{"id":23069,"date":"2009-09-14T07:06:00","date_gmt":"2009-09-14T07:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/09\/14\/abbattere-500-cervi-in-cansiglio-ecco-allopera-la-filosofia-della-manipolazione-spietata-delle-cose\/"},"modified":"2009-09-14T07:06:00","modified_gmt":"2009-09-14T07:06:00","slug":"abbattere-500-cervi-in-cansiglio-ecco-allopera-la-filosofia-della-manipolazione-spietata-delle-cose","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/09\/14\/abbattere-500-cervi-in-cansiglio-ecco-allopera-la-filosofia-della-manipolazione-spietata-delle-cose\/","title":{"rendered":"Abbattere 500 cervi in Cansiglio: ecco all&#8217;opera la filosofia della manipolazione spietata delle cose"},"content":{"rendered":"<p>Questa \u00e8 solo l&#8217;ultima in ordine di tempo, di una lunga serie di disinvolte operazioni di drastico intervento sulla vegetazione e sulla fauna selvatica: ossia su quel poco di natura che ancora rimane nel nostro Paese, dopo decenni di selvaggia speculazione edilizia, di incendi pi\u00f9 o meno dolosi al manto boschivo, di caccia di frodo indiscriminata e di caccia legalizzata, altrettanto devastante, pur se eseguita con tutti i crismi della legalit\u00e0.<\/p>\n<p>Dopo aver carezzato l&#8217;abbattimento delle migliaia e migliaia di platani secolari che fiancheggiano la storica strada del Terraglio (da Treviso a Mestre), con la motivazione di voler prevenire gli incidenti mortali del fine settimana, all&#8217;uscita dalle discoteche, ora alcuni politici e amministratori del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia stanno predisponendo l&#8217;opinione pubblica a mandare gi\u00f9 l&#8217;amara pillola del \u00abnecessario\u00bb abbattimento di almeno (dicesi almeno) 500 cervi nella Foresta del Cansiglio, che ricopre l&#8217;altipiano omonimo, posto a un&#8217;altitudine media di 1.000 m. s. m. e situato sul bordo estremo delle Prealpi Carniche e ai piedi del Monte Cavallo, nel punto d&#8217;intersezione delle province di Belluno, Pordenone e Treviso.<\/p>\n<p>Sembra che abbattere mezzo migliaio di cervi sia, per essi, una operazione assolutamente normale e, anzi, doverosa, visti i danni che gli animali arrecano all&#8217;agricoltura e particolarmente alla produzione biologica di foraggio (danni per i quali gli agricoltori del luogo hanno goduto del risarcimento sotto forma di denaro pubblico).<\/p>\n<p>E tutto questo avviene mentre stenta a decollare il progetto di trasformare questa antica foresta montana &#8211; gi\u00e0 custodita con la massima severit\u00e0 dalla Serenissima Repubblica di Venezia, perch\u00e9 forniva il legname necessario all&#8217;Arsenale &#8211; in una Riserva naturale regionale e mentre, anzi, si intensificano le manovre per potenziare oltre misura le strutture turistiche, e segnatamente gli impianti di risalita per gli sport invernali, nonch\u00e9 per estendere la costruzione di villaggi turistici che finirebbero per stravolgere la vocazione naturalistica di questo splendido angolo di natura alpina, area di rifugio per numerose specie vegetali e animali e custode di incomparabili bellezze paesaggistiche, non ultime le profonde e affascinanti grotte carsiche che ne intersecano in pi\u00f9 punti il sottosuolo.<\/p>\n<p>Il cervo, si dice, si \u00e8 moltiplicato in numero eccessivo, arrecando danni e ostacolando lo sviluppo economico della zona (lo sviluppo: ecco l&#8217;eterna parola d&#8217;ordine, in nome della quale sembra divenire lecita qualsiasi cosa). Si direbbe quasi che su quel magnifico ungulato ricada la responsabilit\u00e0 di chiss\u00e0 quale tremendo destino di sottosviluppo della zona; come se esso costituisse una sorta di pericolo incombente per il benessere e per la prosperit\u00e0 di chiss\u00e0 quali popolazioni (mentre il Cansiglio vero e proprio \u00e8 vuoto di abitanti, fatta eccezione per poche decine di Cimbri, la popolazione di boscaioli origine tedesca, qui insediatasi tre secoli or sono).