{"id":23133,"date":"2009-07-30T04:48:00","date_gmt":"2009-07-30T04:48:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/07\/30\/lieti-pensieri-dagosto-per-quelli-che-restano\/"},"modified":"2009-07-30T04:48:00","modified_gmt":"2009-07-30T04:48:00","slug":"lieti-pensieri-dagosto-per-quelli-che-restano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/07\/30\/lieti-pensieri-dagosto-per-quelli-che-restano\/","title":{"rendered":"Lieti pensieri d&#8217;agosto, per quelli che restano"},"content":{"rendered":"<p>Ad agosto, puntuale, risuona la parola d&#8217;ordine: \u00abTutti al mare!\u00bb; e le citt\u00e0, gi\u00e0 oppresse dell&#8217;afa, si svuotano come per incanto.<\/p>\n<p>Restano, pressoch\u00e9 dimenticati, quelli che non possono andarsene, e, pi\u00f9 raramente, quelli che potrebbero, ma sono trattenuti da vari ordini di fattori: primo fra tutti, un senso di dovere morale nei confronti di quanti hanno, o potrebbero avere, bisogno di loro.<\/p>\n<p>\u00c8 l&#8217;esercito poco visibile di quanti non rientrano nella categoria principale dei consumatori e, dunque, poco si cura di loro il sistema economico-politico vigente: gli anziani, i malati, i poveri, i marginali, i soli.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, loro non hanno fatto la fila nelle agenzie turistiche con l&#8217;aria condizionata, sfogliando i d\u00e9pliant delle crociere ai Caraibi o degli alberghi con piscina alle Canarie: strano a dirsi, la malattia, la povert\u00e0 e la solitudine non vanno in ferie. Neanche ad agosto, quando in ferie ci vanno tutti; che volete farci, quei cittadini sono proprio degli asociali.<\/p>\n<p>E cos\u00ec, tante persone, pi\u00f9 di quante non si creda, restano: restano loro malgrado, senza aria condizionata e senza speranza di sollievo. Restano, abbandonati da tutti: chiude il supermercato pi\u00f9 vicino; chiudono le botteghe; chiudono le farmacie; il medico se ne va in ferie; perfino le chiese osservano un orario ridotto, si vede che pure i sacrestani sono via.<\/p>\n<p>Quello che dovrebbe attirare l&#8217;attenzione di sociologi e amministratori pubblici, \u00e8 che le tradizionali \u00abfasce\u00bb di marginalit\u00e0 sono enormemente aumentate, nel corso degli ultimi anni: colpa della crisi economica, ma colpa, anche, di una crescente disattenzione della societ\u00e0 e delle forze produttive nei confronti di coloro che non producono pi\u00f9 (perch\u00e9 sono pensionati, o malati pi\u00f9 o meno cronici) e, di riflesso, consumano sempre meno (perch\u00e9 invece di comperare la frutta al supermercato o in bottega, vanno ai mercati generali e si portano via la merce avariata).<\/p>\n<p>Il loro disagio, il loro degrado, la loro solitudine, non sono soltanto di tipo materiale, ma anche e soprattutto di tipo spirituale. La societ\u00e0 consumista, la societ\u00e0 della fretta e della massima efficienza, che non fa mai niente per niente, li ignora: sa di non poterne ricavare nulla, e fa finta che non esistano addirittura. Se li vede, volta la testa dall&#8217;altra parte.<\/p>\n<p>Ad esempio, in questo periodo dell&#8217;anno, la televisione rifila a quelli che restano il peggio del peggio: tanto chi se importa, non sono loro che fanno \u00abaudience\u00bb, e il loro potere contrattuale \u00e8 nullo o minimo, sotto tutti i punti di vista. Come consumatori, consumano ben poco, per motivi di et\u00e0, di salute o di portafoglio; come contribuenti, pagano poco, perch\u00e9 possiedono pochissimo; come elettori, contano ancor meno, perch\u00e9 hanno poca vita davanti a s\u00e9, portano voti ancora per un paio di legislature e poi, basta.