{"id":23158,"date":"2011-11-20T08:27:00","date_gmt":"2011-11-20T08:27:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/11\/20\/quando-la-realta-supera-la-fantasia-la-storia-del-vero-robinson-naufrago-dimenticato\/"},"modified":"2011-11-20T08:27:00","modified_gmt":"2011-11-20T08:27:00","slug":"quando-la-realta-supera-la-fantasia-la-storia-del-vero-robinson-naufrago-dimenticato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/11\/20\/quando-la-realta-supera-la-fantasia-la-storia-del-vero-robinson-naufrago-dimenticato\/","title":{"rendered":"Quando la realt\u00e0 supera la fantasia: la storia del vero Robinson, naufrago dimenticato"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 noto che il famoso romanzo di Daniel Defoe \u00abRobinson Crusoe\u00bb, del quale ci siano recentemente occupati (cfr. \u00abRobinson Crusoe \u00e8 l&#8217;uomo in fuga da se stesso approdato sull&#8217;isola della modernit\u00e0\u00bb, apparso sul sito di Arianna Editrice in data 16\/08\/2011), trae spunto da un fatto di cronaca vera: il soggiorno involontario di un marinaio scozzese su un&#8217;isola disabitata del Sud Pacifico, protrattosi per quattro anni e quattro mesi, alcuni anni prima che il libro venisse pubblicato a Londra, nel 1719.<\/p>\n<p>Il suo nome era Alexander Selkirk (secondo un&#8217;altra versione, Selcraig), imbarcato come secondo ufficiale sulla nave corsara &quot;Cinque Ports&quot; del capitano Thomas Stradling, la quale, in coppia con la \u00abSt. George\u00bb di William Dampier, era salpata dall&#8217;Inghilterra per dare la caccia ai galeoni spagnoli, al largo delle coste occidentali del Centro e del Sud America.<\/p>\n<p>La spedizione, per\u00f2, aveva avuto poca fortuna, sia per le cattive condizioni del tempo, sia per la mancanza di prede, e le due navi si erano alfine separate; nel viaggio di ritorno, malridotta nel fasciame e con l&#8217;equipaggio stremato, la &quot;Cinque Porti&quot; aveva gettato l&#8217;ancora davanti all&#8217;isola di Mas a Tierra, nel gruppo delle Juan Fernandez.<\/p>\n<p>Tutte le isole dell&#8217;arcipelago erano non solo sprovviste di presid\u00ee spagnoli, ma addirittura disabitate; e la maggiore specialmente, dotata di un buon approdo naturale, ricca di sorgenti d&#8217;acqua dolce e ammantata di boschi meravigliosi (vi cresceva anche, caso unico nella flora dell&#8217;America Meridionale, l&#8217;albero profumato del sandalo, originario dell&#8217;Asia sud-orientale e dell&#8217;Australia, poi estinto), che potevano fornire il legname per i lavori di carpenteria, era un base temporanea ideale per i pirati che scorrazzavano al largo del Per\u00f9.<\/p>\n<p>Mas a Tierra (oggi ribattezzata isola Robinson Crusoe), infatti, si trova a circa 600 chilometri da Valparaiso, sul cui parallelo si trova, a 33\u00b0 di latitudine Sud, in ottima posizione strategica; gode di un clima ideale, con una temperatura media dell&#8217;aria e dell&#8217;acqua di circa ventidue gradi; per il rifornimento di carne e di latte, si poteva contare sulle capre che, introdotte dagli Spagnoli un secolo e mezzo prima, quando avevano tentato di fondare una colonia, si erano moltiplicate e diffuse ovunque e costituivano una riserva cui attingere da parte delle navi che facevano scalo (anche se quelle brave bestie, arrampicandosi ovunque e brucando dappertutto, hanno perpetrato un vero disastro ai danni della preziosissima flora dell&#8217;isola, che non sar\u00e0 mai deprecato abbastanza dagli studiosi e dagli amanti della botanica; ma questo \u00e8 un altro discorso).<\/p>\n<p>Durante la sosta a Mas a Tierra, Selkirk venne seriamente a diverbio con il suo capitano: egli infatti sosteneva che la nave imbarcava acqua e che, in quelle condizioni, non sarebbe stata in grado di intraprendere il viaggio di ritorno in patria, tanto meno per la pericolosissima rotta di Capo Horn; Stradling, invece, che era un uomo duro e intransigente, manifest\u00f2 il parere opposto.