{"id":23063,"date":"2019-12-27T09:06:00","date_gmt":"2019-12-27T09:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/12\/27\/a-proposito-dellossessione-moderna-per-la-sicurezza\/"},"modified":"2019-12-27T09:06:00","modified_gmt":"2019-12-27T09:06:00","slug":"a-proposito-dellossessione-moderna-per-la-sicurezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/12\/27\/a-proposito-dellossessione-moderna-per-la-sicurezza\/","title":{"rendered":"A proposito dell&#8217;ossessione moderna per la sicurezza"},"content":{"rendered":"<p>Il signor X sta camminando tranquillamente per una via della sua citt\u00e0, allorch\u00e9, nello scendere dal marciapiedi, posa male il piede a terra, si sloga la caviglia e cade, escoriandosi anche una spalla. Ricoverato in ospedale, gli ingessano il piede e ci\u00f2 lo obbliga a un periodo di convalescenza di quaranta giorni. Molto prima di riacquistare l&#8217;uso dell&#8217;arto, il signor X si consulta con il suo avvocato e poi sporge denuncia contro il Comune, accusandolo di non aver curato la manutenzione stradale e di essere scivolato a causa di una irregolarit\u00e0 del bordo del marciapiedi. Vuole un risarcimento di alcune migliaia di euro.<\/p>\n<p>La signora Y va a fare la spesa in bicicletta tutti i giorni, pur essendo piuttosto anziana. Un giorno la ruota anteriore della sua bici va ad incastrarsi nella sede del binario della tranvia urbana ed ella cade rovinosamente; per miracolo non viene investita dalle automobili che transitano incessantemente lungo il viale, nell&#8217;intenso traffico dell&#8217;ora di punta. Riporta parecchie contusioni e la frattura di due costole. Su consiglio di un&#8217;amica, decide di sporgere querela contro l&#8217;amministrazione comunale e, per buona misura, contro la societ\u00e0 di trasporti che ha fatto attrezzare le sedi stradali in modo da farvi transitare i tram elettrici.<\/p>\n<p>Il signor Z sta tornando a casa dal luogo di lavoro e percorre una strada di collina fiancheggiata da fitti boschi; \u00e8 sera e non ci sono lampioni a illuminare il buio del crepuscolo invernale. A un tratto un cervo sbuca dagli alberi e attraversa la strada correndo, un attimo prima che l&#8217;automobile giunga alla sua altezza: l&#8217;impatto, fortissimo, \u00e8 inevitabile. L&#8217;animale rimane ucciso all&#8217;istante, ma anche il mezzo subisce non pochi danni: va a finire nel fosso e si fracassa tutta la fiancata; \u00e8 una fortuna che il conducente ne esca illeso, sia pure spaventatissimo. Non passano due giorni ed ecco una querela in piena regola piovere sulle autorit\u00e0 comunali e regionali, sull&#8217;A.N.A.S. e sulla Guardia Forestale, tutte motivate dalla stessa ragione: se il cervo ha attraversato la strada all&#8217;automobile del signor Z, la colpa deve essere per forza di qualcuno; e visto che ragionevolmente non la si pu\u00f2 scaricare sulla povera bestia, ignara del codice della strada, qualcun altro dovr\u00e0 risponderne e, naturalmente, ripagare i danni causati dal sinistro.<\/p>\n<p>Anche per la tragica morte del giovane H i suoi genitori hanno bisogno di un colpevole. Il ragazzo \u00e8 andato a sbattere a tutta velocit\u00e0 contro un abete ed \u00e8 rimasto ucciso sul colpo: stava sciando fuori pista, perch\u00e9 attirato dall&#8217;ebbrezza del proibito e dal fascino del pericolo. E bench\u00e9 ci fossero dei cartelli che mettevano chiaramente in guardia contro i rischi che incombono su chi lascia la pista e bench\u00e9, con o senza cartelli, tutti gli sciatori del mondo sanno che quella \u00e8 una cosa da non fare, o che si fa a proprio rischio e pericolo, quegli affranti genitori non hanno rinunciato a intentare una causa contro i responsabili della stazione sciistica, non tanto per ottenere i soldi, forse, ma per una sorta di ricerca della &quot;giustizia&quot; che plachi i loro sensi di colpa. Il loro legale sostiene che i cartelli di pericolo non erano abbastanza visibili e che non erano scritti nelle principali lingue europee (la famiglia H \u00e8 tedesca): evidentemente, per lui la figura di uno sciatore all&#8217;interno di un cerchio rosso e con sopra una striscia obliqua, sempre rossa, non era un segnale di pericolo sufficientemente chiaro ed esplicito.