<\/p>\n<p>Ebbene, noi vogliamo spendere una parola per loro, per rincuorarli e, se possibile, per farli sentire un po&#8217; meno soli e dimenticati: per loro che non vanno in ferie, quando le citt\u00e0 si svuotano; per loro che vivono con il cuore stretto da mille dispiaceri e da mille preoccupazioni, e non solo economiche; per loro che, in agosto, non ricevono pi\u00f9 nemmeno la visita distratta e abitudinaria dei figli o dei parenti pi\u00f9 stretti, anche se magari hanno, da qualche parte, un esercito di nipoti; per loro, nella cui cassetta postale non giunge mai una lettera, nemmeno una cartolina, ma solo inutile pubblicit\u00e0 e salatissime bollette da pagare.<\/p>\n<p>Anche se la rassegna stampa del sito di Arianna Editrice non sar\u00e0 rinnovata tutti i giorni, in questo mese di agosto, noi sappiamo che il mezzo informatico, pur con tutti i suoi limiti e potenziali pericoli, \u00e8 divenuto importante per molte persone che, per diverse ragioni, hanno difficolt\u00e0 a muoversi: fisiche, psicologiche, economiche. Per loro, faremo in modo di esserci, con la maggiore regolarit\u00e0 possibile.<\/p>\n<p>La solitudine, quando non \u00e8 frutto di una scelta deliberata di raccoglimento e di ascolto di se stessi, ma una realt\u00e0 sgradita imposta dalle circostanze, \u00e8 come una spada tagliente affondata nel cuore. Specialmente gli anziani ne soffrono, tanto pi\u00f9 se sono consapevoli del disinteresse di parenti e nipoti grandi e grossi, che non trovano mai una mezz&#8217;ora per passare a trovarli; a rompere, con una nota gaia e affettuosa, il vuoto e la monotonia delle giornate.<\/p>\n<p>Non solo la cassetta della posta \u00e8 sempre vuota: anche il telefono rimane silenzioso. Se squilla, \u00e8 magari per una promozione pubblicitaria pi\u00f9 o meno invadente, pi\u00f9 o meno aggressiva, che accentua il senso di abbandono e di amarezza delle persone sole, ridotte a contare solamente su se stesse, senza mai qualcuno con cui consigliarsi, condividere i pensieri. Magari, l&#8217;unica voce esterna che giunge loro \u00e8 quella di un individuo poco scrupoloso, cui basta soltanto carpire un assenso per aggiungere un nominativo alla lista dei propri \u00absuccessi\u00bb quotidiani: approfittandosi, appunto, della timidezza e dell&#8217;ingenuit\u00e0 di qualche persona sola, per di pi\u00f9 anziana.<\/p>\n<p>Eppure, basterebbe cos\u00ec poco, a quei nipoti grandi e grossi, per alzare la cornetta del telefono e comporre il numero del nonno o della nonna, dello zio o della zia. Ma non lo fanno, non ci pensano; forse, nessuno lo ha insegnato loro; forse, sono troppo presi dai loro problemi di adolescenti, troppo istupiditi dal chiasso cialtrone della televisione a base di veline e di \u00abAmici\u00bb (quale profanazione della parola!) di Maria dei Filippi.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>Dunque: rimanere in citt\u00e0, nell&#8217;afa e nella solitudine, con l&#8217;amarezza del senso di abbandono. Con la prospettiva delle settimane, dei giorni, delle ore e dei minuti, tutti ugualmente vuoti, tutti ugualmente malinconici. Sentendosi inutili, sentendosi fuori di posto, in un mondo che gira troppo in fretta, che non sa, che non ricorda, che insegue mille e mille nuovi miraggi di falso benessere, di pretesa felicit\u00e0.<\/p>\n<p>Fino a pochi anni fa, per queste persone sole, la televisione era la sola ancora di salvezza: magari con la replica di qualche vecchio sceneggiato, di qualche vecchio spettacolo di variet\u00e0. O con qualche bel film che, proprio perch\u00e9 intelligente, non fa pi\u00f9 indice d&#8217;ascolto e, quindi, va giusto bene per le serate di ferragosto, quando chi volete che lo guardi; sono tutti al mare, no?<\/p>\n<p>Adesso, volendo, c&#8217;\u00e8 anche Internet. Le persone di una certa et\u00e0 fanno fatica ad avvicinarsi al mondo della rete informatica: una voce interiore dice loro: \u00abNo, no, lascia perdere, non \u00e8 roba che faccia per te\u00bb. Gli anziani sono la generazione del libro: magari pochi, ma buoni; non mancavano neppure nelle case delle persone semplici. La Bibbia, \u00abI Promessi Sposi\u00bb, magari Omero e Virgilio; magari qualche classico francese dell&#8217;Ottocento, come \u00abI miserabili\u00bb di Victor Higo; oppure qualche russo, come \u00abGuerra e pace\u00bb di Tolstoj, o come \u00abDelitto e castigo\u00bb di Dostojevskij. Oppure, pi\u00f9 spesso, qualche libro di devozione, qualche vita di santi, magari \u00abI Fioretti\u00bb di San Francesco.