{"id":23078,"date":"2018-06-17T10:10:00","date_gmt":"2018-06-17T10:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/06\/17\/abbiamo-fatto-il-male-ci-siamo-allontanati-da-te\/"},"modified":"2018-06-17T10:10:00","modified_gmt":"2018-06-17T10:10:00","slug":"abbiamo-fatto-il-male-ci-siamo-allontanati-da-te","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/06\/17\/abbiamo-fatto-il-male-ci-siamo-allontanati-da-te\/","title":{"rendered":"Abbiamo fatto il male, ci siamo allontanati da Te"},"content":{"rendered":"<p>Noi moderni, e anche noi cristiani moderni, abbiamo, in generale, una strana pretesa: che le nostre azioni non abbiano delle conseguenze logiche e necessarie, non solo di tipo individuale, ma anche collettivo, quando esse vanno non solo contro la legge morale stabilita da Dio, ma anche contro la stessa legge morale naturale. La cultura moderna ci ha ormai persuasi che le azioni individuali, purch\u00e9 non vadano contro la legge dello Stato, non riguardano che il singolo individuo; pertanto la quasi totalit\u00e0 delle persone \u00e8 fermamente convinta che le scelte morali riguardano esclusivamente la coscienza soggettiva, sono cio\u00e8 un fatto privato nel quale gli altri non devono permettersi entrare, tanto meno di giudicare. Addirittura, le scelte morali, spesso, non vengono neppure percepite come tali, ma come un semplice e sacrosanto esercizio di &quot;diritti&quot;: per esempio, la scelta di abortire, da parte di una donna, viene intesa soprattutto, o esclusivamente, come una decisione attinente la sua sfera di libert\u00e0 e di autodeterminazione, qualcosa che ha a che fare con l&#8217;esplicazione di un diritto e non con la sfera dell&#8217;etica. Il &quot;diritto&quot;, se cos\u00ec vogliamo esprimerci, del nascituro, non viene nemmeno preso in considerazione, dal momento che gi si nega lo statuto ontologico di persona, sia pure in potenza, perch\u00e9 il farlo porrebbe un ostacolo insormontabile all&#8217;affermazione del diritto materno di non portare avanti la gravidanza; quanto all&#8217;eventuale diritto del padre del nascituro, di far sentire la sua volont\u00e0, non se ne parla nemmeno, perch\u00e9 anche solo nominarlo equivarrebbe a voler imporre alla donna il giogo del predominio maschilista, dal quale appunto ella si \u00e8 legittimamente ribellata, anche con la battaglia per far approvare la legislazione abortista. E se queste &quot;battaglie&quot; sono state condotte da personaggi come la signora Bonino, che ora il papa Francesco ha definito &quot;una grande italiana&quot;, e che viene frequentemente invitata dai sacerdoti a parlare, anche nelle chiese, di problemi sociali, quale l&#8217;immigrazione e l&#8217;accoglienza dei cosiddetti profughi, \u00e8 chiaro che un grandissimo numero di cattolici, o meglio di persone che si ritengono cattoliche, per non parlare del clero cosiddetto progressista, non trovano nulla da eccepire a questa percezione del fenomeno &quot;aborto&quot;. Se lo facessero, se, cio\u00e8, permettessero alla loro coscienza di esprimere il sia pur minimo dubbio su una siffatta impostazione del rapporto fra esercizio dei diritti e sfera dell&#8217;etica, vanificherebbero decenni di lotte civili e di conquiste legislative, il che li farebbe passare immediatamente per dei reazionari oscurantisti, nemici dei diritti e soprattutto nemici della donna: laddove il femminismo \u00e8 una delle acquisizioni certe e irrinunciabili della cultura progressista, anche nell&#8217;ambito dei cattolici, come viene quotidianamente confermato dai discorsi, dalle interviste e perfino dalle omelie di numerosi membri del clero, per non parlare del comportamento di certe suore che ballano, cantano, vanno a parlare alla radio tutti i giorni, dissertano su qualsiasi argomento, dicono che Maria non era Vergine perch\u00e9 faceva sesso con san Giuseppe &quot;come avviene in tutte le coppie normali&quot;, e via di questo passo. In sostanza, il cattolico moderno preferisce autocensurare la propria intelligenza, la propria sensibilit\u00e0, e perfino la propria coscienza, se ancora ne possiede una, piuttosto che dire o fare la