{"id":23168,"date":"2009-11-25T03:07:00","date_gmt":"2009-11-25T03:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/11\/25\/allinizio-la-caduta-dellumanita\/"},"modified":"2009-11-25T03:07:00","modified_gmt":"2009-11-25T03:07:00","slug":"allinizio-la-caduta-dellumanita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/11\/25\/allinizio-la-caduta-dellumanita\/","title":{"rendered":"All&#8217;inizio, la Caduta dell&#8217;umanit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Tutte le tradizioni iniziatiche sono concordi nel descrivere lo stato originario dell&#8217;umanit\u00e0 come infinitamente pi\u00f9 prospero e felice di quello presente; tutte sono concordi nel parlare di un evento rovinoso, una Caduta, che, ad un certo punto, segn\u00f2 una brusca rottura dell&#8217;equilibrio e fu all&#8217;origine della storia; tutte sono concordi circa il fatto che, da allora, l&#8217;umanit\u00e0 non sta progredendo affatto, ma, semmai, sta regredendo.<\/p>\n<p>Le religioni recano un ricordo di questa sapienza antichissima nei miti delle origini. Nel cristianesimo, ad esempio, si parla di una umanit\u00e0 felice prima della disobbedienza a Dio, indi di una cacciata dal giardino dell&#8217;Eden e di un radicale mutamento, in negativo, della sorte dei nostri progenitori e di noi medesimi.<\/p>\n<p>Ora, la religione della modernit\u00e0, ovvero la Scienza razionalista, strumentale e calcolante, che &#8211; a giudizio dei suoi cantori &#8211; ci avrebbe assicurato il dominio assoluto sulla natura, predica esattamente il contrario. All&#8217;inizio vi era una creatura scimmiesca, selvaggia, incapace di pensare, di parlare, di operare in modo consapevole; poi, lentamente, essa sarebbe evoluta verso l&#8217;uomo come lo conosciamo oggi: lottando contro la natura e contro i propri simili, non riconoscendo nulla di superiore a s\u00e9, con lo sguardo rivolto verso sempre nuove mete, ognora pi\u00f9 ambiziose e avveniristiche.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che una delle due concezioni deve ritenersi completamente falsa, e giusta quell&#8217;altra: \u00abtertium non datur\u00bb. Chi si inganna, dunque: la Tradizione, antica di millenni, o la nuova religione scientista, vecchia di pochi secoli?<\/p>\n<p>La differenza tra le due concezioni non riguarda soltanto i contenuti del sapere, ma anche le sue origini.<\/p>\n<p>Per la Tradizione, il sapere originario non \u00e8 di origine umana; la Tradizione stessa, in quanto tale, non \u00e8 di origine umana. Gli uomini la conservano e la custodiscono, allo scopo di tramandarla di generazione in generazione: ma non rivolgendosi a tutti gli orecchi, bens\u00ec solamente a quelli capaci di accoglierla (non diciamo di comprenderla, perch\u00e9 l&#8217;uomo non pu\u00f2 comprendere sino in fondo un sapere che gli \u00e8 di tanto superiore).<\/p>\n<p>E si tratta di una trasmissione silenziosa, che non si serve della parola scritta o del libro stampato, perch\u00e9 la parola scritta si rivolge indifferentemente a qualsiasi lettore, mentre vi sono molti potenziali lettori i quali, non essendo preparati ad accogliere la Tradizione, \u00e8 bene che ne rimangano all&#8217;oscuro: l&#8217;uso che farebbero di quel poco che riuscirebbero a capire, stravolgendone il senso, sarebbe sicuramente dannoso, per loro stessi e per altri.<\/p>\n<p>Per la scienza moderna, materialista, quantitativa e meccanicista, il sapere \u00e8 interamente frutto della ragione umana; nessuno lo ha donato all&#8217;uomo, egli se lo \u00e8 conquistato con le proprie forze; e a tutti pu\u00f2 essere trasmesso, perch\u00e9 non consiste che di formule da applicare in maniera impersonale, indipendentemente dall&#8217;uso che se ne fa e dalle intenzioni di chi le possiede.