{"id":23118,"date":"2012-03-03T11:15:00","date_gmt":"2012-03-03T11:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/03\/03\/afferrare-tutta-la-propria-vita-in-un-solo-tuffo-a-volo-duccello\/"},"modified":"2012-03-03T11:15:00","modified_gmt":"2012-03-03T11:15:00","slug":"afferrare-tutta-la-propria-vita-in-un-solo-tuffo-a-volo-duccello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/03\/03\/afferrare-tutta-la-propria-vita-in-un-solo-tuffo-a-volo-duccello\/","title":{"rendered":"Afferrare tutta la propria vita in un solo tuffo a volo d\u2019uccello"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 una sola maniera di vivere, insegnava Kierkegaard ne \u00abLa ripresa\u00bb, quella di procedere ricordando; perch\u00e9, aggiungeva, chi vuol solo sperare \u00e8 un vile, chi vuol solo ricordare \u00e8 un voluttuoso; e chi non ha compreso che la bellezza della vita \u00e8 la ripresa, ossia il procedere ricordando, non merita altro destino che quello che lo attende: perire.<\/p>\n<p>Ma che cosa vuol dire: procedere ricordando?<\/p>\n<p>Non significa che bisogna avanzare portandosi dietro il fardello dei ricordi, come un peso; non significa che il passato deve gravare sul presente, deve schiacciarlo, deve condizionarlo; significa, al contrario, che il passato deve costituire un trampolino di lancio verso l&#8217;avvenire.<\/p>\n<p>La nostra vita \u00e8 come un arco proteso fra l&#8217;ieri e il domani: il presente \u00e8 il nostro qui ed ora, il nostro dire: \u00abecco, io ci sono, sto vivendo\u00bb; ma non facciamo in tempo a pensarlo, che gi\u00e0 non stiamo pi\u00f9 vivendo quel momento, quel momento \u00e8 passato e noi non siano pi\u00f9 noi, siamo altro, quell&#8217;io che diceva \u00absto vivendo\u00bb non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, appartiene a qualcun altro, non a noi, non \u00e8 pi\u00f9 nostro, non \u00e8 pi\u00f9 qui.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, non si pu\u00f2 nemmeno vivere pensando sempre e solo all&#8217;avvenire: cos\u00ec facendo, noi saremmo perennemente fuori di noi stessi, perennemente un passo oltre noi stessi, perennemente all&#8217;inseguimento di quel che ancora non siamo, che saremo domani, se avremo un domani &#8211; cosa che non \u00e8 affatto certa, non come lo \u00e8 il fatto che abbiamo avuto un ieri: il passato \u00e8 certo, anche se pi\u00f9 non ci appartiene, mentre il futuro \u00e8 incerto, potrebbe arrivare oppure no; la nostra vita potrebbe finire domani, fra un&#8217;ora, fra un istante.<\/p>\n<p>Siamo perci\u00f2 sospesi fra il cadavere del nostro passato e lo spauracchio di un avvenire che forse ci sar\u00e0 concesso e forse ci sar\u00e0 negato: per questo dobbiamo dare il giusto peso all&#8217;uno e all&#8217;altro, non pi\u00f9 e non meno di quanto sia opportuno per trovare un sano equilibrio con noi stessi, qui e ora, sulla corda tesa fra due capi che non dipendono da noi, che non sono in nostro possesso: uno perch\u00e9 non pi\u00f9, l&#8217;altro perch\u00e9 non ancora.<\/p>\n<p>Il passato rappresenta le nostre radici, ci\u00f2 che siamo diventati e ci\u00f2 che stiamo continuando a diventare: noi siamo quello che siamo, perch\u00e9 siamo stati quello che eravamo e non altro; perch\u00e9, fra le innumerevoli strade che ci si aprivano davanti, noi ne abbiamo percorsa una ed una sola, sia pure, forse, con molte incertezze e giravolte, sia pure sbagliando e ritornando pi\u00f9 volte sui nostri passi gi\u00e0 percorsi.<\/p>\n<p>Il futuro rappresenta quel che speriamo o temiamo di diventare, quel che diventeremo in base a ci\u00f2 che siamo ora, a partire dal materiale da costruzione che stiamo fabbricando adesso: saremo quel che saremo, perch\u00e9 ora siamo quel che siamo. Camminando incontro al nostro futuro, noi ci arrampichiamo su noi stessi, scopriamo nuovi orizzonti salendo sulle nostre stesse spalle, proiettandoci oltre ci\u00f2 che siamo adesso.