{"id":23115,"date":"2010-07-18T11:35:00","date_gmt":"2010-07-18T11:35:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/07\/18\/afa\/"},"modified":"2010-07-18T11:35:00","modified_gmt":"2010-07-18T11:35:00","slug":"afa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/07\/18\/afa\/","title":{"rendered":"Afa"},"content":{"rendered":"<p>Una pesantissima coltre di umidit\u00e0 si \u00e8 posata sulle nostre regioni e, sommandosi agli effetti del caldo, sta causando disagi e difficolt\u00e0 che, nel caso delle persone anziane o affette da particolari patologie, stanno assumendo contorni sempre pi\u00f9 drammatici.<\/p>\n<p>Ormai frequente, purtroppo, si fa il caso delle persone che vivono sole e del cui decesso, affrettato dalle condizioni climatiche, i vicini si rendono conto solo quando il loro corpo in decomposizione incomincia ad emanare uno sgradevole odore.<\/p>\n<p>Anche l&#8217;argomento che stiamo trattando \u00e8 decisamente sgradevole, ce ne rendiamo conto; ma riteniamo che sarebbe ancora pi\u00f9 sgradevole, per non dire colpevole, ignorarlo e fare finta di nulla, secondo il copione della societ\u00e0 consumista che si preoccupa solo dei giovani e dei sani (e un esempio per tutti di questo atteggiamento \u00e8 offerto dalla programmazione televisiva dell&#8217;estate, che, a dispetto del canone di abbonamento, \u00e8 quanto di pi\u00f9 deprimente si possa immaginare).<\/p>\n<p>Pare che senza il condizionatore d&#8217;aria non si possa pi\u00f9 vivere: nelle case, nei negozi, negli uffici, nelle automobili. Un&#8217;amica mi dice che, se non lo avesse, il suo adorato cagnolino sarebbe gi\u00e0 morto da un pezzo. E se ne abusa, al punto che lo shock termico da esso provocato \u00e8 causa, a sua volta, di non poche malattie.<\/p>\n<p>Resta il fatto che non tutti se lo possono permettere, specialmente le persone sole e indigenti, anziane o non anziane. Per esse, la somma delle elevate temperature e dell&#8217;altissima percentuale di umidit\u00e0 atmosferica risulta veramente difficile da sopportare.<\/p>\n<p>Un tempo non era cos\u00ec; d&#8217;estate faceva caldo, ma non afoso fino a questo punto. Probabilmente \u00e8 un effetto dei mutamenti climatici innescati nel corso degli ultimi decenni dall&#8217;inquinamento chimico, del surriscaldamento globale e dell&#8217;effetto serra.<\/p>\n<p>Comunque, il fatto \u00e8 questo. Mentre tutti quelli che se lo possono permettere vanno in vacanza, le nostre citt\u00e0 somigliano sempre pi\u00f9 a dei fortini assediati dalla canicola e dall&#8217;umidit\u00e0 soffocante, arroventati da un sole spietato e svuotati di ogni presenza amica, in bal\u00eca del primo invasore che li voglia espugnare senza colpo ferire. Le persone che rimangono, sole e torturate dall&#8217;afa, si sentono derelitte, abbandonate da tutti.<\/p>\n<p>Anziani inchiodati sulle loro poltrone e badanti esasperate dalla lontananza dalle proprie case lontane paiono gli ultimi sopravvissuti di una catastrofe cosmica, di un&#8217;apocalisse da film di fantascienza.<\/p>\n<p>Davanti al loro sconforto e al loro abbandono, il consumismo mostra la vacuit\u00e0 delle sue promesse e la societ\u00e0 edonista rivela tutta la sua inconsistenza e la sua miseria.