{"id":23180,"date":"2010-08-12T09:33:00","date_gmt":"2010-08-12T09:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/08\/12\/lalpinismo-in-quanto-evasione-dal-tempo-equivale-alla-conquista-di-una-liberta-assoluta\/"},"modified":"2010-08-12T09:33:00","modified_gmt":"2010-08-12T09:33:00","slug":"lalpinismo-in-quanto-evasione-dal-tempo-equivale-alla-conquista-di-una-liberta-assoluta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/08\/12\/lalpinismo-in-quanto-evasione-dal-tempo-equivale-alla-conquista-di-una-liberta-assoluta\/","title":{"rendered":"L\u2019alpinismo, in quanto evasione dal tempo, equivale alla conquista di una libert\u00e0 assoluta?"},"content":{"rendered":"<p>Avete mai provato a trovarvi in alta montagna, soli con voi stessi, davanti a una parete di roccia da scalare, con l&#8217;immenso panorama spalancato sotto di voi in tutta la sua selvaggia bellezza, avvolti dal silenzio irreale di un mondo che non \u00e8 stato fatto per la vita comune e con la piena consapevolezza del privilegio di cui state godendo, ma anche del rischio mortale che ne \u00e8 il pedaggio inevitabile?<\/p>\n<p>Tutto diventa strano, solenne, esaltante in quegli istanti; il tempo si sfilaccia, si sbriciola, perde di significato: Kronos, il tempo quantitativo, ordinario; e subentra Kairos, l&#8217;altro tempo, quello sacro e qualitativo, che in fondo non \u00e8 un altro tempo ma \u00e8 una sospensione o piuttosto una vera e propria assenza del tempo, una evasione dal regno del tempo.<\/p>\n<p>Ecco: il senso di euforia, di esaltazione che si prova in quei frangenti \u00e8 soprattutto una conseguenza di tale evasione dal tempo: perch\u00e9 l&#8217;uomo che spezza le catene del tempo entra, perci\u00f2 stesso, in un mondo nuovo e sconosciuto, come Alice al di l\u00e0 dello specchio; un mondo fantastico, ove tutto \u00e8 possibile, ove si \u00e8 messi brutalmente a tu per tu con se stessi e dove gli istanti valgono come settimane, mesi o anni; e dal quale non si ritorna mai come si era prima, non si ritorna mai uguali all&#8217;uomo vecchio nel quale si tirava a campare pi\u00f9 o meno stancamente, con il pilota automatico pigramente inserito.<\/p>\n<p>\u00c8 noto il fascino che l&#8217;alpinismo ha sempre esercitato sugli animi portati al senso del mistero, alla spiritualit\u00e0, al misticismo: l&#8217;esoterista e pensatore Julius Evola, il filosofo e matematico Arturo Reghini, il mago Aleister Crowley &#8211; per citare solo i primi che ci vengono alla mente &#8211; sono stati tutti dei valenti alpinisti.<\/p>\n<p>Non si tratta, genericamente, del fascino e dell&#8217;attrazione esercitati dalle altezze, elemento che \u00e8 presente in tutte le religioni (si pensi all&#8217;Olimpo per il paganesimo greco, al Monte Sinai per l&#8217;ebraismo, al Tabor per il cristianesimo, al Kailash per l&#8217;induismo e il buddhismo, al Fujiama per lo scintoismo, ecc.) e che si ritrova in svariati riti dello sciamanesimo; intendiamo parlare di quel trovarsi a tu per tu con l&#8217;abisso e con la vertigine, a faccia a faccia con il vuoto sopra e sotto di s\u00e9, che genera un senso straordinario di libert\u00e0, peraltro inseparabile dal sentimento dell&#8217;orrido e della morte incombente.<\/p>\n<p>Quando ci si trova in parete, sospesi letteralmente nel vuoto, nel silenzio assordante delle alte quote ove soffiano liberi i venti, rotto solo dal fruscio della corda, dal tintinnare dei moschettoni e dai risuonare argentino dei colpi di martello sui chiodi; quando non si ha altro che il cielo infinito sopra di s\u00e9 e il mondo intero disteso al di sotto, e ogni singola azione diventa solenne, decisiva, vitale: allora ogni pensiero meschino della vita ordinaria scompare d&#8217;incanto, ogni noia e ogni preoccupazione materiale si dissolvono e non resta altro che la pura essenza della vita, colta nella sua nuda immediatezza.<\/p>\n<p>\u00c8 bello.<\/p>\n<p>Ma fa anche paura.<\/p>\n<p>Molte persone si arrampicano in montagna per evadere dal tempo quotidiano, per accedere alla dimensione fuori del tempo che \u00e8 propria di questa disciplina atletica; e si inebriano di quel pericoloso senso di libert\u00e0 che consiste nel sapere la propria vita attaccata all&#8217;esile corda di sicurezza.