{"id":23077,"date":"2016-08-03T06:00:00","date_gmt":"2016-08-03T06:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/08\/03\/abbiamo-dimenticato-la-saggezza-perche-ci-siamo-allontanati-da-dio\/"},"modified":"2016-08-03T06:00:00","modified_gmt":"2016-08-03T06:00:00","slug":"abbiamo-dimenticato-la-saggezza-perche-ci-siamo-allontanati-da-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/08\/03\/abbiamo-dimenticato-la-saggezza-perche-ci-siamo-allontanati-da-dio\/","title":{"rendered":"Abbiamo dimenticato la saggezza perch\u00e9 ci siamo allontanati da Dio"},"content":{"rendered":"<p>Lo stile di vita della civilt\u00e0 moderna ci ha talmente allontanati dalla saggezza, che abbiamo quasi smarrito non solo le virt\u00f9 teologali &#8212; fede, speranza e carit\u00e0 &#8211; proprie dell&#8217;<em>homo religiosus<\/em>, ma anche quelle cardinali &#8212; prudenza, giustizia, fortezza e temperanza &#8212; le quali dovrebbero far parte del bagaglio dell&#8217;umana saggezza di qualunque persona, per consentirle di orientarsi nelle diverse e non sempre facili circostanze della vita.<\/p>\n<p>Una rapida scorsa alle cronache quotidiane ci dar\u00e0 immediatamente la conferma di questa affermazione, purch\u00e9 sappiamo guardare ai fatti con mente sgombra dai condizionamenti auto-giustificativi della societ\u00e0 consumista, e purch\u00e9 siamo capaci di andare dritti al nocciolo delle cose, senza farci trattenere da ci\u00f2 che \u00e8 secondario e fortuito. Incidenti di macchina, incidenti in montagna, incidenti al mare, pesino incidenti domestici, coi bambini specialmente: quanti di essi sono dovuti al caso, a una mera fatalit\u00e0, e quanti, invece, si sarebbero potuti evitare, con un minimo di prudenza e di assennatezza? Quanto hanno giocato l&#8217;impazienza, l&#8217;avventatezza, la faciloneria, il desiderio di farsi notare, ammirare, invidiare, facendo gli spericolati, ostentando una sicurezza che era, semplicemente, incoscienza? E quante volte \u00e8 venuta a mancare una adeguata capacit\u00e0 di auto-valutazione, di conoscenza di s\u00e9, delle proprie attitudini, delle proprie capacit\u00e0 e dei propri limiti fisici; e quante volte \u00e8 apparsa una insufficiente esperienza di quel particolare ambiente, di quel particolare luogo? Gira e rigira, torniamo sempre l\u00ec: alla presunzione, alla leggerezza, alla sicumera, e, soprattutto, alla mancanza di senso del limite. Quel che si nota, in moltissimi casi, \u00e8 proprio l&#8217;incapacit\u00e0 di stabilire una linea di confine tra ci\u00f2 che si pu\u00f2 fare, e ci\u00f2 che non si deve fare. Quanti morti, sulle strade, si potrebbero evitare, rinunciando a quel sorpasso, a quella velocit\u00e0 sostenuta! E quante morti, in montagna o al mare, si risparmierebbero, tenendo conto del bollettino meteorologico, o evitando di sciare fuori pista, o di spingersi al largo dove l&#8217;acqua \u00e8 pi\u00f9 fredda e la corrente pi\u00f9 forte, o poco dopo aver pranzato, o, comunque, in condizioni fisiche non perfette? E in quel viaggio ai Tropici, era proprio necessario portarsi dietro il bambino piccolo? Quando si partecipa a un&#8217;escursione nella foresta, con un fuoristrada guidato chi sa da chi, \u00e8 saggio, \u00e8 prudente portarsi un bambino di un anno, due anni? Il guaio \u00e8 che nessuno osa fare questi discorsi, per il timore di passare da insensibile; \u00e8 tanto grande la paura di fare la figura del Grillo parlante che non ha rispetto del dolore altrui, che tutti preferiscono tacere. Eppure, se sono gli uomini a tacere, finiranno per gridare i sassi, tanto la cosa \u00e8 evidente, tanto \u00e8 chiaro che quelle tragedie si potevamo e di dovevano evitare: <em>ci sarebbe voluta pi\u00f9 prudenza!