{"id":23098,"date":"2010-05-26T02:08:00","date_gmt":"2010-05-26T02:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/05\/26\/accogliere-il-reale-senza-giudicarlo-lasciandosi-portare-dal-flusso-della-vita\/"},"modified":"2010-05-26T02:08:00","modified_gmt":"2010-05-26T02:08:00","slug":"accogliere-il-reale-senza-giudicarlo-lasciandosi-portare-dal-flusso-della-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/05\/26\/accogliere-il-reale-senza-giudicarlo-lasciandosi-portare-dal-flusso-della-vita\/","title":{"rendered":"Accogliere il reale senza giudicarlo lasciandosi portare dal flusso della vita"},"content":{"rendered":"<p>A volte, camminando lungo le strade del nostro apparente benessere, mi trovo a fissare un portone, una finestra, un terrazzo e a domandarmi che cosa ci sar\u00e0 dietro quelle pareti ben verniciate, quegli scuri perfettamente spolverati, quelle mattonelle scelte con cura dal ceramista: una famiglia serena oppure lacerata dalla sofferenza?<\/p>\n<p>Anche se la grande ipocrisia vuole che di certe cose non si parli ad alta voce, la realt\u00e0 \u00e8 che un numero sempre crescente di persone cade nelle buie spire della depressione, della nevrosi, dell&#8217;esaurimento, instaurando dinamiche distruttive per s\u00e9 e per quanti stanno loro intorno; persone che conducevano una vita apparentemente normale e che, da un giorno all&#8217;altro, si trovano sprofondate in un incubo ad occhi aperti, straziate da un malessere che non riescono a controllare, oppresse da un&#8217;angoscia che non d\u00e0 loro tregua neanche per un attimo.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, chi lo avrebbe detto? Parliamo di uomini e donne, specialmente donne, che vivevano all&#8217;insegna del decoro, della precisione, dell&#8217;ordine; che non facevano entrare in casa gli amici, se prima non era tutto perfettamente lucidato e spolverato; che non andavano nemmeno alla bottega all&#8217;angolo, se prima non erano state dal parrucchiere e se non avevano indossato uno dei vestiti migliori.<\/p>\n<p>Quanta pulizia; quanta puntigliosit\u00e0; quanta ipocrisia.<\/p>\n<p>E adesso eccoli l\u00ec, quegli uomini e quelle donne: pare che il mondo sia crollato loro addosso, non osano mettere il naso fuori di casa perch\u00e9 l&#8217;ansia li piega in due e il terrore di non guarire, di diventare matti, li tortura ventiquattr&#8217;ore su ventiquattro. Erano cos\u00ec preoccupati della loro automobile nuova, la lavavano tutti i sabati come se fosse stata un essere umano, una figlia prediletta; e ora non sono in grado di badare a se stessi e vagano da uno psichiatra all&#8217;altro, lasciandogli somme astronomiche in cambio di qualche parola generica che qualunque amico, se l&#8217;avessero, saprebbe dire meglio, con pi\u00f9 buon senso e con pi\u00f9 realismo. Oppure si affidano a quantit\u00e0 sbalorditive di farmaci chimici che attutiscono, s\u00ec, la coscienza, e quindi anche la sofferenza, ma non risolvono il problema e creano assuefazione.<\/p>\n<p>\u00c8 la Nemesi della nostra civilt\u00e0 consumista e senz&#8217;anima, basata sull&#8217;avere e non sull&#8217;essere, sull&#8217;apparire piuttosto che sul sentirsi. La Nemesi di un progresso che non \u00e8 progresso, ma solo uno stupidissimo accumulo di beni materiali, per quanto sofisticati.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un contrasto fortissimo tra la facciata, sazia e soddisfatta, della nostra societ\u00e0 opulenta, e il malessere nascosto che la rode dall&#8217;interno, come un verme dentro la mela, e che essa ha la spiacevole abitudine di spingere sotto il tappeto perch\u00e9 non si veda, alla maniera di un padrone di casa un po&#8217; cialtrone, preoccupato pi\u00f9 delle apparenze che della sostanza. Un contrasto che nasce dalla cattiva coscienza di un modo di vivere che rimane sordo e cieco alle reali esigenze dell&#8217;anima e si preoccupa solo di bisogni fittizi ed esteriori.