{"id":23073,"date":"2017-06-23T09:36:00","date_gmt":"2017-06-23T09:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/06\/23\/abbiamo-bisogno-di-coltivare-la-purezza\/"},"modified":"2017-06-23T09:36:00","modified_gmt":"2017-06-23T09:36:00","slug":"abbiamo-bisogno-di-coltivare-la-purezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/06\/23\/abbiamo-bisogno-di-coltivare-la-purezza\/","title":{"rendered":"Abbiamo bisogno di coltivare la purezza"},"content":{"rendered":"<p>Nata da un progetto di opposizione contro Dio, la civilt\u00e0 moderna si \u00e8 messa, fin dal suo sorgere, sulla strada del male. Ora il ritmo della sua degenerazione morale sta accelerando, come se fosse smaniosa di arrivare alla fine: al rovesciamento completo, blasfemo, demoniaco, delle leggi divine e della natura stessa. Gli uomini contemporanei stanno lavorando a ritmo febbrile per costruire una contro-civilt\u00e0, fondata sul male anzich\u00e9 sul bene, sul peccato anzich\u00e9 sulla grazia, sulla ricerca dell&#8217;inferno anzich\u00e9 su quella del paradiso. Sono come presi da un furore autodistruttivo che li porta ai comportamenti pi\u00f9 negativi, devastati, catastrofici, sia a livello individuale che collettivo. Ovunque si vedono esseri umani che non cercano il meglio per se stessi, ma il peggio: che si avviliscono, si degradano, si infliggono numerose umiliazioni, non nella ricerca del sacrificio e nell&#8217;offerta di s\u00e9, ma nell&#8217;acre volutt\u00e0 della corruzione e della morte. Lo si vede nelle normali giornate lavorative, dove tutto parla di corsa al successo, alla carriera, ai piaceri, di oblio della dimensione spirituale, di disprezzo e rifiuto del sacro, di proiezione esclusiva nella dimensione orizzontale e immanente, nel dileggio di tutto ci\u00f2 che \u00e8 bene, giustizia, moralit\u00e0. E lo si vede ancor meglio nelle giornate festive, che si trasformano in scorribande all&#8217;insegna del consumismo, all&#8217;inseguimento di vuoti divertimenti, allo stordimento con droghe, alcolici, musiche assordanti e danze sfrenate, lascive, che eccitano i sensi e proiettano l&#8217;uomo verso la sua parte inferiore, lo fanno regredire a livelli animaleschi.<\/p>\n<p>Pertanto, una delle cose di cui si avverte il bisogno con maggiore urgenza \u00e8 coltivare la purezza. Per reagire a tanta sporcizia, a tanta lordura, a tanto compiacimento di sprofondare nel fango, abbiamo bisogno di riscoprire le cose buone e belle che rendono l&#8217;anima pulita, che fanno star bene l&#8217;uomo con se stesso, che rendono il suo sguardo limpido e trasparente. Per stare bene con se stesso, l&#8217;uomo ha bisogno di due cose: di essere in pace con Dio e di avere rispetto e amore per se stesso e per i propri simili. Chi si degrada, si avvilisce, si prostituisce, chi mira unicamente a soddisfare gli appetiti del proprio ego e a concedere ogni vizio e ogni capriccio alla propria parte inferiore, non pu\u00f2 trovarsi in pace con se stesso e diventa rabbioso, aggressivo, smanioso di rivalsa. Una delle radici psicologiche della odierna crociata contro il bene, da parte delle forze del male, \u00e8 il desiderio di rivalsa da pare di coloro che sono fortemente a disagio con se stessi, perch\u00e9 non vivono come dovrebbero, hanno l&#8217;anima sporca e sprofondata nel male, e, invece di intraprende la via della purificazione, del pentimento, della conversione, sfogano la loro ira e la loro disperazione contro il mondo esterno, e tentano d&#8217;imporre per legge le loro abitudini sconce, le loro perversioni, la loro abominevole familiarit\u00e0 con tutto ci\u00f2 che \u00e8 turpe. Il loro scopo \u00e8 di legalizzare e rendere normale il peccato, illudendosi, cos\u00ec, di alleggerire il fardello che grava loro sulle spalle, di attenuare l&#8217;angoscia che li soffoca: e non sanno, non vogliono vedere, che quel fardello non si alleggerir\u00e0 mai, quel senso di soffocamento non li lascer\u00e0 pi\u00f9, fino a quando seguiteranno a condurre una vita disordinata, all&#8217;insegna dell&#8217;abbrutimento e della cieca schiavit\u00f9 nei confronti delle loro passioni pi\u00f9 basse e degradanti.