{"id":23100,"date":"2014-09-16T10:42:00","date_gmt":"2014-09-16T10:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/09\/16\/accostando-nella-luce-lunare-un-angolo-incantato-fuori-dal-mondo-le-isole-kermadec\/"},"modified":"2014-09-16T10:42:00","modified_gmt":"2014-09-16T10:42:00","slug":"accostando-nella-luce-lunare-un-angolo-incantato-fuori-dal-mondo-le-isole-kermadec","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/09\/16\/accostando-nella-luce-lunare-un-angolo-incantato-fuori-dal-mondo-le-isole-kermadec\/","title":{"rendered":"Accostando, nella luce lunare, un angolo incantato fuori dal mondo: le Isole Kermadec"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;esotismo \u00e8 la maliosa espressione d&#8217;una nevrosi tipicamente moderna: il sogno della fuga nell&#8217;altrove, possibilmente popolato di tramonti infuocati, palme che stormiscono nella brezza e scogliere coralline avvolgenti lagune dalla trasparenza incontaminata.<\/p>\n<p>\u00c8, in buona sostanza, la nostalgia dell&#8217;Eden, del Paradiso perduto. Ogni qual volta le societ\u00e0 smarriscono il loro centro spirituale, gli uomini avvertono con pi\u00f9 forza il morso di tale nostalgia; ma, avendo perduto il rapporto autentico e originario con se stessi, e vivendo ormai all&#8217;insegna dell&#8217;imitazione e della esteriorit\u00e0, anche tale nostalgia, di per s\u00e9 feconda, perch\u00e9 scaturisce da un insopprimibile bisogno dell&#8217;anima, prende le forme di un modello artificiale e preconfezionato, mutuato dal cinema e dalla letteratura invece che nato un sincero slancio del S\u00e9.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 moderna, in particolare, vive la stridente contraddizione dell&#8217;individualismo di massa: di un individualismo, cio\u00e8, che pretende di essere autentico e originale, ma di fatto \u00e8 il prodotto di un incessante condizionamento culturale e di pervasivi rapporti di produzione e di consumo; sicch\u00e9 il sogno dell&#8217;evasione individuale diventa una specie di delirio collettivo, in cui tutti sognano le stesse cose e nella stessa maniera, pretendendo di trasferire in un contesto concreto, e addirittura consumistico, l&#8217;anelito a una vita &quot;altra&quot; che non pu\u00f2 trovare soddisfazione per tali vie, ma solo in un movimento di ritorno dell&#8217;anima a se stessa, in un approfondimento e in un raffinamento della vita interiore, in uno sforzo di chiarificazione e di purificazione spirituale.<\/p>\n<p>Il sogno di evadere anche fisicamente dalla vita inautentica e infelice mediante uno spostamento geografico verso terre e mari lontani non \u00e8, necessariamente, un artificio: lo diventa, e tale \u00e8 il caso per la maggioranza delle persone, se viene visto non come espressione spontanea di un rivolgimento interiore, ma come la scorciatoia per arrivare a quello, quasi che le mutate condizioni esterne possano trasformare, come una bacchetta magica, la vita falsa in una vita vera, la coscienza infelice in una coscienza armoniosa, pacificata e illuminata.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un motivo se legioni di eremiti e di anacoreti, per poter ritrovare se stessi, hanno cercato la solitudine e la schiettezza del rapporto con la natura, lontano dalle distrazioni e dalle frivolezze dell&#8217;esistenza cittadina; ma c&#8217;\u00e8 anche una ragione se essi non hanno fatto la loro scelta secondo uno schema simile a quello delle agenzie turistiche, non hanno cercato mari lontani e una presunta umanit\u00e0 &quot;innocente&quot; (ah, l&#8217;eterno mito del buon selvaggio di Rousseau!), ma, semplicemente, una grotta sul fianco della montagna, un bosco, una palude, un angolo di deserto: luoghi non &quot;belli&quot; esteticamente, secondo gli stereotipi consumisti da cartolina, ma autenticamente selvaggi e solitari &#8212; magari a poche ore di cammino da una grande citt\u00e0 &#8212; in cui cercare un aiuto per affinare la seconda vista, per scendere pi\u00f9 in profondit\u00e0 in se stessi, per udire &#8212; nel grande silenzio &#8211; la parola dell&#8217;Assoluto.