<\/p>\n<p>Manca poco che si paragonino questi \u00abterribili\u00bb cervi ai terroristi di Al Quaida, e che si invochi contro di essi la crociata del Bene contro le forze del Male., in nome della modernit\u00e0 e di un futuro radioso per tutti.<\/p>\n<p>La verit\u00e0, invece, sta in tutt&#8217;altro modo.<\/p>\n<p>Gli esseri umani, quass\u00f9, sono soltanto degli ospiti: degli ospiti tollerati, e perfino graditi, se vengono in atteggiamento pacifico e rispettoso, per conoscere la natura e per familiarizzarsi con il mondo delle piante (le sterminate distese di faggi e abeti rossi, qui capovolte rispetto all&#8217;altitudine per un curioso fenomeno di inversione termica) e degli animali selvatici. Sono, al contrario, ospiti sgradevoli e nocivi se, in veste di turisti cialtroni o di speculatori, vi si accostano con avidit\u00e0 e insensibilit\u00e0, interessati unicamente al guadagno che possono ricavare dallo sfruttamento di un ambiente naturale pressoch\u00e9 incontaminato (ma non sappiamo ancora per quanto continuer\u00e0 ad essere tale).<\/p>\n<p>Riportiamo questo breve articolo, a firma R. O., dal quotidiano \u00abIl Gazzettino\u00bb, edizione di Treviso, di domenica 13 settembre 2009:<\/p>\n<p>\u00abDimezzare la popolazione di cervi che vivono in Cansiglio. Sembra diventata una priorit\u00e0, quasi una crociata per quanti hanno a cuore lo sviluppo economico del Pian Cansiglio attraverso l&#8217;agricoltura. Un grido d&#8217;allarme che \u00e8 stato raccolto dal ministro delle Politiche agricole Luca Zaia. &quot;Abbattere almeno 500 cervi in Pian del Cansiglio per evitare la devastazione delle produzioni biologiche di foraggio, il 40% delle quali viene attualmente distrutta dagli animali, aumentati di numero in modo incontrollato&quot;, a sostenerlo \u00e8 il ministro Zaia che ieri era in Cansiglio su invito di Paolo Casagrande, presidente veneto Anpa (Associazione nazionale produttori agricoli). L&#8217;imprenditore aveva inscenato una protesta pacifica con volantinaggio durante la presentazione del progetto di valorizzazione della foresta del Cansiglio, chiamato &quot;Assi del Cansiglio&quot;, avviato da Itlas e Veneto Agricoltura. &quot;Non \u00e8 di nostra competenza &#8211; \u00e8 stata la tesi del ministro, presente alla manifestazione &quot;Vivi la foresta con noi&quot; &#8211; ma credo che la questione sia gi\u00e0 nelle mani dell&#8217;assessore regionale , che decider\u00e0 per il meglio.&quot; Gli agricoltori &#8211; l&#8217;opinione di Casagrande &#8211; vogliono che il Cansiglio continui a vivere, ma oggi \u00e8 compromesso dalle devastazioni dei cervi. Non vogliamo che si estinguano ma che il loro numero torni ad essere di 500-60&quot;. Di parere diametralmente opposto Guido Iemmi, uno de responsabili della Lav (Lega antivivisezione): &quot;Assistiamo- esordisce &#8211; al solito ritornello. Prima si fa in modo che una popolazione aumenti, facendole trovare un microsistema molto favorevole. A quel punto scatta l&#8217;allarme degli agricoltori, che in precedenza avevano per\u00f2 vissuto grazie ai contributi pubblici ottenuti come risarcimento de danni causati dalla fauna selvatica. Infine arrivano politici ed esperti che, rispondendo alle esigenze dei cacciatori , invocano la mattanza. \u00c8 ci\u00f2 che sta accadendo &#8211; conclude Iemmi &#8211; in Cansiglio e gi\u00e0 visto per cinghiali e orsi.\u00bb<\/p>\n<p>Gira e rigira, in questa mentalit\u00e0 brutalmente pragmatica e utilitaristica, secondo la quale la natura \u00e8 fatta per essere dominata e manipolata illimitatamente, e l&#8217;uomo non ha alcun obbligo verso di essa, perch\u00e9 se ne considera il padrone assoluto, riaffiora il vizio tipico della modernit\u00e0, gi\u00e0 teorizzato &#8211; ma con orgoglio &#8211; da filosofi come Francesco Bacone: l&#8217;assoluta incapacit\u00e0 di porsi in atteggiamento rispettoso verso le cose; l&#8217;assoluta incontinenza di una avidit\u00e0 economica senza freni e senza pudore.