{"id":23071,"date":"2020-02-09T11:18:00","date_gmt":"2020-02-09T11:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/02\/09\/abbiamo-bisogno-duna-visione-piu-ampia-del-reale\/"},"modified":"2020-02-09T11:18:00","modified_gmt":"2020-02-09T11:18:00","slug":"abbiamo-bisogno-duna-visione-piu-ampia-del-reale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/02\/09\/abbiamo-bisogno-duna-visione-piu-ampia-del-reale\/","title":{"rendered":"Abbiamo bisogno d&#8217;una visione pi\u00f9 ampia del reale"},"content":{"rendered":"<p>La ragione principale per cui la teoria della relativit\u00e0 di Einstein ha avuto un effetto destabilizzante sulla nostra visione del mondo risiede nel fatto che noi moderni ci siamo allontanati dalla visione ampia, armoniosa, comprensiva del finalismo cristiano (e greco) per fare posto a una visione ristretta, meccanicistica, disanimata, e perci\u00f2 abbiamo dimenticato che il reale \u00e8 pi\u00f9 grande della nostra mente, e non siamo stati capaci di reggere l&#8217;impatto di una simile scoperta. In altri termini, una cultura spiritualmente preparata e matura avrebbe assorbito la teoria einsteniana e ne avrebbe tratto motivo di rafforzare la propria <em>Weltanschauung<\/em>; cos\u00ec come stanno le cose, invece, quella teoria ha messo in crisi tutte le nostre illusorie certezze e ha mandato a catafascio il bel castello di carte che la visione illuminista aveva costruito, sostituendolo al mondo reale. Del resto, non c&#8217;\u00e8 altra spiegazione: se una societ\u00e0 \u00e8 solida sulle sue basi e se possiede una cultura spiritualmente evoluta, ci vuol altro che una nuova teoria scientifica, per quanto innovativa e per quanto sia qualcosa di pi\u00f9 che una semplice ipotesi, per mandare in crisi tutte le certezze. Diremo di pi\u00f9: una tale societ\u00e0 e una tale cultura non potranno <em>mai<\/em> produrre una scienza che finisca per mettersi in rotta di collisione con le basi di verit\u00e0 sulle quali ogni costruzione della civilt\u00e0 necessariamente si regge. Si prenda a caso un qualsiasi libro di testo scolastico, un qualsiasi manuale di filosofia o di letteratura: si vedr\u00e0 che tutti gli autori, nel capitolo dedicato ai primi anni del Novecento, citano l&#8217;affacciarsi della teoria della relativit\u00e0 di Einstein come un elemento che, dopo la scoperta delle geometrie non euclidee di Gauss, Bolyai e Lobacevskij, ha fortemente destabilizzato la visione del reale che la cultura positivista aveva accreditato. Infatti, quasi sempre, la troviamo accostata alle tendenze irrazionalistiche del pensiero, alla rivolta contro il positivismo, a Nietzsche, nonch\u00e9 al darwinismo, a Bergson, alle avanguardie, a Pirandello, a Kafka, al decadentismo, al dadaismo, al surrealismo, ecc. Insomma, \u00e8 stata uno dei fattori che hanno messo in crisi la concezione razionalista, oggettiva e molto sicura di s\u00e9 che gli scienziati e i pensatori della fine dell&#8217;Ottocento avevano creduto di stabilire, partendo da una linea ideale che inizia con Galilei e Newton e prosegue con le conquiste tecnologiche della rivoluzione industriale, con lo sviluppo incontenibile della chimica, con le ricerche nel campo della genetica e le scoperte &#8212; in verit\u00e0 sostenute da ipotesi pi\u00f9 che da certezze &#8212; dell&#8217;evoluzionismo biologico.<\/p>\n<p>Comprendere che la massa e l&#8217;energia sono nomi e aspetti diversi di una stessa cosa, e che non esiste alcuno spazio separato dal tempo, ma un&#8217;unica entit\u00e0 costituita dallo spazio-tempo; e comprendere che i confini tra l&#8217;uno e l&#8217;altro cadono quando ci si porta su ordini di grandezza molto superiori a quelli della nostra esperienza quotidiana, ha spalancato agli uomini una prospettiva del tutto nuova, che \u00e8 parsa loro sconvolgente solo perch\u00e9 erano del tutto impreparati a recepire una semplice verit\u00e0, che i cultori della <em>philosophia perennis<\/em> conoscevano da secoli ma dalla quale i filosofi moderni come Cartesio, e gli scienziati moderni, specialmente Newton, avevano fatto di tutto per allontanarli, imprigionandoli in una visione rigidamente meccanicista, nella quale perfino la luce \u00e8 un fenomeno puramente