<\/p>\n<p>Pure, magari con l&#8217;aiuto e l&#8217;incoraggiamento di qualcuno, ormai sono parecchie le persone non pi\u00f9 giovani che sanno usare il computer quanto basta per navigare su Internet. A loro non serve per prenotare l&#8217;aereo o per informarsi sui prezzi degli alberghi in Costa Smeralda; cercano articoli di cultura, di attualit\u00e0, qualche pane spirituale che li sorregga nella loro solitudine, un po&#8217; di pane per l&#8217;anima, che ha fame almeno quanto il corpo. Fame di verit\u00e0, fame di bellezza, fame di fantasia, di pensieri sereni.<\/p>\n<p>Accade, cos\u00ec, che mentre il professionista benestante e iperatttivo si rincretinisce tutti i santi giorni leggendo quella immondizia che va sotto il nome di libera stampa quotidiana; e, come se non bastasse l&#8217;incretinimento, vi aggiunge pure la boria di colui che crede di sapere, di aver capito, di essere informato e aperto sulla realt\u00e0 del mondo; mentre ci\u00f2 accade, dicevamo, quelle persone sole e sovente anziane, che hanno imparato da poco, e con fatica, ad accendere il computer e a cercare su Internet qualche sito interessante, riescono a crearsi una prospettiva critica sulla realt\u00e0, che potrebbe fare invidia ai loro indaffaratissimi figli e ai loro distratti e immaturi nipotini, che pure si ritengono degli autentici draghi della rete informatica.<\/p>\n<p>Pensionati, pensionate, malati cronici, disabili, che sono riusciti a venir fuori dalla porta stretta del pensiero unico, del conformismo culturale, della pigrizia mentale; e che sono divenuti capaci di riflettere con la propria testa, di valutare le differenze, di apprezzare chi ha qualche cosa da dire e di evitare i tromboni stonati che si riempiono la bocca di paroloni, ma non hanno da vendere ai propri lettori null&#8217;altro che aria fritta.<\/p>\n<p>\u00c8 una rivoluzione culturale anche questa, se si vuole; silenziosa, discreta, sta passando quasi inosservata: ma \u00e8 uno dei pochi fatti realmente nuovi e incoraggianti di questi ultimi, stanchi decenni della vita sociale italiana ed europea.<\/p>\n<p>Degli statunitensi, meglio non parlare: che continuino a ingozzarsi di hot-dogs e di patatine fritte da McDonald&#8217;s; e che lascino stare le cose serie a chi non ha ancora venduto all&#8217;ammasso la propria anima e il proprio cervello.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>Alcune di queste persone ci hanno scritto e continuano a scriverci. Quarantenni, cinquantenni, sessantenni che si sentono ancora vivi, che non si stancano di farsi delle domande, che sanno tenere gli occhi ben spalancati su mondo, pieni di stupore.<\/p>\n<p>Spesso hanno scritto per porre quesiti; a volte, solo per ringraziare; altre volte ancora, per comunicare con qualcuno, per confidare dispiaceri, magari anche per chiedere un parere, un consiglio.<\/p>\n<p>Sappiamo che queste persone esistono: non hanno visibilit\u00e0, in questo mondo dove pare che ci sia solo chi grida pi\u00f9 forte degli altri, possibilmente in televisione; e sappiamo che la loro esistenza costituisce un grosso serbatoio di energie spirituali per l&#8217;intera societ\u00e0, anche se quest&#8217;ultima non sembra neppure sospettarlo.