<\/p>\n<p>Tutto quello che \u00e8 possibile fare per aumentare la ricchezza e la comodit\u00e0 dell&#8217;uomo, va posto in opera in nome della scienza e del progresso; mentre tutto ci\u00f2 che vi si oppone, deve essere spazzato via, perch\u00e9 rappresenta un ostacolo e una pietra d&#8217;inciampo rispetto alle magnifiche sorti e progressive della modernit\u00e0 e dello sviluppismo.<\/p>\n<p>Per quei signori, un albero non \u00e8 nemmeno degno di essere considerato un essere vivente; e un animale \u00e8 meritevole di sopravvivere, solo a condizione che la sua esistenza non ostacoli i progetti dell&#8217;uomo, volti immancabilmente al potenziamento delle strutture di sfruttamento della natura e ad accrescere il benessere materiale dell&#8217;uomo stesso, costi quello che costi.<\/p>\n<p>Le cose, in quest&#8217;ottica, non possiedono alcun valore intrinseco. Il loro valore, del resto puramente economico, \u00e8 stabilito sempre e solo in funzione dell&#8217;utile che gli esseri umani si prefiggono di ricavarne.<\/p>\n<p>Il rispetto, la contemplazione, la gratitudine verso piante, animali ed elementi del paesaggio, non trovano alcun posto in una tale visione del mondo: non sono nient&#8217;altro che inutili romanticherie e sentimentalismi dannosi per il progresso e lo sviluppo. Chi si batte per difenderle, non \u00e8 che un retrogrado, un oscurantista e un potenziale sovversivo, nel senso letterale di colui che vuole sovvertire, ossia capovolgere, le regole stabilite, sia in ambito politico che culturale.<\/p>\n<p>Che si tratti di abbattere un cervo, o dieci, o mille, non c&#8217;\u00e8 nessun problema; anzi, si fanno contenti i cacciatori che, con il pretesto di contenere l&#8217;eccesso di popolazione della fauna selvatica, riescono a indossare anch&#8217;essi la rispettabile divisa dei difensori della natura, e a marciare sotto le bandiere di uno pseudo ambientalismo che vorrebbe sposarsi felicemente con le ragioni dello sviluppo economico, del guadagno e dell&#8217;interesse privato.<\/p>\n<p>Strano Paese, l&#8217;Italia, dove perfino cacciatori, speculatori edilizi e ambigui imprenditori, riescono a farsi passare per i veri difensori dell&#8217;ambiente; e dove le doppiette, il cemento e le sciovie selvagge, sono presentati come strumenti del progresso e del benessere delle ultime zone d&#8217;Italia ove ancora sopravvive qualche felice brandello di natura quasi incontaminata.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente che, se si vuole superare queste criticit\u00e0, non sar\u00e0 sufficiente istituire nuovi parchi e riserve naturali, n\u00e9 perfezionare la legislazione ambientalista o moltiplicare il numero delle guardie forestali. Del resto, le statistiche sono l\u00ec a mostrarci, nel modo pi\u00f9 impietoso ed eloquente, che quelle regioni &#8211; come la Calabria &#8211; ove pi\u00f9 alto \u00e8, in rapporto alla popolazione, il numero del personale preposto alla tutela dell&#8217;ambiente, sono proprio quelle in cui lo scempio della natura procede con il ritmo pi\u00f9 veloce.<\/p>\n<p>Quello di cui abbiamo bisogno, \u00e8 un cambio nel modo di sentire e di pensare diffuso tra le persone comuni; quella che ci serve, \u00e8 una vera e propria rivoluzione culturale, la quale., operando sulle giovani generazioni, insegni loro la priorit\u00e0 del rispetto per la vita e per l&#8217;ambiente, nei confronti di qualsiasi esigenza di mercato e di qualsiasi logica basata sul mero profitto materiale. Bisogna far capire ai bambini, fin da piccoli, che non c&#8217;\u00e8 denaro che possa giustificare la distruzione di una foresta o l&#8217;abbattimento, insensato e crudele, di centinaia di capi di fauna selvatica; bisogna persuaderli che l&#8217;uomo deve ritornare a vivere in armonia con le altre creature viventi, per quanto possibile, e non in competizione selvaggia con esse.