{"id":23090,"date":"2011-09-16T10:22:00","date_gmt":"2011-09-16T10:22:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/09\/16\/labito-e-unestensione-della-pelle-che-cela-ed-esibisce-il-corpo-al-tempo-stesso\/"},"modified":"2011-09-16T10:22:00","modified_gmt":"2011-09-16T10:22:00","slug":"labito-e-unestensione-della-pelle-che-cela-ed-esibisce-il-corpo-al-tempo-stesso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/09\/16\/labito-e-unestensione-della-pelle-che-cela-ed-esibisce-il-corpo-al-tempo-stesso\/","title":{"rendered":"L\u2019abito \u00e8 un\u2019estensione della pelle che cela ed esibisce il corpo al tempo stesso"},"content":{"rendered":"<p>Il vestito, certamente, serve a coprire il corpo; almeno nella societ\u00e0 occidentale e specialmente in quella moderna.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, una volta abbandonata la nudit\u00e0 come condizione naturale, il vestito \u00e8 anche l&#8217;elemento che permette di evidenziare il corpo, le sue forme; di accentuare, insieme al trucco, alcune sue parti.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come lo smalto e la pittura sulle unghie servono a richiamare l&#8217;attenzione sulle dita delle mani e dei piedi, allo stesso modo una gonna molto corta, o con un profondo spacco, serve a richiamare l&#8217;attenzione sulle gambe, o una generosa scollatura del vestito serve a richiamare l&#8217;attenzione in prossimit\u00e0 del seno.<\/p>\n<p>La funzione dell&#8217;abito, pertanto, \u00e8 duplice: celare ed esaltare; e, per sua stessa natura, lo statuto ontologico dell&#8217;abbigliamento \u00e8 pi\u00f9 che ambiguo, addirittura bifronte, nel senso che svolge simultaneamente due funzioni diametralmente opposte.<\/p>\n<p>Molto si \u00e8 detto e molto si \u00e8 arzigogolato a proposito dell&#8217;innocenza della nudit\u00e0 presso i popoli nativi, ovviamente quelli che la praticavano per ragioni climatiche; e, naturalmente, molto si \u00e8 detto e molto si \u00e8 pontificato a proposito dell&#8217;atteggiamento repressivo adottato verso di essa dai colonizzatori europei e, in particolare, dai missionari cristiani e specialmente cattolici (ma anche quelli protestanti non scherzavano quanto a pruderie moralistica, valga per tutti il caso dei pastori riformati nelle Isole Hawaii durante il XIX secolo).<\/p>\n<p>Si \u00e8 anche voluto tirare in ballo il racconto veterotestamentario del peccato originale e la scoperta improvvisa, da parte di Adamo ed Eva, della propria nudit\u00e0, con il relativo senso di vergogna e il loro frettoloso coprirsi, tanto da spingere alcuni antropologi in vena di filosofeggiare, o meglio di teologizzare, a supporre che il &quot;vero&quot; peccato originale non sia stato quello di voler diventare simili a Dio, mediante l&#8217;acquisizione della conoscenza del Bene e del Male, ma quello di natura sessuale, a dispetto del fatto che Dio avesse creato Eva precisamente come compagna di Adamo e non solo per fargli da amica o da sorella.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che di simili cose poco o nulla possiamo onestamente affermare, per la semplicissima ragione che nessun documento attendibile ci permetter\u00e0 mai di sapere quel che pensassero, della propria nudit\u00e0, i nostri antichissimi progenitori, n\u00e9 quel che ne pensavano le culture tribali prima di venire a contatto con la civilt\u00e0 occidentale moderna, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che sappiamo in proposito risale a tempi alquanto successivi; oppure, nel caso dei popoli tradizionali, appartiene ad una fase storica in cui era impossibile separare ci\u00f2 che era proprio delle culture originarie dagli apporti e dagli influssi dei navigatori, degli esploratori, dei commercianti bianchi, per non parlare dei conquistatori, dei colonizzatori e, ovviamente, anche dei preti cristiani, desiderosi di convertite nuove anime.