<\/em><\/p>\n<p>Oppure prendiamo il caso di uno studente universitario che se ne va in un Paese extra-europeo, dove le condizioni della democrazia sono alquanto dubbie, e si mette a fare ricerche di natura politica, a incontrare gli oppositori del governo, a raccogliere materiali che, se resi di pubblico dominio, metterebbero in cattiva luce quest&#8217;ultimo; non solo: che invia a casa, perch\u00e9 siano pubblicati, degli articoli molto critici su quel regime, e sia pure firmandoli con uno pseudonimo, peraltro riconoscibilissimo. \u00c8 penoso e sgradevole dire queste cose, perch\u00e9 sembra che si voglia mancare di rispetto alla vittima o puntare il dito contro la famiglia; e tuttavia, bisogna che qualcuno le dica. Se qualche cosa di male accade poi a quel ragazzo, non si ha il diritto di gridare alla fatalit\u00e0: si sar\u00e0 trattato di una tragedia annunciata. Dov&#8217;era la pi\u00f9 elementare prudenza, in quel modo di agire? Dov&#8217;era una realistica valutazione dei rischi, dettata dal puro e semplice buon senso? Se uno va a casa di qualcun altro e si comporta non da ospite, ma da occulto nemico, ci si pu\u00f2 meravigliare se poi a quel tale accade di pagare le conseguenze dei suoi atti? E con ci\u00f2, sia ben chiaro, non stiamo certo giustificando la violenza, le torture, le crudelt\u00e0 di chicchessia; ci mancherebbe altro: stiamo solo dicendo che, se si va a tirare la coda del leone, \u00e8 logico e inevitabile che, prima o poi, si finir\u00e0 sbranati. E, se ci\u00f2 accade, \u00e8 giusto chiedere che sia accertata la verit\u00e0 e che sia fatta giustizia, ma senza quel tono di incredulit\u00e0, di stupore, d&#8217;indignazione, come se si fosse verificata la circostanza pi\u00f9 imprevedibile e pi\u00f9 impensabile di questo mondo. Ogni comportamento ha i suoi rischi e le sue possibili conseguenze, nel bene come nel male: non ammettere questo, o, peggio, non rendersene neppure conto, significa negare il principio di realt\u00e0. Significa confondere il mondo delle favole con il mondo reale, cos\u00ec com&#8217;\u00e8, come noi tutti lo abbiamo fatto. Se il serpente ci morde il tallone, non ha senso imprecare contro di lui e lamentarsi che il suo dente sia velenifero: siamo noi che avremmo dovuto fare attenzione nel muoverci in una zona ove i serpenti sono a casa loro e fanno il mestiere loro: che \u00e8 quello di mordere, allorch\u00e9 si sentono in pericolo.<\/p>\n<p>Per la vita professionale, sociale e affettiva valgono le stese considerazioni. Vediamo molte persone soffrire: uno ha peso il posto di lavoro, l&#8217;altro ha perso la stima degli amici, il terzo \u00e8 stato piantato dalla fidanzata. Tutti si disperano, tutti se la prendono col mondo intero, qualcuno minaccia il suicidio, o la vendetta; nessuno di essi ha l&#8217;onest\u00e0 di giudicarsi serenamente, senza sconti, senza troppa indulgenza, e di riconoscere gli errori, le imprudenze, le leggerezze, le infedelt\u00e0, che hanno provocato simili fallimenti, con il loro inevitabile retaggio di sofferenze, solitudine, amarezza e senso di frustrazione. Se fossero stati un po&#8217; pi\u00f9 onesti e leali con se stessi, avrebbero dovuto riconoscere che, in molti casi &#8212; non in tutti &#8212; vi \u00e8 