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 darsi che, in quella circostanza, siano venuti al pettine i nodi di una antica, reciproca insofferenza, che la lunga navigazione, la vita di bordo a stretto contatto di gomito e gli insuccessi della spedizione corsara avevano, forse, esasperato; pu\u00f2 anche darsi che Selkirk abbia creduto di parlare a nome dell&#8217;equipaggio, interpretando i timori e le preoccupazioni di molti uomini della ciurma, se non proprio di tutti.<\/p>\n<p>Sta di fatto che la discussione assunse dei toni ed un significato che andavano oltre il problema specifico, relativo alle condizioni di efficienza del vascello e dell&#8217;opportunit\u00e0 di ripartire subito, senza condurre dei lavori di riparazione molto pi\u00f9 radicali; e Stradling, pensando che fossero in gioco la sua autorit\u00e0 ed il suo prestigio, volle dare un drastico esempio, tale da far passare a tutti la voglia di mostrarsi insubordinati.<\/p>\n<p>Selkirk, a un certo punto, si era lasciato sfuggire, nel calore della discussione, che avrebbe preferito sbarcare e rimanere sull&#8217;isola, piuttosto che andare incontro a un naufragio, con la nave ridotta in quelle condizioni; il capitano lo prese tosto in parola e ordin\u00f2 di farlo scendere a terra, insieme alla cassa contenente i suoi effetti personali.<\/p>\n<p>Pare che il secondo, sul momento, avesse accettato la sfida e non se lo fosse fatto ripetere; ma poi, quando la &quot;Cinque Ports&quot; moll\u00f2 gli ormeggi e fece manovra per uscire dalla baia, alzando le vele al vento, si rese conto tutt&#8217;a un tratto di ci\u00f2 che quella partenza significava e supplic\u00f2 Stradling di riprenderlo a bordo: ma quest&#8217;ultimo non ne volle sapere e prese il largo, abbandonandolo senza rimorsi al suo incerto destino.<\/p>\n<p>Non entreremo qui nei particolari di quel solitario soggiorno sull&#8217;isola, che, drammatico nelle prime settimane, prese poi un andamento via via pi\u00f9 sereno, grazie alla forza d&#8217;animo di quel robusto marinaio di ventotto anni, alla sua ingegnosit\u00e0, alla sua intraprendenza e, non da ultimo, alla sua ritrovata fede religiosa: la sua cassetta di legno conteneva, oltre ad alcuni strumenti nautici, un po&#8217; di vestiti e del tabacco, anche una Bibbia, la cui lettura divenne per lui un rito quotidiano di fondamentale importanza.<\/p>\n<p>Non lo faremo, perch\u00e9 chi ha letto il romanzo di Daniel Defoe, pu\u00f2 facilmente immaginarselo: basta solo dire che il &quot;vero&quot; Robinson dovette affrontare difficolt\u00e0 pratiche assai maggiori (non aveva, come il suo emulo letterario, un vascello naufragato sulla riva, cui attingere per rifornirsi di ogni ben di Dio), ma, in compenso, pericoli meno drammatici.<\/p>\n<p>La sua isola non era meta di cannibali che venissero a consumarvi i loro macabri banchetti; in compenso, Selkirk non ebbe mai la compagnia di un Venerd\u00ec o di alcun altro essere umano: poteva parlare solo con i boschi fittissimi, con il cielo immenso sopra di lui, con il mare che si perdeva all&#8217;orizzonte e, sopra tutto, con Dio.<\/p>\n<p>Due soli episodi veramente drammatici si verificarono in quei quattro anni: il primo, quando cadde in un precipizio, mentre inseguiva una capra, e rimase gravemente infortunato, quasi tra la vita e la morte, per parecchi giorni; il secondo, quando una nave spagnola approd\u00f2 all&#8217;isola ed egli fu visto, inseguito, braccato come una bestia feroce.