<\/p>\n<p>Pertanto la percezione del corpo naturale, cos\u00ec come doveva o poteva essere prima dell&#8217;introduzione dell&#8217;abbigliamento, non pu\u00f2 essere che oggetto di congetture pi\u00f9 o meno fondate, pi\u00f9 o meno ragionevoli; non di autentica conoscenza e meno ancora di effettiva e concreta esperienza; in questo senso, le varie forme di nudismo e naturismo non sono affatto un ritorno all&#8217;innocenza originaria, ma una scelta deliberata da parte di una cultura, come la nostra, che, fin dove giunge la nostra memoria storica, non l&#8217;ha mai conosciuta oppure, se l&#8217;ha conosciuta, ne ha irrimediabilmente perduto il ricordo, insieme alle modalit\u00e0 culturali attraverso le quali l&#8217;aveva elaborata.<\/p>\n<p>Ha scritto Ugo Volli nel suo libro \u00abContro la moda\u00bb (Milano, Feltrinelli, 1988, pp. 40-43):<\/p>\n<p>\u00ab&#8230; Il contenuto di tutto l&#8217;abbigliamento, anche di quello pi\u00f9 apparentemente pudico, \u00e8 doppio, AMBIVALENTE. In pratica, si tratta sempre di esibire e celare il corpo allo stesso tempo, insomma di soddisfare (Ren\u00e9 K\u00f6nig, &quot;Il potere della moda&quot;, Napoli, Liguori, 1976, , p. 52 &quot;due esigenze diametralmente opposte: da una parte adornarsi, farsi notare, dall&#8217;altra coprirsi, passare inosservati. Il vestito cerca dunque di conciliare due tendenze inconciliabili, valorizzare il nostro fisico e proteggere il nostro pudore. Sul piano sessuale, tuttavia, queste due tendenze si basano sullo stesso desiderio istintivo, accettato nel primo caso, respinto nel secondo&quot;.<\/p>\n<p>Che anche o soprattutto abiti monacali possano suscitare attrazione erotica lo sanno da sempre pornografi e spogliarelliste; e per\u00f2 la maggior parte dei vestiti che storicamente sono stati popolari ha forme sessuali molto pi\u00f9 esplicite, tanto da consentirne non solo una ricca interpretazione psicanalitica, ma anche facili accostamento ai segnali di riconoscimento sessuale che l&#8217;etologia ha riconosciuto nelle diverse specie animali. \u00c8 importante rendersi conto che tale ambivalenza del pudore, motivata quanto si vuole da ragioni psicanalitiche o etologiche, funziona per\u00f2 secondo una modalit\u00e0 linguistica, anzi retorica. IL PUDORE \u00c8 LA FIGURA RETORICA DELLA PRETERIZIONE APPLICATA ALL&#8217;ABBIGLIAMENTO. Annunciando il suo silenzio, MOSTRANDO cio\u00e8 di coprire ci\u00f2 che copre, inevitabilmente lo sottolinea. Ci pu\u00f2 essere naturalmente il pudore ingenuo come quello malizioso: non \u00e8 questo che conta, ma l&#8217;effetto di senso che comunque vi soggiace.<\/p>\n<p>&quot;Il Cristianesimo sosteneva la rigorosa opposizione fra corpo e anima, e insegnava che un&#8217;eccessiva attenzione al corpo pregiudicava la salvezza dell&#8217;anima. Uno dei modi pi\u00f9 facili per sviare l&#8217;attenzione dal corpo era quello di nasconderlo, e di conseguenza qualunque tendenza a mostrare il corpo nudo divenne segno di immodestia. Ma l&#8217;aumento del numero e della complessit\u00e0 degli indumenti, causato da questa tendenza, creava le premesse per un nuovo sfogo degli impulsi esibizionistici repressi. L&#8217;interesse per il corpo nudo in certa misura si spost\u00f2 sugli abiti, cosicch\u00e9 si rese necessario un nuovo sforzo per combattere la nuova manifestazione delle tendenze cui la modestia si opponeva; e cos\u00ec avvenne che la disapprovazione da parte delle autorit\u00e0 ecclesiastiche per la stravaganza e il lusso dell&#8217;abbigliamento fu espressa tanto vigorosamente quanto la disapprovazione per il culto del corpo. Non bisogna attribuire un&#8217;eccessiva influenza alle critiche morali della chiesa , che probabilmente non erano pi\u00f9 efficaci dei sermoni su altri argomenti. Quali che siano le cause, comunque, \u00e8 chiaro che nella storia dell&#8217;abbigliamento europeo ci sono state successive ondate di pudore che condannavano ci\u00f2 che le precedenti generazioni avevano tollerato, sia in relazione all&#8217;esposizione del corpo, sia alla ricercatezza dell&#8217;abbigliamento&quot; (John Carl Fl\u00fcgel, &quot;Psicologia dell&#8217;abbigliamento&quot;, Milano, Franco Angeli, 1986, pp. 70-71).