{"id":23138,"date":"2020-01-07T03:42:00","date_gmt":"2020-01-07T03:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/01\/07\/al-bivio-essere-per-la-vita-o-essere-per-la-morte\/"},"modified":"2020-01-07T03:42:00","modified_gmt":"2020-01-07T03:42:00","slug":"al-bivio-essere-per-la-vita-o-essere-per-la-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/01\/07\/al-bivio-essere-per-la-vita-o-essere-per-la-morte\/","title":{"rendered":"Al bivio, essere per la vita o essere per la morte"},"content":{"rendered":"<p>Il particolare momento storico in cui ci troviamo a vivere, caratterizzato da mutamenti materiali e spirituali rapidissimi, che segnano una specie di cambio di paradigma permanente &#8212; in fondo, la rivoluzione permanente teorizzata a suo tempo da Lev Trockij, con la sola differenza che quella odierna \u00e8 una rivoluzione ultraliberale &#8211; sta rendendo, se non altro, le cose molto chiare dal punto di vista antropologico. Vi sono, e vi sono sempre stati, due principali tipi d&#8217;uomini, e adesso li si pu\u00f2 riconoscere pi\u00f9 facilmente, proprio perch\u00e9 tutti i nodi stanno venendo al pettine e le cose divengono sempre pi\u00f9 nette, senza ambiguit\u00e0 n\u00e9 sfumature. La loro caratteristica essenziale non \u00e8 economica (poveri o ricchi), n\u00e9 etica (buoni o cattivi), n\u00e9 generazionale (giovani o vecchi), n\u00e9 estetica (belli o brutti), n\u00e9 intellettuale (sciocchi o intelligenti), n\u00e9 culturale (ignoranti o sapienti), n\u00e9 spirituale (superficiali o profondi) ma puramente esistenziale: ve ne sono alcuni che vivono per la vita, altri che vivono per la morte. Secondo Martin Heidegger, ci\u00f2 che qualifica la condizione umana \u00e8 l&#8217;<em>essere-per-la morte<\/em>: l&#8217;uomo \u00e8 l&#8217;unica creatura vivente che possiede piena coscienza della propria mortalit\u00e0, e questo fin dall&#8217;acquisto della ragione: per cui non pu\u00f2 fare a meno di pensare che, a un certo punto, dovr\u00e0 fare i conti con un evento radicale e irreversibile, che porr\u00e0 fine alla sua esistenza e che rappresenta sempre e comunque un enorme punto interrogativo. Noi invece adoperiamo qui le espressioni <em>essere per la vita<\/em> ed <em>essere per la morte<\/em> non come orizzonti di consapevolezza, ma come orizzonti di senso: perch\u00e9 chi \u00e8 per la vita ama la vita, la favorisce, la sostiene, la incoraggia, in se stesso e negli altri; chi \u00e8 per la morte, pur senza averne la chiara coscienza, odia la vita, la sminuisce, la calunnia e la ostacola, tanto riguardo a se stesso quanto in relazione alla societ\u00e0. Non esistono posizioni intermedie, se non provvisorie: alla fine, la bilancia pender\u00e0 da una parte o dall&#8217;altra, senza ulteriori incertezze.<\/p>\n<p>Ama la vita chi guarda ad essa con stupore, con ammirazione, con gratitudine e con benevolenza; la odia chi vede in essa una disgrazia, un cumulo di elementi negativi, nella quale le poche gioie non bastano a dare un significato a tutto il male che in essa \u00e8 presente. Non contano le parole: contano i fatti. Quelle persone, ad esempio, che dicono di non voler assolutamente mettere al mondo dei figli, perch\u00e9 la vita \u00e8 troppo dolorosa e il mondo in cui viviamo \u00e8 troppo brutto, ragion per cui non vogliono sentirsi responsabili dell&#8217;infelicit\u00e0 di un nuovo essere umano, appartengono alla categoria degli odiatori della vita. Che lo sappiano o no. E tutti quelli che sono favorevoli all&#8217;aborto e all&#8217;eutanasia, anche se rivestono i loro argomenti di nobili intenzioni, anche se partono sempre e immancabilmente dalla riflessione sui casi pietosi ed eccezionali, sono in effetti degli odiatori della vita. Odiano la vita anche quelli che la usano con leggerezza, che la rischiano inutilmente e per ragioni banali, ad esempio praticando azioni pericolose per il solo gusto di provare emozioni forti: essendo pronti a giocarsela con il caso, le loro stesse azioni attestano che non la amano; e poich\u00e9 la vita non ammette posizioni neutrali, bisogna dedurne che nel profondo la odino. Potremmo fare moltissimi esempi dello stesso genere. Vi sono quelli che la odiano al punto da