{"id":23082,"date":"2016-02-21T11:12:00","date_gmt":"2016-02-21T11:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/02\/21\/abbiamo-smarrito-il-senso-del-bene-e-del-male-del-vero-e-del-falso-del-giusto-e-dellingiusto\/"},"modified":"2016-02-21T11:12:00","modified_gmt":"2016-02-21T11:12:00","slug":"abbiamo-smarrito-il-senso-del-bene-e-del-male-del-vero-e-del-falso-del-giusto-e-dellingiusto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/02\/21\/abbiamo-smarrito-il-senso-del-bene-e-del-male-del-vero-e-del-falso-del-giusto-e-dellingiusto\/","title":{"rendered":"Abbiamo smarrito il senso del bene e del male, del vero e del falso, del giusto e dell\u2019ingiusto"},"content":{"rendered":"<p>\u00abHo dovuto restituire le chiavi del Duomo\u00bb. Chi parla cos\u00ec \u00e8 una ragazza dall&#8217;aria simpatica e dal viso pulito, psicologa di professione, un passato di cattolica militante, oratorio, Azione Cattolica, boy-scout e tutto il resto (non ne facciamo il nome per discrezione; ma \u00e8 sulla stampa e sulla rete, perch\u00e9 cos\u00ec lei ha voluto). Poi, ha avuto dapprima una relazione con un uomo separato; indi, la decisione di andare a vivere con una donna, in una relazione apertamente omosessuale. Eppure non riesce a darsi pace, si sente cristiana come lo era prima. Nel mezzo della crisi determinata dalla &quot;brusca&quot; reazione del suo sacerdote di riferimento, dice di essere andata al monastero di Bose (quello del falso prete Enzo Bianchi), dove dice di essersi sentita finalmente &quot;accolta&quot; e riconciliata con la Chiesa. Ora continua a frequentare la Messa e a fare la comunione, pur sapendo che la Chiesa disapprova la sua vita: in pratica, ha deciso di assolversi da sola. Di farsi una religione fai-da-te, dove <em>libito<\/em> diventa <em>licito<\/em>, a propria discrezione, compresa la pratica dei sacramenti. Pur sapendo che accostarsi ai sacramenti senza aver ricevuto dal sacerdote la debita assoluzione \u00e8 un sacrilegio.<\/p>\n<p>\u00c8 una storia come tante, niente di speciale rispetto a mille altre. Se ci soffermiamo su di essa, \u00e8 perch\u00e9 bene illustra la perfetta inconsapevolezza, il relativismo auto-referenziale e auto-assolutorio con il quale milioni di &quot;credenti&quot;, dopo il Concilio Vaticano II, si sentono autorizzati a intendere la propria &quot;vocazione&quot;. A forza di sentirsi ripetere, da preti progressisti e modernisti, che Dio cerca l&#8217;uomo con amore e misericordia infiniti (il che \u00e8 vero), hanno finito per scordare che Dio non pu\u00f2 fare <em>tutto<\/em>, altrimenti annullerebbe il dono pi\u00f9 prezioso che ha fatto all&#8217;uomo: il libero arbitrio; e che, pertanto, anche l&#8217;uomo deve fare qualcosa. Anche l&#8217;uomo lo deve cercare: e, per trovarlo, non pu\u00f2 pretendere di dettargli le regole del gioco. Deve abbandonarsi al <em>suo<\/em> gioco: deve lasciar fare a Lui, ma partendo da un atteggiamento di assoluta umilt\u00e0 e obbedienza, non di superbia. Deve svuotarsi del suo &quot;io&quot; e incominciare a dire &quot;Tu&quot;. Non pu\u00f2 pretendere che si pieghi alla sua logica, ai suoi desideri; che chiuda entrambi gli occhi sulle sue debolezze, sempre e comunque.