{"id":23067,"date":"2023-02-28T10:33:00","date_gmt":"2023-02-28T10:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2023\/02\/28\/antonio-brancati-stampa\/"},"modified":"2023-02-28T10:33:00","modified_gmt":"2023-02-28T10:33:00","slug":"antonio-brancati-stampa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2023\/02\/28\/antonio-brancati-stampa\/","title":{"rendered":"Antonio Brancati (stampa)"},"content":{"rendered":"<p>IL RESTO DEL CARLINO<\/p>\n<p>Pesaro, 11 febbraio 2017 &#8211;\u00a0Aveva\u00a0compiuto\u00a0<strong>novantotto anni<\/strong>\u00a0il 2 febbraio scorso, nel tardo pomeriggio di due giorni fa il\u00a0<strong>professor Antonio Brancati\u00a0<\/strong>se n&#8217;\u00e8 andato, chiudendo definitivamente e idealmente due secoli: quello della sua esistenza personale e quello di\u00a0<strong>storia cittadina<\/strong>\u00a0della quale fu interprete, studioso e ricercatore principe.<\/p>\n<p>Nato nel 1919 a Benevento, ma gi\u00e0 pesarese nell&#8217;anima, Antonio Brancati \u00e8 stato il filo conduttore, il basso continuo, la trama portante della cultura ufficiale delle vicende storico-culturali della citt\u00e0. Le pubblicazioni piccole e grandi su fatti, avvenimenti e personaggi piccoli e grandi, ma essenziali o importanti nel tessuto del nostro Novecento portano la firma e l&#8217;impronta di Brancati, dall&#8217;interno e dall&#8217;esterno della\u00a0<strong>Biblioteca Oliveriana da lui diretta e amata dal 1974 al 2009\u00a0<\/strong>per restarne poi presidente onorario, da sopra o accanto alla cattedra d&#8217;insegnante, da autore di manuali di storia su cui sono passate generazioni di ragazzi italiani.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nel 1990, in occasione dei suoi novant&#8217;anni, tutto stava scritto nella pergamena di gratitudine offertagli dal Comune di Pesaro: &quot;Per avere egli, con decenni di studio all&#8217;insegna della dedizione appassionata e della pi\u00f9 scrupolosa acribia,\u00a0<strong>acquisito dati fondamentali e dischiuso prospettive di ricerca alla storiografia pesarese<\/strong>\u00a0approfondendo &#8211; spesso rilevando &#8211; eventi significativi e personaggi caduti in oblio, indicando alla cittadinanza quanto profondo e ancora da indagare sia il mare magnum della storia patria&quot;. Giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, col sole o con la pioggia, al caldo e al gelo, a chiusura della sua giornata nelle stanze oliveriane profumate di legno e di stampa, il professor Brancati attravervava a piedi la citt\u00e0 per tornare a casa, in mano la sua fidata e vecchia cartella di pelle, con dentro appunti, scritti e volumi da rivedre e da compulsare fra le mura domestiche.Per dirla\u00a0con termini che rendano l&#8217;idea,\u00a0<strong>Antonio Brancati \u00e8 stato una &quot;presenza&quot;, un &quot;nume tutelare&quot; di Pesaro<\/strong>, un punto di riferimento per parecchie generazioni di giovani studiosi. Il suo collaboratore fedele e importante di questi ultimi anni che ha con lui condiviso la fatica e la gioia di parecchi volumi di ottima fattura, il professor Giorgio Benelli, ebbe modo di chiedergli una volta se fosse felice ricevendone una risposta che getta una luce ulteriore sulla personalit\u00e0 di Brancati spesso visto da molti solo nella sua veste ufficiale e accademica: \u00abFelice &#8211; ha risposto &#8212; \u00e8 una parola grossa che si trova solo nel dizionario. Ma se non ne senti il richiamo e ne schivi la voce, che differenza c&#8217;\u00e8 fra l&#8217;uomo e l&#8217;animale?