{"id":23177,"date":"2010-11-09T02:47:00","date_gmt":"2010-11-09T02:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/11\/09\/le-recenti-alluvioni-nel-nordest-pongono-un-doppio-problema-di-ordine-politico\/"},"modified":"2010-11-09T02:47:00","modified_gmt":"2010-11-09T02:47:00","slug":"le-recenti-alluvioni-nel-nordest-pongono-un-doppio-problema-di-ordine-politico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/11\/09\/le-recenti-alluvioni-nel-nordest-pongono-un-doppio-problema-di-ordine-politico\/","title":{"rendered":"Le recenti alluvioni nel Nordest pongono un doppio problema di ordine politico"},"content":{"rendered":"<p>Il Nordest, la &quot;locomotiva d&#8217;Italia&quot;, \u00e8 stato messo in ginocchio da due giornate di pioggia e da una serie impressionate di alluvioni, che, oltre ad aver provocato danni gravissimi alle abitazioni private e alle aziende, hanno invaso il centro di una citt\u00e0 d&#8217;arte come Vicenza e minacciato da vicino opere di inestimabile valore, come il Teatro Olimpico del capoluogo berico.<\/p>\n<p>E subito \u00e8 scoppiata la polemica politica: il governo non sta facendo abbastanza; il Veneto e il Friuli, che sempre hanno contribuito tanto al benessere nazionale, ora chiedono e, se necessario, esigono, di non essere considerati come una remota provincia dell&#8217;Impero; i mass media nazionali hanno ignorato o minimizzato il disastro.<\/p>\n<p>Sono giuste queste critiche, sono giustificate queste lamentele, questo sdegno, questa insofferenza nei confronti dello Stato? E come si conciliano con la conclamata volont\u00e0 di &quot;fare da soli&quot;, di non voler chiedere nulla allo Stato, a patto che Stato, da parte sua, la smetta di chiedere troppo?<\/p>\n<p>Diciamo che la gente del Nordest, per secolare tradizione, \u00e8 non solo laboriosa e determinata (vedi come i Friulani si sono fieramente rimessi in piedi dopo i due tragici terremoti del 1976), ma anche straordinariamente paziente, per non dire stoica e quasi rassegnata alla sordit\u00e0 altrui nei confronti delle proprie problematiche.<\/p>\n<p>Tutti ricordano come si comportarono Veneti e Friulani all&#8217;epoca del disastro del Vajont, nel 1963: piansero e seppellirono i loro morti; poi si asciugarono le lacrime, si rimboccarono le maniche e ricostruirono Longarone e gli altri paesi distrutti, ricominciando l\u00e0 dove il disastro li aveva fermati, magari dopo anni di sacrifici fatti all&#8217;estero per costruirsi la propria casetta (il friulano \u00abmal dal mad\u00f2n\u00bb, ossia \u00abmal del mattone\u00bb).<\/p>\n<p>Bisogna pur dire, per amore di verit\u00e0 storica, che un disastro come quello di questi giorni, o come altri che hanno colpito queste regioni negli ultimi decenni (valga per tutti il caso dell&#8217;alluvione del Polesine, nel novembre del 1951: s\u00ec, ancora il mese di novembre; perch\u00e9 in novembre piove parecchio, chi lo avrebbe detto?) sono difficilmente immaginabili nel contesto di uno Stato locale efficiente e attento all&#8217;assetto idrogeologico del territorio, come lo era, per millenaria sapienza ed esperienza, la Repubblica di Venezia.<\/p>\n<p>Quindi viene da chiedersi perch\u00e9 e come una popolazione, da secoli e secoli abituata a gestire con oculata prudenza il proprio territorio e le sue risorse, sia oggi cos\u00ec palesemente incapace di fronteggiare con un minimo di previdenza uno dei fenomeni naturali pi\u00f9 scontati e, purtroppo, regolari: le forti piogge autunnali e gli smottamenti, le frane e le alluvioni che inevitabilmente le accompagnano.<\/p>\n<p>E non si dimentichi la tragedia della Val di Stava, nel Trentino Alto Adige (sempre Nordest), nella quale &#8211; correva l&#8217;anno 1985, stavolta nel mese di luglio &#8211; trovarono la morte, sotto qualcosa come 160.000 metri cubi di fango, ben 268 persone.