stata, da parte loro, una serie di insufficienze, di inadeguatezze, di superficialit\u00e0 che hanno determinato quegli esiti negativi. Si raccoglie quel che si semina: il destino e la sfortuna c&#8217;entrano assai meno di quel che solitamente si crede. \u00c8 facile dare la colpa al destino o alla sfortuna; ancor pi\u00f9 facile dare la colpa agli altri, a coloro che si fidavano di noi, alla societ\u00e0 intera. E la cosa pi\u00f9 grave \u00e8 che molte persone sono del tutto incapaci di questo atto di verit\u00e0 verso se stesse, sicch\u00e9 non fanno altro che replicare sempre gli stessi comportamenti e i medesimi errori; procedono nella strada della vita, ma non imparano nulla; invecchiano senza diventare mai pi\u00f9 saggi. Eppure la saggezza, la saggezza di vita, che nasce dall&#8217;esperienza e dall&#8217;osservazione equanime delle cose, \u00e8 una dote alla portata di tutti, o, almeno, di chiunque la voglia accumulare; non \u00e8 un dono del Cielo, se non viene invocata con umilt\u00e0 e cercata con realismo; e non arriva un giorno, per caso, a premiare chi non l&#8217;ha mai veramente desiderata, chi ha sprecato tutte le occasioni per apprenderla.<\/p>\n<p>Se poi ci domandiamo da dove si sia originata questa perdita di saggezza, di prudenza, di temperanza, di giusta valutazione di s\u00e9 e delle cose, non tarderemo a vedere che, fra le diverse cause, una spicca in modo particolare: l&#8217;effetto di una esagerata cultura dei diritti, astratta e velleitaria, instauratasi nella societ\u00e0 europea a partire dall&#8217;illuminismo e divenuta, oggi, quasi una seconda natura in moltissime persone. Oltre a non essere bilanciata da una sensibilit\u00e0 altrettanto spiccata per l&#8217;etica dei doveri, la cultura dei diritti ha provocato un ottundimento nella valutazione delle cose e delle persone, un vero e proprio corto circuito del buon senso e dello stesso istinto di sopravvivenza. Siccome esiste, ed \u00e8 scritto nero su bianco, che ciascuno ha il diritto di circolare liberamente, parecchie persone si addentrano nei quartieri ad alto rischio, la notte, senza pensare alle possibili conseguenze. <em>Io ho il diritto di andare dove voglio<\/em>, pensano, <em>e non intendo permettere a niente e a nessuno di limitarlo<\/em>; salvo, poi, scontrarsi con il principio di realt\u00e0, e pagare le amare conseguenze della loro imprudenza. Il bello \u00e8 che a dire queste cose, si fa la figura dei pavidi, o di quanti hanno uno scarso senso civico, o, ancora, dei cinici, che non provano compassione davanti alle disgrazie altrui. Per esempio, se una ragazza, abbigliata come una prostituta (perch\u00e9 tale \u00e8 la moda: ma l&#8217;abbigliamento lancia dei segnali ben precisi, che possono dare luogo a gravi equivoci), se ne va in giro, di notte, in posti malfamati, e poi le capita una brutta avventura, non ci sembra sia il caso di parlare di sfortuna, o di fatalit\u00e0. E se un turista, o, comunque, una persona non pratica di un certo luogo, se ne va in giro per i bassifondi, con il portafoglio ben gonfio e in bella vista nella tasca posteriore dei calzoni, e poi passa qualche guaio, del pari non ci sembra possibile incolpare il destino di ci\u00f2 che gli \u00e8 accaduto. Certo: in teoria sia la ragazza, sia il turista, avevamo tutti i diritti di andare per la loro strada, liberamente e a qualsiasi ora: si tratta di una libert\u00e0 garantita a ogni cittadino; nondimeno, prima dei diritti, c&#8217;\u00e8, o ci dovrebbe essere, il buon senso, ed \u00e8 questo, appunto, il grande assente in tante disavventure della vita quotidiana.