desiderare la morte; ma essendo tropo vigliacchi per togliersi la vita con uno strappo netto, preferiscono avvicinarsi alla morte un poco alla volta, assumendo droghe sempre pi\u00f9 pesanti, ben sapendo che prima o dopo arriver\u00e0 la dose fatale che chiuder\u00e0 i loro occhi per sempre. Odiano la vita i delinquenti, che giocano con la propria e con quella degli altri; la odia l&#8217;avaro, che non si fida di essa, e accumula incessantemente, ma senza godere; il superbo, convinto che la vita non riconosca a sufficienza i suoi meriti e perci\u00f2 guarda tutti dall&#8217;alto in basso; e il lussurioso, che nella ricerca ossessiva del piacere sessuale cerca il surrogato dell&#8217;oblio, evidentemente perch\u00e9 la vita, cos\u00ec com&#8217;\u00e8, non lo soddisfa, e simile al drogato ha bisogno di dosi sempre rinnovate di piacere, quasi per stordirsi e dimenticare la realt\u00e0. Anche quelli che praticano sport estremi non amano la vita: lasciando a casa delle mogli, dei figli, dei genitori che potrebbero restare soli, impietriti dal dolore, in qualsiasi momento, mostrano l&#8217;aspetto pi\u00f9 caratteristico di colui che odia la vita dal profondo del suo essere: l&#8217;egoismo. Le due cose vanno insieme, sono inseparabili Chi odia la vita \u00e8 un egoista radicale e chi \u00e8 radicalmente egoista odia la vota. Non \u00e8 vero che l&#8217;egoista \u00e8 uno che ama talmente se stesso da esser disposto a calpestare gli altri: calpestando gli altri, \u00e8 come se calpestasse anche se stesso, perch\u00e9 la nostra vita \u00e8 inconcepibile fuori da ogni contesto sociale. Nessuno pu\u00f2 fare il Robinson Crusoe, e perfino il monaco solitario di un eremo sperduto in cima a una montagna non ha fatto quella scelta di vita per odio dell&#8217;umanit\u00e0, ma per amore di Dio. Chi ama la vita sa amare e ringraziare; chi odia la vita \u00e8 capace solamente di odiare e disprezzare.<\/p>\n<p>Le filosofie e le ideologie moderne sono quasi tutte orientate verso la morte. Materialismo, relativismo, nichilismo riflettono un disincanto del mondo e un odio profondo, anche se non sempre esplicito, verso la vita. I tre pensatori che hanno influenzato in maniera determinante gli ultimi centocinquanta anni di storia sono stati Marx, Nietzsche e Freud. Marx odiava la borghesia e la sua morale e voleva distruggerle, ma dietro quell&#8217;odio politico s&#8217;intravede un odio generale verso la vita, il piacere della distruzione di un mondo detestato, il cui rovescio \u00e8 la cieca adorazione verso la macchina, vista come lo strumento della futura emancipazione dalla fatica del lavoro: e chi adora le macchine odia la vita, perch\u00e9 la macchina \u00e8 una triste contraffazione dell&#8217;essere umano, e rivolgere ad essa l&#8217;ammirazione e la gratitudine dovute a Dio equivale a odiare la sua creazione. Ed ecco infatti che la tecnica diventa il mezzo per migliorare, per perfezionare la natura: per mezzo di essa, i marxisti e i neomarxisti vogliono rivaleggiare con Dio, fare le cose meglio di come Dio le ha fatte. \u00c8 un discorso di estrema attualit\u00e0: i moderni scientisti vogliono piegare la natura a fare qualsiasi cosa, servendosi degli strumenti della tecnica: perfino far nascere un bambino da un uomo morto da trent&#8217;anni, o far diventare una donna, uomo, e viceversa. A Marx, dunque, siamo debitori sia del rancore dell&#8217;uomo contro l&#8217;altro uomo, sia della ingenua e pericolosa adorazione della tecnica, senza considerare i limiti e i pericoli di una tecnologia fuori controllo: e anche da ci\u00f2 si vede quanto sia stato sopravvalutato Marx come filosofo, e quanto faziosa e distruttiva sia stata l&#8217;opera di tanti professori di liceo che hanno rintronato gli orecchi ai loro studenti con le tiritere su Marx e sul marxismo, facendo loro credere che pochi filosofi sono stati pi\u00f9 grandi di lui, mentre \u00e8 vero il contrario, che egli come filosofo non vale nulla e che gli sono sfuggiti aspetti essenziali delle sue stesse teorie: il fatto che la classe operaia si sarebbe imborghesita, per esempio, e avrebbe assimilato la mentalit\u00e0 borghese; o il fatto che la tecnica, in assenza di una spiritualit\u00e0 capace