{"id":23183,"date":"2015-07-28T09:58:00","date_gmt":"2015-07-28T09:58:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/thomas-j-j-altizer-ovvero-il-grande-equivoco-della-teologia-fondata-sulla-morte-di-dio\/"},"modified":"2015-07-28T09:58:00","modified_gmt":"2015-07-28T09:58:00","slug":"thomas-j-j-altizer-ovvero-il-grande-equivoco-della-teologia-fondata-sulla-morte-di-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/thomas-j-j-altizer-ovvero-il-grande-equivoco-della-teologia-fondata-sulla-morte-di-dio\/","title":{"rendered":"Thomas J. J. Altizer, ovvero il grande equivoco della teologia fondata sulla \u201cmorte di Dio\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Noi, oggi, siamo abituati ad adoperare una espressione come &quot;morte di Dio&quot;, e perfino una espressione come &quot;teologia della morte di Dio&quot; (anche se non sempre \u00e8 altrettanto chiaro a quali concetti rimandino siffatte parole); ma, probabilmente, non tutti si sono chiesti quando e dove, esattamente, abbiano fatto il loro ingresso, o piuttosto la loro irruzione, nel nostro universo lessicale ed in quello speculativo.<\/p>\n<p>Molti pensano che il padre nobile di questa &quot;teologia&quot; sia il buon vecchio Nietzsche; altri, pi\u00f9 aggiornati, pensano a Dietrich Bonhoeffer &#8212; il quale, essendo caduto vittima delle persecuzioni naziste, \u00e8 rivestito da un&#8217;aura di santit\u00e0 che tende ad accreditare anche le sue idee religiose, per quanto esse siano, in realt\u00e0, assai involute e, a dir poco, discutibili; sbaglierebbero gli uni e gli altri: l&#8217;espressione &quot;morte di Dio&quot; \u00e8 entrata nell&#8217;uso comune a partire dal biennio 1965-66, allorch\u00e9 la rivista \u00abTime\u00bb la diffuse mediante una serie di articoli scritti dai maggiori esponenti della cosiddetta &quot;teologia radicale&quot; americana: Paul Van Buren, William Hamilton, Gabriel Vahanian, Harvey Cox e Thomas J. J. Altizer. In questa sede, noi prenderemo in considerazione quest&#8217;ultimo autore, a titolo d&#8217;esempio, poich\u00e9 nei suoi scritti e nel suo pensiero si compendia l&#8217;intera questione della &quot;teologia radicale&quot;, altrimenti nota come &quot;teologia della morte di Dio&quot;.<\/p>\n<p>Che cosa sostengono, in buona sostanza, costoro; che cosa sostiene Altizer, che ne \u00e8 un tipico esponente? Sostengono che Dio \u00e8 morto, perch\u00e9 Egli stesso ha scelto di moire: precisanente, con il fatto dell&#8217;Incarnazione e della Passione, Ges\u00f9 Cristo ha posto la parola &quot;fine&quot; alla trascendenza del divino, perch\u00e9 ha assunto su di s\u00e9, senza riserve e senza residui, tutta la propria umanit\u00e0, spogliandosi del divino e facendosi uomo tra gli uomini, definitivamente e non solo temporaneamente. Per Altizer, dunque, non c&#8217;\u00e8 stata alcuna Ascensione: il Figlio non \u00e8 tornato al Padre, in attesa della fine dei tempi; non ritorner\u00e0 come giudice della storia e delle anime: quel che aveva da dire agli uomini, lo ha detto, e per sempre, con la sua morte nella croce. La sua ultima parola agli uomini, dunque, \u00e8 che devono smettere di guardare il Cielo e devono rivolgere ogni loro pensiero alla terra: il Dio che essi aspettano, \u00e8 gi\u00e0 venuto e non torner\u00e0. Facendosi uomo e morendo come uomo, Cristo ha abolito la distanza fra il Cielo e la terra, ha santificato integralmente la terra e ha secolarizzato, per cos\u00ec dire, l&#8217;universo della fede. Non c&#8217;\u00e8 altro Dio in cui credere, adesso, che l&#8217;uomo stesso, n\u00e9 altra religione che la piena accettazione della vita terrena, senza riserve e senza residui (e qui, effettivamente, essi mostrano la loro dipendenza dal buon vecchio Nietzsche, dal suo vitalismo intransigente e dal suo superomismo fatalistico).