{"id":23080,"date":"2011-08-25T12:07:00","date_gmt":"2011-08-25T12:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/08\/25\/abbiamo-perduto-lingenuita-ma-senza-diventare-migliori\/"},"modified":"2011-08-25T12:07:00","modified_gmt":"2011-08-25T12:07:00","slug":"abbiamo-perduto-lingenuita-ma-senza-diventare-migliori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/08\/25\/abbiamo-perduto-lingenuita-ma-senza-diventare-migliori\/","title":{"rendered":"Abbiamo perduto l\u2019ingenuit\u00e0, ma senza diventare migliori"},"content":{"rendered":"<p>Se dovessimo indicare il cambiamento pi\u00f9 evidente che si \u00e8 verificato nella psicologia delle ultime due o tre generazioni, la trasformazione pi\u00f9 radicale, senza esitazione risponderemmo: la perdita dell&#8217;ingenuit\u00e0.<\/p>\n<p>Si \u00e8 trattato di un fenomeno mondiale e, come il fronte di uno sconvolgimento meteorologico, ha investito le diverse regioni in ondate successive: prima i Paesi anglosassoni, poi, gradualmente, il resto d&#8217;Europa, infine il resto del Pianeta.<\/p>\n<p>Nel caso di quel pezzetto d&#8217;Italia in cui noi, personalmente, siamo entrati a contatto con il mistero del reale, esso si \u00e8 prodotto tra la fine degli anni Sessanta e l&#8217;inizio degli anni Settanta del secolo scorso: vale a dire che \u00e8 ancora fresco nella memoria di molti; eppure \u00e8 come se una distanza abissale, incolmabile, lo separasse dal presente.<\/p>\n<p>L&#8217;ingenuit\u00e0 era la cifra della vita prima che il passaggio alla societ\u00e0 pienamente industrializzata invadesse i modi di vivere, di pensare e perfino di sentire delle campagne pi\u00f9 tradizionali, dei villaggi pi\u00f9 appartati, delle valli alpine pi\u00f9 chiuse in se stesse.<\/p>\n<p>Ingenue erano, tutto sommato, le aspirazioni delle persone comuni: una casa che fosse essenzialmente un nido; una famiglia con almeno due figli; un lavoro sicuro e onorato, anche se non particolarmente redditizio; un abbigliamento pratico e funzionale, con una punta di eleganza alla domenica; la partita di carte al bar con gli amici; una settimana di vacanza al mare, nella localit\u00e0 pi\u00f9 vicina; un minimo di comodit\u00e0 nelle cose di ogni giorno; quattro soldi messi da parte per eventuali necessit\u00e0 impreviste o malattie; una vecchiaia serena, rallegrata dai nipotini.<\/p>\n<p>Il veleno sottile del consumismo e, con esso, il pungiglione della incontentabilit\u00e0, si \u00e8 insinuato soltanto a poco a poco e, almeno all&#8217;inizio, in forme quasi impercettibili: prima il televisore, poi il telefono, da ultimo l&#8217;automobile; un&#8217;ombra di scontentezza, se non di aperto disprezzo, si \u00e8 posata sui mestieri pi\u00f9 umili, mentre incominciava la corsa all&#8217;universit\u00e0 di massa, per sfornare professionisti di massa, desiderosi di una affermazione sociale di massa; la vacanza si \u00e8 allungata ad almeno due settimane e si \u00e8 spostata geograficamente verso nuove mete, pi\u00f9 ambite e prestigiose; si \u00e8 diventati pi\u00f9 esigenti nell&#8217;abbigliamento, nelle cure estetiche, nel godimento del tempo libero.<\/p>\n<p>Al primo televisore se ne \u00e8 aggiunto un secondo, poi un terzo; la prima utilitaria \u00e8 stata sostituita da un modello di automobile pi\u00f9 grande e possente, fino agli attuali fuoristrada, mentre ciascun figlio riceveva le chiavi in mano di una nuova auto al compimento della maggiore et\u00e0, intasando rimesse e cortili, fino a renderli simili a dei parchi-macchine; i vecchi frigoriferi, poco eleganti ma efficientissimi, sono stati rottamati in cambio di cucine supertecnologiche piene di accessori, ma non sempre altrettanto pratiche e funzionali; alla macchina da scrivere ha fatto seguito il computer e siccome uno non bastava, se ne \u00e8 comperato uno per ciascun membro della famiglia; poi i telefonini, almeno quattro o cinque per famiglia; e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Con il diffondersi del cosiddetto benessere, il comune sentire delle persone si \u00e8 radicalmente modificato e, di conseguenza, sono cambiati i comportamenti.