<\/p>\n<p>La cultura dei diritti ci ha abituati a esercitare una libert\u00e0 astratta e, sovente, irresponsabile: abbiamo dimenticato la virt\u00f9 della prudenza. Non \u00e8 normale che un ragazzo, in gita scolastica, cada dalla finestra dell&#8217;albergo; e ancora meno normale \u00e8 che nessuno dei suoi compagni abbia visto o sentito niente; infine, la cosa meno normale di tutte \u00e8 che i professori, che accompagnavamo quella classe, siano rimasti fuori da tutta la vicenda, come se fosse cosa che non li riguardava per niente. Ci siamo abituati, un po&#8217; alla volta, a considerare come pure fatalit\u00e0 delle situazioni, o degli eventi, che sono, invece, il frutto di imprudenza, leggerezza, incoscienza, mancanza di senso del limite e di senso della responsabilit\u00e0. Intendiamoci: le disgrazie impreviste e imprevedibili possono sempre accadere; per\u00f2 sono estremamente rare: nella stragrande maggioranza dei casi, quelle che chiamiamo &quot;disgrazie imprevedibili&quot; non sono affatto tali. E ci stiamo abituando a questa normalit\u00e0 di ci\u00f2 che \u00e8 anormale, a questa sorta di diffusa, tacita follia, anche perch\u00e9, cos\u00ec facendo, scusiamo noi stessi: sentiamo, infatti, nel profondo della nostra coscienza (ammesso che ne abbiamo ancora una), che la superficialit\u00e0 e spavalderia degli altri sono un po&#8217; anche le nostre; che noi pure siamo contagiati dalle stesse tendenze, dagli stessi modi di fare; che non ci conviene puntare il dito contro le mancanze altrui, anche quando sono palesi, perch\u00e9, un domani, qualcun altro potrebbe puntare il dito contro di noi. E cos\u00ec, per un gioco incrociato delle connivenze e delle complicit\u00e0, tutto l&#8217;edificio sociale si corrompe, si indebolisce, si sfarina: nessuno pu\u00f2 pi\u00f9 fare conto su nessuno; tutti sanno che \u00e8 bene non fidarsi, non aspettarsi nulla, neppure ci\u00f2 che sarebbe giusto e dovuto; gli impegni presi, la parola data, il rispetto delle regole, son tutte cose che non hanno pi\u00f9 valore, sono ormai moneta fuori corso.<\/p>\n<p>Prendiamo il caso di quell&#8217;alto prelato vaticano che, un bel giorno, convoca una conferenza stampa e davanti alle telecamere e ai microfoni dei giornalisti, annuncia a tutti la sua omosessualit\u00e0, o meglio, la sua felice convivenza con un altro uomo, il quale \u00e8 l\u00ec presente, e i due si sorridono, si stringono, si baciano; e poi quel monsignore, che per anni e anni ha fatto carriera all&#8217;ombra dei sacri palazzi, e si \u00e8 guardato bene dal manifestare dubbi o disagi, dal rinunciare a onori e privilegi, ora, improvvisamente ispirato dalla voce della sua coscienza, si mette a rimproverare alla Chiesa la sua grettezza morale, la sua omofobia, la sua incomprensione verso i bisogni affettivi dei gay; domandiamo: c&#8217;\u00e8 coerenza, c&#8217;\u00e8 onest\u00e0, c&#8217;\u00e8 dignit\u00e0 in un simile modo di agire? Se davvero il monsignore era in crisi, non poteva decidersi prima? E c&#8217;era bisogno di convocare i giornalisti, di scrivere un libro da cui schizzare veleno contro la Chiesa, nella quale ha servito per tanti anni? Non poteva rivolgersi al suo direttore spirituale? Non poteva parlare in privato con qualche altro religioso, domandare un consiglio, lasciarsi indirizzare sul modo pi\u00f9 discreto, pi\u00f9 delicato, pi\u00f9 rispettoso