{"id":23112,"date":"2015-07-29T11:32:00","date_gmt":"2015-07-29T11:32:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/29\/ladorazione-della-tecnica-tradisce-il-carattere-necrofilo-della-civilta-moderna\/"},"modified":"2015-07-29T11:32:00","modified_gmt":"2015-07-29T11:32:00","slug":"ladorazione-della-tecnica-tradisce-il-carattere-necrofilo-della-civilta-moderna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/29\/ladorazione-della-tecnica-tradisce-il-carattere-necrofilo-della-civilta-moderna\/","title":{"rendered":"L\u2019adorazione della tecnica tradisce il carattere necrofilo della civilt\u00e0 moderna"},"content":{"rendered":"<p>Il primo a svolgere la riflessione, o quanto meno uno dei primi, \u00e8 stato Lewis Mumford, con il suo \u00abThe Myth of the Machine: Techniques in Human Development\u00bb, del 1969; nel quale, peraltro, sviluppava un concetto gi\u00e0 presente nella sua opera precedente, \u00abThe City in History\u00bb, del 1961: un&#8217;opera che pone l&#8217;urbanista e sociologo americano f, di diritto, fra i maggiori pensatori del Novecento.<\/p>\n<p>Si tratta di questo: esiste un nesso fra tecnologia e necrofilia; un nesso non casuale, n\u00e9 superficiale, ma profondo ed essenziale: pi\u00f9 precisamente, esiste un nesso fra gli adoratori della tecnologia, fra i cultori del mito della macchina, e quello che Erich Fromm chiama l&#8217;orientamento necrofilo di individui e societ\u00e0, contrapposto all&#8217;orientamento biofilo: laddove il primo \u00e8 attratto dalla morte, il secondo ama e promuove istintivamente la vita, in tutte le sue forme.<\/p>\n<p>La civilt\u00e0 moderna, basata sullo sviluppo tecnico e, dunque, sul mito del progresso e della macchina, tradisce il la sua profonda tendenza necrofila non solo con le opere di guerra, ad esempio con la ricerca nucleare finalizzata alla creazione di ordigni, ma anche con i comportamenti, i pensieri, le parole, i riti e le abitudini della vita quotidiana, in particolare sotto la spinta del fattore pubblicitario e, dunque, nelle manifestazioni del consumismo.<\/p>\n<p>Necrofilo non \u00e8 il fatto di servirsi, per necessit\u00e0, o talvolta per piacere, di una automobile, invece di andare a piedi o in bicicletta, o servirsi dei mezzi pubblici; necrofilo \u00e8 il tipo di attrazione che taluni individui &#8212; troppi individui, in verit\u00e0 &#8212; provano nei confronti dell&#8217;automobile, che diviene, per essi, un chiaro surrogato dell&#8217;oggetto sessuale. \u00c8 necrofilo perch\u00e9 si tratta di una cosa inerte, di un insieme di lamiere e altri materiali, e inoltre perch\u00e9 egli, volendo dominarlo completamente, ne \u00e8, di fatto, dominato: di conseguenza, si pu\u00f2 dire che tali persone trasferiscono su un oggetto tecnologico, come l&#8217;automobile, la loro attrazione sessuale inconscia verso ci\u00f2 che \u00e8 perivo di vita e che si pu\u00f2 comandare a piacere, salvo, a un certo punto, esserne catturati e soggiogati: esattamente come il necrofilo vero e proprio, in senso sessuale, \u00e8 colui che prova un irresistibile desiderio nei confronti dei un corpo senza vita e che vorrebbe possederlo, violentarlo, cos\u00ec come si dice che Achille abbia fatto con la sconfitta regina delle amazzoni, Pentesilea.<\/p>\n<p>\u00c8 stato detto che anche il bisogno esagerato di ordine tradisce una spinta di carattere necrofilo: ma si tratta di un&#8217;affermazione non vera, figlia di una certa cultura della contestazione degli anni Sessanta del secolo scorso. Premesso che ogni bisogno esagerato, cio\u00e8 compulsivo, sta ad indicare una perdita di equilibrio e di armonia, la ricerca dell&#8217;ordine, di per s\u00e9, non esprime affatto un bisogno patologico: l&#8217;ordine \u00e8 anzi, in se stesso, un fattore altamente positivo, oltre che necessario, che accompagna la vita, la protegge, la espande. L&#8217;ordine \u00e8 il principio che si oppone al disordine, e