sia pur minima cosa che potrebbe suonare come una critica, anche solo implicita o silenziosa, all&#8217;andazzo generale, del quale i cosiddetti diritti civili sono parte essenziale, e di cui la cultura moderna mena il maggiore vanto, come di ci\u00f2 che la contraddistingue da culture meno moderne, meno progredite e, quindi, meno fortunate. \u00c8 una strana, anche se spiegabilissima, forma di perversione mentale e spirituale, che consiste, a ben guardare, in un auto-ricatto: siccome la cosa migliore della modernit\u00e0 \u00e8 la conquista dei diritti civili (che non \u00e8 mai finita, perch\u00e9 vi sono sempre nuovi traguardi da raggiungere, ad esempio la piena equiparazione delle cosiddette famiglie arcobaleno alla famiglia tradizionale), \u00e8 impossibile dire o fare qualcosa che sottintenda una critica ad essi, perch\u00e9, se cos\u00ec fosse, ci si macchierebbe di una colpa ben pi\u00f9 grave di qualunque peccato: il tradimento nei confronti degli idoli della modernit\u00e0, a cominciare a quello della libert\u00e0 assoluta e soggettiva.<\/p>\n<p>Eppure, c&#8217;\u00e8 qualcosa che non torna in un tale atteggiamento. Infatti, anche una persona dotata di mediocre intelligenza dovrebbe rendersi conto che \u00e8 impossibile che milioni di donne che abortiscono, e milioni di feti che vengono gettati nel cestino dei rifiuti, e milioni di bambini cui non viene data la possibilit\u00e0 di venire al mondo, e di figli che vengono eliminati nel grembo materno per volont\u00e0 della loro stessa madre, tutto questo non pu\u00f2 rimanere senza conseguenze, non solo al livello della singola persona che ha preso una tale decisione, ma anche al livello dell&#8217;intera societ\u00e0. Per chi non \u00e8 credente, si tratta, comunque, di una violazione sistematica della legge naturale; per il cristiano, siamo in presenza di un peccato gravissimo, moltiplicato per milioni di volte ed esteso all&#8217;insieme della societ\u00e0, coinvolgendo migliaia e migliaia di persone, mariti, compagni, parenti, amici, psicologi, medici, infermiere, e anche tutti quelli che brillano per la loro assenza e per il loro assordante silenzio, primi fra tutti i sacerdoti. Quelli stessi che non lasciano passare un giorno senza tuonare contro l&#8217;egoismo di chi rifiuta l&#8217;accoglienza dei &quot;migranti&quot;, o di chi disapprova il riconoscimento delle unioni omosessuali; e che trasformano l&#8217;ambone delle loro chiese in una tribuna politica quotidiana, oppure vanno continuamente in televisione, come don Fabio Corazzina, parroco di Brescia, o postano incessantemente le loro riflessioni in rete, come don Paolo Farinella (attraverso una versione <em>online<\/em> di giornali a grande tiratura) per far sapere a milioni di fedeli quali sono le loro opinioni sulle pi\u00f9 svariate problematiche sociali: spacciando, oltretutto, tali opinioni per la Parola stessa di Ges\u00f9 Cristo, e quindi falsificando il Vangelo.<\/p>\n<p>Un vero cristiano, un cristiano rettamente formato secondo il vero Magistero della Chiesa, sa perfettamente, o dovrebbe sapere, che il peccato, perch\u00e9 di questo si tratta, non rimane confinato all&#8217;ambito del rapporto personale fra il singolo uomo e Dio, ma investe l&#8217;intero tessuto delle relazioni sociali nelle quali il peccatore \u00e8 inserito; e se, come nel caso che abbiamo preso in esame &#8211; quello dell&#8217;aborto &#8212; si tratta di un peccato legalizzato e istituzionalizzato, e quotidianamente consumato con la pi\u00f9 grande disinvoltura e con la collaborazione, diretta o indiretta, di un grandissimo numero di persone, compresi i giornalisti, gli scrittori, i professori universitari e, ahim\u00e8, perfino certi sedicenti teologi, allora bisogna aspettarsi che le conseguenze siano veramente generali, cos\u00ec come generale \u00e8 stata l&#8217;offesa a Dio. Non che Dio stia l\u00ec, pronto a punire, sospettoso e vendicativo: si ricordi l&#8217;episodio di Abramo che contratta con il Signore per strappargli la promessa che, se avesse trovato in Sodoma anche solo pochi giusti, per amore di quelli, non avrebbe distrutto la