<\/p>\n<p>Sono persone riflessive, che hanno vissuto molte esperienze, che hanno imparato la saggezza alla dura scuola della vita: della vita vera, non dei \u00abreality\u00bb o della tv spazzatura. Sono persone, sovente, ferite e sofferenti, anche perch\u00e9 non hanno qualcuno con cui poter parlare, scambiare delle opinioni, essere ascoltate. E, non di rado, sono delle persone con problemi di salute abbastanza seri, anche se non vanno a intasare tutti i giorni le sale d&#8217;aspetto del medico della mutua, come fanno sovente persone giovani e sanissime, ma ipocondriache.<\/p>\n<p>Infine, sono delle belle persone, generose e sensibili, che hanno una grande capacit\u00e0 di amore ma che, per le storture e le aberrazioni della nostra societ\u00e0, non di rado lo riversano tutto su degli animali da compagnia &#8211; nobilissimi fratelli minori, niente da dire. Tuttavia, ci piange il cuore al pensiero di quanto bene reciproco potrebbe venire, a e da queste persone, se esistesse il modo per ricreare attorno a loro un autentico tessuto di relazioni sociali; e sia pure un tessuto minimo, ma qualitativamente scelto!<\/p>\n<p>Per loro, innanzitutto, vogliamo continuare a scrivere, nella canicola di agosto, quando i bus non vanno e perfino la farmacia di turno pi\u00f9 vicina \u00e8, come minimo, a sette isolati di distanza; quando Rai e Mediaset fanno a gara nel mandare in onda le cose peggiori; quando l&#8217;ascensore \u00e8 rotto e bisogna fare cinque piani di scale a piedi, con la borsa della spesa, perch\u00e9 non si trova un tecnico per ripararlo, neppure telefonando nelle citt\u00e0 vicine.<\/p>\n<p>Magari sono anni, decenni che queste persone non hanno pi\u00f9 occasione di entrare in una sala cinematografica: per loro abbiamo pensato la serie di articoli \u00abUn film al giorno\u00bb. Oppure amano la lettura, ma non hanno chi le consigli su quali libri meritano di esser letti: per loro abbiamo pensato la serie \u00abUna pagina al giorno\u00bb. Infine, molte di queste persone amano la bellezza, amano l&#8217;arte, ma non hanno fatto studi specifici e non possono viaggiare per i musei e le pinacoteche d&#8217;Italia; sempre per loro, abbiamo pensato la serie: \u00abUn quadro al giorno\u00bb.<\/p>\n<p>Cinema italiano, letteratura italiana, pittura italiana: non per una forma di becero nazionalismo, ormai alquanto anacronistico, ma per aiutare i nostri lettori a riscoprire gli infiniti capolavori, non di rado ignorati, che possediamo in casa nostra, prima di correre dietro a tutti i (supposti) capolavori prodotti da registi, scrittori e pittori stranieri; tanto pi\u00f9 agevolati &#8211; specialmente le prime due categorie &#8211; se targati Stati Uniti o Gran Bretagna.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>Cara lettrice, caro lettore, se ti sei riconosciuto nel ritratto che abbiamo qui delineato, sappi che stiamo scrivendo specialmente pensando a te.<\/p>\n<p>Non che abbiamo qualcosa contro i giovani, qualche inconfessabile pregiudizio nei confronti delle persone sane, attive e, per giunta, benestanti; ma, per loro, andare al cinema, o a teatro, o al museo, non \u00e8 un problema, n\u00e9 in senso fisico, n\u00e9 quanto al portafoglio.<\/p>\n<p>Ma bisogna pure che qualcuno si ricordi di quelli che hanno minori possibilit\u00e0, anche se sono consumatori poco appetibili per le industrie, ed elettori poco utili nei calcoli degli amministratori e dei politici di questo nostro Bel Paese, dove nessuno si scomoda per niente.<\/p>\n<p>Sono persone di valore, in molti casi, anche se non c&#8217;\u00e8 nessuno che lo dica loro: e meriterebbero una maggiore attenzione da parte della nostra cosiddetta intellighenzia.<\/p>\n<p>Se riusciremo a ridare un po&#8217; di ottimismo, di fiducia e di serenit\u00e0 anche solo a una di esse, anche solo per un quarto d&#8217;ora, ci riterremo pienamente soddisfatti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ad agosto, puntuale, risuona la parola d&#8217;ordine: \u00abTutti al mare!\u00bb; e le citt\u00e0, gi\u00e0 oppresse dell&#8217;afa, si svuotano come per incanto. 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