<\/p>\n<p>Sono dunque cambiate le genti venete, friulane e trentine, oppure \u00e8 cambiato qualche cosa nel rapporto fra le attuali classi dirigenti di queste tre regioni e la loro consapevolezza delle necessit\u00e0 vitali e dei problemi pi\u00f9 urgenti e pi\u00f9 gravi del territorio?<\/p>\n<p>\u00c8 venuta a mancare la saggezza, \u00e8 venuta a mancare la lungimiranza, nella gestione del tanto (troppo) sbandierato &quot;miracolo del Nordest&quot;, nella irresponsabile gestione di una crescita economica che ha ridisegnato radicalmente il rapporto fra l&#8217;uomo e l&#8217;ambiente in questa parte d&#8217;Italia?<\/p>\n<p>\u00abRoma ladrona\u00bb, si dice e si ripete nei comizi e nelle adunanze politiche di queste regioni, sotto il segno di una forte e radicata presenza leghista che, sempre pi\u00f9, si presenta come sponda di una richiesta identitaria e come difesa di una specificit\u00e0 minacciata dai fenomeni pi\u00f9 oscuri legati alla globalizzazione.<\/p>\n<p>O meglio, lo si diceva fino a qualche tempo fa: ora lo si dice molto meno, e per una ragione semplicissima: e cio\u00e8 che la Lega \u00e8 a capo delle amministrazioni locali ormai da molti anni e, come se ci\u00f2 non bastasse, siede al governo, accanto a Forza Italia, da un numero di anni non molto inferiore.<\/p>\n<p>E allora?<\/p>\n<p>I casi sono due. Se Roma \u00e8 ladrona, come mai la Lega \u00e8 andata a Roma e non ha saputo far nulla per modificare l&#8217;andazzo, specie in presenza di particolari circostanze, che rendono quanto mai necessario rivedere il rapporto fra il dare e l&#8217;avere del Nordest con il governo nazionale? Chi si \u00e8 preso la briga di fare due conti, \u00e8 giunto alla conclusione che gli alluvionati del Veneto hanno ottenuto in questi giorni, da Roma, uno stanziamento di &quot;aiuti&quot; che equivarrebbe a qualcosa come&#8230; otto euro a testa. Ogni commento ci sembra superfluo.<\/p>\n<p>Quanto alle amministrazioni locali leghiste, insediate, in molti comuni ed in molte province, da dieci, quindici anni e anche di pi\u00f9: che cosa hanno fatto di diverso dalle aborrite amministrazioni precedenti (in massima parte democristiane), per la messa in sicurezza del territorio, per porre un freno alla cementificazione dissennata, per una politica di interventi preventivi sugli argini dei fiumi, sui bacini lacustri alpini e prealpini, sulla rete stradale e ferroviaria? Si \u00e8 fatto qualcosa o non si \u00e8 fatto niente? Oppure &#8211; peggio ancora &#8211; si \u00e8 lasciato che il territorio venisse impunemente saccheggiato e massacrato, in nome di una industrializzazione selvaggia e senza regole, gestita in modo tanto pi\u00f9 deprecabile, se si considera che essa ha potuto giovarsi, fin dagli anni Sessanta del secolo scorso (gli anni d&#8217;oro della Democrazia Cristiana) di una vera e propria pioggia di finanziamenti di pubblico denaro?<\/p>\n<p>Tanto per schiarire la memoria di qualcuno: \u00e8 gi\u00e0 stata dimenticata la &quot;lezione&quot; dell&#8217;incendio alla fabbrica di elettrodomestici De Longhi, in quel di Treviso, nell&#8217;aprile del 2007, quando si alz\u00f2 un&#8217;altissima nuvola di fumo e si verific\u00f2, quasi certamente, una massiccia fuga di diossina, proprio alla periferia di un grosso centro urbano?<\/p>\n<p>E che dire degli allagamenti che ripetutamente, negli ultimi anni, con impressionante regolarit\u00e0, mettono in ginocchio la stessa Treviso, oppure Pordenone e tante altre citt\u00e0 grandi e piccole del Nordest, in seguito alle piogge autunnali; e che avrebbero dovuto suonare come altrettanti campanelli di allarme nei confronti di un assetto idrogeologico decisamente compromesso?<\/p>\n<p>Una volta si diceva anche: \u00abPiove, governo ladro\u00bb.