<\/p>\n<p>&quot;Estensione della pelle&quot;, ha definito il vestito Marshall McLuhan (&quot;Gli strumenti del comunicare&quot;, Milano, Il Saggiatore, 1967, p. 129), VERA E PROPRIA PROTESI, che pu\u00f2 essere oggetto dello stesso tipo di passione che desta la nudit\u00e0, moltiplicata per una serie di spostamenti metaforici e metonimici di cui il feticismo \u00e8 campione, e lo spogliarello un esercizio sapiente. Proprio per questa ragione non \u00e8 possibile de-erotizzare l&#8217;abbigliamento: ogni copertura \u00e8 l&#8217;inverso di uno svelamento, ogni atto di nascondere suppone la possibilit\u00e0 di scoprire, ogni cosa che cela \u00e8 pericolosamente in contatto con ci\u00f2 che \u00e8 coperto e contagiato da esso, reso partecipe per metonimia della sua sessualit\u00e0. Se hanno ragione gli antropologi quando dicono che tutta la nostra cultura strumentale \u00e8 fatta di protesi e estensioni materiali di parti del nostro corpo, realizzati per compiti specifici; e se dunque il martello \u00e8 un pugno rafforzato e distaccato, come il cannocchiale \u00e8 un occhio potenziato, allora l&#8217;abito convoglia le propriet\u00e0 di protezione, ma soprattutto quelle di sensibilit\u00e0 e di seduzione della pelle. [&#8230;]<\/p>\n<p>Di fatto, una delle costanti nelle oscillazioni della Moda femminile \u00e8 una sorta di equilibrio: quanto si scopre di sopra si deve nascondere di sotto, quel che si esibisce da dietro si deve occultare davanti, e viceversa. Non solo il brutto e il bello, dunque, il &quot;giusto&quot; e lo &quot;sbagliato&quot;, ma anche il pudico e l&#8217;immodesto, l&#8217;osceno e il lecito sono questioni di moda. Ancora una volta, \u00e8 l&#8217;abbigliamento che fa il pudore e non viceversa.\u00bb<\/p>\n<p>Ora, se l&#8217;abbigliamento \u00e8 una protesi della pelle e un prolungamento del corpo, va da s\u00e9 che tale protesi e tale prolungamento esprimeranno il modo di essere fondamentale della cultura di cui sono espressione; e, se tale modo di essere fondamentale \u00e8, per la cultura occidentale europea, l&#8217;avere, il possesso, il dominio sulle cose, ecco che l&#8217;abbigliamento diventer\u00e0 automaticamente uno strumento finalizzato alla strategia dell&#8217;avere, del possesso e del dominio.<\/p>\n<p>Ci si veste, dunque, oppure ci si sveste pi\u00f9 o meno parzialmente, tenendo sempre d&#8217;occhio non tanto la necessit\u00e0 di coprirsi per ragioni climatiche e nemmeno soltanto per ragioni di pudore, ma anche per catturare l&#8217;attenzione altrui, per sedurre, per dominare l&#8217;altro, attraverso il gioco di coprire o scoprire, allusivamente e simultaneamente, il proprio corpo; e, una volta adottata questa linea di condotta, si autorizza socialmente tutto ci\u00f2 che \u00e8 conforme a una tale strategia, con qualunque mezzo, senza lasciarsi condizionare da alcun genere di considerazioni pratiche, economiche o morali.