{"id":23139,"date":"2017-09-22T07:16:00","date_gmt":"2017-09-22T07:16:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/09\/22\/al-bivio-o-cristiani-o-storicisti\/"},"modified":"2017-09-22T07:16:00","modified_gmt":"2017-09-22T07:16:00","slug":"al-bivio-o-cristiani-o-storicisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/09\/22\/al-bivio-o-cristiani-o-storicisti\/","title":{"rendered":"Al bivio: o cristiani, o storicisti"},"content":{"rendered":"<p>E cos\u00ec, siamo arrivati al bivio. Le generazioni che ci hanno preceduto ci hanno lasciato non solo un ricchissimo patrimonio spirituale, ma anche l&#8217;esempio della fedelt\u00e0 al Vangelo, cio\u00e8 alla Parola di Dio, che \u00e8 Parola di Verit\u00e0. Essa insegna che ogni cosa \u00e8 nata da Dio e a Dio fa ritorno: nel caso dell&#8217;uomo, unica creatura dotata d&#8217;intelligenza, volont\u00e0 e senso morale, si tratta di vedere se tale ritorno sar\u00e0 volontario e pienamente consapevole, o se avverr\u00e0 suo malgrado, con amarezza o con rabbia, come quello di chi si vede sottrarre una sua legittima propriet\u00e0 e restituito alla sua condizione originaria: totalmente povero, com&#8217;era venuto al mondo. La cultura moderna ha coltivato invece lo storicismo: la salda convinzione che ogni fatto umano \u00e8 soggetto al divenire della storia, \u00e8 creato, plasmato e orientato da essa, e ritorna ad essa, cio\u00e8 al nulla, come da essa \u00e8 venuto. La perfetta espressione della fede storicista si trova in Omero, nell<em>&#8216;Iliade<\/em>, nel dialogo fra Glauco e Diomede: le generazioni degli uomini sono come le foglie, si succedono l&#8217;una all&#8217;altra e tutte ritornano alla terra, dissolvendosi per sempre. Perci\u00f2, \u00e8 evidente che o si \u00e8 cristiani, o si \u00e8 storicisti. Se si \u00e8 cristiani, si pensa che l&#8217;uomo vive parzialmente immerso nella storia, ma non appartiene al mondo della storia: vi appartiene per gli aspetti materiali ed esteriori della sua vita, non vi appartiene per la dimensione soprannaturale che \u00e8 presente in lui. Essere anfibio, l&#8217;uomo si trova al bivio, e vi si trova oggi con tanta pi\u00f9 forza ed urgenza, in quanto la cultura moderna, imbevuta di storicismo, pone l&#8217;alternativa in maniera ancor pi\u00f9 perentoria. Ma anche il cristianesimo la pone, da sempre, in maniera perentoria: o si sceglie di essere cittadini del mondo, oppure si sceglie di essere seguaci di Cristo. Sono due cose diverse e opposte; ce n&#8217;eravamo dimenticati, perch\u00e9 ci faceva comodo vivere nell&#8217;ambiguit\u00e0, di compromesso in compromesso.\u00a0<\/p>\n<p>Non \u00e8 certo un caso che la grande eresia del cattolicesimo moderno sia stata, e sia tuttora (anche se non viene pi\u00f9 chiamata con quel nome) il modernismo. Il modernismo \u00e8 figlio dello storicismo: pensa che, se tutto il divenire umano \u00e8 mutevole, allora anche la Chiesa, costruzione umana, deve mutare; sosteneva, come sostiene oggi papa il Francesco e come sostengono i suoi molti seguaci e ammiratori (perch\u00e9 l&#8217;eresia \u00e8 andata al potere e, quindi, non viene pi\u00f9 percepita come eresia, ma come ortodossia, ed eretici appaiono i &quot;vecchi&quot; cattolici), che il cristiano moderno non pu\u00f2 che pensare il cristianesimo entro le categorie della modernit\u00e0, pertanto deve adattare ogni cosa &#8211; liturgia, dottrina, teologia &#8211; secondo la particolare ottica moderna. A loro giudizio, questa \u00e8 la sola strategia che consentir\u00e0 alla Chiesa di non perdere l&#8217;aggancio con la realt\u00e0 dell&#8217;uomo di oggi; a giudizio di chi, da cattolico, la pensa in altro modo, questa \u00e8 la strategia pi\u00f9 certa per svuotare il cristianesimo dei suoi contenuti specifici e per lasciarlo disperdere nel gran mare della cultura profana: immanentista, materialista, edonista, relativista. Il caso del professor L\u00e9onard, licenziato da una scuola cattolica belga per aver definito l&#8217;aborto un omicidio, insieme a tantissime altre vicende