di lasciare la tonaca? Notiamo, <em>en passant<\/em>, che il problema non \u00e8, o non \u00e8 soltanto, l&#8217;omosessualit\u00e0 del monsignore: il problema \u00e8 il celibato, e anche il rispetto verso l&#8217;istituzione cui egli appartiene. I sacerdoti pronunciano i tre voti di castit\u00e0, povert\u00e0 e obbedienza: agendo in quel modo, costui ha infranto sia il primo che il terzo. Quanto al secondo, sempre lo stesso monsignore ha appena pubblicato il libro di memorie che dovrebbe diventare un best-seller grazie al successo di scandalo: logico, a questo punto, pensare che tutta la messa in scena della conferenza stampa shock, con tanto di bacino affettuoso al suo compagno, fosse solo una preparazione al lancio pubblicitario del libro. Chi ama sinceramente una causa, non persegue il successo personale, tanto meno sul piano economico: quel che ha da dire, lo dice gratis (e oggi, sulla rete, lo si pu\u00f2 fare benissimo, e a costo zero: basta solo averne voglia); mentre chi si fa pagare, chi specula e punta a realizzare un profitto, si qualifica da s\u00e9, come un furbo e un mercenario.<\/p>\n<p>Dovremmo recuperare almeno un poco della saggezza dei nostri padri, almeno una parte della loro prudenza, fortezza e temperanza; dovremmo tornare a chiederci se \u00e8 cosa giusta o ingiusta agire in un certo modo, dire una certa cosa; in altre parole, dovremmo tornare a ragionare in termini di responsabilit\u00e0, e smetterla di addossare sempre agli altri, o alla societ\u00e0 indistintamente, la colpa delle cose che non vanno come dovrebbero andare, mentre noi, da parte nostra, non siamo disposti ad assumerci seriamente neppure il pi\u00f9 piccolo impegno, n\u00e9 siamo disposti a pagare i nostri errori, ma ci affanniamo sempre a trovare scusanti, giustificazioni, bugie d&#8217;ogni sorta, pur di sottrarci a una doverosa resa dei conti.<\/p>\n<p>Della saggezza dei nostri padri e dei nostri nonni faceva parte la frequentazione della preghiera, la pratica del raccoglimento e della lettura della <em>Bibbia<\/em>. Se si facesse un&#8217;inchiesta, probabilmente si scoprirebbe che in moltissime case non c&#8217;\u00e8 neppure una copia della <em>Bibbia<\/em>, comprese quelle delle famiglie che si dicono cristiane, e magari attivamente praticanti. I nostri nonni conoscevano a memoria interi brani e capitoli della <em>Bibbia<\/em>, li meditavano, ne traevano quotidiana ispirazione, li prendevamo a modello di vita. Non era certo ricca, la biblioteca dei nostri nonni e delle nostre nonne, specialmente in campagna: si riduceva a tre, quattro, cinque volumi in tutto; ma la <em>Bibbia<\/em>, fra essi, non mancava mai. Le pagine recavano i segni dell&#8217;uso frequente, gli angoli erano ripiegati, la copertina era un po&#8217; consunta. Non era un libro lasciato ad ammuffire, n\u00e9 c&#8217;era pericolo che si coprisse di polvere: veniva preso in mano e letto un poco ogni giorno, o, al massimo, ogni domenica e ogni festivit\u00e0 del calendario liturgico. Se confrontassimo quelle smilze, poverissime biblioteche di persone illetterate con le biblioteche delle famiglie moderne, vedremmo una grande differenza: oggi non sono poche le case in cui si leggono moltissimi libri, tanto che i volumi delle rispettive biblioteche si possono contare sull&#8217;ordine delle centinaia. Ma sono anche buoni libri, sono letture che restano impresse nell&#8217;anima e che forniscono una linea di condotta morale per quel pellegrinaggio che \u00e8 la