{"id":23120,"date":"2009-07-17T02:08:00","date_gmt":"2009-07-17T02:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/07\/17\/la-vera-posta-in-gioco-nella-guerra-in-afghanistan-e-la-cooptazione-nella-modernita\/"},"modified":"2009-07-17T02:08:00","modified_gmt":"2009-07-17T02:08:00","slug":"la-vera-posta-in-gioco-nella-guerra-in-afghanistan-e-la-cooptazione-nella-modernita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/07\/17\/la-vera-posta-in-gioco-nella-guerra-in-afghanistan-e-la-cooptazione-nella-modernita\/","title":{"rendered":"La vera posta in gioco nella guerra in Afghanistan \u00e8 la cooptazione nella modernit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Gli esperti di geopolitica, di economia e di cose militari possono fornirci svariate ragioni per le quali l&#8217;Occidente dovrebbe condurre sino in fondo la guerra in Afghanistan contro i Talebani, oppure per le quali dovrebbe ritirarsi &#8211; pi\u00f9 o meno in buon ordine -, onde evitare il ripetersi dell&#8217;umiliazione subita dagli Americani in Vietnam nel 1975: opzione, quest&#8217;ultima, che gli strateghi del Pentagono nell&#8217;era Obama hanno gi\u00e0 pomposamente battezzato \u00abExit Strategy\u00bb: un eufemismo camuffato da neologismo che, quanto a risibile incongruenza, potrebbe dare dei punti alla \u00abnon belligeranza\u00bb di mussoliniana memoria.<\/p>\n<p>Tuttavia, geopolitica, economia e scienza militare non possono cogliere, per loro stessa natura, che aspetti parziali e limitati della questione; e, in particolare, non hanno titolo per rispondere alla doverosa domanda di fondo &#8211; che, ovviamente, non \u00e8 solo di ordine politico e sociologico, ma anche e soprattutto etico -: che cosa sono andate a fare, nelle vallate e sulle montagne dell&#8217;Afghanistan, le forze armate della coalizione occidentale, pur ammaestrate dal clamoroso fallimento dell&#8217;esercito sovietico fra il 1979 e il 1989?<\/p>\n<p>A questa domanda non possono rispondere i geopolitici, n\u00e9 gli economisti e neppure gli esperti di cose militari (questi, meno di chiunque altro); ma una prima, fondamentale indicazione ci viene dal fatto, forse non abbastanza considerato sino a questo momento, che quella che si sta combattendo in Afghanistan dall&#8217;ottobre del 2001 \u00e8, in assoluto, la pi\u00f9 asimmetrica fra quante se ne siano mai viste: quella fra il Paese pi\u00f9 ricco del mondo e il Paese pi\u00f9 povero del mondo.<\/p>\n<p>Secondo i dati pi\u00f9 recenti, gli Stati Uniti d&#8217;America hanno una mortalit\u00e0 infantile dell&#8217;8% e una speranza di vita di 75 anni per gli uomini e di 80 anni per le donne; l&#8217;Afghanistan, da parte sua, ha una mortalit\u00e0 infantile del 257% e una speranza di vita di 42 anni per gli uomini e di 43 anni per le donne.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti hanno un Prodotto Interno Lordo di 12.485.725 milioni di dollari, il che vuol dire una media di 42.101 dollari a persona; l&#8217;Afghanistan ha un Prodotto Interno Lordo di 7.139 milioni di dollari, pari a 199 dollari a testa.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti hanno un tasso di analfabetismo dello 0,5%e dispongono di 5,5 medici e 3,3 posti letto ogni 1.000 abitanti; l&#8217;Afghanistan registra un tasso di analfabetismo del 79,1%e dispone di 0,2 medici e 1,6 posti letto ogni 1.000 abitanti.<\/p>\n<p>Negli Stati Uniti si contano 676 telefonini cellulari e 762 personal computer ogni 1.000 abitanti; in Afghanistan i cellulari sono 48 su 1.000 abitanti, e i computer sono talmente rari (e costosi) che se ne contano pochissimi, al punto che manca un censimento in proposito.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario continuare?