{"id":23099,"date":"2017-06-25T02:25:00","date_gmt":"2017-06-25T02:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/06\/25\/accompagnare-discernere-integrare-la-fragilita-come-la-neolingua-modernista-aggredisce-la-fede\/"},"modified":"2017-06-25T02:25:00","modified_gmt":"2017-06-25T02:25:00","slug":"accompagnare-discernere-integrare-la-fragilita-come-la-neolingua-modernista-aggredisce-la-fede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/06\/25\/accompagnare-discernere-integrare-la-fragilita-come-la-neolingua-modernista-aggredisce-la-fede\/","title":{"rendered":"Accompagnare, discernere, integrare la fragilit\u00e0: come la neolingua modernista aggredisce la fede"},"content":{"rendered":"<p>A sostegno di <em>Amoris laetitia<\/em>, e proprio a sostegno dell&#8217;ambiguo e contestatissimo capitolo VIII, nel quale sembra che i ministri di Dio possano soprassedere allo stato di peccato mortale dei divorziati ripostati, e amministrare loro la santa Comunione, la Conferenza Episcopale Siciliana, presieduta dall&#8217;arcivescovo di Catania, Salvatore Gristina (e non essa sola, invero), ha pubblicato un volumetto di <em>Orientamenti pastorali<\/em>, intitolato <em>Accompagnare, discernere, integrare la fragilit\u00e0<\/em>, che il sito della medesima Conferenza definisce, assai modestamente, <em>La via siciliana all&#8217;Amoris laetitia<\/em>, ed offre un meraviglioso esempio, si fa per dire, della neolingua elaborata dalla neochiesa per agevolare quello che don Leonardo Ricotta, un sacerdote siciliano fatto di un&#8217;altra pasta, chiama &quot;trasbordo ideologico inavvertito&quot;<em>. Ho sessant&#8217;anni e sono prete da poco meno di quaranta<\/em> &#8212; ha affermato, nel corso di una conferenza tenuta per <em>Radio Domina Nostra<\/em>, visionabile in rete e postata il 26 marzo scorso, <em>ma parole come INCLUSIVO e DIVISIVO, per esempio, non le ho sentite mai.<\/em> Giustamente ha fatto notare che, quando qualcuno si appresta ad attuare una rivoluzione, comincia dal linguaggio, cio\u00e8 comincia col cambiare il significato delle parole. La Rivoluzione francese, egli ha detto, \u00e8 incominciata con le parole d&#8217;ordine di <em>libert\u00e0<\/em>, <em>fraternit\u00e0<\/em>, <em>uguaglianza<\/em>, parole che hanno una matrice cristiana e che, fino ad allora, erano state usate con un&#8217;altra accezione, e sono poi servite a giustificare la ghigliottina. Ora vediamo che nella Chiesa sono state introdotte parole ed espressioni come &quot;accoglienza&quot;, &quot;inclusivo&quot;, &quot;divisivo&quot;, &quot;abbattere muri&quot;, &quot;gettare ponti&quot;, le quali hanno un suono spiacevole, perch\u00e9 sono parole mai usate dalla Chiesa, oppure sono state usate, finora, in un senso ben diverso dall&#8217;attuale. &quot;Accogliere&quot;, da che mondo \u00e8 mondo, vuol dire far entrare qualcuno in un altro contesto, ma non esprime l&#8217;obbligo, per un cristiano, di accettare che chiunque, comunque, e in qualsiasi quantit\u00e0, venga a stabilirsi nel suo Paese, mantenuto in albergo, quando gli altri poveri, nati e sempre vissuti in quel luogo, sono abbandonati a se stessi; tanto meno pu\u00f2 voler dire che chi non \u00e8 d&#8217;accordo con questo nuovo significato della parole deve essere emarginato, condannato e additato come un cristiano egoista e insincero, che non segue il Vangelo e non ascolta il Magistero. &quot;Includere&quot; non pu\u00f2 voler dire accettare chiunque, anche il nemico; e &quot;dividere&quot; non \u00e8 un vocabolo di per s\u00e9 negativo, perch\u00e9 Ges\u00f9, per primo, \u00e8 stato &quot;divisivo&quot;, e lo ha affermato Lui stesso: <em>Sono venuto a portare la guerra: a mettere il padre contro il figlio e il figlio contro il padre; la madre contro la figlia e la figlia contro la madre.