<\/p>\n<p>Si \u00e8 data sempre pi\u00f9 la precedenza ai diritti, alle libert\u00e0, all&#8217;io: al proprio piacere, alle proprie comodit\u00e0, ai propri bisogni (magari artificiali); le case si sono svuotate di bambini, mentre negli ospedali si moltiplicano gli aborti; gli anziani, rimasti soli, chiudono tristemente la loro vita, assistiti non da figli, nuore e nipoti, ma da badanti straniere; le famiglie si sfasciano una dopo l&#8217;altra, magari dopo pochi anni o mesi di matrimonio, con gran disorientamento dei figli, checch\u00e9 ne dicano legioni di progressisti psicologi da strapazzo; i bambini non giocano pi\u00f9 fra di loro e a contatto della natura, ma da soli e seduti davanti un marchingegno elettronico; le case si sono fatte pi\u00f9 belle, o almeno pi\u00f9 pretenziose, con degli eleganti prati all&#8217;inglese in giardino, mobili costosi, tende e tappeti da rivista di arredamento, ma anche pi\u00f9 vuote, pi\u00f9 silenziose, pi\u00f9 tristi, dove ormai, la sera, parla solo il televisore&#8230;<\/p>\n<p>La cultura, onorata e rispettata anche e soprattutto da coloro che non la possedevano, \u00e8 diventata una merce che si vende con disinvoltura nei supermercati delle scuole superiori e delle universit\u00e0, somministrata da professori che, talvolta, parlano di grandi cose ma non riescono neppure a scrivere una frase alla lavagna senza infarcirla di marchiani errori di grammatica; e qualunque genitore si sente autorizzato a far la predica non al figlio che non ha voglia di studiare, ma al professore, che non saprebbe insegnare in maniera adeguata.<\/p>\n<p>Si leggono sempre meno libri e sempre gli stessi, perch\u00e9 le case editrici inseguono unicamente i gusti pi\u00f9 corrivi del pubblico: fino a cinquant&#8217;anni fa, anche le case editrici pi\u00f9 modeste si sforzavano di diffondere le buone letture, i grandi classici, in una veste grafica forse, appunto, ingenua, ma ad un prezzo accessibile a tutti; oggi puntano tutto sulla quantit\u00e0, sul grosso nome, sulla campagna pubblicitaria, interessate solo e unicamente a rientrare nelle spese e supremamente indifferenti alla diffusione di voci nuove, di idee alternative.<\/p>\n<p>Al cinema, vedere un film intelligente e artisticamente curato \u00e8 diventata un&#8217;impresa quasi disperata: questo \u00e8, forse, l&#8217;ambito in cui meglio si pu\u00f2 misurare il regresso degli ultimi decenni. Non che un tempo il cinema fosse tutto di qualit\u00e0: ce n&#8217;era per tutti i gusti; oggi, ce n&#8217;\u00e8 per un gusto solo: quello di un pubblico che si crede colto e smaliziato, mentre \u00e8 sempre pi\u00f9 manipolato e sospinto verso i discutibili lidi della volgarit\u00e0 e della stupidit\u00e0 standardizzate.<\/p>\n<p>Perfino la protesta, perfino la ribellione avevano, fino al giro di boa degli anni Sessanta-Settanta, un qualcosa di profondamente ingenuo: gli scioperi studenteschi, la contestazione nell&#8217;abbigliamento e nei capelli lunghi, la musica leggera degli urlatori contro quella dei cantanti melodici, i Rolling Stones contro Claudio Villa, le manifestazioni a favore del popolo vietnamita (mentre non ci si accorgeva che la speculazione edilizia stava distruggendo le nostre citt\u00e0 e le nostre campagne): tutto questo, a guardarlo da un punto di vista psicologico, non pu\u00f2 fare, oggi, che una profonda tenerezza, non priva di una sfumatura di malinconia.