<\/p>\n<p>Tuttavia, potremmo domandarci: la dimensione atemporale esperita nel corso di tali esperienze, coincide &quot;sic et simpliciter&quot; con la libert\u00e0 assoluta o \u00e8 soltanto una esperienza psicologica, preziosa quanto si vuole, ma pur sempre legata ad un particolare stato dell&#8217;essere e non gi\u00e0 ad una trasformazione ontologica del soggetto in questione?<\/p>\n<p>In altre parole: allorch\u00e9 l&#8217;alpinista, sospeso nel vuoto, si sente pervaso da una sensazione di felicit\u00e0 che coincide con il senso della libert\u00e0 assoluta, sta REALMENTE sperimentando l&#8217;universo della libert\u00e0, oppure ne sta solo vivendo una copia sbiadita, una duplicazione soggettiva, che non lo portano davvero fuori di s\u00e9 e oltre di s\u00e9, ma glie ne danno solamente l&#8217;illusione?<\/p>\n<p>Non si tratta di una questione oziosa.<\/p>\n<p>Senza scomodare Platone e il mito della caverna, \u00e8 naturale domandarsi se quel che si trova \u00e8 esattamente quello di cui si era andati alla ricerca; vale a dire, se la realt\u00e0 dell&#8217;esperienza estatica dell&#8217;alpinista \u00e8 conforme alle aspettative con le quali era stata intrapresa.<\/p>\n<p>Ci sia permesso di dubitarne.<\/p>\n<p>La libert\u00e0 di cui si inebria la coscienza dell&#8217;alpinista, per quanto gagliarda ed esaltante possa rivelarsi, non \u00e8 in alcun modo, a nostro avviso, la libert\u00e0 assoluta, perch\u00e9 interamente legata alle circostanze materiali che l&#8217;hanno resa possibile. L&#8217;esperienza della libert\u00e0 assoluta (assoluta sempre in senso relativo, ch\u00e9 nulla di assoluto esiste nella sfera del mondo fisico) prescinde interamente dalla materia e, quindi, non ha bisogno n\u00e9 di montagne, n\u00e9 di pareti di roccia, tanto meno di strumenti artificiali per innalzare il proprio corpo, e sia pure dopo averlo fortificato mediante una opportuna preparazione atletica.<\/p>\n<p>Quando il mistico entra in unione con l&#8217;Essere, non ha bisogno di spostarsi fisicamente a tre o quattromila metri di quota; non ha bisogno di corda e moschettoni; non ha bisogno di aspettare una giornata limpida e serena. Non ha bisogno di alcuna cosa che non si trovi gi\u00e0 nelle profondit\u00e0 della sua stessa anima.<\/p>\n<p>Egli ha bisogno solo di concentrarsi, di rientrare in se stesso, di abbandonarsi alla grande corrente della Coscienza universale; come un fiume tranquillo e maestoso che scorre verso l&#8217;oceano, il mistico non dipende pi\u00f9 da nulla e nessuno e trova in s\u00e9 stesso quella scintilla divina che lo mette in comunione profonda con tutte le cose.<\/p>\n<p>Tale \u00e8 la vera esperienza della libert\u00e0: una libert\u00e0 totale, incondizionata; non quella che pu\u00f2 incrinarsi al primo soffio di vento, al primo strappo di una banalissima corda, al primo franare di un mucchio di sassi.<\/p>\n<p>Si rifletta su quanto ha scritto Joe Simpson, uno dei massimi scalatori dell&#8217;ultima generazione (\u00e8 nato nel 1960 e si \u00e8 laureato in Lettere e Filosofia all&#8217;Universit\u00e0 di Edimburgo), nel suo libro \u00abQuesto gioco di fantasmi. Storie vere di un sopravvissuto\u00bb (titolo originale: \u00abThis game of ghost\u00bb, Londra, 1993; traduzione italiana di Paola Mazzarelli, Torino, Vivalda Editori, 1994, 2001, pp. 336-338):<\/p>\n<p>\u00abTrovarsi sotto un&#8217;immensa parete ghiacciata e muovere il primo passo, quello che ci consegna all&#8217;azione, \u00e8 sempre una scelta. In questa scelta c&#8217;\u00e8 il piacere e la consolazione di scegliere la propria paura. \u00c8 cosa che si fa perch\u00e9 la si vuole fare. \u00e8 muovere incontro all&#8217;immediato futuro, e a tutto ci\u00f2 che ci scaglier\u00e0 contro, a braccia aperte e con mente chiara, fiduciosi che saremo in grado di affrontarlo e tenerlo sotto controllo. Ma non c&#8217;\u00e8 controllo, n\u00e9 scelta nell&#8217;ansia dei genitori , nelle incertezze del manager stressato, negli incubi di chi \u00e8 solo e insicuro. Se cominciamo ad assecondarle, quelle paure immaginarie ci terranno prigionieri. Sono lo scotto del pensiero, la penitenza del vivere.