{"id":23091,"date":"2016-05-08T03:57:00","date_gmt":"2016-05-08T03:57:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/05\/08\/si-vuol-mettere-fra-parentesi-la-creazione-per-affrancare-luomo-dal-legame-con-dio\/"},"modified":"2016-05-08T03:57:00","modified_gmt":"2016-05-08T03:57:00","slug":"si-vuol-mettere-fra-parentesi-la-creazione-per-affrancare-luomo-dal-legame-con-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/05\/08\/si-vuol-mettere-fra-parentesi-la-creazione-per-affrancare-luomo-dal-legame-con-dio\/","title":{"rendered":"Si vuol mettere fra parentesi la Creazione per affrancare l\u2019uomo dal legame con Dio"},"content":{"rendered":"<p>Da molto tempo la cultura laicista vorrebbe mettere fra parentesi il fatto della Creazione, affinch\u00e9 l&#8217;uomo venga affrancato da qualunque legame, da qualunque dipendenza, da qualunque gratitudine, dovere o affetto, nei confronti di Dio. Questo, lo si riesce a capire: se Dio c&#8217;\u00e8, se Dio ha creato l&#8217;universo, allora noi siamo sue creature; ma, se siamo creature, non siamo dei soggetti assoluti, aventi in se stessi la propria ragion d&#8217;essere. Peggio ancora: se Dio ci ha creati, ci ha creati a sua immagine, necessariamente: ma allora noi non siamo veramente noi, non siamo perfetti in noi stessi, non siamo autosufficienti: senza il legame con Dio creatore, siamo esseri incompleti, imperfetti, miseramente mutilati. Tutto questo, per\u00f2, dispiace non poco alla cultura moderna, laicista, secolarista, materialista, edonista (e chi pi\u00f9 ne ha, pi\u00f9 ne metta); essa vorrebbe affrancare l&#8217;uomo da una simile &quot;servit\u00f9&quot;; dunque, bisogna abolire Dio, o, quanto meno, abolire la sua creazione. Un mondo auto-sussistente, ecco l&#8217;ideale: non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nemmeno bisogno di prendersela frontalmente con Dio, n\u00e9 litigare con la dimensione religiosa: basta fare di Dio, il mondo, e del mondo, Dio. Il mondo diviene il Dio di se stesso. Ecco: il panteismo, pi\u00f9 che il deismo, \u00e8 la religione appropriata alla cultura moderna: non nega Dio, non si ingolfa in discussioni interminabili sulla Creazione; semplicemente, la &quot;oltrepassa&quot;, la rende inutile. Il mondo c&#8217;\u00e8 sempre stato, perch\u00e9 il mondo \u00e8 Dio. Dio non ha avuto bisogno di crearlo; e nemmeno di amarlo, come un soggetto ama un oggetto. Il mondo \u00e8 Dio: e tutti sono contenti. Sia i credenti che i materialisti. Non Nietzsche, troppo impetuoso, troppo sanguigno; non Voltaire, troppo beffardo, ma anche troppo all&#8217;antica; e nemmeno Heidegger, o Sartre, troppo cupi e depressivi; ma Spinoza \u00e8 il filosofo tipico della modernit\u00e0: Spinoza che riduce l&#8217;etica a geometria, e che fa del rapporto d&#8217;amore fra Dio e l&#8217;uomo una questione puramente razionale e matematica.<\/p>\n<p>Tutto questo, ripetiamo, lo si pu\u00f2 capire: le strategie sono insite nelle premesse. C&#8217;\u00e8 una logica, c&#8217;\u00e8 una coerenza intellettuale. Quel che si capisce assai meno, o, piuttosto, che non si capisce affatto, \u00e8 come la dottrina dell&#8217;eterna esistenza del mondo si stia insinuando, e in maniera sempre meno velata, sempre pi\u00f9 esplicita, fra le pieghe di certa teologia &quot;cattolica&quot;, che, dagli anni del Concilio Vaticano II in poi, si \u00e8 incessantemente adoperata, con pazientissima, millimetrica precisione (<em>gutta cavat lapidem),<\/em> a intaccare, logorare, demolire, piano, piano, in gran silenzio, con somma discrezione, le basi stesse della dottrina e della fede cattolica, per ridurla, sempre pi\u00f9, ad una sorta di deismo naturalistico, dove tutto quel che viene dal mondo \u00e8 perfettamente legittimo, appunto perch\u00e9 naturale (con la notevole eccezione della differenza fra i sessi; in quel caso, e in quello soltanto, si depreca un eccessivo &quot;naturalismo&quot; della Chiesa, ancora legata al &quot;vecchio&quot; schema maschio\/femmina, rivendicando il diritto di ciascuno a scegliersi, soggettivamente, la propria identit\u00e0 