{"id":23169,"date":"2020-10-29T07:24:00","date_gmt":"2020-10-29T07:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/10\/29\/alla-fine-si-deve-scegliere-o-platone-o-aristotele\/"},"modified":"2020-10-29T07:24:00","modified_gmt":"2020-10-29T07:24:00","slug":"alla-fine-si-deve-scegliere-o-platone-o-aristotele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/10\/29\/alla-fine-si-deve-scegliere-o-platone-o-aristotele\/","title":{"rendered":"Alla fine si deve scegliere: o Platone o Aristotele"},"content":{"rendered":"<p>Platone e Aristotele, i due massimi filosofi della Grecia, avevano gi\u00e0 detto tutto, beninteso prima della Rivelazione cristiana, e dunque entro i limiti della ragione naturale. Li si pu\u00f2, anzi li si deve ammirare entrambi, per la grandezza smisurata del loro genio, tale che tutto quanto \u00e8 poi stato detto in ambito filosofico, sempre eccezion fatta per l&#8217;apporto &#8212; decisivo &#8212; del cristianesimo, non \u00e8 che una variazione sul tema centrale della loro speculazione. I moderni non hanno aggiunto assolutamente nulla, semmai hanno intorbidato le acque e confuso ci\u00f2 che era chiaro, oppure hanno confuso ulteriormente ci\u00f2 che non era chiaro del tutto. Inutile negare che Platone, specie ad un giovane, si presenta molto pi\u00f9 affascinante. Il suo pensiero possente, sorretto da una capacit\u00e0 espressiva e poetica altrettanto possente, si libra in alto come l&#8217;aquila si libra al di sopra degli altri uccelli. Il suo slancio verso l&#8217;Assoluto ha qualcosa di commovente oltre che di grandioso, e la plastica efficacia dei suoi miti fa vibrare una nota che risuona in profondit\u00e0 nella nostra anima, dandoci delle sensazioni esaltanti, al limite del sublime, come l&#8217;ascolto di un perfetto concerto di musica sinfonica. Da giovani, anche le nostre simpatie andavano al pensiero platonico, non a quello aristotelico, cos\u00ec aridamente e piattamente razionale, cos\u00ec almeno a noi appariva, pur se dotato &#8212; questo era innegabile &#8212; di una forza di penetrazione logica superiore a ogni obiezione. E tale simpatia si accende anche nell&#8217;animo di molti cristiani, perch\u00e9 il tono generale della speculazione platonica, per non parlare di quella neoplatonica, sembra andare proprio nella stessa direzione di quella cristiana: dal terreno all&#8217;ultraterreno, dal sensibile al sovrasensibile, dall&#8217;umano al divino. Lo slancio dell&#8217;anima verso le regioni rarefatte dell&#8217;Idea richiama lo slancio dell&#8217;anima cristiana verso il suo Creatore: e infatti c&#8217;\u00e8 tutto un filone della filosofia cristiana medievale, quello che culmina in San Bonaventura, che si richiama proprio al precedente platonico e agostiniano), che ha la caratteristica d&#8217;un impulso mistico non meno che di un pensiero speculativo razionalmente strutturato. Perci\u00f2 da giovani anche noi, affascinati dal &quot;misticismo&quot; platonico, ci domandavamo come mai la Chiesa cattolica non avesse adottato, quale base per la propria teologia, il platonismo invece dell&#8217;aristotelismo: era una cosa che ci sembrava strana, una sorta d&#8217;incidente nella storia del pensiero occidentale. Eppure, avremmo dovuto prestare attenzione a un fatto significativo: gli ultimi filosofi pagani, quasi tutti neoplatonici, erano anche ferocemente anticristiani: loro s\u00ec che avevano afferrato la sostanziale, radicale incompatibilit\u00e0 fra le due visioni, quella di Platone, e pi\u00f9 ancora di Plotino, e quella del cristianesimo. E tale incompatibilit\u00e0 di fondo non si coglie tanto nell&#8217;itinerario dell&#8217;anima verso la sfera del divino, quanto nel rapporto fra l&#8217;uomo e il mondo. Il mondo, per i platonici, non \u00e8 che la brutta copia del mondo vero, della realt\u00e0 vera, che \u00e8 l&#8217;Iperuranio, il mondo delle pure Idee. Ogni cosa terrena non \u00e8 che la copia di una cosa, perfetta ed eterna, che si trova in quel mondo. Fra i due mondi non vi \u00e8 continuit\u00e0, non vi \u00e8 relazione, ma una distanza drammatica: per colmarla, \u00e8 necessario negare radicalmente valore e dignit\u00e0 al mondo terreno, e calpestare con sdegno tutto ci\u00f2 che esso ci offre, ivi comprese le relazioni d&#8217;affetto, ad esempio