{"id":23083,"date":"2017-09-06T12:56:00","date_gmt":"2017-09-06T12:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/09\/06\/abbiamo-un-nuovo-mose-don-mussie-zerai\/"},"modified":"2017-09-06T12:56:00","modified_gmt":"2017-09-06T12:56:00","slug":"abbiamo-un-nuovo-mose-don-mussie-zerai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/09\/06\/abbiamo-un-nuovo-mose-don-mussie-zerai\/","title":{"rendered":"Abbiamo un nuovo Mos\u00e9, don Mussie Zerai"},"content":{"rendered":"<p>Tempi fortunati per i cattolici, questi. Oltre alla duplicazione di san Francesco, sotto le spoglie dell&#8217;attuale pontefice &#8211; gesuita, s\u00ec, ma come quell&#8217;altro innamorato degli uccellini, dell&#8217;ambiente e dei fratelli islamici &#8212; possono ora disporre anche della duplicazione di Mos\u00e8: un nuovo Mos\u00e8 che salva il suo popolo dalle acque, come quell&#8217;altro salv\u00f2 gli ebrei dalle onde del Mar Rosso e li sottrasse alla schiavit\u00f9 d&#8217;Egitto. Qualcuno potrebbe pensare che stiamo facendo dell&#8217;ironia a buon mercato, ma lo rassicuriamo che non \u00e8 cos\u00ec: non siamo noi a fare una tale paragone, evocando una simile ascendenza biblica; nossignore, sono loro, i cattolici progressisti e bergogliani d.o.c. Nella fattispecie, \u00e8 il settimanale <em>Credere<\/em>, una delle punte di diamante (si fa per dire) della neochiesa modernista che si \u00e8 imposta, di prepotenza, sulla Chiesa cattolica quale noi, e con noi milioni e milioni di cattolici, l&#8217;abbiamo sempre conosciuta, e nella quale abbiamo riconosciuto la voce dell&#8217;autentico pastore, mentre adesso sentiamo solo un chiacchiericcio mondano, molto <em>politically<\/em> <em>correct<\/em>, ma che non ha nulla di spirituale, e soprattutto nulla di cattolico, ma in compenso trasuda buonismo da tutti i pori; e sappiano che il buonismo non \u00e8 un eccesso di bont\u00e0, ma una deformazione diabolica del bene. Diabolica, perch\u00e9 consiste nell&#8217;ostinato rifiuto di vedere e di riconoscere che il male esiste, e che, forse, \u00e8 molto pi\u00f9 vicino di quel che non si creda; che forse \u00e8 tutto intorno a noi, e anche dentro di noi, ma i buonisti fanno finta di non vederlo, perch\u00e9, con la scusa di essere positivi, ottimisti e caritatevoli, vogliono, in realt\u00e0, negare il peccato, o sminuirlo, o togliergli la sua caratteristica essenziale: quella di una ribellione contro Dio, che infrange l&#8217;ordine amorevole da Lui voluto. Dunque, per costoro, meno si parla del male, e meglio \u00e8; in tal modo si parla poco e niente anche del peccato: e quello che resta non \u00e8 pi\u00f9 il cattolicesimo, ma una sorta di buonismo pseudo cattolico, tendenzialmente o apertamente sincretista (ne abbiamo viste e ne vediamo ogni giorno di tutti i colori; anche il dio Ganesha, quello con la testa d&#8217;elefante, entrare in trionfo in una chiesa cattolica, fra il tripudio dei suoi fedeli, e con l&#8217;autorizzazione del prete cattolico in questione), nonch\u00e9 un indifferentismo religioso e un relativismo etico, in base ai quali basta seguire la propria coscienza, come disse papa Francesco, fin dall&#8217;inizio del suo pontificato, nella famosa intervista a Eugenio Scalfari, e si \u00e8 a posto davanti agli uomini e davanti a Dio. Certo, in tal modo non resta pi\u00f9 nulla della dottrina cattolica, e neppure della morale cattolica; ma che importa? Tanto, lo dice papa Francesco, <em>Dio non \u00e8 cattolico<\/em>; e allora, perch\u00e9 preoccuparsi? Perch\u00e9 farsene un problema, o, peggio, un cruccio?