<\/p>\n<p>Gli Spagnoli odiavano i corsari e ne avevano mille ragioni; se lo avessero preso, difficilmente Selkirk avrebbe potuto sfuggire al capestro: perci\u00f2, dopo essersi internato nella foresta, si arrampic\u00f2 su di un albero e pot\u00e9 scorgere, sotto di s\u00e9, gli inseguitori che lo cercavano dappertutto, si fermavano a discutere, ed infine si allontanavano, rinunciando a trovarlo.<\/p>\n<p>Se si fosse trattato di Francesi, egli aveva deciso di tentare la sorte e di consegnarsi nelle loro mani (si era durante la Guerra di successione spagnola e la Francia e la Spagna erano alleate contro l&#8217;Inghilterra e altre potenze); per questo si era mostrato loro e aveva lanciato dei richiami; ma, resosi conto della loro vera nazionalit\u00e0, non aveva potuto fare altro che fuggire a rotta di collo, sfuggendo per miracolo alle loro fucilate.<\/p>\n<p>La vita sana, ricca di esercizio fisico, in un clima mite e salubre; la capacit\u00e0 di apprezzare la bellezza della natura tropicale e il sentimento religioso che, dopo anni di intiepidimento, gli si era riacceso nel momento della prova, tutto questo aveva conferito a Selkirk una condizione fisica eccellente e uno stato d&#8217;animo che, dalla disperazione iniziale, passando attraverso le varie fasi dell&#8217;accettazione, era giunto infine molto vicino alla beatitudine.<\/p>\n<p>La sua salute era cos\u00ec buona e il suo vigore cos\u00ec grande che, quando venne ritrovato dagli uomini del capitano Rogers, nessuno di questi seppe mostrarsi in grado di competere con lui nella corsa e in altri esercizi fisici; in compenso aveva quasi disimparato a parlare, tanto che pronunciava le parole smozzicate; inoltre, per molto tempo non pot\u00e9 calzare le scarpe, perch\u00e9, abituatosi ad andare scalzo, i suoi piedi erano divenuti cos\u00ec callosi, che non potevano tollerarne l&#8217;uso.<\/p>\n<p>Cos\u00ec riassume la vicenda del &quot;vero Robinson&quot; lo scrittore Stanislao Nievo, curatore di una pregevole traduzione italiana dell&#8217;opera di Daniel Defoe (Giunti, Firenze, 1991, pp. 347-356):<\/p>\n<p>\u00abLe avventure di Crusoe sull&#8217;isola, la parte saliente del libro di De Foe, si ispirarono all&#8217;evento principale della vita di uno scozzese, Alexander Selkirk, ovvero Selcraig (1676-1721), un marinaio scavezzacollo, alto, forte e ingegnoso, originario di Largo, nel Fife. Le vicende preliminari, che narrano di Crusoe alle prese con i Mori, c&#8217;entrano solo marginalmente con la storia dell&#8217;isola; e il libro finisce un po&#8217; fiaccamente, con il resoconto alquanto debole del viaggio di ritorno in Inghilterra. \u00c8 possibile, anzi probabile, che De Foe incontrasse Selkirk prima di scrivere il libro ma, dalla turbolenta storia del marinaio, egli prese solo l&#8217;episodio dell&#8217;isola. Vu ravvis\u00f2 il tipo di morale riscontratovi anche da molti lettori, perch\u00e9 i resoconti della gesta di Selkirk erano noti e piacevano molto durante il secolo scorso, prova ne \u00e8 il poema di Cowper &quot;Sono il re di tutto ci\u00f2 che vedo&quot;. Chiaramente, De Foe racconta la storia a modo suo, infondendole il proprio peculiare vigore espressivo. Allo scopo di offrire l&#8217;occasione di fare paragoni fra le diverse versioni della stessa vicenda &#8211; non per mettere in luce in modo particolare lo &quot;spunto&quot; che diede vita al romanzo &#8212; includiamo qui due resoconti che riguardano Selkirk. Se non avesse conosciuto la vicenda di Selkirk e non vi avesse attinto ispirazione, senza dubbio De Foe avrebbe trovato qualche altra idea analoga. Sono noti almeno altri due altri casi di uomini sopravvissuti da soli sul&#8217;isola di Juan Fernandez. Un indiano Mosquite (Guyana), un certo Will, vi fu abbandonato nel gennaio 1681, quando una flotta di bucanieri fugg\u00ec dopo aver avvistato tre velieri sconosciuti. Will venne ritrovato vivo e in buona salute nell&#8217;aprile 