte le sue debolezze. Addirittura, l&#8217;altro potrebbe farsi una professione dell&#8217;essere eternamente bisognoso, e noi potremmo cadere nella trappola del buonismo, che \u00e8 il contrario dell&#8217;amore, il suo stravolgimento e il suo capovolgimento. I cattolici progressisti, in particolare, sembrano conoscere solo l&#8217;aiuto materiale come forma di amore al prossimo, forse perch\u00e9 Dio, per loro, tende a diventare una realt\u00e0 sempre pi\u00f9 terrena, al punto da identificarsi senz&#8217;altro con il prossimo. Ma l&#8217;amore richiede anche la dimensione spirituale del dono: e la vera dimensione spirituale dell&#8217;amore \u00e8 quella che aiuta l&#8217;altro ad innalzarsi e a migliorarsi, non quella che lo compatisce e lo commisera a tempo indeterminato, privandolo sia della sua autonomia, che della sua stessa dignit\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quella che si \u00e8 instaurata nella catechesi e nella pastorale degli ultimi decenni, peraltro logica conseguenza della cosiddetta &quot;svolta antropologica&quot; in teologia, \u00e8 una vera e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[157,237,240],"class_list":["post-23193","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-gesu-cristo","tag-sacra-scrittura","tag-san-pietro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23193","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23193"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23193\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23193"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23193"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23193"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}