nostra vita? O non sono piuttosto libri che si leggono solo per curiosit\u00e0, o, peggio, per &quot;ammazzare il tempo&quot;, e che &#8212; male aggiuntivo ancor pi\u00f9 grave degli altri &#8211; incitano al relativismo, all&#8217;indifferentismo, all&#8217;edonismo, al materialismo; e che, dopo aver sollevato infinite domande, non sanno dare neppure una sola risposta, a cominciare da quella pi\u00f9 importante, sul perch\u00e9 vi viva e si muoia. Che misero sapere, che squallida biblioteca, se fra tanti e tanti libri non se ne trova neanche uno che affronti onestamente, limpidamente, e con proposito costruttivo e benevolo il problema del vivere e del morire, e non sia capace di fornire il bench\u00e9 minimo sostegno spirituale a chi lo legge, ma, dove, anzi, ogni singola opera solleva interrogativi angosciosi, provoca turbamenti, e poi se ne lava le mani, come se la cosa non la riguardasse affatto?<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un libro, nella Bibbia, il <em>Libro dei Proverbi<\/em>, che, nella sua apparente semplicit\u00e0, fornisce una serie di consigli e di regole morali che sarebbero di estrema attualit\u00e0, e pi\u00f9 che mai validi, se solo ci fosse ancora qualche orecchio disposto ad ascoltare, e qualche mente non ancora del tutto indurita dallo scetticismo, dalla presunzione intellettuale, dal disprezzo nei confronti del bene e della legge morale.<\/p>\n<p>Scrive, dunque, l&#8217;autore del <em>Libro dei Proverbi<\/em>, che \u00e8 senza dubbio la raccolta pi\u00f9 rappresentativa della sapienza dell&#8217;antico popolo d&#8217;Israele (2, 1-3,20):<\/p>\n<p><em>Figlio mio, se accoglierai le mie parole<\/em><\/p>\n<p><em>e conserverai con te i miei precetti,<\/em><\/p>\n<p><em>volgendo alla sapienza il tuo orecchio,<\/em><\/p>\n<p><em>inclinerai il tuo cuore all&#8217;intelligenza;<\/em><\/p>\n<p><em>anzi se farai appello all&#8217;acutezza,<\/em><\/p>\n<p><em>all&#8217;intelligenza rivolgendo il tuo grido;<\/em><\/p>\n<p><em>se la ricercherai come l&#8217;argento<\/em><\/p>\n<p><em>e come un tesoro l&#8217;andrai scovando:<\/em><\/p>\n<p><em>allora scoprirai il timore del Signore<\/em><\/p>\n<p><em>e la scienza di Dio tu troverai.<\/em><\/p>\n<p><em>Veramente il Signore dona sapienza,<\/em><\/p>\n<p><em>dalla sua bocca viene scienza e intelligenza.<\/em><\/p>\n<p><em>Egli riserva ai retti l&#8217;assistenza,<\/em><\/p>\n<p><em>scudo per chi cammina con integrit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Proteggendo le vie della giustizia<\/em><\/p>\n<p><em>custodisce il cammino dei suoi amici.<\/em><\/p>\n<p><em>Allora comprenderai la giustizia e il diritto,<\/em><\/p>\n<p><em>l&#8217;equit\u00e0 ed ogni via della felicit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Quando sar\u00e0 entrata la sapienza nel tuo cuore<\/em><\/p>\n<p><em>e la scienza avr\u00e0 deliziato la tua anima,<\/em><\/p>\n<p><em>la prudenza veglier\u00e0 su te<\/em><\/p>\n<p><em>e l&#8217;assennatezza ti custodir\u00e0,<\/em><\/p>\n<p><em>strappandoti dalla via del male,<\/em><\/p>\n<p><em>dall&#8217;uomo dalle idee perverse,<\/em><\/p>\n<p><em>da quelli che abbandonano le vie diritte<\/em><\/p>\n<p><em>per mettersi nelle vie oscure,<\/em><\/p>\n<p><em>che si dilettano a fare il male,<\/em><\/p>\n<p><em>esultano nelle perversit\u00e0 del male,<\/em><\/p>\n<p><em>deviano i propri sentieri,<\/em><\/p>\n<p><em>sviano nei loro cammini;<\/em><\/p>\n<p><em>strappandoti dalla donna altrui,<\/em><\/p>\n<p><em>dalla straniera che sa adoperare parole melliflue,<\/em><\/p>\n<p><em>che ha lasciato il compagno della sua giovinezza<\/em><\/p>\n<p><em>e ha dimenticato il patto del suo Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>Veramente la sua casa va verso la morte<\/em><\/p>\n<p><em>e verso le ombre i suoi sentieri.