il disordine non \u00e8 sinonimo di vita, come affettavano di credere certi sedicenti maestri della &quot;beat generation&quot;, cos\u00ec come l&#8217;ordine non \u00e8 sinonimo di morte. Non \u00e8 vero che la vita \u00e8 disordinata, anche se i processi vitali richiedono un grado crescente di entropia, vale a dire di scomposizione di energia ordinata in energia disordinata; ma tali processi, se introducono uno squilibrio nel sistema (cio\u00e8 nella biosfera), creano un ordine sempre pi\u00f9 perfetto a livello dell&#8217;individuo. Ora, quel gradi di ordine che l&#8217;ambiente &quot;cede&quot; al singolo, ritorna poi all&#8217;ambiente sotto forma di quel che singolo opera a favore non solamente di se stesso, ma anche del sistema di cui fa parte: da ultimo, mettendo a disposizione dell&#8217;ambiente il proprio corpo, destinato alla dissoluzione.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 in cui viviamo, pertanto, ha bisogno &#8212; a partire dalla societ\u00e0 fondamentale, che \u00e8 la famiglia &#8212; di un ordine pi\u00f9 alto di quello esistente in natura; un ordine non solo di tipo chimico e biologico, ma anche di tipo morale: ha bisogno, in altre parole, di individui che amino intensamente la vita, sia la propria che quella altrui, nessuno escluso (e non solo quella dei propri simili, ma anche delle creature viventi non umane).<\/p>\n<p>Noi abbiamo bisogno di individui che, fin da piccoli, siano incoraggiati ad amare la vita, in tutte le sue forme e manifestazioni, e non a corteggiare la morte: di bambini, ad esempio, che siano incoraggiati ad esprimere il loro amore per gli animali osservandoli, se possibile, vivi e liberi nel loro ambiente, invece di estraniarsi dalla vita vera per inseguire la vita fittizia della realt\u00e0 virtuale, fatta di computer, giochi informatici, libri elettronici e cos\u00ec via. Deve essere portato loro ad esempio un uomo come San Francesco, che sapeva parlare e farsi ascoltare dagli animali, e non come Galilei, pioniere della vivisezione degli animali e accanito propugnatore della sezione dei cadaveri umani. Dovremmo preoccuparci ogni qualvolta vediamo un bambino maltrattare e torturare un animale, o anche spezzare inutilmente i rami di un albero o strappare i fiori di un prato, e sia pure, magari, attraverso dei giochi elettronici; e incoraggiarlo, viceversa, a prendersi cura di una piantina da crescere in vaso, di un animale da appartamento da accudire, di un fratellino o una sorellina pi\u00f9 piccoli da assistere, aiutare e sui quali vegliare costantemente.<\/p>\n<p>Ci piace riportare una pagina famosa di Erich Fromm dedicata proprio a questo aspetto della civilt\u00e0 moderna (da: E. Fromm, \u00abAnatomia della distruttivit\u00e0 umana\u00bb; titolo originale: \u00abThe Anatomy of Human Destructiveness\u00bb, 1973; traduzione dall&#8217;inglese di Silvia Stefani, Milano, Mondadori, 1973, pp.428-10, 437):<\/p>\n<p>\u00abCominciamo a esaminare le caratteristiche pi\u00f9 semplici e ovvie dell&#8217;uomo industriale contemporaneo: come venga soffocato il suo vivo interesse per la gente, la natura, le strutture viventi, e accresciuta l&#8217;attrazione per i prodotti artificiali, meccanici, non-vivi. Gli esempi abbondano. In tutto il mondo industrializzato vi sono uomini che sono pi\u00f9 teneri con la macchina che con la propria moglie e si interessano pi\u00f9 alla prima che alla seconda. Ne sono orgogliosi, la vezzeggiano, la lavano (anche quando potrebbero pagare qualcuno che lo faccia al posto loro) e in certi paesi c&#8217;\u00e8 addirittura l&#8217;abitudine di darle un nomignolo affettuoso; la tengono d&#8217;occhio e si preoccupano per il minimo sintomo di cattivo funzionamento. Certo, la macchina non \u00e8 un oggetto sessuale, ma un oggetto d&#8217;amore; la vita senza macchina sembra pi\u00f9 intollerabile della vita senza donna. Questo attaccamento non \u00e8 abbastanza strano, o addirittura perverso?