{"id":23074,"date":"2018-06-25T01:51:00","date_gmt":"2018-06-25T01:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/06\/25\/abbiamo-bisogno-di-una-bussola-e-la-bussola-ce\/"},"modified":"2018-06-25T01:51:00","modified_gmt":"2018-06-25T01:51:00","slug":"abbiamo-bisogno-di-una-bussola-e-la-bussola-ce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/06\/25\/abbiamo-bisogno-di-una-bussola-e-la-bussola-ce\/","title":{"rendered":"Abbiamo bisogno di una bussola: e la bussola c&#8217;\u00e8"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo sostenuto, nel precedente articolo <em>S\u00ec, ma quale Chiesa?<\/em> (pubblicato sul sito della Accademia Nuova Italia il 25\/06\/2018), che ogni credente \u00e8 provocato, oggi, dalle circostanze eccezionali nelle quali ci troviamo, a domandarsi quanto di cattolico, e cio\u00e8 di autentico e veritiero, vi sia nella Chiesa, e quanto non appartenga al vero Magistero, ma sia frutto di errori e di eresie di stampo modernista, i quali rappresentano un grave pericolo per le anime e per la stessa purezza della fede in Ges\u00f9 Cristo. \u00c8 chiaro che molte persone non possiedono una vera preparazione teologica e ignorano perfino alcuni aspetti essenziali della dottrina, cosa che fino al Concilio non accadeva, perch\u00e9, ai tempi del tanto deprecato (dai progressisti) <em>Catechismo di san Pio X<\/em>, le cose erano chiare e tutti gli aspetti della fede cattolica, anche i pi\u00f9 ardui dal punto di vista razionale, venivano esposti, e fatti imparare, in una maniera straordinariamente piana ed evidente, tale da non lasciare adito a dubbi d&#8217;interpretazione. Tutto il contrario di <em>Amoris laetitia<\/em>, documento talmente contorto che il signor Bergoglio non ha osato farlo includere negli <em>Acta Apostolicae Sedis<\/em>, ma vi ha fatto includere, in compenso, la interpretazione che di essa ha dato il clero argentino: come se il clero di questa o quella parte del mondo possa decidere su questioni di fede che riguardano la Chiesa nella sua interezza; e lo stesso errore sta egli ripetendo, con le diocesi tedesche, riguardo al controverso tema della comunione ai protestanti coniugati con un cattolico. Invitando i vescovi tedeschi a mettersi d&#8217;accordo fra di loro, egli mostra il pi\u00f9 sovrano disprezzo per il Magistero, cos\u00ec come la Chiesa lo ha sempre inteso: traduzione chiara e inequivocabile del Deposto della fede, e mai e poi mai frutto di mediazioni, discussioni e compromessi fra questa o quella chiesa locale, e meno ancora all&#8217;interno di essa. In altri termini, la verit\u00e0 del cattolicesimo \u00e8 una, e tale deve essere ritenuta da tutti i cattolici, un miliardo e duecentottanta milioni di persone; e non \u00e8 il risultato di un sondaggio d&#8217;opinione, o di una serie di incontri fra i membri delle Conferenze episcopali; non pu\u00f2 essere nemmeno il risultato dei lavori di un Concilio ecumenico (come nel caso del Vaticano II), se non vi \u00e8, in quel concilio, una perfetta e non ambigua fedelt\u00e0 al Magistero perenne, al Magistero di sempre. Diversamente, ci si trova in presenza non di autentico Magistero, e perci\u00f2 di decisioni tutte umane, non divinamente ispirate, e che non impegna assolutamente la fede dei credenti, anzi, al contrario, i credenti se ne devono guardare.<\/p>\n<p>Ma qui sta il punto; come fanno, i semplici credenti, a possedere gli strumenti per discernere il vero Magistero da quello non vero? Se fossimo in vena di scherzare (ma non lo siamo, perch\u00e9 la questione \u00e8 troppo seria), risponderemmo che non \u00e8 obbligatorio stare con gli occhi e gli orecchi bene aperti; per\u00f2, se non si ha voglia di farlo, poi non ci deve lamentare se si torna a casa alleggeriti del portafogli; oppure che si pu\u00f2 benissimo credere a quel che dicono i giornali e i telegiornali, ma poi non deve stupire se ci si riduce nella condizione di miseri zimbelli, ignari e passivi, nelle mani del potere politico e soprattutto finanziario, sempre pi\u00f9 invadente e arrogante. Qui, infatti, non stiamo parando di cose