l&#8217;amore che i genitori ci hanno dato da bambini, e che ci ha permesso di crescere sani ed equilibrati. Per il platonismo, tutto ci\u00f2 che \u00e8 terreno \u00e8 basso, meschino, inferiore e meritevole di essere oltrepassato senza il minimo rimpianto: al massimo, si riconosce un certo valore alla bellezza sensibile, riflesso della bellezza spirituale, quale tappa intermedia dell&#8217;itinerario dell&#8217;anima verso Dio. Ma l&#8217;arte, in quanto copia di una copia, ossia la natura, \u00e8 a sua volta meritevole di biasimo, spinto fino al disprezzo: a che serve, se non a sedurre i sensi e imprigionare l&#8217;anima ancor pi\u00f9 crudelmente in quell&#8217;oscuro carcere che \u00e8 la realt\u00e0 terrena? Ecco perch\u00e9 il platonismo, a uno sguardo superficiale, pu\u00f2 sembrare affine alla visione cristiana: perch\u00e9 alimenta un giudizio negativo sul mondo, e giustifica l&#8217;ascetismo con la nozione di una realt\u00e0 terrena deludente e meschina, misera di per se stessa, in quanto copia sbiadita della realt\u00e0 vera, che \u00e8 fatta di pure essenze spirituali.<\/p>\n<p>Questa, per\u00f2, non \u00e8 la vera e sana prospettiva cristiana: questa \u00e8 la visione dei cristiani malati di misantropia, pessimismo e nichilismo esistenziale. Pertanto potremmo dire che, a dispetto delle apparenze, \u00e8 quasi perfetta peri cristiani moderni: intendendo per cristiani moderni quelli che hanno introiettato le categorie essenziali della modernit\u00e0, e che, insieme ad esse, hanno anche fatto l&#8217;esperienza della saziet\u00e0 e della nausea provocate dal materialismo, dallo scientismo e dal pragmatismo scaturiti dalla cultura moderna. Un cristiano moderno \u00e8 un cristiano doppiamente frustrato, perch\u00e9 moderno e perch\u00e9, travasando la modernit\u00e0 nella visione cristiana, \u00e8 deluso anche di essa, come era perfettamente logico. Il cristianesimo \u00e8 radicalmente alternativo alla modernit\u00e0, e se tenta di prolungare la sua presa sulla societ\u00e0 sforzandosi di modernizzarsi, non riesce a fare altro che perdere ci\u00f2 che di profondo e di attrattivo vi \u00e8 nella sua concezione del mondo. La quale, in poche parole, \u00e8 ispirata non al disprezzo e al ripudio, ma all&#8217;apprezzamento e al godimento di tutto ci\u00f2 che nel mondo \u00e8 buono e amabile, naturalmente non nel senso disordinato dell&#8217;edonismo ateo ma in quello della gioia cristiana testimoniata da un&#8217;opera come il <em>Cantico delle creature<\/em> di San Francesco d&#8217;Assisi (e prima ancora, prima dello stesso cristianesimo, ma in accordo con la sua visione, dal <em>Cantico dei Cantici<\/em>). Il platonismo ha questo in comune con la modernit\u00e0, o meglio con la modernit\u00e0 giunta nella fase senile, che inizia a dubitare di se stessa, come accade nella fase che stiamo vivendo: la nausea e il disgusto verso ci\u00f2 che aveva sopravvalutato e assolutizzato, ossia la dimensione immanente; e l&#8217;esaltazione esagerata, acritica, della dimensione mistica dell&#8217;esistenza, che non nasce per\u00f2 da un&#8217;equilibrata valutazione degli aspetti buoni e cattivi del mondo di quaggi\u00f9, ma da un cieco e generico desiderio di evasione, da un bisogno di andare via da ci\u00f2 che non piace, che non soddisfa, che ha &quot;tradito&quot;, pi\u00f9 che dal preciso obiettivo di andare verso una meta definita. La visione aristotelica \u00e8 unitaria e compatta, quanto quella platonica \u00e8 divergente e quasi schizofrenica. Per la prima non c&#8217;\u00e8 un mondo delle Idee dal quale siamo &quot;caduti&quot; per un misterioso capriccio del destino, e al quale aspiriamo a ritornare, negando e cancellando ogni rapporto con il mondo di quaggi\u00f9; al contrario: il mondo vero \u00e8 questo, sulla base di un robusto e intelligente realismo. Ci\u00f2 non significa che la realt\u00e0 totale sia tutta qui, in ci\u00f2 che si tocca, si vede e si pu\u00f2 misurare; ma che per giungere alla realt\u00e0 ultima si deve passare attraverso la realt\u00e0 transitoria nella quale ci troviamo, senza ignorarla o disprezzarla. E infatti cos\u00ec lo ha visto il pi\u00f9 grande filosofo cristiano di tutti i tempi, san Tommaso d&#8217;Aquino: ha visto che mentre il platonismo presentava analogie superficiali con