<\/p>\n<p>Un simile cristianesimo non sarebbe pi\u00f9 cristianesimo: sarebbe una auto-deificazione dell&#8217;uomo travestita da cristianesimo. Un trucco per sembrare con le carte in regola. Ma del cristianesimo non avrebbe pi\u00f9 la cosa essenziale: \u00abSia fatta la Tua volont\u00e0, Padre; non la mia\u00bb. A questa logica si \u00e8 sottomesso Ges\u00f9 Cristo, pregando e sudando sangue nell&#8217;Orto degli Ulivi; possono sottomettersi anche gli uomini. Anche se pensano di aver &quot;ragione&quot;, di essere nel &quot;giusto&quot;. Ma l&#8217;uomo, se non accetta la volont\u00e0 di Dio, non \u00e8 mai nel giusto. Ed ecco, allora, la tentazione diabolica. Che fa leva sul pi\u00f9 antico e pi\u00f9 istintivo di tutti i peccati, quello di Adamo ed Eva, la superbia: \u00abMa che ne sa la Chiesa, di ci\u00f2 che \u00e8 la volont\u00e0 di Dio? In fondo, la Chiesa \u00e8 fatta soltanto di uomini. No, dai retta a me: devi imparare a fidarti di te stesso (o di te stessa). Fai tutto ci\u00f2 che ti va di fare, perch\u00e9 sei meraviglioso (o meravigliosa). Non devi giustificarti, non devi pentirti, non devi convertirti: vai gi\u00e0 bene cos\u00ec come sei. Dio ti ama, Dio ti accoglie, Dio ti accetta. Lui s\u00ec; non quei preti bigotti e oscurantisti\u00bb. Ecco: questa, crediamo, \u00e8 la tentazione del Diavolo. Giusto; chi \u00e8 quel sacerdote, per condannarmi? Io mi assolvo da solo; anzi, sono certo che anche Dio mi assolverebbe. Diciamo meglio: non c&#8217;\u00e8 niente da assolvere, perch\u00e9 chi segue la natura, non pecca. La natura \u00e8 buona; reprimerla \u00e8 sbagliato, produce ipocrisie, infelicit\u00e0 e nevrosi. Lo afferma anche Freud, lo dicono tutti gli psicanalisti, questi nuovi sacerdoti della Religione umanistica. Si sa. Solo i preti bigotti non lo sanno, non lo vogliono ammettere. Tanto peggio per loro.<\/p>\n<p>Solo che tutto questo non \u00e8 cristianesimo; \u00e8 un&#8217;altra cosa Ciascuno ha diritto di pensare quel che vuole e la responsabilit\u00e0 di fare quel che gli pare: su questo non ci piove. Quel che non si pu\u00f2 fare, \u00e8 pretendere di essere comunisti (o fascisti, o democratici, o qualsiasi altra cosa), se non si \u00e8 tali; di essere chiamati onesti, se non si \u00e8 onesti; di sentirsi, e di vedersi riconosciuti, cattolici, se non si \u00e8 cattolici. Non si sarebbe intellettualmente onesti. Non ci si pu\u00f2 dichiarare quel che non si \u00e8, e non si pu\u00f2 pretendere che gli altri riconoscano in noi quel che non c&#8217;\u00e8; n\u00e9 si pu\u00f2 accusarli di pregiudizio, di chiusura, di grettezza, per il fatto che essi ci vedono per quel che siamo, e non per quel che pretenderemmo di esse, ma senza esserlo davvero. Nessuno, evidentemente, pu\u00f2 impedire a due omosessuali di vivere la loro vita come meglio credono; ma c&#8217;\u00e8 molto da dire sul fatto che essi pretendano di sposarsi, e che la loro unione venga ufficializza come un &quot;matrimonio&quot;. Che sia loro concesso di adottare bambini (cio\u00e8, in pratica, nel caso degli omosessuali maschi, di &quot;comparare&quot; dei bambini in qualche Paese povero, dove le leggi lo permettono). E di essere chiamati cristiani e cattolici, e magari sposati in chiesa da qualche prete compiacente, come quel don Franco Barbero che accusa la Chiesa di &quot;non capire&quot; il problema degli omosessuali (ma intanto \u00e8 stato dimesso allo stato laicale fin dal 2003).<\/p>\n<p>E allora, dov&#8217;\u00e8 il problema? Perch\u00e9 queste persone si ritengono trattate ingiustamente? Perch\u00e9 vogliono fare una &quot;battaglia di civilt\u00e0&quot;, denunciare la &quot;discriminazione&quot; cui sono sottoposte, il &quot;pregiudizio&quot; di cui sono fatte oggetto? Perch\u00e9 non si accontentano di vivere la loro vita come meglio credono, tanto pi\u00f9 che, a sentir loro, in moltissimi casi, genitori, parenti e amici si sono rallegrati e felicitati con loro, si son detti fieri di loro, hanno approvato tutte le loro scelte, compresa quella