di stabilire i fini dell&#8217;esistenza, avrebbe finito per ritorcersi contro l&#8217;uomo stesso. Parlare dell&#8217;influsso esercitato da Nietzsche sul mondo contemporaneo \u00e8 cosa troppo complessa per sbrigarla in poche righe; ci limiteremo a dire che forse nessun filosofo \u00e8 mai stato tanto frainteso quanto lui: cosa che, del resto, egli prevedeva e della quale ha parlato sovente nei suoi scritti. Quel che non aveva previsto, o non aveva capito, era che lui stesso avrebbe frainteso il proprio autentico pensiero; ma anche di questo abbiamo gi\u00e0 parlato, per cui non torneremo a ripetere cose gi\u00e0 dette (cfr. l&#8217;articolo: <em>Nietzsche? Un cristiano in lotta con se stesso<\/em>, pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 29\/12\/19). Nietzsche \u00e8 un enigma: ma quel che \u00e8 certo \u00e8 che quasi tutti i suoi ammiratori hanno preso parti staccate del suo pensiero e ne hanno fatto un sistema a s\u00e9 stante; e per giunta, come sempre accade alla massa, hanno preso la parte peggiore, per cui anche Nietzsche ha finito per divenire un cattivo maestro, e il suo pensiero ha finito per alimentare l&#8217;essere per la morte e non, come pu\u00f2 sembrare ad una lettura superficiale (una lettura superficiale di una lettura superficiale: cio\u00e8 un doppio fraintendimento!), l&#8217;essere per la vita. Di Freud non c&#8217;\u00e8 molto da dire: la sua pseudo-scienza, totalmente autoreferenziale (\u00e8 vera perch\u00e9 lo dice lui) ha abbagliato il pubblico perch\u00e9 veniva al momento giusto a dire ci\u00f2 che segretamente quasi tutti volevamo sentirsi dire: che in fondo all&#8217;anima esiste una fogna, e che questa fogna reclama i suoi diritti di cittadinanza, tanto quanto la parte nobile e luminosa; e che ricacciare in basso i cattivi istinti conduce alla nevrosi, alla malattia, a una situazione forzata e innaturale. \u00c8 falso che Freud abbia dovuto superare chiss\u00e0 quali difficolt\u00e0 per far passare le sue teorie, anche le pi\u00f9 cervellotiche e aberranti, a cominciare dal tanto decantato complesso di Edipo, divenute cos\u00ec celebre da aver usurpato, nell&#8217;immaginario collettivo, il posto di verit\u00e0 provate e dimostrate; \u00e8 vero, al contrario, che, rotto il fragile guscio dei valori cristiani ormai in stato avanzato di dissoluzione, i tempi erano maturi per dare la spallata finale all&#8217;etica naturale, spalancare porte e finestre al relativismo e, sulla scia di esso, alla progressiva liberalizzazione delle deviazioni sessuali, dall&#8217;incesto alla pedofilia. Ci sarebbe poi un quarto pensatore, Martin Heidegger, a segnare il cammino rovinoso della tarda modernit\u00e0: quasi tutti gli intellettuali di una certa area ideologica si rifanno a lui, direttamente o indirettamente, e lo venerano come un grande maestro; mentre ci sono stati pochi personaggi che abbiano svolto un ruolo pi\u00f9 distruttivo sia a livello intellettuale, sia a livello morale, di questo cattolico apostata e arrabbiato, ardente nazista poi ritiratosi in disparte per ragioni meramente personali, esistenzialista e maestro di un altro cattivo maestro, Sartre, nonch\u00e9 propugnatore d&#8217;una visione della vita in cui non brilla alcuna luce di autentica spiritualit\u00e0, ma che \u00e8 dominata dall&#8217;orgoglio di una volont\u00e0 che pretende di farsi misura di ogni cosa, pur dietro fumisterie d&#8217;ogni genere che simulano, assai malamente, un senso di riverenza davanti al mistero dell&#8217;essere.<\/p>\n<p>La stessa visione nichilista, scoraggiante, distruttiva, emerge da ogni altro ambito della cultura e della vita pubblica. L&#8217;architettura, l&#8217;urbanistica, l&#8217;arte, la musica, lo spettacolo, il cinema, la televisione, il fumetto, la moda dell&#8217;abbigliamento, la moda dei tatuaggi, i giochi elettronici, riflettono sovente la predilezione per il brutto, il deforme, l&#8217;orrido, il disgustoso, nonch\u00e9 per la violenza, il sangue e la morte. Si esce da una mostra di pittura moderna con lo stesso stato d&#8217;animo con cui si esce da un concerto rock duro: esausti, stremati, inquieti, confusi, depressi. Sono tutti stati d&#8217;animo che riflettono l&#8217;attrazione