<\/p>\n<p>Ora, mano a mano che procediamo sulla via, mano a mano che la nostra coscienza si apre alla consapevolezza, e s&#8217;inebria nel respiro dell&#8217;armonia universale, sempre pi\u00f9 ci rendiamo conto che la nostra vita non \u00e8, n\u00e9 potrebbe essere, un vagare a caso, di qua e di l\u00e0, senza meta e senza scopo; che tutto ha un senso, tutto ha un significato, tutto \u00e8 parte di un disegno mirabilmente ricco e prezioso, che siamo chiamati a tessere su un ordito pi\u00f9 antico di noi e pi\u00f9 antico del mondo stesso. Anche gli errori, anche le cadute, anche le colpe hanno un senso ed uno scopo: anch&#8217;essi, anzi, essi forse pi\u00f9 di ogni altra cosa, concorrono a darci la direzione, a indicarci la meta, a sostenerci nel viaggio.<\/p>\n<p>Nulla, della nostra vita, merita di essere gettato via, dimenticato, cancellato; nulla \u00e8 senza significato, nulla \u00e8 neutro o indifferente; tutto, dalla cosa pi\u00f9 piccola alla pi\u00f9 grande, ha contribuito a fare di noi quello che siamo: e se, per caso, stiamo incominciando a sviluppare una intima consapevolezza, ci\u00f2 \u00e8 stato reso possibile da ogni singolo attimo, da ogni singola esperienza, compresi gi errori, le cadute, le colpe.<\/p>\n<p>Non possiamo barare su questo: possiamo tentare di ingannare gli altri, ma non la nostra coscienza; ecco perch\u00e9 dobbiamo ringraziare la vita, la nostra vita, con tutto il bene e con tutto il male che in essa vi sono stati e tuttora vi sono.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, il saggio contadino accoglie ugualmente il sole e la pioggia, il freddo e il caldo, il vento e l&#8217;immobilit\u00e0 dell&#8217;aria; anche se, a volte, il sole o la pioggia o il caldo o il freddo, sono pi\u00f9 o meno di quanto egli vorrebbe per la terra: ma egli sa che non si pu\u00f2 litigare con il Cielo, che bisogna dire di s\u00ec a quanto arriva, anche se non coincide con le sue attese o con le sue speranze; ci\u00f2 che egli pu\u00f2 fare, \u00e8 lavorare sodo per mettere a frutto i doni della natura ed, eventualmente, per porre riparo ai danni ed agli inconvenienti.<\/p>\n<p>Quello che conta, \u00e8 che noi impariamo qualcosa dalle lezioni della vita stessa, che non ripetiamo sempre gli stessi errori; che permettiamo alle nostre esperienze di migliorarci, di renderci pi\u00f9 maturi, di sviluppare la nostra vista interiore, in modo da imparare a riconoscere le cose importanti e da distinguerle dalle cose che importanti non sono, anche se i pi\u00f9 corrono dietro proprio a queste ultime, e magari trascurano le prime.<\/p>\n<p>Se noi incominciamo a fare questo, se accogliamo ogni nuovo giorno con lo stupore e con la gratitudine di chi saluta una nuova occasione di perfezionamento e di illuminazione spirituale, allora potremo dire di aver compreso come si fa buon uso della vita; allora potremo andare fieri di essa, pur consapevoli di quanta strada ci resta ancora da fare, pur coscienti di tutte le nostre debolezze, le nostre insufficienze, le nostre grandi e piccole vilt\u00e0 e infedelt\u00e0 alla missione cui siamo stati chiamati.<\/p>\n<p>Coloro che si vergognano di ci\u00f2 che sono stati, che si vergognano delle loro sconfitte, sono come dei bambini che non hanno compreso il senso e la bellezza della vita: che non \u00e8 quello di vincere sempre, non \u00e8 quello di trionfare di ogni ostacolo, ma avere la coscienza limpida di chi ha fatto quel che poteva, meglio che poteva, con umilt\u00e0 e con fedelt\u00e0 alla propria chiamata; e se quel che poteva e che sapeva non \u00e8 stato sufficiente a vincere, non importa, perch\u00e9 \u00e8 meglio soccombere con onore, che trionfare con espedienti disdicevoli.