<\/p>\n<p>Se vogliamo spezzare il cerchio di questo malessere esistenziale, dobbiamo in primo luogo trovare il coraggio e l&#8217;onest\u00e0 intellettuale di confessare i nostri errori, di riconoscere la furbizia da quattro soldi che ci ha spinti a preferire l&#8217;involucro delle cose alle cose stesse, magari solo per fare un po&#8217; di invidia al prossimo e per baloccarci con gingilli costosi; e confessare apertamente che abbiamo agito in questo modo perch\u00e9 sapevamo di essere pigri e vuoti, di non volerci bene per davvero, di non avere molta stima di noi stessi e pochissima fiducia nella nostra capacit\u00e0 di affrontare virilmente i passaggi importanti della vita.<\/p>\n<p>In secondo luogo, dobbiamo imparare a porci in maniera equanime, serena e non giudicante di fronte al reale, lasciandoci portare dal flusso della vita universale di cui siamo parte, invece di fare continuamente resistenza e di opporci ad esso, in nome di un presuntuoso e sconsiderato senso di autosufficienza.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 significa che dobbiamo abbandonare la tendenza a emettere continuamente giudizi; anche se ci\u00f2 &#8211; \u00e8 bene chiarirlo una volta per tutte &#8211; non equivale a una sorta di relativismo etico. A tale proposito, \u00e8 necessario fare una distinzione fra il piano del relativo e quello dell&#8217;assoluto.<\/p>\n<p>La nostra vita ordinaria si svolge nella dimensione del relativo e, in essa, il bene e il male esistono, eccome; dunque, \u00e8 doveroso che noi compiamo delle scelte sulla base di tale distinzione. La nostra vita contemplativa, al contrario &#8211; quando preghiamo, quando siamo in meditazione, quando contempliamo le meraviglie della natura &#8211; possiede la facolt\u00e0 di spalancarci una finestra sull&#8217;assoluto: e, in tale dimensione, non esistono la polarit\u00e0 e la contrapposizione, ma vi \u00e8 solo l&#8217;armonia degli opposti; armonia alla quale siamo chiamati a partecipare.<\/p>\n<p>Ora, mettersi in armonia con il Tutto significa aprirsi alla dimensione dell&#8217;assoluto, abbandonarsi al flusso della vita universale e accogliere con animo spassionato, benevolo ed imparziale ogni aspetto del reale: l&#8217;ombra e la luce, la gioia e il dolore, il passato e il presente.<\/p>\n<p>Facciamo un esempio pratico.<\/p>\n<p>Nella vita ordinaria, incontrare un santo uomo, oppure un mafioso assassino, non \u00e8 esattamente la stessa cosa. Verso il primo proveremo, istintivamente, rispetto e venerazione; nei confronti del secondo, paura e disprezzo. \u00c8 giusto che sia cos\u00ec; ed \u00e8 giusto che noi assumiamo un atteggiamento di umilt\u00e0 e di ascolto verso il santo, mentre faremmo bene &#8211; se appena lo possiamo &#8211; ad adoperarci perch\u00e9 l&#8217;assassino venga fermato e posto in condizione di non nuocere pi\u00f9.<\/p>\n<p>Nella vita contemplativa le cose, per\u00f2, stanno altrimenti. Nella vita contemplativa, estatica, affacciata sull&#8217;assoluto, il santo che si vede venire incontro l&#8217;assassino non prova n\u00e9 paura, n\u00e9 disprezzo: non lo giudica affatto; anche se, ovviamente, pregher\u00e0 per lui e potr\u00e0 anche consigliarlo di convertirsi, di costituirsi, di lasciar morire in s\u00e9 l&#8217;uomo vecchio e malvagio. Ma non si mostrer\u00e0 disgustato davanti a lui: lo guarder\u00e0 con rispetto, compassione e imparziale benevolenza, come si dovrebbe guardare ogni creatura vivente.<\/p>\n<p>Lo guarder\u00e0 sino in fondo all&#8217;anima, ignorando le circostanze accessorie della sua condizione di bandito: perch\u00e9 un uomo pu\u00f2 diventare assassino senza essere veramente malvagio, ma solo sfortunato; e, viceversa, pu\u00f2 essere veramente malvagio, pur senza aver mai infranto la lettera delle leggi umane. Lo guarder\u00e0 come padre Zosima guard\u00f2 Dimitrij Karamazov, con profonda partecipazione umana; ma non giudicher\u00e0 l&#8217;uomo.<\/p>\n<p>E ci\u00f2 non per altra ragione che questa: che il santo, il mistico, l&#8217;uomo veramente buono, sanno scorgere sempre il diamante che giace in fondo ad ogni creatura. Un diamante nascosto, magari, nelle pieghe pi\u00f9 profonde dell&#8217;anima, sotto chiss\u00e0 quanto strati di sporcizia; e, tuttavia, un diamante meraviglioso, addirittura divino. S\u00ec, perch\u00e9 in fondo ad ogni creatura vi \u00e8 una scintilla o un riflesso della sua origine luminosa, celeste.<\/p>\n<p>Ed ora torniamo al nostro assunto iniziale.