contemporanee, alcune in pieno svolgimento sotto i nostri occhi, d\u00e0 ragione a questa seconda interpretazione: se viene a patti con la mentalit\u00e0 moderna, il cattolicesimo si storicizza e rinuncia ad essere se stesso, rinnega se stesso e accoglie in s\u00e9, o accetta, o tollera, delle dottrine e delle pratiche che sono in contraddizione totale e irrevocabile con ci\u00f2 che il Vangelo insegna. Alla perennit\u00e0 dei valori subentra la relativizzazione dei valori: i valori sono figli di un dato tempo storico, e, quando quel tempo \u00e8 trascorso, devono essere modificati, rivisti, aggiornati. Un altro esempio clamoroso \u00e8 quello del gesuita James Martin, che fa apertamente propaganda a favore della piena accettazione, da parte della Chiesa, della pratica omosessuale, e, anzi auspica addirittura il matrimonio religioso omosessuale. Se una situazione del genere ha potuto determinarsi, \u00e8 stato perch\u00e9 l&#8217;eresia modernista, attraverso il cavallo di Troia dello storicismo, si \u00e8 insediata all&#8217;interno della Chiesa: solo qualche anno fa, sarebbe stata impensabile, appunto perch\u00e9 la Chiesa non aveva ancora alzato bandiera bianca davanti all&#8217;ideologia storicista.<\/p>\n<p>Tutto questo ha una data d&#8217;inizio: il discorso di apertura al Concilio Vaticano II tenuto da Giovanni XXIII. Il senso di quel discorso si pu\u00f2 riassumere cos\u00ec: fino ad ora \u00e8 stato fatto in un certo modo; ora, per\u00f2, la Chiesa ha deciso di fare in un altro modo. Certo, si \u00e8 riferito pi\u00f9 volte alla Tradizione e alla necessit\u00e0 di tener fermi, nella sostanza, i principi del cattolicesimo; ha presentato il cambiamento come un riassestamento volto a una presa pi\u00f9 efficace sulla societ\u00e0, nelle mutate condizioni storiche: ma \u00e8 appunto qui, in questa concessione allo spirito dei tempi, e quindi alla storia, il punto critico di tutta la sua impostazione. In pratica, la prima cosa che si \u00e8 voluta fare \u00e8 stata la riforma liturgica, come se si fosse trattato di un semplice rinnovamento della facciata, una specie di riverniciatura di un edificio ormai vetusto: ma cambiare la liturgia significa cambiare la dottrina, e sia pure sul medio e lungo periodo. Cos\u00ec \u00e8 avvenuto. La cosiddetta riforma liturgica ha letteralmente capovolto l&#8217;impostazione del rapporto del fedele con Dio: da un orientamento teocentrico si \u00e8 passati a un orientamento antropocentrico; e questo \u00e8 stato un cambiamento di sostanza, non di forma. Pi\u00f9 o meno consapevolmente, Giovanni XXIII si \u00e8 posto nella stessa prospettiva tracciata da Ges\u00f9 Cristo allorch\u00e9 disse (<em>Matteo<\/em>, 5, 38-45): <em>Avete udito che fu detto&#8230; ma io vi dico<\/em>; e come Ges\u00f9 ha traghettato il popolo di Dio dall&#8217;Antica alla Nuova Alleanza, cos\u00ec il Concilio ha preteso di traghettare la Chiesa ad un nuovo modo di essere; discorso ora ripreso e ulteriormente sviluppato dal papa Francesco, il quale, appena eletto, ha affermato a chiare note di voler cambiare la Chiesa (e non lo ha detto nella sede appropriata, cio\u00e8 la Chiesa stessa, ma in una intervista privata al gran papa della massoneria gnostica italiana, Eugenio Scalfari) e di voler portare a compimento, sino in fondo, ci\u00f2 che il Concilio aveva incominciato. In altre parole: da Giovanni XXIII a Francesco, i papi della &quot;svolta&quot; conciliare e postconciliare (con le parziali eccezioni di Giovanni Paolo I, morto troppo presto per poter dire quel che avrebbe fatto, e di Benedetto XVI, le cui clamorose dimissioni aprono la porta alle ipotesi pi\u00f9 inquietanti) hanno avuto l&#8217;inaudita ed eretica pretesa di cambiare il messaggio evangelico, cos\u00ec come la Chiesa lo aveva custodito e trasmesso per duemila anni, e di fare quel che aveva fatto Ges\u00f9: abolire la vecchia Legge ed instaurarne una nuova.