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il volto crudele dell&#8217;estate: solitudine, disagio, assenza di servizi pubblici, distrazione o peggio da parte di quanti dovrebbero ricordarsi dei pi\u00f9 deboli, dai figli fino agli assessori comunali; un periodo che, per certe categorie di persone, \u00e8 un&#8217;amara beffa chiamare \u00abvacanza\u00bb. A meno che si interpreti quest&#8217;ultima parola nel suo stretto significato etimologico: da \u00abvacantis\u00bb, participio presente di \u00abvacare\u00bb (esser libero da impegni), correlato a \u00abvacuus\u00bb e quindi a \u00abvuoto\u00bb: vacanza, cio\u00e8, come luogo del vuoto, dell&#8217;assenza e, in definitiva, del nulla.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 cos\u00ec: vacua \u00e8 una societ\u00e0 che si dimentica, con tanta facilit\u00e0, dei suoi componenti pi\u00f9 fragili; vacui sono i miti di cartapesta che la alimentano, la suggestionano, la travolgono; vacuo \u00e8 l&#8217;orizzonte di senso in cui si muovono i suoi membri, sempre pi\u00f9 dimentichi dell&#8217;essenziale e sempre pi\u00f9 ossessionati dall&#8217;effimero e dal superfluo.<\/p>\n<p>La solitudine e il senso di abbandono, poi, fanno da amplificatori di antichi e radicati disagi esistenziali: esasperano il ricordo penoso dei torti subiti, veri o presunti; rinfocolano rancori segreti e impossibili sogni di rivalsa; ulcerano l&#8217;amor proprio offeso e alimentano il vittimismo, la tristezza e l&#8217;autocommiserazione.<\/p>\n<p>La persona sola e abbandonata soffre due volte: per quello che patisce e per quello che crede di aver patito.<\/p>\n<p>Per lei, scoprire che qualcuno la pensa, si interessa ai suoi casi, pu\u00f2 e vuole dedicare un po&#8217; del proprio tempo, \u00e8 come ricevere una fresca boccata d&#8217;aria pura e vedersi aprire il cielo davanti, mentre sta vegetando al chiuso ed al buio.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>Il periodo delle vacanze sarebbe davvero un momento formativo importante se ci aiutasse ad entrare, almeno un poco, nella solitudine altrui, per alleggerirla; e nella malattia altrui, per consolarla.<\/p>\n<p>Allora s\u00ec che cesserebbe di essere un tempo vacuo per diventare un tempo denso di verit\u00e0 e di significato.<\/p>\n<p>Andare incontro all&#8217;altro, \u00e8 anche lasciarlo entrare; sostenerlo, \u00e8 anche un lasciarsi sostenere; donare, \u00e8 anche un ricevere: questa \u00e8 la grande verit\u00e0 che solo praticandola si rivela a noi in tutta la sua forza ed evidenza, in tutta la sua bellezza.<\/p>\n<p>Anche in ci\u00f2 si vede la differenza tra una visione riduzionista ed una visione olistica del reale: nel primo caso, si rimane rinchiusi nel cerchio stregato del proprio ego e si pensa che ogni cosa di cui ci si priva, a cominciare dal proprio tempo, sia perduta per sempre; nel secondo, si riesce ad afferrare tutta la pienezza e lo splendore della realt\u00e0 a trecentosessanta gradi, dove ogni cosa \u00e8 legata a tutte le altre e nessuna rimane isolata ed inerte.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno, \u00e8 di tornare a gettare un ponte fra noi e gli altri. Scopriremo allora che un ponte \u00e8 un passaggio che permette di andare nei due sensi; e che ogni passo fatto verso l&#8217;altro \u00e8 accompagnato da un passo che l&#8217;altro fa verso di noi.<\/p>\n<p>Ma, per poter gettare dei ponti verso i nostri simili e, in genere, verso l&#8217;altro (quindi verso ogni essere vivente), dobbiamo prima liberarci dalla tirannia che le cose hanno preso ad esercitare su di noi, con il nostro consenso: perch\u00e9 la dove si adorano le cose e si insegue incessantemente l&#8217;accumulo di esse, l&#8217;anima dell&#8217;altro scompare dal nostro orizzonte di sensibilit\u00e0 e perfino dal nostro orizzonte di consapevolezza.