<\/p>\n<p>Insomma: Dio \u00e8 morto e sepolto, evviva Dio; evviva il nuovo Dio, che \u00e8 l&#8217;uomo stesso. Questa \u00e8 la &quot;nuova&quot;religione cristiana, sfrondata dalle incrostazioni simboliche paoline e dallo &quot;gnosticismo&quot; giovanneo; e qui emergono gli altri debiti dei &quot;teologi radicali&quot; americani, in parte da Bonhoeffer, in parte da Bultmann.<\/p>\n<p>Ferdinando Ormea, saggista e gran divulgatore delle opere di Teilhard de Chardin in Italia, cos\u00ec riassume i nodo tematici del pensiero teologico di Thomas Jonathan Jackson Altizer nel suo saggio monografico, pi\u00f9 ampio di quel che il titolo potrebbe far pensare, \u00abLa religione del giovane Hegel\u00bb (Roma, Napoleone Editore, 1972, pp. 28-32):<\/p>\n<p>\u00abIl Dio trascendente \u00e8 DEFINITIVAMENTE morto con la morte del Cristo sulla croce. Il cristiano deve ora credere che, con la vita e con la morte di Ges\u00f9, Dio ha voluto in tutto e per tutto congiungersi con il mondo.<\/p>\n<p>Il Cristiano deve veramente credere che il Dio trascendente si \u00e8 svuotato nel Cristo, \u00e8 diventato totalmente presente in Lui. Ma il Cristo era realmente, effettivamente carne, carne umana, ed \u00e8 effettivamente morto sulla croce.<\/p>\n<p>Il Dio trascendente \u00e8 DEFINITIVAMENTE morto con la morte del Cristo sulla croce. Il cristiano deve ora credere che, con la vita e con la morte del Cristo, la trascendenza si \u00e8 totalmente e definitivamente trasformata in immanenza, ed \u00e8 del tutto finita come trascendenza. Dio non dovr\u00e0 pi\u00f9 essere cercato in cielo ma su questa terra. Sono stati necessari alla cristianit\u00e0 quasi duemila anni perch\u00e9 questa si rendesse conto che il Dio distinto dall&#8217;uomo e dal mondo non esiste pi\u00f9. Mentre in un primo tempo Altizer ripeteva con insistenza che &quot;la morte di Dio \u00e8 accaduta nel nostro tempo, nella nostra storia, nella nostra esistenza&quot;, ora, dopo uno studio pi\u00f9 accurato della dialettica hegeliana, ritiene che la morte di Dio si \u00e8 universalizzata, non \u00e8 solo un fatto esistenziale, ma un fatto cosmico. In termini hegeliani la morte di Dio \u00e8 un auto annullamento dello spirito. Lo spirito primordiale si distrugge nel mondo e diventa carne e questo auto annullamento \u00e8 ad un tempo &quot;storico ed ontologico&quot; [&#8230;]<\/p>\n<p>Aggiungiamo subito che per Altizer questa morte di Dio \u00e8 un dato definitivo. Non si tratta di un&#8217;eclissi o di un nascondersi di Dio. &quot;Dio &#8212; precisa Altizer &#8212; \u00e8 veramente scomparso, non \u00e8 nascosto alla nostra visione, \u00e8 realmente morto. Solo se accettiamo la morte di Dio come un evento definitivo e irrevocabile, potremo aprirci alla piena attualit\u00e0 della nostra storia, all&#8217;epifania del mondo della fede. Quale sar\u00e0 pertanto il compito della teologia? Anzitutto &quot;non sar\u00e0 sufficiente che la teologia accetti semplicemente la morte di Dio. Se la teologia deve morire sul serio, essa deve VOLERE la morte della cristianit\u00e0, deve liberamente scegliere il destino che le si presenta,e e perci\u00f2 deve cessare di essere se stessa. Tutto ci\u00f2 che la teologia era stata fino ad oggi, ora deve essere negato, e negato non solamente perch\u00e9 \u00e8 morto, ma perch\u00e9 la teologia non rinascer\u00e0 MAI PI\u00d9, a meno che non attraversi e liberamente voglia la propria morte e dissoluzione&quot;. Ma compiuto questo primo passo un ulteriore passo deve essere fatto. Non si tratta di accettare supinamente, passivamente, questa morte di Dio e della teologia tradizionale, ma di CAPIRE cosa significhi e