la visione cristiana, ma una incompatibilit\u00e0 di fondo, l&#8217;aristotelismo, invece, col suo schietto e simpatico realismo, per cui una mela \u00e8 una mela e una casa \u00e8 una casa, e nulla di diverso da ci\u00f2 che si mostra ai nostri sensi, pu\u00f2 fornire una base filosofica eccellente alle verit\u00e0 superiori mostrate dalla Rivelazione, perch\u00e9 accoglie come cosa buona la Creazione di Dio (<em>e Dio vide che ci\u00f2 era buono<\/em>, dice il libro della <em>Genesi<\/em>), la guarda con stupore ammirato e con riverente partecipazione, e vede in essa il riflesso di quella sapienza e di quell&#8217;amore che sono gli attributi di Colui che ha fatto tali cose.<\/p>\n<p>Ma ci sono altri due aspetti che legano in maniera sostanziale la visione platonica alla filosofia moderna. Il primo \u00e8 dato dal dualismo ad essa sotteso: se il mondo vero \u00e8 un altro, mentre quello in cui viviamo \u00e8 un mondo basso e imperfetto, allora ha ragione Cartesio di stabilire una rigida distinzione fra <em>res extensa<\/em> e <em>res cogitans<\/em>, fra il pensiero e la materia: distinzione che non cessa di produrre conseguenze funeste a tutti i livelli, dalla politica alla medicina, e dal diritto all&#8217;etica. La cultura moderna \u00e8 la cultura dello sdoppiamento e della schizofrenia: non \u00e8 stata capace nemmeno di giungere a una visione unitaria dell&#8217;uomo, della sua mente e della sua salute (o della sua malattia) proprio perch\u00e9 non \u00e8 stata capace di ricomporre il dualismo cartesiano (e platonico). Ci\u00f2 ha prodotto una scissione all&#8217;interno dell&#8217;uomo e, con essa, la sua inevitabile conseguenza, l&#8217;adozione di una doppia morale. Incalcolabili sono i danni provocati da tale scissione e dalla doppia morale: impossibile farne l&#8217;inventario, tuttavia non \u00e8 esagerato affermare che la maggior parte dei mali che l&#8217;uomo moderno infligge a se stesso e agli altri, sia sul piano della vita individuale che su quello della vita sociale, e quindi della storia, hanno in tale fattore la loro ultima radice. Un dualismo latente \u00e8 sempre esistito nell&#8217;anima umana; l&#8217;uomo ha sempre percepito una distanza fra ci\u00f2 che \u00e8 e ci\u00f2 che dovrebbe essere, fra ci\u00f2 che egli desidera come buono e ci\u00f2 che la vita infine gli riserva. Per\u00f2 il realismo aristotelico-tomista ha dato una risposta soddisfacente a tale aporia: il mondo \u00e8 buono, ma \u00e8 ferito dal peccato; anche l&#8217;anima umana \u00e8 soggetta a una duplice attrazione, verso il male e verso il bene, senza che ci\u00f2 faccia dell&#8217;uomo uno schizofrenico, perch\u00e9 sia la ragione naturale che la Rivelazione gli hanno fornito gli strumenti per tenere a banda il proprio lato oscuro, i propri istinti pi\u00f9 bassi, e per incanalarli e sublimarli in direzioni accettabili e perfino utili; e al tempo stesso per sviluppare e potenziare il suo lato luminoso, che tende alla pace dell&#8217;Assoluto, non con la nostalgia rabbiosa del neoplatonismo, che odia il &quot;carcere&quot; terreno, ma con la nostalgia serena e rasserenante di chi sa che deve portare a termine il proprio pellegrinaggio terreno per meritare poi quella pace, come premio ed effetto della vita buona.<\/p>\n<p>Il secondo aspetto che lega il dualismo platonizzante alla cultura moderna \u00e8 l&#8217;insoddisfazione verso il mondo di quaggi\u00f9, visto come una realt\u00e0 negativa, che attende dall&#8217;uomo la propria redenzione; non da Dio, dal momento che Dio ha creato il mondo cos\u00ec, con tutte le sue miserie, e sembra indifferente al male che vi imperversa, o, se non \u00e8 indifferente,\u00e8 impotente ad estirparlo. Nasce cos\u00ec l&#8217;idea, illuminista e massonica, di un mondo terreno che deve avere nell&#8217;uomo il proprio dio, il proprio redentore e salvatore, il proprio architetto e organizzatore, il proprio giudice e il proprio boia. Inutile dire che a fare resistenza contro la bonifica integrale del mondo terreno non sono solo le forze della natura, viste come una realt\u00e0 da soggiogare e da rendere inoffensiva, ma anche gli uomini stessi, quelli che non capiscono o che si oppongono al processo di auto-redenzione del mondo terreno. Di qui deriva la tolleranza illuminista riservata