1684 da un&#8217;altra nave pirata, &quot;La delizia dello scapolo&quot;.Il timoniere spagnolo della nave che abbandon\u00f2 quell&#8217;indiano dichiar\u00f2 poi che molti anni prima un uomo scampato ad un naufragio era sopravvissuto da solo dolo sull&#8217;isola, per cinque anni prima di essere salvato dai filibustieri. William Dampier, che aveva partecipato ad ambedue le spedizioni piratesche, lasci\u00f2 un resoconto dei fatti. Nel settembre 1703 lo stesso William Dampier si imbarc\u00f2 in veste di comandante di un&#8217;altra spedizione privata (cio\u00e8 finanziata da privati, ma con il benestare del governo), allo scopo di scacciare le imbarcazioni spagnole e portoghesi dall&#8217;estuario del Mar del Plata. Fallito il tentativo decisero di doppiare il Capo Horn per cercar fortuna lungo le coste del Per\u00f9 e anche per giungere tanto a nord da riuscire a intercettare un antico galeone da Acapulco carico del prodotto di certe miniere messicane. La spedizione era formata da due navi, di cui la &quot;San Giorgio&quot; &#8211; la maggiore &#8211; portava ventisei cannoni e stazzava 120 tonnellate; Alexander Selkirk fungeva da maestro di vela (o comandante in seconda) sulla &quot;Cinque Porti&quot;, la quale aveva un equipaggio di sessantatre persone. Durante una traversata travagliata, Dampier non seppe sedare i malcontenti e fin\u00ec&#8217; per sbarcare il proprio comandante in seconda, assieme ad un altro marinaio, sull&#8217;isola di Capo Verde. I comandanti delle due navi non erano d&#8217;accordo fra loro e quando nel febbraio 1704 raggiunsero le isole di Juan Fernandez, a 350 miglia da Valparaiso, in Cile, ogni loro progetto in comune era sfumato. La maggiore delle tre isole (oggi chiamata Mas a Tierra), la pi\u00f9 vicina alla costa, serviva da scalo agli equipaggi privati che dovevano rimettersi in sesto dopo l&#8217;arduo periplo attorno a Capo Horn, per evitare di fari notare dagli Spagnoli. Le due navi avevano gettato l&#8217;ancora, quando Dampier ingaggi\u00f2 la &quot;San Giorgio&quot; in un incerto conflitto contro un vascello francese, abbandonando, nella sua fretta di partire, cinque uomini sull&#8217;isola; questi furono poco dopo raccolti da imbarcazioni francesi. Infine, dopo qualche operazione fallimentare nei pressi di Panama, la &quot;San Giorgio&quot; e la &quot;Cinque Porti&quot; si separarono e l&#8217;impresa da Dampier fin\u00ec in una bolla di sapone. In settembre la &quot;Cinque Porti&quot; tocc\u00f2 di nuovo l&#8217;isola di Juan Fernandez per lavori di manutenzione. All&#8217;inizio dell&#8217;ottobre 1704, il capitano Stradling diede ordine di ripartire. Selkirk protest\u00f2 violentemente, sostenendo che l&#8217;imbarcazione non teneva bene il mare. And\u00f2 a finire che il capitano ordin\u00f2 che egli venisse lasciato a riva con la sua roba; forse Selkirk sperava che il suo esempio sarebbe stato seguito da altri marinai dissidenti e che la nave non sarebbe pi\u00f9 potuta salpare, e questo anche perch\u00e9 Stradling non era affatto benvoluto. Ma invece nessuno si un\u00ec a Selkirk e, quando la &quot;Cinque Porti&quot; si allontan\u00f2 dall&#8217;isola, egli perse la testa e url\u00f2 affinch\u00e9 lo riprendessero a bordo, ma invano. Senza dubbio Stradling sperava che l&#8217;incidente sarebbe servito da ammonimento. Quattro anni e quattro mesi pi\u00f9 tardi, il 2 febbraio 1709, Selkirk fece ritorno fra gli uomini. Lo salvarono due vascelli di un&#8217;altra spedizione privata, &quot;Il Duca&quot; e &quot;La Duchessa&quot;, comandanti dal capitano Woodes Rogers; a bordo c&#8217;era anche l&#8217;irriducibile Dampier in qualit\u00e0 di pilota&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Il famoso giornalista e scrittore Richard Steele (1672-1729), fondatore della rivista \u00abTatler\u00bb e cofondatore dello \u00abSpectator\u00bb, nel 1711 ebbe l&#8217;occasione di intervistare Alexander Selkirk e ne diede il resoconto sulle pagine del giornale \u00abThe Englishman\u00bb.