<\/p>\n<p>Sono cifre che parlano da sole e che rendono meglio l&#8217;idea, nella loro nuda e impersonale oggettivit\u00e0, di quale sia realmente la posta in gioco nell&#8217;odierno conflitto afghano, al di l\u00e0 di tutte le belle parole d&#8217;ordine occidentali come liberazione, stabilizzazione, democratizzazione, progresso, benessere e cos\u00ec via: si tratta, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno, dell&#8217;ingresso a tappe forzate del Paese asiatico nel Paradiso della modernizzazione, se necessario (e lo \u00e8) a suon di bombe: pi\u00f9 o meno \u00abintelligenti\u00bb, ma sempre con un costo altissimo per la popolazione civile.<\/p>\n<p>Insomma, si tratta di qualche cosa di analogo alla collettivizzazione forzata delle campagne nell&#8217;Unione Sovietica voluta da Stalin, ove le vittime dell&#8217;operazione &#8211; dirette o indirette &#8211; furono nell&#8217;ordine di svariati milioni; con la significativa differenza che in quel caso fu la classe dirigente locale a decidere di effettuare il salto brutale nelle braccia della modernit\u00e0, onde spezzare la potenziale resistenza interna dei \u00abkulaki\u00bb e procedere all&#8217;industrializzazione in tempi brevissimi; mentre qui la decisione viene dalla superpotenza americana, determinata a eliminare i fattori di potenziale destabilizzazione rispetto alla sua \u00abpax\u00bb imperiale.<\/p>\n<p>Non si dimentichi che l&#8217;attacco americano del 2001 non fu lanciato, almeno inizialmente, contro l&#8217;Afghanistan come nazione, ma contro un uomo solo: lo \u00absceicco del terrore\u00bb Osama Bin Laden. Strana guerra davvero: lo Stato pi\u00f9 ricco e potente del mondo \u00e8 sceso in campo contro un singolo individuo, un \u00abvecchio della montagna\u00bb che pareva uscito dalle pagine de \u00abIl Milione\u00bb di messere Marco Polo. \u00c8 stato solo il rifiuto del mullah Omar di consegnare il fedifrago (ex alleato numero uno degli Americani proprio nello scacchiere afghano, in funzione antisovietica) a provocare l&#8217;estensione indiscriminata del conflitto.<\/p>\n<p>Quella estensione, tuttavia, prima o poi ci sarebbe stata comunque. Troppo povero e arretrato, troppo impermeabile ai valori (e ai capitali) dell&#8217;Occidente, l&#8217;Afghanistan rappresentava in se stesso una sfida alla dottrina americana dell&#8217;esportazione mondiale del mercato e della democrazia; e, al tempo stesso, costituiva &#8211; e costituisce &#8211; una fonte quasi inesauribile di manovalanza per il terrorismo di matrice islamica, sempre bisognoso si innestare kamikaze e bombe umane sulla solida base finanziaria fornita dai petrodollari sauditi.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 una singolare analogia con la guerra sudamericana della Triplice Alleanza, combattuta dal 1865 al 1870 da Brasile, Argentina e Uruguay contro il Paraguay, che ne usc\u00ec letteralmente distrutto. In quel caso, dietro la coalizione c&#8217;erano i potenti interessi finanziari e industriali della Gran Bretagna, la quale voleva aprire a forza il Paraguay, orgogliosamente autarchico, alle proprie merci e ai propri capitali (un po&#8217; come aveva fatto ai danni della Cina, ma agendo in prima persona, nella famigerata \u00abguerra dell&#8217;oppio\u00bb); in Afghanistan, bisognava dare un esempio e, al tempo stesso, rimuovere lo zoccolo duro del fondamentalismo islamico, principale ostacolo all&#8217;attuazione della \u00abdottrina Bush\u00bb sull&#8217;esportazione forzata del libero mercato e della democrazia.<\/p>\n<p>Il generale Carlo Jean, esperto di cose militari, intervistato nel corso del programma televisivo \u00abUnomattina Estate\u00bb il 15 luglio 2009, nel rispondere a una domanda circa le prospettive di successo dell&#8217;operazione alleata, ha osservato: \u00abNon si pu\u00f2 trasportare in pochi giorni un Paese dalla pre-modernit\u00e0 alla post-modernit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Al che tutti quanti, ospiti e conduttori, si sono profusi nel magnificare l&#8217;importanza della strategia umanitaria, la costruzione di scuole, ospedali, linee elettriche e condutture d&#8217;acqua per rifornire le abitazioni private, come fattore decisivo nella lotta contro i Talebani.