solo a chi la pensa come i <em>philosophes<\/em> e negata agli altri, ad esempio, secondo Locke, agli atei e a cattolici, questi ultimi perch\u00e9 considerati sudditi infedeli in quanto seguaci di un re straniero, il papa; e di qui la disinvoltura con cui i rivoluzionari francesi mandavano alla ghigliottina i &quot;nemici del popolo&quot;, pari soltanto a quella che avrebbero mostrato, centotrenta anni dopo, i loro &quot;colleghi&quot; bolscevichi in Russia. <em>Sii mio fratello o ti uccider\u00f2<\/em>, diceva un aristocratico francese passato al giacobinismo: e tale idea, di eliminare fisicamente chi si oppone alla redenzione dell&#8217;umanit\u00e0, \u00e8 un&#8217;idea tipicamente massonica. Ecco una buona ragione per vedere nella falsa enciclica <em>Fratelli tutti<\/em> del falso papa Bergoglio un documento abietto e pericoloso: abietto perch\u00e9 smentisce e dissolve duemila anni di autentico magistero cattolico; pericoloso perch\u00e9 getta le premesse ideologiche per odiare e, in prospettiva, per eliminare chi si oppone al paradiso in terra, ultracomunista e ultramigrazionista, teorizzato e auspicato da Bergoglio e dall&#8217;attuale vertice della (falsa) chiesa cattolica. Inutile aggiungere che il comunismo di questi signori \u00e8 uno specchietto per le allodole e il migrazionismo \u00e8 il vero obiettivo, visto come il grimaldello con cui far saltare definitivamente le identit\u00e0 (a cominciare da quella cristiana), secondo l&#8217;agenda del Nuovo Ordine Mondiale, voluto, pensato, studiato e attuato dall&#8217;oligarchia finanziaria internazionale.<\/p>\n<p>Pertanto, la scelta fra platonismo e aristotelismo non \u00e8 cosa che si possa confinare all&#8217;ambito strettamente filosofico, ma riguarda la vita di tutti, e quindi richiede una presa di coscienza e un&#8217;assunzione di responsabilit\u00e0 da parte di ciascuno, anche di chi non ha mai aperto un libro di filosofia in vita sua e non ha alcun interesse, n\u00e9 alcuna predisposizione, per gli studi filosofici. Da una parte ci sono i falsi misticismi, la paccottiglia teosofica e New Age, lo Yoga <em>de noantri<\/em> e il taoismo a un tanto il chilo, tutti in funzione di una visione dualista, che allarga la spaccatura creatasi nella coscienza dell&#8217;uomo moderno, aumenta la sua angoscia esistenziale, esaspera le sue tensioni e le sue contraddizioni e favorisce oggettivamente l&#8217;opera di manipolazione e asservimento condotta dalle potentissime forze dell&#8217;oligarchia finanziaria, perch\u00e9 un uomo disorientato e senza radici e una societ\u00e0 schizofrenica e lacerata in se stessa sono il materiale ideale per chi voglia esercitare su di essi un dominio radicale e spregiudicato, fondato sul condizionamento mentale e sulla paura irrazionale (vedi la falsa pandemia da Covid-19) pi\u00f9 ancora che sulla coercizione fisica. Dall&#8217;altra parte c&#8217;\u00e8 uno sguardo unitario, benevolo, armonioso sull&#8217;esistente, tanto nella sua parte visibile &#8212; la natura creata &#8211; che in quella invisibile. L&#8217;alternativa fra idealismo platonico e realismo aristotelico \u00e8 perci\u00f2, in ultima analisi, un&#8217;alternativa esistenziale che oggi si presenta con particolare nitidezza ed urgenza. Si ricordi che le scelte della vita concreta trovano la loro origine nella prospettiva generale da cui si guarda il mondo. \u00c8 importante, anzi essenziale, che lo sguardo sulle cose sia limpido e veritiero&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Platone e Aristotele, i due massimi filosofi della Grecia, avevano gi\u00e0 detto tutto, beninteso prima della Rivelazione cristiana, e dunque entro i limiti della ragione naturale.<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[107,221,223],"class_list":["post-23169","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-cattolicesimo","tag-platone","tag-plotino"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23169","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23169"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23169\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23169"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23169"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23169"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}