<\/p>\n<p>Ma che dire adesso che al governo ci sono i rappresentanti della propria regione, organizzati in un partito fortemente strutturato; mentre nelle amministrazioni locali siedono, ancora, gli uomini di quello stesso partito, che sono stati eletti dopo aver fatto tante promesse e dopo aver soffiato sul fuoco, bisogna dire anche questo, di tanto malcontento?<\/p>\n<p>Questa, dunque, \u00e8 la contraddizione che sta portando al pettine i nodi irrisolti, e anzi vieppi\u00f9 intricati, del rapporto politico, economico, sociale e culturale esistente fra il Nordest e il resto d&#8217;Italia.<\/p>\n<p>Da una parte c&#8217;\u00e8 la percezione, sempre pi\u00f9 diffusa tra le genti venete, friulane e trentine, che la Patria sia matrigna nei loro confronti; che sia sempre sollecita ad esigere, ma lenta ed avara nel concedere; che, insomma, le tratti secondo un clich\u00e9 largamente diffuso nel cinema degli anni Cinquanta e Sessanta: da gran lavoratori un po&#8217; fessi, che si lasciano mettere nel sacco con estrema facilit\u00e0 dal tipico &quot;romano&quot; furbo, alla Alberto Sordi.<\/p>\n<p>Dall&#8217;altra parte c&#8217;\u00e8 una classe dirigente, sia a livello locale che a livello nazionale, che ha qui le sue radici e che, teoricamente, ha raggiunto quello che voleva raggiungere e in nome di cui ha ricevuto il mandato dai propri concittadini: il controllo degli strumenti amministrativi e legislativi mediante i quali, in teoria, si sarebbe dovuto ripristinare un rapporto pi\u00f9 giusto ed equilibrato fra il dare e l&#8217;avere dei Veneti, dei Friulani e dei Trentini nei confronti dello Stato.<\/p>\n<p>Esistono una crescente delusione, una crescente amarezza, un crescente risentimento, da parte dell&#8217;elettorato leghista verso il partito che, dopo tanti slogan e dopo tante assicurazioni, non si \u00e8 mostrato per niente all&#8217;altezza della situazione; che ha evidenziato, anzi, in modo involontariamente impietoso, una impreparazione, anche culturale, che mai si sarebbe immaginata.<\/p>\n<p>Sullo sfondo di questo silenzioso (per ora) esodo dalla Lega, che lascer\u00e0 un vuoto politico di cui \u00e8 difficile intravedere la portata, ma che fuori dal Nordest \u00e8 ancora pressoch\u00e9 ignorato perch\u00e9 i media nazionali lo passano sotto silenzio, avanza un movimento che vorrebbe essere alternativo, ma che di fatto \u00e8 &#8211; in qualche modo &#8211; ad essa speculare: Verso Nord, tenuto a battesimo da personalit\u00e0 come l&#8217;ex sindaco di Venezia, il filosofo Massimo Cacciari.<\/p>\n<p>Verso Nord si presenta come una sorta di alternativa al Carroccio che, per\u00f2, ne raccoglie talune istanze e si candida ad interpretarne meglio, ossia con pi\u00f9 efficienza, talune esigenze; ma con un limite invalicabile: la sua origine intellettuale e, per molti aspetti, velleitariamente intellettuale, priva cio\u00e8 di un autentico radicamento a livello di coscienza popolare.<\/p>\n<p>Baster\u00e0 un solo esempio a chiarire il concetto. Davanti all&#8217;affermazione di Luca Zaia, all&#8217;indomani dell&#8217;ultimo fatto di sangue che ha coinvolto le nostre truppe in Afghanistan, secondo il quale quel Paese \u00e8 diventato \u00abil nostro Vietnam\u00bb e faremmo bene ad andarcene il prima possibile, Alessio Vianello, portavoce di Verso Nord, ha replicato duramente, sostenendo che si \u00e8 trattato di un paragone storicamente inaccettabile e che il nostro dovere \u00e8 quello di rimanere in Afghanistan, a difesa della democrazia e a sostegno dell&#8217;alleanza internazionale di cui facciamo parte.