<\/p>\n<p>\u00c8 stato osservato, ad esempio, che, dall&#8217;inizio delle operazioni militari, il numero degli studenti \u00e8 salito da 1 milione a 6 milioni; e se ne \u00e8 concluso &#8211; non senza una certa enfasi trionfalistica &#8211; che l&#8217;alfabetizzazione sar\u00e0 la migliore alleata degli Occidentali per la vittoria finale.<\/p>\n<p>In tutti questi ragionamenti, o pseudo-ragionamenti, quel che si perde sistematicamente di vista \u00e8 che i parametri di giudizio occidentali, a dispetto della tanto sbandierata globalizzazione dell&#8217;economia e della cultura, non sono affatto cos\u00ec universali come si vorrebbe credere, e far credere agli altri.<\/p>\n<p>Vi sono almeno un paio di miliardi di esseri umani che li rifiutano in modo radicale, met\u00e0 dei quali di fede islamica; e, se 1.300.000 di Cinesi sono transitati \u00abfelicemente\u00bb nell&#8217;area del libero mercato (ma non in quella della democrazia e dei cosiddetti diritti umani, con grande scorno dell&#8217;Occidente), rimane pur sempre un enorme serbatoio di societ\u00e0 ed individui che non sono per nulla ansiosi di farsi integrare nelle \u00abmagnifiche sorti e progressive\u00bb del capitalismo, ma, anzi, sono disposti a farsi uccidere, pur di difendere i propri valori.<\/p>\n<p>Lo stesso generale Jean, nel corso dell&#8217;intervista sopra citata, riconosceva che quella in Afghanistan \u00e8 una guerra profondamente asimmetrica, anche a motivo del fatto che da una parte, quella afghana e talebana, sono in gioco fattori vitali, primo fra tutti la sopravvivenza; mentre dall&#8217;altra, no. Questo significa che la parte afghana e talebana ha messo in conto un elevatissimo numero di perdite e dei tempi di lotta decisamente lunghi; mentre gli Americani e i loro alleati &#8211; aggiungiamo noi &#8211; non sarebbero disposti n\u00e9 a sopportare un numero di caduti troppo elevato, n\u00e9 a prolungare lo sforzo militare (ed economico-finanzario) oltre un certo limite di tempo; anzi, si notano gi\u00e0 &#8211; come, del resto, in Iraq &#8211; evidenti segni di stanchezza.<\/p>\n<p>Ecco un altro parallelo inquietante con il Vietnam: in un conflitto dove una parte lotta per la vita e per la morte, e l&#8217;altra lotta per obiettivi politico-strategici di tipo convenzionale, a dispetto della sproporzione tecnologica non vi \u00e8 dubbio su a chi andr\u00e0 la vittoria finale. Obama, che &#8211; a differenza di Bush junior &#8211; non \u00e8 uno stupido, lo ha capito da un pezzo: \u00e8 per questo che vorrebbe sganciarsi il pi\u00f9 dignitosamente possibile, lasciando il governo di Kabul a sbrigarsela da solo. L&#8217;escalation militare americana (e britannica) non ha altro scopo che assestare gli ultimi colpi \u00abutili\u00bb ai Talebani, in vista del trasferimento della difesa alle forze afghane pro-occidentali. Anche l&#8217;aumento del contingente militare italiano di 500 nuove unit\u00e0, entro il mese di agosto, rientra in questa strategia che prelude a un graduale sganciamento.<\/p>\n<p>Ma i Talebani, consapevoli delle difficolt\u00e0 in cui versano i loro avversari, non vogliono n\u00e9 possono perdere questa guerra: per essi \u00e8 questione di pura e semplice sopravvivenza. Non sono in ballo soltanto questioni come il \u00abburqa\u00bb o la coltivazione dell&#8217;oppio (che, pure, sono tutt&#8217;altro che irrilevanti, e non solo nei loro riflessi interni). \u00c8 in ballo la possibilit\u00e0, per le societ\u00e0 pre-moderne che non vogliono farsi integrare dall&#8217;Occidente alle sue condizioni (e cio\u00e8 con tutti gli oneri, ma con pochissimi vantaggi), di continuare ad esistere con le proprie strutture economico-sociali, con le proprie culture, con il proprio credo religioso.