<\/p>\n<p>Poi c&#8217;\u00e8 il caso, se possibile ancor pi\u00f9 drammatico, della bambina K, annegata in due metri d&#8217;acqua nella piscina dell&#8217;albergo presso il quale trascorreva le vacanze insieme ai suoi genitori. Una stranissima fatalit\u00e0 ha voluto che il piede le restasse incastrato nel bocchettone dello scarico e che il pronto intervento del bagnino per liberarla da quella imprevista e pericolosa situazione non sia stato sufficiente a salvarle la vita: quando l&#8217;hanno portata sul bordo della piscina, la ragazzina aveva gi\u00e0 smesso di respirare. Anche in questo caso, pronta azione legale della sua famiglia contro la propriet\u00e0 dell&#8217;albergo perch\u00e9 un simile incidente non doveva accadere e se \u00e8 invece accaduto, vuol dire che la piscina non era a norma e che quella tragedia si sarebbe potuta evitare.<\/p>\n<p>Potremmo proseguire a lungo con questo tipo di situazioni. Dai casi nei quali la responsabilit\u00e0 degli incidenti \u00e8 decisamente dubbia, come quello della bambina che \u00e8 morta perch\u00e9, mentre si trovava all&#8217;interno di una chiesa coi suoi compagni di catechismo, si \u00e8 aggrappata all&#8217;acquasantiera e la pesante vasca di marmo le \u00e8 rovinata addosso, si arriva fino a quelli nei quali essa \u00e8 quanto meno cervellotica, per non dir pretestuosa, come quando un turista si \u00e8 visto asportare la mano da un orso al quale offriva un panino all&#8217;interno d&#8217;un parco nazionale, o la visitatrice di un giardino zoologico ha subito la stessa sorte dopo aver introdotto la mano con una banana oltre le sbarre della gabbia di un panda, sempre a dispetto dei cartelli che invitano le persone a non avvicinarsi agli animali selvatici e non tentar di familiarizzare con essi, ma soprattutto a dispetto del pi\u00f9 elementare buon senso e della pi\u00f9 ovvia prudenza. E c&#8217;\u00e8 perfino chi vuol fare causa al Comune, o al C.A.I,, o alla direzione del Parco naturale, se ha avuto un incidente durante un&#8217;arrampicata in montagna: se c&#8217;\u00e8 stata una slavina, o se una frana di ghiaccio e pietre si \u00e8 abbattuta gi\u00f9 da una parete, la colpa non \u00e8 stata del caso e tanto meno della leggerezza o dell&#8217;imprudenza dei rocciatori, ma sempre e solo di qualcun altro; e non potendo trascinare in tribunale le condizioni meteorologiche, e neppure Iddio in persona, non resta altro da fare che intentare causa alle pubbliche autorit\u00e0. Stessa cosa se dei ragazzi incoscienti o degli speleologi improvvisati si infilano in una grotta chiusa al pubblico, ma il cui accesso non \u00e8 sbarrato, e magari proprio alla vigilia di un violento nubifragio, che in poche ore l&#8217;ha riempita d&#8217;acqua: la responsabilit\u00e0 di quel che \u00e8 accaduto a quei ragazzi o a quelle persone adulte non \u00e8 loro, per carit\u00e0, ma di chi non ha segnalato il pericolo e non ha provveduto a far s\u00ec che l&#8217;ingresso della grotta fosse debitamente sigillato.<\/p>\n<p>Inutile dire che la responsabilit\u00e0 delle pubbliche autorit\u00e0 esiste solo in un senso e non in entrambi: vale a dire che prevede solo diritti e nessun dovere per il singolo cittadino, da un lato, e solo doveri e nessun diritto per le pubbliche autorit\u00e0, dall&#8217;altro. Se, per esempio, un maldestro alpinista viene a trovarsi in difficolt\u00e0 e chiede aiuto, col telefonino, alle guardie forestali o al Soccorso alpino, ma poi, quando arriva l&#8217;elicottero, ha cambiato idea e pensa di potercela fare da solo, e rifiuta di essere soccorso, ci\u00f2 rientra nei suoi diritti: e sia ben chiaro che il conto di due o tremila euro per l&#8217;uscita a vuoto dell&#8217;elicottero con tutto il personale, non lo pagher\u00e0 di certo; perfino se quell&#8217;elicottero si \u00e8 mobilitato per lui due o tre volte nell&#8217;arco di poche ore, perch\u00e9 le richieste di soccorso erano state pi\u00f9 di una, e sempre dalla stessa persona. N\u00e9 si creda che stiamo lavorando fantasia: anche questo fatto, come tutti gli altri, \u00e8 realmente accaduto, la stampa ne ha parlato e come sia andata a finire non si sa, perch\u00e9 poi \u00e8 sceso il silenzio ed \u00e8 molto probabile che quel conto, alla fine, lo paghiamo noi, sotto forma di tasse, e non il tizio che dovrebbe pagarlo e che oltretutto, essendo un cittadino straniero (spagnolo, in questo caso), se n&#8217;\u00e8 tornato a casa sua, da dove si guarda bene dallo scucire un solo centesimo per l&#8217;intervento che lui stesso, o sua madre, o comunque qualcuno del suo gruppo, avevano richiesto con accenti angosciati.