<\/p>\n<p>Ora, \u00e8 ben vero che anche le cose hanno un&#8217;anima; ma essa non \u00e8 che il riflesso di coloro che le hanno create, coltivate, abitate con i loro sogni, le loro speranze e le loro emozioni. Non si possono anteporre le cose agli esseri viventi, quindi, senza invertire l&#8217;ordine ontologico e senza tradire la nostra vocazione all&#8217;essere.<\/p>\n<p>Infatti, noi siamo chiamati a partecipare a livelli sempre pi\u00f9 alti di consapevolezza; non a collezionare oggetti pi\u00f9 o meno costosi, pi\u00f9 o meno superflui. Questo \u00e8 il peccato mortale del consumismo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, ricordarsi delle persone che rimangono sole, in citt\u00e0, nel caldo torrido dell&#8217;estate, non \u00e8 soltanto un dovere sociale e morale, cui obbedire per ragioni estrinseche; ma \u00e8 anche un prendersi cura di se stessi, della parte pi\u00f9 vera e profonda di s\u00e9.<\/p>\n<p>Se all&#8217;anima viene negato troppo a lungo questo tipo di nutrimento spirituale, essa avvizzisce e muore.<\/p>\n<p>Siamo noi, in definitiva che abbiamo bisogno degli altri, e specialmente dei pi\u00f9 deboli, non meno di quanto essi abbiano bisogno di noi; e sono occasioni preziose, imperdibili, quelle che ci distraggono dalla nostra sconsiderata ossessione per le cose e ci rimettono sulla via maestra dell&#8217;ascolto dell&#8217;altro.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, ascoltando la voce dell&#8217;altro, \u00e8 la voce pi\u00f9 autentica di noi che finiamo per udire, nella grande sinfonia dell&#8217;essere.<\/p>\n<p>Ogni voce \u00e8 una nota dell&#8217;armonia cosmica; gi unici suoni sgradevoli e stonati sono quelli prodotti dalla nostra inconsapevolezza, dalla nostra superficialit\u00e0, dalla nostra fretta priva di senso e di una qualsiasi direzione.<\/p>\n<p>Gli unici suoni disarmonici sono quelli dell&#8217;anima che non si riconosce, che non si prende cura di se stessa e che disperde le sue energie migliori nella corsa verso le cose che non contano e non le possono fornire alcun aiuto.<\/p>\n<p>Nessuno potrebbe fare per noi pi\u00f9 di quello che saremmo in grado di fare noi stessi, se solo imparassimo ad aprirci al mistero della grazia.<\/p>\n<p>E la via per arrivarci non passa attraverso i libri o la teoria, ma attraverso l&#8217;incontro concreto con il tu.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>Tutta la bellezza e tutta la ricchezza della vita che ci si apre davanti consiste essenzialmente in questo: nel prendere le situazioni di difficolt\u00e0, di disagio e di sconfitta, nostre ed altrui, in altrettante occasioni preziose di crescita, di evoluzione, di progresso e non nel viverle come dei fastidi o delle sfortune che ci sottraggono qualcosa.<\/p>\n<p>Nessuno ci potr\u00e0 mai sottrarre alcunch\u00e9, se noi non abbiamo deciso di permetterglielo: ma, a quel punto, ci\u00f2 che ci venisse rubato sarebbe davvero merce di poco valore. Nessuno potrebbe mai rubarci l&#8217;essenziale, perch\u00e9 l&#8217;essenziale non \u00e8 qualcosa che si possa prendere o togliere, ma fa parte della nostra sostanza medesima.<\/p>\n<p>Ecco, dunque, una possibile traccia da seguire, una possibile risposta davanti alla domanda che queste giornate torride, fatte &#8211; per molti esseri umani &#8211; di angoscia e solitudine, stanno ponendo alla nostra mente e soprattutto al nostro cuore.<\/p>\n<p>Alle domande essenziali non si pu\u00f2 rispondere solo con la mente, fosse pure la mente pi\u00f9 acuta della Terra; bisogna permettere che ad essere interpellate siano anche le ragioni del cuore, come direbbe Pascal.