<\/p>\n<p>Oggi la facilit\u00e0 di spostarsi in giro per il mondo e i costi relativamente contenuti del viaggiare consentono a moltissime persone di inseguire il sogno del proprio Paradiso privato, fra l&#8217;altro con il risultato di provocare un autentico affollamento nei luoghi pi\u00f9 suggestivi e solitari &#8212; tanto che perfino la cima del Monte Everest, la montagna pi\u00f9 alta della Terra, \u00e8 diventata, ormai da diversi anni, una sorta di discarica a cielo aperto. Per non parlare dei sedicenti &quot;guru&quot; che impiantano discutibili &quot;ashram&quot; a destra e a manca, facendosi pagare fior di quattrini per fornire ai loro ospiti dei mediocri surrogati di meditazione e di improbabili risvegli spirituali, secondo una formula vincente che sta ormai facendo tendenza, specie fra i cittadini americani ed europei che dispongono di redditi elevati e hanno pochissimi impegni familiari cui attendere.<\/p>\n<p>Le cose apparirebbero pi\u00f9 chiare se ci si ricordasse che il Paradiso perduto \u00e8, appunto, un Paradiso PERDUTO: che non esistono biglietti aerei o marittimi per ritornarvi; e che la sola possibilit\u00e0 di esservi nuovamente accolti \u00e8 quella che passa per l&#8217;emancipazione energica e radicale dal vecchio Io, dalle sue brame infuocate e dai suoi assurdi timori, e la costruzione di una individualit\u00e0 nuova, rigenerata dalla coscienza della propria condizione creaturale e dall&#8217;abbandono confidente e senza residui alla luminosa dimensione dell&#8217;Essere, origine e scopo di tutte le cose.<\/p>\n<p>Una tale presa di coscienza, tuttavia, \u00e8 faticosa: l&#8217;uomo contemporaneo preferisce le scorciatoie, perch\u00e9 crede di essere terribilmente indaffarato (anche se lo \u00e8 pochissimo, almeno in ci\u00f2 che meriterebbe la sua vera attenzione) e, non avendo tempo da perdere, \u00e8 convinto che ogni mistero possa essere ridotto a problema e che per ogni problema vi sia una soluzione, magari aprendo il portafoglio o facendosi raccomandare dalla persona giusta. \u00c8 questa l&#8217;eterna illusione del vecchio Io che non vuol rassegnarsi a morire, che si aggrappa, che non vorrebbe cedere nemmeno un millimetro del terreno che pensa di avere conquistato; che si crede autosufficiente, che \u00e8 convinto di poter fare da solo. E, fino a quando il vecchio Io si aggrappa e resiste pervicacemente, non c&#8217;\u00e8 alcuna possibilit\u00e0 che possa nascere in ciascuno di noi l&#8217;uomo nuovo, portatore di verit\u00e0, di speranza e di pace, il cui bagaglio \u00e8 leggero, perch\u00e9 ridotto all&#8217;essenziale, e il cui passo \u00e8 sicuro e lo sguardo luminoso e sempre rivolto in alto.<\/p>\n<p>Un surrogato nel surrogato, una scorciatoia nella scorciatoia sono rappresentati da un ricco filone di libri e film aventi per tema il ritorno, in senso esteriore ed estetizzante, al Paradiso perduto; filone che va dalle espressioni pi\u00f9 grossolane, a base di ingredienti &quot;kitsch&quot; adatti per un pubblico di facilissima contentatura, a quelle in apparenza un poco pi\u00f9 raffinate o, se non altro, meno rozze e ingenue, dirette a dei lettori e a degli spettatori che coltivano qualche pretesa intellettuale e che pensano, magari &#8212; appunto &#8212; per aver frequentato qualche sconclusionato corso di meditazione trascendentale, di aver cominciato davvero a capire qualcosa e di essere stati promossi alla rispettabile categoria degli illuminati.