<\/p>\n<p>Selkirk gli era apparso come un uomo sensato e riflessivo, cui la lunghissima solitudine sofferta sull&#8217;isola non aveva in alcun modo indebolito n\u00e9 il carattere, n\u00e9 la lucidit\u00e0; cosa tanto pi\u00f9 notevole &#8211; osservava Steele &#8211; se si tiene presente come la vita del marinaio sia una vita essenzialmente sociale, caratterizzata, anzi, dalla convivenza con molte altre persone in uno spazio ristretto, per mesi e mesi, praticamente senza ombra di intimit\u00e0.<\/p>\n<p>La solitudine, tanto temuta ed evitata dalla maggior parte degli esseri umani, a Selkirk non aveva fatto male; ci\u00f2 che gli altri notavano in lui, dopo il ritorno in patria, era soprattutto la serenit\u00e0, sia pure accompagnata da un certo distacco, come se fosse ormai perfettamente abituato a non condividere con alcuno i propri pensieri.<\/p>\n<p>Il soggiorno di Selkirk sull&#8217;isola di Mas a Tierra (allora chiamata anche Juan Fernandez, sebbene questo sia, in realt\u00e0, il nome dell&#8217;intero arcipelago) era durato dall&#8217;ottobre del 1704 all&#8217;inizio di febbraio del 1709.<\/p>\n<p>Di fatto, egli non dimentic\u00f2 mai pi\u00f9 la sua vita sull&#8217;isola e la rimpianse finch\u00e9 visse, guardando ad essa come al periodo pi\u00f9 felice della sua intera esistenza.<\/p>\n<p>\u00c8 notevole anche il fatto che, nei dieci giorni in cui la nave di Rogers era rimasta ancorata davanti all&#8217;isola per completare le scorte, egli non aveva mostrato alcun segno d&#8217;impazienza; o meglio, per dirla tutta, si era mostrato del tutto indifferente all&#8217;idea del ritorno, mentre &#8211; semmai &#8211; aveva dato segni di viva partecipazione ai problemi pratici dei suoi soccorritori.<\/p>\n<p>Va anche notato che Selkirk, nella prima fase del suo isolamento, aveva conosciuto una gravissima crisi di sconforto che lo aveva condotto alle soglie dell&#8217;abulia; se ne era ripreso facendo appello sia al ragionamento, sia alla fede, mediante la lettura quotidiana della Bibbia. A partire da quel momento, la sua vita sull&#8217;isola, grazie anche al clima mite e salubre e al cielo costantemente azzurro e sereno, era stata una gioia continua, che lo aveva entusiasmato in una maniera quale mai aveva sperimentato prima, sia in patria, sia navigando sui mari di mezzo mondo.<\/p>\n<p>In un certo senso, egli aveva conosciuto qualcosa di simile a quel potenziamento delle energie vitali, a quel&#8217;accrescimento della sensibilit\u00e0, a quella intensificazione della consapevolezza sensoriale ed emotiva, le quali, di solito, vengono associata all&#8217;esperienza mistica; con la notevole differenza che l&#8217;espansione coscienziale del mistico, per quanto intensa e inebriante, solitamente \u00e8 di breve durata, mentre quella di Selkirk dur\u00f2 per circa quattro anni, pressoch\u00e9 ininterrottamente.<\/p>\n<p>Il giornalista americano Leland Stowe (1899-1894), vincitore del Premio Pulitzer, ha cos\u00ec riassunto il tenore degli ultimi anni di vita del marinaio scozzese, dopo il ritorno in patria (L. Stowe, \u00abIl vero Robinson Crusoe\u00bb, in: \u00abSelezione dal Reader&#8217;s Digest\u00bb, gennaio 1969, pp. 16-17):<\/p>\n<p>\u00abLa &quot;Duke&quot; e la &quot;Dutchess&quot; fecero quindi vela verso nord, predando, Selkirk fu fatto comandante del secondo vascello spagnolo che catturarono. Per altri 11 mesi i bucanieri di Rogers depredarono le navi nel tratt9o del Pacifico che va dal Cile al Messico, ammassando un bottino valutato in seguito 800.000 sterline. Poi fecero vela verso ovest e, circumnavigando il globo, si diressero verso l&#8217;Inghilterra. Infine, alla met\u00e0 di ottobre del 1711, Selkirk sbarc\u00f2 presso Londra non come un nomade squattrinato ma provvisto di un&#8217;inconsueta ricchezza, essendosi guadagnato come premio delle sue fatiche una piccola fortuna.