sessuale, e magari a cambiarla in corso d&#8217;opera, anche pi\u00f9 volte). Non si capisce, cio\u00e8, per quale ragione dei teologi che si definiscono cattolici, e perfino dei vescovi e dei sacerdoti, abbiano pressoch\u00e9 smesso di parlare della Creazione; del fatto che noi, come del resto ogni altra cosa, ogni altro ente, veniamo anche materialmente da Dio, e a Dio ritorniamo; per parlare invece, sempre pi\u00f9 spesso, e con sempre maggiore petulanza, della bellezza del creato, del dovere dell&#8217;uomo di custodirlo, di esserne responsabile. Tutte cose giuste, per carit\u00e0, ma insufficienti: perch\u00e9, se si mette fra parentesi il fatto della Creazione, ecco che l&#8217;espressione &quot;creato&quot; perde automaticamente il suo significato cristiano, e diventa un sinonimo di &quot;mondo&quot;, nel senso puramente materialistico della parola. E allora, dove va a finire l&#8217;anima? Ed ecco che l&#8217;aborto, per esempio, diventa logico, perch\u00e9 &quot;naturale&quot;: un feto di pochi giorni o settimane, pu\u00f2 avere un&#8217;anima? Un essere che non \u00e8 ancora nato, che non \u00e8 ancora &quot;uomo&quot;, pu\u00f2 partecipare della dimensione soprannaturale? Evidentemente no. In compenso, molti &quot;cattolici&quot; si profondono in esortazioni e dotte discussioni sulla dimensione &quot;ecologista&quot; del Vangelo; citano &#8212; a sproposito &#8212; San Francesco; lo arruolano fra i precursori del pensiero ambientalista. Che sciocchezza! San Francesco si guarda bene dall&#8217;adorare la natura: <em>egli adora e loda Dio, perch\u00e9 ha creato la natura<\/em>.<\/p>\n<p>Che ci dicano, dunque, la verit\u00e0, una buona volta, tutti costoro, figli e nipotini di quei &quot;teologi&quot; olandesi che, alla met\u00e0 degli anni Sessanta del &#8216;900, scrissero e pubblicarono il famoso (o famigerato) <em>Nuovo Catechismo<\/em>: credono ancora nella Creazione, costoro? Credono ancora che Dio ha creato dal nulla tutte le cose, che le ha tratte dal non essere all&#8217;essere, che ha impresso loro il soffio vitale dell&#8217;esistenza? E che lo ha fatto per amore, gratuitamente, senza alcuna necessit\u00e0 di ordine logico? Che lo ha fatto soltanto e unicamente perch\u00e9 ha voluto condividere con delle creature intelligenti, spirituali (gli angeli) e materiali (gli uomini), l&#8217;amore infinito che Egli \u00e8, e che, appunto perch\u00e9 infinito, non pu\u00f2 fare altro che espandersi, espandersi sempre, ma, nello stesso tempo, rispettando la libert\u00e0 delle sue creature, e quindi proponendo ad esse il suo progetto amorevole, ma senza imporlo, senza renderlo obbligatorio? Ci sia permesso di dubitarne. \u00c8 troppo forte l&#8217;impressione che l&#8217;obiettivo deliberato di certe punte &quot;avanzate&quot; del pensiero cattolico, della pastorale cattolica, dell&#8217;ecumenismo cattolico, stiano in realt\u00e0 perseguendo la demolizione sistematica delle basi stesse della dottrina cattolica: la Creazione, la Trinit\u00e0, l&#8217;Incarnazione, la Resurrezione, e la stessa dottrina del Peccato e della Grazia, da cui, necessariamente, deriva quella relativa all&#8217;Inferno e al Paradiso. Gi\u00e0, l&#8217;Inferno. Ai teologi moderni (e modernisti), non piace. Lo trovano scomodo, spigoloso, fuori moda. Nella loro idea di un Dio esclusivamente misericordioso, l&#8217;Inferno stride terribilmente: vorrebbero abolirlo, vorrebbero far s\u00ec che non sia mai stato neppure pensato. E, non potendo arrivare a tanto, si industriano di mostrare che la Chiesa, per secoli, ha sbagliato, insegnando una religione bastata sulla paura; che il cristiano &quot;adulto&quot; non ha bisogno del Babau, non serve che qualcuno cerchi di spaventarlo con storie di diavoli e punizioni eterne: Dio \u00e8 amore, dunque perdona tutti; dunque, nessuno \u00e8 perduto, nessuno \u00e8 eternamente dannato. Che sospiro si sollievo! Sparisce, cos\u00ec, l&#8217;idea di Dio giudice; meglio: sparisce l&#8217;idea di un uomo che, alla fine, dovr\u00e0 giudicarsi da se stesso, come, del resto, aveva invece ammonito San Paolo (Romani, 1, 20-21): <em>Essi dunque non hanno alcun motivo di scusa; perch\u00e9, pur avendo conosciuto Dio, non lo hanno glorificato, n\u00e9 ringraziato come Dio, ma si sono perduti nei loro vani ragionamenti e la loro mente ottusa si \u00e8 ottenebrata.