umane; stiamo parlando della vita divina che si realizza nell&#8217;anima, per effetto dell&#8217;azione della Grazia; e quindi abbiamo il dovere di vigilare affinch\u00e9 l&#8217;azione della Grazia non sia resa impossibile, o meglio, affinch\u00e9 non sia vanificata (perch\u00e9 la Grazia ci viene sempre donata, siamo noi che non la sappiamo accogliere), il che richiede, oltre alla fede, una conoscenza sufficientemente seria dei suoi contenuti, s\u00ec da poter riconoscere ci\u00f2 che viene da Cristo e ci\u00f2 che viene da qualche altra parte. Non si pretende che tutti i cattolici si mettano a studiare teologia; \u00e8 necessario, per\u00f2, che tutti si rendano conto che, per credere da persone adulte, ci vuole una base, sia pur minima, di dottrina; checch\u00e9 ne dica il signor Bergoglio, il quale sembra considerare la dottrina una cosa brutta, per lo meno se crea divisioni. Come se Ges\u00f9 non avesse detto di S\u00e9: <em>Non crediate che io sia venuto a portare la pace, ma una spada<\/em>; e ancora: <em>metter\u00f2 due contro tre e tre contro due; il padre contro il figlio e il figlio contro il padre.<\/em><\/p>\n<p>Un tentativo di rispondere alla domanda del &quot;come&quot; riconoscer la vera dottrina cattolica \u00e8 venuto dalla giornata di studio che il 23 giugno 2018 la <em>Fondazione Lepanto<\/em>, con il professor Roberto De Mattei, e il settimanale informatico <em>Corrispondenza Romana<\/em>, ha dedicato al tema <em>Vecchio e nuovo modernismo: radici nella crisi della Chiesa.<\/em> I due siti direttamente interessati, ma anche altri siti cattolici (per esempio, <em>Acta Apostaticae Sedis),<\/em> ne hanno parlato ampiamente; noi ci limitiamo, per ora, a evidenziare tre passaggi di altrettanti relatori, che ci sono parsi particolarmente stimolanti: uno del professor Joseph Shaw, britannico, presidente della Latin Mass Societ\u00e0 (Societ\u00e0 della Messa in latino), uno del professor Enrico Maria Radaelli, discepolo e continuatore del pensiero dell&#8217;illustre filosofo e teologo Romano Amerio (l&#8217;autore dell&#8217;imprescindibile <em>Iota unum<\/em>), ed uno della dottoressa Maria Guarini, responsabile del sito <em>Chiesa e postconcilio<\/em>, che probabilmente molti buoni cattolici gi\u00e0 conoscono e apprezzano.<\/p>\n<p>Nel primo passaggio, fra le altre cose, il professor Shaw ha affermato:<\/p>\n<p><em>Ora nella stessa Chiesa cattolica facciamo la massima attenzione a mantenere ci\u00f2 che \u00e8 stato creduto ovunque, sempre e da tutti &#8230;. Ci atterremo alla regola se seguiamo l&#8217;universalit\u00e0, l&#8217;antichit\u00e0, il consenso. Seguiremo l&#8217;universalit\u00e0 se riconosciamo che la fede, che tutta la Chiesa nel mondo confessa, \u00e8 vera;\u00a0l&#8217;antichit\u00e0, se non ci allontaniamo in alcun modo delle interpretazioni che chiaramente i nostri antenati e padri hanno proclamato;\u00a0consenso, se nell&#8217;antichit\u00e0 stessa continuiamo a seguire le definizioni di tutti, o quasi tutti, vescovi e dottori allo stesso modo &#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>Cosa far\u00e0 il cristiano cattolico, se una piccola parte della Chiesa si \u00e8 staccata dalla comunione della Fede universale?\u00a0&#8230; Preferir\u00e0 la salubrit\u00e0 di tutto il corpo all&#8217;arto morboso e corrotto. Ma se un nuovo contagio provasse ad infettare tutta la Chiesa, e non solo una parte di essa? Quindi, si prender\u00e0 cura di attenersi all&#8217;antichit\u00e0 che non pu\u00f2 essere ora fuorviata da alcun inganno di novit\u00e0. Ma cosa accadrebbe se nell&#8217;antichit\u00e0 stessa due o tre uomini, o potrebbe essere una citt\u00e0, o addirittura un&#8217;intera provincia, venissero rilevati per errore? Quindi prender\u00e0 la massima cura per preferire i decreti degli antichi Consigli generali &#8230;.\u00a0Ma cosa succede se si verifica qualche errore e riguardo a questo non si trova nulla di questo tipo? Quindi deve fare del suo meglio per confrontare le opinioni dei Padri &#8230;<strong>.