<\/em> E quando il cieco nato si \u00e8 presentato ai sacerdoti di Gerusalemme, ed essi lo hanno ricoperto di male parole perch\u00e9 affermava di essere stato risanato da Ges\u00f9, egli non ha potuto fare altro che dire: <em>Se colui che mi ha guarito sia un santo, come voi mi domandate, non lo so; io so soltanto che prima non vedevo, e adesso vedo<\/em>. Egli diceva la verit\u00e0, ma quelli non volevano ascoltarla, la rifiutavano: colui che annuncia la Verit\u00e0 cristiana, dunque, \u00e8, da sempre, divisivo, se vogliamo adoperare questa parola: divide, perch\u00e9 opera una discriminazione fra chi accetta la verit\u00e0 di Cristo, e chi la odia e la respinge.<\/p>\n<p>E adesso veniamo a quelle tre parolette che i monsignori della Conferenza Episcopale Siciliana &#8211; tra i quali quell&#8217;arcivescovo Corrado Lorefice, di Palermo che ha voluto cacciare dalla sua parrocchia don Alessandro Minutella, pur non avendo trovato in lui ombra di dottrina eretica, o forse proprio per quello, ma con la risibile accusa di &quot;non essere in comunione con la Chiesa&quot; (ma bisogna vedere di quale chiesa parla l&#8217;eccellente monsignore: se quella vera o la neochiesa gnostico-massonica) &#8212; ha posto come titolo dell&#8217;opuscolo di &quot;orientamento&quot; (o disorientamento?) pastorale: <em>accompagnare, discernere, integrare la fragilit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Accompagnare:<\/em> nel linguaggio comune, e anche nel normale linguaggio di un cristiano, da che mondo \u00e8 mondo, significa fare un pezzo di strada con qualcuno, camminare insieme a lui. Non \u00e8, e non \u00e8 mai stata, una parola di tipo teologico: nessun teologo e nessun Padre della Chiesa l&#8217;ha mai adoperata come sinonimo della normale relazione che il cristiano deve instaurare con l&#8217;altro, cio\u00e8 con il non cristiano, o con il nemico dichiarato di Cristo. Ma venendo all&#8217;atto pratico: che cosa significa, per un cattolico, per un sacerdote, per un vescovo, &quot;accompagnare&quot; il non cattolico, o l&#8217;ateo, o, meglio ancora (peggio ancora), il peccatore? E in primo luogo: accompagnarlo verso dove, per fare che cosa? Nel <em>Libro di Ezechiele<\/em> sta scritto che Dio chieder\u00e0 conto ai suoi di non aver ammonito il peccatore: perch\u00e9 il peccatore morir\u00e0 nel suo peccato, ma la responsabilit\u00e0 di non averlo ammonito sar\u00e0 di colui che doveva farlo, e non l&#8217;ha fatto. Un cattolico che si accompagna con tutti e che non richiama mai l&#8217;altro sulla strada di Dio, sulla strada del bene; che lo accompagna di qua e di l\u00e0, come un amico di scampagnate, senza un pensiero al mondo, pur davanti a ci\u00f2 che pu\u00f2 mettere in pericolo la sua anima immortale: un cattolico di questo genere \u00e8 una contraffazione pietosa del vero cattolico, del vero sacerdote. Non merita neppure il nome di cattolico (e infatti, probabilmente, se ne vergogna un poco), meno ancora quello di sacerdote: \u00e8 solo un amante del quieto vivere, un pigro, un pusillanime, uno