<\/p>\n<p>Ed ecco spiegato anche il nuovo atteggiamento teologico verso il giudaismo: l&#8217;Antica Alleanza non \u00e8 mai stata abolita, quindi gli ebrei non devono convertirsi per conseguire la salvezza, n\u00e9 riconoscere Ges\u00f9 Cristo come figlio di Dio: allo stesso modo che i modernisti sostengono di non aver abolito la &quot;vecchia&quot; Chiesa, ma solo di averla &quot;aggiornata&quot;. Non hanno il coraggio di dire la verit\u00e0: che la Chiesa odierna, cos\u00ec come essi l&#8217;hanno costruita, sostituendo, pezzo dopo pezzo, la vecchia liturgia e la dottrina perenne, si pone in aperta rottura, in totale discontinuit\u00e0 con la Chiesa dei venti secoli precedenti. Per non dover confessare di essere degli eretici modernisti, che abusivamente e slealmente si sono impadroniti dei vertici della Chiesa, ossia con l&#8217;inganno e il sotterfugio, prendendo in giro centinaia di milioni di fedeli, sono pressoch\u00e9 obbligati a mentire anche sul fatto che nessun cambiamento sostanziale \u00e8 stato da loro attuato; allo stesso modo che stanno tranquillamente sostenendo che l&#8217;Antica Legge, quella del popolo d&#8217;Israele, \u00e8 ancora e sempre valida, con la speciosa argomentazione che Dio non si rimangia le sue promesse. Ma come la menzogna sul giudaismo li porta all&#8217;affermazione eretica che gli ebrei sono gi\u00e0 nella Verit\u00e0, pur rifiutando Ges\u00f9 Cristo e considerandolo un falso profeta e un impostore, e non certo il Figlio di Dio, cos\u00ec la menzogna sul &quot;colpo di stato&quot; che essi hanno fatto al vertice della Chiesa cattolica li imprigiona ora in una ulteriore menzogna, quella di non aver modificato la dottrina, mentre non solo l&#8217;hanno modificata, ma l&#8217;hanno addirittura capovolta; e, quel che \u00e8 pi\u00f9 importante, l&#8217;hanno inserita in una prospettiva totalmente nuova ed impropria: quella del mondo e della storia. Non \u00e8 vero ci\u00f2 che ha detto Ges\u00f9 Cristo, ma \u00e8 vero ci\u00f2 che la sensibilit\u00e0 moderna accetta della Parola di Ges\u00f9 Cristo. E se quella Parola \u00e8 molesta, perch\u00e9 smaschera le ipocrisia e restituisce gli uomini alla loro meschinit\u00e0 e finzione, allora la si rigira e la si addomestica in modo tale da renderla pi\u00f9 malleabile e gradita. Ad ogni buon conto, padre Sosa ha predisposto il paracadute: noi non sappiamo, dice, che cosa realmente Ges\u00f9 abbia affermato; il che significa che possiamo fargli dire tutto quel che ci va bene, e fare finta che non abbia mai detto tutto quel che, nella sua predicazione, ci d\u00e0 noia. Se, per esempio, Ges\u00f9 Cristo ha detto: <em>L&#8217;uomo non separi ci\u00f2 che Dio ha unito<\/em>, ma noi abbiamo voglia di separarci da nostra moglie o da nostro marito, ecco che si reinterpreta il Vangelo alla luce della sensibilit\u00e0 moderna, e con la scusa di aggiornare la forma e di migliorare il dialogo, si modifica radicalmente la dottrina, in questo caso la dottrina morale.<\/p>\n<p>In fondo, \u00e8 molto semplice: si tratta di piegare il Vangelo alle esigenze del mondo, e non pi\u00f9, come \u00e8 sempre stato finora, di viverlo e proporlo come una radicale alternativa a ci\u00f2 che piace al mondo. \u00c8 per questo che il papa si \u00e8 fatto piacione, e indossa volentieri sombreri e nasi da pagliaccio; \u00e8 per questo che i vescovi si sono fatti canterini, intonano canzonette dal pulpito durante la santa Messa, e altri si sono fatto ciclisti, se ne vanno a spasso per la loro cattedrale in sella alla loro bicicletta, e altri ancora si sono fatti danzatori e si son messi a ballare, al suono di chitarre e tamburelli, tenendo per mano una compagna di spettacolo, tutto per riuscire simpatici alla folla dei fedeli. Ugualmente ci sono sacerdoti che dicono la Messa coi burattini, altri che offrono l&#8217;aperitivo e i balli alla fine del rito, altri ancora che spruzzano l&#8217;acqua santa con un fucile giocattolo, e altri che entrano in una barca, sempre sull&#8217;altare, e simulano l&#8217;atto di remare, impugnando dei remi veri, per far capire ai fedeli quanto \u00e8 grave ed urgente il dramma dei poveri migranti che giungono davanti alle nostre