<\/p>\n<p>Prendiamo in esame l&#8217;aspetto economico. Non occorre essere degli esperti di economia per intuire che nessun popolo potrebbe sopravvivere realmente con un P. I. L. di 199 dollari pro-capite: questo \u00e8 quello che dicono le statistiche, ma la cosa \u00e8 semplicemente assurda. La verit\u00e0 &#8211; e ci\u00f2 vale non solo per l&#8217;Afghanistan, ma per tutto il Terzo e Quarto Mondo &#8211; \u00e8 che quei popoli sarebbero gi\u00e0 morti di fame, dal primo all&#8217;ultimo individuo, se le loro economie non fossero articolate in maniera da consentire alla gente di sopravvivere a dispetto di tutte le teorie economiche occidentali, sfruttando canali produttivi e commerciali diversi da quelli del libero mercato, cos\u00ec come questo \u00e8 inteso in Occidente.<\/p>\n<p>Esistono delle modalit\u00e0 di mutuo appoggio, di economia \u00absommersa\u00bb, di baratto, di lavoro minorile (che non sempre \u00e8 odioso e immorale, come non sempre lo era nella nostra societ\u00e0 contadina), di riutilizzo dei prodotti di rifiuto, a cominciare da quelli alimentari: tutta una rete di attivit\u00e0, di solidariet\u00e0 e di integrazione sociale che protegge, entro certi limiti, quelle societ\u00e0 dal trauma devastante del passaggio al capitalismo puro.<\/p>\n<p>Tutte queste cose sfuggono ai rozzi parametri di rilevazione stabiliti dagli economisti e dai sociologi occidentali, semplicemente perch\u00e9 nel nostro mondo non esiste, o non esiste pi\u00f9, il loro corrispettivo: e, per la nostra cultura etnocentrica e arrogante, ci\u00f2 che non esiste entro di essa, non esiste in assoluto.<\/p>\n<p>Questa, dunque, \u00e8 la posta in gioco in Afghanistan: vedere se l&#8217;Occidente sapr\u00e0 imporre l&#8217;irruzione della modernit\u00e0 in tempi brevissimi, in un&#8217;area particolarmente refrattaria e, anzi, portatrice di una cultura diametralmente antitetica a quella del mercato e della democrazia.<\/p>\n<p>Tutto il resto, a cominciare dalle motivazioni geopolitiche (non si dimentichi che l&#8217;Afghanistan confina sia con l&#8217;Iran, sia con la Cina, sia con le ex Repubbliche sovietiche del Turkmenistan, dell&#8217;Uzbekistan e del Tadzikistan) ha certamente il suo peso, e anche notevole; cos\u00ec come la necessit\u00e0 di avere un nemico di turno che rappresenti il male assoluto (dopo la fine del nazismo e del comunismo): ma non \u00e8 essenziale.<\/p>\n<p>Essenziale \u00e8 vedere se gli Americani riusciranno a indurre gli Afghani a bere Coca-Cola, a navigare su Internet, a preferire il cinematografo (per vedere film occidentali) alla frequentazione delle moschee; insomma, a farsi assertori essi stessi della corsa verso la modernit\u00e0, ossia del libero mercato e della democrazia parlamentare.<\/p>\n<p>Se ci riusciranno, vorr\u00e0 dire che la globalizzazione \u00e8 realmente un evento irreversibile e a senso unico, rispetto al quale ogni altra modalit\u00e0 di vita sociale, economica, politica e culturale, dovr\u00e0 adeguarsi al pi\u00f9 presto, pena la distruzione violenta.<\/p>\n<p>A quel punto, i signori dell&#8217;economia mondiale potranno rassicurarsi: superato l&#8217;ultimo test, si vedr\u00e0 che Francis Fukuyama aveva ragione, dopotutto, e che la Storia \u00e8 davvero giunta al capolinea.<\/p>\n<p>Con la vittoria del biglietto verde e della tecnologia occidentale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli esperti di geopolitica, di economia e di cose militari possono fornirci svariate ragioni per le quali l&#8217;Occidente dovrebbe condurre sino in fondo la guerra in<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[256],"class_list":["post-23120","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-stati-uniti-damerica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23120","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23120"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23120\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23120"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23120"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23120"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}