che vuole andare d&#8217;accordo con tutti e che preferisce dispiacere a Dio piuttosto che agli altri. Ma una persona di tal genere non ama veramente nessuno: perch\u00e9 amare l&#8217;altro vuol dire preoccuparsi di lui, del suo vero bene, della sua salvezza; cosa che, evidentemente, non avviene se si lascia nell&#8217;errore colui che \u00e8 immerso nell&#8217;errore, e se si lascia nel peccato colui che \u00e8 sprofondato nel peccato. Ma esiste ancora la nozione del peccato, per molti cattolici progressisti e neomodernisti, per questi teologi e sacerdoti e vescovi che si vantano di essere &quot;di strada&quot;, come se ci\u00f2 equivalesse a non credere pi\u00f9 nella dottrina, e a vedere nella dottrina solo un peso, un fardello, una noia, e non la verit\u00e0 insegnata da Dio stesso?<\/p>\n<p><em>Discernere<\/em>: altra parola-trappola, altra parola scovata dai modernisti per trarre in inganno i cattolici in buona fede, giocando spregiudicatamente sul filo dell&#8217;ambiguit\u00e0 semantica. Di fatto, nessun teologo e nessun sacerdote l&#8217;aveva mai adoperata, fino a un paio d&#8217;anni fa; o, se l&#8217;adoperava, lo faceva nel modo consueto, quello indicato dal vocabolario: perch\u00e9 &quot;discernere&quot; vuol dire riconoscere, distinguere, valutare con ponderazione qualcosa; un modo di porsi davanti alle cose e alle persone, un modo di vagliare e valutare, assolutamente normale per un cristiano. In pratica, si tratta sempre dei doni dello Spirito Santo, primo dei quali \u00e8 la prudenza. Ma adesso vengono fuori questi baldi rappresentanti della neochiesa e pare che abbiano scoperto l&#8217;acqua calda: pare che il &quot;discernimento&quot; sia nato con loro, che ci abbiamo messo il brevetto. E, in un certo senso, \u00e8 proprio cos\u00ec: perch\u00e9 ci\u00f2 che intendono costoro non \u00e8 la stessa cosa che intendeva la morale cattolica fino a qualche anno fa; no, \u00e8 qualcosa di profondamente diverso: una maniera, che si crede astuta, per aggirare la dottrina, per rimuovere il peccato, per attenuare la legge, per contrabbandare per lecito quello che \u00e8 illecito, per legittimo quello che \u00e8 illegittimo, per giusto quello che \u00e8 sbagliato. Si deve discernere caso per caso, dice il papa Francesco, nella <em>Amoris laetitia<\/em>, a proposito dei divorziati risposati: perch\u00e9 le situazioni familiari e affettive, oggi, sono &quot;complesse&quot; (altro vocabolo della neolingua gnostica e massonica: come dire che se le cose sono complesse, non si pu\u00f2 essere troppo esigenti al momento di tirare le somme). Ma quale sacerdote non si \u00e8 sempre regolato cos\u00ec? Il sacerdote, nel Sacramento della Confessione, \u00e8 un <em>alter Christus<\/em>: quel che dice, non lo dice da s\u00e9; lo dice guidato dallo Spirito Santo. Non sta a lui, pertanto, praticare sconti, abbuonare peccati, minimizzare le colpe: egli non ha alcun diritto di fare il generoso con ci\u00f2 che non \u00e8 suo. Chi agisce cos\u00ec, \u00e8 un ladro e un truffatore: nessuno pu\u00f2 farsi bello regalando quel che non gli appartiene. Ges\u00f9, nel Vangelo, \u00e8 estremamente chiaro: chi \u00e8 con Lui deve parlare in modo chiaro e reciso, <em>S\u00ec, s\u00ec<\/em>, e <em>No, no<\/em>. E nessuno pu\u00f2 giocare con la sua Parola, nessuno pu\u00f2 prendersi gioco di Lui: perch\u00e9 il suo insegnamento \u00e8 chiaro: <em>Se l&#8217;occhio ti d\u00e0 