<\/p>\n<p>In vacanza, non ci accontentiamo pi\u00f9 della pensioncina familiare e della spiaggia pi\u00f9 vicina a casa, andiamo all&#8217;ufficio turistico e scegliamo fra le Maldive e Santo Domingo; magari facendo grossi debiti, perch\u00e9 i tempi sono quelli che sono e la crisi sta bussando anche alle porte che aveva finora risparmiate: abituati a un certo tenore di vita, preferiamo indebitarci o impelagarci in biblici pagamenti rateali, piuttosto che tagliare il superfluo.<\/p>\n<p>I nostri bambini, intanto, tornano a casa da scuola con la testa piena di nuove e difficili nozioni, di schemi, di schede, di questionari a risposta multipla, di testi e ipertesti e chiss\u00e0 quante lingue straniere (ma senza avere imparato bene l&#8217;ortografia, la grammatica, il far di conto), ma senza pi\u00f9 curiosit\u00e0, senza pi\u00f9 stupore per il mondo, come dei precoci e tristi vecchietti, improvvisamente ingobbiti sotto il peso di un sapere che non stimola, non arricchisce, non sfama&#8230;<\/p>\n<p>Ecco, questa \u00e8 la perdita dell&#8217;ingenuit\u00e0.<\/p>\n<p>Ci \u00e8 stato fatto credere che l&#8217;ingenuit\u00e0 sia una cosa negativa, o, per lo meno, patetica; ci \u00e8 stato detto, esplicitamente o implicitamente, che, nelle meraviglie del progresso, non vi \u00e8 pi\u00f9 posto per l&#8217;ingenuit\u00e0, ossia per lo sguardo incantato che si apre sul reale, carico di senso del limite e di senso del mistero: e noi ci abbiamo creduto.<\/p>\n<p>Abbiamo creduto a tutto, digerito tutto, eseguito tutto, purch\u00e9 rispondesse alle nuove Tavole della Legge scientista, utilitarista, edonista; e siamo caduti in una forma di ingenuit\u00e0 molto pi\u00f9 grossolana e distruttiva, quella di chi crede di sapere e di aver capito ogni cosa, mentre non sa nulla e non ha capito un bel nulla; quella di chi si crede libero ed emancipato, mentre non \u00e8 che un povero burattino eterodiretto, manipolabile a piacere da qualunque potere che sia abbastanza astuto da tenersi un po&#8217; nel&#8217;ombra e fare leva sui luoghi comuni della Vulgata dominante.<\/p>\n<p>L&#8217;ingenuit\u00e0 non \u00e8 una cosa brutta; l&#8217;essere ingenui non \u00e8 una cosa di cui ci si debba vergognare: tutto al contrario.<\/p>\n<p>Per gli antichi Romani, &quot;ingenuus&quot; significava &quot;naturale&quot;, come in Lucrezio (\u00abDe Rerum natura\u00bb, 1,230: \u00abunde mare ingenui fontes externaque longe flumine suppediant?\u00bb), nel senso di &quot;generato dentro&quot;, da cui il verbo italiano, ormai poco adoperato, &quot;ingenerare&quot;, ossia di dare origine a qualcosa. Sempre per i Romani, &quot;ingenuus&quot; era anche, per estensione, la persona nata in condizione di libert\u00e0, in contrapposizione a &quot;libertinus&quot;, che era lo schiavo affrancato e divenuto, quindi, giuridicamente libero per un atto di magnanimit\u00e0 del suo padrone.<\/p>\n<p>Essere ingenui, quindi, non \u00e8 un disonore e &quot;ingenuit\u00e0&quot; non \u00e8 una parolaccia; tanto \u00e8 vero che, nell&#8217;italiano moderno, solo in seconda o terza battuta riveste una connotazione negativa, quella di &quot;sempliciotto, credulone&quot;; mentre il significato fondamentale \u00e8 quello di persona innocente, candida, priva di malizia; o, ancora, di persona schietta, semplice, naturale, che \u00e8 cos\u00ec come appare e non cerca per niente di simulare o dissimulare i propri pensieri e sentimenti.<\/p>\n<p>Qualcosa di cui si pu\u00f2 essere fieri, dunque.<\/p>\n<p>A tali significati noi aggiungeremmo quelli di \u00abpersona capace di stupirsi, di ammirare il mistero del mondo, di provare gratitudine e reverenza davanti alle meraviglie del creato, a cominciare da quelle del nostro stesso esistere\u00bb; e, inoltre, capace di avvicinarsi al prossimo senza artifici, senza secondi fini, senza astuzie di alcun genere, ma mostrandosi per quello che \u00e8, con tutti i suoi pregi e difetti, trascurando volutamente di apparire migliore al solo scopo di piacere.