<\/p>\n<p>Un aspetto caratteristico della attuale perversione morale consiste nel gusto di mettere in dubbio, di deridere, di banalizzare, di denigrare e di travisare deliberatamente, con malvagit\u00e0 diabolica, tutto ci\u00f2 che di moralmente elevato ci capita d&#8217;incontrare nella nostra vita. I satanici maestri del sospetto &#8212; Marx, Nietzsche e Freud &#8212; hanno insegnato che non esistono buone intenzioni, n\u00e9 anime belle, ma solo falsit\u00e0, ipocrisia e opportunismo; e a noi, quanto pi\u00f9 siamo sprofondati nella melma del pantano, non sembra vero di poter insozzare anche gli altri, di poter schizzare un po&#8217; di quella stessa melma anche su chi \u00e8 migliore di noi, sulle cose vere, buone e belle che potrebbero fungere da richiamo verso l&#8217;alto, e fungere da richiamo ad un nostro ravvedimento e alla nostra decisione di cambiar vita. Perci\u00f2, se c&#8217;imbattiamo nella purezza, nell&#8217;onest\u00e0, nella mitezza, subito ci scateniamo a rappresentarle come una maschera, dietro la quale si annidano orribili vizi: cos\u00ec, per partito preso, per il piacere maligno d&#8217;infangare ogni cosa e di rendere il mondo un po&#8217; pi\u00f9 brutto &#8212; e, se possibile, molto pi\u00f9 brutto &#8211; di come l&#8217;abbiamo ricevuto.<\/p>\n<p>Prediamo il caso della virt\u00f9 della purezza, intesa non solo in senso sessuale, ma, pi\u00f9 in generale, in senso morale e spirituale. Una ragazzina che difendere la propria purezza, fino al sacrificio della vita: quanta ironia, quanti motti di cattivo gusto, intorno alla figura di santa Maria Goretti; e non \u00e8 mancato il solito &quot;storico&quot; laicista e anticlericale che si \u00e8 affrettato a scrivere una biografia di lei, nella quale la presenta come una poverina di scarsa intelligenza, appena un po&#8217; meno disgraziata, in tutti i sensi, del suo sventurato assassino, che aveva tentato di violentarla. Figuriamoci: farsi ammazzare piuttosto che rinunciare alla propria verginit\u00e0! Non \u00e8 un discorso che pu\u00f2 piacere, agli uomini e alle donne dei nostro giorni; del resto, le statistiche dicono che moltissime ragazzine, della stessa et\u00e0 di Maria Goretti, hanno gi\u00e0 rinunciato volontariamente al fiore della loro verginit\u00e0, per cui l&#8217;esempio della santa non pu\u00f2 che risultare fastidioso, oltre che anacronistico. \u00c8 come un monito, una cattiva coscienza nei confronti della volgarit\u00e0, della pornografia e della sozzura dilaganti nella societ\u00e0 odierna: la societ\u00e0 che noi, con l&#8217;aiuto del cinema e della televisione, abbiamo costruito, e nella quale il vizio diventa virt\u00f9, e la virt\u00f9 diventa una sorta di patologia, che, semmai, andrebbe &quot;curata&quot;. Maria Goretti moriva a Nettuno, vicino a Roma, non ancora dodicenne, il 6 luglio 1902 (era nata a Corinaldo, in provincia di Ancona, il 16 ottobre 1890), ed \u00e8 stata canonizzata da Pio XII nel 1950; il giorno prima di morire, conscia della fine imminente, aveva accettato l&#8217;invito del sacerdote a pregare intensamente per la salvezza di colui che aveva tentato di stuprarla e poi l&#8217;aveva ferita mortalmente con un punteruolo.<\/p>\n<p>Ora, non sono in molti a sapere, almeno da questa parte dell&#8217;Oceano Atlantico, che una vicenda molto simile ha avuto come protagonista un&#8217;altra dodicenne, proclamata beata da Benedetto XVI nel 2007 e chiamata nel suo Paese &quot;la Maria Goretti del Brasile&quot;. Stiamo parlando di una ragazzina tedesca di nome Albertina Berkenbrock, nata a S\u00e3o Luis, nello Stato di Santa Caterina, da genitori immigrati dalla Westfalia, l&#8217;11 aprile 1919, e col\u00e0 morta il 16 giugno 1931, sgozzata da un contadino, un dipendente di suo padre, che gi\u00e0 l&#8217;aveva adocchiata e che l&#8217;aveva aggredita con l&#8217;intenzione di violentarla, e al quale ella si era opposta