scandalo, strappatelo<\/em>; e ancora: <em>Sarebbe meglio, per coloro che danno scandalo a uno solo di questi miei piccoli, che gli si legasse una macina da mulino al collo, e lo si gettasse nel mare<\/em>. Parole chiarissime; parole terribili. Ges\u00f9 Cristo \u00e8 anche severo, perch\u00e9 Egli \u00e8 Dio: e Dio \u00e8 misericordia, certamente, ma non \u00e8 <em>solo<\/em> misericordia: \u00e8 anche giustizia. E la vera giustizia \u00e8 severa: non regala a nessuno il biglietto d&#8217;ingresso per il paradiso, tanto meno a coloro i quali non mostrano alcun desiderio di entrarvi. <em>Via da me, maledetti, non vi conosco; andate nel fuoco dell&#8217;inferno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli<\/em>, dice Ges\u00f9, in un altro dei suoi atteggiamenti di severit\u00e0. E non \u00e8 un altro Ges\u00f9, rispetto al &quot;dolce&quot; maestro di Nazareth, al mite r<em>abbi<\/em> della Galilea: \u00e8 sempre lo stesso, siamo noi che vorremmo sdoppiarlo, per poter mettere fra parentesi quello che c&#8217;inquieta, e vedere, di Lui, solo ci\u00f2 che fa comodo alla nostra pigrizia e alla nostra vigliaccheria. Perci\u00f2, ripetiamo, o il concetto del discernimento \u00e8 un ribadire ci\u00f2 che qualunque sacerdote ha sempre fatto, ma stando dentro la dottrina e la morale cattolica; oppure \u00e8 una eresia, la peggiore di tutte: la pretesa, cio\u00e8, di abolire il peccato, sospingendo, cos\u00ec, verso la dannazione eterna, sia l&#8217;anima del peccatore, sia quella del ministro che si presta alla profanazione del Sacramento della Confessione e di quello dell&#8217;Eucarestia.<\/p>\n<p><em>Integrare la fragilit\u00e0<\/em>, poi, appare fin dal primo istante come una espressione peggio che ambigua, decisamente non cattolica. Quanta ipocrisia, quanta falsit\u00e0 e quanta astuzia da quattro soldi: vogliamo chiamare le cose con il loro vero nome, per favore; con il nome che la Chiesa cattolica e il Magistero ecclesiastico hanno sempre dato loro? In tal caso, non parliamo di &quot;fragilit\u00e0&quot;, ma di peccato; e non parliamo di &quot;integrare&quot;, ma di invito al ravvedimento, alla conversione e alla riconciliazione con Dio. Questo, e solo questo, \u00e8 il dovere del sacerdote, e, in senso pi\u00f9 ampio, di qualsiasi cattolico. La fragilit\u00e0 \u00e8 un concetto laico, neutro, immanente; il peccato \u00e8 un concetto morale, religioso, trascendente. Oppure la dottrina cattolica \u00e8 venuta in uggia a certi teologi e a certi pastori? Ebbene, che lo dicano, allora: e che sia ben chiaro, a tutti quanti, che essi non vogliono pi\u00f9 essere cattolici, ma vogliono andare oltre il cattolicesimo, e creare una religione nuova e diversa, non pi\u00f9 cattolica, ma sincretista e, probabilmente, umanistica: una religione per modo di dire, intesa a glorificare l&#8217;Uomo e non a ricordare all&#8217;uomo la sua condizione di creatura, che pu\u00f2 esser felice solo se riconosce, serve e adora il suo Creatore. Il vero sacerdote cattolico non deve <em>integrare la fragilit\u00e0<\/em>; la fragilit\u00e0 umana non deve essere &quot;integrata&quot;, deve essere redenta: e l&#8217;unico, il solo Redentore si chiama Ges\u00f9 Cristo, Figlio di Dio e Dio Egli stesso. Il sacerdote \u00e8 solamente un operaio, come il vescovo; e il teologo \u00e8, o dovrebbe essere, solo uno studioso che aiuta i credenti, che sostiene la loro fede, che spiega, nei limiti del