\u00bb.<\/p>\n<p>La\u00a0<strong>vita di Brancati \u00e8 stata lunga, ricca, intensa<\/strong>\u00a0e presumibilmente serena se non altro per aver sempre vissuto in sintonia con la sua passione. Fra l&#8217;altro \u00e8 stato presidente delle scuole medie statali di Gabicce Mare e di Gradara, fondatore, nel 1972, della scuola media statale &quot;Olivieri&quot; di Pesaro, poi guidata per vari anni anche come preside. Membro effettivo di numerose Accademie italiane ed estere &#8212; fra cui la &quot;Raffaello&quot; di Urbino, la &quot;Burckardt&quot; di Basilea e l&#8217;Accademia Marchigiana di Scienze, Lettere ed Arti di Ancona. Fu anche ispettore onorario alle antichit\u00e0 e ai beni ambientali, architettonici, artistici e storici di Pesaro, e ha realizzato per vari committenti testi che restano importanti. \u00c8 stato autore di pi\u00f9 di di circa 200 pubblicazioni fra saggi storici, articoli e testi scolastici. Antonio Brancari resta vivo nelle sue opere e nella sua passione fatta anche di dedizione e di disciplina.<\/p>\n<p>FORMICHE.NET<\/p>\n<p><em>Il ricordo di Giorgio G irelli, (nella foto con Ciampi), su Antonio Brancati, docente universitario e direttore della Biblioteca e del museo archeologico oliveriano<\/em><\/p>\n<p>ANCHE IL CONSERVATORIO STATALE ROSSINI \u00c8 RIMASTO SCOSSO PER LA SCOMPARSA DI\u00a0<strong>ANTONIO BRANCATI<\/strong>, CHE FU PRESIDENTE DELL&#8217;ISTITUTO DAL 1983 AL 1987, e avverte sentita vicinanza ai familiari dello studioso. Eppure il &quot;grande appuntamento&quot; \u00e8 il pi\u00f9 consueto e prevedibile che l&#8217;esistenza possa riservare. La vita \u00e8 un&#8217;eventualit\u00e0: pu\u00f2 sorgere o meno. Ma la morte \u00e8 il dato pi\u00f9 certo che possa esistere. Eppure stupisce e addolora suscitando, come nel caso di Brancati, tanto generale e profondo cordoglio, a qualunque et\u00e0 intervenga. Perch\u00e9 tra razionalit\u00e0 e sentimento, \u00e8 il secondo che prevale, distinguendo l&#8217;uomo dalla macchina.<\/p>\n<p>Su questo personaggio, dall&#8217;esistenza tanto intensa, i molti che l&#8217;hanno &quot;visto da vicino&quot; hanno offerto il loro documentato ricordo. Mi accodo ad essi, apportando qualche frammento rievocativo. Per alcuni anni a Pesaro fummo vicini di casa e non era infrequente osservarlo dalla strada, anche quando rientravo a tarda ora, chinato sulle sue carte nell&#8217;ambiente seminterrato adibito a studio sottostante il suo appartamento.@&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>I SUOI MANUALI DI STORIA ERANO MOLTO ACCURATI E APPREZZATI. RIFERISCE\u00a0<strong>GIORGIO BENELLI<\/strong>, SUO DEVOTO SODALE DI STUDI: &quot;PER OGNI PAGINA C&#8217;ERANO SEMPRE CINQUE O SEI STESURE DA FARE O DA RIFARE&quot;. E NELLA RICOSTRUZIONE DEGLI EVENTI STORICI EMERGEVA QUESTA ESIGENZA DI COMPLETEZZA, AVENDO EGLI PERALTRO IL PREGIO DI AVVICINARSI IL PI\u00d9 POSSIBILE AL PRESENTE. Al riguardo, su sua richiesta, avevo il piacere di comunicargli dal Senato gli aggiornamenti sui titolari delle massime istituzioni della nostra Repubblica.