coinvolga tale morte della teologia. Opponendosi nettamente, totalmente, alla vecchia teoria cattolica dell&#8217;&quot;analogia entis&quot;, allo scolasticismo medievale e moderno, ad ogni teologia che affermi che ci\u00f2 che noi chiamiamo Dio \u00e8 essenzialmente diverso da ci\u00f2 che noi chiamiamo e comprendiamo come uomo e come mondo, noi riusciremo a renderci conto del vero significato dell&#8217;incarnazione. L&#8217;incarnazione \u00e8 in realt\u00e0 l&#8217;incontro diretto, reale e attuale di Dio e del mondo, come una &quot;coincidentia oppositorum&quot;, come una coincidenza e coerenza di opposti; Dio e il mondo o la creatura e il creato. L&#8217;incarnazione, solo ne neghiamo TOTALMENTE ogni forma di teologia classica, cattolica e protestante, annuller\u00e0 ogni opposizione ILLUSORIA tra Dio e mondo, e rappresenter\u00e0, realizzer\u00e0 una viva riconciliazione di opposti prima estranei tra loro, tra una trascendente forma di Dio estraneo al mondo ed una forma di mondo caduto, spezzato ed estraneo a Dio. &quot;Io &#8212; sostiene Altizer &#8212; oso insistere che l&#8217;incarnazione \u00e8 una coincidenza di opposti REALI. Ma come conseguenza dell&#8217;incarnazione la reale opposizione tra Dio e mondo \u00e8 trascesa. Da questo punto di vista il principio scolastico che v&#8217;\u00e8 una differenza essenziale ed eterna tra Dio e il mondo deve necessariamente avere come conseguenza il RIFIUTO, il rifiuto VERO dell&#8217;evento, o almeno della realt\u00e0 dell&#8217;incarnazione. E l&#8217;accusa del cristianesimo radicale a quello ortodosso \u00e8 che quest&#8217;ultimo \u00e8 semplicemente non cristiano&quot;. [&#8230;]<\/p>\n<p>L&#8217;autoannullamento di Dio nel mondo che si attua mediante l&#8217;incarnazione \u00e8 correlato ad un preciso finalismo. Il processo dialettico mira verso un suo fine terminale. Vi \u00e8 un &quot;eschaton&quot;, verso il quale tutto e tutti siamo in cammino. &quot;Dio tutto in tutti&quot; \u00e8 una fine cosmica e non semplicemente esistenziale, come Altizer avrebbe detto anni fa nella sua seconda fase di sviluppo. Oggi egli non ritiene pi\u00f9 che non vi sia un ordine, una direzione, una finalit\u00e0, nella storia del cosmo, all&#8217;infuori della situazione esistenziale&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Potremmo continuare, ma crediamo che basti e che il lettore si sia fatto un&#8217;idea sufficiente del pensiero teologico di Altizer, quello pi\u00f9 &quot;maturo&quot;, corrispondente alla terza fase della sua evoluzione speculativa.<\/p>\n<p>Che dire di questo teologo che proclama la morte della teologia, di questo cristiano che proclama la fine della cristianit\u00e0, di questo credente che dichiara la necessit\u00e0 di non credere pi\u00f9 a Dio, ma solo all&#8217;uomo e al mondo, perch\u00e9 Dio, dopo l&#8217;incarnazione, ha rinunciato ad essere Dio e si \u00e8 fatto tutto in tutti &#8212; in breve, di questo religioso che professa il pi\u00f9 puro naturalismo e il pi\u00f9 rigoroso panteismo materialista? Si potrebbero liquidare i suoi spropositi come semplici aberrazioni, come il delirio febbrile di una mente impazzita per l&#8217;ebbrezza d&#8217;aver trovato, essa soltanto, la giusta chiave d&#8217;interpretazione del cristianesimo (con tutti quegli &quot;adesso&quot; e quegli &quot;oggi&quot;, nei quali esplicitamente Altizer afferma d&#8217;averne trovato, lui, proprio lui, il vero senso ed il vero compimento, rendendone possibile la comprensione e la realizzazione da parte dei cristiani). Si potrebbe, tutt&#8217;al pi\u00f9, lamentare che con simili sproloqui egli non sia approdato alla logica e coerente conclusione di abbandonare il nome di cristiano, di rinnegare Cristo e di proclamare che Dio non esiste (che sciocchezza, dire che Dio \u00e8 morto: la sua morte non dipende da noi, da noi pu\u00f2 solo dipendere la credenza nella sua morte); si potrebbe deprecare che, restando all&#8217;interno del cristianesimo e continuando a parlare di cristianesimo, questo teologo che non ammette alcuna teologia, perch\u00e9 non ammette alcun Dio fuori del mondo, abbia seminato confusione, turbamento, forse anche angoscia, fra i credenti.