per la morte, un tetro <em>cupio dissolvi,<\/em> per quanto talvolta ben dissimulati dietro apparenze luccicanti e perfino gioviali, o comiche, o spiritose: perch\u00e9 il diavolo sa mascherarsi benissimo, \u00e8 il re dei travestimenti e del doppiogiochismo. Ma anche il culto del brutto e del deforme, che si nota specialmente a livello architettonico, \u00e8 un riflesso dell&#8217;attrazione per la morte, poich\u00e9 la bruttezza ripugna all&#8217;uomo sano ed egli non andr\u00e0 mai a cercarla volontariamente; mentre il fatto di essere costretto a vivere in citt\u00e0 popolate da mostruosit\u00e0 architettoniche e urbanistiche crea in lui una tragica assuefazione al brutto, che non \u00e8 senza effetti anche per la pace dell&#8217;anima. Sicch\u00e9 l&#8217;uomo moderno, che ha una paura irrazionale della morte, la quale smentisce tutte le sue illusioni sul progresso tecnologico, e che non vorrebbe mai pensarci n\u00e9 parlarne, al punto di considerare cosa di cattivo gusto farvi anche solo un cenno nel corso d&#8217;un pranzo in societ\u00e0, la fa rientrare dalla finestra, senza rendersene conto, con questo continuo, ossessivo corteggiamento di tutto ci\u00f2 che \u00e8 tenebra: il male, l&#8217;occultismo, la stregoneria, diavoli, mostri, simboli satanici o addirittura la pratica del satanismo vero e proprio. N\u00e9 si creda che il satanismo \u00e8 riservato a qualche giovane di provincia e a qualche gruppo di amici per ammazzare la noia del sabato sera; al contrario: \u00e8 praticato da professionisti, politici, banchieri, alte personalit\u00e0 del mondo dello spettacolo e della cultura; ed \u00e8 anche praticato da un certo numero di alti prelati, sia dentro che fuori la Citt\u00e0 del Vaticano; ma soprattutto dentro, come \u00e8 testimoniati da fonti autorevoli, fra cui il noto esorcista padre Gabriele Amorth (cfr. il nostro articolo: <em>Satanisti in Vaticano<\/em>, pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 29\/04\/18). La tendenza a essere per la morte si nota anche al livello delle relazioni interpersonali, sui luoghi di lavoro, in ufficio, in fabbrica, ma anche al bar, fra gli amici. \u00c8 un orientamento necrofilo che non risparmia nessuno e lo si ritrova perfino fra quanti, essendosi resi conto della manipolazione mentale di cui \u00e8 oggetto l&#8217;uomo moderno, si fanno da parte rispetto alla massa e cercano di adoperarsi per accrescere la consapevolezza degli altri. Perfino in tali ambiti relativamente selezionati e in un certo senso privilegiati si notano l&#8217;egoismo, il narcisismo, l&#8217;invidia, la gelosia, la superbia, la suscettibilit\u00e0, tipiche dell&#8217;orientamento esistenziale per la morte. Ora questa attrazione per la morte \u00e8 entrata anche nella Chiesa, rivestendo i nobili panni dell&#8217;amore ai poveri e della sacra indignazione per la giustizia offesa: ma che altro \u00e8 tutto questo agitarsi per i poveri lontani, additando all&#8217;odio e al disprezzo tutti quei cittadini e quei cattolici che non la pensano come i cosiddetti preti di strada e i vescovi ultraprogressisti? Che il falso papa Bergoglio sia di questa pasta lo si deduce non solo dalla sua nefanda opera di distruzione della Chiesa e di confusione intenzionale dei fedeli, ma anche da singoli episodi nei quali, per un momento, si affaccia la sua vera natura. Come in occasione del piccolo incidente occorsogli in Piazza S. Pietro la sera di San Silvestro: nel suo sguardo furente brillava un cupo odio contro la vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il particolare momento storico in cui ci troviamo a vivere, caratterizzato da mutamenti materiali e spirituali rapidissimi, che segnano una specie di cambio di paradigma permanente<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-23138","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23138","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23138"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23138\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23138"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23138"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23138"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}