<\/p>\n<p>Si occup\u00f2 intensamente, come noto, di\u00a0<strong>Terenzio Mamiani<\/strong>, il primo ministro dell&#8217;istruzione dello Stato italiano (a proposito: degnamente allocati in citt\u00e0, a parte i monumenti a\u00a0<strong>Rossini<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Garibaldi<\/strong>, i busti di\u00a0<strong>Collenuccio<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Cavallotti<\/strong>, nonch\u00e9 la statua di\u00a0<strong>Perticari<\/strong>, non guasterebbe una pi\u00f9 accurata evidenza del busto di Mamiani). E nella sua acribia non volle privarsi della foto &#8212; che gli procurai con premura\u00a0&#8212; di una scultura del personaggio esposta nella prestigiosa sala Koch di Palazzo Madama.<\/p>\n<p>LA PERMANENZA AL CONSERVATORIO ROSSINI, DOVE COMUNQUE IL GIUDIZIO UNANIME DI IMPIEGATI E DOCENTI DEL TEMPO ERA QUELLO DI AVER AVUTO A CHE FARE CON UN &quot;GRAN SIGNORE&quot;, SI CONCLUSE IN MANIERA UN PO&#8217; BRUSCA PER DIFFICOLT\u00c0 INCONTRATE CON GLI APPARATI AMMINISTRATIVI . MOLTI ANNI FA EGLI STESSO MI ACCENN\u00d2, RIEVOCANDO LE SUE DIMISSIONI, CHE GLI ERANO STATI SOLLEVATI OSTACOLI ADDIRITTURA PER SPESE POSTALI. &quot; NON NE HO VOLUTO PI\u00d9 SAPERE, E ME NE SONO ANDATO&quot;, SPECIFIC\u00d2 CON ENERGICO MOVIMENTO DELLE MANI.<\/p>\n<p>ANCHE I RAPPORTI CON I REVISORI MINISTERIALI DEI CONTI NON FURONO BRILLANTI. A TACERE POI DELLA DIREZIONE AMMINISTRATIVA DELL&#8217;ISTITUTO CHE FU PROTAGONISTA DI UN CURIOSO EPISODIO. BRANCATI ERA UOMO DEVOTO E PRIMA DI ANDARE IN CONSERVATORIO O NELLA SUA PREFERITA BIBLIOTECA &quot;OLIVERIANA&quot;, SI FERMAVA SPESSO NELLA CHIESETTA DI SAN GIACOMO, A FIANCO DELLA SEDE DEL CONSERVATORIO, DOVE UN GIORNO DIMENTIC\u00d2 TALUNE CARTE RIGUARDANTI I RAPPORTI DA LUI INTRAPRESI CON UNA TIPOGRAFIA PER LA STAMPA DEL NOTO TESTO &#8212; SUA PREGEVOLISSIMA CREATURA &#8212; SULLA STORIA DELL&#8217;ISTITUTO. UNA PIA DONNA LE RINVENNE E LE CONSEGN\u00d2 AGLI UFFICI CHE NON MANCARONO DI FARGLI PESARE COME LE PROCEDURE RELATIVE A UN ADEMPIMENTO DELL&#8217;ISTITUTO DOVEVANO SEGUIRE CANALI DETERMINATI E NON RAPPORTI DIRETTI. ETERNO CONFLITTO TRA INTELLETTUALIT\u00c0 CREATIVA E OPEROSA, E BUROCRAZIA LIGIA ALLE DIRETTIVE DEL &quot;SUPERIORE MINISTERO&quot;.<\/p>\n<p>Specie allora. Mentre ora il conservatorio \u00e8 apparato certamente statale, ma non \u00e8 pi\u00f9 entit\u00e0 gerarchicamente subordinata a Roma e le nuove leve dei direttori amministrativi sono ottimi consiglieri che collaborano al superamento delle difficolt\u00e0, che anche oggi non mancano. Questa insofferente incompatibilit\u00e0 tra creativit\u00e0 e burocrazia, allora emersa, traspare anche nella rievocazione che Brancati svolge sui sette anni di direzione dell&#8217;allora liceo Rossini affidata a\u00a0<strong>Mascagni<\/strong>\u00a0sui quali lo scrittore, credo non a caso, nel suo volume si sofferma parecchio, con accenti solidali verso il &quot;toscanaccio di Livorno&quot;. A proposito del quale sostiene che &quot;non venne da tutti ben capito per le sue audaci iniziative, per il suo rifiuto dei pudori provinciali e spesso tirannici, per le sue aperte ribellioni alle accademiche prudenze e alle pedanterie protocollari&quot;.