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, nella sedicente teologia radicale, bene esemplificata in questa pagina di Altizer, c&#8217;\u00e8 molto di pi\u00f9 e molto di peggio della semplice incoerenza e della semplice presunzione intellettuale, sia pure esasperata fino al narcisismo pi\u00f9 solipsistico. Dopo aver fatto una scorpacciata e una autentica indigestione di Nietzsche, Bultmann, Bonhoeffer, appaiono chiaramente le vere radici del pensiero di Altizer e dei suoi compagni di strada: il panteismo idealistico e la dialettica triadica di Hegel, l&#8217;evoluzionismo cristocentrico di Teilhard de Chardin (donde il particolare interesse per Altizer da parte di Ferdinando Ormea, grande ammiratore di entrambi questi pensatori), e, ancora pi\u00f9 a monte, di ottimismo pelagiano e di gnosticismo naturalistico. Il reale non \u00e8 creazione di Dio, ma spirito che pensa se stesso: Dio che diviene, che si fa natura, che si fa storia; e la natura e la storia corrono entrambe, spontaneamente, verso il Cristo futuro (ma un Cristo, chi sa come, immanente!), non perch\u00e9 Dio le chiama a s\u00e9, la redime, invitando l&#8217;uomo a collaborare con la propria redenzione, ma cos\u00ec, perch\u00e9 la natura \u00e8 vitale e buona in se stessa e perch\u00e9, dopo il fatto dell&#8217;incarnazione, essa ha assorbito in s\u00e9 il principio del divino, cos\u00ec come la terra assorbe in s\u00e9 il seme che dar\u00e0 vita alla pianta futura. La storia, pertanto, si muove spontaneamente verso il proprio compimento: come in Marx, il suo movimento dialettico, dal punto di vista umano, \u00e8 sostanzialmente inutile, perch\u00e9, in ultima analisi, esso si realizzer\u00e0 comunque, e l&#8217;uomo non deve fare altro che prenderne piena ed intera consapevolezza.<\/p>\n<p>In definitiva, per Altizer il mondo non ha alcun bisogno di essere redento: esso non \u00e8 stato ferito dal peccato; a questo punto, per\u00f2, non si capisce il senso dell&#8217;Incarnazione: perch\u00e9 Dio si \u00e8 fatto uomo, se non c&#8217;era bisogno di redenzione? Inoltre, l&#8217;idea che Dio, incarnandosi, abbia &quot;svuotato&quot; s\u00e9 stesso della propria divinit\u00e0, per trasmetterla, in un certo senso, al mondo, dovrebbe logicamente portare a una divinizzazione del mondo e ad una auto-divinizzazione dell&#8217;uomo: ma \u00e8 stato davvero questo il senso dell&#8217;Incarnazione? Cristo sarebbe dunque venuto al mondo perch\u00e9 il mondo diventasse totalmente autonomo, totalmente auto-sufficiente, totalmente buono? Diciamo ancora meglio: Cristo \u00e8 venuto al mondo per uccidere Dio (si badi: non l&#8217;idea di Dio; ma Dio stesso) e per rendere inutile la teologia e porre fine alla cristianit\u00e0?<\/p>\n<p>Ebbene, arrivati a questo punto, crediamo che bisognerebbe avere il coraggio di chiamare le cose con il loro nome: questo non \u00e8 pi\u00f9 cristianesimo, e sia pure riveduto e corretto; questo non \u00e8 affatto cristianesimo: questo \u00e8 ci\u00f2 che, nel libro della \u00abApocalisse\u00bb, si attribuisce all&#8217;Anticristo. Altizer delinea, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno, nella sua teologia radicale, l&#8217;avvento delle regno di Satana in luogo del regno di Dio: il regno della sconfinata superbia e della rivolta contro Dio, quella stessa superbia da cui \u00e8 cominciata la caduta dell&#8217;uomo, e da cui la natura tutta \u00e8 risultata ferita, deturpata, ed \u00e8 divenuta bisognosa di redenzione.