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 viviamo immersi nel paradigma falsamente democratico basato sull&#8217;idea che tutti gli esseri umani sono uguali quanto a capacit\u00e0, attitudini e senso morale, la scienza moderna appare tanto pi\u00f9 veritiera, quanto pi\u00f9 solletica la nostra vanit\u00e0 e il nostro orgoglio. L&#8217;idea che chiunque, venendo in possesso di determinate formule fisiche, possa padroneggiare l&#8217;energia nucleare (per fare un esempio) ci piace, perch\u00e9 lusinga il nostro desiderio di potenza a buon mercato, secondo la vecchia formula cara a tutti gli studenti pigri e furbastri: \u00abmassimo risultato con il minimo sforzo\u00bb; mentre, in effetti, dovrebbe atterrirci, perch\u00e9 le sue implicazioni sono devastanti.<\/p>\n<p>Viceversa, il fatto che la Tradizione si sforzi di velare il proprio sapere, partendo dall&#8217;assunto che se un essere umano lo desidera con animo sincero e con pure intenzioni, finir\u00e0 per trovare il Maestro che lo giudichi all&#8217;altezza di riceverla, suscita una istintiva diffidenza e una malcelata insofferenza da parte di molti, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 sa di \u00abaristocratico\u00bb. (Per inciso, \u00e8 ben questa la ragione per cui, erroneamente, in certi ambienti politicizzati si parla della Tradizione come di un sapere \u00abdi destra\u00bb, scomodando persino Platone, mentre la cultura democratica \u00e8 considerata \u00abdi sinistra\u00bb o, comunque, progressista: mentre termini come \u00abdestra\u00bb e \u00absinistra\u00bb sono semplicemente assurdi, se riferiti al sapere iniziatico).<\/p>\n<p>Stando cos\u00ec le cose, si potrebbe dedurne che optare per la Tradizione oppure per il moderno sapere scientifico sia, tutto sommato, una questione di gusti personali, e che si possa scegliere l&#8217;una o l&#8217;altro con la stessa disinvoltura con cui, al supermercato, ci si decide per l&#8217;acquisto di una determinata marca di dentifricio o di pantofole, oppure per un&#8217;altra.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 proprio vero? Non sarebbe, invece, il caso di domandarsi se non esistano degli indizi che possano suffragare la pretesa della Tradizione di porsi come il sapere originario dell&#8217;uomo, proveniente da livelli a lui superiori; e se, in particolare, non esistano elementi a sostegno della tesi centrale di ogni sapere iniziatico: che lo stadio attuale dell&#8217;umanit\u00e0 corrisponde non a un progresso, ma a un regresso sempre pi\u00f9 marcato e carico di conseguenze distruttive?<\/p>\n<p>Vediamo.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 un ampio settore del conoscere che la scienza moderna, quantitativa e materialista, guarda con sommo disdegno, o che pretende di esaminare a partire dal proprio pregiudizio razionalista: quello dei fenomeni supernaturali.<\/p>\n<p>Ancora oggi, lo studioso accademico che vi si dedichi apertamente (anche se molti, al soldo di potenti istituzioni statali e militari, lo fanno a tempo pieno, ma in segreto) rischia di attirare su di s\u00e9 il discredito dei colleghi e del pubblico, nonch\u00e9 di vedersi stroncata la carriera. Obbligatorio, poi, parlare di tali fenomeni, alla stampa o in televisione, con l&#8217;atteggiamento distratto e di boriosa sufficienza, proprio di chi non si lascia abbindolare da alcun genere di trucco e dalle vecchie superstizioni, retaggio di un&#8217;epoca arretrata, in cui gli esseri umani credevano ancora all&#8217;esistenza di forze invisibili.