<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 importante, tutto \u00e8 utile, tutto \u00e8 occasione di crescita, per il saggio: non vi sono cose umili che non possano nobilitare, non vi sono cose basse che non possano innalzare, non vi sono cose tristi o dolorose che non possano recare serenit\u00e0 e pace: perch\u00e9 le cose che, nella vita, ci vengono incontro, corrispondono al nostro livello di consapevolezza, n\u00e9 pi\u00f9, n\u00e9 meno.<\/p>\n<p>Se ci accade di incontrare delle cose che non siamo in grado di apprezzare, perch\u00e9 troppo superiori al nostro livello di consapevolezza, semplicemente non le vediamo, cos\u00ec come la formica non vede affatto la montagna che ha davanti, ma solo il sassolino sul quale si sta faticosamente arrampicando; se, viceversa, incontriamo delle cose che sono al di sotto del nostro livello di consapevolezza, noi le guardiamo con un sorriso di comprensione, ma passiamo oltre, perch\u00e9 da esse non avremmo nulla da imparare, cos\u00ec come un laureando si annoierebbe a dover ritornare sui banchi della scuola elementare.<\/p>\n<p>Questo vale non solo per le cose, ma per le situazioni e, ovviamente, per le persone, ossia per gli incontri che facciamo nel cammino della nostra vita. Quasi tutti i contrasti, quasi tutte le delusioni, quasi tutte le sofferenze, nascono dal fatto di non aver valutato i differenti livelli di consapevolezza: perch\u00e9 lo zoppo non pu\u00f2 tenere il passo del maratoneta, e quest&#8217;ultimo non ce la fa a camminare piano quanto lo zoppo.<\/p>\n<p>Le incomprensioni, le recriminazioni che sorgono fra amici o fra amanti delusi, hanno qui la loro radice: per quanto ci si possa sforzare di camminare pi\u00f9 in fretta o di camminare pi\u00f9 piano, alla fine la propria natura prende il sopravvento e risponde alla voce della chiamata, che ci spinge avanti, sempre avanti, e non vuole che sacrifichiamo le nostre potenzialit\u00e0 di crescita.<\/p>\n<p>Non vi \u00e8 nulla di crudele, nulla di egoista in questo: non stiamo dicendo che chi molto possiede, deve tenere ben stretto il proprio tesoro e non farne parte con gli altri: al contrario; stiamo dicendo che, se si decide di rallentare il passo per aiutare gli altri, non bisogna per\u00f2 aspettarsi da essi una corrispondenza piena e perfetta, poich\u00e9 questa \u00e8 possibile solo tra uguali; e che, se ci si sforza di allungare il passo per seguire chi \u00e8 pi\u00f9 forte e pi\u00f9 veloce, non ci deve poi aspettare che questi possa dare altro che la sua benevolenza e la sua pazienza, per la stessa ragione.<\/p>\n<p>Il simile chiama il simile, questa \u00e8 la legge universale; ma la bellezza della vita, il suo stupore, la sua imprevedibilit\u00e0, risiedono nel fatto che vi sono molti simili, i quali ignorano di esserlo, perch\u00e9 troppo spesso ci si ferma a giudicare secondo le apparenze. Vi sono molti simili che, all&#8217;apparenza, non hanno niente in comune; ma basta grattare un po&#8217; sotto la superficie, per rendersi conto che essi si assomigliano come dei fratelli gemelli, anche se differiscono per et\u00e0, per cultura, per formazione, per esperienze, per le ideologie professate.<\/p>\n<p>Le ideologie, anzi, sono veramente la cosa meno importante di tutte: ci\u00f2 che attira le persone le une verso le altre sono le comunanze profonde, la condivisione dei valori quali l&#8217;onest\u00e0, la rettitudine, la lealt\u00e0, la sincerit\u00e0, il disinteresse, l&#8217;altruismo; il fatto, poi, di professare idee politiche, religiose o filosofiche diverse, e magari opposte, \u00e8 del tutto secondario. Chi non ha compreso questo, si pu\u00f2 dire che sia ancora al livello di un bambino di pochi anni.