<\/p>\n<p>Il discorso di fa ancora pi\u00f9 delicato quando si parla di sport. Un numero in costante crescita di persone \u00e8 sempre pi\u00f9 smanioso di mettere a repentaglio la propria vita mediante la pratica dei cosiddetti sport estremi, nei quali ci\u00f2 che conta non \u00e8 la sana e normale competizione per ottenere un risultato significativo dal punto di vista atletico, ma la ricerca esasperata di sensazioni forti, che facciano sgorgare l&#8217;adrenalina a mille, magari con lo scopo di immortalare se stessi col telefonino cellulare e di postare la propria immagine eroica sui <em>social<\/em>, per sbalordire il prossimo con la prova inoppugnabile del proprio ardimento e del proprio sprezzo del pericolo. E tuttavia, nello stesso tempo, si assiste sempre pi\u00f9 spesso allo spettacolo di persone che intentano cause legali contro le societ\u00e0 sportive presso le quali si allenano, loro o i loro figlioli; e addirittura di genitori che pretendono di trascinare in tribunale la presidenza della scuola frequentata dal loro pargoletto, esigendo un risarcimento salatissimo se il poverino, durante l&#8217;ora di educazione fisica, si \u00e8 contuso un ginocchio o si \u00e8 sbucciati la pelle del dito mignolo, magari mentre giocava con gli attrezzi della palestra all&#8217;insaputa dell&#8217;insegnante e sottraendosi intenzionalmente alla sua sorveglianza. N\u00e9 ci si discosta da un tale atteggiamento allorch\u00e9 si tratta di sport &quot;pesanti&quot;, come il rugby o il pugilato, nei quali si sa bene che qualche incidente pu\u00f2 capitare, e anzi bisogna metterlo in conto prima ancora di cominciare a praticarlo: anche in quel caso il reclamo \u00e8 assicurato alla prima lussazione.<\/p>\n<p>Ben diverso era l&#8217;atteggiamento degli antichi nei confronti dello sport e in genere del pericolo fisico e degli incidenti che possono capitare a chiunque esce di casa, cammina, corre, cavalca, nuota o semplicemente si reca al lavoro per guadagnarsi il pane quotidiano. Uno degli incontri di pugilato pi\u00f9 famosi della letteratura greca \u00e8 quello fra Amico, re dei Bebrici, e l&#8217;eroe Polluce. Ne parla Apollonio Rodio nel poema <em>Le<\/em> Argonautiche; ma a noi piace rievocarlo attraverso una pagina dello scrittore e poeta britannico, di origini tedesco-irlandesi, Robert Graves (Londra, 1895-Dei\u00e0, Spagna, 1985) grande filologo e difensore della bellezza classica contro la bruttezza dell&#8217;arte moderna, piegata ad interessi economici e politici (da: R. Graves, <em>I miti greci<\/em>; titolo originale: <em>Greek Myths<\/em>, 1955; traduzione dall&#8217;inglese di Elisa Morpurgo, Il Giornale, 1982, vol. 2, pp. 546-547):<\/p>\n<p><em>In seguito l&#8217;&quot;Argo&quot; tocc\u00f2 l&#8217;isola di Bebrico, anch&#8217;essa nel mar di Marmara, dove regnava l&#8217;arrogante re Amico, un figlio di Posidone. Codesto Amico si vantava d&#8217;essere un gran pugile e usava sfidare gli stranieri che invariabilmente venivano sconfitti; ma se rifiutavano di battersi, Amico senza tropi complimenti li gettava in mare dall&#8217;alto di una roccia. Amico and\u00f2 incontro agli Argonauti e neg\u00f2 loro cibo e acqua se non si fossero misurati con lui. Polideuce, che aveva vinto le prove di pugilato ai Giochi Olimpici, subito si fece avanti e infil\u00f2 i guanti di corregge che Amico gli offriva. Amico e Polideuce iniziarono il pugilato in una valletta fiorita, non lontano dalla spiaggia. I guanti di Amico erano irti di punte di bronzo, e i muscoli delle sue braccia pelose parevano scogli coperti di alghe. Egli era di gran lunga il pi\u00f9 pesante