<\/p>\n<p>Dunque si sfider\u00e0 il freddo dell&#8217;inverno, per esporre la maggior superficie possibile di pelle nuda; si affronteranno i pi\u00f9 duri sacrifici, pur di acquistare e indossare gli abiti giudicati socialmente pi\u00f9 carichi di potere seduttivo; e si esibir\u00e0, mediante essi, il proprio corpo, in qualunque occasione e circostanza, a qualunque et\u00e0: che si tratti del corpo di una donna in stato avanzatissimo di gravidanza, oppure quello impubere di una bambinetta, magari per volont\u00e0 della cara mammina che vorrebbe farne una Lolita; cos\u00ec come, all&#8217;opposto, del corpo di una donna decisamente anziana e nondimeno ben decisa a sfruttare ogni possibile strategia per renderlo non solo attraente e desiderabile, ma anche brutalmente provocante.<\/p>\n<p>Davanti a che cosa, ormai, si \u00e8 disposti a fermarsi, quando si tratti di valorizzare al massimo la nudit\u00e0 e l&#8217;erotismo del proprio corpo, allo scopo di costringere gli altri a voltarsi a guardarlo, ad ammirarlo, a fantasticarci sopra in maniera oscena? Perch\u00e9 non \u00e8 che una tale esibizione suggerisca pensieri casti e rispettosi; e colui o colei che se ne rende protagonista lo sa benissimo; anche se, il pi\u00f9 delle volte, spinge la propria ipocrisia fino al punto di voler convincere gli altri, e magari anche se stesso, che lo fa soltanto per il proprio piacere, per una esigenza di libert\u00e0, perch\u00e9 semplicemente gli va di fare cos\u00ec, senza secondi fini e senza altre intenzioni&#8230;<\/p>\n<p>Questo si chiama scagliare il sasso e nascondere la mano: ed \u00e8 un modo di fare proprio delle persone poco consapevoli di s\u00e9 e degli altri, dato che non hanno nemmeno il coraggio e l&#8217;onest\u00e0 per guardarsi dentro sino in fondo; ma che sono solite agire con leggerezza, se non addirittura con incoscienza, guidate unicamente dal proprio narcisismo e dallo sfrenato desiderio di richiamare l&#8217;ammirazione del prossimo su di loro.<\/p>\n<p>L&#8217;abito, dunque, non \u00e8 quella cosa innocente che si potrebbe immaginare; e, anche se non tutti sono cos\u00ec maliziosi e scaltriti da utilizzarlo come un&#8217;arma di seduzione e da sfruttarne le potenzialit\u00e0 erotiche ad ogni minima occasione, magari simulando distrazione o finta innocenza, non si pu\u00f2 nemmeno sottovalutarne le implicazioni sessuali e l&#8217;uso spregiudicato che molte persone ne fanno, magari proprio le stesse che, quando hanno raggiunto l&#8217;intento di provocare gli altri, si mostrano offese per una presunta indelicatezza degli sguardi o delle parole loro rivolti.<\/p>\n<p>Certo, anche in questo ambito \u00e8 proprio il caso di dire: \u00abomnia munda mundis\u00bb, come osserva frate Cristoforo nell&#8217;ottavo capitolo de \u00abI promessi sposi\u00bb; ma tant&#8217;\u00e8: da quando i loro progenitori hanno mangiato la mela, gli esseri umani non sono quasi mai del tutto privi di malizia, cos\u00ec come non sono quasi mai del tutto privi d&#8217;innocenza; e l&#8217;ambiguit\u00e0 dello statuto ontologico del vestito \u00e8 un riflesso, a ben guardare, dell&#8217;ambiguit\u00e0 della stessa natura umana.<\/p>\n<p>Una educazione bene intesa, pertanto, dovrebbe evitare entrambi gi eccessi: sia quello di suggerire ai bambini una percezione negativa e peccaminosa del corpo, insistendo ossessivamente sulla necessit\u00e0 di coprirlo; sia quello di incoraggiarli ad esibirlo continuamente, in maniera impudica e lasciva, come cosa assolutamente naturale e perfino encomiabile.<\/p>\n<p>Invece, si pu\u00f2 dire che la societ\u00e0 odierna \u00e8 passata dall&#8217;uno all&#8217;altro di tali eccessi, quasi senza transizione: basta confrontare quel che veniva insegnato ai bambini solo un paio di generazioni or sono e quello che viene loro insegnato oggi; con quali effetti, \u00e8 sotto gli occhi di tutti&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il vestito, certamente, serve a coprire il corpo; almeno nella societ\u00e0 occidentale e specialmente in quella moderna. 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