<\/p>\n<p>Dunque, stavamo parlando del nuovo Mos\u00e8 che salva il suo popolo dalle acque; o meglio, non noi, ma ne parla il settimanale <em>Credere<\/em>. Una rivista, sia detto per inciso, che si vende anche dentro le chiese, proprio come <em>Famiglia Cristiana<\/em>: il che vuol dire che un fedele, entrando nella casa di Dio per pregare, e vedendo esposte in vendita tali riviste, non dubita neanche per un momento che si tratti, come si diceva una volta (quelli che hanno pi\u00f9 di cinquant&#8217;anni se ne ricordano bene) della <em>buona stampa<\/em>, e la compri e se la porti a casa, pi\u00f9 o meno con la stessa fiducia con cui porterebbe a casa un libretto devozionale, una <em>Liturgia delle ore<\/em> o magari un <em>Vangelo<\/em> in formato tascabile, come usa da parte di molti parroci. E perch\u00e9 no? Se la espongono in chiesa, vuol dire che bisogna leggerla con fiducia; se no, i sacerdoti non si assumerebbero una tale responsabilit\u00e0. Ahim\u00e8, quello che fa acqua in questo ragionamento \u00e8 che ci si possa ancora fidare del discernimento pastorale di molti, di troppi sacerdoti; che ci si possa fidare del fatto che essi sono, e si sentono ancora, dei preti cattolici in tutto e per tutto, senza complessi e senza ambiguit\u00e0. Ma come \u00e8 possibile farlo, quando gi\u00e0 dal loro modo di vestire si vede subito che ci\u00f2 cui aspirano sopra ogni altra cosa \u00e8 di passare per dei preti poco clericali, e infatti si vergognano di portare, non diciamo la talare &#8212; che, se non andiamo errati, non \u00e8 stata abolita; eppure \u00e8 come se lo fosse stata, proprio come il latino della Messa tridentina, che non \u00e8 mai stato abolito, eppure \u00e8 stato fatto sparire, quasi con vergogna, come si fanno sparire le tracce di un delitto, o quelle di un parente pazzo o depravato &#8212; ma anche solo il <em>clergyman<\/em>, e non vedono l&#8217;ora d&#8217;indossare una camicia e un paio di pantaloni qualsiasi, ovviamente senza portare neanche un crocifisso al collo, perch\u00e9 cos\u00ec sono pi\u00f9 &quot;aperti&quot; e &quot;dialoganti&quot;, e pi\u00f9 rispettosi della sensibilit\u00e0 altrui, cio\u00e8 dei giudei, degli islamici, dei buddisti, degli induisti (devori del dio Ganesha compresi), e soprattutto dei protestanti, dei massoni, dei radicali e degli atei impenitenti e anticristiani? E se qualcuno pensa che stiamo esagerando, diremo ancora di pi\u00f9: sappiano per certo, perch\u00e9 ce lo hanno confidato dei sacerdoti nostri amici, che certi vescovi e certi ordini religiosi sono arrivati al punto di <em>proibire<\/em> ai loro sacerdoti di andarsene in giro vestiti da preti: li vogliono in borghese, cio\u00e8 in incognito: nessuno deve sapere che sono preti, a meno che sia veramente indispensabile! E che tutto ci\u00f2 possa offendere, non gi\u00e0 i seguaci delle altre religioni, o i massoni, o gli atei, ma proprio i cattolici, evidentemente a costoro non viene neppure in mente; o, se viene in mente, non gliene importa nulla. A chi importano i sentimenti dei cattolici, ormai? Non certo ai seguaci di papa Francesco, che spara una offesa