<\/em><\/p>\n<p><em>Chi si incammina verso di lei non ritorna indietro<\/em><\/p>\n<p><em>e non raggiunge i sentieri della vita.<\/em><\/p>\n<p><em>Cos\u00ec camminerai per la via dei buoni<\/em><\/p>\n<p><em>e i sentieri dei giusti tu custodirai.<\/em><\/p>\n<p><em>S\u00ec, i retti dimoreranno nel paese,<\/em><\/p>\n<p><em>i puri vi saranno lasciati.<\/em><\/p>\n<p><em>Gli empi invece saranno cancellati,<\/em><\/p>\n<p><em>i fedifraghi saranno sradicati.<\/em><\/p>\n<p><em>Figlio mio, non dimenticare il mio insegnamento<\/em><\/p>\n<p><em>e il tuo cuore custodisca i miei precetti,<\/em><\/p>\n<p><em>perch\u00e9 con la lunghezza dei giorni e degli anni di vita<\/em><\/p>\n<p><em>ti procurano prosperit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Amore e fedelt\u00e0 non ti abbandonino!<\/em><\/p>\n<p><em>L\u00e9gali intorno al tuo collo,<\/em><\/p>\n<p><em>scrivili sopra la tavola del tuo cuore.<\/em><\/p>\n<p><em>Troverai grazia e buona fortuna<\/em><\/p>\n<p><em>agli occhi di Dio e dell&#8217;uomo.<\/em><\/p>\n<p><em>Confida nel Signore con tutto il cuore<\/em><\/p>\n<p><em>e non ti appoggiare sulla tua intelligenza.<\/em><\/p>\n<p><em>Tienilo presente in tutte le tue vie<\/em><\/p>\n<p><em>ed egli raddrizzer\u00e0 i tuoi sentieri.<\/em><\/p>\n<p><em>Non essere saggio ai tuoi occhi!<\/em><\/p>\n<p><em>Temi il Signore e fuggi dal male!<\/em><\/p>\n<p><em>Sar\u00e0 medicina al tuo corpo,<\/em><\/p>\n<p><em>zampillo alle tue ossa.<\/em><\/p>\n<p><em>Onora il Signore con i tuoi beni<\/em><\/p>\n<p><em>e con le primizie di tutti i tuoi averi.<\/em><\/p>\n<p><em>I tuoi granai saranno pieni di frumento,<\/em><\/p>\n<p><em>di mosto i tuoi strettoi riboccheranno.<\/em><\/p>\n<p><em>Non disprezzar la disciplina del Signore<\/em><\/p>\n<p><em>e al suo rimprovero non metterti contro,<\/em><\/p>\n<p><em>perch\u00e9 rimprovera colui che ama,<\/em><\/p>\n<p><em>come un padre il figlio di cui si compiace.<\/em><\/p>\n<p><em>Beato l&#8217;uomo che ha trovato sapienza,<\/em><\/p>\n<p><em>l&#8217;uomo che ha incontrato intelligenza.<\/em><\/p>\n<p><em>Ch\u00e9 il suo guadagno \u00e8 migliore del guadagno &#8216;argento<\/em><\/p>\n<p><em>e migliore dell&#8217;oro \u00e8 il suo frutto.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 pi\u00f9 preziosa delle perle<\/em><\/p>\n<p><em>e quanto puoi desiderare non l&#8217;eguaglia.<\/em><\/p>\n<p><em>Lunghezza di giorni \u00e8 nella sua destra,<\/em><\/p>\n<p><em>nella sua sinistra ricchezza e onore.<\/em><\/p>\n<p><em>Le sue vie sono vie deliziose<\/em><\/p>\n<p><em>e tutti i suoi sentieri sono pace.<\/em><\/p>\n<p><em>Albero di vita per chi l&#8217;ha afferrata,<\/em><\/p>\n<p><em>e quelli che la tengono sono beati.<\/em><\/p>\n<p><em>Il Signore con la sapienza ha fondato la terra,<\/em><\/p>\n<p><em>sostenendo i cieli con l&#8217;intelligenza.<\/em><\/p>\n<p><em>Per la sua scienza si sono aperti gli abissi<\/em><\/p>\n<p><em>e le nubi hanno stillato rugiada.