corpuscolare. E la semplice verit\u00e0 \u00e8 questa: esiste un livello di realt\u00e0 nel quale ci\u00f2 che qui e ora ci appare separato, \u00e8 unito; ci\u00f2 che ci appare come passato e futuro \u00e8 un eterno presente; e se ci\u00f2 che, con lo studio, l&#8217;esperienze e la riflessione, da misterioso diventa noto e razionalmente spiegabile, poi, proseguendo nello studio e nella riflessione, da chiaro ed evidente si fa di nuovo misterioso, sicch\u00e9 sapere qualcosa \u00e8 credere di saper gi\u00e0 tutto, ma l&#8217;intellegibile concreto sar\u00e0 sempre solo una parte infinitesima dell&#8217;intelligibile totale, che risiede solamente in Dio. Ed ecco perch\u00e9 gli scienziati, sovente, sono cos\u00ec boriosi: hanno chiarito alcuni fenomeni, alcune strutture del pensiero, e ne traggono conclusioni sproporzionate, come se quella minuscola porzione di verit\u00e0, peraltro sempre approssimata e sempre bisognosa di ulteriori studi e approfondimenti, li autorizzasse a ritenersi padroni e depositari di <em>tutta<\/em> la verit\u00e0.<\/p>\n<p>Ha scritto Gary Zukav ne <em>La danza dei maestri Wu Li<\/em> (titolo originale: <em>The Dancing Wu Li Masters<\/em>, 1979, 2001; traduzione dall&#8217;inglese di Massimo Patti, Milano, Corbaccio, 1995, 2004, pp. 196-198):<\/p>\n<p><em>Non esiste uno spazio separato dal tempo. Massa ed energia sono differenti nomi di una stessa cosa. (&#8230;) La teoria speciale della relativit\u00e0 fornisce una fisica nuova e unitaria. Le misurazioni della distanza e della durata possono variare da una misura di riferimento all&#8217;altra, ma l&#8217;intervallo spazio-tempo fra gli eventi non cambia mai. Tuttavia, nonostante tutto, la teoria speciale della relativit\u00e0 ha un difetto. Si basa su di una situazione piuttosto non comune. La teoria speciale della relativit\u00e0 si applica solo a strutture di riferimento che si muovo uniformemente in relazione l&#8217;una all&#8217;altra. La maggior parte dei movimenti, sfortunatamente, in \u00e8 n\u00e9 costante n\u00e9 idealmente uniforme. In altre parole, la teoria speciale della relativit\u00e0 \u00e8 costruita su una idealizzazione. \u00c8 limitata e ha come premessa la particolare situazione di uniformit\u00e0 del moto. Questo \u00e8 il motivo per cui Einstein la chiam\u00f2 &quot;speciale&quot;, o ristretta. L&#8217;intuizione di Einstein era quella di costruire una fisica che fosse valida per TUTTE le strutture di riferimento, quelle che si muovono con un moto non uniforme (accelerazione e decelerazione) in relazione l&#8217;una rispetto all&#8217;altra, come quelle che si muovono uniformemente l&#8217;una rispetto all&#8217;altra. La sua idea era quella di creare una fisica che descrivesse gli eventi in termini di una struttura QUALSIASI di riferimento, indipendentemente dal suo movimento rispetto a qualsiasi atra struttura di riferimento. Nel 1915, Einstein riusc\u00ec a portare a termine la generalizzazione completa la sua teoria speciale. La chiam\u00f2 teoria generale della relativit\u00e0. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>La teoria generale della relativit\u00e0 ci mostra che la nostra mente segue regole differenti da quelle del mondo reale. Una mente razionale, basata sulle impressioni che riceve dalla sua prospettiva limitata forma delle strutture che poi determinano quello che liberamente accetter\u00e0 e quello che non accetter\u00e0. Da quel momento in poi, indipendentemente da come il mondo reale veramente funzioni, questa mente razionale, seguendo le regole che si \u00e8 autoimposte, cerca di sovrapporre al mondo reale la sua versione di come le cose debbano essere. Questo comportamento continua finch\u00e9 finalmente una mente da principiante grida forte: &quot;Non \u00e8 giusto. Quello che &#8216;deve essere&#8217; non si sta verificando. Ho cercato ripetutamente di scoprire perch\u00e9 ci\u00f2 non avviene. Ho esteso la mia immaginazione fino al limite ultimo per poter conservare la mia fede in &#8216;ci\u00f2 che deve essere&#8217;. \u00e8 arrivato il puto di rottura. Ora non ho altra scelta se non ammettere che il &#8216;deve&#8217; in cui ho creduto non proviene dal mondo reale, ma dalla mia mente&quot;. Questo