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un tipico esempio di quella mentalit\u00e0 teorica, astratta, velleitaria e radical-chic che rappresenta il peggio della sinistra italiana: il disprezzo per il sentire comune della gente, che ritiene la guerra in Afghanistan un errore e non condivide la crociata, a suo tempo intrapresa da Bush junior con incosciente leggerezza, alla quale ci siamo accodati per delle ragioni che non sono mai state veramente chiarite e che oscillano fra una generica politica di intervento umanitario e &quot;pacifico&quot; (un bell&#8217;ossimoro, non c&#8217;\u00e8 che dire, per una spedizione militare in piena regola) e una fumosa necessit\u00e0 di cooperare alla difesa della &quot;rinata&quot; democrazia afghana, nonch\u00e9 alla stabilit\u00e0 geopolitica dell&#8217;Asia centrale e del Medio Oriente.<\/p>\n<p>Va dato atto a Bossi, ma solo al Bossi prima maniera, di avere a suo tempo preso le distanze dal filoatlantismo sperticato allora ostentato da Berlusconi e di avere perfino espresso solidariet\u00e0 a dei popoli, come Baschi, Fiamminghi e Gallesi, impegnati a rivendicare la propria autonomia contro il centralismo di nazioni alleate dell&#8217;Italia, quali la Spagna, il Belgio e la Gran Bretagna; salvo poi appiattirsi sulla politica di Stati Uniti e Israele in tutto quel che riguarda il Medio Oriente, a cominciare dallo scacchiere iracheno e afghano.<\/p>\n<p>Se, dunque, qualche esponente leghista parla di riportare a casa i nostri alpini e lascia intendere che l&#8217;intervento in Afghanistan \u00e8 stato un errore, non fa altro che tornare alle posizioni originarie della Lega, da sempre favorevole all&#8217;autodecisione dei piccoli popoli nei confronti delle grandi potenze; mentre la sparata di Vianello ha tutto il sapore di un predica in cattedra da parte di chi non ha la minima idea di quello che realmente sente e pensa la gente comune. Altro che avere il polso della situazione nel Nordest: i signori di Verso Nord mostrano, fin dall&#8217;inizio della loro avventura politica, di assomigliare pi\u00f9 ad un salotto di intellettuali benpensanti che a un autentico movimento popolare, capace di dialogare con la gente e di mettere radici nel territorio.<\/p>\n<p>Davanti alla dilagante crisi economica, che nel Nordest appare ancora pi\u00f9 drammatica, perch\u00e9 falcia ogni mese migliaia e migliaia di posti di lavoro (mentre al Sud, per esempio, c&#8217;\u00e8 poco da falciare, dato che il lavoro scarseggiava gi\u00e0 prima), \u00e8 semplicemente grottesco che un movimento politico che vorrebbe candidarsi a interpretarne gli autentici bisogni, invece di parlare dei giovani disoccupati e dei tanti, troppi laureati che se ne vanno all&#8217;estero, viene a parlare&#8230; della necessit\u00e0 di continuare a combattere e a morire sulle montagne dell&#8217;Afghanistan, quali truppe ausiliarie di un sinistro personaggio, Bush junior, che da tempo ha dovuto abbandonare il ponte di comando.<\/p>\n<p>\u00c8 questa la futura classe dirigente del Nordest, che vigiler\u00e0 affinch\u00e9 due giorni di pioggia non lo mettano mai pi\u00f9 in ginocchio?<\/p>\n<p>Che Dio ce la mandi buona, allora&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Nordest, la &quot;locomotiva d&#8217;Italia&quot;, \u00e8 stato messo in ginocchio da due giornate di pioggia e da una serie impressionate di alluvioni, che, oltre ad aver<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[149,234],"class_list":["post-23177","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-friuli-venezia-giulia","tag-roma"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23177","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23177"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23177\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23177"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23177"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23177"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}