lottando con tutte le sue forze. Era una personcina splendida, capelli biondi e occhi azzurri, sempre sorridente, generosa con tutti e molto religiosa, che amava passare lungo tempo in chiesa, raccolta in preghiera: proveniva da una famiglia profondamente devota, il cui ceppo era originario di Sch\u00f6ppingen, a due passi dal confine con l&#8217;Olanda, da dove era stata cacciata dalla miseria e dalle malattie che attanagliavano buona parte del continente europeo nel XIX secolo, perfino i Paesi relativamente progrediti e benestanti, come la Germania. Albertina aveva descritto il giorno della prima Comunione come il pi\u00f9 bello della sua vita, e manifestava una particolare devozione per la Vergine Maria e per san Luigi Gonzaga, patrono del paese di S\u00e3o Louis, un altro santo morto giovanissimo (a ventitre anni), protettore degli studenti, e simbolo di purezza e di bont\u00e0: aveva contratto la peste curando i malati di Roma, in particolare per aver trasportato un appestato al lazzaretto, dopo esserselo caricato sulle spalle. Ecco: di questi esempi, di questo modelli ha bisogno la societ\u00e0 d&#8217;oggi: non di cantanti seminude, di attrici provocanti, di <em>soubrette<\/em> e di aspiranti <em>miss<\/em> che farebbero qualsiasi cosa pur di mettersi in mostra, di fare carriera nel mondo dello spettacolo e di suscitare l&#8217;ammirazione e il desiderio del pubblico pi\u00f9 vasto possibile, non disdegnando, talvolta, ma anzi offrendosi spontaneamente, anche di prostituirsi, pur di raggiungere lo scopo.<\/p>\n<p>S\u00ec, lo ripetiamo e ne siamo profondamente convinti: ce ne sono fin troppe di Madonne blasfeme, come la cantante Louise Veronica Ciccone; ce ne sono fin troppi di uomini e donne, di film e sceneggiati, di romanzi e opere &quot;d&#8217;arte&quot; che inneggiano all&#8217;impudicizia, alla volgarit\u00e0, all&#8217;erotismo di bassa lega; ce ne sono fin troppi di richiami agli istinti brutali e degradanti che albergano in fondo all&#8217;anima umana. Perch\u00e9 gli esseri umani sono suscettibili di recepire il richiamo verso le altezze, che viene loro dal Bene, ma anche quello verso gli abissi tenebrosi, che viene dal Male; e la societ\u00e0 dovrebbe smetterla di corteggiare le forze delle tenebre, se non vuole preparare da se stessa la propria auto-distruzione. Perch\u00e9 questo, sicuramente, c&#8217;insegna la storia: che quando una societ\u00e0 sprofonda nella lussuria, la sua fine \u00e8 segnata, ed \u00e8 solo questione di tempo. Abbiamo bisogno di purezza, sia in senso fisico che in senso spirituale, cos\u00ec come l&#8217;assetato, che si \u00e8 smarrito nel deserto, ha bisogno di acqua: \u00e8 un bisogno urgente, disperato, che, se non verr\u00e0 soddisfatto quanto prima, finir\u00e0 per segnare la fine dell&#8217;intero organismo. Stiamo morendo di sete nel deserto infuocato della lussuria, e, invece di cercare l&#8217;acqua, di cui avremmo estremo bisogno, insistiamo a nutrirci di pietanze salate e piccanti, aumentando a dismisura il nostro bisogno di liquidi. \u00c8 come se una forza maligna si fosse impadronita della nostra mente e ci stesse spingendo, a ritmo sempre pi\u00f9 veloce, verso una fine tanto inevitabile, quando dolorosa e avvilente.<\/p>\n<p>La morale cristiana, e specialmente quella cattolica, per secoli e secoli, ha coltivato, esaltato e tramandato la virt\u00f9 della purezza. In stridente contrasto con la degenerazione morale della societ\u00e0 pagana di Roma antica, i cristiani consideravano se stessi, corpo e anima, come il tempio vivente di Dio, e ne avevano il massimo rispetto. Sono innumerevoli le agiografie delle sante martiri, come santa Agnese, le quali hanno preferito difendere sino all&#8217;ultimo la propria purezza, piuttosto che preoccuparsi della salvezza fisica. Con l&#8217;avvento della modernit\u00e0, tuttavia, questo modello etico ha cominciato ad apparire troppo elevato, tropo gravoso; i soliti maestri del dubbio e del sospetto hanno insinuato che l&#8217;uomo non deve andare contro gli