di avere o di adottare dei bambini? Perch\u00e9 sentono il bisogno di ottenere una attestazione giuridica, un riconoscimenti legale, una parificazione davanti alla legge? Si direbbe che ci sia qualcos&#8217;altro, oltre al proclamato desiderio di godere di tutti i diritti garantiti ai cittadini; quasi un inconscio desiderio di rivalsa. Non si accontentano di esercitare la propria libert\u00e0 soggettiva: vogliono, pretendono, da parte della societ\u00e0, che questa riconosca oggettivamente l&#8217;assoluta &quot;normalit\u00e0&quot; delle loro scelte. Se fossero davvero cos\u00ec tranquilli e perfettamente in pace con se stessi, come dicono di essere, sarebbero paghi di quel che dice la loro coscienza; non avrebbero alcun bisogno dell&#8217;approvazione altrui: n\u00e9 dello Stato, n\u00e9 della Chiesa.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, la Chiesa. La signorina di cui parlavamo all&#8217;inizio, e nella cui storia ci siamo imbattuti per caso, all&#8217;et\u00e0 di trent&#8217;anni dice di aver scoperto la propria omosessualit\u00e0. Confessiamo di provare un certo imbarazzo ad entrare cos\u00ec nella vita altrui; ma non siamo noi ad entrarvi, sono queste persone che vogliono far sapere a tutti i casi loro. Questa signorina, dunque, si \u00e8 affrettata a mettere la sua storia sui social network; poi, non parendole abbastanza, ha rilasciato interviste sia a giornali cartacei, sia su Youtube, raccontando con dovizia di particolari la sua vicenda. Titolo a caratteri cubitali: \u00abAvevo le chiavi del Duomo di XXX\u00bb. Come poi viene specificato: godeva della massima fiducia da parte dell&#8217;arciprete. Ma poi, quelle chiavi, ha dovuto restituirle. Dopo che lei aveva fatto le sue scelte e non aveva voluto nasconderle. Benissimo; ma dov&#8217;\u00e8 il problema? Quando si fanno delle scelte difformi dal gruppo cui si appartiene, e nel quale ci si riconosce, c&#8217;\u00e8 un prezzo da pagare per uscirne: quello di dover affrontare la solitudine. \u00c8 normale: chi non rispetta le regole stabilite, non pu\u00f2 restare all&#8217;interno del gruppo. Questo \u00e8 il prezzo: e non \u00e8 troppo caro, se si \u00e8 convinti di quei che si sta facendo. Pu\u00f2 sussistere, eventualmente, una certa amicizia a livello personale: questo dipende dalle singole persone, da una parte e dall&#8217;altra. Ma con il gruppo, il rapporto di fiducia si \u00e8 incrinato, ed \u00e8 logico che sia cos\u00ec. \u00c8 venuto meno il rispetto delle regole, e, prima ancora, \u00e8 venuta meno la condivisione dei principi e dei valori. E dunque, dov&#8217;\u00e8 lo scandalo? Il prete che l&#8217;ha confessata, non ha preso bene la sua relazione con un uomo separato: \u00e8 logico. Per la Chiesa, un uomo separato \u00e8 colui che ha lasciato indebitamente la propria moglie: ha rotto un vincolo sacro, il matrimonio cristiano. Come potrebbe, la Chiesa, approvare la scelta di una ragazza di mettersi insieme ad un uomo separato, che ha lasciato la sua legittima sposa? Sarebbe come approvare l&#8217;adulterio e il disprezzo di un sacramento. La Chiesa non pu\u00f2 farlo: non potrebbe, nemmeno se il singolo prete lo volesse. Un certo Ges\u00f9 Cristo, a questo proposito, \u00e8 stato molto chiaro: \u00abL&#8217;uomo non separi ci\u00f2 che Dio ha unito\u00bb. Questa signorina \u00e8 rimasta male, avrebbe voluto un po&#8217; pi\u00f9 di comprensione. Ma un prete &#8212; a prescindere dal tatto e dalla delicatezza personali, che sono doti auspicabili sempre, ma che non sempre ci sono &#8212; non pu\u00f2 fare il generoso con ci\u00f2 che non gli appartiene. Non pu\u00f2 