e il pi\u00f9 giovane; ma Polideuce, combattendo con cautela all&#8217;inizio e schivando le cariche brutali dell&#8217;avversario, ben presto si rese conto dei unti deboli della sua difesa e riusc\u00ec a fargli sputare sangue dalla bocca tumefatta. Dopo una prolungata serie di assalti durante i quali nessuno dei due pugili diede segno di stanchezza, Polideuce infranse la guardia di Amico, gli appiatt\u00ec il naso con un potente sinistro e riusc\u00ec a piazzare un paio di uncini alla mascella. Reso furioso dal dolore Amico agguant\u00f2 il pugno sinistro di Polideuce e lo tenne fermo mentre vibrava un destro. Ma Polideuce si scost\u00f2 bruscamente, evit\u00f2 il colpo e rispose con un destro all&#8217;orecchio, seguito da un montante cos\u00ec irresistibile che fracass\u00f2 la tempia di Amico e lo uccise all&#8217;istante<\/em>.<\/p>\n<p>Il lettore moderno potrebbe pensare che la tragica conclusione dell&#8217;incontro di pugilato fra Amico e Polluce sia un evento eccezionale dovuto alla particolare drammaticit\u00e0 del contesto, quello di un re inospitale e brutale, che similmente a Polifemo (altro figlio di Posidone) ha attirato su di s\u00e9 il castigo divino; ma non \u00e8 affatto cos\u00ec. L&#8217;eventualit\u00e0 che simili incontri sportivi si concludessero con la morte di uno degli antagonisti era tutt&#8217;altro che remota, specie se l&#8217;incontro avveniva in un clima di competizione particolarmente acceso. Basta leggere, nell&#8217;<em>Iliade<\/em>, la narrazione dell&#8217;incontro di pugilato che si svolge in occasione dei funerali di Patroclo, offerti da Achille; oppure, nell&#8217;<em>Eneide<\/em>, quello che ha luogo durante le cerimonie funebri in memoria di Anchise, volute da Enea, per constatare come solo per miracolo il furore del combattimento non divenisse causa di ulteriori lutti. Il cristianesimo ha poi ingentilito i costumi e ha fatto abolire, ad esempio, i crudeli &quot;giochi&quot; del circo, dei quali si dice che in una volta sola, al tempo dell&#8217;imperatore Claudio, venissero mandati al macello 20.000 gladiatori. Ma se il senso (e quindi il valore) della vita era subordinato, nel mondo antico, all&#8217;affermazione dell&#8217;<em>aret\u00e8<\/em> del guerriero, cio\u00e8 la dimostrazione della sua eccellenza in guerra, mentre nella civilt\u00e0 cristiana discendeva dall&#8217;adeguarsi alla volont\u00e0 divina, nella modernit\u00e0 le cose sono al tempo stesso pi\u00f9 semplici e pi\u00f9 complesse. Pi\u00f9 semplici, perch\u00e9 la principale ideologia moderna, il liberalismo, postulando la completa libert\u00e0 dell&#8217;uomo e recidendo, di fatto, il suo legame con la dimensione sopranaturale, ossia naturalizzandola radicalmente, rende di necessit\u00e0 la vita umana pi\u00f9 fragile ed esposta anche e soprattutto ad autodistruggersi con l&#8217;aborto, l&#8217;eutanasia, la promiscuit\u00e0 sessuale e la libert\u00e0 di drogarsi. Pi\u00f9 complesse perch\u00e9 l&#8217;orrore della morte, in un orizzonte del tutto privo di trascendenza, genera una reazione isterica di rifiuto: ed ecco esasperarsi la rivendicazione del diritto alla vita, non solo, ma anche alla sicurezza, sempre e comunque. Allora bisogna mettere ogni cosa <em>in sicurezza<\/em>, perfino le montagne. Il paradosso \u00e8 che frattanto le cose pi\u00f9 intime, dai risparmi all&#8217;informazione alla stessa libert\u00e0 di pensiero, gli vengono sottratte in silenzio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il signor X sta camminando tranquillamente per una via della sua citt\u00e0, allorch\u00e9, nello scendere dal marciapiedi, posa male il piede a terra, si sloga la<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[92],"class_list":["post-23063","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23063","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23063"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23063\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23063"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23063"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23063"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}