<\/p>\n<p>Dunque: ogni nuova alba che si leva ad illuminare il mondo andrebbe accolta con profonda consapevolezza, cio\u00e8 con gratitudine verso la vita, compresa la nostra vita passata, ossia ci\u00f2 che siamo stati: dovremmo abbracciarla tutta ogni giorno, a volo d&#8217;uccello, con pienezza, con sguardo limpido, con animo sereno ed equanime.<\/p>\n<p>Molte persone vivono immerse nell&#8217;amarezza, sprofondate nella rabbia, nella delusione, nel rancore, nel desiderio di rivalsa: esse dividono la loro vita in cose buone e cose cattive, vorrebbero tenere con s\u00e9 solo le prime e disfarsi delle seconde; vorrebbero non dover mai pi\u00f9 incontrare ostacoli, difficolt\u00e0, sofferenze: come un contadino che desiderasse soltanto il sole o soltanto la pioggia e che si arrabbiasse quando le cose non vanno nel modo da lui sperato.<\/p>\n<p>L&#8217;edonismo oggi dominante ci sta abituando a fuggire la sofferenza, sempre e comunque, dimenticando che essa \u00e8 la nostra grande maestra: non impareremmo niente di ci\u00f2 che conta nella vita, senza la sua ruvida carezza, senza le sue laceranti artigliate; diverremmo dei damerini smidollati, dei bambocci viziati e gaudenti, incapaci di affrontare qualunque sacrificio e di portare a termine qualunque serio impegno.<\/p>\n<p>Dobbiamo imparare a vincere la paura, cos\u00ec come l&#8217;uccello che, per la prima volta, affronta la prova del volo, deve gettarsi con decisione fuori dal nido, nel vuoto, e inserirsi nel libero gioco dei venti, guardando in faccia anche il pericolo di essere gettato contro gli scogli sulla riva del mare, o contro le rocce sul fianco della montagna.<\/p>\n<p>Non possiamo rimanere per tutta la vita al riparo del nido; non possiamo consumare gli anni a contemplare quel vasto cielo azzurro che si spalanca sopra di noi, con il rimpianto di non aver mai osato spiccare il volo.<\/p>\n<p>Ci sono state date le ali per volare: l&#8217;intelligenza, la volont\u00e0, un cuore capace di amare e di commuoversi, una sensibilit\u00e0 capace di scorgere la bellezza, di cercarla, di goderne: un&#8217;anima capace di accogliere tutto il mondo entro se stessa.<\/p>\n<p>Che cos&#8217;altro potremmo ancora desiderare, che non ci sia stato dato?<\/p>\n<p>Ci manca il coraggio? Dobbiamo imparare a chiederlo.<\/p>\n<p>Ci manca la perseveranza? Dobbiamo costruirla giorno per giorno, con pazienza.<\/p>\n<p>Ci manca la speranza? Dobbiamo imparare a guardare meglio: e allora scorgeremo, in mezzo alle nuvole gonfie e minacciose, lo splendore dell&#8217;arcobaleno che s&#8217;incurva come un arco, pegno di pace fra la Terra e il Cielo.<\/p>\n<p>Ci manca l&#8217;amore? Proviamo a lasciar cadere la rigida corazza della paura, dell&#8217;egoismo, della superficialit\u00e0: quello che rimarr\u00e0 allo scoperto \u00e8 l&#8217;essenziale; e l\u00ec troveremo anche l&#8217;amore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 una sola maniera di vivere, insegnava Kierkegaard ne \u00abLa ripresa\u00bb, quella di procedere ricordando; perch\u00e9, aggiungeva, chi vuol solo sperare \u00e8 un vile, chi vuol<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-23118","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23118","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23118"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23118\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23118"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23118"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23118"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}