{"id":23185,"date":"2018-12-08T11:10:00","date_gmt":"2018-12-08T11:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/12\/08\/altroche-se-e-una-questione-morale\/"},"modified":"2018-12-08T11:10:00","modified_gmt":"2018-12-08T11:10:00","slug":"altroche-se-e-una-questione-morale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/12\/08\/altroche-se-e-una-questione-morale\/","title":{"rendered":"Altroch\u00e9, se \u00e8 una questione morale"},"content":{"rendered":"<p>La crisi dell&#8217;Europa? La crisi della Chiesa? La crisi della nostra civilt\u00e0? Sono tutte facce di una stessa cosa: la questione morale. Certo, vi \u00e8 anche una crisi culturale, una crisi intellettuale, una crisi economica, una crisi politica, una crisi sociale, e cos\u00ec via. Ma in definitiva ciascuna di queste crisi non \u00e8 che un aspetto, un riflesso, una conseguenza dell&#8217;unica crisi da cui \u00e8 nato tutto: una crisi morale. Semplicemente, a partire da un certo punto, gli europei hanno imboccato la strada del merdaio, e hanno cominciato a sguazzarci dentro, dapprima con una certa quel trepidazione, poi sempre pi\u00f9 persuasi e soddisfatti, infine &#8212; sotto la generosa spinta dell&#8217;invasione cultura americana &#8211; addirittura fieri di quel che sono diventati, arroganti e cattedratici nella predica dei loro vizi e vessatori nei confronti di quanti non si uniformano al loro stile di vita.<\/p>\n<p>Per anni, per decenni, per secoli, almeno a partire dall&#8217;illuminismo, ma in realt\u00e0 ancor prima, la virt\u00f9 \u00e8 stata derisa, \u00e8 stata svillaneggiata, e le persone che la praticano sono state ridotte al livello di macchiette, descritte come buffe, o sciocche, o bigotte, e trasformate in materia conica: per i romanzieri, per i poetastri, per i <em>philosphes<\/em> alla Diderot, per i predicatori dell&#8217;antimorale come Sade, per i celebratori della perversione come Sacher-Masoch, per i pornografi come Alberto Moravia; e poi per i fotografi &quot;artistici&quot;, per i registi cinematografici, per i programmatori televisivi, e naturalmente per i cantanti e gli autori di canzonette. Gli stilisti di moda, poi, questa mala razza sorta appunto per glorificare il vizio, hanno dato un altro contributo importantissimo, decisivo: a partire dagli anni &#8217;60 del Novecento, sono riusciti a imputtanire le brave ragazze, le signore della porta accanto, le madri di famiglia e perfino le puerpere, a trasformarle in bambole sexy, specializzate nell&#8217;arte di attizzare le pi\u00f9 basse brame del maschio &#8212; salvo poi levare altissime strida per la commercializzazione del corpo femminile, e invocare leggi draconiane per punire con la massima severit\u00e0 il maschio violento e stupratore di verginelle indifese. Contemporaneamente, \u00e8 partita una formidabile campagna per criminalizzare il maschio in quanto tale: si \u00e8 inventato un crimine <em>ad hoc<\/em>, particolarmente odioso e nefando, il <em>femminicidio<\/em>, come se gli uomini che uccidono le donne lo facessero perch\u00e9 odiano le donne e non, semplicemente, perch\u00e9 odiano quella certa donna, cos\u00ec come vi sono donne che odiano, fino a volerlo morto, un certo uomo, o che odiano una certa collega, o rivale, o amica, o parente, o che odiano il loro stesso figlio, e arrivano anche ad ammazzarlo: il che non significa che tutte donne le tutte e le madri, in quanto tali, siano potenziali assassine dei loro figli. La criminalizzazione del maschio procede di pari passo con la sua castrazione psicologica: fin da bambino, insegnano al maschietto che appartiene a una strana e pericolosa razza di cattivi soggetti, e ad avere sospetto e disgusto di se stesso, a voler diventare diverso da quel che \u00e8, per non finire come quegli altri, quegli orchi che uccidono le donne. Inutile aggiungere che, imboccando questa strada, si \u00e8 impressa una fortissima accelerazione al processo di omosessualizzazione della societ\u00e0: se il maschio deve vergognarsi di esser virile, tanto vale che si faccia simile alla donna, cos\u00ec sar\u00e0 