<\/p>\n<p>Molto spesso la sofferenza psichica e morale nasce dalla consapevolezza della profonda disarmonia che caratterizza la nostra vita; disarmonia che ci allontana dalla nostra parte pi\u00f9 vera e profonda, la quale, a sua volta, \u00e8 legata per mille file al centro della vita universale. Al centro della nostra anima, vi \u00e8 l&#8217;universo intero; al centro della nostra anima vi \u00e8 l&#8217;Essere. Ecco perch\u00e9 in noi si cela un diamante: perch\u00e9 noi siamo al centro del Tutto e risplendiamo della sua luce.<\/p>\n<p>Mentre sto scrivendo queste righe, il sole ormai tramontato getta un incredibile fascio di luce gialla dietro le cime dei monti che illumina dal basso i densi strati di nuvole compatte, creando un indescrivibile senso di leggerezza e di ascensionalit\u00e0 che riempie l&#8217;animo di stupore, di ammirazione, di sconfinata gratitudine.<\/p>\n<p>Tale dovrebbe essere la nostra disposizione interiore in ogni ora della giornata, in ogni momento e circostanza della vita. Stupore, ammirazione, gratitudine: come una preghiera di lode perennemente rivolta alla sorgente dell&#8217;Essere, donde veniamo e alla quale ritorneremo.<\/p>\n<p>Accogliere il reale senza giudicarlo e lasciarsi portare dal flusso della vita non sono cose che si possano improvvisare, se si \u00e8 sempre vissuti afferrandosi alle cose, giudicandole incessantemente e sopravvalutando in maniera costante la propria capacit\u00e0 di incidere sulle persone e sulle situazioni, allo scopo di &quot;migliorarle&quot;.<\/p>\n<p>Affidarsi alla vita, lasciarsi andare nella sua corrente, significa, in primo luogo, aver fiducia in essa, nella sua fondamentale bont\u00e0 e saggezza. Il bambino piccolo non si lascia andare, se non affidandosi ai suoi genitori; non ha piena fiducia se non in loro.<\/p>\n<p>Tale \u00e8 la natura dell&#8217;essere umano: per rimettersi interamente a qualcuno o a qualcosa, \u00e8 necessario che egli nutra una fiducia illimitata in essi. Ne deriva che bisogna amare profondamente la vita e avere il pieno e radicato sentimento della sua bont\u00e0, per vincere le proprie resistenze interiori e lasciarsi andare.<\/p>\n<p>Ma che cosa vuol dire fidarsi della vita, della sua bont\u00e0 e della sua saggezza? Non ci \u00e8 sempre stato insegnato che siamo noi gli artefici del nostro destino; che siamo noi a foggiarci una vita bella o brutta, felice o infelice, ricca o squallidamente misera?<\/p>\n<p>In realt\u00e0, l&#8217;idea che l&#8217;uomo sia artefice del proprio destino (\u00abquisque faber fortunae suae\u00bb, pare dicesse gi\u00e0 Appio Claudio Cieco), presa nel suo significato letterale, ateo e materialistico, \u00e8 relativamente recente: si afferma col Rinascimento, in particolare con Machiavelli, e diventa un articolo di fede nella piena modernit\u00e0; ma non corrisponde ad una modalit\u00e0 intrinseca dell&#8217;essere umano.<\/p>\n<p>Nemmeno il delirio di onnipotenza suscitato dalla notizia che il genetista americano Craig Ventre \u00e8 riuscito a produrre le prime cellule in grado di autoreplicarsi, dunque le pi\u00f9 vicine al concetto di \u00abvita artificiale\u00bb, pu\u00f2 mutare il fatto che l&#8217;essere umano sa bene di non poter dominare la realt\u00e0 a proprio piacere, checch\u00e9 ne abbiano detto i vari Francio Bacon, tutti infervorati dall&#8217;idea di poter &quot;migliorare&quot; la natura con dosi massicce di manipolazione.<\/p>\n<p>Vi \u00e8, nella cultura occidentale moderna, la tendenza a sovradimensionare oltre ogni limite ragionevole l&#8217;ambizione dell&#8217;uomo di modificare a proprio vantaggio le circostanze esterne e, soprattutto, a trarne l&#8217;indebita conclusione che da tale manipolazione derivi automaticamente un benessere a livello spirituale.<\/p>\n<p>L&#8217;occidentale moderno critica le culture orientali perch\u00e9 vi scorge il difetto del fatalismo, della rassegnazione, perfino dell&#8217;indolenza; ma, senza voler negare che \u00e8 giusto affrontare la vita con spirito energico e intraprendente, non bisogna nemmeno cadere nell&#8217;eccesso di pensare che tutto dipenda da noi e che noi dobbiamo per forza opporci alle cose, contrastandole e piegandole ai nostri disegni, quando potremmo invece inserirci armoniosamente al loro interno e assecondarne il flusso, cercando di riconoscere il loro linguaggio segreto.