<\/p>\n<p>In un certo senso l&#8217;alpinista smette di vivere nel momento in cui comincia ad arrampicare. Esce dal mondo dell&#8217;ansia per entrare in un mondo in cui on c&#8217;\u00e8 spazio , n\u00e9 tempo per tali distrazioni. L&#8217;unica cosa di cui gli importa \u00e8 sopravvivere al presente. Bollette e mutui da pagare, amici e nemici, tutto svapora nella necessit\u00e0 di concentrarsi in ci\u00f2 che accade al momento. \u00c8 una vita separata, di decisioni semplici, nette: SCALDATI, NUTRITI, BADA A QUELLO CHE FAI, RIPOSATI, ABBI CURA DI TE E DEL TUO COMPAGNO, SII PRESENTE. Presente, appunto: finch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 altro che il presente e non ci sono pi\u00f9 paure a minare la sicurezza.<\/p>\n<p>Vivere per il presente, per l&#8217;ora e qui, comporta un inaspettato vantaggio. Se riusciamo a sottrarci al bisogno di conoscere il futuro e a liberarci dalle pastoie del passato, e dunque il nostro agire \u00e8 solo nel presente e per il presente, conquistiamo una libert\u00e0 assoluta. Il puro e semplice esistere ci rende pi\u00f9 liberi di quanto possiamo immaginare. Questa convinzione mi porta quanto pi\u00f9 vicino possibile alla comprensione della visione esistenzialista. Jean-Paul Sartre sosteneva che &quot;solo la realt\u00e0 \u00e8 affidabile&quot; e che &quot;speranze, ambizioni sogni, aspettative, sono illusori. &quot;L&#8217;uomo non \u00e8 altro che una serie di azioni&#8230; egli esiste solo in quanto realizza se stesso e dunque non \u00e8 altro che la somma delle sue azioni, non \u00e8 altro che ci\u00f2 che \u00e8 la sua vita&quot;.<\/p>\n<p>Nella libert\u00e0 assoluta che si realizza con il vivere esclusivamente nel presente, sia pure per breve tempo, mi sembra di sperimentare di persona ci\u00f2 che Sartre intendeva dire. L&#8217;accettazione di un alto livello di rischio \u00e8 per l&#8217;alpinista una scelta. Nel compierla, l&#8217;intera responsabilit\u00e0 della sua esistenza riposa sulle sue spalle. Questo vale per ogni momento della sua vita, ma mai appare con tanta evidenza come quando l&#8217;alpinista entra nell&#8217;universo sospeso del presente. L\u00e0 ogni sua azione ha influenza diretta sulla sua esistenza e su quella del compagno, verso il quale ha altrettanta responsabilit\u00e0 che verso se stesso. Sartre dice che l&#8217;esistenzialismo &quot;non \u00e8 una filosofia del quietismo, dal momento che definisce l&#8217;uomo del suo agire; n\u00e9 una descrizione pessimistica dell&#8217;uomo, giacch\u00e9 non vi \u00e8 dottrina pi\u00f9 ottimista di quella che pone il destino dell&#8217;uomo al&#8217;interno dell&#8217;uomo stesso Non \u00e8 neppure un tentativo di distogliere l&#8217;uomo dall&#8217;azione, poich\u00e9 anzi l&#8217;esistenzialismo afferma che non vi \u00e8 speranza se non nell&#8217;azione e che l&#8217;unica cosa che consente all&#8217;uomo di vivere \u00e8 l&#8217;agire. L&#8217;esistenzialismo \u00e8 un&#8217;etica dell&#8217;azione e dell&#8217;impegno..&quot;<\/p>\n<p>Vi sono momenti in alta montagna, momenti di intensa vitalit\u00e0, in cui \u00e8 proprio cos\u00ec. Sono fragili momenti transitori, quando i confini tra il vivere e il morire sembrano sovrapporsi, quando passato e futuro cessano di esistere e si \u00e8 liberi. \u00c8 questo darsi completamente al presente che rende cos\u00ec difficile voltarsi indietro a guardare quel che si \u00e8 fatto e spiegare perch\u00e9 si \u00e8 scelto di farlo. Forse bisogna accettare il fatto che un giorno il nostro futuro io si volter\u00e0 indietro e si far\u00e0 beffe di ci\u00f2 che siamo oggi, che verr\u00e0 il momento in cui rinnegheremo ci\u00f2 in cui oggi crediamo. Nel guardare indietro si perde la prospettiva del presente: per questo non si pu\u00f2 mai spiegare davvero il proprio agire.