<\/p>\n<p>Quello che sembra incredibile \u00e8 che n\u00e9 lo stesso Altizer, n\u00e9 gli altri teologi della morte di Dio, n\u00e9 i loro interlocutori e i loro contraddittori, si siano resi conto fino a che punto ci si trovi qui in presenza di una teologia del Demonio, di una contro-iniziazione finalizzata al trionfo del Male. Il male \u00e8 carenza di bene, diceva sant&#8217;Agostino: e una umanit\u00e0 la quale si creda cos\u00ec perfetta e &quot;liberata&quot; da non avere mai pi\u00f9 bisogno di Dio, anzi, da sentirsi divina essa stessa, \u00e8 l&#8217;espressione faustiana, demoniaca, di un mondo terribilmente impoverito di bene, oltre che terribilmente impoverito d&#8217;intelligenza.<\/p>\n<p>Altizer e gli altri, per\u00f2, non hanno avuto il fegato e l&#8217;onest\u00e0 di portare la loro idea sino in fondo. Hanno continuato a giocare con le parole e a nascondersi, un po&#8217; meschinamente, dietro di esse. Che cosa vuol dire, per esempio, che l&#8217;opposizione tra Dio e mondo \u00e8 irreale, illusoria, e che i cristiani &quot;maturi&quot;, i cristiani &quot;adulti&quot; (come dire che gli altri cristiani, in realt\u00e0, pargoleggiano) devono convincersi, ora e per sempre, che un Dio distinto dal mondo e distinto dall&#8217;uomo non esiste pi\u00f9? Dunque, tale distinzione, &quot;ab origine&quot;, esisteva? E se esisteva, perch\u00e9 esisteva, visto che Dio, incarnandosi, avrebbe voluto sopprimerla? S\u00ec, \u00e8 vero che san Paolo afferma che Dio, alla fine, sar\u00e0 tutto in tutti: &quot;alla fine&quot;, per\u00f2, ossia quando Cristo ritorner\u00e0 per porre fine al mondo e alla storia, e non gi\u00e0 sin d&#8217;ora, e per sempre, dopo il fatto dell&#8217;Incarnazione. Infatti, Altizer non parla della Resurrezione: questo piccolo, insignificante dettaglio della teologia cattolica, sul quale i teologi &quot;classici&quot; (come lui li chiama, con sufficienza e con disprezzo) hanno costruito, per un paio di migliaia d&#8217;anni, le loro elucubrazioni e le loro mitologie.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 possibile, \u00e8 pensabile, e soprattutto ha ancora un qualche significato, un Cristianesimo senza la resurrezione di Cristo?<\/p>\n<p>Eppure, san Paolo &#8212; nella Prima Lettera ai Corinzi &#8211; \u00e8 chiarissimo su questo punto: se Cristo non \u00e8 risorto, allora la speranza dei cristiani \u00e8 vana, e la morte avr\u00e0 pur sempre l&#8217;ultima parola, sull&#8217;uomo e sul creato intero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Noi, oggi, siamo abituati ad adoperare una espressione come &quot;morte di Dio&quot;, e perfino una espressione come &quot;teologia della morte di Dio&quot; (anche se non sempre<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30190,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[71],"tags":[117,157,257],"class_list":["post-23183","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-teologia-e-religione","tag-dio","tag-gesu-cristo","tag-teologia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-teologia-e-religione.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23183","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23183"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23183\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30190"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23183"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23183"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23183"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}