<\/p>\n<p>Siamo ormai fin troppo abituati a rispondere ad ogni sorta di domanda con la sola mente, con il solo Logos razionale; ci siamo disabituati ad accogliere le domande con tutto il nostro essere: ragione, emozioni, sentimenti, immaginazione, ricordi.<\/p>\n<p>Abbiamo un po&#8217; dimenticato di essere delle unit\u00e0 viventi, complesse e variegate, che possono abbracciare il mondo in un solo sguardo, purch\u00e9 mettano da parte l&#8217;atteggiamento strumentale e calcolante, proprio dei calcolatori elettronici.<\/p>\n<p>Noi siamo qualche cosa di pi\u00f9 e di meglio della nostra tecnologia attuale, della quale andiamo tanto fieri; alla domanda di senso, alla domanda sull&#8217;Essere, non si pu\u00f2 dare alcuna risposta in termini esclusivamente razionali.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 neppure eluderla, n\u00e9 mentire nelle risposte.<\/p>\n<p>La domanda di senso fa parte della nostra struttura ontologica: averla voluta ignorare, minimizzare, perfino deridere: questo \u00e8 stato il grande errore, il grande delitto perpetrato contro la verit\u00e0 interiore di cui siamo depositari.<\/p>\n<p>La domanda di senso \u00e8 la domanda sull&#8217;Essere; e non ci si pu\u00f2 accostare ad essa, se non passando attraverso l&#8217;esperienza del tu, attraverso l&#8217;esperienza dell&#8217;altro.<\/p>\n<p>Solo quando l&#8217;io sa dire: \u00abtu\u00bb, solamente allora gli cadono i paraocchi e la verit\u00e0 emerge in tutta la sua forza, in tutta la sua luce.<\/p>\n<p>La verit\u00e0, \u00e8 l&#8217;Essere.<\/p>\n<p>E come potremmo noi accostarci al mistero dell&#8217;Essere, se non passando attraverso la rivelazione del tu, specialmente quando si tratta di un \u00abtu\u00bb particolarmente fragile, esposto, bisognoso, nel cui riflesso ci \u00e8 dato di scorgere la nostra stessa fragilit\u00e0?<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 donare qualcosa all&#8217;altro, significa ricevere almeno altrettanto: perch\u00e9 \u00e8 a noi stessi che facciamo il dono, il dono della consapevolezza e della sollecitudine.<\/p>\n<p>Infatti, noi crediamo di essere dei buoni amici di noi stessi e di saperci prendere cura delle nostre vere necessit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma come \u00e8 possibile che ci\u00f2 accada, se rimaniamo legati al miraggio delle cose, alla catena delle cose, senza mai aprirci veramente, svelarci, esporci e metterci in gioco? Senza mai permetterci il lusso di essere realmente noi stessi?<\/p>\n<p>Ne abbiamo di cose da imparare su noi stessi, allorch\u00e9 ci mettiamo in cammino verso l&#8217;altro.<\/p>\n<p>La strada \u00e8 ancora lunga; ma anche il tempo che abbiamo a disposizione, lo \u00e8: per chi incomincia a capire, il tempo non \u00e8 pi\u00f9 un tiranno, ma \u00e8 sempre un amico, indipendentemente dalla sua durata quantitativa.<\/p>\n<p>Per cominciare a capire, non \u00e8 mai troppo tardi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una pesantissima coltre di umidit\u00e0 si \u00e8 posata sulle nostre regioni e, sommandosi agli effetti del caldo, sta causando disagi e difficolt\u00e0 che, nel caso delle<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-23115","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23115","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23115"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23115\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23115"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23115"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23115"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}