minimizzare un peccato grave per compiacere i suoi parrocchiani. Non \u00e8 lui personalmente che assolve o non assolve; \u00e8 Ges\u00f9, per mezzo della sua persona. E Ges\u00f9, come abbiamo visto, \u00e8 stato chiarissimo. Perci\u00f2, torniamo a domandare: dov&#8217;\u00e8 lo scandalo? Assistiamo a una strana pretesa: quella di chi vuole infrangere una legge, ma esigendo che ci\u00f2 non rappresenti motivo di sanzione. Quel che va bene a noi, deve andar bene anche al ministro di Dio: la nostra coscienza ci assolve. Ma se la coscienza ci assolve, allora perch\u00e9 chiedere l&#8217;assoluzione ad altri? Questa \u00e8 una incoerenza incomprensibile: come se un anarchico si recasse al seggio elettorale e pretendesse che gli scrutatori gli rilasciassero un documento nel quale si attesta che egli non ha votato, perch\u00e9 non crede n\u00e9 allo Stato, n\u00e9 alle sue leggi, per\u00f2 \u00e8 pur sempre un ottimo cittadino, rispettoso delle leggi e dello Stato: e che, anche se non ha voluto deporre la scheda nell&#8217;urna, si deve attestare che anche \u00e8 come se avesse votato, perch\u00e9 essersi recato al seggio e aver spiegato le sue ragioni equivale al fatto di votare. Strane contorsioni. Poi, cinque anni dopo, la &quot;scoperta&quot; dell&#8217;omosessualit\u00e0. Anche qui, non vogliamo entrare nel merito; non ci entreremmo, se quella persona non avesse voluto farlo sapere al pubblico pi\u00f9 vasto possibile. Abbiamo qualche riserva su queste &quot;scoperte&quot; sessuali tardive: secondo noi, una persona realmente omosessuale comprende la propria natura molto, ma molto prima dei trent&#8217;anni. Perfino prima dell&#8217;adolescenza. Vogliamo dire che, in questa materia, i &quot;veri&quot; omosessuali sono, probabilmente, un decimo o un ventesimo di quelli che si proclamano tali; ma questa \u00e8 solo una nostra opinione, e non pretendiamo che abbia valore scientifico. Abbiamo solo la sensazione che, nella societ\u00e0 trasgressiva odierna, la curiosit\u00e0 intorno a tutto ci\u00f2 che \u00e8 &quot;proibito&quot; genera i comportamenti anomali, ed usiamo quest&#8217;ultima parola senza alcuna intenzione offensiva. Sia come sia: a quel punto, avendo instaurato una relazione omosessuale, la rottura con la Chiesa appare inevitabile. Ergo, restituzione delle chiavi del duomo della sua cittadina. E dunque, di nuovo: dov&#8217; \u00e8 mai lo scandalo? Se viene meno un rapporto di fiducia, \u00e8 logico che vi siano delle conseguenze. Diremo di pi\u00f9: se qualcuno si pone al di fuori delle regole del suo gruppo, dovrebbe essere lui stesso a togliere gli altri dall&#8217;imbarazzo, traendo le doverose conseguenze del suo agire. La stima come persona, pu\u00f2 restare; ma la stima <em>come membro di quel gruppo, con quelle regole, con quei valori, evidentemente no<\/em>.<\/p>\n<p>Oggi si assiste a uno strano fenomeno: le minoranze non accettano pi\u00f9 la propria posizione marginale; pretendono visibilit\u00e0, legittimit\u00e0, parit\u00e0; pretendono qualcosa di pi\u00f9: che la maggioranza dichiari solennemente non esserci alcuna differenza fra se stessa, e loro. A costo di negare l&#8217;evidenza, di cadere nell&#8217;assurdo. La parola &quot;normalit\u00e0&quot; \u00e8 diventata politicamente scorretta, addirittura impronunciabile. Del resto, ci era stato detto e suggerito per anni, silenziosamente, con fare apparentemente innocuo: \u00abChe vuol dire &quot;normale&quot;? Siamo tutti normali e siamo tutti anormali. Ciascuno \u00e8 diverso, ciascuno \u00e8 se stesso\u00bb. Si \u00e8 arrivati alla palese contraddizioni di negare che le