socialmente accettato e tutti saranno pi\u00f9 contenti di lui: sar\u00e0 diventato una persona mite e inoffensiva, una persona con cui nessuna donna avr\u00f2 paura di uscire la sera, perch\u00e9 non farebbe del male a una mosca (tralasciando il piccolo dettaglio che una donna, la sera, da un uomo cos\u00ec, non avr\u00e0 mai nulla da sperare oltre che da temere). E cos\u00ec si \u00e8 inferto il colpo mortale alla famiglia, alla riproduzione, alla speranza nel futuro della nostra societ\u00e0. Meglio non fare figli, meglio che l&#8217;uomo e la donna riducano i contatti reciproci al minino indispensabile. Meglio che le donne amino le donne e gli uomini amino gli uomini. Ora c&#8217;\u00e8 perfino la neochiesa che guarda tutto ci\u00f2 con tenerezza, con simpatia, con amore; e ci sono fior di cardinali e di vescovi i quali, sulle orme di Umberto Veronesi, che definiva l&#8217;amore gay come l&#8217;amore perfetto, perch\u00e9 totalmente disinteressato, sembrano particolarmente comprensivi verso questo andazzo. Forse perch\u00e9 consentirebbe loro di chiudere il cerchio e rientrare in pareggio di bilancio: se ai preti \u00e8 consentito far l&#8217;amore coi maschi, forse cesser\u00e0 la crisi delle vocazioni; non dovranno pi\u00f9 andarsene, inseguendo il desiderio di sposare una donna; potranno restare; e la neochiesa, come una mamma indulgente, chiuder\u00e0 un occhio, e anche tutti e due, su quel che fanno sotto le lenzuola, magari coi seminaristi o coi ragazzini dei campi <em>scout<\/em>. Del resto, lo sta gi\u00e0 facendo.<\/p>\n<p>Questa crisi, abbiamo detto, parte da lontano. \u00c8 dalla met\u00e0 del 1300 che gli scrittori prendono a bersaglio la virt\u00f9 ed esaltano il vizio. Giovanni Boccacio, col <em>Decameron<\/em>, ha dato una spinta determinante in questo senso; e anche se \u00e8 vero, verissimo, che il suo libro \u00e8 stato sfruttato in senso deteriore, e che, per certi aspetti, esso \u00e8 migliore delle idee che diffonde, resta innegabile che ha contribuito ad abbassare il senso morale delle classi dominanti pi\u00f9 di una invasione di barbari, e, di riflesso, anche quello della restante popolazione. Se si va all&#8217;inferno per aver resistito all&#8217;amore (novella di Nastagio degli Onesti), ci\u00f2 significa che il vero peccato \u00e8 resistere agli istinti, reprimerli, negare al corpo le gioie dei sensi: \u00e8 precisamene la &quot;lezione&quot; che i cosiddetto intellettuali stanno impartendo al popolo da pi\u00f9 di sei secoli. E a forza d&#8217;insistere, ci sono riusciti. Oggi Maria Goretti, onorata e ammirata dai cattolici fino a qualche decennio fa, \u00e8 diventata una santa imbarazzante: meglio non nominarla, nella neochiosa dei Coccopalmerio e dei Ricca, dei McCarrick e dei Paglia. Che direbbe Maria Goretti se entrasse nel duomo d Terni per dire una preghiera, e vedesse l&#8217;affresco del pittore sodomita Cinalli, che esalta la sodomia e che osa raffigurare Cristo, i cui genitali s&#8217;intravedono, per la gioia dell&#8217;osservatore dagli istinti anormali, che si porta in Cielo i peccatori, con degli angeli dai ceffi che paiono quelli dei diavoli, bench\u00e9 tutti costoro non mostrino il bench\u00e9 minimo segno di contrizione o di pentimento? E che direbbe vedendo che l&#8217;eccellente vescovo Paglia si \u00e8 fatto fare il ritratto in mezzo a quelle anime scellerate, con un sorrisetto compiaciuto, come se si trovasse nel luogo pi\u00f9 bello del mondo, in mezzo alla sua compagnia preferita? Che direbbe Maria Goretti, una eroica bambina che, prima di morire di una morte dolorosa, volle informarsi della sorte del suo aggressore e mandargli parole di perdono, lei che aveva preferito farsi accoltellare piuttosto che assecondare le voglie di quel ragazzo? E dopo Boccaccio, \u00e8 venuto Aretino; e dopo Aretino, Diderot; e dopo Diderot, Sade; e dopo Sade, Baudelaire; e dopo Baudelaire, Wilde; e dopo Wilde, Miller; e dopo Miller, il diluvio: gli scrittori hanno fatto a gara per gettarsi sui pi\u00f9 bassi istinti dell&#8217;uomo e guadagnarsi un posticino