resoconto non \u00e8 un&#8217;iperbole letteraria. \u00c8 una descrizione concisa della pi\u00f9 importante conclusione della teoria generale della relativit\u00e0, dei mezzi attraverso i quali \u00e8 stata raggiunta. La prospettiva limitata \u00e8 la prospettiva della nostra razionalit\u00e0 tridimensionale e della sua visione di una piccola parte dell&#8217;universo (quella in cui siano nati). Le cose che &#8216;devono essere&#8217; sono li idee della geometria. Le regole che governano linee rette, cerchio, triangoli, ecc.). La mente da principiante era quella di Einstein. La convinzione a lungi preservata era che queste regole governino, senza eccezione, la totalit\u00e0 dell&#8217;universo. Ci\u00f2 che la mente da principiante di Einstein intu\u00ec, fu che tutto ci\u00f2 esiste solo nella nostra mente. Einstein scopr\u00ec che alcune leggi della geometria sono valide solo in aree limitate dello spazio. Questo fatto le rende utili dato che la nostra esperienza \u00e8 fisicamente limitata ad aree molto piccole dello spazio, come il nostro sistema solare. Tuttavia, qua do la nostra esperienza si espande, incontriamo sempre maggiori difficolt\u00e0 nel cercare di imporre queste regole a tutta l&#8217;estensione dello spazio. Einstein fu la prima persona a rendersi conto che le regole geometriche che si applicano a una piccola parte dell&#8217;universo vista da una prospettiva limitata (come la nostra) non sono universali. Ci\u00f2 gli diede la libert\u00e0 di vere l&#8217;universo in un modo in cui nessuna persona l&#8217;aveva mai visto prima. Ci\u00f2 che vide \u00e8 il contenuto della teoria generale della relativit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Einstein non si proponeva di provare nulla circa la natura della nostra mente. Il suo interesse era la fisica. &quot;La nostra nuova idea &#8212; scriveva &#8212; \u00e8 semplice: costruire una fisica che sia valida per tutti i sistemi coordinati&quot;. Il fatto che egli EFFETTIVAMENTE dimostr\u00f2 qualche cosa di importante sul modo in cui strutturiamole nostre percezioni \u00e8 indicativo di un&#8217;inevitabile tendenza verso la fusione tra la fisica e la psicologia.<\/em><\/p>\n<p>Voler assumere la prospettiva della nostra mente, che \u00e8 sempre e comunque una prospettiva limitata, come se fosse una prospettiva universale; e quindi presupporre che i fenomeno e gli enti dell&#8217;universo debbano comportarsi secondo ci\u00f2 che pu\u00f2 concepire il nostro pensiero, e null&#8217;altro: ecco il peccato di superbia di ogni illuminismo, di ogni positivismo e ogni scientismo; ed \u00e8 un peccato che ha deformato sia la nostra immagine del mondo sia le nostre stesse strutture di pensiero. La mentalit\u00e0 scientista \u00e8 penetrata cos\u00ec a fondo che ne sono stati contagiati perfino quelli che avrebbero dovuto pi\u00f9 di ogni altro resisterle, possedendo gi\u00e0 una visione assai pi\u00f9 ampia e comprensiva, che non si contrappone alle verit\u00e0 della scienza, ma le inserisce armoniosamente in un tutto pi\u00f9 ampio, nel quale esse trovano la loro giusta collocazione. Che \u00e8 quella di spiegare certi fenomeni della natura (a titolo temporaneo: tutte le verit\u00e0 della scienza sono soggette a revisione) e non gi\u00e0 di stabilire cosa \u00e8 vero e cosa \u00e8 falso, cosa \u00e8 possibile e cosa \u00e8 impossibile in senso assoluto. In senso assoluto, la scienza \u00e8 quel ramo del sapere che si occupa di spiegare i fenomeni naturali, cio\u00e8 una minuscola frazione del reale, perch\u00e9 al di sopra della natura c&#8217;\u00e8 il soprannaturale, che \u00e8 fatto di realt\u00e0 non percepibili coi sensi ordinari e quindi irraggiungibili dalla scienza ordinaria. \u00c8 quindi evidente che per esplorare la dimensione dell&#8217;assoluto, l&#8217;uomo ha bisogno di un altro tipo di scienza: che \u00e8 sempre scienza, anzi, \u00e8 pi\u00f9 che mai scienza, cio\u00e8 ricerca razionale e documentata di fatti secondo criteri oggettivi, ma scienza che si pone tanto al di sopra di quella ordinaria, applicata alla natura, quanto il cielo \u00e8 al di sopra della terra. Ora, se le geometrie non euclidee ci mostrano che esistono altre geometrie, dove le rette