e una empiet\u00e0 al giorno: dall&#8217;apostolato che \u00e8 <em>una colossale sciocchezza<\/em>, a Ges\u00f9 Cristo che <em>si \u00e8 fatto diavolo<\/em>, alla sofferenza umana che <em>non trova alcuna spiegazione<\/em>, alla dottrina che \u00e8 cosa cattiva se <em>crea divisioni<\/em>; e si potrebbe continuare per pagine e pagine, senza contare gl&#8217;innumerevoli insulti ed improperi che ha lanciato, e continua a lanciare, verso i cattolici che lui definisce &quot;fanatici&quot;, &quot;rigidi&quot;, dalla &quot;doppia vita&quot;, &quot;signori e signore piagnisteo&quot;, mentre sono dei cattolici e basta; ma si vede che ci\u00f2 non gli va proprio gi\u00f9, perch\u00e9 disturba le sue radicate convinzioni sull&#8217;ecumenismo e il dialogo interreligioso, e intralcia le sue concelebrazioni coi luterani e le sue messe aperte ai musulmani.<\/p>\n<p>Dunque, sull&#8217;ultimo numero di <em>Credere<\/em>, spicca, in copertina, la foto &quot;promozionale&quot; di un gi\u00e0 candidato al Premio Nobel per la pace nel 2015: don Mussie Zerai, un prete cattolico eritreo che, in pochissimo tempo, \u00e8 diventato la <em>star<\/em> dei programmi televisivi progressisti e buonisti, \u00e8 stato preso sotto l&#8217;ala protettrice di David Parenzo a <em>In onda estate<\/em> e, adesso, \u00e8 stato ufficialmente &quot;adottato&quot; dalla stampa cattolica che conta. Il titolo dell&#8217;articolo \u00e8 questo: <em>Il prete che come Mos\u00e8 salva il suo popolo dalle onde;<\/em> sottotitolo: <em>\u00c8 arrivato in Italia a 17 anni come richiedente asilo. Ordinato prete, oggi lotta per i diritti dei migranti in Europa e per la vita di coloro che solcano il Mediterraneo<\/em> (l&#8217;articolo \u00e8 firmato da Romina Gobbo, ma la direzione del giornale \u00e8 di don Antonio Rizzato; il quale, per capire come la pensa, nel suo editoriale cita quale massima autorit\u00e0 in fatto di cristianesimo&#8230; Enzo Bianchi, il falso prete di Bose che abbraccia gli alberi per far vedere quanto \u00e8 &quot;divina&quot; la natura e, in perfetta sintonia con l&#8217;enciclica di papa Francesco <em>Laudato si&#8217;<\/em>, vuol far capire anche ai cattolici pi\u00f9 testoni che la responsabilit\u00e0 del creato \u00e8 cosa loro, e che questi sono i veri temi all&#8217;ordine del giorno. Chiss\u00e0 perch\u00e9, ci viene in mente la &quot;profezia&quot; del filosofo, teologo e scrittore Vladimir Solov&#8217;\u00ebv, secondo la quale l&#8217;Anticristo sar\u00e0 un religioso molto stimato, ambientalista, animalista, vegetariano, filantropo, pacifista, molto ascoltato e applaudito per i suoi discorsi (strano, perch\u00e9 Ges\u00f9 Cristo non \u00e8 stato applaudito, ma processato, condannato e crocifisso, nonch\u00e9 maledetto dagli uomini). Vedere per credere: don Zerai si \u00e8 gi\u00e0 conquistato l&#8217;onore di una &quot;voce&quot; su Wikipedia, come una grande personalit\u00e0 o un grande benefattore dell&#8217;umanit\u00e0; e cos\u00ec, in effetti, lo presenta, senza la minima sfumatura, il settimanale in questione. Il fatto che egli sia ufficialmente indagato dalla procura di Trapani per favoreggiamento dell&#8217;immigrazione clandestina, non \u00e8 certo un problema, n\u00e9 per lui, n\u00e9 per la stampa cattolica che lo sostiene, e meno ancora per i suoi potenti amici e paladini nel mondo