razze umane esistano, per esempio, pur riconoscendo che vi sono evidenti differenza fra gli esseri umani: simili amenit\u00e0 si possono leggere su quel sacro testo che \u00e8 la Dichiarazione dei diritti dell&#8217;uomo. Dunque: le razze non esistono, perch\u00e9, se esistessero, potrebbe ricomparire anche il razzismo; per\u00f2 le differenze fra i gruppi umani vi sono, e appaiono evidenti: tanto peggio per la logica, e anche per il buon senso. La questione omosessuale, a nostro modo di vedere, e sempre nel massimo rispetto di tutti e di ciascuno, si pone sullo stesso piano. Oggi, tutti gli orientamenti sessuali <em>devono<\/em> essere proclamati, solennemente, &quot;normali&quot;, perch\u00e9 sono tutti legittimi; e chi lo mette in dubbio, lo fa a suo rischio e pericolo, nel senso che rischia una denuncia per omofobia, e di dover fare i conti con le sanzioni previste dalla legge. Cio\u00e8: per legge bisogna negare l&#8217;evidenza: che il rapporto fra uomo e donna sia la condizione normale e legittima che assicura stabilit\u00e0 alla famiglia e al gruppo sociale; che da essa nascono i bambini, naturalmente e armoniosamente; e che l&#8217;omosessualit\u00e0 sia un male oggettivo sia per la famiglia, sia per la societ\u00e0 (tanto \u00e8 vero che, se dilagasse oltre un certo limite, ci\u00f2 porterebbe la societ\u00e0 all&#8217;estinzione).<\/p>\n<p>Quanto alla religione cattolica, sebbene non spetti a noi, che non siamo n\u00e9 preti, n\u00e9 teologi, entrare nel merito, \u00e8 noto che essa distingue fra la condizione e la pratica dell&#8217;omosessualit\u00e0. Essere omosessuali non \u00e8 peccato, perch\u00e9 gli istinti naturali, di per s\u00e9, non costituiscono peccato. Assecondare gli istinti, quando essi sono contrari alla legge morale, quello \u00e8 il peccato. Possiamo immaginare facilmente l&#8217;obiezione che subito ci verr\u00e0 mossa: dunque, la Chiesa sa proporre solo la castit\u00e0, per non incorrere nel peccato. Certo, in una cultura che parla solo di diritti individuali, questo appare intollerabile. Ma il male \u00e8 proprio questo: si \u00e8 perso il senso del sacrificio, del limite, della croce. Non tutto \u00e8 chiaro, nella condizione umana. Vi sono cose che restano misteriose, e che la ragione umana non arriva a comprendere. Perch\u00e9 un bambino nasce con un difetto gravissimo, o si ammala di una malattia incurabile, che lo condanna a una morte dolorosa e prematura? Perch\u00e9? Nessuno pu\u00f2 dirlo, nessuno lo sa. La religione cattolica non ha una spiegazione per tutto, ma ha una risposta universale: la croce. L&#8217;accettazione del mistero della sofferenza. La preghiera, la penitenza, l&#8217;amore a Dio. Parole vecchie, parole senza pi\u00f9 contatto con la realt\u00e0? No, parole eterne: <em>\u00e8 la societ\u00e0 moderna ad essersi allontanata da Dio<\/em>. La cultura moderna vorrebbe comprendere e spiegare ogni cosa: \u00e8 malata di superbia intellettuale, gonfia di orgoglio. Quando si perde la relazione amorevole con Dio, il mistero della sofferenza diventa insopportabile. Ci si ribella; lo si rifiuta. Si vorrebbe negarlo. Si pretendono delle leggi che annullino quel mistero, se possibile; che prevedano pene severe nei confronti di chi abbia il torto di ricordarlo, quando non lo \u00e8. Se colui che soffre si prende questo tipo di rivincita; se riesce a far s\u00ec che le leggi umane proclamino giusto e naturale ci\u00f2 che non \u00e8 naturale e neppure giusto, egli trova &#8212; forse &#8211; un certo qual sollievo, sia pure parziale e temporaneo, al suo soffrire. Ci si vuole ingannare con le parole. Si