<\/em> In ultima analisi, \u00e8 questo che spiace maggiormente all&#8217;uomo moderno: l&#8217;idea dell&#8217;Inferno. Egli non la pu\u00f2 ammettere: lo spaventa troppo, non solo in senso fisico, ma anche in senso metafisico, perch\u00e9 lo riconduce alle sue precise responsabilit\u00e0. L&#8217;Inferno non \u00e8 una &quot;pena&quot; calata dall&#8217;alto, da un Dio geloso e vendicativo: \u00e8 il castigo che l&#8217;uomo si infligge da s\u00e9, allorquando, gonfio di superbia, nega la verit\u00e0 divina e pretende di farsi il Dio di se stesso.<\/p>\n<p>E tutto prende le mosse dal <em>Catechismo Olandese<\/em>. Scriveva, in proposito, Vittorio Messori, ormai pi\u00f9 di vent&#8217;anni fa (in: <em>La sfida della fede. Fuori e dentro la Chiesa: la cronaca in una prospettiva cristiana<\/em>, Milano, Edizioni San Paolo, 1993, pp. 281-282):<\/p>\n<p><em>Gi\u00e0 nel troppo celebre &quot;Nuovo Catechismo Olandese&quot;, nel quale confluirono gli orientamenti che stava assumendo certa teologia post-conciliare (fu pubblicato nel 1966) sembra cominciare quella &quot;crisi&quot; del Dio creatore denunciata dal prefetto della Congregazione della fede come in grado di insidiare tutto l&#8217;edificio del cristianesimo.<\/em><\/p>\n<p><em>Come forse si ricorda, la vicenda &quot;olandese&quot; fu sconcertante perch\u00e9 lo stesso papa, Paolo VI, volle che a quel &quot;Catechismo&quot; fossero apportate correzioni ne numerosi punti in cui, stando a Roma, si passava sotto silenzio o si modificava la dottrina tradizionale. I teologi olandesi, spalleggiati dal loro episcopato, rifiutarono le modifiche. Il papa giunse a nominare una commissione cardinalizia, ma non ottenne altro che l&#8217;elaborazione di un &quot;supplemento&quot; dove i punti contestati (che restavano tali e quali nel libro) ricevevano una trattazione pi\u00f9 aderente alla dottrina cattolica.<\/em><\/p>\n<p><em>Intanto, malgrado il divieto romano, il &quot;Catechismo&quot; era tradotto nelle principali lingue senza alcuna modifica n\u00e9 aggiunta, mentre Paolo VI sfogava la sua amarezza parlando di &quot;turbamenti tra i fedeli per le nuove opinioni&quot;, alle quali, per\u00f2, a Roma stessa, non si era voluto o saputo opporsi in modo efficace. Come altre volte in questi anni, sorprende questo lagnarsi un po&#8217; lamentoso e inefficace da parte di chi doveva &#8212; e, se, ce ne fosse stata vera volont\u00e0, poteva &#8212; provvedere.<\/em><\/p>\n<p><em>Comunque sia, nel catechismo, uscito dalle menti dei teologi dell&#8217;universit\u00e0 &quot;cattolica&quot; di Nimega, alla dottrina di Dio creatore con cui iniziano sia la Bibbia che il Credo, non era dedicato nessun esplicito capitolo o paragrafo, accennandosene soltanto qua e l\u00e0 nel testo. Non solo. La rima correzione chiesta dalle commissioni di teologi e cardinali messe in piedi dal papa era cos\u00ec formulata: &quot;Si dovr\u00e0 insegnare che Dio ha creato, oltre al mondo sensibile nel quale viviamo, anche il regno dei puri spiriti che chiamiamo angeli&quot;. Seconda correzione: &quot;Si deve spiegare che le anime dei singoli uomini, perch\u00e9 spirituali, sono create immediatamente da Dio&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>In contestazione, dunque, era gi\u00e0 la parte del &quot;Credo&quot; che definisce Dio creatore non solo &quot;della terra&quot; ma anche del &quot;cielo&quot;, delle cose &quot;invisibili&quot; oltre che visibili e il provenire da lui del&#8217;anima che informa la materia del corpo umano.