citt\u00e0. Ciononostante, e al contrario di quel che ha avuto la sfrontatezza di dire, rivolto a un pubblico di giovani, monsignor Galantino, Dio, non avendo trovato neppure quei pochissimi giusti, distrusse col fuoco la citt\u00e0, in una maniera tale che ne rimase a stento il ricordo: questo dice la sacra <em>Bibbia<\/em> e questo ha sempre insegnato la Chiesa, che piaccia o che non piaccia ai Galantino, ai Corazzina e ai Farinella. E questo ha sempre saputo il cristiano, anche quello che non viene invitato in televisione (nei salotti <em>radical chic<\/em>, e per quanto sia capellone e ostenti un look da contestatore, versione aggiornata e ultramoderna del <em>donmilanismo<\/em>), e non <em>twitta<\/em> sui social network, e non firma i suoi pezzi per qualche importante giornale laicista, e non trasforma il pulpito in un palcoscenico di teatro, come quel parroco di Crespano del Grappa (Treviso) che ha celebrato un matrimonio invitando lo sposo, giocatore di pallacanestro, a tirare la palla nella rete appositamente sistemata davanti all&#8217;altare; anche il cristiano pi\u00f9 umile, con la licenza di terza elementare quale solo titolo di studio. Qualsiasi cristiano, al tempo (lontanissimo) dei nostri nonni, sapeva che il peccato \u00e8 un&#8217;offesa fatta a Dio, nonch\u00e9 una violazione dell&#8217;ordine da Lui voluto nella sua creazione; e che, se un peccato diviene talmente frequente da trasformarsi nella norma, allora esso si configura come una ribellione generale della societ\u00e0 contro Dio, ribellione alla quale non pu\u00f2 non seguire, presto o tardi, secondo gli imperscrutabili disegni della divina Provvidenza, il giusto e meritatissimo castigo. E se generale \u00e8 la ribellione, anche la preghiera del cristiano dovrebbe travalicare l&#8217;ambito personale e dilatarsi alle proporzioni di una richiesta di perdono non solo per s\u00e9, ma per tutti gli uomini, i quali hanno trasformato l&#8217;intera societ\u00e0 in una struttura di peccato (espressione un tempo assai cara ai &quot;teologi della liberazione&quot;, con riferimento, ad esempio, alle multinazionali: come se l&#8217;aborto legalizzato non rendesse la sanit\u00e0 pubblica, e la societ\u00e0 intera, una struttura di peccato). Ma oggi, per aver espresso un concetto analogo, padre Cavalcoli \u00e8 stato rimproverato e punito&#8230;<\/p>\n<p>La preghiera del cristiano dei nostri giorni dovrebbe essere simile a quella che il profeta Daniele rivolse a Dio: una preghiera di pentimento e di riparazione a nome di tutto il popolo, per supplicarlo di avere misericordia d&#8217;Israele, su cui pesava la colpa di essersi allontanato dai suoi comandamenti e d&#8217;essersi abbandonato a ogni sorta d&#8217;iniquit\u00e0 e peccato (<em>Dan<\/em>. 9, 3-19):<\/p>\n<p><em>Mi rivolsi al Signore Dio per pregarlo e supplicarlo con il digiuno, veste di sacco e cenere,\u00a0e feci la mia preghiera e la mia confessione al Signore mio Dio: \u00abSignore Dio, grande e tremendo, che osservi l&#8217;alleanza e la benevolenza verso coloro che ti amano e osservano i tuoi comandamenti,\u00a0abbiamo peccato e abbiamo operato da malvagi e da empi, siamo stati ribelli, ci siamo allontanati dai tuoi comandamenti e dalle tue leggi!\u00a0Non abbiamo obbedito ai tuoi servi, i profeti, i quali hanno in tuo nome parlato ai nostri re, ai nostri pr\u00ecncipi, ai nostri padri e a tutto il popolo del paese.\u00a0A te conviene la giustizia, o Signore, a noi la vergogna sul volto, come avviene ancor oggi per gli uomini di Giuda, per gli abitanti di Gerusalemme e per tutto Israele, vicini e lontani, in tutti i paesi dove tu li hai dispersi per i misfatti che hanno commesso contro di te.\u00a0Signore, la vergogna sul volto a noi, ai nostri re, ai nostri pr\u00ecncipi, ai nostri padri, perch\u00e9 abbiamo peccato contro di te;\u00a0al Signore Dio nostro la misericordia e il perdono, perch\u00e9 ci siamo ribellati contro di lui,\u00a0non abbiamo ascoltato la voce del Signore Dio nostro, n\u00e9 seguito quelle leggi che egli ci aveva date per mezzo dei suoi servi, i profeti.