<\/p>\n<p>Notiamo, tra parentesi, che questo atteggiamento, oltre ad essere intrinsecamente antiscientifico (nel senso di una scienza bene intesa), perch\u00e9 rifiuta di misurarsi con i fatti, \u00e8 anche totalmente incongruo, perch\u00e9 la stessa scienza contemporanea, specialmente la fisica delle particelle sub-atomiche, ha oltrepassato da un pezzo le rozze premesse materialistiche del passato, ed \u00e8 pi\u00f9 che disposta a prendere in considerazione, sia pure come ipotesi di lavoro, l&#8217;esistenza di forze non solo invisibili, ma anche immateriali, capaci di agire sulla materia stessa:<\/p>\n<p>Telepatia, chiaroveggenza, precognizione, retrocognizione, psicocinesi, apporto ed asporto, solo per citare alcuni fenomeni supernormali, in effetti costituiscono, per il ricercatore libero da pregiudizi materialisti e da grossolane forme di presunzione, altrettante finestre che permettono di gettare uno sguardo su una realt\u00e0 \u00abaltra\u00bb, ove le pretese leggi della scienza galileiana e newtoniana sono sospese e annullate e che, pertanto, esige di essere interpretata alla luce di un nuovo modo di pensare e di una nuova e pi\u00f9 ampia concezione della realt\u00e0.<\/p>\n<p>La scienza materialista ci dice che, per vedere, occorre la facolt\u00e0 della vista, la quale si serve degli occhi: niente occhi, niente, vista, niente percezione di oggetti. Ma ecco qui una ragazza che, distesa su un letto con lo stomaco scoperto, e con un libro posato su di esso, legge le parole, le frasi e le pagine, come se le avesse davanti agli occhi.<\/p>\n<p>Ancora.<\/p>\n<p>La scienza materialista ci dice che un essere umano non pu\u00f2 sopravvivere pi\u00f9 di qualche giorno senza bere e pi\u00f9 di qualche settimana, al massimo, senza assumere cibo solido. Ma ecco qui una donna che, a partire dalla sua giovinezza, non ha pi\u00f9 mangiato n\u00e9 bevuto niente di niente, se si esclude la particola della comunione; eppure \u00e8 vissuta molti anni, durante i quali, pur paralizzata e costretta a stare in ambienti non illuminati, era in grado di ascoltare, consolare e consigliare migliaia e migliaia di visitatori.<\/p>\n<p>Non basta.<\/p>\n<p>La scienza materialista ci assicura che lo spirito non pu\u00f2 agire direttamente sulla materia, ma solo indirettamente. Eppure, ecco uno stregone che lancia un incantesimo di morte contro una persona ignara di ci\u00f2 (e, quindi, non suscettibile di autosuggestione); ed ecco che la vittima designata si ammala e muore rapidamente, senza che nulla, nello stato di salute del suo organismo, sembri giustificare un fatto del genere.<\/p>\n<p>Dobbiamo continuare?<\/p>\n<p>Quelli che abbiamo citato sono fatti, fatti attestati da testimoni degni di fede; fatti, talvolta, osservati da molte persone, medici compresi; fatti che, in certi casi, sono stati perfino riprodotti e osservati in laboratorio, vale a dire in condizioni rigorosamente controllate dagli scienziati.<\/p>\n<p>Ebbene, ci sembra che fatti del genere &#8211; di cui esiste, per chi la voglia vedere, una ricchissima e inoppugnabile documentazione -, possano, se non altro, suggerire una ipotesi: che la mente sia capace di agire indipendentemente dal corpo; che il cervello ne sia la sede temporanea, ma che non sia tutt&#8217;uno con essa; che la mente individuale sia in comunicazione con tutte le altre menti, passate, presenti e future; che, in un tempo passato, tutti gli esseri umani fossero in grado di accedere ai suoi straordinari poteri; che gli uomini abbiano incominciato a perdere tale facolt\u00e0 proprio a partire dall&#8217;epoca in cui essi restrinsero la mente a quella piccola porzione di essa che corrisponde al Logos strumentale e calcolante, alla Ragione dei moderni.<\/p>\n<p>Questa, ci sembra, dovrebbe costituire per lo meno una seria ipotesi di lavoro per lo studioso in buona fede, non ottenebrato da pregiudizi e disposto a misurarsi, da vero scienziato, con l&#8217;ombra del mistero, e non soltanto con una sua caricatura di comodo.