dell&#8217;informazione e in quello della politica (fra questi ultimi spicca una sua grande ammiratrice, la signora Laura Boldrini); al contrario, conscio che la miglior difesa \u00e8 sempre l&#8217;attacco, il prete eritreo punta il dito contro lo Stato e accusa le pubbliche autorit\u00e0 di far poco e male per i poveri clandestini. Citiamo dall&#8217;articolo in questione: <em>Padre Mussie mette in contatto i naufraghi con le navi delle ong e per questo ora \u00e8 indagato per favoreggiamento dell&#8217;immigrazione. Ma si dichiara tranquillo perch\u00e9 ha agito nel rispetto della legalit\u00e0<\/em>. Poche parole, una montagna di falsit\u00e0 e inesattezze: a cominciare dal fatto che don Zerai non salva i &quot;naufraghi&quot;, ma delle persone che sono appena partite clandestinamente dai porti della Libia, che non sono per niente in pericolo di naufragare, non che gi\u00e0 naufragate, e che vengono trasbordate grazie alle sue telefonate incrociate &#8212; questa, almeno, \u00e8 l&#8217;ipotesi di reato della procura della Repubblica &#8212; fra gli scafisti, o chi per essi, e le navi delle ong le quali, a loro volta poco scrupolosamente, non vanno a salvare dei <em>naufraghi<\/em>, ma delle persone perfettamente al sicuro, a bordo d&#8217;imbarcazioni che hanno percorso solo poche miglia, sovente con mare liscio come l&#8217;olio, e che poi vengono gentilmente restituite agli scafisti. Semmai, qualcuno potrebbe e dovrebbe chiedere conto a don Zerai delle persone che annegano nella traversata, perch\u00e9 incoraggiate ed illuse, da lui e da altri come lui, che in Italia sia facile arrivare e che ci sia pronta accoglienza per tutti. Questo significa indurre le persone a tentare l&#8217;avventura; e se, poi, il viaggio finisce in tragedia, non \u00e8 giusto, non \u00e8 onesto, non \u00e8 veritiero prendersela con le pubbliche autorit\u00e0, i cui uomini, da anni, fanno il possibile e l&#8217;impossibile per soccorrere i barconi in difficolt\u00e0 (eppure, chi non ricorda quell&#8217;ingeneroso, demagogico, assurdo <em>Vergogna!<\/em> gridato dal papa a Lampedusa, mentre gettava una corona di fiori in mare? <em>Vergogna<\/em>, a chi?), ma bisognerebbe prendersela con quanti, incoscientemente, alimentano, con il loro atteggiamento buonista, le partenze dall&#8217;Africa, oltretutto pagando il viaggio qualcosa come 5 o 6.000 euro, cio\u00e8 vendendo tutti i propri beni e tagliandosi i ponti alle spalle, quando, con quella cifra, in Africa, si \u00e8 considerati, e si \u00e8, tutt&#8217;altro che poveri. Ed ecco l&#8217;affondo del prete eritreo, sempre sulle pagine di <em>Credere<\/em>: <em>La protezione per i rifugiati c&#8217;\u00e8 solo sulla carta: non \u00e8 mai stata tradotta in pratica<\/em>. Altra menzogna spudorata, altro discorso disonesto: come fa don Zerai a qualificare &quot;rifugiati&quot; i migranti, quando le statistiche dicono che 9 su 10 non sono affatto dei profughi e non hanno alcun diritto di essere considerati tali? Ma alle bugie, il candidato al Nobel per la Pace si direbbe che sia abituato: a domanda, in diretta tv ha risposto che quanti partono dalla Libia conoscono il suo numero di cellulare perch\u00e9 lo hanno letto sui muri del carcere di Tripoli, dove qualcuno l&#8217;ha scritto. Ignazio La Russa lo ha sbugiardato in diretta e gli ha ricordato che anche un prete, quando dice le bugie, deve andare a confessarsi; oltre ad avere l&#8217;obbligo di rispettare le leggi dello Stato, come qualsiasi altro cittadino. In compenso, lo Stato italiano \u00e8 avvertito, i suoi servitori sono avvertiti: procuratori, giudici, membri delle forze dell&#8217;ordine sono tutti avvertiti: don Zerai non si tocca, \u00e8 stato beatificato per direttissima dalla Chiesa cattolica; anzi, \u00e8 lui che lancia accuse e bisogna pensare a giustificarsi.