<\/p>\n<p>Bisogna anche insegnare ai giovani a rifiutare il ricatto, secondo il quale chi considera prioritari i valori ambientali e il rispetto per la vita di tutte le creature, \u00e8 un cattivo cittadino e un nemico del progresso. Bisogna portare loro ad esempio figure come quella di San Francesco, che vedeva un amico e un fratello in ogni creatura del buon Dio, e non fargli credere che le ragioni dell&#8217;impresa e del profitto, per quanto legittime in se stesse, vengano rima di qualsiasi altra cosa.<\/p>\n<p>Bisogna, infine, far capire ai bambini e ai ragazzi, che il rispetto per la vita \u00e8 un valore unitario: che non esiste un rispetto per la vita umana, che si possa immaginare come disgiunto dal rispetto per la vita delle piante e degli animali; perch\u00e9 la vita \u00e8 un fenomeno unitario, \u00e8 il complesso delle funzioni vitali della biosfera, di cui l&#8217;uomo \u00e8 parte, e fuori del quale egli non potrebbe concepirsi, n\u00e9 sopravvivere per un giorno solo.<\/p>\n<p>In Italia, purtroppo, il senso della dignit\u00e0 della natura e del rispetto dovuto a tutti i viventi, per un insieme di ragioni storiche e culturali, \u00e8 ai livelli pi\u00f9 bassi del continente europeo, come abbiamo gi\u00e0 scritto in precedenti occasioni (cfr., in particolare, il nostro articolo: \u00abPerch\u00e9 non amiamo la natura? Una riflessione sulle responsabilit\u00e0 della cultura contadina\u00bb, inserito sul sito di Arianna Editrice in data 06\/08\/2009).<\/p>\n<p>Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, non \u00e8 la cultura industriale, o post-industriale, la grande nemica della natura. Il disincanto e la manipolazione nei confronti di essa si consuma gi\u00e0 all&#8217;interno della societ\u00e0 contadina, e sia pure nell&#8217;ultima fase della sua vita millenaria: quando ormai le logiche del successo e del profitto battevano alla porta del semplice contadino; e tutto ci\u00f2 \u00e8 stato esemplificato dall&#8217;adozione massiccia e quasi subitanea della chimica, per aumentare il raccolto e, quindi, le prospettive di guadagno.<\/p>\n<p>Il male, quindi, \u00e8 molto pi\u00f9 profondo di quello che non si creda. Ecco perch\u00e9, quando i nostri politici e amministratori parlano, con tanta leggerezza, di abbattere mezzo migliaio di cervi, come se fosse la cosa pi\u00f9 ovvia e pi\u00f9 semplice di questo mondo, non si leva un coro generale di proteste e di sacrosanta indignazione; ecco perch\u00e9, al contrario, le associazioni degli agricoltori sono in prima fila nell&#8217;applaudire, o, addirittura, nel sollecitare provvedimenti del genere.<\/p>\n<p>L&#8217;aver ridotto i problemi umani e i problemi ambientali a delle questioni puramente tecniche, meritevoli di una risposta puramente tecnica: ecco il grande peccato contro la vita, contro il rispetto dovuto alle creature, contro la nostra stessa intelligenza.<\/p>\n<p>Una ragione strumentale e calcolante, che finisce per essere completamente, assolutamente stupida, perch\u00e9 perde di vista le condizioni necessarie alla stessa sopravvivenza dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Oggi condanniamo a morte alcune centinaia di cervi o alcune migliaia di alberi; domani, condanneremo a morte noi stessi, privandoci degli strumenti che possano assicurarci la prospettiva di un futuro, per noi e per i nostri figli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa \u00e8 solo l&#8217;ultima in ordine di tempo, di una lunga serie di disinvolte operazioni di drastico intervento sulla vegetazione e sulla fauna selvatica: ossia su<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[92],"class_list":["post-23069","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23069","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23069"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23069\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23069"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23069"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23069"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}