<\/p>\n<p>Tale punto di vista \u00e8 stato ben sintetizzato da un eminente studioso dell&#8217;occulto, Leo Talamonti, in un suo libro di quasi trentacinque anni fa, e dal quale riportiamo il seguente passaggio (\u00abLa mente senza frontiere\u00bb, Milano, Sugarco, 1975, pp. 131-32):<\/p>\n<p>\u00abSi \u00e8 gi\u00e0 detto che a proposito di telepatia e fenomeni affini vi \u00e8 chi parla di &quot;regressione atavica&quot;, presupponendo implicitamente che la razza umana sia progredita , e che nel progredire abbia lasciato cadere funzioni e capacit\u00e0 che pi\u00f9 non le occorrevano. Un primo aspetto errato di tale concetto \u00e8 stato gi\u00e0 da noi indicato quando abbiamo sostenuto che la telepatia non \u00e8 un fenomeno a s\u00e9 stante; essa fa parte di un complesso di facolt\u00e0 e doti che sono e saranno sempre utili alla razza umana perch\u00e9 si evolveranno con essa specializzandosi a seconda delle sue future occorrenze; \u00e8 vero dunque esattamente il contrario di quanto si afferma da parte di certi studiosi tuttora legati a un pensiero ottocentesco di stampo grossolanamente darwiniano.<\/p>\n<p>Ora non resta che completare il quadro e specificare per quali ragioni il presunto progresso della raza sia stato in realt\u00e0 un regresso. A nostro avviso, le facolt\u00e0 telepatiche e affini che tuttora si manifestano in seno all&#8217;umanit\u00e0 non sono che il residuo DI PROFONDE CORRENTI DI FORZA PSICHICA COESIVA che in una situazione primordiale, ben pi\u00f9 felice di quella attuale, bastava a mantenere armonici legami fra gli uomini, fra questi e le forze cosmiche. Forse la telepatia &#8211; che abbiamo visto manifestarsi sporadicamente nel suo ruolo di GRAVITAZIONE PSICHICA INTER-INDIVIDUALE &#8211; era allora una forza operante ed universale che cementava gli uomini fra loro. Si provi a immaginare il ruolo della messa in comune di sentimenti e pensieri in una collettivit\u00e0, come rarissimamente avviene anche oggi, ma in forma assai tenue: nessuno pu\u00f2 far soffrire deliberatamente un altro, se avverte le sofferenze di quello come proprie; nessuno \u00e8 poco intelligente, quando ha a propria disposizione le risorse intellettive dell&#8217;intero gruppo. \u00c8 il segreto di una societ\u00e0 perfettamente integrata. Per l&#8217;uomo di oggi \u00e8 una utopia assurda; per quello di una volta, forse, fu qualcosa di pi\u00f9 di una bella fantasia.<\/p>\n<p>Tutte le grandi tradizioni parlano di una MISTERIOSA CADUTA: di un&#8217;et\u00e0 del ferro che succedete a quella mitica dell&#8217;oro; di un peccato d&#8217;origine che valse a scatenare gli appetiti e gli sfoghi di un EGO separatista, aggressivo, sopraffattore.<\/p>\n<p>Allora i finalismi tipici del ristretto campo di coscienza che fa capo all&#8217;individuo come tale prevalsero su quelli ben pi\u00f9 fondamentali, e ad ampio respiro, della specie, i quali prima si esprimevano nelle tendenze unificanti della psiche profonda; di qui la crescente disarmonia; di qui il conflitto sempre pi\u00f9 aspro fra uomo e uomo, fra l&#8217;uomo e l&#8217;ambiente che lo ospita. Trionfo della &quot;ragione&quot; &#8211; di una ragione ristretta e priva di luce interiore &#8211; e contemporanea perdita dell&#8217;anima. Da allora l&#8217;uomo fu condannato a essere solo, sempre pi\u00f9 solo, con qualche rimedio parziale e non sempre operante a sua disposizione. Ma in profondit\u00e0 i legami sussistono, ed infatti qualche volta, in soggetti rari, emergono a piena luce, come dimostrano i molti episodi che siamo andati esaminando; nella maggior parte dei casi essi sono invece soffocati dalla voce imperiosa dell&#8217;EGO. Permane ancora la nostalgia di un&#8217;integrazione che affranchi dal peso della solitudine, ma quando la spinta integrativa erompe, travolgendo le innaturali barriere dell&#8217;io, non di rado si manifesta nel senso sbagliato: come avviene nelle fole scatenate, quando