da cui poter raffigurare l&#8217;adulterio, la pederastia, l&#8217;incesto, lo stupro, il sadismo, il bestialismo, la necrofilia e ogni sorta di perversioni. Il baccanale delle passioni disordinate, degli istinti al potere, \u00e8 venuto nel XX secolo, ma era stato preparato da lungo tempo. Sul piano intellettuale, era stato giustificato anticipatamente dal liberalismo, la filosofia che insegna che tutto ruota intorno al singolo individuo e ai suoi diritti, primo fra tutti il diritto alla felicit\u00e0, e che la societ\u00e0, lo Stato, qualsiasi forma di organizzazione servono solo a garantire i suoi bisogni e i suoi desideri. Sul piano estetico, il decadentismo ha alzato il coperchio di un altro pentolone ribollente e mefitico, proclamando che il diritto al piacere viene prima di ogni altra cosa, e che ciascuno \u00e8 padrone d&#8217;inseguire le proprie emozioni, di cercare in ogni modo la soddisfazione dei pi\u00f9 segreti impulsi. La psicanalisi, intanto, proclamava che noi siano tutti dei mostri in potenza, dei mostri che vorrebbero, se potessero, assassinare il padre e stuprare la madre; e che se non lo facciamo, ed \u00e8 meglio che non lo facciamo, \u00e8 solo perch\u00e9 bisogna stare dentro i binari della civilt\u00e0: ma che insomma tutto questo ha un prezzo, il sacrificio degli istinti genera la nevrosi, quindi l&#8217;uomo moderno \u00e8 condannato a dover scegliere se essere un criminale e andare in galera, oppure un povero nevrastenico, un complessato, uno schizofrenico, e andare a farsi curare da loro, guarda caso, cio\u00e8 dagli psicanalisti. Poco dopo altri volonterosi intellettuali progressisti hanno insegnato che la pazzia non esiste, \u00e8 un&#8217;invenzione della societ\u00e0 borghese per tenere sotto controllo il proletariato, per mettere a tacere le voci scomode, le voci dissonanti. Infine i rivoluzionari duri e puri hanno predicato che i vizi, il male, vengono dall&#8217;ingiusto assetto sociale e che, una volta ripristinata la giustizia, magari sul modello di Stalin o di Mao, anche i delitti spariranno. \u00c8 la stessa logica con la quale i radicali son riusciti a far passare sia la legge sul divorzio, sia quella sull&#8217;aborto, e da decenni si battono per far passare anche quella sulla libert\u00e0 di drogarsi: una volta che una di queste pratiche sia stata liberalizzata, un po&#8217; alla volta diminuir\u00e0 e, alla fine sparir\u00e0 del tutto. Non ci saranno, per esempio, pi\u00f9 aborti, n\u00e9 ci saranno pi\u00f9 eroinomani, se non qualche caso sporadico, qualche eccezione che resiste sempre alla regola. E il bello \u00e8 che queste superbe idiozie sono state credute, sono stare accettate, sono state messe in atto da un popolo ridotto a gregge, ridotto a massa di consumatori da mungere, di elettori da manipolare e di contribuenti da spremere: nonostante l&#8217;evidente illogicit\u00e0 dell&#8217;enunciato, milioni di persone si sono fatte convincere e hanno detto s\u00ec al divorzio, s\u00ec all&#8217;aborto, e ora vogliono dire s\u00ec alla droga, e s\u00ec all&#8217;eutanasia, e s\u00ec all&#8217;utero in affitto, e s\u00ec alla pederastia (quest&#8217;ultimo traguardo non ancora in maniera esplicita, ma \u00e8 il prossimo punto in agenda dei signori libertari e libertini a un tanto il chilo, che stanno sovvertendo letteralmente la morale di una intera civilt\u00e0, rovesciandola come un guanto), sicch\u00e9 nel giro di una o due generazioni \u00e8 diventato lecito, bello e giusto quel che prima era orribile, impuro e nefando, e, al contrario, \u00e8 diventato brutto, meschino, gretto quel che prima era lodato come generoso, nobile e sublime. S\u00ec: de Sade sarebbe contento. Forse e neppure lui, nei suoi deliri criminali alla Bastiglia, nelle sue mostruose distopie a base di sacrilegi, incesti, stupri e sodomizzazioni seriali, sarebbe riuscito a immaginare un cos\u00ec completo, schiacciante trionfo delle sue &quot;teorie&quot;, della sua proposta di vita: fare dell&#8217;esistenza umana un porcaio quotidiano, una sozzura di cui si vergognerebbero perfino le bestie.