<\/strong>\u00a0E qualunque cosa trover\u00e0 che \u00e8 stata approvata e insegnata, non solo da uno o due, ma da tutti ugualmente e con un solo consenso, apertamente, frequentemente e con insistenza, che lo prenda senza la minima esitazione&quot;&#8230;&quot;<\/em><\/p>\n<p>Nel secondo passaggio, il professor Radaelli, da parte sua, ha detto:<\/p>\n<p><em>&#8230;tutti i Papi che si sono susseguiti sul Trono di Pietro dopo Pio XII\u00a0hanno compiuto in piena coscienza un secondo peccato, correlato a quello, che \u00e8 di aver utilizzato appositamente, e non affatto casualmente,\u00a0ma con un disegno machiavellico, il grado di insegnamento appena inferiore al dogmatico, quello di &#8216;magistero pastorale&#8217;, o &#8216;ordinario e autentico&#8217;, e di averlo utilizzato proprio per le sue due precise caratteristiche:<\/em><\/p>\n<p><em>1), di non essere dogmatico, ossia di non essere punto infallibile e irriformabile, e con ci\u00f2 di avere la prerogativa di non chiamare in causa Dio, la qual cosa rassicura i suoi utilizzatori sulla propria vita, ben sapendo che non si chiama impunemente Dio a controfirmare una propria asserzione se quell&#8217;asserzione non \u00e8 pi\u00f9 che vera (nel pronunciamento dogmatico Dio \u00e8 chiamato direttamente in causa con l&#8217;uso del plurale maiestatico papale, il &quot;Noi&quot; dei due Soggetti: il Soggetto papale e il Soggetto divino);<\/em><\/p>\n<p><em>2), per\u00f2 di essere ancora esigente, di fronte a tutta la Chiesa e a ogni singolo fedele, di una obbedienza forte, qual \u00e8 in ogni caso quella del &#8216;religioso ossequio&#8217; di fronte ad affermazioni e insegnamenti che comunemente vengono ritenuti nella Chiesa &#8216;verit\u00e0 connesse&#8217;, ovvero verit\u00e0 direttamente discendenti dal dogma, come in effetti sono sempre state le verit\u00e0 insegnate prima che il Modernismo fosse riuscito a intronizzarsi dove mai avrebbe potuto con mezzi leciti.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Infine, nel terzo passaggio, la dottoressa Guarini ha osservato:<\/p>\n<p><em>Oggi appare ben chiaro come tutto l&#8217;impianto delle innovazioni e l&#8217;apparato concettuale che lo sottende sia fondato, gi\u00e0 &quot;in\u00a0nuce&quot; su un&#8217;idea\u00a0 rivoluzionaria di Chiesa di conio vaticansecondista, che non fa altro che citare all&#8217;infinito documenti conciliari e post-conciliari che si richiamano l&#8217;un l&#8217;altro legittimandosi a vicenda, le cui variazioni &#8212; ormai vere e proprie rotture &#8212; si fanno sempre pi\u00f9 audaci ad ogni tappa successiva, in continuit\u00e0 esclusivamente all&#8217;interno del loro nuovo impianto paradigmatico, ma senz&#8217;alcun legame, e quindi in discontinuit\u00e0, col magistero perenne ritenuto obsoleto per definizione. Nel contesto in esame l&#8217;innovazione non espressa, ma che \u00e8 alla radice di tutto, \u00e8 la collegialit\u00e0&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>(&#8230;)\u00a0\u00a0Il nocciolo del problema\u00a0\u00e8 che oggi, a partire dal concilio &#8216;pastorale&#8217;, nessun papa si \u00e8 pi\u00f9 pronunciato, n\u00e9 &#8212; per come stanno ora le cose &#8212; pi\u00f9 si pronuncer\u00e0 ex cathedra (e dunque impegnando l&#8217;infallibilit\u00e0). E ci\u00f2 anche in virt\u00f9 del nuovo paradigma di &#8216;tradizione vivente&#8217; in senso storicista che assegna la facolt\u00e0 di riformare la Chiesa alla Chiesa del presente, secondo la ratzingeriana ermeneutica della riforma intesa come rinnovamento nella continuit\u00e0 dell&#8217;unico soggetto-Chiesa che cambia ad ogni epoca, commisurata alla cultura del tempo e realizza la lettura del Vangelo sulla base di quest&#8217;ultima, anzich\u00e9 viceversa. Per cui, mentre da un lato il card. Burke pu\u00f2 dire che l&#8217;esortazione\u00a0&quot;Amoris Laetitia&quot;\u00a0non \u00e8 Magistero perch\u00e9 non riafferma l&#8217;insegnamento costante della Chiesa e non implica adesione de fide, dall&#8217;altro il papa ha potuto decretare la pubblicazione negli Acta Apostolicae Sedis dei criteri interpretativi dell&#8217;&quot;Amoris laetitia&quot; dei vescovi argentini e della lettera papale loro indirizzata, spuri rispetto all&#8217;insegnamento costante delle chiesa. E cos\u00ec il card. Sch\u00f6nborn pu\u00f2 affermare che l&#8217;&quot;Amoris laetitia&quot; \u00e8 Magistero e come tale va accolta e il credente vi si deve adeguare. A livello individuale una coscienza ben formata sa a Chi deve obbedire. Ma finch\u00e9 non si recuperer\u00e0 la giusta collocazione del soggetto-Chiesa rispetto all&#8217;oggetto-tradizione, la confusione continuer\u00e0 a regnare sovrana con gravi conseguenze per la\u00a0&quot;salus animarum&quot;.