<\/p>\n<p>Arrivato alla sua citt\u00e0 natale, Largo, una domenica mattina, Selkirk and\u00f2 diritto in chiesa. L&#8217;apparire di un forestiero elegantemente vestito con pizzi e ori attir\u00f2 gli sguardi di tutti. Per parecchi minuti neppure i suoi genitori e i suoi fratelli lo riconobbero. Poi d&#8217;un tratto sua madre balz\u00f2 in piedi, lo chiam\u00f2 per nome e si precipit\u00f2 tra le braccia del figlio che aveva ormai pianto per morto.<\/p>\n<p>Ma il bisogno di solitudine si era ormai radicato in Selkirk. Andava da solo a pesca lungo le coste del fiordo oppure vagava per boschi, esclamando talvolta come in un lamento: &quot;Oh, mia amata isola, come vorrei non averti mai lasciata!&quot;.<\/p>\n<p>Un giorno fugg\u00ec a Londra con Sophia Bruce, una ragazza del luogo. Ma neppure lei fu in grado di calmare per molto il suo spirito irrequieto. Due anni dopo Selkirk si arruol\u00f2 in Marina. Mor\u00ec pochi anni pi\u00f9 tardi al largo delle coste africane mentre prestava servizio come ufficiale a bordo della &quot;Weymouth&quot;&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Da qualche anno \u00e8 stata battezzata con il nome di Alejandro Selkirk la seconda isola dell&#8217;arcipelago di Juan Fernandez, che prima era nota con il nome di Mas a Fuera (o Mas Afuera, che significa &quot;pi\u00f9 al largo&quot;); anche se, a dire il vero, non c&#8217;entra nulla con Selkirk, il quale nemmeno la vide; ma la sua &quot;vera&quot; isola, come si \u00e8 detto, ha ricevuto il nome di Robinson Crusoe, il personaggio creato dalla penna di Defoe.<\/p>\n<p>A Largo, in Scozia, \u00e8 possibile ammirare una statua di bronzo che riproduce il naufrago, vestito di pelli di capra, con la mano levata all&#8217;altezza della fronte, come per schermarsi la vista protesa sull&#8217;oceano, certo nella speranza di scorgere qualche vela sul lontano orizzonte.<\/p>\n<p>La lapide posta al disotto della statua recita cos\u00ec:<\/p>\n<p>\u00abIn memoria di Alexander Selkirk, marinaio, che ispir\u00f2 il personaggio di Robinson Crusoe e che visse sull&#8217;isola di Juan Fernandez in completa solitudine per quattro anni e quattro mesi e mor\u00ec nel 1728, tenente di vascello della nave &quot;Weymouth&quot;, all&#8217;et\u00e0 di 47 anni. Questa statua \u00e8 stata eretta da David Gillies, fabbricante di reti, nel luogo in cui sorgeva la casa natale di Selkirk.\u00bb<\/p>\n<p>Guardandola, par di sentire il silenzio perfetto della natura primigenia in quella lontanissima isola tropicale, rotto solo dal fragore dei cavalloni che si frangono sulla scogliera; e d&#8217;intravedere le scaglie di luce che si riverberano e danzano incessanti sulla superficie delle onde, quando il Sole emerge dall&#8217;oceano in tutta la sua gloria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 noto che il famoso romanzo di Daniel Defoe \u00abRobinson Crusoe\u00bb, del quale ci siano recentemente occupati (cfr. \u00abRobinson Crusoe \u00e8 l&#8217;uomo in fuga da se<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[92],"class_list":["post-23158","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23158","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23158"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23158\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23158"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23158"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23158"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}