<\/p>\n<p>Quando l&#8217;alpinista si muove sul labile confine tra la vita e la morte e sbircia con cautela dall&#8217;altra parte, \u00e8 come se fosse immortale,, n vivo, n\u00e9 morto. Quando scende dalla montagna e rimette piede nella vita, cerca, senza riuscirci di comprendere l&#8217;esperienza che ha vissuto. Di quelle giornate conserva un ricordo potente e bellissimo, ma non sa dire esattamente che cosa \u00e8 successo. Sa che qualcosa \u00e8 effettivamente accaduto, ma non riesce a metterci il dito sopra. Ma con il riprendere del tempo, con il tornare del pensiero al passato e al futuro, la certezza a poco a poco svanisce fino ad assomigliare al vago ricordo di un fantasma intravisto di sfuggita in fondo a un corridoio sbiadito. Un tempo sapevamo che cosa avevamo visto, non c&#8217;erano dubbi sulla sua realt\u00e0; ora non sappiamo pi\u00f9 con certezza, ora nulla sembra reale.\u00bb<\/p>\n<p>L&#8217;esperienza interiore dell&#8217;alpinistica somiglia molto, in effetti &#8211; anche per il suo carattere volontaristico ed &quot;eroico&quot; &#8211; ad una affermazione dell&#8217;io, ad una manifestazione vitalistica della filosofia dell&#8217;esistenzialismo.<\/p>\n<p>Tuttavia, se l&#8217;esistenzialismo \u00e8 solo una filosofia dell&#8217;&quot;hinc et nunc&quot;, allora la sua identificazione dell&#8217;uomo con le azioni che egli compie, ne rivela l&#8217;intimo carattere anti-metafisico ed anti-spirituale: perch\u00e9 solo aprendosi alla dimensione dell&#8217;infinito, l&#8217;anima esce realmente da se stessa; diversamente, rimane prigioniera delle pesanti catene dell&#8217;ego.<\/p>\n<p>In altri termini: se fosse vero che l&#8217;uomo \u00e8 soltanto la somma delle sue azioni, cadremmo nel pi\u00f9 grossolano comportamentismo: non varrebbe la pena di chiedersi perch\u00e9 compiamo determinate azioni e non altre, perch\u00e9 facciamo determinate scelte: basterebbe immergersi nel flusso temporale e lasciarsi trasportare da esso.<\/p>\n<p>Invero, non si capisce nemmeno perch\u00e9 dovremmo prenderci la briga di scegliere: basterebbe l&#8217;azione per l&#8217;azione; se noi e le nostre azioni siamo tutto ci\u00f2 che esiste, allora che differenza passa tra un&#8217;azione e l&#8217;altra?<\/p>\n<p>Identificare l&#8217;uomo con le sue azioni e queste ultime con la sequenza temporale degli istanti in cui le compie, significa svilirlo e rimpicciolirlo; significa ridurlo alle dimensioni di un nanerottolo presuntuoso, che si inorgoglisce di evadere dal tempo, quando in realt\u00e0 sta solo ribadendo le catene della propria schiavit\u00f9.<\/p>\n<p>Non si passa da Kronos a Kairos, dal tempo quantitativo e materiale al tempo qualitativo e spirituale, se non in virt\u00f9 di un salto, di una rottura radicale: ma nessuna rottura radicale \u00e8 possibile se si rimane all&#8217;interno del circolo vizioso, per cui il nostro essere si misura in quantit\u00e0 di tempo e il ritmo temporale delle nostre azioni definisce tutto intero il nostro essere.<\/p>\n<p>In questo modo non si esce dal tempo, se ne diventa definitivamente schiavi.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, ben venga l&#8217;alpinismo come sana pratica sportiva e anche, perch\u00e9 no, come occasione di riflessioni spirituali e di intense emozioni dell&#8217;anima; ma non si dimentichi che esso non potr\u00e0 mai offrire, per sua natura, la via regale d&#8217;accesso alla libert\u00e0 assoluta.<\/p>\n<p>\u00abPer altra via, per altri porti verrai a piaggia\u00bb, direbbe il gran padre Dante, \u00abnon qui, per passare\u00bb.<\/p>\n<p>Per altra via: e cio\u00e8 quella che scende all&#8217;interno dell&#8217;anima, indipendentemente dai paesaggi e dalle situazioni esteriori legati alla dimensione del corpo fisico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avete mai provato a trovarvi in alta montagna, soli con voi stessi, davanti a una parete di roccia da scalare, con l&#8217;immenso panorama spalancato sotto di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[221],"class_list":["post-23180","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-platone"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23180","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23180"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23180\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23180"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23180"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23180"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}