<\/p>\n<p>Non \u00e8 facile separare i chicchi di grano dalla paglia e dalla pula, quando non si dispone degli strumenti adatti; pertanto non ci sembra giusto accomunare qualunque tipo di letteratura e di cinema di questo genere in un&#8217;unica condanna o in un unico atteggiamento d&#8217;ironia: bisogna avere la pazienza di distinguere caso per caso, perch\u00e9 i movimento dell&#8217;anima &#8212; tanto in uno scrittore che in un lettore &#8212; sono, per forza di cose, nascosti e quindi misteriosi; e, dal di fuori, si pu\u00f2 facilmente cadere in una valutazione errata, sia in un senso che nell&#8217;altro.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, per esempio, lo scrittore australiano (ma di origini peruviane) Sergio Bambar\u00e9n ha rievocato l&#8217;incanto di accostare con una barca a vela, a notte fonda, quell&#8217;angolo di Paradiso terrestre che sono le Isole Kermadec, un piccolo arcipelago subtropicale del Pacifico meridionale, con una superficie di poco superiore ai trenta chilometri quadrati, posto un migliaio di chilometri al largo delle coste nord-orientali della Nuova Zelanda, cui politicamente appartiene (da: S. Bambar\u00e9n, \u00abVela bianca\u00bb; titolo originale: \u00abDistant Winds\u00bb, 2000; traduzione dall&#8217;inglese di Alessandra Padoan, Milano, Sperling &amp; Kupfer, 2000, pp. 65-7):<\/p>\n<p>\u00abI fari guideranno sempre un marinaio, anche nella pi\u00f9 buia delle notti.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 una lezione che imparammo arrivando a notte fonda alle Isole Kermadec. Avevamo preferito non addentrarci nella baia interna, perch\u00e9 non avevamo ancora acquisito sufficiente familiarit\u00e0 con le carte nautiche, ma la sola vista del fascio di luce che s&#8217;irradiava dal faro bastava a farci sentire al sicuro, protetti, come se uno sguardo attento e benevolo vigilasse su di noi.<\/p>\n<p>Avevamo avuto dei giorni difficili, ora che gli alisei cominciavano a spostarsi verso nord alla fine dell&#8217;estate, dando origine a fenomeni monsonici; ma &quot;Vela Bianca&quot; si era rivelata un&#8217;indomita navigatrice, agile e sicura come i delfini che ci avevano accompagnato nell&#8217;oceano aperto. Inoltre, il braccio di Gail [la moglie di Michael, l&#8217;io narrante, sua unica compagna di navigazione] era guarito perfettamente, e stavamo entrambi diventando buoni velisti.<\/p>\n<p>Il mattino dopo restammo stupefatti ala vista delle imponenti montagne vulcaniche di Sunday Island, la pi\u00f9 grande delle Kermadec, e la sola abitata, con una stazione meteorologica installata alcuni anni prima. L&#8217;incanto di quelle isole incontaminate era tale da lasciare ammutoliti, e il meraviglioso spettacolo della natura ci colm\u00f2 gli occhi e il cuore. L&#8217;isola era rivestita di un lussureggiante manto di vegetazione che si fermava solo alle ripide scogliere a picco sul mare. Centinaia di uccelli migratori, inclusa la procellaria, un uccellino del palmo di una mano, che viaggia dalla tundra siberiana fino all&#8217;Australia meridionale e alla Tasmania, volteggiavano nel cielo sopra le isole, tuffandosi di tanto in tanto nella foresta pluviale per procurarsi del cibo. Quei volatili usavano Sunday Island come scalo nella loro migrazione verso l&#8217;estate dell&#8217;emisfero boreale.<\/p>\n<p>Le nostre mappe ci avevano suggerito di accostarci a Sunday Island da occidente, dove sulla costa si apriva un passaggio per entrare in una meravigliosa laguna corallina. Una volta oltrepassata l&#8217;imboccatura, virammo verso il piccolo molo al centro della laguna. Una delle pi\u00f9 belle caratteristiche dell&#8217;isola era il suo rilievo pi\u00f9 alto, il monte Mumukai, che si innalzava a poco pi\u00f9 di cinquecento metri sul livello del mare. La sua sommit\u00e0 verdeggiante protesa verso il cielo e le sue gentili pendici boscose sembravano invitarci a una passeggiata non troppo impegnativa che ci avrebbe ricompensati con una vista da mozzare il fiato. Decidemmo di dedicare il giorno seguente al trekking, anche perch\u00e9 quell&#8217;isola, essendo cos\u00ec lontana dal continente, aveva sviluppato un ecosistema unico, e vi si potevamo osservare specie che non si trovavano in