<\/p>\n<p>Le cose ci parlano, tutto ci parla, se noi sappiamo essere abbastanza umili e abbastanza disponibili per ascoltarne il messaggio; altrimenti, noi ci porremo in guerra perpetua contro le cose, provocando una scissione anche nel nostro stesso io. Quante volte non abbiamo creduto giusto intervenire in maniera invasiva contro le malattie, contro le condizioni ambientali, contro il clima, finendo per provocare effetti collaterali disastrosi, invece di assumere un atteggiamento di ascolto e di collaborazione con le forze della natura?<\/p>\n<p>Da quando abbiamo preteso di eliminare la sofferenza dalla nostra vita, noi abbiamo dichiarato guerra all&#8217;intero creato; e, inseguendo un pericoloso miraggio di felicit\u00e0, ci siamo allontanati sempre pi\u00f9 dal nostro baricentro spirituale. Il nostro errore \u00e8 stato quello di identificare la sofferenza con il male, mentre essa non \u00e8 il male, ma pu\u00f2 essere, al contrario, una preziosa occasione di evoluzione spirituale, vale a dire di bene. Ispirati da una filosofia atea e materialista, abbiamo creduto che eliminare la sofferenza significasse distruggere il male, il negativo; e abbiamo perso di vista la semplice verit\u00e0 che la gioia non potrebbe esistere senza la sofferenza, cos\u00ec come la luce non potrebbe esistere se non vi fossero le tenebre.<\/p>\n<p>Tutto, nella realt\u00e0 di cui siamo parte, ha un significato, tutto ha un senso: anche la malattia che ci colpisce; anche la siccit\u00e0 che inaridisce i campi; anche i parassiti che aggrediscono le nostre colture alimentari. Con ci\u00f2 non si vuol dire che la malattia non vada curata, che i campi assetati non vadano irrigati o che il grano non vada protetto, affinch\u00e9 possa darci il pane di cui abbiamo bisogno; ma il nostro intervento dovrebbe essere sempre saggio, proporzionato, consapevole e lungimirante. Non pu\u00f2 essere una guerra permanente e implacabile contro la natura, che \u00e8 nostra madre e della quale siamo parte integrante.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, non dovremmo sopravvalutare la nostra capacit\u00e0 di crearci il nostro destino, perch\u00e9, come disse qualcuno, \u00abi nostri capelli sono contati\u00bb e \u00abnemmeno la piuma di un passero potrebbe cadere, se non \u00e8 stato stabilito dall&#8217;alto\u00bb. Le persone che incontriamo, le occasioni che cogliamo o che lasciamo cadere, la azioni che decidiamo di intraprendere, non sono unicamente opera nostra, ma rientrano in un disegno infinitamente vasto, rispetto al quale noi non siamo che una minuscola parte, per quanto preziosa.<\/p>\n<p>Noi siamo forti e pressoch\u00e9 invincibili quando sappiamo inserirci nel ritmo della vita universale; diventiamo fragili e vulnerabili quando abbiamo la strana pretesa di fare tutto da soli, magari scendendo in guerra contro le cose, le situazioni, le persone.<\/p>\n<p>Essere in armonia con la vita significa essere positivi: saper dire dei \u00abs\u00ec\u00bb, invece che indurirsi nei \u00abno\u00bb.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 solo un atteggiamento di tipo affermativo pu\u00f2 metterci in grado di usufruire di quella immensa riserva di energie morali che giace in fondo alla nostra anima e che coincide, in sostanza, con lo splendore medesimo dell&#8217;Essere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A volte, camminando lungo le strade del nostro apparente benessere, mi trovo a fissare un portone, una finestra, un terrazzo e a domandarmi che cosa ci<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30152,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[67],"tags":[92],"class_list":["post-23098","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-esoterismo-e-occultismo","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-esoterismo-e-occultismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23098","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23098"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23098\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30152"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23098"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23098"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23098"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}