<\/em><\/p>\n<p>Il primo passaggio ci sembra notevole perch\u00e9 stabilisce, o meglio ribadisce (perch\u00e9 tutti i buoni cattolici lo conoscono) il principio fondamentale per riconoscere l&#8217;autenticit\u00e0 di una proposizione, o di un documento, o anche di un atto compiuto da un membro del clero: la sua concordanza con ci\u00f2 che la Chiesa ha sempre sostenuto a quel tale proposito. Ne consegue che un&#8217;affermazione, o un documento, o un atto, che si basino solo su documenti del Concilio Vaticano II, o che si facciano forti del magistero ad esso successivo, ma non richiamino <em>mai<\/em> il Magistero perenne, o addirittura lo contraddicano non possono essere considerati autenticamente cattolici.<\/p>\n<p>Il secondo passaggio ci ricorda che <em>tutti<\/em> i papi succedutisi dopo il conclave del 1958 hanno fatto perno sul magistero pastorale e non su quello dogmatico, con l&#8217;evidente finalit\u00e0 di sostituire questo a quello, ingannando la buona fede dei credenti e impegnandoli ad affermazioni che non sono realmente cattoliche, perch\u00e9 non impegnano il credente in maniera assoluta, non essendo dogma. Infatti il Concilio stesso si \u00e8 presentato come un concilio pastorale (cosa mai accaduta nei venti concili precedenti, da quello di Nicea del 325 al Vaticano I del 1869-70), ma poi, mediante uno strano gioco di prestigio, la Chiesa postconciliare ha voluto far passare in ogni aspetto della vita cristiana, dottrina compresa, un non meglio precisabile &quot;spirito del Concilio&quot;. Il che \u00e8 come dire che la pastorale stabilisce la dottrina: cosa palesemente assurda ed eretica.<\/p>\n<p>Il terzo passaggio evidenzia appunto la subdola strategia dei pontefici i quali, da Giovanni XXIII a Francesco, si sono serviti e si stanno servendo, sulla base di quanto detto sopra, di un nuovo e abusivo concetto teologico, quello di una improbabile &quot;tradizione vivente&quot;, concetto tipicamente modernista e quindi, di per s\u00e9, eretico (stante la <em>Pascendi<\/em> di san Pio X del 1907), ossia che alla sola, vera e definitiva Tradizione, soprannaturale perch\u00e9 fondata da Ges\u00f9 Cristo e ispirata e sorretta dallo Spirito Santo, si possa in qualche modo sostituire una &quot;tradizione&quot; (minuscola) che continuamente si rinnova e si adegua ai tempi (storicismo). In tale senso si \u00e8 molto adoperato Benedetto XVI, che alcuni si ostinano a credere l&#8217;opposto di Francesco, e non vedono che i due hanno svolto un&#8217;azione ben coordinata: dapprima indebolire la Tradizione, indi aggredirla frontalmente e scardinarla&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo sostenuto, nel precedente articolo S\u00ec, ma quale Chiesa? (pubblicato sul sito della Accademia Nuova Italia il 25\/06\/2018), che ogni credente \u00e8 provocato, oggi, dalle circostanze<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[107,109,119,267],"class_list":["post-23074","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-cattolicesimo","tag-chiesa-cattolica","tag-dottrina","tag-virtu-di-fede"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23074","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23074"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23074\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23074"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23074"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23074"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}