<\/p>\n<p>Prendiamo un altro esempio: la mania di fotografare. A chiunque capiti di vedere turisti &#8212; o magari di osservare se stesso &#8212; si accorger\u00e0 che far foto \u00e8 diventato un surrogati di vedere. Naturalmente, non si pu\u00f2 fare a meno di guardare per dirigere le lenti sull&#8217;oggetto desiderato; poi si preme il bottone, la pellicola \u00e8 impressionata, e via che si va a casa. Ma GUARDARE non \u00e8 VEDERE. VEDERE \u00e8 una finzione umana, uno dei pi\u00f9 grandi doni dell&#8217;uomo; richiede attivit\u00e0, apertura interiore, interesse, pazienza, concentrazione. Prendere un&#8217;ISTANTANEA (l&#8217;espressione \u00e8 significativa nella sua aggressivit\u00e0) significa essenzialmente oggettivare &#8216;atto di vedere, la foto da esibire poi agli amici per dimostrare che anche tu &quot;ci sei stato&quot;. Lo stesso vale per quegli appassionati di musica che ascoltano il disco soltanto per sperimentare le qualit\u00e0 tecnologiche dei loro giradischi o impianti di alta fedelt\u00e0 e i particolari miglioramenti tecnici apportati da loro stessi. Per loro ascoltare musica equivale, ormai, a studiare il prodotto di un&#8217;alta esecuzione tecnica.<\/p>\n<p>Un altro esempio \u00e8 l&#8217;inventore di congegni, la persona che si preoccupa di sostituire ogni sforzo umano con un congegno &quot;maneggevole&quot;, &quot;che risparmi lavoro&quot;. In questa categoria di persone potremo comprendere quei commessi che usano la calcolatrice anche per l&#8217;addizione pi\u00f9 elementare, chi rifiuta di percorrere a piedi persino un isolato e automaticamente sale in macchina. E probabilmente molti di noi conoscono l&#8217;inventore casalingo di qualche congegno meccanico che, pigiando semplicemente un bottone o un interruttore, pu\u00f2 far zampillare una fontana o far aprire una porta, oppure aggeggi ancor meno pratici, spesso ai limiti del&#8217;assurdit\u00e0.<\/p>\n<p>Dovrebbe essere evidente che, descrivendo questo tipo di comportamento, non intendo affermare che usare un&#8217;automobile, far fotografie o inventare congegni sia di per s\u00e9 una manifestazione di tendenze necrofile. Questa caratteristica subentra per\u00f2 quando diventino SURROGATO dell&#8217;interesse per la vita, o dell&#8217;esercizio di quelle ricche funzioni di cui \u00e8 dotato l&#8217;essere umano. Nemmeno intendo dire che il tecnico appassionatamente interessato alla costruzione di macchine di tutti i tipi mostri, per questo, una tendenza necrofila. Pu\u00f2 essere senz&#8217;altro una persona molto produttiva, con un grande amore per la vita che esprime nel suo atteggiamento verso la gente, la natura, l&#8217;arte, e nelle sue idee tecniche costruttive. Alludo, invece, a quegli individui in cui l&#8217;interesse per il prodotto elaborato ha SOSTITUITO l&#8217;interesse per quel che \u00e8 vivo, che affrontano i problemi tecnici in modo pedante, non-vivo.[&#8230;]<\/p>\n<p>Il mondo della vita p diventato un mondo di &quot;non-vita&quot;; le persone sono diventate &quot;non-persone&quot;. Un mondo di morte. La morte non \u00e8 pi\u00f9 rappresentata simbolicamente da feci o cadaveri maleodoranti. Ora i suoi simboli sono macchine linde, scintillanti; gli uomini non sono pi\u00f9 attratti da gabinetti fetidi, ma da strutture di vetro e alluminio. La realt\u00e0 che si nasconde dietro questa facciata asettica diventa sempre pi\u00f9 visibile. In nome del progresso, l&#8217;uomo sta trasformando il mondo in un luogo fetido e velenoso (e questa \u00e8 TUTT&#8217;ALTRO CHE un&#8217;immagine simbolica). Sta inquinando l&#8217;aria, l&#8217;acqua, il suolo, gli animali&#8230; e se stesso, al punto che \u00e8 legittimo domandarsi se, fra un centinaio d&#8217;anni, sar\u00e0 ancora possibile vivere sulla terra. Egli conosce la verit\u00e0; ma nonostante i numerosi contestatori, coloro che detengono il potere continuano a perseguire il &quot;progresso&quot; tecnico, pronti a sacrificare la vita sull&#8217;altare del loro idolo. In tempi lontani gli uomini sacrificavano i figli o i prigionieri di guerra, ma mai prima d&#8217;ora nella storia l&#8217;uomo \u00e8 stato disposto a sacrificare tutta la vita al Moloch, la sua vita e quella dei suoi discendenti. Che lo faccia premeditatamente oppure no, non importa gran che. Se fosse all&#8217;oscuro del possibile pericolo, potrebbe essere assolto da ogni responsabilit\u00e0. Ma proprio il lato necrofilo del suo carattere gli impedisce di fare il giusto uso di questa conoscenza. \u00bb<\/p>\n<p>L&#8217;architettura e l&#8217;urbanistica delle nostre citt\u00e0 tendono sempre pi\u00f9 a manifestare dei caratteri necrofili: gigantismo, anonimit\u00e0, funzionalismo esasperato, eliminazione dei fattori estetici in quanto tali, magari nel nome di una &quot;nuova&quot; pretesa estetica, che si risolve poi, semplicemente, nella celebrazione acritica e servile dell&#8217;esistente, cio\u00e8 del brutto. Un discorso analogo si pu\u00f2 fare per le arti figurative, per la musica, per la poesia e la letteratura, per non parlare della moda, dello sport, del tempo libero: ovunque avanzano e si moltiplicano i segni di una tendenza necrofila che tende a trasformare le cose, e specialmente i prodotti della tecnica, in divinit\u00e0 pagane da adorare ciecamente, e per ottenere le quali non si esita a impostare tutta la propria vita, imprimendole ritmi disumani e sacrificando la sfera dell&#8217;affettivit\u00e0 vera: quella diretta non verso le cose, ma verso le persone.<br \/>\nMa esistono ancora, le persone, o, come ammoniva Erich Fromm ormai quasi mezzo secolo, sono state sostituite, silenziosamente e impercettibilmente, dalle non-persone, cos\u00ec come i luoghi sono stati sostituiti dai non-luoghi, e i valori dai non-valori? Esistono ancora le persone, nella societ\u00e0 di massa e nel regno della tecnica, o sono diventate semplici strumenti di un meccanismo che si serve di esse, ma che non ne ha bisogno, che anzi le vorrebbe appiattire, omologare, possibilmente distruggere in quanto persone, e farle regredire a meri &quot;strumenti vocali&quot;, docilmente sottomessi alla volont\u00e0 del padrone, per usare la terminologia di Varrone relativa agli schiavi?<\/p>\n<p>Se le persone esistono ancora, allora sarebbe bene che si risveglino il pi\u00f9 in fretta possibile dal loro sogno voluttuoso, il sogno del progresso tecnologico illimitato, che si sta rapidamente trasformando in un incubo. Se le tendenze necrofile, alimentate in noi dal diabolico consumismo, continueranno a svilupparsi, noi avremo sempre pi\u00f9 automobili, sempre pi\u00f9 computer, sempre pi\u00f9 telefonini cellulari, e sempre meno figli. Sar\u00e0 un suicidio biologico, oltre che morale. Sar\u00e0 la forma estrema cui arriver\u00e0 a manifestarsi la necrofilia insita nella civilt\u00e0 moderna, e sar\u00e0 anche la grande vittoria, il trionfo definitivo del subdolo nemico della vita, del bene, dell&#8217;amore: l&#8217;antico Nemico, colui che si scrive con la maiuscola, immensamente lieto di sapere che nessuno crede pi\u00f9 alla sua esistenza&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il primo a svolgere la riflessione, o quanto meno uno dei primi, \u00e8 stato Lewis Mumford, con il suo \u00abThe Myth of the Machine: Techniques in<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[202],"class_list":["post-23112","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-modernita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23112","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23112"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23112\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23112"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23112"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23112"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}