<\/p>\n<p>Mentre ne esalta, giustamente, i meriti artistici rilevando che la scuola &quot;con Mascagni venne a poco a poco trasformandosi in un grande centro artistico musicale anche grazie all&#8217;orchestra da lui voluta e guidata a mietere successi in Italia e all&#8217;estero ma soprattutto in virt\u00f9 della struttura assunta dal liceo che, elevato ad altissima fama, aveva il suo momento culminante negli affollatissimi saggi e nei concerti di fine anno dallo stesso Mascagni organizzati e diretti&quot;. Nel 1900, peraltro, il liceo musicale di Mascagni conquist\u00f2 il &quot;grand prix&quot; all&#8217;Esposizione universale di Parigi.<br \/>\nVera e propria impresa fu anche la redazione dell&#8217;elegante libro sul conservatorio, da lui curato senza chiedere alcun onorario. Il compimento dell&#8217;opera non ebbe vita facile.<\/p>\n<p>&quot;Vennero a sovrapporsi &#8212; puntualizza Brancati nella prefazione\u00a0&#8212; ostacoli di ogni genere frutto spesso di una visione ristretta dei problemi intrinseci all&#8217;atto creativo e alla sua traduzione in realt\u00e0 tipografica. Pu\u00f2 anche verificarsi che i responsabili dell&#8217;edizione vivano momenti di scoraggiamento e di sconforto ai quali \u00e8 possibile sfuggire solo se si ha la convinzione della piena validit\u00e0 del lavoro compiuto e del progetto ideati&quot;. Pi\u00f9 avanti lo storico aggiunge: &quot;Quando l&#8217;attivit\u00e0 redazionale era da poco iniziata lo scrivente si vide costretto per ragioni del tutto personali (le difficolt\u00e0 incontrate con gli apparati amministrativi) a presentare al ministero le proprie irrevocabili dimissioni. E a quel punto restavano ormai ben poche speranze di tradurre in realt\u00e0 il piano operativo&quot;. &quot;Eppure &#8212; conclude Brancati &#8212; l&#8217;idea di riprenderlo non tard\u00f2 a rifarsi in me viva e pressante al punto da indurmi a stabilire nuovi contatti con alcuni docenti che sin dal tempo delle mie dimissioni non avevano fatto mistero di essere disposti a svolgere anche i lavori iniziati da colleghi dichiaratisi poi indisponibili &quot;. E cos\u00ec venne finalmente alla luce, dopo alterne vicende durate una decina d&#8217;anni, l&#8217;unico volume, al momento, che ripercorre in modo organico la storia, dal 1882 al 1992, del conservatorio pesarese .<\/p>\n<p><em>Giorgio Girelli, presidente del Conservatorio statale Rossini<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL RESTO DEL CARLINO Pesaro, 11 febbraio 2017 &#8211;\u00a0Aveva\u00a0compiuto\u00a0novantotto anni\u00a0il 2 febbraio scorso, nel tardo pomeriggio di due giorni fa il\u00a0professor Antonio Brancati\u00a0se n&#8217;\u00e8 andato, chiudendo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-23067","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23067","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23067"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23067\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23067"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23067"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23067"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}