\u00a0Tutto Israele ha trasgredito la tua legge, s&#8217;\u00e8 allontanato per non ascoltare la tua voce; cos\u00ec si \u00e8 riversata su di noi l&#8217;esecrazione scritta nella legge di Mos\u00e8, servo di Dio, perch\u00e9 abbiamo peccato contro di lui.<\/em><\/p>\n<p><em>Egli ha messo in atto quelle parole che aveva pronunziate contro di noi e i nostri governanti, mandando su di noi un male cos\u00ec grande quale mai, sotto il cielo, era venuto a Gerusalemme.<br \/>\nTutto questo male \u00e8 venuto su di noi, proprio come sta scritto nella legge di Mos\u00e8. Tuttavia noi non abbiamo supplicato il Signore Dio nostro, convertendoci dalle nostre iniquit\u00e0 e seguendo la tua verit\u00e0.\u00a0Il Signore ha vegliato sopra questo male, l&#8217;ha mandato su di noi, poich\u00e9 il Signore Dio nostro \u00e8 giusto in tutte le cose che fa, mentre noi non abbiamo ascoltato la sua voce.\u00a0Signore Dio nostro, che hai fatto uscire il tuo popolo dall&#8217;Egitto con mano forte e ti sei fatto un nome, come \u00e8 oggi, noi abbiamo peccato, abbiamo agito da empi.\u00a0Signore, secondo la tua misericordia, si plachi la tua ira e il tuo sdegno verso Gerusalemme, tua citt\u00e0, verso il tuo monte santo, poich\u00e9 per i nostri peccati e per l&#8217;iniquit\u00e0 dei nostri padri Gerusalemme e il tuo popolo sono oggetto di vituperio presso quanti ci stanno intorno.\u00a0Ora ascolta, Dio nostro, la preghiera del tuo servo e le sue suppliche e per amor tuo, o Signore, fa&#8217; risplendere il tuo volto sopra il tuo santuario, che \u00e8 desolato.\u00a0Porgi l&#8217;orecchio, mio Dio, e ascolta: apri gli occhi e guarda le nostre desolazioni e la citt\u00e0 sulla quale \u00e8 stato invocato il tuo nome! Non presentiamo le nostre suppliche davanti a te, basate sulla nostra giustizia, ma sulla tua grande misericordia.<\/em><\/p>\n<p><em>Signore, ascolta; Signore, perdona; Signore, guarda e agisci senza indugio, per amore di te stesso, mio Dio, poich\u00e9 il tuo nome \u00e8 stato invocato sulla tua citt\u00e0 e sul tuo popolo\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Siamo capaci di pregare cos\u00ec, noi uomini moderni, noi cristiani moderni? Se non lo siamo, allora dovremmo seriamente interrogarci su che ne \u00e8 stato del nostro cristianesimo, per quanto teologi come Rahner, Congar, De Lubac, K\u00fcng e Schillebeeckx abbiano fatto di tutto per convincerci che si tratta finalmente, dopo millenovecento anni di oscurantismo e superstizione, di un cristianesimo &quot;adulto&quot;, &quot;maturo&quot; e &quot;responsabile&quot;, di un cristianesimo capace di confrontarsi con il mondo senza pi\u00f9 complessi o autocensure. Sarebbe dunque <em>adulto<\/em> un cristiano che non sa domandare perdono a Dio, non solamente per i suoi peccati, ma anche per quelli dei suoi simili? Se essere cristiani adulti ha acquistato, nella cultura moderna, e nella stessa Chiesa moderna, un tale significato, allora dobbiamo concludere necessariamente, senza alcuno spirito polemico, ma sulla base dell&#8217;evidenza e del buon senso, che tale pretesa maturit\u00e0 non \u00e8 altro che una malattia, una lebbra morale, una distorsione del senso morale talmente profonda, da impedirci perfino di capire quanto grave sia il peccato allorch\u00e9 questo viene trasformato in un diritto. E Dio non voglia che diventiamo come il cardinale Nichols, quello che ha ringraziato medici e giudici per l&#8217;eutanasia del piccolo Alfie Evans.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Noi moderni, e anche noi cristiani moderni, abbiamo, in generale, una strana pretesa: che le nostre azioni non abbiano delle conseguenze logiche e necessarie, non solo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[92],"class_list":["post-23078","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23078","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23078"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23078\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23078"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23078"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23078"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}