molti psichismi individualki si associano di colpo sotto l&#8217;ondata di una emozione comune, formando una entit\u00e0 collettiva che risucchia le single anime per fonderle in una sola, che impone all&#8217;intero gruppo la propria volont\u00e0&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>La teoria esposta da Talamonti, semplice ed elegante al tempo stesso, \u00e8 in grado di rendere ragione di una quantit\u00e0 di fenomeni supernormali altrimenti inesplicabili: ad esempio, come due persone legate da forti vincoli d&#8217;affetto possano comunicare a distanza, senza servirsi di alcun mezzo materiale, e perfino di far sapere all&#8217;altra la morte di una di esse.<\/p>\n<p>Non si dice, del resto, che gli aborigeni australiani &#8211; che sono considerati, non a caso, il popolo pi\u00f9 antico del mondo, essendo stanziato in quel continente da almeno 40.000 anni &#8211; fossero in grado di comunicare fra loro telepaticamente, a distanze notevolissime, per esempio convergendo ai raduni tribali dai luoghi pi\u00f9 remoti, oppure recandosi ai funerali di un parente deceduto durante l&#8217;assenza di alcuni elementi del gruppo?<\/p>\n<p>Inoltre, questa teoria \u00e8 in grado di riportare la mente individuale in un rapporto funzionale e armonioso con tutte le altre menti, e non solo quelle umane (si pensi al particolarissimo rapporto che doveva stabilirsi fra la psiche di un antico cacciatore e quella della sua preda), inserendo il concetto junghiano dell&#8217;inconscio collettivo in una prospettiva molto pi\u00f9 ampia e profonda, sia dal punto di vista strettamente antropologico, sia da un punto di vista filosofico generale.<\/p>\n<p>La Caduta, pertanto, ha segnato un cammino inverso rispetto al trionfo del Logos strumentale e calcolante: quello della perdita della parte pi\u00f9 profonda dell&#8217;uomo e, al tempo stesso, della perdita dei vincoli ancestrali che legavano tutti gli uomini fra loro e con l&#8217;ambiente in cui vivevano, animali e piante compresi.<\/p>\n<p>L&#8217;inconscio individuale, su cui Freud ha basato tutta la sua pessimistica concezione dell&#8217;uomo, altro non \u00e8 che la marcescenza dell&#8217;ego, dopo che il prevaricare della Ragione ne ha schiantato i profondi legami con le altre menti e con tutti gli altri viventi. Ma l&#8217;ego, a sua volta, non \u00e8 che la parte tirannica e aggressiva dell&#8217;io: divenuta tanto pi\u00f9 tirannica e tanto pi\u00f9 aggressiva, quanto pi\u00f9 si sono allentati e dissolti i legami psichici profondi dell&#8217;uomo con i propri simili e dell&#8217;uomo con il resto del creato.<\/p>\n<p>Una reintegrazione dell&#8217;uomo nella sua piena umanit\u00e0, pertanto, non potr\u00e0 aver luogo che quando egli si render\u00e0 conto di aver sacrificato, in nome di forze tiranniche che non lo fanno vivere in armonia con se stesso e con il mondo, la parte migliore di se stesso: la pi\u00f9 profonda, la pi\u00f9 antica e la pi\u00f9 vera.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutte le tradizioni iniziatiche sono concordi nel descrivere lo stato originario dell&#8217;umanit\u00e0 come infinitamente pi\u00f9 prospero e felice di quello presente; tutte sono concordi nel parlare<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[202,259],"class_list":["post-23168","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-modernita","tag-tradizione"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23168","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23168"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23168\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23168"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23168"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23168"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}