<\/p>\n<p>Intanto ieri, a Padova, lontano dai clamori mediatici, e senza programmi di approfondimento radiotelevisivi, si \u00e8 tolto la vita un piccolo imprenditore, schiacciato dalle difficolt\u00e0 economiche. \u00c8 solo l&#8217;ultimo di una lunghissima serie: ma questi italiani disperati non fanno notizia, fanno notizia solo i migranti. E allora parliamone, di questi migranti; parliamo, per esempio, degli stupratori di Rimini: eccola qua, la bella integrazione, la bella missione di civilt\u00e0 svolta da chi predica l&#8217;accoglienza indiscriminata e la cittadinanza gratis per tutti gli stranieri. Il capo del quartetto, Guerlin Butungu, congolese, 20 anni (ma forse pi\u00f9, a giudicare dall&#8217;aspetto) era arrivato in Italia nel 2015 come richiedente asilo e aveva diritto di restarvi fino al 2018; gli altri sono due ragazzi marocchini di 15 e 16 anni, nati in Italia e gi\u00e0 con precedenti per furto, spaccio e altri piccoli reati, e un nigeriano di 17. \u00c8 un quadro esemplare: ci sono i minorenni che, essendo nati in Italia, si suppone debbano essere relativamente &quot;integrati&quot;; e c&#8217;\u00e8 il richiedente asilo che viene accolto perch\u00e9 riconosciuto come rifugiato per motivi umanitari. Ma n\u00e9 gli uni, n\u00e9 l&#8217;altro si son fatti scrupolo di comportarsi come dei delinquenti della peggiore specie (la Polonia ne ha chiesto l&#8217;estradizione per punirli <em>con la tortura e la pena di morte<\/em>; laddove l&#8217;Italia non ha fiatato quando un giudice spagnolo ha rilasciato subito due dei tre brutali assassini del ragazzo italiano, massacrato in discoteca: noi siamo ormai fin troppo abituati a subire simili violenze, e quasi ci meravigliamo se altri se la prende calda). E mentre le ricerche degli stupratori erano ancora in corso, ecco un altro episodio, sempre a Rimini, che per un pelo non \u00e8 finito allo stesso modo: un trentaquattrenne marocchino ha avvicinato due turisti di Parma, di notte, ha strappato dalle mani di lei il cellulare e le ha detto che, per riaverlo, doveva recarsi sulla spiaggia; l\u00ec ha tentato di violentarla, e non c&#8217;\u00e8 riuscito solo perch\u00e9, <em>in extremis<\/em>, sono giunti i carabinieri, chiamati dal compagno. Cio\u00e8, perfino mentre Rimini \u00e8 setacciata dai poliziotti, gli stranieri non smettono di delinquere: e la cronaca dei giornali e delle reti televisive di provincia \u00e8 piena di simili fatti, ce ne sono decine ogni giorno. Ma perch\u00e9 dovremmo preoccuparci? Abbiamo uno Stato che ci protegge, un papa che ci vuol bene, specialmente ai cattolici; e c&#8217;\u00e8 pure un nuovo Mos\u00e8 che salva il <em>suo<\/em> popolo dalle acque. Possiamo stare tranquilli: non ci manca nulla&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tempi fortunati per i cattolici, questi. 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