<\/em><\/p>\n<p>Il nostro invito \u00e8 di leggerlo tutto, perch\u00e9 solo cos\u00ec si possono cogliere le necessarie connessioni fra le varie parti. Un concetto, comunque, emerge con limpida chiarezza, gi\u00e0 da questo breve estratto: che la saggezza umana \u00e8 strettamente collegata con la fede in Dio. Senza la fede in Dio, nella sua sapienza, e nella sua capacit\u00e0 e volont\u00e0 di aiutarci nella nostra ignoranza e mancanza di fede, nulla, nella vita, potrebbe andare a buon fine; le virt\u00f9 morali sono il riflesso delle virt\u00f9 religiose: perch\u00e9, come notava Ivan Karamazov nel capolavoro di F\u00ebdor Dostoevskij, <em>se Dio non esiste, allora tutto \u00e8 permesso agli uomini.<\/em><\/p>\n<p>Dostoevskij \u00e8 stato, purtroppo, un grande profeta. Ci\u00f2 che aveva preconizzato si sta compiendo, sotto i nostri occhi; anche se, ai suoi tempi, erano impensabili, ad esempio, le manipolazioni genetiche ora in corso, anzi, mancava un secolo buono alla stessa scoperta della spirale del Dna; nondimeno, egli aveva ben chiara l&#8217;intuizione che, una volta eliminata la presenza di Dio dalla vita dell&#8217;uomo, questi sarebbe stato capace di commettere qualsiasi abuso, contro i suoi simili e contro se stesso, chiamandolo con il nome menzognero di <em>progresso<\/em>. Tutta la spasmodica tensione morale che caratterizza l&#8217;opera del grande scrittore russo, e tutta la disperata angoscia che muove i suoi protagonisti, hanno origine da qui: eppure, critici letterari conformisti e professori imbecilli continuano a ripetere che l&#8217;inetto di Svevo \u00e8 figlio dell&#8217;uomo del sottosuolo di Dostoevskij, come lo sono gli altri anti-eroi della narrativa novecentesca. Ma si tratta solo di una mezza verit\u00e0, vale a dire della peggiore delle menzogne: perch\u00e9 la somiglianza \u00e8 solo esteriore; ai Zeno Cosini, agli Emilio Brentani e agli Alfonso Nitti manca una cosa che \u00e8 essenziale, invece, nei protagonisti delle opere di Dostoevskij: l&#8217;anelito struggente verso Dio e la prepotente, quasi violenta volont\u00e0 di fare il bene. Per questo gli eroi di Dostoevskij sono tragici, mentre gli anti-eroi di Svevo (e quelli di Proust, e di Joyce, e di Pirandello, e di Kafka, e di Thomas Mann, e di Musil) sono solo patetici, o grotteschi, o addirittura umoristici.<\/p>\n<p>Ma sono proprio quella nostalgia, quell&#8217;afflato, che salvano i vari Raskol&#8217;nikov, i vari Alioscia Karamazov, dall&#8217;abisso della disperazione e dalle tenebre della follia (in cui taluni cadono, come, appunto, Ivan Karamazov: perch\u00e9 l&#8217;inferno esiste, con buona pace dei cattolici progressisti e modernisti&#8230;), mentre non c&#8217;\u00e8 nulla e nessuno che potr\u00e0 mai salvare o redimere i personaggi di Svevo e di tanti altri romanzieri o drammaturghi del XX secolo, perch\u00e9 essi hanno voltato le spalle a Dio, per sempre, e senza alcun rimpianto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo stile di vita della civilt\u00e0 moderna ci ha talmente allontanati dalla saggezza, che abbiamo quasi smarrito non solo le virt\u00f9 teologali &#8212; fede, speranza e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[265],"class_list":["post-23077","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-virtu"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23077","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23077"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23077\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23077"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23077"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23077"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}