istinti naturali, e che Dio stesso non gli domanda un tale sacrificio (e Lutero, in questo senso, \u00e8 stato il pessimo antesignano della civilt\u00e0 moderna). Da qualche tempo in qua, la stessa Chiesa cattolica &#8212; non lei, veramente, ma quella sua contraffazione demoniaca, che abbiamo definito neochiesa o contro-chiesa- ha recepito in pieno lo spirito del compromesso col mondo, e si \u00e8 messa a insegnare che il peccato non \u00e8 poi cosa tanto grave e che, in ogni caso, si pu\u00f2 sempre contare sulla misericordia di Dio (neanche sul suo &quot;perdono&quot;, perch\u00e9 il perdono richiama la &quot;colpa&quot;, e molti teologi, vescovi e preti hanno deciso di non parlare pi\u00f9 della colpa). I vizi pi\u00f9 aberranti vengono giustificati e &quot;assolti&quot;, al punto che l&#8217;aborto, il divorzio, e perfino le unioni omosessuali, vengono presentati da alcuni esponenti della neochiesa come passaggi necessari verso un modo pi\u00f9 &quot;maturo&quot; e &quot;aggiornato&quot; di vivere il vangelo (e lo scriviamo volutamente con la lettera minuscola, perch\u00e9 non si tratta certamente del Vangelo di Ges\u00f9 Cristo, custodito e predicato dalla fede cattolica). Turbando gravemente le anime e capovolgendo il senso della Rivelazione, pseudo teologi progressisti, come il gesuita James Martin, affermano che la Chiesa dovrebbe &quot;aggiornarsi&quot; e modificare il suo giudizio e il suo atteggiamento verso le nuove abitudini sessuali della societ\u00e0 moderna, ad esempio riconoscendo e istituendo lei stessa i &quot;matrimoni&quot; fra persone dello stesso sesso.<\/p>\n<p>Quel che stanno facendo codesti teologi e pastori \u00e8 peggio di una profanazione: \u00e8 la distruzione dei buoni esempi. Quando si trasformano i cattivi esempi in modelli positivi, \u00e8 come se si vanificassero e si annullassero quelli veramente buoni: un atroce ribaltamento della morale. Il papa ha creduto di dover riabilitare don Lorenzo Milani, addirittura con un apposito &quot;pellegrinaggio&quot; a Barbiana. Ora, in una lettera a Giorgio Pecorini (in: <em>Don Milani! Chi era costui?<\/em>, Baldini &amp; Castoldi, 1996, pp. 386-391), il priore di Barbiana scriveva: <em>Come facevo a spiegare che amo i miei parrocchiani pi\u00f9 che la Chiesa e il Papa? E se un rischio corro per l&#8217;anima mia non \u00e8 certo di aver poco amato, ma piuttosto di amare troppo (cio\u00e8 di portarmeli anche a letto!). (&#8230;) E chi potr\u00e0 mai amare i ragazzi fino all&#8217;osso senza finire col metterglielo anche in culo se non un maestro che insieme a loro ami anche Dio e tema l&#8217;Inferno e desideri il Paradiso?<\/em> Dunque, l&#8217;omaggio reso dal papa e da tutta la cultura cattolico-progressista a don Milani \u00e8 completamente sbagliato e controproducente. Invece di portare ad esempio di <em>santit\u00e0<\/em> lui e don Primo Mazzolari, si dovrebbe guardare alla figura d&#8217;un vero gigante dell&#8217;educazione, come san Giovanni Bosco: che amava, s\u00ec, i suoi ragazzi, e con abnegazione totale, ma non in forma morbosa e non insegnando loro la <em>sua<\/em> parola, tutta umana, satura di rancore sociale e di rivendicazione dei diritti, ma la <em>vera<\/em> Parola, la sola Parola che conta, per un prete e per un cattolico, quella di Dio. E si dovrebbe guardare con stima, devozione e assoluta fiducia a un altro gigante della vera santit\u00e0, padre Pio da Pietrelcina, che parlava sempre, ai suoi pententi, del valore della purezza, e metteva in guardia contro la sporcizia del peccato. Abbiamo bisogno di modelli cos\u00ec; e di piccole sante, come Maria Goretti e Albertina Berkenbrock. Altro che don Milani e don Mazzolari: l&#8217;uno carico di livore sociale, l&#8217;altro con le mani sporche del sangue della guerra civile&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nata da un progetto di opposizione contro Dio, la civilt\u00e0 moderna si \u00e8 messa, fin dal suo sorgere, sulla strada del male. 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