<\/p>\n<p>Cercare di sembrar migliori di quello che si \u00e8 corrisponde ad una forma di manipolazione del prossimo: \u00e8 una maniera di ingannarlo, di usarlo, di piegarlo ai nostri scopi, di ridurlo a strumento dei nostri progetti e dei nostri calcoli; e Dio sa quante persone lo fanno.<\/p>\n<p>Ecco: i nostri padri e i nostri nonni erano ingenui, perch\u00e9 erano schietti; non cercavano di piacere ad ogni costo, talvolta erano perfino rudi, ma quasi sempre leali e sinceri.<\/p>\n<p>Il padre e la madre non cercavano di piacere ai loro figli: si sforzavano, molto pi\u00f9 semplicemente, di insegnare loro la differenza fra il bene e il male, magari con l&#8217;ausilio di qualche punizione e anche, orrore degli orrori secondo i moderni pedagogisti, di qualche sonoro ceffone.<\/p>\n<p>Il sacerdote o l&#8217;insegnante non cercavano di piacere ai loro fedeli o ai loro studenti: si adoperavano per trasmettere loro, rispettivamente, il senso del sacro e l&#8217;amore, o almeno il rispetto, per l&#8217;intelligenza e per la cultura; e scusate se \u00e8 poco.<\/p>\n<p>Il lavoratore manuale non cercava di apparire diverso da quello che era. Faceva il proprio mestiere meglio che poteva &#8211; il fornaio, il ciabattino, il barista, il contadino &#8211; rispettando un codice etico che aveva ricevuto da generazioni: essere sobrio ed onesto, non mentire, non imbrogliare nessuno e confidare nell&#8217;aiuto della Provvidenza.<\/p>\n<p>I giovanotti cercavano, quelli s\u00ec, di piacere alle ragazze, forse raccontavano anche qualche balla per darsi un tono, ma sempre entro certi limiti: se erano poveri, non se ne vergognavano; le uniche vergogne erano l&#8217;essere disonesti e non aver voglia di lavorare, a tutto il resto c&#8217;era rimedio e lo si poteva mostrare agli altri senza vergogna.<\/p>\n<p>Qualcuno, leggendo queste righe, potrebbe pensare che stiamo facendo della poesia, oppure che stiamo inutilmente rimpiangendo un passato di sapore quasi pasoliniano, che &#8211; forse &#8211; non \u00e8 mai esistito; ma non \u00e8 vero.<\/p>\n<p>Quel tempo \u00e8 esistito e noi possiamo testimoniarlo, perch\u00e9 lo abbiamo vissuto.<\/p>\n<p>Allora le nostre mamme cantavano, in casa, mentre sbrigavano le faccende quotidiane, perch\u00e9 avevano il cuore contento: anche se, nell&#8217;armadio, avevano tre o quattro vestiti in tutto e anche se dalla parrucchiera ci andavano, al massimo, una volta al mese.<\/p>\n<p>Chi le ha mai sentite cantare, le giovani donne di oggi, anche se vivono in una bella casa, se hanno una bella automobile in garage, se fanno le ferie come minimo alle Isole Canarie, con i rispettivi mariti o compagni o amanti o come li vogliamo chiamare, comunque uomini sbiaditi, quasi evanescenti, che oggi ci sono e domani non ci saranno pi\u00f9?<\/p>\n<p>E chi li sente pi\u00f9, i bambini, correre e saltare in strada e ridere come matti, nelle sere d&#8217;estate, felici soltanto di esistere e di non essere soli?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se dovessimo indicare il cambiamento pi\u00f9 evidente che si \u00e8 verificato nella psicologia delle ultime due o tre generazioni, la trasformazione pi\u00f9 radicale, senza esitazione risponderemmo:<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[92],"class_list":["post-23080","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23080","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23080"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23080\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23080"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23080"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23080"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}