coste <em>in fuga da guerra e fame,<\/em> come recita il mantra ufficiale dei mass media manovrati dal potere finanziario. Poi ci sono i frati che ballano in chiesa e fuori della chiesa; le suore che cantano canzoni profane, dal testo equivoco e quasi blasfemo, prese dal repertorio di una rockstar che si \u00e8 costruita tutta la carriera in una implicita blasfemia anticattolica, a cominciare dal nome che \u00e8 lo stesso di Maria Vergine, agitandosi e scimmiottando le contorsioni delle cantanti rock; poi, i giovani preti aitanti che postano sui social le loro foto in costume da bagno, e altri che si mettono a criticare spietatamente i loro superiori in diretta radio e televisiva, sempre atteggiandosi a difensori della buona causa: quella degli ultimi, dei poveri, e contro le discriminazioni, le ingiustizie e i privilegi. Viene poi la lunga sequela dei preti che si compiacciono di definirsi &quot;di strada&quot;, con il loro codazzo d&#8217;invertiti, transessuali, marxisti e rivoluzionari che salutano con il pugno chiuso e il sigaro in bocca, alla &quot;Che&quot; Guevara; dei preti e monaci che scrivono poesie, girano film, tengono conferenze e rilasciano interviste a getto continuo, mettendo al centro non Dio, ma l&#8217;uomo, loro vera divinit\u00e0, oppure un Dio talmente antropomorfizzato, da non essere pi\u00f9 null&#8217;atro che il riflesso del loro io debordante e narcisista; e dei preti, o dei vescovi, che tengono rubriche fisse sulle riviste di gossip, e, fra un servizio sulle tette nuove al silicone dell&#8217;attrice X, e quello sui glutei rifatti della presentatrice Y, distribuiscono, come perle d&#8217;ineffabile saggezza da supermarket, i loro giudizi, consigli e apprezzamenti modernisti: tutti all&#8217;insegna di un cattolicesimo facile, facile, che non chiede sacrifici, non domanda rinunce, non impone regole, non esige coerenza, non pretende conversione, ma si riduce a una etichetta sotto la quale si pu\u00f2 continuare a vivere tranquillamente come prima, meglio di prima, sprofondati nell&#8217;ignavia, nei vizi e nei peccati.<\/p>\n<p>Il punto, in fondo, \u00e8 questo: il cristianesimo \u00e8 esigente; pretende molto, ma d\u00e0 anche moltissimo. <em>Chiunque avr\u00e0 lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, ricever\u00e0 cento volte tanto, e ricever\u00e0 in eredit\u00e0 la vita eterna<\/em>, dice Ges\u00f9 ai suoi discepoli (<em>Mt<\/em>, 19, 29). Ma l&#8217;uomo moderno \u00e8 diventato sia tropo pigro per aver voglia di rinunciare ai suoi beni e ai suoi piaceri, sia troppo superbo per rinunciare alle orgogliose &quot;conquiste&quot; della sua Ragione, che ha messo in trono al posto di Dio, con l&#8217;intenzione, neanche tanto dissimulata, di auto-glorificarsi e auto-divinizzarsi. Di conseguenza, se pur non vuole troncare l&#8217;ultimo, esile filo che lo tiene legato al Vangelo, ha preferito costruirsi un cattolicesimo sulla sua misura: facile, comodo, che non domanda quasi nulla e che, da parte sua, offre poco o niente. Un cattolicesimo modernizzato, omogeneizzato, centrifugato, semplificato, protestantizzato, al quale sono state tolte tutte le spine, a cominciare dalla Croce, e che \u00e8 stato abbellito con tutti i fronzoli del New Age: ambientalismo, ecologismo, pacifismo, naturalismo, umanitarismo (ma quest&#8217;ultimo, spogliato della trascendenza). Il fatto \u00e8 che il Vangelo spogliato della Croce \u00e8 un controsenso: non \u00e8 pi\u00f9 il Vangelo, ma uno dei tanti vangeli, una delle tante ideologie che si sono succedute nel corso della storia, specie nelle epoche di crisi, quando aumenta la &quot;domanda&quot; di rassicurazione da parte degli uomini confusi e angosciati. Senza la Croce non c&#8217;\u00e8 Redenzione; e senza Redenzione l&#8217;umanit\u00e0 resta sprofondata nei peccati, sotto il dominio della morte. Pensiamoci bene, da cristiani: \u00e8 proprio questo che vogliamo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E cos\u00ec, siamo arrivati al bivio. 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