<\/em><\/p>\n<p><em>Da allora, il silenzio (e talvolta la negazione esplicita) si sono allargate; fino a quella che il cardinale Ratzinger ha chiamato &quot;la situazione di abbandono del tema della creazione da parte di Dio nell&#8217;annuncio cattolico dei nostri giorni&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Il problema, stando al Prefetto della Congregazione per la fede, \u00e8 talmente basilare e grave (&quot;i racconti con cui si apre la Bibbia vengono nascosti; le loro affermazioni non sembrano, a certi teologi, pi\u00f9 proponibili&quot;) che egli stesso \u00e8 sceso in campo pubblicando un pamphlet &#8212; &quot;Creazione e peccato&quot;, Edizioni S. Paolo &#8211; per tentare di reintrodurre il tema nella predicazione e nella catechesi.<\/em><\/p>\n<p>Se non che, mettere fra parentesi, o addirittura, in prospettiva, abolire il fatto della Creazione, equivale non gi\u00e0 ad affrancare l&#8217;uomo da una supposta servit\u00f9, ma a votarlo ad una perpetua infelicit\u00e0 ed ad una certa rovina: perch\u00e9 l&#8217;uomo \u00e8, e rimane, una creatura, e la creatura non trova in se stessa il proprio significato, n\u00e9 il proprio destino, n\u00e9 la propria libert\u00e0, n\u00e9 la propria felicit\u00e0; ma li trova uscendo da se stesso, da quel piccolo, fragile, limitato essere che egli \u00e8, per rivolgersi alla sorgente luminosa dell&#8217;Amore infinito, dalla quale egli, come ogni altra cosa esistente, ha avuto origine: Dio.<\/p>\n<p>Inoltre, se si abolisce il fatto della Creazione, viene a cadere la necessit\u00e0 della Redenzione: che cosa ci sar\u00e0 mai da redimere, in un mondo che esiste da s\u00e9, e che non deve la propria esistenza a nessuno? Evidentemente, un mondo siffatto risponde unicamente alle leggi della natura: e la natura, in quanto natura, non \u00e8 soggetta a giudizio, ma solo al principio di sopravvivenza. Nella natura non ci sono il bene e il male; tanto meno il Peccato e la Grazia. Nella natura ci sono solamente degli enti che lottano per l&#8217;esistenza e per la sopravvivenza; lotta che non ha nulla a che fare con la morale. \u00c8 un&#8217;altra cosa. Questa non \u00e8 affatto la prospettiva cristiana; la prospettiva cristiana concepisce una realt\u00e0 soprannaturale, dalla quale procede la realt\u00e0 naturale. Nella prospettiva cristiana, la natura \u00e8 creata da Dio, non si \u00e8 creata da se stessa, non esiste da se stessa; e in essa vi \u00e8 la legge morale naturale, che Dio ha impresso nella mente e nel cuore delle creature intelligenti. Il loro rifiuto di adorare e ringraziare il Creatore equivale alla rivolta della natura contro Dio e ferisce la natura con la drammatica realt\u00e0 del Peccato. Ora, dal peccato l&#8217;uomo non pu\u00f2 redimersi: per definizione, redimere \u00e8 cosa che spetta a qualcuno che sta al di sopra; non pu\u00f2 farlo chi sta al livello della cosa da cui si vuol redimere. L&#8217;uomo, per redimersi, ha bisogno di Dio. Ha avuto bisogno della Trinit\u00e0, nonch\u00e9 dell&#8217;Incarnazione, della Passione, Morte e Resurrezione di Cristo; ha avuto bisogno che Dio, dopo averlo creato, lo cercasse, lo chiamasse, lo esortasse, si facesse uomo e si sacrificasse per amor suo, mostrandogli poi la via della risurrezione e affidandolo, per tutti i giorni sino alla fine del mondo, all&#8217;azione consolatrice e fortificante dello Spirito Santo. Del resto, se non fosse creatura, l&#8217;uomo sarebbe un aborto, uno sbaglio, un frutto del caso. \u00c8 qui che vogliono arrivare, certi teologi?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da molto tempo la cultura laicista vorrebbe mettere fra parentesi il fatto della Creazione, affinch\u00e9 l&#8217;uomo venga affrancato da qualunque legame, da qualunque dipendenza, da qualunque<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[100,117],"class_list":["post-23091","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-baruch-spinoza","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23091","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23091"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23091\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23091"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23091"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23091"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}