<\/p>\n<p>Il cattolicesimo, ormai \u00e8 perfino una ovviet\u00e0, \u00e8 stato accusato di aver represso gli istinti, di aver negato le gioie del mondo, di essersi chiuso alla dolcezza della vita terrena, instillando negli animi un senso di colpa ossessivo, una vera e propria nevrosi del peccato. Ma il cattolicesimo conosceva bene la reale natura degli esseri umani, e realisticamente predicava una morale sulla misura degli uomini e delle donne reali, non degli uomini e delle donne immaginari, come hanno fatto i vari Rousseau. La morale cattolica si fonda sul fatto che la natura umana \u00e8 condizionata dalle conseguenze del Peccato originale, cio\u00e8 dalla concupiscenza, che la inclina piuttosto al male che al bene, bench\u00e9 gli uomini vedano che il male \u00e8 male, e il bene \u00e8 bene. Ma la morale libertina della setta mondialista oggi al potere in quasi tutto il modo ha sovvertito le categorie del bene e del male, ha trasformato il male in bene e il bene in male, sicch\u00e9 oggi gli uomini sono autorizzati e perfino spronati a fare il male, con la convinzione di assecondare i propri istinti naturali e perci\u00f2 di realizzare legittimamente se stessi. Portarsi a letto la nuora, la suocera, la cognata, la migliore amica della moglie: ebbene, cosa c&#8217;\u00e8 che non va? Sono istinti naturali, sono bisogni del corpo: perch\u00e9 negarli? Perch\u00e9 reprimerli? Sarebbe ipocrisia, insincerit\u00e0 e mancanza di coraggio. E cos\u00ec, di passo in passo, siamo giunti all&#8217;apologia delle pi\u00f9 sconce figure e dei pi\u00f9 aberranti modelli di vita. Qualcuno ha pensato bene di portare a modello un certo Mario Mieli, un signore il quale teorizzava il diritto degli adulti di far l&#8217;amore coi bambini; e si potrebbero fare numerosi esempi di questo tipo. Ed \u00e8 ormai normale che il ministro delle pari opportunit\u00e0 finanzi iniziative di gruppi omosessualisti, i quali utilizzano quel denaro per propagandare le loro idee e per diffondere il loro verbo negli asili e nelle scuole elementari; cos\u00ec come sta diventando nomale che la sanit\u00e0 pubblica delle varie regioni si stia dotando di strutture in grado di soddisfare una nuova legittima esigenza dell&#8217;utenza: quella di cambiare sesso, naturalmente a spese del contribuente. Ormai \u00e8 normale che situazioni pubbliche, ad esempio le universit\u00e0 statali, diano il loro patrocinio, cio\u00e8 il loro avallo morale e il loro sostegno materiale, ad eventi &quot;culturali&quot; come le sfilate dei Gay Pride. E che dire del Vaticano che impresta, anzi affitta, i paramenti dei papi degli ultimi due secoli, perch\u00e9 attori e modelle sboccate, seminude, e oltretutto sataniste, possano sfilare, indossandoli, in una blasfema parodia della liturgia cattolica? E che dire di un cardinale, il responsabile per gli istituti religiosi nel mondo, il quale consiglia alle donne cattoliche che scelgono di farsi suore, una visita psichiatrica preliminare; e che sostiene, in un pubblico documento, che la verginit\u00e0 non \u00e8 affatto necessaria per entrare a far parte dell&#8217;ordine delle Vergini consacrate a Ges\u00f9 Cristo? La pazzia \u00e8 diventata la regola e la morale \u00e8 stata non solo calpestata, ma totalmente sovvertita.<\/p>\n<p><em>Chi semina vento raccoglie tempesta<\/em>, dice il proverbio; e l&#8217;Europa sta seminando vento da circa sette secoli, in materia sessuale e, pi\u00f9 in generale, in materia morale. Che c&#8217;entra la morale con la politica, chiede Machiavelli? Che c&#8217;entra la morale con la scienza, chiede Darwin? Che c&#8217;entra la morale con l&#8217;uomo?, dice Freud. Va finire che il migliore di tutti era proprio colui che predicava la trasvalutazione dei valori, Nietzsche: il quale, a suo modo, aveva una visione spirituale della vita&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La crisi dell&#8217;Europa? La crisi della Chiesa? La crisi della nostra civilt\u00e0? Sono tutte facce di una stessa cosa: la questione morale. 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