possibile &#8212; limiti precisi e invalicabili, appunto perch\u00e9 l&#8217;uomo \u00e8 solo una creatura, e, come tale, limitata e imperfetta &#8212; ci\u00f2 che pu\u00f2 essere di giovamento per la salvezza delle anime. Ma sia ben chiaro: dei teologi si pu\u00f2 fare anche a meno; e dei falsi teologi, che invece di rafforzare e illuminare la fede, la intorbidano e la confondono, gettando lo smarrimento nelle anime, non solo si pu\u00f2, ma si <em>deve<\/em> fare a meno. La Chiesa non sa che farsene di costoro; bisogna dirlo chiaro: a partire dal Concilio Vaticano II, troppo spazio \u00e8 stato lasciato ai teologi, troppo potere \u00e8 stato consegnato nelle loro mani, quasi che siano essi, gli esperti, i competenti, quelli che devono segnare l&#8217;indirizzo del Magistero. Invece, quelli di cui la Chiesa non pu\u00f2 fare a meno sono i santi; e santo pu\u00f2 essere anche un analfabeta, santo pu\u00f2 essere anche un bambino. Chi non ha compreso questo, chi non accetta questo, non \u00e8 cattolico. <em>Ti rendo lode, o Padre, Signore del Cielo e della terra, perch\u00e9 hai rivelato queste cose ai piccoli e ai semplici, e le hai nascoste ai sapienti e agli intelligenti. S\u00ec, o Padre: perch\u00e9 cos\u00ec \u00e8 piaciuto a te<\/em>. Sono le precise parole di Ges\u00f9 Cristo, non le supposizioni di qualche teologo: e ciascun credente \u00e8 invitato a meditarle a fondo e a trarne le necessarie conclusioni.<\/p>\n<p>In conclusione: i signori modernisti e i cattolici progressisti, tutti coloro i quali, soprattutto in questi ultimi tempi, si stanno alacremente adoperando per attuare, a danno dei credenti, ci\u00f2 che don Leonardo Ricotta definisce il <em>trasbordo ideologico inavvertito<\/em>, stiano ben certi di una cosa: che se, fino ad ora, hanno potuto mettere a segno una serie di &quot;successi&quot; clamorosi &#8211; dal loro punto di vista, s&#8217;intende -, perch\u00e9 avevano il vantaggio della sorpresa, e hanno potuto approfittarsi della buona fede di tante anime ingenue e fiduciose, che non sospettavano la loro perfidia e i loro tenebrosi disegni, da adesso in poi si troveranno a dover fronteggiare una resistenza durissima: dovranno mobilitare anche le forze dell&#8217;inferno, per guadagnare anche un solo centimetro di terreno. E stiano pur certi che, alla fine, saranno sconfitti, e precipiteranno ignominiosamente nella rovina e nell&#8217;umiliazione pi\u00f9 completa. Si sono dimenticati, nella loro superbia, di un particolare: che Ges\u00f9 stesso ha rassicurato i suoi, dicendo: <em>Non vi lascio da soli; rester\u00f2 con voi, sino alla fine del mondo.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A sostegno di Amoris laetitia, e proprio a sostegno dell&#8217;ambiguo e contestatissimo capitolo VIII, nel quale sembra che i ministri di Dio possano soprassedere allo stato<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[157,236],"class_list":["post-23099","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-gesu-cristo","tag-sacerdozio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23099","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23099"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23099\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23099"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23099"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23099"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}