parallele possono anche incontrarsi, e la teoria della relativit\u00e0 generale ci dice che esistono altre dimensioni del reale, ove lo spazio \u00e8 inseparabile dal tempo e il passato dal futuro, ebbene la coscienza che il Tutto di cui siamo parte eccede non solo quantitativamente, ma anche qualitativamente i nostri strumenti, razionali e materiali, per indagarlo, deve condurci ad ammettere, con Shakespeare, che <em>ci sono pi\u00f9 cose in cielo e in terra di quante ne possa sognare tutta la nostra filosofia<\/em>. E quanto avrebbe potuto progredire la nostra conoscenza del reale, se avessimo perseverato nella scia della <em>philosophia perennis<\/em> invece d&#8217;imboccare, al bivio della modernit\u00e0, la via della scienza materialista, meccanicista, riduzionista e perci\u00f2 asfittica e meschina di Cartesio e Newton. Quante cose avremmo capito, che ora ci sono di scandalo, se solo avessimo accordato la scienza con la metafisica, il pensiero strumentale e calcolante col pensiero contemplativo e spirituale, l&#8217;<em>esprit de g\u00e9ometrie<\/em> con l&#8217;<em>esprit de finesse<\/em>, come diceva Pascal! Oggi saremmo cos\u00ec progrediti rispetto a ci\u00f2 che effettivamente siamo, quanto l&#8217;uomo lo \u00e8 rispetto alla scimmia. Di che cosa non saremmo capaci, unendo la visione scientifica dei fenomeni materiali con la visione spirituale della grande tradizione metafisica?<\/p>\n<p>E invece abbiamo imboccato l&#8217;altra strada; e ci siamo aggrappati ad essa cos\u00ec convulsamente, che, non appena intravediamo qualche squarcio di luce, ne siamo talmente spaventati da volerlo subito nascondere. Per fare un solo esempio. Un archeologo trova un&#8217;impronta di piede umano, per la precisione di un mocassino, dunque d&#8217;un uomo civilizzato, in una roccia molto antica: troppo antica secondo la sua mappa mentale. Allora affida quella roccia al geologo, e ne chiede il responso; questi dichiara che la roccia \u00e8 antica non meno di tre milioni di anni. Impossibile!, esclama l&#8217;archeologo: nessun reperto umano risale cos\u00ec addietro nel tempo, perch\u00e9 la razza umana \u00e8 molto, ma molto pi\u00f9 recente. E la roccia in questione finisce dimenticata in chiss\u00e0 quale armadio di un museo di scienze naturali. Se poi emergono un secondo, un terzo, un quarto reperto che paiono indicare tutti la stessa cosa, e cio\u00e8 che uomini che calzavano mocassini se ne andavano in giro per il mondo milioni d&#8217;anni prima del sorgere delle prime civilt\u00e0, anche questi vengono ignorati, perfino nascosti, affinch\u00e9 le certezze della scienza (provvisoria) non vengano messe in crisi. Sempre la stessa paura: quella di essere destabilizzati. Se poi si passa all&#8217;ambito della religione, la situazione \u00e8 analoga. Oggi perfino i teologi e i sacerdoti arretrano di fronte a ci\u00f2 che contrasta con i dogmi della scienza materialista, meccanicista e riduzionista ufficialmente al potere (accademico). Ges\u00f9 moltiplica i pani e i pesci? Assurdo, impossibile; lo dice perfino il papa: Ges\u00f9 non li ha <em>moltiplicat<\/em>i, li ha <em>divisi<\/em> equamente tra la folla: proprio il contrario di ci\u00f2 che attestano, con particolari realistici, i <em>Vangeli<\/em>. La morte di Ges\u00f9 poi &#8212; dice sempre il papa &#8212; \u00e8 storia; la sua resurrezione invece \u00e8 &quot;solo&quot; una questione di fede&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La ragione principale per cui la teoria della relativit\u00e0 di Einstein ha avuto un effetto destabilizzante sulla nostra visione del mondo risiede nel fatto che noi<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[148,171],"class_list":["post-23071","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-friedrich-nietzsche","tag-henri-bergson"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23071","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23071"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23071\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23071"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23071"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23071"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}