nessun altro luogo al mondo. [&#8230;]<\/p>\n<p>Quella sera ci ritirammo presto, in previsione della camminata che avevamo in programma per il giorno dopo. Prima di dormire, per\u00f2, ci soffermammo sul ponte a guardare la notte, calata su quell&#8217;angolo di paradiso, che aveva portato una live brezza che faceva beccheggiare lievemente la barca, mentre l&#8217;acqua increspata dalla marea sciabordava sotto lo scafo. Una miriade di stelle luccicanti punteggiava la volta del cielo, e la sagoma della montagna che avremmo scalato il giorno seguente si stagliava nel chiarore argenteo della luna piena. L&#8217;aria ai tropici era piacevolmente calda anche di notte, e ci avvolgeva in un&#8217;atmosfera di affascinante tepore.\u00bb<\/p>\n<p>Se pagine come questa aiutano effettivamente un certo tipo di lettore a familiarizzarsi con l&#8217;idea che la bellezza della natura \u00e8 una porta privilegiata verso la dimensione dell&#8217;interiorit\u00e0, ove maggiori sono le possibilit\u00e0 di ascolto della voce dell&#8217;Essere, allora non abbiamo nulla in contrario, anzi, ci auguriamo che siano in molti ad approfittarne. Se, poi, un certo numero di lettori si fermano agli aspetti pi\u00f9 superficiali di questo genere letterario, all&#8217;esotismo di maniera e al sentimentalismo dolciastro o peggio (come \u00e8 il caso di romanzi quali \u00abThe Blue Lagoon\u00bb, scritto nel 1908 da Henry De Vere Stacpoole, un irlandese che aveva girato in lungo e in largo fra le isole dell&#8217;Oceania, libro da cui da cui sono stati tratti diversi film che sono dei meri pretesti per una scorpacciata di falsa innocenza edenica, condita di banalit\u00e0 e di pruriti sessuali), allora il discorso \u00e8 diverso e, ovviamente, il giudizio non potr\u00e0 essere in alcun modo positivo.<\/p>\n<p>Ma chi pu\u00f2 dire, dall&#8217;esterno, che cosa avviene nelle profondit\u00e0 dell&#8217;anima di colui che legge o di colui che guarda un film (per non parlare dell&#8217;anima di chi scrive un libro o realizza un film); che cosa \u00e8 buono per essa e cosa non lo \u00e8? Ogni anima cerca il cibo che corrisponde al suo livello evolutivo: l&#8217;anima grossolana cerca di sfamarsi con cibi immondi, l&#8217;anima evoluta \u00e8 esigente e va in cerca cibi altamente spirituali; fra i due estremi, esiste tutta una gamma di situazioni intermedie, in cui le anime mescolano &#8212; a volte con malizia, a volte con ingenuit\u00e0 &#8212; intrugli malsani e squisite pietanze da raffinati intenditori.<\/p>\n<p>Per l&#8217;anima evoluta, tutto \u00e8 occasione di ulteriore crescita spirituale, dunque tutto \u00e8 grazia; per quella che non lo \u00e8, nemmeno il fatto di avere tra le mani il libro scritto da un vero illuminato, o di ascoltare con i propri orecchi le parole di un autentico saggio, servir\u00e0 a farle realizzare il bench\u00e9 minimo progresso. Questa e la legge: e, come dicevamo, non vi sono scorciatoie. Se bastasse salire su un aereo diretto a qualche splendido angolino tropicale per trovare il senso delle cose, allora sarebbe il conto in banca e non l&#8217;anelito alla Verit\u00e0, a decidere ci\u00f2 che \u00e8 essenziale: ma cos\u00ec non \u00e8&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;esotismo \u00e8 la maliosa espressione d&#8217;una nevrosi tipicamente moderna: il sogno della fuga nell&#8217;altrove, possibilmente popolato di tramonti infuocati, palme che stormiscono nella brezza e scogliere<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-23100","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23100","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23100"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23100\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23100"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23100"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23100"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}