pretende, e ci si illude, che, quando i ciechi saranno chiamati, per legge, persone &quot;diversamente abili&quot;; e quando i malati di mente avranno ottenuto la chiusura dei manicomi e l&#8217;ammissione che \u00e8 la societ\u00e0 ad essere impazzita, e non loro; e quando si sar\u00e0 trovato il modo di cambiare il colore della propria pelle, o di modificare i tratti del proprio volto, alla Michael Jackson, allora tutti i problemi finiranno, e con essi anche i complessi, le sofferenze, il senso di esclusione. Si vuol far finta, ad esempio, che l&#8217;unico problema, per gli omosessuali, risieda nel fatto che gli altri non li accettano. Ma forse non \u00e8 cos\u00ec. Forse qualcosa, nel loro intimo, nel loro profondo, non sarebbe appagato e rasserenato neppure quando il mondo intero proclamasse che non esiste alcuna differenza fra amare una persona dell&#8217;altro sesso, e amarne una del proprio. Resterebbe comunque un disagio, un turbamento. Frutto del&#8217;educazione &quot;sessuofoba&quot; e &quot;repressiva&quot;? Forse. O forse no; forse \u00e8 semplicemente il frutto della legge morale, che esiste nell&#8217;anima di ogni essere umano, fin dai primi anni di vita.<\/p>../../../../n_3Cp>Si pu\u00f2 barare con il mondo intero, ma non con se stessi. Sui libri di psicologia, fino a due generazioni fa, l&#8217;omosessualit\u00e0 era classificata fra le &quot;perversioni&quot;; oggi non pi\u00f9, e chi osasse dire una cosa del genere, rischierebbe una denuncia. Ma sui libri si pu\u00f2 scrivere quel che si vuole, e si trova sempre una scienza mercenaria disposta, anzi, pi\u00f9 che disposta, addirittura smaniosa, di ratificare l&#8217;esistente, qualunque esso sia. Di fatto, in una societ\u00e0 relativista, come la nostra, i libri, i giornali, la televisione, il cinema, e soprattutto quella mediocre genia di parassiti e di mercenari che va sotto il nome di &quot;intellettuali&quot;, dicono e ripetono quel che l&#8217;opinione pubblica vuol sentirsi dire. Opinione pubblica che, a sua volta, \u00e8 miseramente manipolata dai poteri forti che stanno nell&#8217;ombra, e che manovrano tutti quanti come degli utili e volonterosi burattini. Meglio se i burattini sono in perfetta buona fede: sono i pi\u00f9 zelanti, e quindi, appunto, i pi\u00f9 utili alla &quot;causa&quot;. Quale causa? Quella dell&#8217;omologazione universale; dell&#8217;appiattimento del mondo; della generale servit\u00f9 volontaria. La scomparsa delle teste pensanti. La grande palude nella quale non ci saranno pi\u00f9 persone, ma solo e unicamente produttori e consumatori, pronti a farsi convincere di ogni nuovo &quot;bisogno&quot; artificialmente creato dai suddetti poteri. Perch\u00e9 gli uomini, in una societ\u00e0 edonista e relativista, credono di fare quel che vogliono: in realt\u00e0, fanno quel che altri vogliono che essi facciano. Si credono liberi e, invece, sono solo schiavi.<\/p>\n<p>Ci sarebbero tante altre cose da dire; ma basta cos\u00ec. \u00c8 impossibile dialogare con chi si crede nel giusto solo perch\u00e9 si sente autorizzato a esercitare un diritto, o una serie di diritti. La vita non \u00e8 diritto, ma servizio: perch\u00e9 \u00e8 una cosa troppo seria. Con ci\u00f2, non vogliamo giudicare nessuno. Ci piacerebbe solo che ciascuno accettasse le conseguenze delle proprie scelte; c&#8217;\u00e8 sempre un prezzo da pagare. Ed \u00e8 giusto. Oltre al bene ed al male, si vorrebbe abolire anche il valore del sacrificio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abHo dovuto restituire le chiavi del Duomo\u00bb. 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